Categoria: Arte

  • Le opere dell’artista corbettese Giannina Adelaide Salvi selezionate per l’Art Symposium Giubileo 2025 di Roma

    Le opere dell’artista corbettese Giannina Adelaide Salvi selezionate per l’Art Symposium Giubileo 2025 di Roma

    La nota artista corbettese Giannina Adelaide Salvi è stata selezionata a presentare le sue opere presso la Pontificia Accademia di Teologia Vaticana all’interno del Palazzo del Vicariato nel centro di Roma durante l’Art Symposium Giubileo 2025, un evento prestigioso e unico inaugurato il 21 marzo che rappresenta l’arte come come strumento di Pace, Spiritualità e Speranza e con il contributo di sua Eccellenza Mons. Antonio Stagliano’, del curatore Salvo Nugnes e di altri personaggi illustri tra cui il cardinale Baldassare Reina,Vicario generale della diocesi di Roma, Paolo Liguori direttore Tgcom24, Gianni Marussi, responsabile mostre Tgcom24, la giornalista Silvana Giacobini, Rossana Potenza, soprano internazionale e con il contributo del fisico Antonino Zichichi e del rinomato direttore d’orchestra Alessandro Muti.

    Come dichiarato dal Santo Padre Papa Francesco, l’arte ha l’importanza di costruire ponti in un mondo di muri e a creare spazi di incontro e di dialogo, a illuminare le menti e a scaldare i cuori ed è per questo che l’artista ha ricevuto una Menzione Speciale per la sua straordinaria creatività e l’impegno costante nel trasformare emozioni in arte.

  • Forza Vittorio (Sgarbi), alzati, risorgi e cammina!

    Forza Vittorio (Sgarbi), alzati, risorgi e cammina!

    Vittorio, alzati e cammina. Tu non sei Lazzaro, tantomeno io sono Gesù ma il messaggio che covo da tempo e non trovo mai il momento e le parole per dirtelo, si riassume in quelle due esortazioni. Alzati e cammina. Dico a te, Vittorio Sgarbi, ricoverato da giorni all’Ospedale Gemelli a due passi dal Papa, sprofondato nell’ombra nera della depressione dopo una vita che ne ha viste di tutti i colori, non solo su tela.

    Non so se Sgarbi vi sia simpatico, antipatico, insopportabile o indifferente (questi ultimi saranno pochissimi) ma so che un talento davvero raro come il tuo, esuberante di energie, curioso e goloso d’arte e di vita, non può lasciarsi andare così. So che negli ultimi tempi hai passato tanti guai, di ogni tipo; so pure che la vita è una parabola inesorabile che non concede proroghe ed esoneri speciali; ma non puoi passare dalla parte del male di vivere. Non si addice la bandiera bianca a chi ha cantato la policromia nella vita e dell’arte.

    Rialzarsi è un consiglio che vale per chiunque ma nel tuo caso non è un consiglio, è un imperativo: tu non puoi permetterti di passare dalla parte del nemico e parteggiare contro la vita. Non puoi arrenderti tu che hai vissuto la vita al massimo, hai vissuto più giorni in una notte, più vite in una vita sola, dissipandola, strapazzandola, invadendo le vite altrui; devi essere grato per quel che hai vissuto, e ora devi riconvertire in bene il bello che hai ricevuto e propagato. Non arrenderti muto alla senilità. Si, senectus ipsa morbus est, diceva Terenzio, la vecchiaia è già in sé una malattia. Però Seneca, che non era un ardito guerriero ma un mite pensatore, ricorda che vita militia est, la vita è milizia e non si può disertare; non fummo noi a darci la vita, non tocca a noi stabilire quando finire. Lascia che sia lei o Chi per lei a decidere la fine, come decise il nostro inizio e ci gettò nell’avventura di vivere. Coltiva l’Amor fati.

