Categoria: Ambiente

  • Buscate, arriva la tariffa puntuale

    Buscate, arriva la tariffa puntuale

    Sul territorio di Buscate ha preso il via la distribuzione “porta a porta” dei primi materiali informativi (la lettera del sindaco, Fabio Merlotti e il pieghevole informativo), inerenti la Tariffa Puntuale.

    Anche Buscate ha condiviso, infatti, la scelta già operata da altri otto Comuni in cui AEMME Linea Ambiente gestisce il servizio d’Igiene Urbana e ha deciso d’introdurre la Tariffa Puntuale, un sistema di calcolo della Tassa Rifiuti che, oltre a prendere in considerazione la metratura dell’immobile e il numero dei componenti di cui un nucleo familiare si compone, tiene conto anche dei rifiuti indifferenziati che la singola utenza (domestica e non domestica) produce.

    Mentre la plastica, l’umido, la carta, il vetro, l’alluminio sono rifiuti che possono avere una seconda vita attraverso il riciclo, il secco indifferenziato no: la sua destinazione obbligata è lo smaltimento nel termovalizzatore e questo processo di combustione comporta emissioni di CO2 in atmosfera. Indurre i cittadini a differenziare meglio e a ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato significa, pertanto, dare una mano all’ambiente. Quella della Tariffa Puntuale è, dunque, una scelta di rispetto ambientale che i Comuni esercitano non solo per concorrere agli obiettivi regionali e nazionali di sostenibilità, ma anche e soprattutto per far comprendere che la partita ambientale non si può giocare da soli: dev’essere un grande gioco di squadra in cui ciascuno deve necessariamente assolvere al proprio ruolo con impegno e serietà.

    Cosa cambia, in concreto per i cittadini?

    Quasi nulla. Si tratta, infatti, di un cambiamento molto semplice. La modifica riguarderà solo i rifiuti indifferenziati, che non dovranno più essere conferiti nel sacco viola semitrasparente, bensì in un nuovo sacco di colore grigio, dotato di microchip. Il microchip serve per abbinare ogni sacco all’utenza (domestica o non domestica) che lo ha esposto.

    E come avviene l’abbinamento sacco grigio-utenza? Quando il cittadino ritirerà il proprio rotolo di sacchi grigi da utilizzare per i rifiuti indifferenziati, l’operatore di AEMME Linea Ambiente gli chiederà di esibire il tesserino sanitario della persona a cui è intestata la Tari: i dati riportati sul tesserino saranno automaticamente registrati sul microchip. Per le aziende e le attività commerciali saranno, invece, registrati i dati del legale rappresentante.

    Perché il sacco grigio con il microchip andrà esposto solo quando sarà pieno?

    Perché ogni volta che il cittadino lo esporrà, le antenne montate sui mezzi di AEMME Linea Ambiente adibiti alla raccolta dei rifiuti registreranno n. 1 esposizione e ad ogni esposizione in più, rispetto al numero base di quelle calcolate sula base del numero di componenti dei vari nuclei familiari, corrisponderà un addebito sulla bolletta. Esporre il sacco solo quando è pieno significa, pertanto, fare il proprio interesse, ossia evitarsi addebiti ulteriori.

    I cittadini avranno modo di rendersi conto che, se impareranno a differenziare correttamente i rifiuti, non avranno più bisogno di esporre il sacco grigio tutte le settimane, dato che il volume di rifiuto che produrranno sarà davvero esiguo. Attualmente, infatti, un po’ per disattenzione e un po’ per pigrizia, nel sacco viola finiscono erroneamente tanti rifiuti che potrebbero invece essere riciclati.

    Dove e da quando i cittadini potranno ritirare le proprie dotazioni dei nuovi sacchi?
    Il luogo della distribuzione dei nuovi sacchi sarà lo Sportello Igiene Urbana di via R. Bonghi 9 (aperto il lunedì, il giovedì, il venerdì e il sabato, dalle 8.00 alle 14,30 e il mercoledì 13.00 alle 18.00). La distribuzione partirà venerdì 2 maggio 2025 e si concluderà sabato 31 maggio 2025. Da martedì 3 giugno i rifiuti indifferenziati dovranno necessariamente essere esposti nei nuovi sacchi grigi con il microchip.

    I vecchi sacchi viola semitrasparenti, dunque, non si potranno più utilizzare?
    Per i rifiuti indifferenziati tassativamente NO. Ma, per evitare di buttarli via, si potranno utilizzare (fino ad esaurimento delle scorte), per esporre gli imballaggi in plastica, così come si usano quelli gialli.

    Cassonetti carrellati con microchip per aziende e attività commerciali: Per le aziende e le attività commerciali sono previsti, su richiesta e in alternativa ai sacchi grigi, i cassonetti carrellati dotati di microchip. Chi dispone già di un cassonetto per i rifiuti indifferenziati può richiedere che allo stesso venga semplicemente applicato il microchip. Chi, invece, ancora non ce l’ha, lo può richiedere uno o più cassonetti (sono disponibili il modello da 240 litri e quello più grande, da 1100 litri).

