Categoria: Arte

  • Abbiategrasso: anche Don Giuseppe in visita alla mostra del nostro Volmer Schiorlin

    Abbiategrasso: anche Don Giuseppe in visita alla mostra del nostro Volmer Schiorlin

    “Durante la mia mostra personale intitolata “Il colore blu del silenzio” presso i sotterranei del castello di Abbiategrasso è intervenuto un “amico speciale”, don Giuseppe Marinoni prevosto di Magenta, che ringrazio per la bellissima sorpresa, ringrazio anche gli amici Sergio e Gianni suoi collaboratori.

    La mostra ha riscontrato un forte interesse di pubblico che si è immerso nel mio blu. Ringrazio tutti di cuore, alla prossima, Volmer”.

    Siamo noi a ringraziare il nostro pittore magentino Volmer Schiorlin che con la sua arte e creatività è sempre in grado di deliziarci. Del resto il bello fa bene alla vita. Grazie! Volmer”

  • Alessio Caroli espone all’Alda Merini,  l’arte del recupero nel rispetto dell’ambiente

    Alessio Caroli espone all’Alda Merini, l’arte del recupero nel rispetto dell’ambiente

    L’artista Alessio Caroli sarà fino a sabato 29 giugno il protagonista di “Esponiamoci – L’Arte all’Alda Merini”.

    È l’iniziativa promossa dalla Biblioteca Alda Merini del Comune di Robecchetto con Induno, in via Novara, per promuovere gli artisti del territorio esponendo le loro opere pittoriche o grafiche all’interno dei locali, in modo che possano essere ammirate dal pubblico durante gli orari di apertura.

    L’artista, Alessio Caroli, nasce nel 1975 a Cuggiono dove vive. Appassionato da sempre di disegno, da autodidatta inizia per gioco a progettare opere in legno con materiali di recupero, progettando e realizzando bandiere e cuori di diverse dimensioni e forme.

    Dal 2014 inizia ad interessarsi ad altri materiali di riciclo e riuso che, sempre uniti al legno, gli permettono di realizzare vari soggetti, preferibilmente acquatici. Successivamente affina la sua tecnica, inserendo effetti “illuminanti” che permettono ai suoi lavori di trasformarsi anche in originali lampade. Dal 2021 fa parte del Gruppo artistico Occhio di Cuggiono.

    Negli ultimi anni ha esposto in mostre collettive come Inverart, Notte dei lumi, Staffetta d’artista a Cuggiono, Mostra d’arte sul Naviglio a Castelletto di Cuggiono e Fiera hobbistica di Buscate oltre ad una personale in Villa Annoni a Cuggiono.

  • 31 maggio-2 giugno: torna Abbiatearte

    31 maggio-2 giugno: torna Abbiatearte

    Dopo il successo delle scorse edizioni, torna anche quest’anno Abbiatearte, la mostra abbiatense dedicata a giovani artisti del territorio. Pensata e realizzata dalla Consulta Giovani, in collaborazione con l’Assessorato alle politiche giovanili, l’iniziativa si terrà dal 31 maggio al 2 giugno nei suggestivi sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso.

    Un’opportunità incredibile per talenti dai 16 ai 30 anni, attivi nell’ambito delle espressioni artistiche nelle sue varie forme, quali fotografia, pittura, poesia, scultura, arti visive e multimedialità, di mostrare la propria creatività.

    Durante i tre giorni dell’evento, i sotterranei si trasformeranno in uno spazio espositivo unico, offrendo così una vetrina alle espressioni artistiche locali e creando un’opportunità di scoperta e connessione per il pubblico.

    “La capacità dei giovani di poter esprimere il loro potenziale artistico si manifesta ancora in questa sesta edizione. Come Consulta non possiamo che aspettarci un’alta partecipazione nei giorni di esposizione delle opere. Soprattutto siamo desiderosi di attirare e conoscere nuovi giovani in modo da poter condividere con loro il nostro modo di stare insieme in Consulta”, spiega Andrea Pusterla, presidente della Consulta Giovani.

    A dare il via al primo giorno di Abbiatearte sarà il vernissage, momento d’apertura imperdibile previsto per le ore 18.00 in cui, per l’occasione, verranno presentati tutti gli artisti partecipanti e verrà ufficialmente inaugurata la mostra, permettendo così a tutti i visitatori di esplorare le opere e di immergersi nell’atmosfera suggestiva del Castello Visconteo, fino alle ore 24.00.

    L’iniziativa proseguirà sabato, con orario continuato dalle 15:00 alle 24:00, giornata in cui l’esperienza artistica sarà ancora più ricca grazie ad un evento speciale in collaborazione con il gruppo “Parliamo di Filosofia”, che offrirà stimolanti discussioni e approfondimenti sul mondo dell’arte.

