Categoria: Agricoltura

  • Agricoltura. La Lombardia destina 15 milioni di euro per i giovani

    Agricoltura. La Lombardia destina 15 milioni di euro per i giovani

    Apre oggi, mercoledì 20 dicembre e fino al 15 febbraio 2024, il bando regionale dedicato all’inserimento dei giovani in agricoltura.

    L’intervento, previsto nell’ambito del Complemento per lo sviluppo rurale della PAC 2023-2027 della Regione Lombardia, metterà a disposizione 15 milioni di euro. In merito alla notizia è intervenuto Floriano Massardi Consigliere regionale della Lega e Presidente della Commissione ‘Agricoltura, montagna e foreste’ del Pirellone.

    “Una iniziativa molto attesa che sostiene l’ingresso dei giovani, dai 18 ai 41 anni, nel mondo dell’agricoltura. Il contributo previsto è di 40mila euro e di 50mila euro per le aree svantaggiate di montagna, per aziende con una produzione standard di valore compreso da 18mila a 300mila euro e da 12mila fino a 300mila euro per le aree di montagna”.

    “Ancora una volta Regione Lombardia sostiene i giovani per introdurre in agricoltura nuove forze e nuove idee imprenditoriali volte, in particolare, alla sostenibilità ambientale e l’innovazione. Una realtà, quella delle aziende agricole condotte da giovani, che riguarda circa l’11,5% del totale.

    Complimenti quindi alla Giunta Fontana e all’Assessore all’Agricoltura Beduschi per questo bando, anche la Commissione che presiedo pone la massima attenzione verso tutte le iniziative che prevedono il sostegno e le agevolazioni ai giovani per assicurare competitività e rinnovamento, tema importante considerato che la Lombardia è la prima Regione agricola del Paese” conclude Massardi.

  • Agricoltura. A Pavia lunedì 4 dicembre si parla di irrigazione

    Agricoltura. A Pavia lunedì 4 dicembre si parla di irrigazione

    Si terrà lunedì 4 dicembre (a partire dalle ore 14.30) a Pavia, presso la Sala dell’Annunciata (Piazza Petrarca, 3), il convegno L’irrigazione tra semplificazione e innovazione, promosso da Confagricoltura.

    I lavori ruoteranno attorno ad alcuni temi di grande attualità, come il riutilizzo idrico e la necessità di semplificazione burocratica. Tra gli interventi è previsto quello dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Alessandro Beduschi. In scaletta anche la relazione del Vice Presidente di ETVilloresi Alessandro Rota, che presiede altresì ANBI Lombardia. Chiuderà l’iniziativa il Commissario Straordinario per la Siccità Nicola dell’Acqua.

  • Coldiretti Censis: 7 italiani su 10 NON vogliono carne coltivata

    Coldiretti Censis: 7 italiani su 10 NON vogliono carne coltivata

    Sette italiani su dieci (70%) sono contrari alla messa in commercio del cibo artificiale prodotto in laboratorio dalla carne al latte fino al pesce, “che gruppi di potere finanziario stanno cercando di imporre sui mercati mondiali nonostante le perplessità sugli effetti a lungo termine sulla salute umana e sull’ambiente”. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Censis in relazione alla promulgazione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del provvedimento che introduce il divieto di produrre e commercializzare cibi a base cellulare per uso alimentare o per i mangimi animali, dopo l’avvenuta notifica a Bruxelles.

    “La legge è un impegno a difesa della dieta mediterranea ma anche – sottolinea la Coldiretti – un segnale importante per l’Unione Europea che, nel rispetto del principio di precauzione, ha già portato da oltre 40 anni a mettere al bando negli alimenti l’uso di ormoni che sono invece utilizzati nei processi produttivi della carne a base cellulare. Peraltro – precisa la Coldiretti – la Commissione Agricoltura dell’Europarlamento si è già espressa sulla carne artificiale coltivata nella risoluzione sulle proteine, respingendo a larga maggioranza un emendamento che individuava nelle proteine coltivate in laboratorio una delle possibili soluzioni al problema della dipendenza degli allevamenti europei dagli approvvigionamenti dall’estero”.

    “L’Italia, che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche di tutela della salute dei cittadini”, afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che precisa: “Non è la prima volta che facciamo da pionieri in Europa come dimostra il fatto che dopo la mucca pazza siamo stati il primo Paese ad adottare norme nazionali per l’obbligo di etichettatura di origine degli alimenti verso il quale si sta progressivamente allineando l’Unione Europa con il superamento di dubbi e contestazioni che fanno ormai parte del passato”. Una eventuale richiesta di autorizzazione alla commercializzazione che dovesse pervenire all’Ue – secondo la Coldiretti – non potrebbe essere valutata con le procedure ordinarie dei novel food ma per gli ingredienti utilizzati vanno applicate nell’Unione Europea le stesse procedure previste per i medicinali, che necessitano di approfondite prove sperimentali.