    Sacchi azzurri per il conferimento di pannolini e pannoloni
    I sacchi di colore azzurro costituiscono un’agevolazione che il Comune di Buscate accorda alle famiglie con bambini da 0 ai 3 anni di età e ai soggetti adulti/anziani fragili, che necessitano di dispositivi per l’incontinenza (pannoloni): pannolini e pannoloni sono, infatti, tipologie di rifiuto che vanno nel sacco indifferenziato. Essendo un’agevolazione, questi sacchi sono di microchip, ma non vengono conteggiati, ai fini della Tassa Rifiuti.

    Quando parte la campagna d’informazione relativa alla Tariffa Puntuale?

    Dalla scorsa settimana a tutte le utenze domestiche e non domestiche di Buscate si sta distribuendo “porta a porta” un fascicoletto protetto da un cellophane contenente la lettera del sindaco, Fabio Merlotti e il pieghevole da tenere sempre a portata di mano, perché contiene con tutte le istruzioni necessarie per imparare bene il nuovo sistema.

    Sono, inoltre, previsti N. 2 incontri pubblici nella sala civica di piazza della Filanda. Ecco le date:
    • Giovedì 10 aprile ore 21.00
    • Giovedì 08 maggio ore 21.00

    Tali incontri saranno l’occasione per incontrare i cittadini e illustrare loro come funziona il nuovo sistema.

  • Green Energy Day, sabato 12 aprile la giornata nazionale della transizione energetica

    Green Energy Day, sabato 12 aprile la giornata nazionale della transizione energetica

    Sabato 12 aprile torna in Italia il Green Energy Day, la giornata nazionale dedicata alla transizione energetica organizzata dal Coordinamento FREE in collaborazione con Legambiente e altre associazioni del settore, che avrà come protagonista la transizione energetica e la diffusione delle fonti rinnovabili. Giunta alla sua seconda edizione, l’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, imprese e istituzioni sull’importanza delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, attraverso visite guidate in programma dal nord al sud della Penisola in impianti e strutture che utilizzano tecnologie sostenibili. Tutti gli eventi sono segnalati nella mappa interattiva – https://www.greenenergyday.it/ – in continuo aggiornamento.

    Il Lazio quest’anno ospiterà l’evento di punta in programma a Roma e provincia, e articolato in tre momenti: la mattina, ore 9.30, appuntamento a Lanuvio (RM) in via Campomorto n. 2 – Campoleone per visitare un impianto fotovoltaico tradizionale da 6 MW realizzato all’interno di un’azienda agricola. Alle ore 11.00 visita al Centro di Ricerca CREA-ING e CREA-ZA di Monterotondo (RM), in via salaria 31 (km 26,700), dove si terrà una breve conferenza stampa, anche in modalità streaming* organizzata dal Coordinamento FREE per presentare il Green Energy Day 2025. Qui si potrà visitare il centro che da anni porta avanti attività di ricerca sull’uso delle biomasse agricole per la produzione di energia rinnovabili e si potranno vedere gli impianti sperimentali per la produzione di energia e di idrogeno del Centro.
    Nel pomeriggio, ore 16.00, si potrà vistare il complesso residenziale Città Verde in zona Cecchignola Ovest, a Roma, realizzato con elevati standard di sostenibilità e situato in via Via Linda Malnati. In questo complesso le abitazioni sono state tutte realizzate in Classe A3, le esigenze termiche e di raffrescamento sono soddisfatte da sistemi a pompa di calore senza l’ausilio gas naturale e gli immobili sono tutti dotati di rinnovabili e sistemi di accumulo. Tra gli altri eventi in programma nel Lazio nell’ambito del Green Energy Day, in provincia di Latina, l’azienda agricola Signorino di Maenza aprirà le sue porte dalle ore 10.00 alle 15.00 per mostrare l’impianto di biogas. Sempre a Latina, l’azienda Sonnedix accoglierà i visitatori dalle 10:30 alle 12.00, con visite guidate al suo impianto fotovoltaico.

    «L’Unione Europea ha fissato per il 2030 un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 del 40%, che per essere raggiunto dall’Italia richiederà l’installazione di oltre 70 GW di nuova capacità rinnovabile elettrica e uno sforzo notevole sia sui target imposti per la riduzione dei consumi energetici sia per la sostituzione dei combustibili fossili dal settore termico e da quello dei trasporti . – dichiara Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento FREE – Tuttavia, la transizione energetica non può avvenire senza il supporto attivo dei cittadini e delle comunità locali. Il Green Energy Day nasce proprio per favorire la conoscenza diretta delle tecnologie sostenibili, promuovere il dialogo e superare le barriere culturali che ancora ostacolano la diffusione delle energie rinnovabili».