    Infine, domenica, AbbiateArte accoglierà il pubblico dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 22:00, offrendo agli appassionati d’arte un’ultima occasione per scoprire le opere dei talentuosi artisti del territorio.

    AbbiateArte invita tutti gli amanti dell’arte e della cultura a partecipare a questo straordinario evento e a sostenere i talenti locali.

    Per ulteriori dettagli e aggiornamenti https://www.instagram.com/cgabbiategrasso/

  • “D’acqua e di grappa”, torna a Marcallo la mostra di acquerelli (e non solo…) degli allievi del Maestro Gionata Alfieri

    “D’acqua e di grappa”, torna a Marcallo la mostra di acquerelli (e non solo…) degli allievi del Maestro Gionata Alfieri

    L’inaugurazione dell’ottava edizione della mostra “D’acqua e di grappa” dedicata all’acquerello sarà sabato 18 maggio presso il Grappa Store Marcallo, nei cui spazi gli allievi del Maestro Gionata Alfieri esporranno i loro lavori.

    L’impatto in quell’ambientazione particolare resta forte e piacevole, considerato il fatto che è ormai da qualche anno che quegli spazi sono divenuti parte del percorso artistico. Un’occasione che evidenzia anche come ambiti diversi possano in realtà essere vicini e quanto l’arte sia intorno a noi. Mazzetti la pensa proprio così, dal momento che arte e grappa sono sempre andate d’accordo, guardando le bottiglie molto particolari.

    La passione per gli acquerelli continua a coinvolgere uomini e donne e dai corsi sul territorio nascono esposizioni temporanee e interessanti. Una vita dedicata all’arte e all’insegnamento, quella di Gionata Alfieri, illustratore e grafico per aziende private, case editrici e agenzie di pubblicità.

    “D’acqua e di grappa”, uno degli spirits firmati Mazzetti d’Altavilla,è allestita fino al 1 giugno, da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.

  • “Il colore blu del silenzio”. La mostra di Volmer Schiorlin nei sotterranei del Castello di Bià

    “Il colore blu del silenzio”. La mostra di Volmer Schiorlin nei sotterranei del Castello di Bià

    Dal prossimo 8 Giugno fino al 16 -Giugno presso I sotterranei del castello Visconteo di Abbiategrasso si terrà una mostra personale di pittura dal titolo : IL COLORE BLU DEL SILENZIO – una cinquantina di opere a olio del pittore magentino Volmer Schiorlin

    Orari di visita: feriali dalle ore 16,00 alle ore 19,00 – festivi dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00

    Inaugurazione sabato 08 – 06 -2024
    Ingresso libero

  • Galleria Magenta: conto alla rovescia per ‘Magenta is’ in ricordo del grande Germano Cattaneo

    Galleria Magenta: conto alla rovescia per ‘Magenta is’ in ricordo del grande Germano Cattaneo

    La nuova stagione espositiva di Galleria Magenta prende forma con l’inaugurazione di una mostra dedicata
    al colore rosso Magenta, che proprio nel 2023 ha visto la sua elezione a “colore dell’anno” con
    l’appellativo “Viva Magenta” da parte di Pantone Color Institute. L’idea nasce per dare inizio a un ciclo di eventi d’arte e cultura che negli anni a venire, in tardo periodo primaverile, saranno proposti in ricordo del fondatore della galleria, secondo una formula sempre nuova e diversa.

    Il primo appuntamento è riservato all’unicità e alla versatilità di un colore non-colore, componente
    fondante del repertorio cromatico, che si chiama appunto “Magenta”, proprio come la città che ha visto i
    natali di Germano Cattaneo e che da 45 anni è luogo d’origine della sede di Galleria Magenta.
    MAGENTA IS è la mostra che vuole così celebrare e riunire in sé la storia di un colore (talvolta mitizzata dal contesto della “Battaglia di Magenta” del 1859), la cui denominazione deriva dalla sua città omonima, l’essenzialità dell’elemento cromatico come principio base per la creazione degli altri colori e, infine, la sua natura intrinseca di sapersi declinare in gradazioni e sfumature infinite.

    A raccontarlo saranno le opere degli artisti che fanno parte della lunga storia della galleria, a partire dai grandi maestri del ‘900 italiano (Aligi Sassu, Franco Rognoni, Giancarlo Cazzaniga, Emilio Tadini, Ugo Nespolo, Marco Lodola) fino agli artisti emergenti del contemporaneo.

