Categoria: Meteo

  • Estate 2024 a Milano: giugno piovoso e agosto da record

    Estate 2024 a Milano: giugno piovoso e agosto da record

    Si conclude con l’equinozio d’autunno il 22 settembre l’estate astronomica ma, dal punto di vista meteorologico, è terminata il 31 agosto. Nonostante un inizio fresco e molto piovoso, la stagione estiva a Milano conferma la tendenza a temperature ben al di sopra delle medie di riferimento per il periodo. Con 26.4 °C di media l’estate 2024 supera infatti di ben 1.7 °C la media CLINO 1991-2020* e addirittura di 3.2 °C quella 1961-1990. Ciò è dovuto al susseguirsi di ondate di calore tra luglio e agosto, che con 28.4 °C di media conquista il primato di agosto più caldo di sempre, dopo quello del 2003.

    Secondo le rilevazioni della Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo ETS e in particolare della stazione meteorologica di Milano centro (situata presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano), i valori assoluti più elevati di temperatura sono stati registrati all’inizio della seconda decade di agosto: il giorno 12 la massima è stata di 37.5 °C e la minima di ben 27.3 °C. In generale sono state 11 le giornate in cui si sono superati i 35 °C, di cui 5 nel mese di luglio e 6 in quello di agosto. Sono state addirittura 59 le giornate con massima superiore a 30 °C, contro un valore medio atteso di 49.7 giorni per tutta l’estate (anche se questo valore è ben inferiore rispetto ai 77 giorni dell’estate 2022). Ad agosto solo in due giorni, il 18 e il 19, la temperatura non ha superato i 30 °C.

    Molto più alte della norma anche le temperature minime: sono state in tutto 67 le “notti tropicali”, cioè con temperatura minima maggiore di 20°C, con un valore CLINO di 47.7 giorni.
    Ad agosto, nello specifico, le notti tropicali sono state 30 su 31. Un numero molto elevato, ma nettamente inferiore al 2022 quando le notti tropicali sono state 80, di cui 62 consecutive.
    La minima assoluta dell’estate è stata registrata invece il 1° giugno (14.7 °C) e sempre a giugno, il giorno 23, si è verificata la massima più bassa (20.8 °C). Così come la media delle medie (26,4 °C, +1.7 °C), anche la media delle massime (31.2 °C) e soprattutto la media delle minime (22.2 °C) sono state molto superiori al corrispondente valore CLINO 1991-2020, rispettivamente di 1.2 °C e 2.1 °C.

    Considerando invece l’indice Humidex (utilizzato per valutare il livello di discomfort termoigrometrico, in presenza di temperature elevate e alti tassi di umidità), nell’estate 2024 sono state registrate
    96 ore con Humidex maggiore o uguale a 40 °C, soglia considerata di “pericolo” per l’uomo. Queste ore sono state distribuite in 16 giornate, tra l’11 luglio e il 14 agosto. Il valore di Humidex massimo (43.4 °C) si è registrato sempre il 12 agosto.

    Per quanto riguarda le precipitazioni Milano ha vissuto un giugno caratterizzato da numerosi temporali e da un quantitativo di pioggia ben superiore alla norma (116.8 mm contro 82.8 mm del CLINO), mentre sono stati decisamente meno piovosi luglio e, soprattutto, agosto. Sono stati solo 30.5 i millimetri caduti in quest’ultimo mese, di cui 25.6 concentrati nell’episodio temporalesco del 7 agosto, che ha fatto registrare anche la raffica di vento più forte della stagione (51.5 km/h). Ad agosto sono state solo 2 le giornate classificabili come “giorno di pioggia” (cioè con almeno 1 mm cumulato): oltre al 7, il giorno 3.

    * Il trentennio 1991-2020 è il CLINO – CLimatological NOrmal, il periodo di riferimento utilizzato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale per descrivere le condizioni climatiche di un determinato luogo.