    Tu non puoi abbandonare perché la tua mente è ancora lucida e fertile, e può dare agli altri più di quanto tu possa immaginare, nonostante la tua altissima considerazione di te stesso. So che ti riesce difficile pensarlo, ostaggio come sei del tuo Io, ma la tua vita non è solo tua, è pure di chi ti ama, ti ascolta, ti legge, ti vuole bene, è nato dal tuo seme.

    Non puoi cedere alla notte perché insegni la bellezza, che non sfiorisce nel tempo, e racconti i capolavori e i loro autori che vivono oltre il tempo; tu non puoi farti imprigionare negli anni e nei malanni, dopo averci mostrato che le cose più grandi non hanno tempo e non sono solo intime e private. La nostra vita è una cosa troppo piccola per barricarci dentro di lei e morire con lei; è una fettina troppo esile rispetto alle grandi cose che tramite lei puoi amare, riflettere – non solo nel senso di rispecchiare – e rappresentare. La vita nostra è passeggera, malandata, s’incurva, rallenta e si rimpicciolisce col passare del tempo, e quando entra nella fase senile si chiudono porte e finestre, si restringono prospettive e risorse; ma anche così, in quelle condizioni, può contenere inestimabili tesori. E tu lo sai. Ogni età ha le sue bellezze, le sue dolcezze, e anche in pieno declino offre impreviste gioie. Ogni stagione ha i suoi tipici frutti, e non devi aspettarti dall’una i frutti dell’altra. Ci sono giorni o persino attimi che contengono l’eternità, anche se durano poco. Non sprecare questi giorni, questi attimi per ripicca personale contro la biologia inclemente. Non fare capricci e proteste contro ignoti. Fai l’uomo, come ci dicevano da bambini quando stavamo lì lì per piangere.

    Hai ancora dei compiti da svolgere, per esempio te ne assegno uno: devi ancora scrivere un libro riassuntivo della tua opera, una divina galleria, un olimpo dell’arte scritto con arte da te, solo da te, sui Grandi che hai frequentato a lungo, che hai conosciuto come pochi e che hai fatto conoscere; una specie di viaggio riassuntivo e di dialogo ultraterreno tra i giganti dell’arte che ci hanno donato una visione del mondo, naturale e soprannaturale.

    Tu non ti rendi conto ma tu, vecchio, impenitente peccatore, troppo pieno di Io, di mondo e d’incontinenza, hai esaltato come pochi la grandezza dell’ispirazione cristiana e cattolica nell’arte, hai decantato i capolavori nati dalla fede o perlomeno nel nome e per conto della fede; hai testimoniato il devoto stupore per il miracolo della bellezza che si fa figura, umanità, volto, infanzia, maternità.

    E poi, come si diceva nella Roma papalina, i peccati de’ fregna Dio non li segna; e tu hai compensato i tuoi seriali peccati con quell’istigazione continua al bello, al sacro e alla luce che ci porta ad abitare in cielo anche quando siamo in terra, vestiti di carne e avidi di lei. Sei stato un missionario di bellezza, che fa bene all’uomo e al mondo quanto la bontà e la carità.

    Per farti reagire e tirar fuori lo Sgarbi incazzoso che conosciamo da sempre sono pronto a insultarti: stronzo che non sei altro, egoista e narciso, capra, capra, vigliacca come una pecora, tira fuori l’orgoglio, se hai coraggio. Torna a bordo, cazzo! Fatti vedere, fatti sentire, non svignartela così. Non lo avrai mai sospettato, e in verità non lo sospettavo neanch’io, ma ti voglio bene. E non sono il solo, vicino a te c’è qualche piccolo santo che soffre per te solo a vederti così. Non fai molto per meritartelo, ma ti amano per quello che sei, non per quello che fai.

