Categoria: Cinema

  • “Il Robot selvaggio” al Nuovo di Magenta – fino al 28 ottobre

    “Il Robot selvaggio” al Nuovo di Magenta – fino al 28 ottobre

    Fine settimana piovoso? Andate al cinema ! CinemaTeatro Nuovo di Magenta propone il bellissimo film della Dreamworks “Il robot selvaggio”. Una storia di animazione bella, commuovente e densa di nobili valori che non mancherà di gratificarvi del maltempo. Per qualcuno si tratta del film della Dreamworks “più bello di sempre”.

    Spettacoli serali e pomeridiani, valide le CARDS del cinema per ulteriori sconti. E, se ancora non la avete, vedere questo bel film nella sala accogliente di via San Martino a Magenta potrebbe essere l’occasione per fare la Tessere “AMICI DEL CTN” 2024/2025, grazie alla quale, acquistandola e registrandovi al costo di 5€, avrete l’ingresso ridotto per tutti gli spettacoli. Ma le opzioni di risparmio sono diverse e le potete scoprire tutte sul sito di Sala : www.teatronuovo.com

    Intanto sono aperte le prevendite per l’ormai tradizionale spettacolo natalizio di CTN proposto da Ariel Junior. “Smood di Natale”, il 7 e l’8 dicembre 2024, ingresso per tutti a soli 5€ . Tutte le informazioni sul sito. https://www.teatronuovo.com/natale.asp

    TRAMA [MyMovies]

    Precipitato dal cielo su una scogliera dalle colonne basaltiche, un robot viene attivato incidentalmente attivato dalla fauna locale. Programmato per servire, cercherà di fare amicizia con gli animali, imparando persino la loro lingua, ma tutti lo considerano una sorta di mostro. Le cose cambiano quando un orso lo spinge giù da un dirupo, facendolo cadere su un nido e uccidendo così una famiglia di oche… a parte per un uovo. Quando l’oca nascerà, per via dell’imprinting, inizierà a considerare il robot Rozzum 7134 come fosse sua madre. Per educarlo, “Roz” si affiderà ai consigli di un’astuta e golosa volpe di nome Fink e cercherà di insegnargli a volare in tempo per la migrazione, un’impresa non facile perché l’oca ha ali minute e gli altri membri della sua specie non vedono di buon occhio che sia cresciuta dal “mostruoso” robot. I veri problemi però arriveranno quando altri robot giungeranno sull’isola…

    ORARI SPETTACOLI:
    venerdì: 21.15
    sabato: 21.15
    domenica: 16.30 – 21.15
    lunedì: 21.15
    Sabato e Festivi:
    Intero € 7,00
    Ridotto CTN € 6,00 riservato ai possessori della tessera “AMICI del CTN”
    Ridotto € 5,00 bambini fino a 10 anni e militari

    TRAILER : https://youtu.be/LmpTMwT75Tk

  • Faccia da tributo ad Angela: due anni senza la Signora in giallo

    Faccia da tributo ad Angela: due anni senza la Signora in giallo

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Nata a Londra il 16 ottobre 1925 è stata per tutti la signora in giallo ! Una carriera lunghissima culminata con un Oscar onorario nel 2014.
    Un esempio di tenacia e perseveranza unita a bravura e competenza.
    La serie era già finita da un bel pezzo infatti chiuse nel 1996 molti lustri prima della scomparsa della famosa attrice.
    Ma i 4 film girati dopo la fine della serie hanno allungato la vita a una Signora del giallo. Il 9 Maggio 2003 chiudeva e salutava con un brindisi la più fortunata serie sui delitti risolti da una dilettante: 263 episodi più un film pilota e 4 film …

    Chiude in Irlanda sua terra nativa e originaria per onorare una terra sacra e molto battuta nei 12 anni della serie…Un gran personaggio con dietro una grande attrice che ha lavorato con i più grandi e lanciato grandissimi attori con quel mix di piccoli, medi e grandi.

    Due anni ma sembra ieri ! Rete 4 ha fatto omaggio anche se la nuova versione di una puntata e mezzo e i numerosi tagli non fanno onore e tolgono un po’ di sapore.
    Perché noi fans ma forse più devoti; sappiano ogni minima battuta e ogni scena a memoria.

    La professionalità e la bellezza insegna sempre qualcosa di nuovo pure a chi ha guardato mille volte ! Le posizioni morali e la possibilità data a tutti
    Il sogno americano senza scadenza di tempo.
    Ma il percorso finisce con una seconda possibilità. Tutti la devono avere e tutti la devono cercare.
    Un personaggio non muore mai ma quando ci lascia l’attore non è solo una scatola vuota. È un bagaglio della nostra vita sempre più pieno e da portare all’ultima stazione.

    Nel mio periodo d’ ospedale sembra capitato nella pausa di riposo della Signora in Giallo e lottavo per tornare in tempo a essere presente … Sì, le repliche ma oggi bisogna onorare una donna che fa dato una speranza a tutti. Credere, studiare e migliorare e circondarsi di cose buone.

    Il web onora e divulga essenze e pillole della serie con gruppi e amici. Il bello può nascere dal brutto e il fantastico può essere per tutti. Onore ad Angela una donna che ha dato a tutti noi una seconda possibilità.
    Non chiedere mai se è morta l’attrice non chiedere mai se guardi ancora la serie ma rendile onore.
    Con lei sono morti e saliti al cielo tanti cari e affetti e sogni. Ma la speranza non deve morire mai come la passione e voglia di fare”.

