Categoria: Agricoltura

  • Coldiretti: raccolta del riso -15%

    Coldiretti: raccolta del riso -15%

    Crolla del 15% la produzione di riso in Italia con la raccolta appena partita spinta da un caldo anomalo di inizio autunno. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti in occasione dell’inizio della raccolta del cereale più consumato al mondo con oltre diecimila famiglie, fra dipendenti e imprenditori, impegnate lungo la Penisola in questa filiera produttiva.

    In Italia – spiega Coldiretti – la produzione di riso è concentrata principalmente al Nord con le aree del Pavese (83.000 ettari) e di Vercelli e Novara (100.000 ettari) che insieme rappresentano il 90% della risicoltura nazionale che può contare su un totale di 211mila ettari coltivati, oltre 7500 in meno rispetto al 2022, ai minimi da trenta anni con effetti preoccupanti sull’economia e l’occupazione con l’intero ecosistema basato sulla risicoltura segnato dalla grande siccità. Anche durante il 2023, che si posiziona in Italia al terzo posto tra gli anni più caldi dal 1800, il moltiplicarsi di bombe d’acqua, vento e grandine alternate a sbalzi termici traumatici ha pesato sul raccolto.

    Temperature altissime per lunghi periodi, proprio nel momento della fioritura delle spighe, hanno provocato – spiega Coldiretti – aborti fiorali che stanno purtroppo presentando il conto agli agricoltori, nonostante l’alta qualità delle produzioni italiane.

  • Fine della stagione irrigua. La ‘Sucia’ è realtà sia per i Navigli che per il Villoresi

    Fine della stagione irrigua. La ‘Sucia’ è realtà sia per i Navigli che per il Villoresi

    TERRITORIO – Come già per il Canale Villoresi, che il 21 settembre è passato da 19.5 mc/s a 13.5 mc/s, anche per i Navigli il Consorzio ha pianificato la progressiva riduzione delle portate in coincidenza della chiusura stagione irrigua e del termine delle esigenze idriche da parte del mondo agricolo. Il 18 settembre la portata del Naviglio Martesana è quindi scesa da 25 mc/s a 15 mc/s mentre, il 19 settembre, quella del Naviglio Grande da 40 mc/s a 30 mc/s e, il successivo 21 settembre, da 30 mc/s a 22 mc/s.

  • Coldiretti vede pericolo maltempo (anche) per l’autunno

    Coldiretti vede pericolo maltempo (anche) per l’autunno

    MILANO – Arriva il maltempo di autunno in un 2023 che è stato accompagnato da una media di quasi 11 eventi estremi al giorno lungo la Penisola, tra grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento che hanno provocato vittime e danni.

    E’ qaunto emerge dalla analisi Coldiretti per l’equinozio di autunno che cade quest’anno alle ore 8,49 di sabato 23 settembre, sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).Nelle zone interessate dal maltempo – sottolinea la Coldiretti – sono in pieno svolgimento le raccolte, dalla vendemmia al mais fino al riso ma anche ortaggi e frutta come uva, mele, pere ed ancora pesche, albicocche e susine particolarmente sensibili alle manifestazioni violente che provocano danni irreversibili mandando in fumo un intero anno di lavoro.

    A preoccupare è soprattutto la caduta della grandine nelle campagne – continua la Coldiretti – è la più dannosa in questa fase stagionale perché – spiega la Coldiretti – colpisce i frutti in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli in modo tale da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione. Un evento climatico avverso che – precisa la Coldiretti – si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti come dimostra l’alluvione in Romagna.

  • Regione Lombardia, 27 milioni di euro per le comunità rurali

    Regione Lombardia, 27 milioni di euro per le comunità rurali

    MILANO Regione Lombardia finanzierà, con oltre 67 milioni di euro, 16 ‘strategie di sviluppo’ presentate dai GAL-Gruppi di Azione Locale e finalizzate a interventi di miglioramento socioeconomico delle comunità rurali. Lo annuncia l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

    “Questi fondi – dichiara l’assessore Beduschi – rappresentano una grande occasione di crescita, perché potranno finanziare un ampio raggio di attività specifiche, generando investimenti per l’ambiente, il clima e il benessere animale, ma anche per infrastrutture di viabilità forestale, per l’avvio di startup agricole o per la formazione degli addetti delle imprese agricole e agroalimentari. Sarà inoltre possibile attivare azioni di informazione e di promozione dei prodotti e dei territori”.

    Gli uffici regionali, a seguito dell’istruttoria tecnica, hanno valutato come ammissibili tutte le 16 domande presentate dai GAL lombardi, attivi nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.