    Le opere in parete infatti, circa una cinquantina, in una miscellanea di tecniche artistiche, non avranno in comune un tema, poiché ognuna di esse sarà identificativa del proprio artefice, ma saranno collegate dalla presenza del protagonista “Magenta”, in tutte le sue multiformi variazioni. Del resto quale linguaggio, se non quello principe dell’arte, potrebbe meglio narrare la flessuosità di questa tonalità, a cui la tavolozza di un artista non può certo rinunciare?

    Il titolo della mostra vuole proprio richiamare all’internazionalità e all’eclettismo di questo colore che ha raggiunto l’apice della sua fama in un arco di tempo molto breve, se si pensa che la sua scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale solo nel XIX sec. ad opera del chimico francese François-Emmanuel Verguin, nella ricerca spasmodica di una tonalità di tendenza per il settore tessile. Fu poi proprio il suo stesso scopritore a battezzarlo “Magenta”, con un’abile azione di marketing, associandone il nome al fatto di cronaca più in voga del tempo, quello della battaglia.

    E così il Magenta entra a pieno titolo nella scala cromatica dei colori, appropriandosi del posto d’onore, quello riservato ai colori primari, senza i quali non sarebbe possibile pensare nè all’arte né alle tecniche grafiche di stampa.

    Eccolo allora in mostra, espresso in tutte le sue sfumature, per dare voce e compimento al mondo interiore di artisti di ieri e di oggi, in un “ensemble” poliedrico, in cui il visitatore può conoscerlo e apprezzarlo totalmente nella sua pienezza e nella sua duttilità.

    L’esposizione sarà accompagnata da un QR-Code d’arte su tela pittorica, edizione esclusiva di Galleria
    Magenta, dedicato completamente all’iniziativa, contenente storie e curiosità del Magenta, della città da cui mutua il suo nome, della mostra e della galleria.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al 29 giugno 2024, con i seguenti orari di apertura:
    da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-19.00.

    Per informazioni e visite contattare:
    Galleria Magenta
    Tel. 02/9791451 r.a.
    info@galleriamagenta.it

  • Pasqua: musei civici di Milano saranno aperti

    Pasqua: musei civici di Milano saranno aperti

    Nel giorno di Pasqua milanesi e turisti potranno visitare i Musei civici della città che rimarranno aperti nei consueti orari. Nella giornata di Pasquetta del 1° aprile, nonostante il lunedì sia il giorno di chiusura settimanale, saranno aperti straordinariamente Palazzo Reale e Padiglione d’Arte Contemporanea dalle 10 alle 19.30, e il Museo delle culture (Mudec), dalle 9.30 alle 19.30.

    Musei regolarmente aperti al pubblico, come spiega il Comune, anche il 25 aprile, Festa della Liberazione mentre in omaggio alla Festa dei Lavoratori, mercoledì 1° maggio, osserveranno giornata di chiusura tutti i musei civici (Museo del Novecento, Castello Sforzesco, Museo archeologico, Galleria d’Arte moderna, Palazzo Morando – Costume moda immagine, Palazzo Moriggia – Museo del Risorgimento, Casa museo Boschi Di Stefano, Museo nazionale di Storia naturale e Acquario civico) ad eccezione di Palazzo Reale, Pac e Mudec, che saranno straordinariamente aperti ai visitatori e alle visitatrici.

  • Galleria Magenta: una mostra nel giorno della nascita di Germano Cattaneo, perché con lui tutto ebbe inizio

    Galleria Magenta: una mostra nel giorno della nascita di Germano Cattaneo, perché con lui tutto ebbe inizio

    La nuova stagione espositiva di Galleria Magenta prende forma con l’inaugurazione di una mostra dedicata
    al colore rosso Magenta, che proprio nel 2023 ha visto la sua elezione a “colore dell’anno” con
    l’appellativo “Viva Magenta” da parte di Pantone Color Institute.

    L’idea nasce per dare inizio a un ciclo di eventi d’arte e cultura che negli anni a venire, in tardo periodo primaverile, saranno proposti in ricordo del fondatore della galleria, secondo una formula sempre nuova e diversa.

    Il primo appuntamento è riservato all’unicità e alla versatilità di un colore non-colore, componente
    fondante del repertorio cromatico, che si chiama appunto “Magenta”, proprio come la città che ha visto i
    natali di Germano Cattaneo e che da 45 anni è luogo d’origine della sede di Galleria Magenta.
    MAGENTA IS è la mostra che vuole così celebrare e riunire in sé la storia di un colore (talvolta mitizzata dal contesto della “Battaglia di Magenta” del 1859), la cui denominazione deriva dalla sua città omonima, l’essenzialità dell’elemento cromatico come principio base per la creazione degli altri colori e, infine, la sua natura intrinseca di sapersi declinare in gradazioni e sfumature infinite.