    Massimo Moletti

  • Alberto Astorri da Boffalora, il papà di Max Pezzali nella serie sulla nascita degli 883 su Sky

    Alberto Astorri da Boffalora, il papà di Max Pezzali nella serie sulla nascita degli 883 su Sky

    Pavia, fine degli anni Ottanta, Max è un giovane appassionato di fumetti e musica americana, con uno spirito ribelle che mal si adatta a una città priva di grandi slanci o motivi per ribellarsi. Dopo aver trascurato gli studi del liceo in favore di nuove amicizie e serate punk, la bocciatura arriva inevitabile. Quello che sembra un fallimento si rivela invece un’occasione decisiva. Nel nuovo liceo, Max conosce Mauro, un compagno di banco con cui condivide l’amore per la musica. Da quel momento, la loro amicizia diventa indissolubile. Compongono le prime canzoni che segneranno la storia degli 883. Ma quando il successo li travolgerà, Max e Mauro riusciranno a rimanere uniti? Non perdere la serie sulla storia degli 883!”

    Debutta l’11 ottobre, venerdì, sui canali di Sky una delle fiction più attese dell’anno: quella che racconta la storia di Max Pezzali, Mauro Repetto e degli 883, nati e cresciuti tra Pavia e le rive del Ticino. La serie – una produzione Sky Studios e Groenlandia (società del Gruppo Banijay) prodotta da Matteo Rovere e Sydney Sibilia – è una dramedy ritmata e brillante in otto episodi che vedono protagonisti Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli (Il filo invisibile, Gli sdraiati, Vostro Onore) nei panni, rispettivamente, di Max Pezzali e Mauro Repetto, capaci di dar vita da giovanissimi, negli anni ’90, a un progetto diventato in pochi anni un vero e proprio fenomeno generazionale di portata nazionale. La serie è un coming-of-age che racconta la loro storia e la genesi di alcune delle canzoni più famose degli 883, duo che contro ogni aspettativa, partendo da Pavia, ha cambiato la musica italiana sorprendendo tutti, in primis gli stessi Max e Mauro, ormai icone in grado di far cantare ed emozionare intere generazioni di fan.

    E a impreziosire il cast della serie c’è anche un attore originario di Boffalora divenuto ormai un volto noto ed affermato a livello nazionale: quello di Alberto Astorri, che interpreta Sergio Pezzali, il padre di Max, titolare di un negozio di fiori assieme alla moglie Alba.

    Alberto Astorri, anche noto come Beto (epica la sua performance vocale all’interno di una canzone dei Gamba de Legn, anni fa), è nato nel gennaio 1968 a Magenta. Dalla sua scheda artistica si definisce
    “anarchico e poeta. Flaneur malinconico espande galassie ma poi fa i conti coi turaccioli che cadono sul pavimento. Grande amante della cucina e grande bevitore. Uno zingaro. Gli piace scrivere la notte, vedere i film di Aki Kaurismaki. Ha una moto Guzzi del 1973 con la quale parte ogni volta che è attratto dalla fuga. E’ sposato con una donna bellissima. Gli piacciono i cimiteri. Vorrebbe vivere sull’Isola del Giglio. Morire sotto un noce”. Di recente è stato tra gli intepreti principali dell’Incredibile storia dell’isola delle Rose, a fianco di Elio Germano. Questo ulteriore passo di consacrazione della sua carriera artistica è una grande notizia, per i suoi amici, l’ambiente dov’è cresciuto e chi ne segue da anni la parabola attoriale.

    Complimenti sinceri, Beto!

    F.P.

  • Faccia da 40 anni di “Signora in Giallo”

    Faccia da 40 anni di “Signora in Giallo”

    “In Italia arrivò nel 1988 a Giugno su Rai uno ma in Usa era il 30 settembre 1984! 40 anni e non portarli male anzi benissimo. Più di 250 episodi e 4 film e un mare di fans. Molti ormai passati come la mitica Jessica a miglior vita o in incoscienza.
    Però la sua magia porta sempre euforia negli occhi dei telespettatori. Iniziò con la presidenza Reegan e finì con la presidenza Bush figlio.

    Ha superato gli anni ’80 affermandosi a pieno negli anni ’90 con puntatina sul 2000.
    La TV o piccolo schermo è stato il suo regno. Una catena di morti incredibili da gridare al lupo al lupo sfortuna. Ma tutti la invitavano e riverivano come una regina.

    La bellezza del telefilm era il mix tra vecchie glorie, talentosi attori emergenti e icone del periodo.
    Un mix come su ogni set che ho frequentato.

    Perché tra chi deve partire e si sente arrivato o miracolato il prodotto è sempre riuscito.
    Alcune puntate sono dei veri capolavori altre meno o pure riempitivi, ma il cofanetto fa palinsesto per un anno intero. La collocazione fatta da Rete 4 è giusta e valorizza il prodotto.

    Non voglio essere sdolcinato e triste. Il tempo passa ma la Signora in Giallo resta perché in questi 40 anni ma 36 nel nostro paese ha regalato momenti di magia e svago.

    Quante persone specialmente donne hanno preso spunto da una figura così energica ed indipendente, affascinante e vincente. La vita che 4 decenni fa sembrava finire a 50 anni oggi non ha limite neppure sessuale.

    Perché ogni giorno puoi coltivare i tuoi sogni e desideri. Molti hanno dato forza a questo seguendo la linea guida di Jessica. Nel suo operato si vede la professionalità del settore artistico in ogni ambito
    Un libro aperto per molto apprendisti per capire che la prima cosa da mettere in questo campo è la serietà e competenza.

    Molti hanno iniziato a scrivere magari pure libri dopo la sua apparizione. Molto non hanno mai finito ma hanno cominciato a sognare. Non una vita su una sedia a vegetare ma scrivere, pensare e cercare una via nuova. Questo è l’insegnamento dopo 40 anni dove il Mondo è cambiato e non sempre in peggio.