    Durante il Green Energy Day, non solo nel Lazio ma in tutta Italia, saranno aperti al pubblico impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili e aziende che hanno adottato buone pratiche in ambito di efficienza energetica. L’evento è rivolto a famiglie, scuole e cittadini, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul cambiamento climatico e stimolare il dibattito sull’adozione di soluzioni energetiche innovative. Per ulteriori informazioni sugli eventi e su come prenotarsi, è possibile consultare la mappa interattiva, aggiornata in tempo reale, degli impianti che sarà possibile visitare previa prenotazione: https://www.greenenergyday.it/

  • APRILE: La Primavera è arrivata da Zanzottera!

    APRILE: La Primavera è arrivata da Zanzottera!

    È arrivata la primavera ed è il momento di dedicarci ai nostri orti! E per chi non ha un orto potrà sbizzarrirsi con terrazzi e balconi!

    Da oltre quarant’anni Zanzottera è leader nella produzione e vendita di piante e fiori.
    Il punto di forza di Zanzottera è la produzione interna di moltissime piantine che troverete nel loro splendido vivaio di Magenta.

    Vastissima la scelta, con tantissimi tipi di ortaggi : pomodori (con più di 20 varietà prodotte internamente), lattughe e insalate, piante aromatiche, cetrioli, cavoli,insomma, tutto ma proprio tutto quello che cercate per il vostro orto!
    Fiore all’occhiello della produzione é il basilico ce ne sono ben 8 varietà : classico genovese, greco,anice-liquirizia,cannella,limoncello,rosso, glaciale e Thai.

    Quest’anno potrete coltivare la verdura anche in vaso con l’orto in balcone!
    Troverete tutto l’occorrente per realizzare un angolo di orto nei vostri balconi senza avere il giardino ed avere la soddisfazione di uno splendido raccolto anche nel vostro balcone di casa.

    E per chi vuole riempire gli spazi verdi con piante e fiori di stagione non manca una vastissima scelta di piante e fiori di ogni tipo, per accontentare tutte le vostre esigenze.

    Il nostro staff è sempre disponibile per darvi qualunque consiglio!

    Naturalmente troverete anche una vastissima scelta di terricci e concimi, vasi, accessori e prodotti per il vostro giardino

    Non resta che venire a trovarci nel nostro punto vendita di Magenta!

    Ortofloricoltura Zanzottera
    Via strada per Ossona 21 – Magenta (MI)
    Telefono: 029794557
    Orari: Apertura Lunedì- Sabato 8:30-12:00 / 14:00-19:00 Domenica 8:30-12:00 / 14:30-19:00

  • Ambiente, Arma dei Carabinieri Forestali: partono gli ‘Open Day’ della Biodiversità

    Ambiente, Arma dei Carabinieri Forestali: partono gli ‘Open Day’ della Biodiversità

    In occasione della 2^ edizione della Giornata del “Made in Italy” dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana, i Reparti Carabinieri Biodiversità hanno
    organizzato dal 3 al 17 aprile 2025 su tutto il territorio nazionale appositi “Open day” che
    consistono in giornate di educazione ambientale per veicolare i seguenti temi:

    ➢ Tutela e conservazione della biodiversità
    ➢ Tutela e conservazione delle razze equine autoctone
    ➢ Tutela e conservazione del germoplasma delle specie forestali autoctone
    ➢ Tutela e conservazione delle specie animali e vegetali minacciate d’estinzione
    Le giornate programmate a Roma a cura dei Carabinieri Forestali, il Raggruppamento

    Biodiversità e CITES, si svolgeranno presso la Sala Serviana in via Salandra 44, e prevedono
    giovedì 3 aprile dalle 09:30 alle 11:30 “La conservazione e la tutela della Biodiversità nelle zone umide”.

    Da lunedì 7 a mercoledì 9 aprile, sempre dalle 09:30 alle 11:30, tre incontri sul tema “Tutela e
    conservazione delle specie animali e vegetali minacciate d’estinzione”. A chiudere, le ultime tre giornate da martedì 15 aprile a giovedì 17 aprile, stesso orario, il tema “La conservazione del patrimonio ambientale attraverso esperienze sensoriali”.

  • Garbagnate Milanese si trasforma in una “spugna”

    Garbagnate Milanese si trasforma in una “spugna”

    Città metropolitana Spugna è un ambizioso piano per contrastare gli allagamenti causati da nubifragi e bombe d’acqua, che sempre più spesso minacciano l’intero territorio metropolitano, causando danni economici importanti e soprattutto disagi di ogni tipo ai cittadini.
    Sviluppato dalla Città metropolitana di Milano insieme a Gruppo CAP e 32 Comuni del territorio, grazie al finanziamento del PNRR, il progetto prevede a Garbagnate tre interventi innovativi, interamente basati su tecnologie naturali, che consentono di rigenerare un’area complessiva di 30.757 m2 sul territorio comunale, con un investimento di oltre 1,8 milioni di euro.