    Una esigenza alla luce del fatto che, dalle allergie ai tumori, sono 53 i pericoli potenziali per la salute legati ai cibi prodotti in laboratorio individuati nel Rapporto Fao e Oms che parla di “Cibo a base cellulare”, definizione considerata più chiara rispetto al termine “coltivato” (ad esempio “carne coltivata”), preferito dalle industrie produttrici perché più accattivante ma ritenuto essere fuorviante dalle due Autorità mondiali, che rilevano peraltro come la parola “sintetico” sia usata anche dal mondo accademico oltre che dai media.

  • Coldiretti: salvi 14 miliardi negli allevamenti lombardi

    Coldiretti: salvi 14 miliardi negli allevamenti lombardi

    Con lo stop al cibo sintetico si salvano oltre 14 miliardi di valore delle produzioni agroalimentari lombarde. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia in occasione della manifestazione di agricoltori e allevatori a Roma, nel giorno del voto finale della Camera sul disegno di legge che introduce il divieto di produrre e commercializzare cibi a base cellulare per uso alimentare o per i mangimi animali, che coincide con il compleanno dell’iscrizione della Dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, avvenuta proprio il 16 novembre del 2010.

    “La Lombardia -spiega Coldiretti regionale- può contare su un tesoro di oltre 300 campioni del gusto a tavola, tra 34 specialità Dop/Igp riconosciute, 41 vini Dop/Igp e 270 prodotti alimentari tradizionali, che rappresentano anche una straordinaria leva di promozione dei nostri territori nel mondo, con l’export dei prodotti lombardi destinati alla tavola che fa segnare un +10% nei primi 6 mesi del 2023 rispetto all’anno precedente. Un patrimonio messo a rischio dal cibo sintetico”. Del resto “quasi 3 italiani su 4 (74%) dicono no al cibo prodotto in laboratorio, dalla carne al latte fino al pesce, che gruppi di potere finanziario e multinazionali stanno cercando di imporre sui mercati mondiali nonostante le perplessità sugli effetti a lungo termine sulla salute umana”.

  • No alla carne sintetica dell’Italia: Regione Lombardia plaude (e noi con loro)

    No alla carne sintetica dell’Italia: Regione Lombardia plaude (e noi con loro)

    “Bene, anzi benissimo”. Questo il commento del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, dopo l’approvazione della legge sul divieto di produrre e vendere in Italia carne sintetica.

    “Un provvedimento – dichiarano – che la Lombardia ha sempre sostenuto con forza, a difesa delle sue filiere e di un settore in cui rappresentiamo un’eccellenza mondiale. Ora questa legge diventi modello in Europa e altri Paesi finalmente si accorgano che la risposta alla domanda di cibo sano e di qualità è nei nostri allevamenti e non nel bioreattore di qualche multinazionale”.

    “Il tema della sicurezza alimentare – conclude l’assessore Beduschi – è centrale nel nostro concetto di agricoltura. Nonostante le polemiche di chi usa perfino il cibo, che è un vanto del Made in Italy, per attaccare l’azione del Governo, oggi è stato fatto un passo decisivo anche per la Lombardia, che vanta il patrimonio zootecnico più importante del Paese e vuole continuare a offrire agli italiani i suoi prodotti tradizionali”.

  • NO alla Carne sintetica: prima vittoria della Coldiretti,  il ddl in aula alla Camera

    NO alla Carne sintetica: prima vittoria della Coldiretti, il ddl in aula alla Camera

    I rischi del cibo sintetico e della deriva ambientalista sono stati i temi centrali del convegno promosso dalla Coldiretti di recente a Montichiari in provincia di Breescia, e al quale con il presidente, Ettore Prandini e il segretario generale, Vincenzo Gesmundo, hanno preso parte il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Montichiari, Marco Togni, il direttore generale dell’Ismea, Chiara Zaganelli, l’europarlamentare Paolo De Castro, il presidente di Ixe’ Roberto Weber, Felice Adinolfi docente di economia e politica agraria all’Università di Bologna, il direttore del Consorzio del Grana Padano, Stefano Berni e il ricercatore del Crea, Carlo Bisaglia.