    Se la vita, come insegnò Oscar Wilde, è la tua opera d’arte lascia che a invecchiare sia il tuo ritratto, come Dorian Gray, ossia il tuo involucro esteriore, il tuo corpo e il tuo appetito sessuale; ma tu non cedere alla forza di gravità della vecchiaia. Anche a quest’età incipit vita nova; la nuova vita sarà con meno Io e più mondo, meno donne e più déi, meno corpi e più anime. A una certa età, l’arte di vivere cede il posto all’arte di vedere, ma tu che fai il critico d’arte sei già allenato a guardare il bello anziché carpirlo. Chi coltiva l’arte e la bellezza, il genio e la grandezza come tu hai fatto, ha una motivazione in più per mettere in salvo quei ventuno grammi d’aria che chiamano anima; quella parte non invecchia mai, nemmeno verso la fine, anzi.

    Con questo spirito, diceva Lacordaire, “non sono invecchiato, ho solo conosciuto giovinezze successive”. Suppongo che si chiami vecchiaia l’ultima forma di giovinezza, chiosava Jean Guitton a 95 anni. Vivi anche tu l’ultima forma di giovinezza, diversa da quelle precedenti. Sei ancora giovane tra i vecchi, e puoi giustificarti di vivere anche solo per prestare la voce ai muti capolavori dell’arte, in una prodigiosa sinestesia che muta la vista in parola. Quando sarà tempo verranno a prenderti loro, tua madre e tuo padre; non andartene per conto tuo. Per una vita sei arrivato in ritardo, ora non pensare di partire in anticipo.

    La Verità – 23 marzo 2025

  • “Nel nome del mare”, uno sguardo artistico inedito in Galleria Magenta

    “Nel nome del mare”, uno sguardo artistico inedito in Galleria Magenta

    “Sono ventotto le opere inedite di Giacomo Cianci, impressionista contemporaneo, nato a Poggiardo in provincia di Lecce, esposte finalmente in Galleria dopo due anni di lavoro”, ha annunciato Nicoletta Cattaneo, responsabile di Galleria Magenta all’inaugurazione di sabato 22 marzo della mostra di panorami e paesaggi dedicati al mare.

    “Da apprezzare è la cromia del blu, arricchita da spunti di colore colti dall’impressione più che dall’occhio: quello rappresentato è un mare che ci culla, è il mare del salento – ha aggiunto il direttore artistico della Galleria Marco Lazzaroni. – L’artista si avvicina ogni giorno al mare e riporta sulla tela pennellate, melio dire spatolate, rapide e cariche di luce”, che si distribuisce sulla tela e che si appoggia su alcuni punti.

    Le opere sono state volute per proporre un respiro diverso: infatti, la parola chiave è “tranquillità” di un mare che l’artista conosce proprio bene. “E’ un onore per me esporre qui e questi sono colori che mi appartengono fin dall’infanzia, è il mio mare, quello che vedo tutti i giorni. La luce, che accarezza la superficie e arriva anche in profondità, è per me l’essenza della tranquillità rappresentata dalle trasparenze”, spiega l’artista.
    Le tele di grandi dimensioni di Giacomo Cianci, fino al 10 maggio in Galleria Magenta, portano il visitatore a sentire il profumo del mare: basta scegliere un quadro, fermarsi a guardarlo una decina di secondi, chiudere gli occhi e fare un respiro profondo.

  • “Sfumature di donna” al salone “Olaf Palme” di Vittuone

    “Sfumature di donna” al salone “Olaf Palme” di Vittuone

    “Marzo Donna 2025” va a concludersi, nel prossimo week-end, con l’appuntamento con “Donna è Arte”. Presso il salone Olof Palme, in via Milano 18, sabato e domenica, dalle 10 alle 17, sarà possibile visitare la mostra di pittura “Sfumature di donna”.

    Durante la mostra alcune allieve del maestro Gionata Alfieri dipingeranno “dal vivo”, dando così la possibilità di vedere “in diretta” la loro arte.

  • Galleria Magenta: conto alla rovescia per ‘Nel nome del Mare’

    Galleria Magenta: conto alla rovescia per ‘Nel nome del Mare’

    Un’immersione nel blu più incontaminato e profondo, quello del mare: Galleria Magenta inaugura la stagione espositiva primaverile con una mostra che celebra il paesaggio mediterraneo attraverso 30 opere inedite dell’artista salentino Amedeo Cianci (Lecce, 1961) che da oltre 40 anni espone in Italia, in Europa e oltreoceano le sue grandi tele, capaci di portare lo sguardo oltre la parete verso straordinari squarci d’infinito.

