Categoria: Ambiente

  • Lombardia: sono 10 i Comuni ‘Plastic Free 2025’ premiati per il loro impegno per l’ambiente

    Lombardia: sono 10 i Comuni ‘Plastic Free 2025’ premiati per il loro impegno per l’ambiente

    Sono 122 i Comuni Plastic Free 2025 che si sono distinti per la lotta contro gli abbandoni illeciti, la promozione di comportamenti responsabili, le opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno in una gestione virtuosa dei rifiuti urbani.

    L’elenco di borghi, paesi e città italiane che hanno superato la valutazione di Plastic Free Onlus, basata su ben 23 punti, è stato svelato a Montecitorio, in una conferenza stampa alla presenza dell’On. Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati, e dei vertici dell’associazione ambientalista.

    Ben 10 i Comuni Plastic Free della Lombardia: Bergamo (BG); Gussago (BS); Borgo Virgilio (MN); Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio e Milano (MI); Lissone, Villasanta, Vimercate (MB); Pavia (PV).

    “Sono molto orgoglioso che la nostra iniziativa, giunta alla quarta edizione, raccolga ogni anno sempre più adesioni passando da 111 a 122 Comuni Plastic Free. – ha dichiarato Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, l’associazione nata nel 2019 per contrastare l’abuso e l’inquinamento da plastica, oggi presente in oltre 30 Paesi nel mondo – I tantissimi Comuni che hanno deciso di sottoporre il proprio operato amministrativo in tema ambientale alla nostra valutazione sono il frutto dell’impegno quotidiano e concreto dei nostri referenti e volontari sul territorio. Attraverso una sensibilizzazione continua dei cittadini ma soprattutto dei giovani nelle scuole, riusciamo anno dopo anno a tenere alta l’attenzione delle pratiche virtuose necessarie per un futuro libero dall’eccesso di plastica. L’auspicio è che – ha concluso De Gaetano (Plastic Free) – sempre più Amministrazioni colgano l’incitamento e il supporto dei nostri 1.100 referenti italiani, donando così alle proprie comunità luoghi più piacevoli, puliti e sani da vivere”.

    A ogni Comune Plastic Free verrà assegnato un livello di valutazione espresso in tartarughe: 1, 2 o 3, fino a un massimo di “3 tartarughe gold”. La consegna dei riconoscimenti e delle targhe con il relativo attestato di virtuosità si terrà il prossimo 8 marzo a Napoli presso il Teatro Mediterraneo, in un evento che celebrerà l’impegno per l’ambiente delle Amministrazioni locali.

    Ad illustrare l’impegno dell’associazione sui territori e l’impatto dell’azione di sensibilizzazione sulle amministrazioni sono stati Margherita Maiani e Lorenzo Zitignani, rispettivamente Segretario e Direttore generale di Plastic Free Onlus.

    La regione con più Comuni Plastic Free è stata l’Abruzzo, ben 16, seguita da Sicilia (14), Puglia e Veneto (12), Lombardia e Campania (10).

  • Parabiago: parte la campagna informativa che introduce la Tariffa Puntuale

    Parabiago: parte la campagna informativa che introduce la Tariffa Puntuale

    La città di Parabiago si prepara ad accogliere la Tariffa Puntuale, un sistema innovativo per la gestione dei rifiuti indifferenziati che va a premiare i comportamenti virtuosi e a promuove la sostenibilità ambientale.

    “La tua impronta fa fiorire l’ambiente” è lo slogan della campagna di comunicazione che accompagnerà, passo passo, i cittadini verso l’adozione del nuovo sistema.

    A partire da marzo 2025, i cittadini della Città di Parabiago riceveranno gratuitamente i nuovi sacchi GRIGI dotati di microchip. Tali sacchi dovranno essere utilizzati per conferire i rifiuti indifferenziati, in sostituzione dei sacchi viola attualmente in uso e non più utilizzabili. I nuovi sacchi GRIGI dotati di microchip saranno ‘personalizzati’, ovvero associati ad ogni utenza di riferimento.