    ZOOM: VIA COMO, IL TERZO PROGETTO GARBAGNATESE

    Dopo piazza Madre Teresa di Calcutta e via dei Tigli, nella prima settimana di aprile prenderà il via il terzo intervento: questa volta i lavori si concentreranno nel parcheggio di Via Como, all’angolo con via Venezia, e dureranno circa quattro mesi.
    Il progetto prevede la creazione di un nuovo bacino di infiltrazione per la gestione delle acque meteoriche, che sarà realizzato nell’area del parcheggio del mercato, combinando soluzioni sostenibili e il miglioramento dell’area verde. Duplice la funzione: da un lato, garantire l’infiltrazione delle acque piovane, in particolare quelle di seconda pioggia, in caso di eventi meteorici eccezionali; dall’altro, offrire uno spazio naturalistico fruibile dai cittadini durante i periodi di asciutto.
    I lavori includeranno la realizzazione di un sistema per raccogliere e accumulare le acque piovane, prevenendo così il sovraccarico della rete fognaria durante le forti precipitazioni. Parte delle acque meteoriche, una volta ripulite, verranno convogliate nel bacino situato nell’area verde accanto al parcheggio.

    IL COMMENTO DEL SINDACO BARLETTA

    “L’impatto delle precipitazioni piovose è un tema di sempre più stringente attualità. Il progetto Città metropolitana Spugna – sviluppato in ideale sinergia con Gruppo CAP e Città metropolitana – ha l’evidente pregio di prevenire problematiche causate dalle acque piovane.
    È rassicurante che sul nostro territorio vengano sviluppati ben tre interventi, dando seguito a quanto, come Amministrazione, abbiamo evidenziato nel Piano di Governo del Territorio.
    Quanto verrà realizzato in via Como coniuga sostenibilità e vivibilità “green”, raccolta di acque piovane e offerta di uno spazio naturalistico, definendosi come una progettualità articolata e particolarmente soddisfacente”.

    LAVORI: DETTAGLI E TEMPISTICHE

    Durante i lavori, una porzione del parcheggio sarà temporaneamente chiusa.
    Tuttavia, la soluzione progettata dai tecnici di Gruppo CAP e del Comune di Garbagnate mira a limitare al massimo i disagi per i cittadini e per gli utenti del mercato. Le chiusure interesseranno solo alcune zone del parcheggio, a seconda delle fasi.
    Nella prima, che partirà a inizio aprile e durerà circa 3 settimane, il cantiere occuperà l’area verde e una piccola porzione di parcheggio adiacente, lungo il perimetro sud.
    Nella seconda, che partirà a fine aprile e durerà circa 10 settimane, il cantiere si estenderà a una porzione a forma di L, lungo i lati sud ed est del parcheggio, lasciando libere le restanti aree.
    Infine, nel mese di luglio, si renderà necessaria la chiusura temporanea di tutto il parcheggio per circa due settimane, durante le quali verrà ripristinato il manto stradale.

    Per approfondimenti e aggiornamenti su questo cantiere è disponibile la pagina dedicata sul sito di Gruppo CAP: https://www.gruppocap.it/it/cosa-facciamo/mappe-e-cantieri/cantieri-in-evidenza/garbagnate-milanese.
    È inoltre possibile inviare una mail a comunicazione.cantieri@gruppocap.it: i tecnici di Gruppo CAP sono a disposizione dei cittadini di Garbagnate per rispondere a dubbi, domande e risolvere puntualmente eventuali criticità.

    CITTÀ METROPOLITANA SPUGNA: UNA VISIONE D’INSIEME

    Città metropolitana Spugna mira a realizzare molteplici interventi di Drenaggio Urbano Sostenibile per far sì che le città siano in grado di assorbire l’acqua piovana, soprattutto negli eventi più intensi, senza intasare le reti fognarie ed evitando allagamenti.
    Il finanziamento del PNRR, ottenuto dalla Città metropolitana, pari a 50.194.050 euro, consentirà di riqualificare un’area complessiva pari a 530mila m2, attraverso 90 interventi in 32 Comuni, con l’obiettivo di adottare soluzioni innovative per aumentare il grado di resilienza delle città, attraverso una gestione più sostenibile delle acque meteoriche.
    Il piano prevede di realizzare circa 300mila metri quadrati di nuove superfici verdi, con 2mila nuove piante e 32mila nuovi arbusti; consentirà inoltre di risparmiare 126mila kWh annui di energia, pari a 11 tonnellate equivalenti di petrolio. Ad oggi, sono già 32 i cantieri avviati, che entro fine anno diventeranno 39, in 20 Comuni totali.

    Città metropolitana Spugna si basa sulle “Nature Based Solutions”, ovvero su processi naturali che sfruttano piante ed elementi vegetali per assorbire acqua e inquinamento, prevedono la sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili in grado di far filtrare l’acqua e allo stesso tempo mitigare le isole di calore nel tessuto urbano.
    Si tratta di un concetto relativamente recente, utilizzato dalla Commissione Europea per identificare strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socioeconomici capaci, qualora svolti in contesto urbano, di aumentare la resilienza delle città: aiuole, parcheggi, tetti e mura verdi, boschi urbani, sistemi di gestione alternative delle acque piovane, agricoltura urbana.