    “Gli interventi – prosegue Alessandro Beduschi – hanno importanza ancora maggiore considerato che, negli ultimi anni, la situazione di crisi generata dalla pandemia, dalla guerra in Ucraina e anche dagli eventi atmosferici hanno determinato ripercussioni su tutta la Regione, ma in particolare sulle aree caratterizzate da alti indici di spopolamento e con un’età media della popolazione elevata”.

    “Ormai è chiaro – conclude l’assessore Beduschi – che i GAL rappresentano uno strumento concreto per generare piani di sviluppo, mettendo in sinergia Comuni, Province e Comunità montane con le organizzazioni degli operatori economici del territorio e facendo dialogare le migliori forze del pubblico e del privato. Utilizzando i fondi europei del Complemento per lo sviluppo rurale del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 della Regione Lombardia riusciamo quindi a favorire strategie per la creazione di servizi alle popolazioni rurali e valorizzazione del patrimonio naturale, culturale ed economico di aree spesso considerate periferiche”.

    Di seguito il riparto delle risorse suddiviso per GAL:

    – Colli di Bergamo e Canto Alto: 3.900.000 euro;

    – Garda e Colli mantovani: 4.000.000 euro;

    – Garda Valsabbia: 4.293.500 euro;

    – Oglio Po: 4.000.000 euro;

    – Oltrepò Pavese: 4.000.000 euro;

    – Quattro Parchi Lecco e Brianza: 4.800.000 euro;

    – Risorsa Lomellina: 4.200.000 euro;

    – Terre del Po: 4.000.000 euro;

    – Valle Brembana: 4.000.000 euro;

    – Valle Seriana e Laghi bergamaschi 4.514.750 euro;

    – Valtellina: 5.100.000 euro;

    – Lago di Como: 4.217.500 euro;

    – CM Valli del Lario e del Ceresio: 3.288.000 euro;

    – CM di Valle Trompia: 4.200.000;

    – Sebino Valle Camonica-Val di Scalve: 5.100.000 euro;

    – CM Valli del Verbano: 3.400.000 euro.

  • Vendemmia in calo del 12%, il 2023 tra i peggiori anni di sempre

    Vendemmia in calo del 12%, il 2023 tra i peggiori anni di sempre

    La produzione italiana di vino è stimata intorno ai 43,9 milioni di ettolitri in calo del 12% rispetto al 2022, facendo entrare il 2023 fra i peggiori anni della storia del vigneto Italia nell’ultimo secolo insieme al 1948, al 2007 e al 2017. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della divulgazione delle stime a metà vendemmia di Assoenologi, Ismea e Uiv che confermano sostanzialmente quelle diffuse dalla principale organizzazione agricola il 3 agosto scorso all’inizio della raccolta.

    Il risultato è che per la prima volta dopo anni l’Italia potrebbe non essere più il maggiore produttore mondiale di vino superata in quantità dalla Francia che dovrebbe produrre 45 milioni secondo l’ultimo bollettino del Ministero dell’agricoltura francese dell’8 settembre scorso. Una partita ancora aperta dopo che l’arrivo del sole nella prima metà del mese ha rappresentato una vera manna per la vendemmia che prosegue a settembre ed ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale.

    La sfida con i cugini francesi è in realtà soprattutto sulla valorizzazione della produzione che in Italia si attende comunque di alta qualità e può contare su 635 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità con vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Il processo di qualificazione del vino Made in Italy è confermato dal successo dell’export anche in Francia dove però si bevono sempre più bottiglie italiane con un balzo del +18,5% in valore delle esportazioni nazionali di vino Oltralpe nei primi cinque mesi del 2023, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

    Il vino è il prodotto agroalimentare italiano più esportato all’estero con un valore che nel 2022 è stato pari a 7,9 miliardi sui mercati mondiali creando opportunità di lavoro che spaziano dai viticoltori agli addetti nelle cantine fino alla distribuzione commerciale, per allargarsi ai settori connessi, di servizio e nell’indotto che si sono estesi negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi).

    La vendemmia 2023 in Italia mette, infatti, in moto un esercito del vino che conta 1,5 milioni di persone impegnate direttamente nei campi, nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche nelle attività collegate, dall’enoturismo alla cosmetica fino alle bioenergie.

    Un tesoro del Made in Italy sul cui futuro pesano però le incognite legate alle politiche adottate dall’Unione Europea a partire dalla scelta della Commissione di dare il via libera all’introduzione di etichette allarmistiche sul vino decisa dall’Irlanda. Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini secondo la Coldiretti non può, infatti, tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate.