    A raccontarlo saranno le opere degli artisti che fanno parte della lunga storia della galleria, a partire dai grandi maestri del ‘900 italiano (Aligi Sassu, Franco Rognoni, Giancarlo Cazzaniga, Emilio Tadini, Ugo Nespolo, Marco Lodola) fino agli artisti emergenti del contemporaneo.

    Le opere in parete infatti, circa una cinquantina, in una miscellanea di tecniche artistiche, non avranno in comune un tema, poiché ognuna di esse sarà identificativa del proprio artefice, ma saranno collegate dalla presenza del protagonista “Magenta”, in tutte le sue multiformi variazioni. Del resto quale linguaggio, se non quello principe dell’arte, potrebbe meglio narrare la flessuosità di questa tonalità, a cui la tavolozza di un artista non può certo rinunciare?

    Il titolo della mostra vuole proprio richiamare all’internazionalità e all’eclettismo di questo colore che ha raggiunto l’apice della sua fama in un arco di tempo molto breve, se si pensa che la sua scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale solo nel XIX sec. ad opera del chimico francese François-Emmanuel Verguin, nella ricerca spasmodica di una tonalità di tendenza per il settore tessile. Fu poi proprio il suo stesso scopritore a battezzarlo “Magenta”, con un’abile azione di marketing, associandone il nome al fatto di cronaca più in voga del tempo, quello della battaglia.

    E così il Magenta entra a pieno titolo nella scala cromatica dei colori, appropriandosi del posto d’onore, quello riservato ai colori primari, senza i quali non sarebbe possibile pensare nè all’arte né alle tecniche grafiche di stampa.

    Eccolo allora in mostra, espresso in tutte le sue sfumature, per dare voce e compimento al mondo interiore di artisti di ieri e di oggi, in un “ensemble” poliedrico, in cui il visitatore può conoscerlo e apprezzarlo totalmente nella sua pienezza e nella sua duttilità.

    L’esposizione sarà accompagnata da un QR-Code d’arte su tela pittorica, edizione esclusiva di Galleria
    Magenta, dedicato completamente all’iniziativa, contenente storie e curiosità del Magenta, della città da cui mutua il suo nome, della mostra e della galleria.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al 29 giugno 2024, con i seguenti orari di apertura:
    da martedì a sabato 9.30-12.30 / 15.30-19.00.

  • Arte: al castello di Galliate la mostra “Tracce Condivise”

    Arte: al castello di Galliate la mostra “Tracce Condivise”

    Apre venerdì 15 marzo, alle ore 19, al Castello di Galliate (Novara) la mostra d’arte itinerante “TRACCE condivise”. Il progetto è stato realizzato dall’artista Tiziano Ronchi, docente all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, insieme con i ragazzi di Fondazione Apri Le Braccia, che promuove attività assistenziali, sociali, culturali e di inserimento lavorativo per persone con disabilità.

    “TRACCE Condivise” è un viaggio immersivo nel mondo esterno della natura e in quello interiore delle emozioni. Le “tracce” raccontate dalle opere di Ronchi, in connessione con i lavori realizzati nel corso dei laboratori dai ragazzi della Fondazione, indagano tre sfere: il rapporto uomo-uomo e uomo-Natura; il rapporto tra essere umano e territorio, sia fisico che concettuale; e il rapporto tra passato, presente e futuro. Nel percorso espositivo, la sfera umana prende forma attraverso elementi riconducibili alle attività dell’uomo e quindi materiali “artificiali”; quella naturale, invece, richiama il materiale naturale stesso, a volte lasciato nelle sue forme originali, a volte elaborato in modo essenziale.

    Rappresentazioni figurative si alternano a raffigurazioni concettuali e ridotte a forme geometriche. Spesso, inoltre, la Natura e le sue Tracce vengono raccontate attraverso elementi emblematici, come i funghi: il micelio è una rete di sottili filamenti estesi ed articolati che prolifera nascosta nella terra, trasforma e genera nuova vita, creando un tessuto connettivo in grado di unire e trasmettere impulsi a tutta la vegetazione e in generale a tutte le creature. I lavori in esposizione si presentano frammentati, come parti di un sistema più ampio e articolato. Come dei mantra, le opere si servono della ripetizione e della ridondanza per far concentrare l’attenzione e quindi scavare più in profondità all’interno dell’Io e all’interno di quella trama sottile che collega tutte le cose.