    Molto spesso diamo troppo tempo positivo al passato. Ha regalato momenti magici ma grazie a questi abbiamo più libertà oggi. I sogni sono desideri e da una disgrazia può nascere una grazia.

    Questo è la forza di questa serie. Tra 40 anni sicuramente non ci saremo e magari non verrà più trasmesso il motivo telefilm ma il suo spirito sarà forza per altre produzioni. 40 anni è una età importante e una persona può essere ancora aitante. Vivi il presente perché nel futuro non puoi condizionare niente.

    Non chieder mai come sarai tra 40 anni vivi ogni momento e cogli le occasioni. Questo è la forza della Signora in Giallo che gode ancora di ottimo ascolto e salute. Del domani non v’è certezza …
    Siamo lieti come diceva il poeta”.

  • Cinema: torna ‘il Milanese Imbruttito’, c’è un’altra Milano in ‘Ricomincio da Taaac’

    Cinema: torna ‘il Milanese Imbruttito’, c’è un’altra Milano in ‘Ricomincio da Taaac’

    A tre anni dal successo di ‘Mollo Tutto e Apro un Chiringuito’ torna ‘Il Milanese Imbruttito’ con un nuovo film: ‘Ricomincio da Taaac’. La pellicola sarà nelle sale italiane dal 26 settembre.

    Nuovi attori, tante guest star e un cambiamento inatteso e sorprendente per il protagonista l’iconico ‘Signor Imbruttito’, manager milanese purosangue ormai entrato nell’immaginario collettivo interpretato da Germano Lanzoni, che questa volta perde lavoro, casa e famiglia a seguito dell’acquisizione della sua azienda da parte di una multinazionale americana, la Blacksun, molto attenta all’inclusione e alla sostenibilità.

    Per sbarcare il lunario, si ritroverà a svolgere quei mestieri da lui sempre denigrati come il dog sitter, il rider, il lavavetri o il barista, scoprendo un mondo sconosciuto fatto di persone fino allora ‘invisibili’ ai suoi occhi e che nonostante abbiano lauree, master e competenze, sono tenute spesso ai margini della società. Una svolta decisiva per l’’imbruttito’, tutta in salita ma che dietro l’angolo riserva un’inattesa rivincita professionale e umana…”Rispetto a ‘Mollo Tutto e Apro un Chiringuito’ abbiamo trovato un nuovo conflitto per il personaggio, se nel primo film era uscire dalla sua comfort zone e portarlo in Sardegna, qui abbiamo portato il conflitto in casa sua”, ha spiegato a LaPresse Davide Bonacina uno dei cinque registi del film insieme a Pietro Belfiore, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi.

    “Una multinazionale americana porta dei nuovi valori a cui non è abituato, all’inizio sarà in difficoltà e anche dopo. Questo porterà ad una crescita del personaggio ‘Imbruttito’ e farà vedere una Milano a lui sconosciuta”, ha aggiunto.Il film è prodotto da Giovanni Cova per QMI in associazione con Medusa Film e Ramaya Productions e in collaborazione con Prime Video. Per Germano Lanzoni il giorno dell’uscita del film coincide anche con la vittoria del Milan nel Derby, meglio di così: “L’ho vissuto in tensione per l’uscita del film, l’ho visto con le mie figlie che sono molto più milaniste di me”, ha raccontato a LaPresse il protagonista.

    Lanzoni è anche lo speaker ufficiale delle partite dei rossoneri a San Siro. “Il derby è una bella faccia di Milano, per chi lo vive in modo sano si riesce a essere anche goliardici”, ha raccontato a margine della presentazione del film. “Quello che amo del calcio è non tanto la rivalità nevrotica, ma quella sana che ti permette di vivere il lunedì le conferenze stampa con un sorriso stampato per tutto il tempo”, ha detto.

    Il cast vede il ritorno di tutti i personaggi del mondo Imbruttito, come Brenda Lodigiani che veste ancora i panni dell’Imbruttita. “C’è stata una crescita rispetto al primo film, l’Imbruttita scopre di essere tridimensionale e di avere un’anima. Viene anche raccontata la relazione con l’Imbruttito e in questo caso lo aiuterà molto”, ha detto l’attrice. C’è poi Paolo Calabresi nelle vesti dell’imprenditore visionario e ambientalista Aldo Brusini.

    “Una esperienza mistica, soprattutto quando hai cinque registi che ti chiedono di fare cose diverse”, ha detto scherzando a LaPresse. La new entry Maurizio Bousso (già visto in Tolo Tolo di Checco Zalone) interpreta un rider che lavorerà al fianco dell’Imbruttito. “Il tema del precariato è molto centrato, il mio personaggio convive con altri ragazzi e ognuno ha il proprio obiettivo in circostanze difficili”, ha raccontato. Tante le guest star: da Claudio Bisio a Francesco Mandelli, da Raul Cremona a Jake La Furia fino all’ex calciatore Daniele Adani e Licia Colò. “A livello di cast siamo molto contenti di chi ha accettato di esserci, perchè quando gli attori sono bravi la cosa funziona”, ha concluso ancora il regista Bonacina.

  • “Campo di Battaglia”, l’ultimo film di Gianni Amelio, al Nuovo di Magenta.

    “Campo di Battaglia”, l’ultimo film di Gianni Amelio, al Nuovo di Magenta.

