Categoria: Viaggi e Turismo

  • Siccità lago Maggiore, Regione Piemonte in campo

    NOVARA “Abbiamo ben presente quale sia la portata del problema con le implicazioni che vanno a toccare, tra gli altri, anche un comparto, quello turistico, decisamente importante per l’economia di un’intera zona”.

    Così l’assessore regionale piemontese all’ambiente Matteo Marnati a proposito dei livelli delle acque del Lago Maggiore. “Proprio per questo fin dai primi giorni di agosto – sottolinea l’assessore – mi sono attivato chiedendo al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin la convocazione di un tavolo tecnico di approfondimento sulla gestione dei livelli, che coinvolgendo due regioni – Piemonte e Lombardia – e un altro Stato, la Svizzera, non dipende direttamente dalla Regione Piemonte ma vede appunto un coordinamento del Ministero da cui dipende, anche in termini di vigilanza e controllo dell’operato, il Consorzio del Ticino. Il ministro Pichetto ha già dato la propria disponibilità a convocare un incontro quanto prima”.

    BAVENO Il basso livello delle acque del lago Maggiore sta causando una situazione problematica, che ha inevitabilmente conseguenze negative sul comparto del turismo, delle attività economiche legate al lago e sugli spostamenti dei cittadini e delle merci attraverso i traghetti della Navigazione Lago Maggiore.
    Al di là di quello che succederà nei prossimi giorni a livello meteo (forse son previste delle piogge che potrebbero mitigare la situazione) rimane evidente come la sperimentazione del Consorzio Ticino (lunga ormai un decennio) sul tema dei livelli del lago vada assolutamente rivista, organizzando un tavolo permanete di confronto che ad oggi non esiste, anche coinvolgendo la parte Svizzera, per far coesistere non solo gli interessi agricoli e industriali ma anche quelli turistici e del trasporto locale nel nostro bacino.
    Gli amministratori locali e le forze economiche del territorio non possono essere abbandonati e non ottenere nessun tipo di risposta in merito. Possiamo solo lamentarci di fronte a situazioni problematiche come queste.
    C’è la necessità quindi di avere un tavolo reale di confronto con l’autorità di Bacino. E per far questo dovrebbe essere la Regione Piemonte che ha gli strumenti e il ruolo istituzionale, a partire dall’assessore regionale all’ambiente Matteo Marnati e dal consigliere regionale nel nostro territorio Alberto Preioni, a promuovere un lavoro in tal senso.
    Ad ora nulla sembra muoversi dalla Regione Piemonte e ci chiediamo il perché.

    Alessandro Monti
    Sindaco di Baveno

  • Confcommercio Milano, dati positivi: turismo +23%, si torna a livelli pre Covid

    MILANO – “Nel 2022 – con 20.810 euro pro capite – la spesa delle famiglie è ancora inferiore ai livelli del 2019 (20.914 euro) e nel 2024 non saranno recuperati i livelli di picco del 2007 (21.365 euro contro i 21.569 euro); il 2023, tuttavia, si può definire come l’anno del ritorno alla normalità grazie soprattutto al consistente contributo della filiera turistica che, rispetto all’anno scorso, registra aumenti consistenti per viaggi, vacanze e alberghi (+23,6%), servizi ricreativi e culturali (+9,7%), bar e ristoranti (+8%).

    In attesa della ripresa della manifattura esportatrice, sono questi i pilastri del terziario di mercato da cui può derivare una maggiore crescita economica auspicabilmente sostenuta anche da riforme e investimenti del PNRR”. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane tra il 1995 e il 2023.I dati sintetici di lungo periodo evidenziano chiaramente come nel 2022 la spesa pro capite reale non sia ancora tornata ai livelli del 2019. Tale recupero si completerebbe nella media dell’anno in corso. Tuttavia, nel 2024 non si sarebbero ancora recuperati i livelli del picco del 2007: oltre duecento euro di spesa a testa in meno. La speranza di invertire la tendenza con le riforme e gli investimenti del PNRR è flebile.Analizzando i consumi per grandi funzioni spesa nel medio-lungo termine – prosegue Confcommercio – si valutano facilmente i grandi attrattori delle preferenze dei consumatori, fenomeno che resta, talvolta sotto traccia, anche durante e dopo la pandemia.