    Ma il vino Made in Italy deve affrontare anche altri attacchi, dalla decisione della Ue di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol anche nei vini a denominazione di origine alla pratica dello zuccheraggio, fino al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell’Est. Ma a pesare sono anche i rischi legati alle richieste di riconoscimento di denominazioni che evocano le eccellenze Made in Italy come nel caso del Prosek croato, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, contro la cui domanda di registrazione tra le menzioni tradizionale l’Italia ha fatto ricorso, in virtù del fatto che potrebbe danneggiare il Prosecco.

    “Il vino rappresenta un patrimonio del Made in Italy anche dal punto di vista occupazionale che va difeso dai tentativi di colpevolizzarlo sulla base di un approccio ideologico che non tiene contro di una storia millenaria che ha contribuito non solo a far grande il nostro agroalimentare, ma si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea che in questi anni ha visto gli italiani primeggiare per longevità a livello europeo e mondiale” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

  • Assemblea Coldiretti Lombardia: dopo l’elezione del nuovo Presidente, il passaggio con gli agricoltori

    Assemblea Coldiretti Lombardia: dopo l’elezione del nuovo Presidente, il passaggio con gli agricoltori

    LOMBARDIA – Si è tenuta venerdì 15 settembre mattina, a Milano in Piazza Città di Lombardia, l’Assemblea di Coldiretti Lombardia, che ha eletto il nuovo Presidente. Si tratta del bresciano Gianfranco Comincioli di Puegnago sul Garda (BS), produttore di olio extravergine di oliva e di vino. A partire dalle ore 10.00 ha preso avvio la parte pubblica all’insegna del tema Custodi del presente, coltiviamo il futuro e alla presenza di numerosi agricoltori, che hanno gremito l’Auditorium Testori, dove è stata organizzato l’incontro moderato dal giornalista Fabio Rubini. Sono intervenuti il Presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, il Ministro del Turismo Daniela Santanché, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e i suoi Assessori Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse Energetiche, Utilizzo risorsa idrica), Guido Guidesi (Sviluppo economico) e Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro). L’iniziativa ha rappresentato l’occasione per svolgere delle considerazioni, tra le altre cose, sullo stato dell’agroalimentare, italiano ma anche regionale, rispetto in primis ai cambiamenti climatici, all’attuazione del Pnrr e ai rapporti con l’Unione Europea.

  • Coldiretti: Comincioli eletto nuovo presidente Lombardia

    Coldiretti: Comincioli eletto nuovo presidente Lombardia

    LOMBARDIA – Gianfranco Comincioli è il nuovo presidente di Coldiretti Lombardia. È stato eletto dall’assemblea tenutasi questa mattina a Milano, alla presenza tra gli altri del presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, della ministra del Turismo Daniela Santanchè e del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Gianfranco Comincioli, 63 anni e un diploma da perito agrario, è imprenditore agricolo a Puegnago del Garda (Brescia) in Valtenesi, sulla sponda occidentale del Benaco, dove coltiva 14 ettari di vigneto e 20 a oliveto.

    ”Assumo questo incarico con riconoscenza e senso di responsabilità, garantendo il massimo impegno per promuovere, difendere e sostenere la nostra agricoltura e le nostre imprese”, ha detto il neopresidente, ringraziando ”per la fiducia che mi è stata concessa” e dicendosi ”consapevole che ci aspettano sfide importanti, ma lavoreremo con costanza per continuare a far crescere e rendere sempre più competitivi i nostri comparti produttivi. Mi piace pensare che il bello deve ancora venire”.
    Gianfranco Comincioli – fa sapere la Coldiretti Lombardia – sarà affiancato dal Consiglio della Federazione Coldiretti Lombardia di cui fanno parte: Laura Facchetti (Brescia), Gabriele Borella (Bergamo), Fabio Mantovani (Mantova), Pietro Luca Colombo (Varese), Silvia Garavaglia (Pavia), Sandro Bambini (Sondrio), Alessandro Rota (Milano, Lodi, Monza Brianza), Fortunato Trezzi (Como, Lecco), Simone Minelli (Mantova), Marcello Doniselli (Milano), Francesca Biffi (donne), Pierluigi Nava (pensionati), Giovanni Bellei (giovani). (Alb/Adnkronos) ISSN

  • Coldiretti, è caro zucchero: +43%

    Coldiretti, è caro zucchero: +43%

    Con un balzo del +43% a far segnare il maggior incremento dei prezzi nel carrello è lo zucchero con oltre 4 pacchi su 5 che arrivano dall’estero. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sui dati Istat sull’inflazione ad agosto.