    La programmazione di Prima Visione propone questa settimana l’ultimo lavoro del regista Gianni Amelio ed il suo “Campo di battaglia” con Alessandro Borghi e Federica Rossellini. Pellicola che parla di un medico nelle fila della Prima Guerra Mondiale in Italia e che attraverso le storie di ex compagni universitari e le loro scelte “sul campo” ci mostrerà i risvolti umani ed esistenziali che una guerra sanguinosa porta nella coscienza di tutti. In programmazione da venerdì 19 sera a lunedì 23 settembre.
    https://www.teatronuovo.com/primevisioni.asp?VIEW=PV1…

    Domenica pomeriggio, 22 settembre, proiezione delle ore 16:30, appuntamento per famiglie con “Cattivissimo me 4” : per chi non lo avesse già visto, ultima chiamata per passare il pomeriggio insieme e con humour nella accogliente Sala e dintorni di Cinema teatro Nuovo Magenta.

    https://www.teatronuovo.com/primevisioni.asp?VIEW=PV1&prog=948

    Si ricorda al gentile pubblico che sono valide le convenzioni e le tessere di CTN MAGENTA (a consumo e la tessera AMICI DI CTN 2024/2025 con la quale a soli 5€ di registrazione si ha diritto al ridotto per la programmazione ordinaria di CinemaTeatroNuovo sino a fine agosto 2025)

    Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.teatronuovo.com oppure rivolgersi ai volontari di Botteghino in via San Martino 19 a Magenta oppure chiamando 0297291337.
    Seguiteci anche sui canali social : Facebook, Twitter, Instagram – Gruppo Facebook AMICI DI CTN MAGENTA

  • Settembre, tempo di grande cinema! Dal 12 settembre torna FilmForum di CinemaTeatro Nuovo di Magenta

    Settembre, tempo di grande cinema! Dal 12 settembre torna FilmForum di CinemaTeatro Nuovo di Magenta

    Mentre a Venezia ancora si srotolano i “red carpet” con tante star e maestranze del mondo che fu di celluloide, al Cinema Teatro Nuovo di Magenta tutto è pronto per accogliere voi, il pubblico affezionato, sul proprio tappeto porpora, quello della Sala di via San Martino 19. Dal 1990. Senza soluzione di continuità, decine e decine di film dei più bravi autori mondiali, affermati od emergenti, sono passati sul grande schermo della Sala aderente al circuito diocesano Acec di Milano. Scelti e selezionati con cura dallo Staff di Cinema teatro Nuovo in collaborazione con il critico magentino Marco Invernizzi. Il primo fu Blade Runner, nel 1990, nel 2024 la rassegna inizia con “Il gusto delle cose” di Tran Han Hung. Come da tradizione la rassegna si compone di due parti (“cicli”): la prima tranche, 12 titoli per dodici settimane, dal 12 settembre al 28 novembre 2024. Dopo l’epifania la seconda parte che accompagnerà il pubblico sino alla Pasqua. “Il segreto del successo di questa rassegna sta nella qualità e nella varietà delle pellicole proposte”, spiega Alberto Baroni, direttore della Sala Acec di Magenta sin dalla fondazione. In effetti in oltre tre decenni il pubblico non è mai mancato, con tanti visi che oramai sono di casa e molte facce nuove, anche di giovani e giovanissimi, che continuano a presentarsi in sala.

    “Il cinema è un linguaggio davvero universale ed il cinema di qualità sa toccare, come pochi altri mezzi di comunicazione ed artistici, i temi più vicini alla vita delle persone. Attraverso lo sguardo dei registi da tutto il mondo (e dall’Italia) possiamo capire qualcosa di più di noi stessi e del mondo, dell’umanità, che ci circonda”. CinemaTeatro Nuovo mette a disposizione del pubblico tutti gli strumenti sia per conoscere le trame e le date dei films, sia per gli approfondimenti e, non da ultimo, per poter acquistare i biglietti online o conoscere le convenzioni dedicate.
    INFORMAZIONI UTILI :

    PREZZO DI INGRESSO SCONTATO PER TUTTI PER I PRIMI DUE APPUNTAMENTI
    12 settembre 2024: “Il gusto delle cose” : proiezione serale (ore 21:15) e pomeridiana (ore 15:30). Prezzo di ingresso € 3,50 per tutti grazie all’iniziativa nazionale “Cinema Revolution”. 19 settembre 2024 : al pomeriggio “Fuga in Normandia” ; alla sera “Past lives” : entrambi i film a prezzo di ingresso €3,50 per l’iniziativa nazionale “Cinema in Festa”.

    Prezzo di ingresso usuale: € 6,00 intero serale; € 5,00 ridotto con CTN CARD o convenzionati (vedi info dettagliate sul sito e sulla brochure) Prezzo di ingresso usuale per “FilmForum di Pomeriggio” : € 5,00 intero; € 4,00 ridotto Per consultare iprogrammi: www.teatronuovo.com

    Sono valide le convenzioni e le CTN CARDS (per info vedi sito). Per la presentazione della rassegna con Marco invernizzi : https://youtu.be/oDc3mL_zf7M

    Info e biglietti (senza commissioni): www.teatronuovo.com
    Sul sito www.teatronuovo.com troverete tutte le informazioni

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  • Cinema. Da oggi on line il trailer ‘Inter, due stelle sul cuore”

    Cinema. Da oggi on line il trailer ‘Inter, due stelle sul cuore”

    È stato presentato in anteprima sabato 24 agosto davanti al pubblico di San Siro il trailer ufficiale di “INTER. DUE STELLE SUL CUORE”, il film-evento che sarà nelle sale dal 19 al 25 settembre per celebrare il 20° Scudetto del Club nerazzurro attraverso immagini inedite, racconti e testimonianze esclusive, behind the scenes e i momenti indimenticabili che hanno accompagnato l’incredibile cavalcata verso la conquista della Seconda Stella.

    Da oggi il trailer è visibile al seguente link: https://shorturl.at/bun2V

    Le prevendite sono aperte e l’elenco delle sale che parteciperanno all’evento è disponibile su interduestellesulcuore.it.