    Rispetto al 1995 – spiega Confcommercio – la spesa per l’equipaggiamento telefonico in termini reali, cioè al netto della variazione dei prezzi, è cresciuta del cinquemilatrecento e rotti per cento! Cioè per ogni euro speso in questa categoria nel 1995 oggi se ne spendono oltre 54, a parità di potere d’acquisto.Cresce tutto ciò che è tecnologia, come gli elettrodomestici cosiddetti bruni e i personal computer che fanno parte della multimedialità e dell’audiovisivo, dove contribuiscono alla creazione dei palinsesti per lo svago fruito in casa (nel 2023 nove volte la dimensione del 1995 e quasi il triplo rispetto al 2007). Prova ne sia che l’acquisto di servizi ricreativi e culturali prodotti altrove è cresciuto “solo” del 93% nello stesso periodo.Al di là della tecnologia resta poco altro in termini di crescite spettacolari. E non potrebbe essere diversamente, vista la complessiva stagnazione dei consumi nel lungo periodo di cui siamo ben consapevoli. Fenomeno, questo, testimoniato, per esempio, dalla dinamica di vestiario e calzature, una volta categoria centrale nella spesa degli italiani e oggi ancora ai livelli di quasi trent’anni fa.E per Confcommercio è altrettanto interessante la dinamica della spesa per l’elettricità e il gas. Le politiche di risparmio energetico funzionano e gli sprechi si riducono. Cioè si riduce la quantità, ovvero la spesa in termini reali. Per l’energia e, in generale, le spese per l’abitazione, purtroppo vale quanto discusso di recente a proposito delle spese obbligate: la crescita dei prezzi unitari di questi beni (sono classificati come tali, non invece servizi) ne ha sviluppato la quota di spesa, generando una inevitabile compressione dei consumi liberi e, quindi, del benessere economico che le famiglie ritraggono dalla spesa per consumi.Si nota la sostanziale stazionarietà della spesa per alimentazione, ove si abbia l’accortezza di sommare alimentazione in casa e fuori casa. Naturalmente, le due componenti hanno trend radicalmente diversi, e questo vale anche al netto dell’approssimazione introdotta dall’utilizzo della popolazione residente e non di quella teoricamente sottostante la spesa sul territorio.Mentre il fuori casa è sospinto dalla tendenza a sviluppare benessere individuale attraverso la fruizione di servizi legati al tempo libero, l’alimentazione in casa è compressa anche dalle tendenze demografiche. Una popolazione più anziana richiede, strutturalmente, meno contributi alimentari di base e più contenuto di servizio. Sta alle imprese rispondere con successo a queste ineludibili sfide.

    Sebbene in crescita – continua Confcommercio – i consumi non torneranno alla fine del 2023 ai livelli del 2019 e resteranno lontani dal picco del 2007, anche nella media del 2024 (tab. 1).Salvo tempo libero, tecnologia e viaggi e alberghi, nessuna macro-funzione riesce a tornare, nel 2023, ai livelli di spesa pro capite del 2019. In termini reali, elettricità, gas e altri combustibili, mobili ed elettrodomestici e alimentari consumati in casa mostrano spese reali inferiori a quasi trent’anni prima. Nel complesso,- dice Confcommercio – tuttavia, l’anno in corso si presenta per molti aspetti come il vero ritorno alla normalità. Il contributo del turismo è ben visibile: dai servizi ricreativi e culturali (+9,7%) agli alberghi e ai viaggi (+23,6%), fino ai consumi fuori casa presso i pubblici esercizi (+8%). Sono questi i pilastri della potenziale crescita economica, generata, appunto, dal terziario di mercato, in attesa di una ripresa della manifattura esportatrice.