    “Questo modo di operare –sottolinea l’assessore all’Igiene Urbana, Luca Ferraio- permette una tariffazione più equa: nel calcolo della Tari, infatti, sarà preso in considerazione anche il numero dei conferimenti annuali effettuati da ciascuna utenza. Per ‘conferimenti annuali’, è bene precisarlo, si intende il numero delle esposizioni del sacco GRIGIO con microchip contenente rifiuto indifferenziato che ogni utenza espone per il ritiro nei giorni prestabiliti e, NON, il suo peso!”.

    OBIETTIVI
    La Tariffa Puntuale nasce per:

    Incentivare la raccolta differenziata, trasformando i rifiuti in nuove risorse.
    Ridurre la quantità di secco indifferenziato e le emissioni di CO2 prodotte dai termovalorizzatori, dove finiscono, appunto, i rifiuti indifferenziati.
    Premiare le famiglie e le imprese che adottano comportamenti sostenibili.

    TEMPISTICHE E MODALITÀ. La distribuzione porta a porta dei nuovi sacchi grigi avverrà gradualmente tra marzo e maggio 2025, seguendo le zone di raccolta in cui il territorio di Parabiago è già suddiviso. Il 2025 sarà l’anno della sperimentazione, in modo che i cittadini imparino a familiarizzare con il nuovo sistema che entrerà ufficialmente in vigore dal 1° gennaio 2026, quando nel computo della Tari rientrerà anche il numero (non il peso) di sacchi grigi conferiti da ciascuna utenza.

    Per facilitare il passaggio al nuovo sistema, sono in programma tre incontri pubblici, durante i quali cittadini e imprese potranno ricevere tutte le informazioni necessarie. Di seguito le date programmate:

    Giovedì 27 febbraio 2025 ore 21.00 -Sala Consiglio del Comune di Parabiago – Piazza della Vittoria, 7
    Giovedì 27 marzo 2025 ore 21.00 – Sala Polivalente Campo Sportivo Venegoni Marazzini – Via Carso, 2
    Martedì 15 aprile 2025 ore 21.00 – Sala Teatro parrocchia San Lorenzo – Via Don Giacomo Bianchi, 9
    “Questa novità – sottolinea il sindaco, Raffaele Cucchi – non costituisce solo un adempimento agli impegni e agli obiettivi contenuti in Agenda 2030, ma rappresenta per Parabiago un passo importante verso un futuro più sostenibile. Il cittadino diviene parte attiva, protagonista di questo processo di cambiamento, attraverso il piccolo sforzo quotidiano di porre una maggiore attenzione sia alla separazione domestica dei rifiuti, sia al contenimento della produzione di rifiuti indifferenziati, ossia quelli che hanno un maggiore impatto, a livello ambientale. Sì, perché dal modo in cui scegliamo di differenziare producendo minor residuo possibile, dipende la qualità dell’ambiente in cui viviamo e in cui vivranno i nostri figli.”.

    La tua impronta farà davvero rifiorire l’ambiente

    Per maggiori informazioni: Numero verde: 800 196363 – www.aemmelineaambiente.it

  • Fondazione OMD porta clima, meteo ed energia nelle scuole a Milano

    Fondazione OMD porta clima, meteo ed energia nelle scuole a Milano

    Sono 95 le classi, per un totale di 1900 alunni, che hanno aderito alla nuova edizione di Nuvole a motore e Play4Climate. I due progetti di educazione ambientale sono organizzati dalla Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo ETS con il contributo di IGS S.p.A. – operatore di stoccaggio di gas naturale – e il patrocinio della Provincia di Lodi.

    Dal 2018 a oggi l’iniziativa ha coinvolto oltre 10.000 studenti tra scuole primarie e secondarie. A partire da quest’anno scolastico possono partecipare in presenza anche gli istituti del Comune di Milano oltre a quelli della provincia di Lodi, mentre nel resto d’Italia rimane l’opportunità di aderire alla modalità di partecipazione online.

    Le lezioni, tenute dagli educatori qualificati della Fondazione OMD, si svolgeranno fino a maggio e saranno dedicate a meteo, clima ed energia, ponendo particolare attenzione a tutto ciò che riguarda il tema, quanto mai attuale, della transizione energetica ed ecologica: dal ruolo del gas naturale alle fonti alternative, delle batterie agli altri strumenti di stoccaggio energetico. Attraverso l’insegnamento di contenuti scientificamente fondati, l’obiettivo è fornire agli studenti gli strumenti necessari a comprendere meglio il contesto in cui vivono, individuare le informazioni false e fuorvianti e capire così quali sono i comportamenti e le scelte più sostenibili da adottare per fronteggiare i cambiamenti climatici in corso e le loro conseguenze.