  • Meteo: in arrivo un anticipo di autunno, calano le temperature

    Meteo: in arrivo un anticipo di autunno, calano le temperature

    E’ in arrivo un anticipo d’autunno con il calo delle temperature anche di 15°C, pioggia, vento e anche neve. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che una pertubazione raggiungerà l’Italia in serata con i primi temporali su Alpi e Prealpi, in estensione notturna alla Pianura Padana. Tra giovedì e venerdì si estenderà a tutta l’Italia.

    Intanto, nelle prossime ore, ancora sole e massime fino a 32°C in Sicilia, 31 in Puglia ma anche 30°C in Emilia Romagna (Forlì) ed Umbria (Terni), 29°C a Ferrara, Firenze, Napoli, Roma e Pesaro ma nelle prossime 48 ore in alcune città avremo il dimezzamento delle massime; Bologna passerà da circa 30°C a meno di 20°C venerdì.
    Quasi tutto il Centro-Nord venerdì oscillerà su massime pienamente autunnali, intorno al valore che negli ultimi giorni rappresentava la minima, 20 gradi.

    Una temperatura che, negli ultimi anni, raramente si è registrata per più giorni a settembre; e questa fase autunnale sarà piuttosto lunga. Avremo un crollo anche di 15°C, arriverà la neve sulle Alpi fino ai 1500-1700 metri (sui rilievi di confine fino ai 1100 metri), ci saranno piogge diffuse e un rinforzo del vento.

    Nel dettaglio, dopo un mercoledì soleggiato, guastato in serata dall’arrivo del ciclone polare, avremo un giovedì con piogge e temporali specie al Nord-Est e sulle regioni centrali; venerdì le piogge e il crollo termico investiranno anche il Sud mentre avremo un miglioramento al Nord e sulle centrali tirreniche. Nel weekend, infine, ritroveremo anche il sole, ma in un contesto termico autunnale: sono previste massime fino a 27°C solo in Sicilia e Calabria, altrove saremo sotto i 25°C con Roma a 24 gradi come Oristano e Cagliari.

    A Lecce non supereremo i 23°C, su tutto il resto del Paese faticheremo ad andare oltre i 19 gradi nelle ore più calde: un anno fa si registrarono temperature massime così fresche solo da metà ottobre in poi, localmente solo da novembre in poi.

    Oltre alle massime in calo, alle piogge, alla neve e al vento (con locali mareggiate) avremo anche notti quasi rigide: le minime scenderanno ad una cifra, ad esempio a Milano avremo 7-8°C all’alba per tutto il weekend.

    Nel dettaglio Mercoledì 11. Al Nord: peggiora entro sera con temporali. Al Centro: bel tempo prevalente e caldo. Al Sud: soleggiato e caldo. Giovedì 12. Al Nord: maltempo e crollo termico. Al Centro: maltempo su Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, calo termico. Al Sud: ultime ore di bel tempo, ma peggiora in Campania. Venerdì 13. Al Nord: fresco, ultime piogge al Nordest. Al Centro: instabile con calo termico. Al Sud: maltempo e crollo termico. Tendenza: weekend più soleggiato, ma ventoso e fresco.

  • Meteo, due perturbazioni in arrivo: temperature giù di 15 gradi

    Meteo, due perturbazioni in arrivo: temperature giù di 15 gradi

    In settimana tutta l’Italia sperimenterà un clima autunnale con un graduale, ma sensibile abbassamento delle temperature e precipitazioni via via più intense e diffuse. Possibile l’arrivo di neve sulle Alpi. A spiegarlo è Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it fa il punto della situazione e spiega cosa succederà nei prossimi sette giorni.

    L’intensa perturbazione che ha colpito il Centro-Nord nella giornata di domenica, nelle prossime ore abbandonerà lentamente il Nordest con le ultime piogge e farà piovere diffusamente al Centro-Sud con precipitazioni che potranno risultare abbondanti su Campania, Abruzzo, Molise, Calabria tirrenica e Sicilia. I venti inizieranno a disporsi dai quadranti settentrionali (Maestrale). Dopo questa fase di maltempo il nostro Paese sarà in attesa dell’arrivo della seconda perturbazione. Infatti martedì il tempo sarà in prevalenza soleggiato, mentre da mercoledì pomeriggio ecco che le regioni del Nord ritorneranno a vedere la pioggia. Ciò è dovuto all’arrivo di un ciclone di stampo autunnale; alimentato da aria piuttosto fredda in quota, il vortice provocherà un deciso abbassamento delle temperature.

