Categoria: Agricoltura

  • Il riso ha un futuro tutto da scoprire

    Il riso ha un futuro tutto da scoprire

    Una ricerca promossa da Ente Nazionale Risi, Ente Fiera di Isola della Scala e Consorzio di Tutela della I.G.P. Riso Nano Vialone Veronese, e presentata al G7 Agricoltura e pesca in Ortigia, esplora la percezione del benessere fisico e mentale oggi in Italia e le scelte che gli italiani compiono quotidianamente per migliorare tale stato, con un focus sul ruolo dell’alimentazione.

    Gli italiani si sentono complessivamente bene, ma meno che in passato. Sanno cosa influenza il loro stato di benessere psico-fisico: per stare meglio, la sana alimentazione rappresenta un fattore chiave, insieme all’attività fisica e alla gestione dello stress.

    Quando si parla di alimentazione sana, semplice e di qualità, il riso è al centro dei pensieri degli italiani. E dei loro consumi. Ma sarebbe sbagliato pensare che il cereale bianco significhi solo risotto. I giovani lo apprezzano soprattutto nel sushi e nel pokè. Chi fa sport sa bene che esistono integratori a base di riso e, per il settore beauty, le creme sono in forte ascesa. Un universo di consumi che garantiscono un futuro interessante per il cereale, con trend e ambiti, potenzialmente molto positivi, ancora da esplorare.

    A evidenziare questa articolata realtà di utilizzo del riso è la ricerca ‘Italiani, benessere e riso’ dell’Osservatorio Nazionale sul Consumo di Riso in Italia, condotta dall’Istituto AstraRicerche nel mese di agosto 2024, su un campione della popolazione italiana 18-74 anni. L’indagine è stata presentata il 25 settembre in Ortigia (SR), in occasione del G7 Agricoltura e pesca, alla presenza di Patrizio La Pietra, sottosegretario dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Natalia Bobba, presidente Ente Nazionale Risi, Roberto Magnaghi, direttore generale Ente Nazionale Risi, Roberto Venturi, amministratore unico Ente Fiera di Isola della Scala – Verona, Renato Leoni, presidente Consorzio per la Tutela della I.G.P. Riso Nano Vialone Veronese, Patrizia Martello, sociologa dei Consumi e docente di ricerca sociale all’Università di Milano e Venezia e Cosimo Finzi, direttore AstraRicerche.

    I dati principali della ricerca

    Nello specifico, se si parla di alimentazione sana, il riso è top of mind. Tra gli alimenti considerati sani e semplici, infatti, con riferimento al legame tra il proprio benessere e alimentazione, spicca il riso indicato da oltre tre consumatori italiani su quattro come alimento sano 77,5% e con molteplici proprietà benefiche: leggero, digeribile 78,6% e grazie agli elementi nutritivi, alle sostanze che contiene 71,2%; contribuisce inoltre al benessere mentale perché nelle sue varie preparazioni (risotto, insalata di riso, supplì, sushi/sashimi) mette buonumore, allegria 66,8% e perché lo si associa a ricordi positivi della propria vita 54,5%. Facilmente digeribile 83,5%, contribuisce al benessere di chi fa attività fisica o sportiva, 79,8%, è ricco di carboidrati, quindi fonte di energia 77,9%, ha un effetto regolatore sulla flora intestinale 75,8%, è un alimento senza glutine, utilizzabile dunque anche da chi soffre di celiachia o sensibilità al glutine 72,2%, ed è ricco di vitamine 69,8%.

    Non solo, il riso è un alimento che non conosce barriere generazionali né territoriali. La ricerca ha evidenziato come il riso sia un alimento che fa stabilmente parte dell’alimentazione degli italiani, ma che viene consumato dai più giovani anche in altre forme e preparazioni rispetto alle ricette della tradizione. Si consuma soprattutto a casa: il 44,9% almeno una volta alla settimana, in particolare tra le fasce d’età più avanzata, mentre il 43,1% lo mangia almeno una volta al mese. Soltanto il 12% lo consuma meno frequentemente o mai.

    Se la ricetta regina, scelta dal 70,3% degli intervistati, è il risotto, le preferenze per le altre preparazioni oscillano a seconda delle fasce d’età. Le insalate di riso (58,8%) vengono scelte e apprezzate sempre più al crescere dell’età, mentre sushi e pokè raccolgono il massimo gradimento fra i più giovani 18-29enni. Seguono distaccati il riso bollito semplice 37,6%, minestra di riso 22,7%, piatti unici come paella, Tiella riso patate e cozze 19,3%, riso alla cantonese 17,7% e sostitutivi del pane 17%.