    Inter e Filmmaster insieme per un lungometraggio dedicato ai tifosi e agli appassionati di sport. L’appuntamento è dal 19 al 25 settembre nelle sale cinematografiche dove gli spettatori saranno trasportati in un viaggio entusiasmante e sorprendente che li proietterà al centro dell’universo nerazzurro, nei luoghi che hanno plasmato la conquista del tricolore. A guidarli ci saranno tutti i protagonisti della Seconda Stella, con testimonianze e contenuti inediti: da Mister Inzaghi a tutti gli eroi nerazzurri scesi in campo, dal Top Management a Legends e celebrities del mondo della musica e dello spettacolo.

    Il derby che ha sancito il traguardo più atteso aprirà un racconto che si espanderà nei luoghi simbolo dello Scudetto, ripercorsi con accessi esclusivi e contenuti inediti: dagli spalti al campo, dallo spogliatoio al centro sportivo di Appiano Gentile e all’Inter HQ per poi esplodere in tutte le strade di Milano invase durante le celebrazioni dei Campioni d’Italia.

    Ad arricchire il racconto, ci saranno i protagonisti di quella travolgente vittoria: da mister Simone Inzaghi alla squadra e il Top Management nerazzurro. Accanto a loro tante celebrities del mondo del cinema, della musica e dello spettacolo, tra cui Gabriele Salvatores, Matilde Gioli, Luciano Ligabue, Rose Villain, che riveleranno come hanno vissuto l’incredibile cammino dei nerazzurri e quella giornata straordinaria.

    “INTER. DUE STELLE SUL CUORE” è prodotto da Filmmaster, con la collaborazione di Red Joint Film e Inter Media House, diretto da Carlo A. Sigon ed è distribuito al cinema da Nexo Studios con Radio 105 come Radio Partner e con i media partner La Gazzetta dello Sport e Coming Soon.

  • ‘Locarno Film Festival 77’: un’annata da sogno. Di Monica Mazzei

    ‘Locarno Film Festival 77’: un’annata da sogno. Di Monica Mazzei

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Sarà un caso ma anche in moltissimi film di quest’anno, ho intravisto un cammino al femminile ben tracciato, e quando non l’ho notato io, me l’hanno fatto inavvertitamente notare gli altri.
    Ma è stato anche un festival ricco di storie di giovanissimi, alle prese con problemi più grandi di loro e con il difficile percorso che porta alla consapevolezza.
    È stato anche il festival degli omaggi ad un cinema intriso d’arte e di nuove visioni di aspetti insospettabili della vita.

    È il caso del primo riconoscimento conferito: l’Exellence Award Davide Campari, è andato agli attori Mélanie Laurent e Guillaume Canet, che poi abbiamo visto in Piazza Grande, in “Le Déluge”, pellicola con il pregio di averci fatto conoscere sul piano umano personaggi storici rimasti tali e niente altro, in un certo senso: un Luigi XVI quasi infantile ed incapace di sostenere un confronto intellettuale con Robiespierre.
    Raimondo Rezzonico Award a Stacey Sher (produttrice di fim quali “Pulp Fiction”, “La porta dell’Universo”, “Matilda 6 mitica” e molti altri); Pardo alla Carrieraa Shah Rukh Khan, stella di una Bollywood ormai imposta a livello mondiale.
    Alfonso Cuarón ha ricevuto il LifeTime Achievement Award (ha diretto attori come George Clooney e Julianne Moore).

    Poi ci sono stati come tutti gli anni, molti altri premi, ma al di là di questo, le scelte di questa edizione riportano il Locarno Film Festival ad un respiro più internazionale, con grandissimi nomi e grandi star, capaci di conciliare i diversissimi interessi cinematografici di un pubblico molto vasto.
    Parlando di pubblico, non bisogna tralasciare il premio assegnato proprio dalla grande platea di affezionati al film amato di più in Piazza Grande: il Prix du Public UBS.
    Quest’anno a riceverlo è stata Klaudia Reynicke, da me intervistata per un altro film nel 2019.
    Con “Reinas” ha vinto anche la Berlinale 2024.
    Recensito nella prima trance di articoli, esplora, grazie alle origini miste svizzero-peruviane della film-director, la crisi economica a Lima degli anni Ottanta ed i suoi influssi su una famiglia, la cui metà sta per trasferirsi per sempre a Miami.
    Il film è in parte biografico, anche se la Reinicke non ha fratelli al contrario delle due giovanissime protagoniste della storia.
    La storia finisce per essere incentrate sul rapporto tra le donne del nucleo famigliare e quello con il padre delle ragazzine, che non partirà con loro.
    Sullo sfondo la dittatura e la capacità di trovare aspetti ilari quasi in tutto.

    Il Pardo d’Oro Locarno77 è invece andato alla giovane regista lituana Saulé Bliuvaité per il film Akiplėša (Toxic), una storia incentrata sul ricordo di una adolescenza dedita a risolvere il conflitto con un corpo visto come, recito pari passo, “un campo di battaglia”.
    Altri premi in fondo all’articolo.