    Il centro depressionario interesserà l’Italia soprattutto nelle giornate di giovedì e venerdì con precipitazioni diffuse, spesso sotto forma di temporale o anche nubifragio che dal Nord si porteranno rapidamente verso il Centro e il Sud. Il crollo delle temperature favorirà inoltre l’arrivo della neve sulle Alpi; giovedì i fiocchi potranno cadere fin sotto i 1800 metri sul Trentino Alto Adige e a 1200-1300 metri sui confini alpini e zone vicine. Venerdì la quota è attesa in ulteriore calo, segnatamente sul Triveneto. Assieme alle piogge, rinforzeranno i venti che ruotando intensamente attorno all’occhio del ciclone, potranno provocare le prime mareggiate sulle coste tirreniche ingrossando il Mar Tirreno. I dati appena arrivati indicano che la perturbazione autunnale collegata al ciclone lascerà l’Italia già nel corso del weekend 14-15, ma il suo transito ci farà piombare in pieno autunno. Le temperature potranno perdere anche 15°C con valori massimi anche sotto i 20°C al Centro-Nord.

  • Allagamenti a Milano, disagi su linee pubbliche e Lambro a 270 cm

    Allagamenti a Milano, disagi su linee pubbliche e Lambro a 270 cm

    A causa degli allagamenti dovuti alle piogge cadute oggi a Milano diverse linee di bus e tram sono state deviate. Ed è stato chiuso il parcheggio scambiatore multipiano di Romolo, dove già nei giorni scorsi molte auto erano finite sott’acqua.

    Il parcheggio ad altezza strada è aperto solo per gli abbonati, e chi ha parcheggiato può ritirare la macchina mentre non si può andare al piano -1.

    A causa degli allagamenti nel quartiere di Ponte Lambro sono deviati i bus 45, 66 e 88. Mentre per uno scambio allagato il tram 3 in direzione Sud salta le fermate centrali fra largo Carrobbio e piazza Ventiquattro Maggio. Sempre per un allagamento il tram 4 fa capolinea a Lanza e non arriva in piazza Cairoli, il tram 9 salta le fermate fra la stazione Centrale e Porta Venezia. Per l’allagamento del sottopasso di via Bovisasca il bus 82 non fa servizio fra via Cosenz e il capolinea.

    Tra Monza e Milano sono caduti tra 40 e 50 mm di pioggia, 80-100 tra Monza Erba e Lecco. Lo fa sapere sui suoi profili social l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Marco Granelli, sottolineando che il livello del Lambro è salito in tempo breve fino a 270 cm, “provocando l’allargamento del quartiere Ponte Lambro”. Protezione civile, Mm, Amsa, polizia locale e vigili del fuoco “sono intervenuti tempestivamente con le idrovore e squadre per aprire i tombini e azionare le pompe per togliere subito l’acqua dalle strade, evitando l’allargamento della cabina elettrica di molte cantine e piani terreni. Il Seveso invece è cresciuto di meno, e seppure la vasca era pronta, non è stata utilizzata”. La situazione sarà monitorata anche in serata e nel corso della notte.

    “Certamente – aggiunge l’assessore – dovremmo lavorare intensamente con Regione Lombardia per progettare e finanziare e realizzare opere infrastrutturali per tutelare i nostri territori e quartieri. Intanto comunque con le esperienze di questi giorni stiamo cercando di affinare le procedure di protezione civile e di gestione della rete idraulica e di fognatura, per renderle sempre più efficaci per tutelare i quartieri”.

  • Milano, allerta meteo gialla anche per lunedì

    Milano, allerta meteo gialla anche per lunedì

    Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia ha emesso un nuovo avviso di criticità gialla (ordinaria), estesa fino alla giornata di domani, lunedì 9 settembre, per rischio temporali, idrogeologico e idrico.