    E il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha scelto il convegno della Coldiretti a Montichiari per annunciare l’avvio della discussione in aula della Camera, dopo il via libera già incassato al Senato, del disegno di legge per l’approvazione definitiva del divieto di cibo sintetico in Italia. Una risposta importante alla mobilitazione della Coldiretti che ha raccolto oltre 2 milioni di firme e coinvolto 2 mila Comuni, tutte le regioni e parlamentari di tutti gli schieramenti.

    Il segretario generale Gesmundo ha spiegato che grazie alla battaglia ingaggiata da Coldiretti è stato sollevato il velo su un business che si stava realizzando sotto traccia. A questo punto – ha detto – la Ue è chiamata a un ragionamento più profondo, così come l’Efsa. Coldiretti in pratica vuole che Bruxelles dica con chiarezza se intende trattare questi prodotti come novel food o come farmaci con un iter di approvazione più lungo. Ed è ovviamente quest’ultima la linea che Coldiretti porta avanti. Gesmundo ha anche annunciato che 11 centri universitari di eccellenza stanno studiando questi prodotti e la Coldiretti si affida dunque al loro responso.

    Tutti gli interventi hanno riconosciuto l’importante azione della Coldiretti nell’aver acceso i riflettori su una questione delicatissima da cui dipende il futuro non solo dell’economia italiana, ma anche della democrazia a livello planetario. Perché accentrare nelle mani di pochi la gestione del cibo porterebbe a uno stravolgimento geopolitico. Ha bollato come falsa la teoria secondo cui con il cibo sintetico si potrebbero sfamare paesi poveri come quelli africani. Con quali soldi potrebbero pagare prodotti brevettati e costosi? Il cibo – ha aggiunto Prandini – è strategico, chi lo detiene governa il mondo.

    Bene dunque i finanziamenti e l’innovazione, ma se non si esce da una visione che vede nell’agricoltura e nell’allevamento la fonte di tutti guasti ambientali, la strada resta spianata per un nuovo modo di “coltivare” in provetta tagliando così le gambe al futuro della zootecnia in primis, ma anche di tutte le filiere. E’ una battaglia – ha sostenuto Prandini – che va giocata fino in fondo senza risparmiare le forze. Il presidente della Coldiretti ha ribadito che “l’Efsa dovrà comunque tenere conto del fatto che come segnalato nel rapporto Fao e Oms sul cibo a base cellulare, esistono rischi che riguardano la trasmissione di malattie, le infezioni animali e la contaminazione microbica oltre alla necessità di una particolare attenzione sull’uso di componenti come fattori della crescita e ormoni usati nei bioreattori ma vietati negli allevamenti europei da oltre 40 anni. Per il tipo di processo e per gli ingredienti utilizzati vanno applicate le procedure autorizzative previste per i medicinali, che necessitano di prove sperimentali di almeno dieci anni”.

    La Coldiretti non ci sta ad assistere allo smantellamento della filiera zootecnica senza la quale il Paese rischierebbe il default.

    Secondo Prandini alcuni interventi della Ue vanno in una direzione penalizzante per l’agricoltura, dalle direttive sulle emissioni alla stessa Politica agricola comune (Pac) pensata 6/7 anni fa. “Ma oggi il mondo è cambiato e ci sono due guerre in corso”. Che senso ha nelle condizioni attuali – si è chiesto Prandini – lasciare le terre a riposo nell’Unione europea nel nome della sostenibilità per poi importare da aree dal Sudamerica all’Asia con un’incidenza delle emissioni superiore a quella della Ue con il risultato di aumentare l’inquinamento?”. Ha difeso con forza la funzione ambientalista della zootecnia che è fissatore di carbonio affermando che senza allevamenti scompare il mais mentre un ettaro di mais equivale a un ettaro di foresta amazzonica.

    Prandini ha invitato a spiegare ai giovani anche il ruolo dell’innovazione, ma ha anche sottolineato che bisogna garantire alle nuove leve condizioni migliori di quelle dei loro padri e dei loro nonni. E da qui l’appello a riconoscere un prezzo del latte equo perché nella situazione attuale un ribasso dei listini si configura come speculazione. Senza redditività non vi sono le condizioni per investire. E infine un invito a mettere in campo strumenti per evitare che prosegua lo scippo di marchi importanti in particolare del settore zootecnico. La proposta di Prandini è di trasformare l’Ismea in una cassa depositi e prestiti per le filiere agroalimentari.