    Ora mi concentrerò però soprattutto su Ben Burtt, vincitore del Vision Award TicinoModa.
    Come recita il nome del premio, si tratta di un riconoscimento assegnato a chi è stato in grado con una visione di portare un contributo personale molto significativo al cinema, grazie al proprio genio.
    Celebre per aver curato il sonoro di film assolutamente indimenticabili come “ET”,”Star Wars” ed “Indiana Jones” tra i numerosi altri; ci ha accompagnati durante una conversazione pubblica eccezionale, vista anche la sua età, nel modo nel quale ha creato i suoni unici ed inimitabili dei propri personaggi, fossero voci o combattimenti.
    Ma Burtt ha fatto molto altro, ha compiuto il salto e nella vita, si è spinto sino ad occuparsi del montaggio e della regia.
    “Per arrivare a ciò non ci si impone. Ci possono volere anni. Lukas ad esempio è un po’ un dittatore come tutti i grandissimi registi, non puoi dirgli cosa fare. Tutto si basa sul rapporto di fiducia: man mano che questo si instaura, saranno i grandi nomi a richiedere sempre di più la tua collaborazione su più livelli”.
    Alla mia domanda su cosa pensasse dell’impiego dell’Intelligenza artificiale nel cinema e del suo possibile coinvolgimento nella creazione del sonoro, si è detto molto preoccupato:

    “È un grosso pericolo per l’originalità e la creatività umana, che spesso è legata a stati emotivi”, mi ha risposto riassumendo; e questa frase, in poche parole racchiude tutto il danno che un utilizzo spropositato dell’IA apporterà al cinema e non solo; detto da chi si è definito qualcuno che ama sperimentare.

    A lui infatti si debbono i primi impieghi Dolby Sistems, che hanno entusiasmato il pubblico al cinema e lo sosrprendono ancora oggi, con un suono che si esapende in tutta la sala, abbracciando gli spettatori.

    L’altro incontro di questo festival che per me resterà indimenticabile, è quello con attori e regista del bellissimo film “La piccola ed il vecchio”.
    Dal direttore artistico Giona A. Nazzaro durante un viaggio in Canada, trattasi di un lungometraggio ispirato in parte ad “Il Vecchio ed il Mare”, ma basato sul romanzo di Marie-Renée Lavoie, nonché sui ricordi di infanzia del filmaker Patrice Sauvé, che ha scelto di ambientare la storia nel Quebec degli anni Ottanta.
    Non per niente, visto che un’epoca nella quale non c’erano cellulari e social network era più genuina e ricca.
    Partecipa in un certo senso un personaggio dei manga: “Lady Oscar”; ma non potendo per i diritti d’autore utilizzare il vero anime, si è deciso di disegnarne uno apposito che ne ricalcasse la trama.
    Ciò è dovuto al fatto che ispira molto Helen, la piccola protagonista, in conflitto con la propria identità, un po’ maschiaccio e che desidera essere chiamata Jo.
    Jo sarà esortata dalla madre a coltivare un rapporto con un anziano amico di famiglia, che ha sempre il consiglio e la soluzione giusta per tutto e a lui si appoggia tutta la famiglia.
    Jo è in gamba ed intelligente, dal carattere calmo e pratico, tuttavia piano piano imparerà a scoprire i lati positivi di questo rapporto e della lettura, grazie alle continue interruzioni quando guarda il suo cartone preferito.
    Perché noi ce lo ricordiamo bene: ai nostri tempi era la televisione a distoglierci troppo dalle cose importanti.
    In famiglia vi è anche un padre con tanti problemi psicologici, che vuole bene alle figlie ma non sempre riesce ad essere il supporto che vorrebbe e dovrebbe.
    Jo, che già ad unidici anni desidera guadagnarsi qualcosa, coltiva il perdono, l’accettazione e la comprensione verso tutti.
    “La felicità non si impone”, è il messaggio di questo film.
    Ho posto delle domande e durante la conversazione il regista ha spiegato che non è un film sulla nostalgia, ma proprio sul guardare avanti.
    Ci ha poi raccontato i motivi per i quali ha scelto proprio Juliette Bharucha per il ruolo della piccola protagonista e concordo: ella ha qualcosa di magico.
    Il film è da non perdere, perché oltre al potenziale emozionale e alla commozione capace di suscitare, grazie ad inquadrature e a costruzioni immaginarie che si sovrappongono alla realtà, come alla fine, diventa una perla rara di grande contenuto umano e capace di immensi insegnamenti.
    È per tutti, non solo per i ragazzi.

    LA VITA ACCANTO, di Marco Tullio Giordana

    Una famiglia molto ricca ma come tante: lui e lei si godono il matrimonio nel grande palazzo di famiglia, che appartiene interamente a loro.
    Al piano di sopra, abita la sorella di lui, quotata e talentuosa pianista e sarà proprio ad uno dei suoi concerti, che al lei si romperanno le acque. La corsa in ospedale, la gioia, la zia che li raggiunge “Ho fatto solo un bis, dovevo correre qui”; il marito ginecologo che preferisce non far nascere la figlioletta affidata ai colleghi e sceglie di non essere nemmeno presente in sala parto. Attende in sala d’attesa, lontano dalla fatica, con la sorella artista.
    Finalmente entrabi i genitori faranno la conoscenza della piccola: lo fanno in piedi, già vestiti, come due in visita, quando la bambina vien loro posta in braccio. La scoperta: la neonata ha una grossa voglia su metà del viso ed il collo.
    Da qui si snoderà quella che diventerà una trama con sfumature gotiche, popolata da statue “viventi”, arte che pare quasi minacciosa, e tanta, tanta oscurità.
    Questa bimba cresce nascosta, la madre non l’accetta, si ammala addirittura a causa di questa voglia, colpevolizza tutti. Rende l’esistenza a tutti impossibile, con un egoismo che sconfina nella follia.
    Forse al disagio mentale si accenna.
    Capita anche nelle migliori famiglie, soprattutto se la perfezione era l’unico obiettivo.
    Alla piccola Rebecca viene negato il battesimo, il prete ne è allontanato, la madre medita addirittura di non mandarla a scuola con gli altri.
    Si odia ferocemente questa madre.
    Molto meglio l’altra Maria, quella di “Salve Maria”: non lo accetti, allora meglio andarsene.
    Ma questa Maria rimane, quasi con lo scopo definitivo di rinfacciare alla piccola qualcosa di cui non ha colpa, di tormentarla, una bambina in realtà bellissima e rivelatrice di un talento innato ed unico per il pianoforte, sostenuto dalla zia.
    Il padre un debole, non cattivo ma incapace di compensare.
    Sarà la zia ad aiutarla a riconoscere la propria forza ed ad accompagnarla in un cammino fatto di impegno e successo.
    Saranno tanti altri gli episodi.
    Rebecca crescendo sarà confrontata con vari drammi e varie meschinità umane, ma a tutto resisterà grazie solo ad una cosa: la musica.
    Un dono ci salva.
    E lei si salverà a 17 anni in un momento preciso: rivedrà le statue che l’avevano spaventata da bambina.
    Non lo sentiamo, ma certamente riecheggiano nelle sue orecchie le parole della zia.
    Rebecca fugge e rifugge la disperazione.
    Lei non sarà vittima del destino.
    Poi c’è un altro personaggio non poco importante: l’amica dai fulgidi capelli rossi.
    Una pura.
    Pura come la verità. Quest’amica porterà la luce nell’oscurità di Rebecca, ne sarà l’antitesi.
    La verità, certo, è scomoda.
    A volte, volgare.
    Ma l’amica è la salvezza definitiva: le apre nuovi orizzonti.
    Anche lei suona e canta.
    Saranno probabilmente le due facce di una medaglia, quando Rebecca partirà per raggiungerla; poco dopo la realizzazione di un miracolo.
    Come avrete capito, questo film pure l’ho adorato. Ve lo dice una che il cinema italiano attuale lo snobba spesso.
    Ha a che fare con la capacità di afferrare subito ciò che la vita ci offre, non permettendo a nessuno di lasciarci adombrare.