    Il Centro operativo comunale (COC) della Protezione civile è già attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città. Durante l’allerta meteo si invitano i cittadini e le cittadine a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi e in prossimità dei sottopassi. Inoltre, si ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie. È importante anche prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo. I cittadini e le cittadine che desiderano restare sempre informati sui rischi meteorologici possono collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile, registrandosi al link oppure scaricando la app gratuita per sistemi operativi IOS e Android.

  • Milano, allerta meteo per domenica

    Milano, allerta meteo per domenica

    È previsto ancora maltempo su Milano, dopo le forti piogge di giovedì che hanno fatto esondare il Seveso e provocato disagi in città. Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia ha emesso un avviso di criticità gialla, cioè ordinaria, per rischio temporali dalle 6 di domani, e idrogeologico e idrico dalle 12 di domani.

    Il Centro operativo comunale della Protezione civile è già attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città.

    Durante l’allerta meteo i cittadini sono invitati a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi e in prossimità dei sottopassi. Inoltre, il Comune ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie.

  • We di caldo afoso, ma da lunedì.. temporali e grandine

    We di caldo afoso, ma da lunedì.. temporali e grandine

    Sarà il caldo africano a caratterizzare questo weekend, ma da lunedì torna la grandine. Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che il clima italiano è decisamente cambiato: 30-40 anni fa l’Estate finiva con la burrasca di Ferragosto, dopodichè il meteo regalava ancora giornate di sole ma con massime sui 30-33°C. Negli ultimi anni si registrano invece, anche a settembre, punte di 38-39°C e il 2024 non sarà un’eccezione in questa tendenza verso il surriscaldamento globale.

    Infatti, durante il weekend si registreranno, afferma l’esperto, picchi africani di 39°C in Sardegna; sono previste massime dai 35 ai 37°C anche al Centro, tra Roma e Firenze, fino a 34°C a Milano senza dimenticare l’afa che sarà opprimente su gran parte della Pianura Padana. L’inizio della prossima settimana potrebbe però sorprendere: l’anticiclone africano persisterà almeno fino al 7-8 settembre, ma tutto il calore e l’umidità, di questi giorni e dei prossimi, favorirà la formazione di nubifragi tra lunedì e martedì al Nord.

    Al momento, i modelli meteo indicano la possibile formazione di forti temporali in particolare al Nord-Ovest, anche in pianura: un temporaneo calo della pressione potrebbe innescare forti correnti verticali capaci di generare grossi chicchi di grandine specie martedì 3. Preallerta dunque per qualche grandinata ad inizio settimana al Nord e conferme del caldo subtropicale ad oltranza. “D’altronde la grandine è un fenomeno tipicamente estivo: più è calda l’aria e più è leggera, sale velocemente fino a 10.000 metri dove trova temperature di -40°C e congela formando il ghiaccio della pericolosa grandine. Dovremo abituarci a questi sbalzi repentini – commenta il meteorologo – a meno che non si riesca a rispettare un di più il pianeta con interventi opportuni contro il selvaggio riscaldamento del globo”.

    NEL DETTAGLIO
    Domenica 1. Al Nord: sole e molto caldo; acquazzoni sui rilievi. Al Centro: cielo a tratti nuvoloso, meno caldo sul Lazio. Al Sud: soleggiato. Lunedì 2. Al Nord: sole e nubi, molto caldo; rischio temporali con grandine. Al Centro: temporali pomeridiani sui rilievi. Al Sud: sole e molto caldo. Tendenza: più temporali fino a mercoledì, poi ancora sole e caldo in aumento

  • Meteo: altri 7 giorni di  grande caldo poi (finalmente) arriva la perturbazione atlantica

    Meteo: altri 7 giorni di grande caldo poi (finalmente) arriva la perturbazione atlantica

    Ancora altri 7 giorni di anticiclone africano con caldo e afa, poi l’arrivo di una perturbazione atlantica porterà un calo termico.