    Sembra quasi di essere lì, ad ammirare la distesa azzurra del mare, sentire l’increspare leggero delle onde, carpire il profumo di sale misto alla vegetazione mediterranea tipica delle coste più assolate della nostra penisola, dove lo scirocco e il maestrale sferzano panorami traboccanti di una bellezza naturale intatta, restituiti con nuova intensità a ogni sguardo del pittore che ogni volta scopre le diverse atmosfere di un paesaggio/scenario in perenne mutazione.

    La pittura a macchie di Cianci, fatta di pennellate rapide e materiche , crea vibrazioni luminose, enfatizzate dallo studio della luce naturale e delle sue variazioni sopra e sotto l’acqua. Il ricercato taglio fotografico, coadiuvato dalla sapienza di chi il mare lo conosce bene, perché lì è nato e cresciuto, permette all’artista di sfondare la bidimensionalità della tela, invitando lo spettatore a condividerne lo sguardo privilegiato.

    Cercare la luce nelle ombre, nell’acqua come sulle rocce, è la sfida che Cianci porta avanti nella sua indagine artistica e che rende la pittura un’esperienza di ricerca mai finita, mai completa, ma in continua mutazione, come le iridescenze, i riflessi e le cromie del mare, irraggiungibili in modo definitivo.

    “Non riesco mai a individuare il momento esatto in cui l’opera d’arte sia finita o non finita. L’appagamento lo trovo lavorando, osservando, vivendo l’immensità di un elemento naturale e potente come il mare, nel suo eterno divenire. Colore, materia, gesto sono gli elementi con cui mi immergo nell’immensità della natura”.

    Nell’opera di Cianci tutto è nel mare, col mare e per il mare, un intimo dialogo che si appresta a diventare condivisione con lo spettatore in questa nuova mostra in Galleria Magenta.

    Attualmente l’artista, oltre che in Italia, espone in Europa (Inghilterra, Belgio, Francia, Svizzera, Grecia, Turchia, Malta) e negli Stati Uniti (New York e Miami).

    L’artista sarà presente alla vernice.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 10 maggio, con i seguenti orari:

    da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-18.30

  • Arte. La Cina sbarca a Vigevano

    Arte. La Cina sbarca a Vigevano

    Acquerelli, xilografie, acrilici, ricami e immagini ottenute con tecnologia digitale. Due mondi si fondono in questa mostra di opere cinesi e di design, ponte tra antico e moderno. “Cammin’Arte 2025″, collettiva di 22 artisti giunta alla seconda edizione, approda ancora a Vigevano e si preannuncia come uno degli eventi più interessanti del panorama culturale cittadino. Dopo l’inaugurazione alle 11 di sabato 22, ci sarà anche una conferenza di presentazione, sempre sabato 22, alle 16 nella vicina sala dell’Affresco, moderata dal co-curatore e traduttore Stefano Giovannini. Organizza l’associazione Pedone, con sede a Milano, nata per l’interscambio artistico fra Italia e Cina. La curatrice è Li Zhiying, laureata prima a Qinghua e poi a Brera. In Italia da tredici anni, insegnante d’arte, è anche una delle espositrici.

    «Il titolo della mostra – spiega – rimanda al lungo e faticoso, ma altresì appagante e stimolante cammino compiuto dagli artisti per padroneggiare le tecniche antiche e moderne, esprimere la propria interiorità ed internazionalizzarsi. Gli artisti cinesi che presentiamo hanno in parte già compiuto tale itinerario, in parte si trovano lungo la strada, che percorrono determinati fra acquisizione dell’eredità dei maestri e sperimentazione creativa. A Vigevano condivideranno i frutti della propria appassionata ed appassionante ricerca e racconteranno le storie del loro viaggio”.
    La mostra è visitabile dal 21 marzo, fino al 26. Orari: sabato e domenica dalle 10 alle 19, e negli altri giorni dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19. Co-organizzano Rete Cultura Vigevano, l’associazione Ondedurto.Arte e NoiBrera.