    Gli interventi del progetto Città metropolitana Spugna promuovono l’urbanizzazione sostenibile, stimolando la crescita economica e rendendo le città più attraenti per chi le vive.
    I sistemi di drenaggio urbano sostenibile, inoltre, contribuiscono a migliorare il benessere dei cittadini, a ripristinare gli ecosistemi degradati accrescendone la resilienza e la gestione del rischio idraulico-idrologico.

  • Presentato a Milano il manifesto europeo per i ghiacciai sottoscritto da 60 firmatari, i dati del report

    Presentato a Milano il manifesto europeo per i ghiacciai sottoscritto da 60 firmatari, i dati del report

    Dalle vette più alte del mondo per arrivare a quelle europee è sos ghiacciai. I grandi giganti bianchi a causa della crisi climatica e delle alte temperature arretrano di anno in anno e con loro rischiamo di perdere la più grande riserva d’acqua del pianeta.

    Negli ultimi 23 anni, dal 2000 al 2023, secondo gli ultimi studi scientifici, i ghiacciai globali, escludendo le calotte continentali di Antartide e Groenlandia, hanno perso il 5,4% della loro massa, una riduzione pari a circa 6558 miliardi di tonnellate. L’Europa Centrale, con Alpi e Pirenei, risulta essere l’area montana più colpita: qui le montagne si stanno riscaldando a una velocità circa doppia rispetto al resto del mondo e fenomeni come frane e colate detritiche sono in aumento. Un quadro a livello globale preoccupante, con ricadute importanti a valle, sulle comunità locali e sugli ecosistemi, su cui occorre intervenire subito.

    A indicare la bussola da seguire, alla vigilia della giornata internazionale dei ghiacciai, sono CAI (Club Alpino Italiano), CGI (Comitato Glaciologico Italiano), CIPRA ITALIA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi), EUMA (L’Unione Delle Associazioni Di Alpinismo, European Union Mountaineering Association) e Legambiente che giovedì mattina, presso l’Università degli Studi di Milano, presentano insieme ad un network di 60 firmatari tra ONG, enti di ricerca, aree protette e altre organizzazioni di diversi paesi, il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e per le risorse connesse che hanno promosso. Obiettivo implementare azioni comuni per garantire un futuro sostenibile per i ghiacciai e per le comunità che da essi dipendono, il tutto attraverso un’azione partecipata e condivisa tra le aree transfrontaliere che condividono le stesse condizioni geomorfologiche ed unità ecologiche funzionali.

    Due i pilastri al centro del Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai – ossia riduzione delle emissioni di gas serra limitando il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e più azioni di adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai – che si articolano su otto azioni comuni, 4 a livello europeo e 4 a livello generale, di cui si fanno portavoce le associazioni promotrici e i soggetti firmatari. Tutti uniti nel ribadire l’importanza di avviare una governance europea per tutelare e difendere la criosfera, che comprende ghiacciai, calotte glaciali, neve, ghiaccio marino e permafrost, insieme alle aree periglaciali e proglaciali e che rappresentano una delle componenti più sensibili dell’ambiente terrestre.

    Si stima, ad esempio, che riducendo le emissioni si potrebbero salvare i ghiacciai in 2/3 dei siti del patrimonio mondiale. Ad esempio, con emissioni molto basse e il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050, in alcune zone, come ad esempio l’Himalaya, fino al 40% del ghiaccio regionale potrebbe essere preservato, e alcune aree glaciali potrebbero addirittura iniziare una lenta ricrescita tra il 2100 e il 2300. Anche in Asia centrale e nelle Ande meridionali, una riduzione rapida delle emissioni, in linea con il limite di 1,5°C, permetterebbe di conservare il doppio del ghiaccio rispetto agli scenari più critici.

    “Nel mondo – dichiarano i promotori – oltre due miliardi di persone dipendono dalla neve e dal ghiaccio delle montagne che alimentano fiumi, laghi e falde acquifere, risorse essenziali per ecosistemi, agricoltura, energia, industria e usi domestici. L’anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai rappresenta un’opportunità unica per unire gli sforzi globali nella lotta contro la crisi climatica. Solo attraverso una collaborazione efficace e un impegno condiviso sarà possibile garantire un futuro sostenibile per i ghiacciai e per le comunità che da essi dipendono. È fondamentale, infatti, perseguire obiettivi urgenti e ambiziosi di riduzione delle emissioni, affiancandoli ad azioni di adattamento coordinate, sostenute e sempre più ambiziose, per favorire la resilienza climatica e lo sviluppo sostenibile. La sfida è enorme, ma il tempo per agire è ora”.