    SULLA TERRA LEGGERI, di Sara Fgaier

    Il film inizia con il raccoglimento in una casa dei parenti dopo un funerale: è appena morta dopo lunga malattia, la madre di famiglia e l’unica figlia, poco più che ventenne ma già madre a sua volta, riallaccia i rapporti con i consanguinei di origine tunisina come la madre appena scomparsa. Il dolore è grande ed alla situazione già difficile, si unisce l’improvvisa amnesia paterna, che di colpo ha rimosso tutta la propria esistenza degli ultimi trent’anni. I medici non trovano né causa né cura, suggeriscono solo alla figlia di restargli accanto e di aiutarlo con piccoli oggetti, per esempio.
    Da questo nodo si scioglie una trama meravigliosa, intessuta dei ricordi che egli recupererà dai diari, nei quali descriveva il proprio infinito amore per la moglie, fin dal primo incontro, avvenuto in un’epoca recente ma già lontanissima.

    Un amore misterioso, irresistibile, avventuroso, composto anche dalla volontà di immergersi totalmente nel mondo di lei.
    Sovrapposizioni improvvise di immagini e spezzoni tratti da film e dalla letteratura più iconica che ha narrato sentimenti e drammi umani, producono una sovrapposizione emozionale di esistenze, che nella medesima disperazione ci accumuna, con un effetto capace di farci vivere più vite e rendere il film poetico ma senza cliché e banalità: quegli spezzoni sono gli impulsi ed i pensieri che attraversano come lampi la mente del protagonista.

    Un film sorprendente per come decanta l’amore vero in modo nuovo.
    Lui cerca se stesso e la propria storia con lei, fortemente connessi ed indivisibili: la sua stessa identità è a lei strettamente legata.
    La mente diviene un brusio continuo a volte intollerabile, nel cercare indizi nei quali potersi riconoscere.
    Arriverà infine alla sua destinazione, un giorno, e dovrà accettarne tutto il dolore che ne deriva: la morte non si può cancellare.
    Faceva anch’essa parte della cultura dell’amore della sua vita, che invece l’aveva presto integrata come nei rituali che gli aveva mostrato in Tunisia, nella loro lontana gioventù.
    Il lutto si può elaborare solo grazie ad un percorso a ritroso.
    Bello come una leggenda da tramandare.

    PIAZZA GRANDE

    RITA, di Paz Vega.

    I protagonisti di questo film sono bambini molto piccoli, in particolare la bimba che cede il suo nome al titolo: appena 7 anni.
    Nel ruolo di due fratellini, la loro recitazione è naturale come esortati a giocare davanti alla cinepresa.
    La storia della quale si narra però, ambientata a Siviglia nei primi anni Ottanta, non parla affatto di giorni spensierati: la loro mamma è vittima di violenza domestica da parte del loro padre.
    Il padre è un’ombra incombente, nelle prime scene ne udiamo solo la voce forte e capace di incutere timore, e ci si chiede che volto abbia il mostro.
    Poi appare nella sua massiccia e disturbante presenza concreta.
    È come assistere ad una famiglia vera in questa situazione e la madre ne porta sulle proprie spalle, in silenzio, tutto il peso.
    Vi è anche la nonna, una danzatrice di flamenco, che insegna i primi passi ad una piccola Rita dagli occhi luccicanti e pieni di vita, sviluppando lentamente una trama di continuità generazionale al femminile.
    Rita per soli due anni di differenza con il fratellino, sviluppa presto anche un senso protettivo, prima verso di lui e poi verso la madre.
    Comincerà a percepire il pericolo vero, il giorno in cui il padre getterà il secondogenito in acqua per insegnargli a nuotare di botto ed il piccolo proverà la terribile angoscia della vita che sfugge tra un respiro e l’altro.
    Nel quotidiano si riflette solo una cosa: il condizionamento del padre e dei suoi umori.
    La dolce Rita, grazie all’esempio di un piccolo amico, comincerà a pensare a come difendere la mamma.
    La fine dell’innocenza.