    Espongono i seguenti artisti internazionali: Li Fangyuan (postumo), Jian Xuanyi, Liang Tongxiu, Zheng Rong, Li Zhiying, Lü Jing, Ma Li, Sun Meng, Xu Yaqiao, Liu Yijuan, Zhang Chulin e Wang Xinwan. Il più affermato di tutti, Li Fangyuan, sarà anche oggetto della personale postuma “Senso indelebile” dal 28 marzo al 7 aprile, sempre nella strada Sotterranea del castello di Vigevano.

    JIAN XUANYI

    Nato nel 1946 a Canton, fa parte dell’albo degli artisti francesi. Partecipa con l’olio del 2015 “Donne tibetane” Definito “un idealista”, i suoi dipinti sono sempre stati lodati per le loro grandiosa eleganza e profonda nobiltà.

    LIANG TONGXIU

    Classe 1953, la pittrice è compresa nella “Lega dei pittori neoimpressionisti di Francia”. Originariamente illuminata dall’impressionismo, usa oggi un linguaggio atto a rivisitarlo, espanderlo, studiarlo, perfezionarlo e purificarlo. A Vigevano presenta l’olio “Due bambine mongole” ed altre opere.

    ZHENG RONG

    Ha conseguito la laurea specialistica in Pittura all’Accademia di Belle arti di Brera. Membro dell’Associazione di Belle arti cinese, nonché dell’Associazione di Belle arti di Shanghai, l’arte di questa pittrice arriva direttamente al “sentimento” della natura.

    LÜ JING

    Pechinese, classe 1980, nel 2023 ha esposto al Louvre. In Cina le opere di questa talentuosa artista sono state inserite molte volte nella selezione dell’Annuale nazionale dell’Incisione.

    MA LI

    Dal tifone che ha colpito Shanghai nasce l’incisione in bianco e nero di questa artista, “La luna si leva splendente sul mare, mentre da una parte all’altra del mondo condividiamo questo momento”, per trasmettere la nostalgia per gli amici lontani.

    SUN MENG

    Si definisce «un esploratore con una profonda passione per i viaggi». La fotografia esposta è stata immortalata durante un trekking attraverso il Sichuan, in Cina. Una bellezza unica, unita dalla sua passione per il Buddhismo tibetano.

    XU YAQIAO

    Questa artista sceglie di maneggiare i colori come incantesimi primordiali. Pigmenti diretti e potenti che traducono i tremori più intimi dell’anima in risonanza viscerale. Il rosso cadmio sanguina in desiderio forgiando geroglifici che incidono direttamente il battito cardiaco.

    LIU YUJUAN

    Si occupa della progettazione di giardini tradizionali cinesi da più di vent’anni ed è maestra di quest’arte, la quale interpreta modernizzandola, come testimoniano le sue numerose creazioni, giardini che fondono tradizione e contemporaneità. Nè è esempio l’opera “Illuminazione sui Monti Luohan”, quinta della serie “Montagne finte”.

    LI ZHIYING

    Dopo la laurea specialistica all’Accademia di Brera, ha iniziato la serie “Cibo tossico”, che questa artista sta continuando tuttora. Si compone di molteplici tipi d’opera d’arte: sculture, incisioni su zinco e plastica, fotografie digitali, cianografie, performance, video… sempre sul tema della sicurezza alimentare.

    ZHANG CHULIN

    Si fa chiamare Cirilla.Z, negli ultimi anni ha attivamente esplorato la creazione artistica a scopo terapeutico, avvalendosi della forma figurativa della pittura composta per mostrare la propria comprensione dell’arte e ricevendo numerosi premi e menzioni. La serie “Dinamismo tattile” è un esperimento condotto negli ultimi anni dall’autrice nell’intento di concretizzare l’umore psichico, catturando l’«attimo indefinito».