    A livello europeo, i promotori e firmatari del Manifesto si fanno portavoce di 4 azioni: 1) creare un sistema europeo di monitoraggio del rischio criosferico, favorendo la condivisione di esperienze maturate a livello locale e regionale e sviluppando un insieme comune di regole per il monitoraggio; 2) Istituire una rete multidisciplinare di competenze da condividere, con l’obiettivo di costituire una Governance Europea dei Ghiacciai (EGG); 3) valorizzare gli strumenti e le politiche internazionali per la mitigazione e l’adattamento alla crisi climatica nelle aree glaciali europee, 4) Sostenere la leadership e il ruolo guida dell’Europa a livello globale orientando le scelte dell’Unione Europea verso la tutela degli ambienti glaciali, dalle calotte polari ai ghiacciai, e promuovendo la riduzione degli impatti sulla criosfera, sull’uso del suolo e delle risorse idriche.

    A livello generale, i promotori e i firmatari del Manifesto indicano 4 azioni su cui concentrarsi: 1) sostenere il valore e la protezione dei ghiacciai, 2) collaborare con università, centri di ricerca e scuole per sensibilizzare e accrescere la consapevolezza di cittadini e istituzioni, sviluppando percorsi formativi finalizzati a creare nuove professionalità nel campo della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, 3) Istituire spazi di confronto, 4) promuovere e mettere in rete le esperienze provenienti da diverse realtà geografiche, politiche e climatiche, al fine di rafforzare la cooperazione.

    Dati sos ghiacciai: Dall’Everest, il tetto del mondo, al Monte Bianco, la cima più alta d’Europa, la crisi climatica corre veloce tra i ghiacciai di tutte le vette. I dati messi in fila da Legambiente, incrociando diversi studi internazionali, e riassunti nel nuovo dossier dal titolo “Sos ghiacciai: un passato e un futuro da proteggere” che l’associazione ambientalista diffonde oggi – a supporto del Manifesto europeo e in vista della giornata mondiale dell’acqua dedicata ai ghiacciai – parlano chiaro: dal 2000 al 2023 la maggiore perdita relativa di ghiaccio si è verificata nelle regioni con una piccola area glaciale (cioè minore di 15.000 km²): Europa centrale (-39%), Caucaso (-35%), Nuova Zelanda (-29%), Asia settentrionale (-23%), Canada occidentale e Stati Uniti (-23%) e i ghiacciai di basse latitudini (-20%). (Fonte The GlaMBIE Team)

    Passando ai ghiacciai alpini, ad oggi si registra la perdita di almeno un terzo della massa e con l’incremento delle temperature previsto entro il 2050 tutti i corpi glaciali al di sotto dei 3500 metri di quota saranno scomparsi. Tra quelli già estinti: c’è il ghiacciaio di Flua in Piemonte (Fonte CGI), in Valsesia, mentre quelli del Canin (In Friuli-Venezia Giulia) (Fonte SMAA-CGI) e del Triglav (in Slovenia) sulle Alpi Orientali, si sono ridotti a residui sparsi di neve e ghiaccio. I prossimi destinati a scomparire sono quelli della Marmolada (Fonte SAT-CGI) e dell’Adamello (Fonte SGL-CGI).

    Nel resto mondo la situazione non è delle migliori: in Pakistan i 13.032 ghiacciai delle catene montuose del Karakorum, Hindukush e Himalaya hanno subito trasformazioni rapide, tanto che nel bacino del Palas (nell’Himalaya pakistano) si è assistito ad un ritiro del 16%, solo negli ultimi vent’anni. I ghiacciai montani lungo la costa occidentale della Groenlandia mostrano una riduzione di quasi il 15% dell’area complessiva e di circa il 19% del volume di ghiaccio, dal 1985 al 2020. Le montagne delle Ande hanno perso il 25% della loro copertura di ghiaccio dalla Piccola Era Glaciale. Infine, non va dimenticato che la fusione dei ghiacciai è responsabile per il 25-30% dell’attuale incremento osservato nel livello del mare. Nel mondo sono quasi due miliardi le persone che vivono vicino alle coste, e circa 800 milioni a meno di 10 m sopra il livello del mare. Oggi tale livello risulta circa 20 cm maggiore rispetto al 1900, con un ritmo di crescita che è aumentato di oltre tre volte e attualmente si attesta a 4,5 mm/anno.

  • CAP Evolution e i Comuni di Buccinasco e Trezzano insieme per una nuova comunità energetica

    CAP Evolution e i Comuni di Buccinasco e Trezzano insieme per una nuova comunità energetica

    Dalla collaborazione tra CAP Evolution, l’azienda di Gruppo CAP che opera nell’ambito del trattamento dei rifiuti e nella produzione di energia green, e le amministrazioni comunali di Trezzano sul Naviglio e Buccinasco, nasce la Comunità Energetica Rinnovabile Naviglio Grande.
    L’obiettivo è chiaro: produrre energia a km0, promuovere l’autoproduzione e la condivisione di energia rinnovabile, riducendo l’impatto ambientale e favorendo un consumo sostenibile.