    “Nuvole a motore” si rivolge in particolare alle scuole primarie: sfruttando materiali sia cartacei che online, attraverso un’alternanza di spiegazioni frontali, giochi, esperimenti e altri momenti di interattività permette ai ragazzi di imparare mettendosi in gioco in prima persona.
    “Play4Climate”, destinato invece alle scuole secondarie di primo e secondo grado, affronta i temi del progetto attraverso una storia, che prende il via dal lavoro di un gruppo di scienziati in un futuro sconvolto dalle conseguenze del cambiamento climatico e i cui passi avanti sono gli stessi studenti a sviluppare nel corso delle lezioni. Lo fanno in particolare attraverso un dibattito in classe, un videogame sviluppato ad hoc per l’iniziativa – con cui tutti possono mettersi alla prova su play4climate.it/game – e una escape room – allestita in aula o ricreata attraverso un kit in scatola -che tra enigmi da risolvere, meccanismi da interpretare e codici da scoprire li condurrà alla soluzione finale.

    Tutte le informazioni aggiornate sul progetto sono disponibili su nuvoleamotore.it e su play4climate.it.

  • L’appello di Sebastian Colnaghi per proteggere gli anfibi in Piemonte

    L’appello di Sebastian Colnaghi per proteggere gli anfibi in Piemonte

    Ogni anno migliaia di anfibi in Piemonte tra cui il Rospo comune (nome scientifico Bufo bufo), affrontano gravi rischi a causa delle infrastrutture artificiali. Questi ostacoli, come canali di irrigazione e grate, possono intrappolare gli animali, compromettendo la biodiversità.

    Il Rospo comune è diffuso in tutto il territorio italiano, dalle pianure alle zone montuose, con l’eccezione di alcune isole minori. In Piemonte è particolarmente presente nelle aree boschive delle Alpi Cozie e Marittime, lungo i corsi d’acqua come il Po, il Tanaro e il Sesia, e nelle zone umide delle colline del Monferrato e delle Langhe. Qui trova habitat ideali per la riproduzione e lo sviluppo delle larve. La sua presenza è un indicatore della salute dell’ecosistema.

    Sebastian Colnaghi, ambientalista impegnato nella sensibilizzazione per la tutela del pianeta e della biodiversità, ha recentemente condotto un intervento di salvataggio di alcuni rospi, intrappolati in una presa d’acqua per l’irrigazione nella riserva naturale di Pantalica, in Sicilia. Questo episodio evidenzia una problematica presente anche in Piemonte: le strutture artificiali possono diventare trappole mortali per la fauna selvatica.

    “Episodi simili si verificano frequentemente lungo i fiumi – dichiara Sebastian Colnaghi -. Canali e prese d’acqua intrappolano anfibi e altri animali selvatici. Le nostre aree naturali richiedono maggiore attenzione e interventi concreti da parte delle autorità per garantire la salvaguardia di questa specie essenziale”. Durante il salvataggio l’ambientalista ha utilizzato guanti in lattice per maneggiare i rospi senza danneggiare il delicato strato di muco che protegge la loro pelle, dimostrando l’importanza di agire con consapevolezza.

    Proteggere gli anfibi e altre specie selvatiche è una responsabilità condivisa che richiede l’impegno congiunto di istituzioni e cittadini. Segnalare situazioni critiche, sostenere iniziative locali e adottare pratiche rispettose dell’ambiente sono azioni essenziali per garantire un futuro più sicuro alla fauna. “La biodiversità italiana è un patrimonio inestimabile che va protetto – conclude Colnaghi -. Vedere questi piccoli animali intrappolati mi ha fatto riflettere su quanto possiamo fare per aiutarli, soprattutto in un momento così critico per la biodiversità. Ogni gesto, anche il più piccolo, può fare la differenza nel custodire la straordinaria ricchezza del nostro territorio”.