  • Regione Lombardia e la Sagra dell’Oltrepo citata da Guardian e CNN

    PAVIA La bontà semplice di una focaccia tradizionale, tonda e croccante, appena sfornata, bancarelle d’artigianato, musica, … e la festa nel Pavese è fatta. Anzi, di più, i turisti arrivano sempre più numerosi in piazza ad assaggiare la leccornia locale.

    E’ la “Sagra della Brusadèla” a Romagnese, piccolo borgo in Oltrepò Pavese, che si tiene, ogni anno, una domenica di fine agosto. Oggi presente in piazza Castello anche Barbara Mazzali, Assessore a Turismo, Moda, Design, Marketing Territoriale e Grandi Eventi di Regione Lombardia. “E’ una meraviglia vedere la cittadinanza di Romagnese che attende con il sorriso di assaporare il cibo più essenziale in assoluto, il pane fatto in casa, reso protagonista da una tradizione che si tramanda da cent’anni – commenta Mazzali-. Sorprende anche il laborioso impegno di chi riaccende con passione antichi forni a legna, testimoni di un passato radicato, per offrire ai propri compaesani una focaccia calda appena preparata. Le delizie enogastronomiche della nostra Lombardia, come la Brusadèla, rendono una domenica d’estate un momento unico non solo per i locali ma anche per i turisti, attirati qui da tradizione, sapori e un’atmosfera coinvolgente”. Non affatto stupita del successo della sagra, Mazzali aggiunge: “I dati regionali evidenziano come la provincia di Pavia sia diventata meta di americani, grazie anche a ottimo cibo e vino, castelli e piccoli borghi da visitare.”

    Soddisfatto il sindaco di Romagnese Manuel Achille osserva: “Giunta alla 29esima edizione, la Sagra della Brusadela rappresenta l’evento di punta della nostra stagione estiva, nonché una delle fiere più importanti di tutto l’Oltrepò pavese. La Brusadèla è divenuta ormai un simbolo iconico della nostra zona, già menzionata da tutti i media nazionali ed anche internazionali, come il giornale britannico “Guardian” e il canale Usa CNN”.

    Un tempo preparata dalle massaie del posto, la Brusadèla era una focaccia infornata prima di cuocere il pane per verificare che la temperatura del forno fosse adeguata. Questa pratica spiega anche l’origine del nome, che rimanda alla leggera bruciacchiatura della focaccia. L’impasto è molto semplice, composto solo da farina bianca, acqua, lievito e sale. Una versione dolce di questa focaccia prevede che essa sia cosparsa di zucchero o miele. Di forma tondeggiante, ben cotta e croccante, la brüsadela è un ottimo accompagnamento di salumi, formaggi e vini della tradizione locale.

  • Ferie, calcolo finale: 20 milioni gli italiani partiti ad agosto

    MILANO Non solo controesodo, con le ultime partenze salgono a 20 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza nel mese di agosto, anche se in calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno per effetto del caro prezzi ma anche di una certa tendenza alla destagionalizzazione delle ferie.

    E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione del weekend di grande traffico per l’esodo ed il controesodo estivo del dopo ferragosto, segnato dall’ondata di caldo da bollino rosso in molte citta’. Nonostante la flessione, agosto – sottolinea la Coldiretti – resta il mese piu’ gettonato dagli italiani anche se fa segnare tradizionalmente i listini piu’ cari per alloggio, vitto, ombrelloni e lettini. Un costo aggiuntivo che – precisa la Coldiretti – risente quest’anno anche del balzo dell’inflazione con aumenti dei prezzi sono tutti gli aspetti della vacanza. Per la maggioranza degli italiani in viaggio (50 per cento) la durata della vacanza e’ inferiore alla settimana mentre per quasi un italiano su tre (25 per cento) – sottolinea la Coldiretti – e’ compresa tra 1 e 2 settimane, ma per un fortunatissimo 4 per cento che e’ di oltre un mese. Le vacanze 2023 registrano una netta preferenza sulle mete nazionali spinta da una maggiore prossimita’ ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d’Italia o dalla voglia di ritornare in posti gia’ conosciuti dove ci si e’ trovati bene negli anni precedenti e si e’ piu’ tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Ma – spiega Coldiretti – c’e’ anche una quota del 28 per cento di italiani, oltre 1 su 4 tra coloro che viaggiano, che ha deciso di trascorrere una vacanza all’estero magari approfittando di condizioni economiche piu’ convenienti.