    Nel comune di Buccinasco è stata individuata un’area di 9.500 m2 su cui verrà realizzato un impianto fotovoltaico da 600 kWp, con un investimento di 800 mila euro.
    La CER Naviglio Grande produrrà 700.000 kWh e l’energia prodotta permetterà, in parte, di alimentare l’impianto di depurazione di Gruppo CAP situato a Trezzano sul Naviglio, riducendo i costi e le emissioni derivanti dall’acquisto di energia. La restante energia prodotta, pari a circa l’83% del totale, sarà invece destinata al consumo collettivo, con benefici ambientali ed economici per l’intera comunità.

    “Con le nuove comunità energetiche, dimostriamo ancora una volta che la transizione ecologica è una sfida che si vince insieme. – afferma Nicola Tufo, Presidente di CAP Evolution – Attraverso questi progetti, non solo riduciamo i costi energetici e l’impronta ambientale, ma rafforziamo il legame con il territorio e promuoviamo un modello di sviluppo basato sulla collaborazione e sulla sostenibilità”.

    “Abbiamo creduto fin dall’inizio nel valore e nelle potenzialità delle comunità energetiche – dichiara Rino Pruiti, sindaco di Buccinasco – tanto che già nel 2023 avevamo provato a costruire una CER, salvo poi dover rinunciare per un Decreto ministeriale. Non ci siamo dati per vinti e abbiamo lavorato con il Comune di Trezzano per costituire la CER che permetterà di alimentare l’impianto di depurazione di Gruppo CAP. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti pubblici che porterà benefici ambientali al territorio, in un’ottica di sviluppo sostenibile che contiamo possa coinvolgere anche imprese e cittadini”.

    “L’unione fa la forza e il territorio trezzanese ancora una volta è al centro di un importante progetto non solo per la comunità. – afferma il sindaco di Trezzano sul Naviglio Giuseppe Luigi Morandi – Crediamo nelle nuove comunità energetiche e con la realizzazione del nuovo impianto fotovoltaico, oltre a condividere energia green con tutto il territorio forniamo benefici ambientali e favoriamo un consumo sostenibile in ottica della salvaguardia ambientale”.

    Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono associazioni che uniscono cittadini, enti locali, PMI, privati e attività commerciali con l’obiettivo di produrre, utilizzare e condividere energia rinnovabile sul territorio. Rappresentano un pilastro centrale della transizione energetica del nostro Paese, promuovendo l’autosufficienza energetica basata su fonti sostenibili. I partecipanti alle CER beneficiano non solo dell’energia verde generata, ma anche degli incentivi economici previsti per l’energia condivisa, erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Esse mirano a creare un sistema virtuoso, favorendo la collaborazione tra amministrazioni locali e imprese che possono diventare produttori di energia o prosumer, ovvero soggetti che producono e consumano energia.

    All’interno delle CER, CAP Evolution offre il proprio supporto tecnico e operativo nelle fasi iniziali del progetto, occupandosi della predisposizione dello statuto, della gestione della contrattualistica e del processo di accreditamento presso il GSE. Inoltre, CAP lavora per garantire l’accesso agli incentivi previsti dalla normativa vigente sulle CER.

    Il progetto per la nascita della Comunità Energetica Naviglio Grande si inserisce in un piano più ampio di Gruppo CAP, che punta a sviluppare soluzioni energetiche sostenibili in tutta la Città metropolitana di Milano. Altri comuni come Busto Garolfo, Lacchiarella e Solaro sono già parte di questa visione, con iniziative che complessivamente produrranno oltre 9 milioni di kWh all’anno e coinvolgeranno investimenti per 10 milioni di euro.

  • Magenta, ASM in campo per lo sfalcio del verde

    Magenta, ASM in campo per lo sfalcio del verde

    Asm, l’azienda partecipata dal Comune di Magenta e da altri 10 Comuni del Magentino e del
    Castanese, ha avviato un piano di sfalcio dell’erba in tutto il territorio comunale.

    I giardinieri e gli operai di Asm, sotto la guida del capo tecnico e di un agronomo specializzato,
    hanno iniziato l’intervento, come da cronoprogramma concordato con l’amministrazione
    comunale, nella mattinata di lunedì 17 marzo.

    In campo ci sono quattro diverse squadre, che stanno lavorando in altrettante zone della città.
    Nella zono zona nord si è iniziato a sfalciare partendo dal confine con Marcallo, mentre in zona sud
    si è cominciato a lavorare dal confine con Corbetta; operai e giardinieri sono al lavoro anche in
    centro città, cominciando dalla zona dell’ospedale ‘Fornaroli’, e nelle frazioni di Pontenuovo e
    Pontevecchio, iniziando da quest’ultima località.

    L’intervento di taglio dell’erba si concluderà, salvo ritardi dovuto al maltempo, nel giro di due
    settimane.