  • In Lombardia le foreste sono cresciute del 45% in 100 anni

    In Lombardia le foreste sono cresciute del 45% in 100 anni

    Boschi e foreste in Lombardia occupano oltre 618.000 ettari: un quarto del territorio regionale, un dato che in un secolo è cresciuto di quasi il 45% per un patrimonio costituito da 145 milioni di metri cubi di legname che aumenta di 3 milioni di metri cubi l’anno ed è in grado di trattenere 103,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia 2023 di Ersaf, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste.
    La provincia con la maggiore superficie boscata è Brescia con 171.000 ettari di bosco, mentre Como e Lecco sono quelle con il maggiore tasso di boscosità con il 47% del territorio coperto da foreste, seguite da Bergamo (43%), Varese (41%) e Sondrio (39%).

    Le imprese boschive sono 325 (+70% rispetto al 2009) con oltre 1.600 addetti, con 28 Consorzi forestali che gestiscono circa 88.000 ettari di bosco.

    “Questo volume – dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Alessandro Beduschi – come ogni anno fotografa lo stato di una ricchezza naturale che cresce ma è allo stesso tempo fatta di equilibri fragili che abbiamo il dovere di monitorare. Dal bosco dipendono non solo la qualità della biodiversità, ma anche la protezione dei suoli e la sicurezza idrogeologica”.

    Ersaf, sottolinea in conclusione il presidente Fabio Losio, gestisce 16.500 ettari di boschi di proprietà regionale e si occupa degli oltre 618.000 ettari di tutta la Lombardia, impiegando poco più di 100 operai. “È un contributo essenziale per la gestione del nostro meraviglioso patrimonio forestale che è in buona salute” conclude.

  • Aemme Linea Ambiente: fuori uso per guasto tecnico il distributore automatico di via Girardi

    Il distributore automatico di sacchi grigi e azzurri con il microchip ubicato in via Girardi (rione Canazza) è momentaneamente fuori servizio, a causa di un guasto tecnico.

    E’ già stata allertata l’assistenza che provvederà al ripristino nei tempi compatibili al reperimento dei pezzi da sostituire.

    I cittadini della zona Oltresempione 6 possono, tuttavia, contare sugli altri quattro distributori dislocati sul territorio cittadino:

    *via Caravaggio (zona Frati)- vicino alla casetta dell’acqua
    * piazza San Magno- cortile del municipio
    * via dei Salici (zona Mazzafame)- vicino alla casetta dell’acqua
    * via Pisa- marciapiedi antistante la scuola Collodi

    Per ottenere la fornitura di sacchi è sufficiente avvicinare la tessera sanitaria dell’intestatario Tari al display del distributore automatico.

    Ricordiamo che è sempre attivo il Numero verde di AEMME Linea Ambiente 800- 19.63.63 e che è possibile scaricare la nuova App (usALAapp), per ottenere tutte le informazioni inerenti i servizi erogati NEI 19 Comuni in cui ALA gestisce l’Igiene Urbana.

  • Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti: ‘giuste premesse di sostenibilità’, la nota di Legambiente

    Dopo il forum pubblico di chiusura, convocato a ridosso della pausa di fine anno, si è conclusa sabato 18 gennaio la fase di acquisizione dei pareri, dei contributi e delle osservazioni alla Proposta di aggiornamento del Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) di Regione Lombardia, dopo l’ultima redazione del 2016. Insieme al Programma Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC) questo aggiornamento costituirà la linea guida delle realizzazioni entro il 2032 in materia di mobilità delle persone e delle merci, con importanti riflessi sulla vita della comunità regionale, sia sociale sia amministrativa.

    Lo scenario della mobilità lombarda è un riflesso di quello nazionale: elevata motorizzazione sia individuale sia commerciale, investimenti insufficienti nel trasporto collettivo rispetto a quelli per le infrastrutture viabilistiche, congestione, inquinamento, minaccia all’integrità e alla connessione delle aree protette. In Lombardia l’utilizzo dell’automobile privata può arrivare all’85% degli spostamenti, una tendenza che si riflette nella preponderanza di programmi per nuove strade e autostrade, senza intaccare le aree ancora non servite dal trasporto collettivo con progetti innovativi e migliorativi dell’attuale scenario, dominato dalla motorizzazione di massa.