    La mostra resterà aperta al pubblico sabato 16 e domenica 17 marzo, dalle ore 10 alle ore 20. L’ingresso è gratuito

  • Lonate Pozzolo. Una mostra tra risaie e uccelli all’ex Dogana austriaca di Tornavento

    Lonate Pozzolo. Una mostra tra risaie e uccelli all’ex Dogana austriaca di Tornavento

    Domenica 18 febbraio 2024 alle ore 15.00 presso il centro Parco Ex Dogana di Lonate Pozzolo (VA) verrà inaugurata la mostra fotografica “Terra e Acqua, Equilibrio, Uomo e Natura” DI Giovanni Battista Colli.

    Questa mostra ha lo scopo di raccontare il fortissimo legame tra gli uccelli e la coltivazione del riso con la tecnica tradizionale della “semina del riso in sommersione”. Stiamo parlando di quello che molti ricordano e conoscono come “il mare a quadretti”, descritto anche come “mosaico di specchi” da Sebastiano Vassalli scrittore vincitore del Premio Strega nel 1990.

    Questo paesaggio agricolo, che ha caratterizzato diversi secoli di risicoltura in Lombardia e Piemonte, è purtroppo ormai quasi scomparso: queste foto sono state scattate dal 2019 al 2023, dall’autore Giovanni Battista Colli tra Vigevano, Cassolnovo e Mortara, una delle ultime aree dove ancora oggi possiamo trovare le risaie sommerse dall’acqua in primavera.

    Ci siamo mai chiesti per quale motivo da qualche tempo non ci sono più rane ai bordi delle risaie?

    Oggi il 70-80% delle terre risicole è seminato in asciutta, il “mare a quadretti” non c’è più e quelle che erano delle vere e proprie aree umide seminaturali, dove insetti, rane e uccelli vivevano in un equilibrio secolare, si sono trasformate in una distesa di polvere e desolazione. La tecnica tradizionale della risaia seminata in sommersione negli anni ‘90 si era meritata in Lomellina il riconoscimento europeo di Zona Protezione Speciale (ZPS), grazie alla capacità di richiamare e ospitare una miriade di uccelli di tantissime specie che ogni anno in primavera affrontano il loro lungo e faticoso viaggio dall’Africa fino al Nord Europa, passando dalla nostra pianura padana. Oggi la risaia seminata in asciutta è una “trappola ecologica” per insetti acquatici e anfibi e quindi un luogo non più accogliente per gli uccelli in migrazione.

    Ma c’è di più: l’abbandono della semina del riso in sommersione in primavera, contribuisce all’abbassamento della falda freatica superficiale in tutta la pianura risicola piemontese e lombarda, con pesanti ripercussioni sull’intera produzione agricola di pianura. Nascondendosi dietro un apparente risparmio d’acqua, la semina del riso in asciutta è infatti uno spreco poiché trascura l’acqua che scorre nei canali irrigui in primavera, senza immagazzinarla e lasciandola scorrere inutilizzata verso il mare. La tecnica tradizionale della semina del riso in sommersione ha invece il grande pregio di rallentare la corsa dell’acqua, stoccandola in primavera nella falda sotto i nostri piedi e mantenendo quell’equilibrio tra acqua e terra che in estate diventa linfa vitale per l’agricoltura e per tutti gli ambienti naturali che la circondano.

    Le colture agricole, insieme alle zone umide, alle siepi, ai filari, agli argini erbosi, ai boschi e boschetti, grazie alla falda ricaricata dalle risaie in primavera sopravvivono in estate anche con pochissima acqua (gli agricoltori dicono che “basta una goccia…”) e riescono a superare anche le lunghe siccità del clima che sta cambiando. I danni del cambiamento climatico spesso sono aggravati da comportamenti umani sbagliati.

    Le bellissime foto di Giovanni Battista Colli rappresentano una testimonianza di un patrimonio agro-naturale che stiamo trascurando quasi incoscientemente: un ringraziamento alto va all’autore della mostra per la costanza con cui frequenta ancora oggi le ultime risaie sommerse tra Novara e Vigevano e per la passione con cui, in silenzio e quasi senza accorgersene, ha sospeso quasi per sempre un quadro agricolo e naturale dalle origini antichissime, che l’uomo sta via via cancellando in pochissimi anni.

    L’augurio è che questa mostra contribuisca, insieme al lavoro di chi ha scelto di “curare la falda”, a stimolare il ritorno alla tecnica della semina del riso in sommersione, contribuendo a rallentare il prosciugamento delle falde e dei suoli delle aree risicole, ora che siamo forse ancora in tempo.

    La mostra sarà aperta al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle 18.00.