    Le vacanze 2023 registrano una netta preferenza sulle mete nazionali – continua la Coldiretti – spinta da una maggiore prossimità ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d’Italia o dalla voglia di ritornare in posti già conosciuti dove ci si è trovati bene negli anni precedenti e si è più tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Ma – spiega Coldiretti – c’è anche una quota del 28% di italiani, oltre 1 su 4 tra coloro che viaggiano, che ha deciso di trascorrere una vacanza all’estero magari approfittando di condizioni economiche piu’ convenienti. La maggioranza degli italiani in viaggio – riferisce la Coldiretti – ha scelto di alloggiare nelle case di proprietà, di parenti e amici o negli appartamenti in affitto, in ripresa l’albergo, che si piazza davanti ai bed and breakfast ma nella classifica delle preferenze molto gettonati sono anche i 25mila agriturismi presenti in Italia spinti secondo Terranostra e Campagna Amica dalla ricerca di un turismo più sostenibile che ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness. Se il mare con il caldo si conferma in testa alla classifica delle mete preferite, campagna e parchi naturali contendono alla montagna il secondo posto ma – nota Coldiretti – recuperano terreno anche le città d’arte, prese d’assalto soprattutto dagli stranieri. Particolarmente apprezzate sono anche le scelte alternative per conoscere – sottolinea Coldiretti – una Italia cosiddetta “minore” con ben il 72% degli italiani in vacanza che dichiara di aver scelto di visitare i piccoli borghi magari anche solo con una gita in giornata. Tra gli svaghi preferiti dei turisti italiani questa estate accanto ad arte, tradizione, relax e puro divertimento, c’è la ricerca del cibo e del vino locali che – conclude la Coldiretti – è diventata la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2023 con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l’acquisto di souvenir.

  • Caro vacanze: per risparmiare, 7 italiani su 10 scelgono cibo di strada

    Con l’aumento dei prezzi sette italiani su dieci (70 per cento) in vacanza scelgono questa estate il cibo di strada per assaggiare piatti tradizionali dei territori visitati ma anche per risparmiare qualcosa e far fronte agli effetti dell’inflazione.

    E’ quanto emerge dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ su un fenomeno favorito dal moltiplicarsi di sagre, feste ed iniziative di valorizzazione alimentare nei luoghi di vacanza. Lo street food rappresenta per molti – rileva Coldiretti – una alternativa valida per mangiare fuori in vacanza anche per ottimizzare i tempi sia nelle localita’ turistiche che nelle citta’ d’arte. Tra i vacanzieri che mangiano cibo di strada ad essere nettamente preferito dall’83 per cento – sottolinea la Coldiretti – e’ il cibo della tradizione locale che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini, mentre il 13 per cento sceglie i cibi etnici come il kebab o felafel e il 5 per cento quello internazionale come gli hot dog. Alla crescita del fenomeno pero’ si accompagna paradossalmente – denuncia Coldiretti – una preoccupante perdita del radicamento territoriale e un impoverimento della varieta’ dell’offerta, ma anche il rischio di uno scadimento qualitativo con preoccupanti riflessi sul piano sanitario. Si assiste, in particolare, ad una progressiva tendenza alla vendita nei centri storici di alimenti lontani dalle tradizioni gastronomiche locali, con un appiattimento e una omologazione verso il basso che distrugge le distintivita’. Il risultato e’ che i turisti trovano da Palermo a Milano gli stessi cibi di New York, Londra o Parigi a scapito – continua la Coldiretti – dei cibi piu’ rappresentativi dell’identita’ alimentare nazionale Dal kebab al sushi, dalla frutta esotica a quella fuori stagione, ma anche le caldarroste congelate durante tutto l’anno si trovano ovunque mentre – precisa la Coldiretti – per il baccala’ fritto da passeggio a Roma, l’intruglio della Versilia o il panino e milza a Palermo i turisti sono costretti a cercare su internet o nelle guide.