    Non fa eccezione il trasporto delle merci su gomma, nonostante il PRMT contenga programmi di incentivazione al trasferimento su rotaia di questo essenziale comparto dell’economia regionale. Mancando una strategia industriale, molte delle ottanta opere viabilistiche previste dal PRMT non faranno altro che rafforzare il ‘far west’ degli insediamenti logistici, per i quali solo nel 2023 sono stati transati 1,3 Mln di mq sui 10,5 già esistenti, evitando di costruire alternative sia per il trasporto e la consegna delle merci, e assecondando una disorganizzazione degli attrattori di mobilità, destinata ad affossare ulteriormente l’efficacia dei servizi di trasporto collettivo.

    Queste ottanta realizzazioni, tra le quali opere palesemente inutili e dannose come la Bergamo-Treviglio, l’autostrada regionale Cremona Mantova o la devastante Tangenziale di Abbiategrasso, per non parlare di Pedemontana, confermano i ‘contenuti prioritari’ del Programma, ovvero il completamento delle opere principalmente viabilistiche prima che il potenziamento di quelle ferroviarie o la progettazione di nuove linee di trasporto collettivo.

    Vista la situazione lombarda, aggravata da picchi di inquinamento che proseguono la serie negativa di superamenti delle normative europee, la strategia da seguire sarebbe quella di una riduzione del danno realizzata con l’ottimizzazione dell’esistente, ma il pur efficace ‘paradigma ASI’ (Avoid, Shift, Improve, ovvero riduzione della domanda, spostamento su modalità più sostenibili ed efficientamento dell’esistente), adottato nelle più avanzate pianificazioni trasportistiche, come in questo PRMT, sottopone la riduzione della domanda a un laconico ‘da realizzare nel quadro delle politiche regionali’.

    “I molti, troppi investimenti in nuove infrastrutture stradali e autostradali, costose quanto insostenibili, impediscono una vera innovazione nei trasporti lombardi,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Sarebbe invece opportuno il deciso potenziamento di un trasporto collettivo che sia innovativo nei piani di esercizio e nella capillarità, prima di pensare a tecnologie avveniristiche ma che non risolvono i problemi del presente, come l’idrogeno scelto per la Brescia Edolo, e un trasporto delle merci che mostri una qualsiasi strategia di politica e industriale che eviti la crescita disordinata degli insediamenti logistici per far diventare questo settore un punto di riferimento europeo quanto ad alta efficienza e ridotto spreco di energia e di territorio

  • Parco Agricolo Sud Milano, i big del centro destra hanno illustrato le novità: governance e prospettive future

    Lunedì 20 gennaio 2025, il Centro Polifunzionale Sandro Pertini di Peschiera Borromeo ha ospitato un importante incontro pubblico dedicato alla recente riforma della governance del Parco Agricolo Sud Milano (PASM). L’evento, organizzato dal centrodestra cittadino, ha visto la partecipazione di figure chiave della politica regionale e locale, suscitando grande interesse tra amministratori, agricoltori e cittadini.

    Un dibattito atteso

    Tra i relatori principali, spiccano i nomi di Franco Lucente, Assessore regionale alla Mobilità e primo firmatario del Progetto di Legge sul PASM, Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi, e Silvia Scurati, Consigliere regionale e cofirmataria della legge. Moderatrice della serata è stata Vera Cocucci, Consigliere di Città Metropolitana di Milano, che ha guidato con vivacità il confronto tra i protagonisti. Il convegno è stato introdotto dagli organizzatori locali: Carla Bruschi Coordinatrice cittadina di Forza Italia, Daniele Pinna Segretario cittadino della Lega e Andrea Canino Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che hanno rivolto parole di soddisfazione per la cospicua presenza del pubblico: «Un argomento di estremo interesse che coinvolge il nostro territorio». L’evento ha visto anche le considerazioni di tanti amministratori del territorio e la presenza come auditori di Giorgio Bianchini del WWF Sud Milano, e Walter Ferrari, noto naturalista divulgatore e grande conoscitore del Parco Agricolo Sud Milano.