    È quanto annuncia Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it. “Almeno fino all’inizio di settembre – afferma – il termometro salirà in molte zone del Paese oltre i 35-37°C con picchi di 39°C specie in Sardegna e Puglia”.

    Nelle prossime ore non mancheranno però dei temporali, anche forti, sull’Appennino centro meridionale e sul basso Tirreno. Al mattino i primi fenomeni sono attesi tra Sicilia e Calabria, nel pomeriggio su tutta la dorsale appenninica e zone limitrofe, con i rovesci più potenti in Sicilia e sull’Appennino Campano. Le temperature, nonostante gli acquazzoni, saliranno fino a 36°C a Caserta, Taranto e Terni, mentre si ‘fermeranno’ a 35°C a Benevento, Firenze, Lecce e Roma.

    Da giovedì fino a domenica 1 settembre il caldo aumenterà e i temporali diminuiranno: gli ultimi acquazzoni sono attesi intorno allo Stretto di Messina fino a venerdì, poi splenderà ovunque il sole. Caserta, Firenze e Terni con 37°C, Ferrara e Forlì con 36°C, Milano e Roma con 34°C: questo è il nuovo clima previsto per il primo giorno di settembre in Italia.

    Il quadro meteorologico potrebbe variare sensibilmente durante la prossima settimana. “Sembra che una profonda perturbazione atlantica – conclude Tedici – possa entrare da mercoledì 4 settembre portando un crollo termico e tanta pioggia”.

    Nel dettaglio: Giovedì 29. Al nord: sole e caldo in aumento. Al centro: qualche rovescio tra Lazio e Abruzzo. Al sud: temporali su Appennini e zone vicine. – Venerdì 30. Al nord: sole e molto caldo. Al centro: soleggiato e molto caldo. Al sud: temporali in Calabria, più sole altrove. – Tendenza: sempre più sole e sempre più caldo

  • Eventi meteo estremi, da inizio anno già oltre 100 sulle Alpi

    Eventi meteo estremi, da inizio anno già oltre 100 sulle Alpi

    Nei primi 7 mesi del 2024 sono stati 101 gli eventi meteo estremi in quota registrati dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente nelle regioni dell’arco alpino, contro gli 87 e i 70 dello stesso periodo del 2023 e 2022. Lombardia, Veneto e Piemonte le regioni più colpite, rispettivamente con 40, 27 e 13 eventi estremi; tra le province più in sofferenza ci sono quelle di Torino (9), Brescia, Milano e Vicenza (7), Genova e Udine (6), Mantova, Varese e Verona (5).

    I dati sono stati forniti alla presentazione dei risultati della tappa piemontese della Carovana dei ghiacciai di Legambiente, dedicata al Monte Rosa e al ghiacciaio Flua.

    E anche il versante sud della seconda montagna più alta delle Alpi, il Monte Rosa dove si trovava il Flua, ormai estinto, non è stato immune, colpito in particolare da una violenta precipitazione piovosa il 29 e 30 giugno. “La fusione dei ghiacciai e gli eventi meteorologici estremi generano lungo le pendici del Monte Rosa una serie di effetti a cascata – spiega Marco Giardino, vice presidente del Comitato Glaciologico Italiano – che vanno rilevati e monitorati costantemente e che non possono essere sottovalutati. ‘Cascate’ di ghiaccio dalle cime più elevate, cascate d’acqua che si originano dalla fusione glaciale e che veicolano cascate di detriti verso il basso, cascate di blocchi che staccandosi per frana dalle pareti rocciose ricoprono in parte i ghiacciai. Abbiamo potuto riconoscere ciascuno di questi fenomeni sul Monte Rosa”, conclude Giardino.