    WANG XINWAN

    Fresca di laurea specialistica all’Accademia di Belle arti di Brera, Wang Xinwan partecipa a Cammin’Arte 2025 coll’opera di ricamo in rilievo “Buchi”. Un’opera «che non vuol essere in alcun modo mera latrice di sconforto». Speranza dell’autrice, infatti, è che “ognuno di noi trovi il coraggio di affrontare se stesso ed i propri numerosi buchi”, intesi come i propri difetti. L’obiettivo ultimo sia dunque «l’abbraccio sereno di sé e del mondo».

    Inoltre, partecipano gli artisti emergenti Du Xiangxi, Xu Changmei, Deng Yi, Hu Jiamin, Jiang Wenxin, Nurziba, Wang Pushuo, Zhao Fangbo, Shi Lujie e Cai Jinghao. Grazie anche al loro contributo, la mostra vanta un invidiabile ventaglio di tecniche ed approcci, spaziando dalla pittura tradizionale cinese, realizzata con inchiostro nero o colorato su carta di riso, alla pittura ad olio all’acrilico all’acquerello, per arrivare sino all’incisione xilografica o su zinco, ma presentando altresì opere a tecnica mista composte di materiali differenti, fotografie, esiti di scansioni digitali di negativi fotografici, disegni digitali a mano, animazioni bidimensionali affiancate a modelli virtuali 3D, financo includendo ricami a rilievo in stile moderno, utensili ad uso scenografico teatrale, prodotti d’artigianato pirografico e sculture cartacee.

  • Galleria Magenta: arriva la mostra ‘Nel nome del mare’

    Galleria Magenta: arriva la mostra ‘Nel nome del mare’

    I primi passi verso la primavera Galleria Magenta li muove pensando al mare che, nella sua immensità, è insieme al cielo, ciò che più ci congiunge all’infinito.

    Il “mare” che da sempre ispira poeti, artisti, viaggiatori, evocando emozioni e sentimenti profondi e contrastanti, nel suo volto rasserenante e seducente, vestirà d’azzurro gli spazi della galleria, dando il là a NEL NOME DEL MARE, una grande personale dell’artista Amedeo Cianci, una delle voci più rappresentative dell’impressionismo contemporaneo italiano, quando si parla di “pittura del mare”. Appuntamento per il grand opening sabato 22 marzo p.v. nella sede principale di Via Roma 45, con vernice e presentazione alle ore 17.

    L’effetto istantaneo della mostra è quello di aprire il cuore al colore, alla trasparenza, alla luce sia della superficie sia della profondità dell’acqua. Una vera e propria immersione che si svela in oltre 30 opere di ampio formato, eseguite con tecnica a olio.

    In esse la pittura a macchie, fatta di pennellate rapide e materiche e incentrata sui blu, crea vibrazioni luminose. I dettagli sono più sacrificati per offrire un effetto visivo globale e insieme centralizzante, enfatizzato dallo studio della luce naturale e delle sue variazioni sopra e sotto l’acqua.

    L’idea di fondo è quella di addentrarsi nella quiete che genera il mare, quando è calmo e calma il nostro animo, fissando un’impressione momentanea con un’inquadratura insolita e con un taglio fotografico ben ponderato.

    L’acqua è ritratta nel suo moto costante e perpetuo: il suo dinamismo sprigiona sensazioni primigenie, che riportano lo spettatore all’odore e al sapore del mare, al suo rumore e al suo respiro vitale.

    Nell’opera di Cianci tutto è nel mare, col mare e per il mare e l’intimo dialogo con quella distesa azzurra salentina, che da sempre si apre al suo sguardo e della quale ha bisogno per vivere, rimbalza con impeto su chi partecipa all’esperienza, lasciandosi completamente andare.

    Attualmente l’artista, oltre che in Italia, espone in Europa (Inghilterra, Belgio, Francia, Svizzera, Grecia, Turchia, Malta) e negli Stati Uniti (New York e Miami).

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 10 maggio, con i seguenti orari di apertura:

    da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-18.30.