    L’intervento di Franco Lucente

    Franco Lucente (Fratelli d’Italia) ha aperto il dibattito con una panoramica sul lungo iter legislativo che ha portato alla riforma. «Questa legge, approvata nel dicembre 2022, segna una svolta nella gestione del Parco Agricolo Sud Milano. Abbiamo lavorato per tre anni, affrontando ostacoli e divergenze, ma con la consapevolezza che l’80% del parco è di proprietà agricola e richiede soluzioni concrete per i nostri agricoltori», ha dichiarato.

    Lucente ha sottolineato l’importanza di una governance più inclusiva, che prevede un consiglio direttivo composto da 11 membri, tra cui rappresentanti di Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Provincia e due esponenti del mondo agricolo. Ha anche rassicurato il pubblico sulla tutela ambientale: «Abbiamo inserito un rappresentante delle associazioni ambientaliste per garantire una visione a 360 gradi. Il nostro obiettivo è valorizzare il parco senza compromettere l’equilibrio tra ambiente e attività produttive».

    Silvia Scurati: tutela e sviluppo

    Silvia Scurati (Lega) ha raccontato il percorso politico dietro la legge, sottolineando la coesione tra le forze di centrodestra. «Abbiamo lavorato insieme per garantire che questa riforma rispondesse alle esigenze del territorio. Non è solo una questione di governance, ma di rispetto per chi vive e lavora nel parco», ha spiegato.

    Scurati ha anche affrontato le critiche ricevute, chiarendo che la legge non comporta consumo di suolo: «La nostra priorità è mantenere il parco agricolo. Investiremo in educazione ambientale e nella promozione dei prodotti locali, come già avviene in altri parchi regionali».

    Gianluca Comazzi: un approccio pragmatico

    Gianluca Comazzi (Forza Italia) ha evidenziato il ruolo strategico della Regione Lombardia nella gestione del parco. «Non possiamo permettere che i nostri agricoltori attendano anni per ottenere autorizzazioni. Con questa riforma, puntiamo a sburocratizzare i processi e a garantire una gestione più efficiente», ha affermato.

    Comazzi ha inoltre ricordato gli sforzi per armonizzare le normative regionali e locali, eliminando le discrepanze che hanno rallentato lo sviluppo del parco: «Siamo passati da una gestione frammentata a una visione unitaria, aumentando anche i fondi disponibili da 360.000 a quasi 700.000 euro annui». Comazzi ha poi spiegato che il nuovo Statuto è già stato approvato da Città Metropolitana di Milano e da 50 dei 60 comuni del Parco Agricolo Sud Milano, presto ci sarà una Delibera che consentirà a Regione Lombardia di adottarlo e renderlo operativo: «Finalmente avremo un Presidente che si occuperà a tempo pieno del Parco Agricolo Sud Milano».

    Le voci dal territorio

    L’incontro ha dato spazio anche a sindaci e rappresentanti locali. Mario Orfei, ex candidato sindaco a Peschiera Borromeo, e attuale Consigliere comunale, ha raccontato le difficoltà incontrate nella gestione delle pratiche burocratiche con il Parco Sud: «Abbiamo esempi di aziende agricole bloccate per anni. Questa riforma è una risposta concreta alle loro necessità».

    Luciano Nieto, di Confagricoltura, ha elogiato la nuova visione strategica: «Finalmente un modello che mette al centro gli agricoltori e i servizi ecosistemici. Il parco non deve essere una riserva indiana, ma un luogo di innovazione e sviluppo sostenibile».

    Rodolfo Corazzo, sindaco di Rodano, ha ricordato un episodio emblematico: «Anni fa, per ottenere una risposta su una pratica relativa a 20.000 metri di terreno, abbiamo atteso tempi biblici. Questa nuova governance è fondamentale per snellire le procedure».

    Giulio Guala, sindaco di Colturano, ha espresso soddisfazione per il cambio di gestione: «La rigidità del Parco ci ha obbligati a rivedere interamente il nostro PGT per una strada di soli 700 metri. Con questa riforma, speriamo in maggiore ascolto per le esigenze locali».