  • Primo we di controesodo: 12 milioni sulle strade

    MILANO – La stagione estiva sta per finire e di conseguenza si intensifica il traffico per il rientro. Il primo grande controesodo della stagione si incrocia, in questo weekend, con le ultime partenze di fine agosto. Saranno infatti 12 milioni, secondo le previsioni di Autostrade per l’Italia, le persone che si metteranno in viaggio lungo le principali direttrici autostradali questo fine settimana, tra bollini rossi per il traffico e quelli per il caldo.

    Sono, quindi, previsti i primi rientri in città dalle principali località balneari e dal sud verso il nord del Paese. Le autostrade più trafficate saranno le direttrici di collegamento, la A1 Milano – Napoli e la A14 Bologna – Taranto. Il maggior numero degli spostamenti per il rientro – da bollino rosso – si prevede nelle giornate di sabato e domenica, la mattina e il pomeriggio. Mentre le persone che si metteranno in auto per raggiungere ancora le località turistiche incontreranno un solo bollino rosso la mattina del sabato e un bollino giallo nel pomeriggio oltre che nelle prime ore della domenica. Sotto la lente di Anas, inoltre, ci sono anche l’Autostrada del Mediterraneo, A2, verso Nord, la statale 16 dalla Puglia direzione Veneto, la strada statale 7 “Appia” tra Campania e Lazio, la statale 148 “Pontina” nel Lazio e il Grande raccordo anulare di Roma, specialmente durante la serata di domenica. In una nota Anas ha spiegato che, proprio in previsione dell’aumento del traffico, “presidia la rete per mantenere fluida la circolazione: con il monitoraggio costante del personale (2.200 addetti in turnazione), il pronto intervento in caso di criticità e la massima riduzione possibile del numero dei cantieri attivi lungo la rete stradale e autostradale di competenza”. Per agevolare la circolazione, anche Autostrade per l’Italia ha spiegato di aver “rimosso i cantieri più impattanti e di aver rafforzato i presidi e i servizi di assistenza all’utenza lungo i tratti più trafficati e nelle aree di servizio con oltre mille unità”. Come sottolinea poi Viabilità Italia, “laddove la rimozione non sia tecnicamente possibile”, le società e gli enti gestori stradali e autostradali attueranno “tutti gli accorgimenti necessari per assicurare la massimizzazione della sicurezza e della fluidità della circolazione e garantire il maggior numero di corsie possibili”. E’ previsto, inoltre, lo stop dei mezzi pesanti nelle fasce orarie con più spostamenti. I veicoli superiori alle 7,5 tonnellate non potranno circolare dalle ore 8.00 alle ore 16.00 nella giornata di sabato 19 agosto, mentre domenica per gli stessi mezzi il divieto vale dalle 7.00 e alle 22.00. Bollini rossi per il controesodo, quindi, ma anche per le alte temperature. Nel fine settimana saranno otto le città con l’allerta più alta: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia, Latina, Rieti e Roma. I viaggiatori si metteranno in auto sfidando la “tempesta di caldo” che farà arrivare le massime a oltre 37,8 gradi per almeno tre giorni. E’ prevista, così, una tregua dai temporali proprio per questo controesodo di fine agosto.