  • Ad Albairate la mostra Ex Libris per la Giornata Internazionale della Donna

    Ad Albairate la mostra Ex Libris per la Giornata Internazionale della Donna

    Le parole del curatore della mostra che dall’otto al venti marzo in Sala Germani.

    “L’eterno femminino ha da sempre ispirato artisti di tutte le epoche e di tutte le latitudini ed anche nel vasto campo dell’ex libris la donna ha svolto, e svolge tuttora, il duplice ruolo di parte attiva,
    come creatrice ed artefice di opere d’arte e di musa ispiratrice, soggetto tra i più rappresentati nella molteplicità dei suoi ruoli, mutevole nei tempi, nei luoghi e nei sentimenti degli artisti e dei committenti.

    Invero non sono numerose le artiste che si sono dedicate professionalmente all’ex libris, ma tutte provengono da un universo artistico più vasto, in cui la grafica è una delle tante sfaccettature.
    Molte escono da Accademie ed Istituti d’Arte, alcune sono appassionate illustratrici di libri, altre spaziano in forme d’arte che vanno dalla scultura alla pittura, dalla ceramica alla ricerca grafica, ed è la grafica nelle sue diverse tecniche, xilografia, acquaforte, acquatinta, litografia, che prevale nel percorso artistico di queste Signore dell’ex libris, dando vita a piccoli capolavori, come delle preziose miniature medievali, che raccolgono in sé l’abilità, lo studio, la ricerca e soprattutto
    la passione per un’arte che, malgrado le dimensioni delle opere, non è seconda a nessuna delle altre più conosciute.

    Le opere che qui esponiamo per celebrare la Festa della donna 2025 sono la dimostrazione dell’alto livello artistico raggiunto e della diffusione in tutti i paesi, in special modo in quelli chiamati, fino a poco tempo fa, dell’Est, dove questa forma d’arte ha raggiunto livelli di altissima qualità
    riconosciuti da estimatori e collezionisti di tutto il mondo.

    Le artiste dell’ex libris, italiane o straniere, giovani o non più giovani, professioniste o “specialiste del piccolo foglietto”, si pongono su un piano di assoluta parità con i loro colleghi uomini, donandoci un universo di segni, simboli e sensazioni che solo la sensibilità femminile può
    conoscere e svelando con grazia il mistero dell’universo femminile che ha sempre affascinato il genere umano”.

    EX LIBRIS AL FEMMINILE
    Per chi non conosce o non ha chiaro cosa sia un ex libris, possiamo brevemente dire che trattasi di una piccola etichetta personalizzata con un disegno più o meno valido artisticamente
    che porta e inciso il nome e il cognome del titolare di una raccolta di libri.
    Delle grandi biblioteche regali, universitarie o monastiche, fino alle piccole raccolte personali di libri di storia, di letteratura o di gastronomia, tutte possono essere contrassegnate da un ex libris che applicato sulla seconda pagina di copertina di ciascun libro ne attesti la proprietà e…
    ricordi a chi l’ha avuto in prestito di renderlo al suo proprietario!

    Dall’invenzione della stampa nella Germania della seconda metà del Cinquecento, fino alla fine dell’Ottocento, l’ex libris è stato essenzialmente di tipo araldico, di esclusiva pertinenza delle classi nobiliari o più abbienti, oppure di conventi ed istituzioni religiose.

    Con il Novecento e l’allargamento della cultura a più ampi strati della popolazione, gli ex libris sono divenuti segno distintivo delle biblioteche di medici, avvocati, commercianti o di gente di cultura che,
    commissionandoli a valenti artisti dell’epoca, hanno dato il via alla loro diffusione, alla prassi di adornare i propri libri, facendoli diventare autentiche e piccole opere d’arte.