    Carmine Lanzetta, vicesindaco di Tribiano, ha condiviso la frustrazione per anni di immobilismo: «I cittadini si rivolgono a noi per risolvere problemi con il Parco, ma spesso abbiamo trovato un muro di gomma. Questa nuova governance porterà un cambiamento reale».

    Loris Carmagnani sindaco di Carpiano ha elogiato la coesione tra gli amministratori: «Siamo un territorio ricco di agricoltori che necessitano di supporto immediato. Questa riforma rappresenta un passo avanti per tutti noi».

    Vera Cocucci, moderatrice e Consigliere di Città Metropolitana nonché del Comune di Mediglia, ha sottolineato l’impatto positivo della nuova gestione: «Il Parco non deve essere un ostacolo, ma un alleato per agricoltori e amministratori locali».

    L’evento si è concluso con un caloroso applauso, testimonianza dell’interesse e della partecipazione della comunità. La riforma del Parco Agricolo Sud Milano rappresenta un banco di prova per la politica lombarda, chiamata a dimostrare che è possibile coniugare tutela ambientale e sviluppo economico.

  • A lezione di ambiente nelle scuole del territorio con il Consorzio dei Navigli

    Sono già circa 1.000 gli studenti del territorio che hanno partecipato al progetto di educazione ambientale sull’inquinamento causato dal mondo dell’industria tessile e rivolto alle scuole di ogni ordine e grado dei Comuni del Sud Ovest Milanese soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società che si occupa di gestione integrata dei rifiuti, educazione ambientale e promozione turistica del territorio.

    Nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2024 sono stati coinvolti centinaia di alunni delle scuole primarie di Bernate Ticino, Casorate Primo, Vittuone e Corbetta.

    Gli educatori del Consorzio dei Navigli hanno tenuto lezioni teoriche e pratiche con l’obiettivo di sviluppare il senso di responsabilità di bambini e ragazzi sul tema dell’inquinamento prodotto dall’industria tessile. In gran parte la causa è riconducibile alla cosiddetta “fast fashion”, settore dell’industria dell’abbigliamento che produce collezioni nuove in tempi brevissimi (più di 50 collezioni all’anno) mediante l’utilizzo di materiali inquinanti e di scarsa qualità.

    «Gli alunni hanno potuto sperimentare con interesse il tema dell’inquinamento tessile nella loro vita quotidiana iniziando, per esempio, a leggere le etichette dei loro capi di abbigliamento. – afferma Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Navigli – Gli incontri sono stati strutturati per comprendere da dove nascono le fibre dei capi che indossano per poi arrivare a capire dove vanno a finire. L’attenzione è stata poi focalizzata sulle azioni, su cosa possono fare di concreto per contribuire a salvaguardare l’ambiente».

    «L’inquinamento provocato dall’industria tessile è di grande attualità. Gli abiti sono al quarto posto per consumo di risorse e in media, ogni cittadino, butta via 11 kg di vestiti all’anno, tra scarpe e altri prodotti in tessuto», spiega Christian Migliorati, direttore del Consorzio dei Navigli che ha avviato anche la raccolta del rifiuto tessile attraverso l’installazione di appositi cassoni con relativa cartellonistica all’interno delle piattaforme ecologiche dei Comuni Soci.

    Il progetto di educazione ambientale proseguirà fino al termine dell’anno scolastico coinvolgendo altri studenti delle scuole dei Comuni soci che progressivamente stanno aderendo. Inoltre, continuerà ad essere promosso anche in occasione di eventi pubblici come fiere e altre manifestazioni del territorio.

  • Qualità aria in Lombardia, la Regione: dati in costante miglioramento

    Qualità aria in Lombardia, la Regione: dati in costante miglioramento

    Alla conclusione della prima fase di validazione, sono ora disponibili le valutazioni sull’andamento della qualità dell’aria dell’anno 2024 fotografato dagli strumenti certificati della rete di rilevamento di Arpa Lombardia. Tutti i dati utilizzati per questo bilancio sono pubblici, reperibili sul sito e dall’inconfutabile valore scientifico: provengono infatti da strumenti conformi alle norme, di cui è garantita, tramite apposite procedure di controllo e assicurazione di qualità, l’affidabilità e la comparabilità.