    Soddisfatto l’assessore all’urbanistica, ambiente ed ecologia, Simone Gelli: “Grazie al lavoro in
    sinergia tra assessorato all’ambiente e Asm – ha detto l’assessore – quest’anno abbiamo un
    contratto che riguarda la cura del verde ancora più ricco e tarato sulle esigenze evidenziate
    durante il 2024. Sono sicuro che le nuove integrazioni al contratto saranno un ulteriore passo
    avanti nella gestione da parte del verde della nostra città.”

  • Abbiategrasso: anche quest’anno AMAGA presente ad “Abbiategreen”

    Abbiategrasso: anche quest’anno AMAGA presente ad “Abbiategreen”

    Anche quest’anno AMAGA SpA, la multi utiliy dell’Ovest Milanese partecipa ad Abbiategreen in programma in Fiera sabato 22 e domenica 23 marzo. Presso lo stand dell’Azienda guidata da Piero Bonasegale, sarà possibile conoscere da vicino attività, curiosità e soluzioni bio per un futuro più verde e sostenibile, su cui è impegnata AMAGA SpA.

    In particolare, le due conferenze su tematiche strategiche come l’energia verde e la tariffa puntuale.

    CONSULTA IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA FIERA:

    https://www.abbiategrassodavivere.it/it/evento/abbiategreen-2025/?fbclid=IwY2xjawJEwg1leHRuA2FlbQIxMAABHSISwisfOjuqd1G7kByJcbCwG6rKt5_3ayfoNTb6A_Dde78Pgdx3tSl8aQ_aem_8IwVUBYNRGVWBdgpMuoLXQ

  • Gruppo CAP accelera sulla digitalizzazione: 20.000 nuovi contatori smart nel 2025

    Gruppo CAP accelera sulla digitalizzazione: 20.000 nuovi contatori smart nel 2025

    Grazie alla tecnologia NBIoT i contatori smart comunicheranno i dati di consumo direttamente, garantendo maggior efficienza nella lettura e nella fatturazione. L’obiettivo è completare il processo di digitalizzazione di tutto il parco contatori entro il 2029.

    Prosegue l’innovazione tecnologica di Gruppo CAP nella gestione del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano: la green utility ha avviato su larga scala l’installazione di contatori smart con tecnologia NBIoT (Narrowband Internet of Things), una soluzione all’avanguardia che consente la lettura centralizzata da remoto dei consumi, senza l’intervento di un letturista.

    Il vantaggio di questa innovazione risiede nella trasmissione diretta e continua dei dati di consumo, permettendo così di ridurre notevolmente i costi legati alla lettura dei contatori e di garantire una fatturazione a saldo basata sui consumi effettivi degli utenti. Un cambiamento significativo che garantisce maggiore precisione e trasparenza per i cittadini.

    Un percorso iniziato nel 2016 verso la digitalizzazione totale
    L’impegno di Gruppo CAP nel rinnovamento del parco contatori è partito già nel 2016 con l’adozione di smart meter letti in modalità “walk-by” e “drive-by”, che consentono, cioè, ai letturisti di raccogliere i dati a distanza, direttamente dalla vettura, senza dover accedere ai singoli contatori. Questo sistema ha migliorato notevolmente l’efficienza delle operazioni, garantendo in media una lettura ogni quattro mesi.

    Nel 2019, l’azienda ha avviato una prima sperimentazione della tecnologia NBIoT, con l’installazione di contatori pilota. Grazie agli ottimi risultati ottenuti, dal 2021 è partita l’implementazione su larga scala di questa soluzione, che rappresenta il futuro della gestione idrica digitale. A fine 2024, il parco contatori di Gruppo CAP contava quasi 290.000 unità, di cui circa 130.000 smart meter in radiofrequenza letti in modalità “walk-by” e “drive-by”; e 74.000 contatori di ultima generazione con tecnologia NBIoT.

    L’obiettivo per il 2025 è convertire all’incirca 20.000 contatori in smart meter, attraverso sia sostituzioni complete sia adeguamenti di contatori meccanici già esistenti, utilizzando, in entrambi i casi, la tecnologia NBIoT. Guardando al futuro, Gruppo CAP punta a completare l’intero processo entro il 2029, rendendo tutti i contatori smart grazie a un sistema integrato di dispositivi in radiofrequenza letti in modalità “walk-by” e “drive-by” e con tecnologia NBIoT.

    “L’adozione su larga scala dei contatori intelligenti rappresenta un importante passo avanti non solo in termini di efficienza operativa, ma anche di sostenibilità ambientale e di servizio al cittadino, rendendo più efficace la gestione delle risorse idriche – ha commentato Yuri Santagostino, Presidente di Gruppo CAP. Il nostro obiettivo è digitalizzare completamente il sistema di misurazione dei consumi, garantendo sempre più trasparenza, precisione e innovazione. Gruppo CAP si conferma un’azienda pubblica all’avanguardia, capace di coniugare innovazione tecnologica e attenzione alle esigenze dei cittadini, ponendosi come modello di eccellenza nel settore idrico”.