  • Raimondo (Fdi): caro aerei, Governo a fianco dei consumatori

    Raimondo (Fdi): caro aerei, Governo a fianco dei consumatori

    MILANO “L’intervento del governo contro il caro voli è nel solco tracciato dalle norme Ue. Fino a ora nessuno si era adoperato per tutelare i viaggiatori dai fenomeni speculativi. Gli aumenti dei prezzi di quest’estate, segnalati anche dalle associazioni dei consumatori, riguardano innanzitutto le compagnie low cost che, nella stagione estiva in corso, hanno fatto registrare prezzi superiori del +15% rispetto a quelli delle compagnie di linea, smettendo di essere, quindi, competitive e vantaggiose.

    Ma il provvedimento del governo interviene anche sulla profilazione e sulla trasparenza del prezzo del biglietto per consentire ai viaggiatori di fare scelte consapevoli ed evitare spiacevoli sorprese”. Così Fabio Raimondo, deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia nella commissione Trasporti. “Anche nel trasporto aereo – conclude – l’indirizzo politico del governo Meloni è quello di essere al fianco dei cittadini e dei soggetti più deboli. Ora si intervenga in sede Ue per modificare i regolamenti affinché siano garantite maggiori tutele in caso di ritardi, cancellazioni di voli e overbooking”.

  • Rientro post Ferragosto, Coldiretti: 24 milioni di italiani in viaggio

    MILANO Con l’arrivo della nuova ondata di calore e già tre città da bollino rosso è iniziato il rientro dei 24 milioni gli italiani che hanno trascorso il Ferragosto fuori casa, tra quanti si sono recati da parenti e amici, chi ha scelto di fare una semplice gita in giornata o una vacanza al mare, in campagna e in montagna.

    E’ quanto emerge dal bilancio stilato dalla Coldiretti dal quale si evidenzia che grande protagonista, della giornata, che segna l’inizio dei grandi rientri, è stata la tavola con picnic e grigliate all’aria aperta ma non è mancato chi ha scelto di trascorrere l’appuntamento in agriturismo o al ristorante.Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè le mete più gettonate sono state la spiaggia davanti alla montagna e alla campagna dove resiste la tradizione del picnic scelto lungo tutta la Penisola da circa 7,5 milioni di italiani. Sono circa 1/2 milione – continua la Coldiretti – i vacanzieri che hanno scelto di trascorrere il Ferragosto 2023 in agriturismo all’insegna della buona tavola e del relax all’aria aperta, sulla base delle indicazioni di Terranostra e Campagna Amica. Molti agriturismi – precisa la Coldiretti – si sono attrezzati per la giornata di Ferragosto con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali a chilometri zero di Campagna Amica.

    Il fine settimana di Ferragosto – continua la Coldiretti – resta il momento clou delle vacanze degli italiani che hanno scelto il mese estivo per eccellenza per prendere le ferie. Si registra quest’anno una netta preferenza sulle mete nazionali – continua la Coldiretti – spinta da una maggiore prossimità ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d’Italia o dalla voglia di ritornare in posti già conosciuti dove ci si è trovati bene negli anni precedenti e si è più tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Tra gli svaghi preferiti dei turisti italiani e stranieri accanto ad arte, tradizione, relax e puro divertimento, c’è la ricerca del cibo e il vino locali che – conclude la Coldiretti – è diventata la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2023 con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l’acquisto di souvenir durante l’estate da turisti italiani e stranieri per un totale stimato in 15 miliardi.

  • Soggiorni linguistici: come funzionano e perché farli

    Tra le maggiori opportunità che dovrebbero cogliere i giovani (e non solo) ci sono i
    soggiorni linguistici. Per chi non lo sapesse, sono dei viaggi all’estero che hanno come
    obiettivo quello di imparare una lingua straniera.

    A poterne approfittare sono anche coloro
    che vogliono perfezionare la propria pronuncia, imparare nuovi vocaboli e nuove
    espressioni. Un modo di apprendere una lingua straniera che è molto più funzionale di
    quello che si fa a scuola.