    “I numeri – ha dichiarato Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia – confermano il miglioramento del trend su base pluriennale. Nel periodo invernale ci sono frequenti situazioni di inversione termica che trasformano tutta la Pianura Padana in una sorta di recipiente chiuso, ma i dati scientifici di Arpa, unico ente titolato a certificarli, ci dicono che la direzione è giusta. Nel 2025 investiremo ancora sull’abbattimento delle emissioni degli edifici pubblici e dei servizi abitativi con un bando da 34 milioni di euro; sull’abbattimento delle emissioni derivanti dal traffico veicolare con un bando da 10 milioni di euro dedicato a strade verdi e smart; sulla sostituzione di autovetture inquinanti peri cittadini con 23 milioni di euro e sull’innovazione in agricoltura con 15 milioni di euro. È ancora aperto inoltre il bando da 23 milioni di euro dedicato alla sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa. Investimenti che si aggiungono a quelli fatti negli ultimi anni per la sostituzione dei veicoli inquinanti di aziende e privati. La collaborazione con gli altri territori del bacino padano è costante per una azione omogenea”.

    Come ormai da qualche anno, anche nel 2024 è stato rispettato ovunque il limite annuale per il PM10 (media di 40 microgrammi per metrocubo). Inoltre, per il secondo anno dopo il 2023, anche la media annua del PM2.5 ha rispettato in tutte le stazioni lombarde il limite normativo di 25 microgrammi per metrocubo. Permangono invece in alcune zone del territorio lombardo superamenti del limite giornaliero fissato per il PM10 (rispetto ai 35 giorni consentiti), pur all’interno di un trend pluriennale in progressiva e continua riduzione.

    Buone notizie anche per il biossido di azoto (NO2), che non ha superato la media annuale di 40 microgrammi per metro cubo (limite di legge) nella quasi totalità delle stazioni di monitoraggio. Si segnala in particolare che sono scese al di sotto del limite anche le stazioni ad alta densità di traffico, Milano in Viale Marche e Brescia in Via Turati, che lo scorso anno avevano superato i limiti.

    Il trend positivo dovrà continuare nel tempo, anche alla luce della direttiva europea 2024/2881, che fissa obiettivi ancora più ambiziosi rispetto a quelli attualmente in vigore, per avvicinarsi sempre più alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    La situazione in dettaglio per i diversi parametri è la seguente:

    Numero di giorni di superamento dei 50 microgrammi al metrocubo di PM10 nella stazione peggiore di ciascun capoluogo: 68 giorni a Milano, 57 a Cremona, 56 a Brescia, 54 a Monza, 50 a Mantova, 49 a Lodi, 47 a Pavia, 40 a Bergamo, 21 a Como, 9 a Lecco, 8 a Sondrio e 5 a Varese. Considerando l’intera Regione, il numero di giorni di superamento più elevato nel 2024 è stato registrato nella stazione di Soresina (CR), con 75 giorni oltre il limite e nella stazione di Rezzato (BS), con 70 giorni sopra il limite.

    Media annua del PM2.5 – Nella stazione peggiore di ciascun capoluogo, le medie sono le seguenti: Monza 24 µg/m³, Cremona 23 µg/m³, Brescia 22 µg/m³, Lodi e Milano 21 µg/m³, Pavia 19 µg/m³, Bergamo 18 µg/m³, Mantova e Sondrio 16 µg/m³, Como 15 µg/m³, Varese 13 µg/m³, e Lecco 11 µg/m³. Considerando l’intera Regione, nel 2024 le concentrazioni medie annue più elevate si sono registrate nella stazione di Soresina in provincia di Cremona, con 25 µg/m³, comunque sotto al limite.

    Media annua NO2 – La media nella stazione peggiore di ciascun capoluogo è la seguente: Milano 39 µg/m³, Brescia 38 µg/m³, Varese 35 µg/m³, Bergamo e Como 33 µg/m³, Lecco e Monza 28 µg/m³, Pavia 26 µg/m³, Cremona e Mantova 24 µg/m³, Lodi 22 µg/m³e Sondrio 21 µg/m³. L’unica stazione attualmente sopra al limite in Lombardia è quella di Cinisello Balsamo, con 42 µg/m³, stabile rispetto al 2023.