  • Ponte Ognissanti: 800mila italiani in agriturismo

    Ponte Ognissanti: 800mila italiani in agriturismo

    Sono oltre 800 mila i viaggiatori italiani e stranieri che hanno scelto l’agriturismo oltre che per pernottare anche per sedersi a tavola o partecipare in giornata alle diverse attivita’ offerte. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Campagna Amica per il ponte di Ognissanti con la tendenza per gli italiani a privilegiare il turismo di prossimita’ ma anche la presenza del 25% di stranieri, in particolare tedeschi, olandesi, svizzeri, francesi, belgi, inglesi e statunitensi. Gli agriturismo – sottolineano Coldiretti e Campagna Amica – valorizzano i contenuti agricoli ed enogastronomici dell’ospitalita’, con le proposte di visite alle cantine e degustazioni di vini, e con la cucina contadina a base di prodotti aziendali a km zero, biologici, tradizionali e a denominazione d’origine, espressioni di territori e di biodiversità.

    Il turismo enogastronomico e’ il grande protagonista della stagione autunnale con la scoperta di sagre e fiera che e’ una vera e propria tendenza spinta anche – continua sostiene la Coldiretti – dall’esigenza di contenere le spese, ma anche di ristabilire un rapporto piu’ diretto con il cibo, la cultura e le tradizioni territoriali. L’Italia conta su oltre 25 mila agriturismi diffusi lungo tutto il territorio nazionale con 295 mila posti letto e 532 mila posti a sedere mentre sono 13.457 le aziende che propongono attivita’ per il tempo libero, di cui 1.437 turismo equestre, 7.023 offerte di passeggiate, escursioni, trekking e osservazioni naturalistiche, 1.827 aziende organizzano escursioni in bici, 1.986 aziende propongono percorsi didattici per famiglie con bambini e 1.947 aziende corsi di cucina contadina e altre esperienze strettamente connesse alle tradizioni rurali.

    Un luogo privilegiato per gustare le 5450 specialita’ sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni censite dalle Regioni, le 320 specialita’ Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e i 415 vini Doc/Docg lungo la penisola dove si contano 10 mila agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica e numerose iniziative di valorizzazione, dalle strade del vino a quelle dell’olio.

  • Coldiretti: mais, calo del 50% in Italia

    Coldiretti: mais, calo del 50% in Italia

    Mais addio in Italia dove la coltivazione del principale alimento per mucche, maiali, polli, tacchini, oche e anatre si è dimezzata (-50%) negli ultimi vent’anni a causa dei costi di produzione, dei cambiamenti climatici e delle importazioni dall’estero che espongono l’Italia alle conseguenze delle tensioni internazionali come la guerra in Ucraina. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti presentata in occasione della Fiera agricola e Zootecnica di Montichiari (Brescia) la più importante manifestazione italiana a livello internazionale dedicata all’allevamento dove è presente per il convegno della Coldiretti il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida.

    Il mais, base della dieta per gli allevamenti da latte e da carne che riforniscono di prodotti le dispense delle famiglie italiane, vive una crisi profonda – spiega Coldiretti – con le superfici scese da 1,06 milioni di ettari nel 2000 a poco più di 500.000 ettari nel 2023 e la produzione di granella passata nello stesso periodo da 10,2 milioni di tonnellate a 5,2 milioni di tonnellate. Con un patrimonio zootecnico di 6 milioni di bovini e bufale, di 8,5 milioni di maiali, altrettanti conigli e oltre 144 milioni di polli, tacchini, anatre e oche – ricorda Coldiretti – l’Italia ha un grado di autosufficienza, rispetto al fabbisogno nazionale di mais, di appena il 53%.

    Un deficit che – sottolinea Coldiretti – viene coperto dalle importazioni che nel 2022 hanno raggiunto la cifra record i 6,9 miliardi di chili con un aumento del +30% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi sette mesi del 2023 siamo già a 3,8 miliardi di chili importati dall’estero. In più gli eventi geopolitici, come la guerra in Ucraina dalla quale nei primi sette mesi del 2023 abbiamo importato oltre 1,2 miliardi di chili di mais praticamente raddoppiati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E

  • Splende sempre il sole su Cascina Caremma: visite da Giappone e Corea, sul Golosario 2024 è Corona Radiosa per Lele Corti!

    Splende sempre il sole su Cascina Caremma: visite da Giappone e Corea, sul Golosario 2024 è Corona Radiosa per Lele Corti!