  • 18 agosto 1986, la maxi grandinata di Casorezzo: il ricordo di Marcello Mazzoleni

    18 agosto 1986, la maxi grandinata di Casorezzo: il ricordo di Marcello Mazzoleni

    Casorezzo, è il 18 agosto del 1986: molte famiglia del paese sono al mare in Riviera e coloro che sono a casa il pomeriggio di quel giorno assisteranno ad un evento incredibile, che ricorderanno per sempre. Sono le 18 di un tipico pomeriggio padano, il cielo è bianchiccio e l’afa è grande, un sistema temporalesco si avvicina dal Piemonte. Non sarà un temporale come gli altri: in pochi minuti il cielo si oscura e succede il finimondo: raffiche di vento forse sui 150 km/h si abbattono sul paese, accompagnate da una grandinata fitta e potente, che distrugge tutto. Di seguito la rievocazione di quella giornata, risalente a 38 anni fa, a cura di Marcello Mazzoleni.

    “Il nostro viaggio tra gli anniversari dei fenomeni meteorologici estremi dall’Unità d’Italia ad oggi, in questo giorno fa tappa proprio qui nel nostro territorio: il mattino del 18 agosto 1986 si stava preparando quella che nelle ore pomeridiane sarebbe passata alla storia come “la grandinata di Casorezzo”.

    Avevo 8 anni, ero già appassionato di meteo e annotavo le temperature e i fenomeni sui quaderni che conservo ancora. Quel giorno per Magenta ho scritto: “massima 32, minima 16 di sera, temporalone con bufera di vento, grandine, tapparelle bucate, hanno fatto vedere Casorezzo in televisione”.

    La fascia più colpita è stata tra Asmonte, Ossona nord, Furato, Casorezzo, Arluno nord, Villapia e Villastanza di Parabiago. Grandine rimasta al suolo fino al mattino del 20 agosto con nebbia e paesaggio lunare, campi di mais rasi al suolo.

    Per chi volesse approfondire, un ottimo lavoro è stato svolto dall’amico Andrea Bosoni del CML http://www.centrometeolombardo.com/…/temp…/casorezzo.htm

    Già che siamo in tema di anniversari di episodi meteo estremi, per ogni giorno ce ne sono sempre diversi da ricordare e aggiungo quelli sul medio-alto versante adriatico, dove nei giorni dopo Ferragosto del 1976 numerose località sono state coinvolte da episodi alluvionali, a partire da Rimini e sino a Pescara, in occasione di una insistente circolazione depressionaria, che ha portato fenomeni rigeneranti di forte intensità. In totale in quei giorni si contarono dodici vittime tra Romagna, Marche e Abruzzo.
    Tra le località più colpite troviamo Senigallia, dove il fiume Misa esondò per tre giorni consecutivi, tra il 17 e il 19 agosto 1976. Soltanto dall’Unità d’Italia ad oggi, Senigallia e il territorio circostante hanno vissuto ventidue alluvioni censite, in pratica in media una ogni sette anni. Ecco un link per approfondire: https://www.centropagina.it/…/42-anni-lalluvione…/….

    Questa alluvione è una delle oltre cinquemila che ho in archivio dal 1861 ad oggi e che in totale hanno portato a oltre duecentotrentamila tra morti e dispersi sotto a fango e detriti. L’intensità e la frequenza di tali episodi è rimasta inalterata, fortunatamente con sempre meno vittime grazie ai progressi nelle attività di protezione civile, alle previsioni del tempo e alla lenta e relativa messa in sicurezza del territorio.

    È in questi tre campi che andrebbero unicamente investite le risorse pubbliche, anziché sciuparle nell’attuazione di inutili e costose politiche con l’illusione di poter agire sul clima, che da quattro miliardi e mezzo di anni va avanti a mutare per i fatti suoi, governato dalle eruzioni vulcaniche, dall’attività solare e dalla precessione degli equinozi. A questo link possiamo trovare la sintesi delle proposte per un futuro davvero sostenibile, che sono stato tra i primi al mondo a sottoscrivere qualche anno fa: https://clintel.org/italy-wcd/
    Tornerò nei prossimi giorni ad occuparmi di altri episodi, perché purtroppo c’è solo l’imbarazzo della scelta: solo conoscendo il passato possiamo vivere consapevolmente il presente e guardare con serenità al futuro”.

    (foto tratte da centrometeolombardo.com)