    Come funzionano

    I soggiorni linguistici, come quelli offerti da EF, permettono di trascorrere un periodo
    all’ estero e quindi di immergersi nella cultura del posto. Oltre a imparare una lingua non
    nota, si apprendono anche gli usi e costumi di un popolo diverso dal nostro, così come si
    possono assaggiare cibi tipici e vivere interessanti tradizioni, stili e ritmi di vita diversi.
    Viene chiaramente spontaneo domandarsi quanto possa costare un’esperienza come
    questa e, ad onor del vero, non possiamo fornire una risposta univoca: i costi dei soggiorni
    linguistici variano in base al tipo di vacanza studio che si sceglie.
    Questo perché ci sono varie destinazioni possibili e in numerosi Paesi del mondo (50
    destinazioni per EF). Come è possibile immaginare, alcune città sono più economiche di
    altre sia per l'alloggio che per le varie spese da sostenere durante il soggiorno.
    Bisogna poi considerare il tipo di sistemazione scelta – stanze singole, doppie e così via –
    così come eventualmente i trasporti.
    Quel che è certo però è che si può decidere tra tantissimi e diversi pacchetti che possono
    accontentare ragazzi e adulti di ogni età e con ogni livello iniziale di conoscenza di una
    lingua.

    Ci sono i viaggi destinati a coloro che intendono imparare una lingua partendo dalle basi,
    così come quelli perfetti per chi possiede una conoscenza intermedia, e anche per chi
    desidera raggiungere un livello nativo.
    Anche la durata del corso dipende dalle proprie esigenze: esistono soggiorni di qualche
    settimana, di mesi, ma anche dei veri e propri anni scolastici da trascorrere in scuole
    straniere.
    Quali sono i vantaggi
    Partecipando a uno o più soggiorni linguistici si ha la possibilità di studiare con persone
    provenienti da quasi tutti gli angoli del mondo: si parla di oltre 100 nazionalità diverse.

    Grazie a un’esperienza come questa, inoltre, si acquisisce la padronanza di una lingua
    perché si fa un’esperienza full immersion. Il tutto, tra le altre cose, in scuole e campus
    all'avanguardia.
    Al contempo, un soggiorno linguistico è una grande opportunità per mettersi alla prova
    entrando in contatto con una nuova cultura. In più, grazie alla necessità di doversi
    esprimere, si impara a fondo una lingua straniera.
    Ma non solo: studiare all’estero è anche sinonimo di avventura, viaggiare in posti nuovi,
    incontrare tantissime persone e fare amicizie da ogni parte del mondo.
    Oltre a studiare, quindi, ci si diverte tantissimo con i propri compagni, con chi si incontra
    durante il cammino e si sperimentano anche una cultura e un modo di vivere diverso da
    quello italiano.
    Non resta che scegliere la lingua che si desidera imparare, la destinazione e la durata più
    idonee alle proprie esigenze e partire per vivere una di quelle avventure che verrà ricordata per sempre.

  • Ryanair, tariffe salvataggio su rotte cancellate da WizzAir

    MILANO Ryanair ha lanciato “tariffe di salvataggio a partire da 24,99 euro per accogliere i viaggiatori italiani interessati dalle ultime cancellazioni da parte di Wizz Air da Catania, Milano, Lamezia Terme, Napoli e Torino, in vista della prossima stagione invernale ’23”.

    Ne da’ notizia la compagnia aerea. “Mentre Wizz Air riduce ulteriormente la propria presenza in Europa tagliando altri voli domestici e rotte in Italia in vista dell’inverno ’23 da Catania, Milano, Lamezia Terme, Napoli e Torino – dichiara Mauro Bolla, country manager per l’Italia della compagnia – Ryanair ancora una volta salva la situazione con tariffe di salvataggio a partire da soli 24,99 euro per accogliere i viaggiatori italiani colpiti dagli ultimi tagli da parte di Wizz Air”.