    Lo zucchero – sottolinea la Coldiretti – è un ingrediente presente in circa l’85% dei prodotti alimentari realizzati a livello industriale, con un effetto valanga sui prezzi di gran parte degli alimenti trasformati sugli scaffali. A fronte di un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate, l’Italia ha una produzione di appena 150mila tonnellate, ridotta drasticamente a causa dei cambiamenti climatici con la chiusura di 17 zuccherifici su 19 negli ultimi venti anni. Al secondo posto nella classifica degli aumenti c’è invece l’olio di oliva che registra un balzo dei prezzi del 37%. In questo caso l’Italia è il secondo produttore mondiale, ma negli ultimi anni i raccolti si sono fortemente ridimensionati tanto che le importazioni dall’estero sono pari a più del doppio della produzione tricolore, per la grande maggioranza provenienti dalla Spagna. Ed è proprio la Penisola iberica a sconvolgere il mercato mondiale, con il balzo delle quotazioni, per il raccolto praticamente dimezzato a causa dell’andamento climatico anomalo. Aumentare la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, investendo in innovazione e tecnologia, rappresenta una “scelta importante”. L’opportunità offerta dal Pnrr per l’agroalimentare italiano – evidenzia ancora Coldiretti – va nella direzione auspicata di “raffreddare”. Gli accordi di filiera per sostenere la produzione in settori cardine sono “un’occasione unica che non va sprecata” per crescere e garantire una più equa distribuzione del valore.

  • Consorzio Est Sesia: siccità? Sfruttare meglio Lago Maggiore

    Consorzio Est Sesia: siccità? Sfruttare meglio Lago Maggiore

    NOVARA Sfruttare meglio il Lago Maggiore, coordinandosi per rispondere alle sfide attuali. E’ l’auspicio formulato dal presidente del consorzio irriguo Est Sesia, Camillo Colli, concludendo un incontro organizzato a Novara dagli agricoltori novaresi e della Lomellina, gli utenti della rete dei canali gestita dal Consorzio.

    Secondo il presidente, “sia la politica, sia tutti i regolatori, devono imparare a coordinarsi meglio. Non possiamo piu’ permetterci di lasciare inutilizzata l’acqua nel grande bacino che serve territori ampi e diversi. Dobbiamo imparare a essere flessibili, perche’ le sfide a cui siamo chiamati a rispondere sono davvero difficili. I ghiacci diventano sempre piu’ marginali, il cambiamento climatico sempre piu’ pressante, e l’esposizione alla mancanza di acqua sempre piu’ frequente”. “Chi si occupa di gestire la risorsa idrica – ha concluso il presidente Colli – deve quindi prepararsi a rispondere, in maniera veloce ed efficiente, a imprevisti sempre piu’ frequenti”.

  • Peste suina, Regione Lombardia: servono più fondi per abbattimento cinghiali

    Peste suina, Regione Lombardia: servono più fondi per abbattimento cinghiali

    MILANO L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha incontrato ieri a Roma il Ministro Francesco Lollobrigida, per discutere sull’emergenza PSA-Peste Suina Africana. Sullo stesso tema si è inoltre tenuta una seduta della Commissione Politiche Agricole che ha coinvolto tutte le Regioni per discutere del ‘Piano straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali’ e delle ‘Azioni strategiche per l’Elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle Zone di Restrizione da PSA’, presentati dal Commissario straordinario Vincenzo Caputo.

    “Ho rappresentato al Ministro – dichiara l’assessore Beduschi – tutta la preoccupazione della Lombardia, che pesa per oltre il 50% sul patrimonio suinicolo nazionale e che oggi è prima linea nella lotta alla PSA, con la presenza di alcuni focolai in allevamenti della provincia di Pavia. Serve creare una filiera della biosicurezza che coinvolga tutti, dal più piccolo allevatore alle grandi industrie di trasformazione, fino agli enti di governo”.

    Nel pomeriggio si è tenuto inoltre un incontro con tutti i maggiori rappresentanti della filiera e delle associazioni agricole, alla quale ha preso, tra gli altri, parte anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto

    L’assessore Beduschi ha ribadito la necessità di seguire due strade principali. “Vanno aumentate – afferma l’assessore lombardo – le catture di cinghiali che diffondono il virus e per questo ho chiesto al Ministro di aiutarci a potenziare queste attività, utilizzando l’esercito e la protezione civile, ma anche valorizzando il ruolo dei cacciatori, prevedendo anche inediti sistemi di incentivazione”. “Altrettando importanti – prosegue Beduschi – sono le attività di biosicurezza per creare barriere attorno ai nostri allevamenti per le quali servono risorse straordinarie”.

    “I Ministri – conclude l’assessore Beduschi – mi ha assicurato tutta la vicinanza del Governo anche attraverso stanziamenti di nuove risorse, uomini e mezzi, nella consapevolezza che mettere in sicurezza gli allevamenti lombardi significa salvare un settore cardine per l’economia agricola nazionale che rischierebbe di perdere 60 milioni di euro al mese”.