    Il sole splende sempre su cascina Caremma, non è soltanto un modo di dire. Nelle ultime settimane all’azienda agritursitica di Besate sono successe (ancora una volta) delle cose che vale davvero la pena di raccontare. Al culmine di un viaggio davvero lungo, da oltre 10mila chilometri, in ottobre nella splendida azienda con Nature Spa è tornata una delegazione dal lontano e affascinante Giappone: quattro anni dopo (la prima volta capitò infatti nel 2019) è tornata la delegazione dall’Università di Nagasaki, ovviamente della facoltà di Agraria.

    Il Giappone aveva già manifestato grande interesse per l’esperienza e la ricerca agricola che a Besate Lele Corti ha avviato nel lontano 1988: nell’Abbiatense era infatti arrivato persino l’ex Ministro all’Agricoltura del Sol Levante. Ma non c’è statato soltanto Giappone, perché sempre ad ottobre è arrivata a cascina Caremma una delegazione dalla Corea del Sud, composta dai figli di agricoltori locali. Anche loro attratti e avvinti dal ‘modello Caremma’ e da quanto succede a Besate. Che dire: chapeau a Lele Corti ed al suo staff.

    CORONA RADIOSA NELLA GUIDA GOLOSARIO 2024
    Ma anche dalla tavola del celebrea agriturismo arrivano grandi novità: dopo i tanti riconoscimenti ottenuti negli anni, ecco arrivare la preziosa e pregiata Corona Radiosa, il massimo riconoscimento concesso dai critici Paolo Massobrio e Marco Gattie dalla loro Guida Critica e Golosa ai ristoranti d’Italia. L’ambito premio sarà consegnato a Lele Corti il 6 novembre prossimo a Milano, nel corso di Golosaria.

    La guida è prezioso compendio nato da 24 anni di esperienza della GuidaCriticaGolosa che quest’anno dà voce a una ristorazione resiliente, capace di evolversi e di distinguersi nonostante gli anni difficili della pandemia e della crisi economica.

    A differenza della Michelin, dove ad esempio le pizzerie non sono contemplate, la Guida di Gatti&Massobrio si differenzia da tutte le altre per il giudizio di valore che mette sullo stesso piano, nel loro ambito, la trattoria e il ristorante gourmet, l’agriturismo o la pizzeria. Chiunque può ambire alla corona radiosa che è il massimo riconoscimento, ovvero la perfezione.

    Sono tuttavia oltre 3800 i locali segnalati fra ristoranti, trattorie, pizzerie, aziende agrituristiche e locali di tendenza dove concedersi una sosta piena di soddisfazione, secondo le indicazioni e i consigli di una squadra di oltre 90 collaboratori sparsi lungo tutta la Penisola.

    Ed ora, con la Corona Radiosa a Cascina Caremma, l’Abbiatense si conferma terra fertile per la ristorazione e la cucina di qualità. Complimenti a tutto lo staff di cucina!

  • Lombardia: un sostegno concreto per le aziende agricole delle aree svantaggiate. In arrivo 17,7 milioni di euro

    Lombardia: un sostegno concreto per le aziende agricole delle aree svantaggiate. In arrivo 17,7 milioni di euro

    LOMBARDIA – Regione Lombardia finanzia con 17,7 milioni circa 4.800 aziende nell’ambito del ‘sostegno alle zone con svantaggi naturali di montagna’, compreso nella strategia 2023-2027 della PAC. Lo annuncia, al termine dell’istruttoria del bando approvato lo scorso aprile, l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

    “Si tratta – dichiara l’assessore Beduschi – di una delle misure fondamentali della nostra programmazione dedicata all’agricoltura, perché permette l’arrivo di risorse ad aziende che operano in un contesto territorialmente difficile, che hanno generalmente piccole dimensioni e conduzione famigliare e per questo risentono particolarmente degli effetti di crisi economiche che nascono lontano da loro”.

    Il bando ha visto presentate e validate le domande di 4.792 aziende. Per consentire il finanziamento a tutte, Regione Lombardia ha incrementato di 750.000 euro la dotazione finanziaria inizialmente prevista a 17 milioni di euro. I fondi sono stadi destinati principalmente a realtà delle province di Sondrio (7,4 milioni), Bergamo (3,8 milioni), Brescia (3,6 milioni) ma anche a Pavia (1,25 milioni), Como (748.000 euro), Lecco (416.000 euro) e Varese (93.000 euro). “Sostenere l’agricoltura di montagna – prosegue Alessandro Beduschi – non significa solo immettere liquidità alle aziende, ma anche riconoscere loro un ruolo imprescindibile di presidio del territorio, dell’ambiente, ma per gli equilibri della società montana e delle comunità locali”.