    SHAMBHALA, regia di Min Bahadur Bham

    Un film pregevole che ci trasporta sul tetto del mondo, precisamente un piccolo villaggio nepalese composto di paesaggi naturali di incredibile bellezza, dove il tempo pare essersi fermato, se non fosse per l’orologio ultra moderno, che fa capolino dal polso di un piccolo protagonista, per ricordarci che anche loro abitano la nostra epoca.
    Una ragazza andrà in sposa al coetaneo che ama e inizierà ad organizzare la propria nuova vita.
    Di fianco a lei c’è tuttavia sempre una specie di maestro, con il quale avrà pure una relazione, assolutamente legittima nel suo popolo dove a praticare la consuetudine di più coniugi è la donna.
    Scopriamo dunque una realtà per noi incredibile.
    La protagonista, che è incinta, partirà con il maestro per ritrovare l’altro marito, scomparso nel nulla, e sarà lei a dettare le regole fra loro: questa sarà una delle scoperte che farà su se stessa.

    GAUCHO GAUCHO, regia Michael Dweck, Gregory Kerhaw
    Documentario in bianco e nero su una comunità che ha scelto di vivere privandosi di tutte le comodità moderne, inclusa la telefonia. L’unico mezzo accettato è la radio, che trasmette tutto il giorno musica popolare locale, allo scopo di rafforzare i rapporti tra i popolani.
    I problemi di salute, siano essi psicologici che fisici, si curano con la suggestione del più influente del paese; ed il passatempo maggiore per tutti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, sono i rodei.
    Durante delle interviste che spezzano le sequenze del docu-film, per poi ricucirle, ci viene spiegato perché per loro sia così importante vivere così.
    Anche qui la protagonista è una giovane che ha un sogno: domare un cavallo e cavalcarlo per la prateria, godendo della propria libertà.

    LE PROCÈS DU CHIEN, di Laetitia Dosch

    Una nota avvocatessa accetterà una causa improbabile: difendere in tribunale il comportamento di un meticcio che ha morso a tradimento la nuova compagna del padrone, che gli aveva appena passato uno snack.
    Il dubbio è che si sia trattato di una vendetta, poiché la donna non gli aveva servito le solite crocchette.
    Il processo prende forma in un dibattito esilarante, in un film adatto a tutta la famiglia.

    KADA JE ZAZVONIO TELEFON, di Iva Rang

    Il 1995 ha segnato un passaggio importante per molti serbo-croati, a causa dello sfollamento improvviso di 200’000 persone nell’operazione che venne denominata “Operazione Tempesta”.
    Grazie a questo film, il pubblico viene catapultato nel periodo storico che precede quel momento: lo vediamo nelle strade percorse dalla giovanissima protagonista con i suoi amici; oppure le divertenti le capatine dal parrucchiere per assomigliare ai propri idoli. La vita alla quale tutti i giovani avrebbero diritto.
    Nell’improvvisa azione, si ebbero anche saccheggi e moltissime vittime. Ma la trama del film indaga un aspetto intimo e difficile da interiorizzare: il momento esatto nel quale la telefonata che l’avverte, spezza la vita di un’allora undicenne.
    A questa ragazza, strappata alla vita quotidiana con gli amici e soprattutto l’amica del cuore, così come ai sogni fantastici sul futuro tipici dell’età, resta da continuare a rivivere quel momento come un trauma.
    Sono passati molti anni da allora e tanti di noi, travolti e bombardati tramite telegiornali da nuovi conflitti internazionali, hanno probabilmente dimenticato.
    Queste persone sentono tuttora di non aver ricevuto giustizia; e la musica, il cinema di prima di quel momento, nelle loro origini tipicamente nazionali oppure giovanili, sono ciò che resta per mantenere salda un’identità perduta.
    Il senso dell’arte in tutte le sue forme, come traccia per mantenere una radice, spazzata via dai conflitti.

    Monica Mazzei
    freelance culturale

  • Magenta: sabato 24 agosto riapre il Nuovo con ‘Cattivissimo me 4’

    Magenta: sabato 24 agosto riapre il Nuovo con ‘Cattivissimo me 4’

    CinemaTeatro Nuovo di Magenta, alla riapertura dopo la pausa estiva, propone il cinema di “CATTIVISSIMO ME 4”, una delle saghe animate più seguite e divertenti degli ultimi anni.

    Dal sabato 24 agosto a martedì 27 agosto lo Staff vi aspetta in Sala (climatizzata secondo l’occorrenza) e sono già attive le prevendite online.

    La Sala di Comunità magentina propone inoltre formule di sconto attraverso convenzioni, adesione alle campagne nazionali e, soprattutto, le CARD di sala. Varie formule pensate per le esigenze variegate del pubblico. La AMICI DI CTN CARD, che consente il prezzo ridotto ad ogni ingresso; oppure le CARDS prepagate nelle formule “sempre” o “feriale”.
    Tutte le informazioni e le condizioni sono reperibili sul sito: www.teatronuovo.com

    CTN MAGENTA
    “CATTIVISSIMO ME 4”

    ORARI SPETTACOLI
    DAL 24 AL 27 AGOSTO

    sabato 24: 21.15
    domenica 25: 21.15
    lunedì 26: 21.15
    martedì 27: 21.15

    Sabato e Festivi:
    Intero € 7,00
    Ridotto CTN € 6,00 riservato ai possessori della tessera “AMICI del CTN”
    Ridotto € 5,00 bambini fino a 10 anni e militari

    Nei giorni feriali:
    Intero € 6,00
    Ridotto CTN € 5,00 riservato ai possessori della tessera “AMICI del CTN”, bambini fino a 10 anni e militari

    https://youtu.be/wA1EJaxJocY