    Un altro aspetto, non secondario, del mondo degli ex libris è il virus del collezionismo che appassiona migliaia di amatori in ogni parte del mondo. In ogni paese sono nate associazioni di artisti, di collezionisti e bibliofili che si scrivono, si incontrano, si parlano, scambiano le loro opere e, mi piace ricordare che, quando il mondo era ancora diviso da frontiere e muri, l’ex libris travalicava ogni barriera, ed anche al giorno d’oggi esso unisce gli uomini senza distinzione di lingue o di etnie,
    diventando strumento di arricchimento personale, di scambio culturale e occasione di amicizia tra i popoli.

    Giuseppe Mirabella

    LE ARTISTE IN MOSTRA

    CAPOVA Hana (Repubblica Ceca)
    CERNETSOVA Natalija (Lettonia)
    CHEN Xiaofeng (Cina)
    DAVICINO Elena (Argentina)
    HASKOVA Eva (Repubblica Ceca)
    HLODEC Elena (Romania / Francia)
    HORVATH Hermina (Ungheria)
    KALCZYNSKA Alina (Italia)
    KATELIEVA Jeny (Bulgaria)
    KISELEVA Elena (Russia / Germania)
    MARTIGNONI Silvana (Italia)
    RICHTER Marina (Repubblica Ceca)
    SIMLIKOVA Renata (Repubblica Ceca)
    SMETANOVA Katarina (Repubblica Slovacca)
    STANISHEVSKAJA Vera (Estonia)
    TIMOSHENKO Evgenia (Bielorussia)
    TUCCELLI Maria Maddalena (Italia)
    TURCHENKO Ulyana (Ukraina / Polonia)
    TYCZ Viola (Polonia)
    VAVROVA’ Katerina (Repubblica Slovacca)

  • Storie d’acqua in Galleria Magenta

    Storie d’acqua in Galleria Magenta

    Anno nuovo, vita nuova anche negli spazi espositivi di Galleria Magenta, che apre il 2025 con l’inserimento nel programma annuale delle mostre di una chicca, la “stanza delle novità”, attualizzando così l’idea rinascimentale di “stanza delle curiosità”. Tanto che a partire dal prossimo 18 Gennaio, la Sala 01 F.L Wright con vetrina su Via Roma 47, eletta sede dell’iniziativa, ospiterà la piccola mostra personale “Storie d’Acqua” dell’artista iperrealista Fernando Grandi.

    Tema focale del percorso espositivo, classificabile come small exhibit, è quello dell’acqua di mare, di fiume e di sorgente, indagata nella sua purezza, trasparenza ed energia, e ritratta sulla tela con tecnica a olio.

    L’acqua, simbolo di vita ed elemento essenziale, viene immortalata in un preciso istante da una pittura impeccabile, di taglio fotografico, che la racconta in modo puntuale, facendo uso sapiente di una palette cromatica ridotta ma raffinatissima, calibrata sulle variegate tonalità del grigio.

    Non resta dunque che lasciarsi andare ai sussurri dell’acqua in movimento, come lo sciabordio delle onde di un mare d’inverno, il gorgoglio del greto di un fiume o il croscio di un torrente impetuoso fra le rocce… ed ecco che la magia si compie, perché in una manciata di attimi la bellezza dell’acqua circonda lo spettatore, trasportandolo col suo flusso rinvigorente in una dimensione emotiva intensa.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al prossimo 15 febbraio, con i seguenti orari di apertura: da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-18.30.

  • L’artista corbettese Giannina Adelaide Salvi alla Bergamo Arte Fiera

    L’artista corbettese Giannina Adelaide Salvi alla Bergamo Arte Fiera

    Giannina Adelaide Salvi è tornata ad esporre alla Bergamo Arte Fiera dal 10 al 12 gennaio. L’artista corbettese, dopo aver ricevuto a dicembre 24 il Premio Jacopo Da Ponte che attesta lo spessore della sua arte ed essendo già’ nota per aver divulgato uno spaccato dell’arte italiana a livello globale nella città di New York, è stata selezionata per essere presente nel prestigioso centro espositivo di Bergamo.

    Lo stile di Giannina è personale e spazia dalla pittura ad olio alla realizzazione di mosaici di pietra che ne fanno un artista eclettica e poliedrica.