    Il riso è, poi, nella dieta di chi pratica sport. In più, le sue ottime proprietà del riso lo rendono un ingrediente perfetto anche per gli integratori alimentari. Diffusa la conoscenza di integratori alimentari a base di riso per la salute e il benessere: il 59,8% sa che esistono, specialmente tra le fasce più giovani della popolazione. Il 21,5% li ha consumati o li consuma attualmente. I principali canali di acquisto sono i supermercati (28,2%), la farmacia (24,1%) e i negozi di alimenti naturali o biologici (20,7%). Soltanto il 13,8% li acquista online.

    Gli italiani, infine, apprezzano molto il contributo che il riso sa dare per la bellezza. Uno su due (49,1%) sa che esistono i cosmetici a base di riso, uno su quattro li ha provati e solo un 15% li usa attualmente. Ma il 62,0% degli intervistati, ovvero la netta maggioranza, pensa che i prodotti ‘di bellezza’ con il riso come ingrediente possano dare un contributo molto positivo al benessere della pelle. Ne riconoscono, cioè, i benefici per migliorare lo stato di salute della pelle e del benessere fisico ed estetico più in generale.

    La fiera internazionale del riso

    L’importanza del riso italiano sarà suggellata da una fiera che guarda oltre i confini nazionali. Al convegno di Ortigia è stato annunciato che l’anno prossimo, a Vercelli, dove ha sede la Borsa Risi di riferimento a livello europeo, verrà organizzata questa manifestazione: si chiamerà “Risò” e vedrà la collaborazione delle istituzioni e di tutta la filiera del riso. Lo slogan l’ha lanciato la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba: «Insieme per il riso italiano». E ad annunciarlo c’erano, oltre all’Ente Risi, rappresentante per tutta la filiera del prezioso cereale, il presidente di Regione Piemonte, Alberto Cirio, il presidente della Provincia e il sindaco di Vercelli, Davide Gilardino e Roberto Scheda, e Roberto Venturi, amministratore unico Ente Fiera di Isola della Scala, manifestazione internazionale veronese, che vanta un’esperienza di oltre mezzo secolo e 500mila visitatori, e l’ha messa a disposizione dei promotori.

  • Partito il G7 Agricoltura a Siracusa

    Partito il G7 Agricoltura a Siracusa

    ANBI, l’Associazione nazionale che riunisce i Consorzi di bonifica del Paese, parteciperà all’Expo 2024 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

    L’iniziativa si sta svolgendo, a corollario del prossimo G7 Agricoltura, sull’isola di Ortigia, nei pressi di Siracusa, dal 21 al 29 settembre.

    E’ evidentemente un riconoscimento del ruolo fondamentale che i Consorzi di bonifica svolgono nella gestione delle risorse idriche e nella difesa del suolo.

    La presenza su una piattaforma istituzionale così importante consentirà al mondo della bonifica italiano l’accesso ad un dibattito qualificato su tematiche di rilievo, come la sostenibilità in relazione alla gestione delle risorse idriche e alla sicurezza alimentare in tempi di cambiamenti climatici.

  • Agricoltura. Cia protagonista a Terra Madre Salone del Gusto 2024

    Agricoltura. Cia protagonista a Terra Madre Salone del Gusto 2024

    Cia-Agricoltori Italiani in pista per Terra Madre Salone del Gusto, dal 26 al 30 settembre nel Parco Dora di Torino, sotto il claim 2024 “Essere natura”.

    Dunque, tutto pronto allo Stand P targato Cia, dove la Confederazione ha allestito il suo spazio espositivo interamente dedicato alla valorizzazione delle aziende e delle loro produzioni regionali d’eccellenza, espressione di cultura e storia, tradizioni e territori, promotrici assolute di un ritrovato equilibrio uomo-natura e con il cibo perfetto elemento guida.

    Per raccontare al meglio protagonisti di qualità, anche bio, come birra, riso, olio, formaggi e vini, l’area show cooking e tasting, tra desk espositivi e lounge d’incontro e degustazione che arricchiranno il fitto programma di appuntamenti Cia nelle cinque giornate della XV edizione del Salone.

    A scandire il tempo lungo il viaggio nel gusto, la preparazione di piatti tipici e genuini, ma anche percorsi sensoriali, laboratori didattici per bambini, a cura dell’Associazione la Spesa in Campagna-Cia, e focus tematici. In particolare, riflettori puntati sulle produzioni agricole biologiche con le iniziative di Anabio, l’Associazione per la promozione del bio di Cia, sostenute dal Masaf.

    Si parte giovedì 26 settembre, alle 10:30, con Cia all’inaugurazione di Terra Madre 2024 al Centro Congressi Santo Volto (Via Borgaro I), mentre dalle 17 su il sipario per gli eventi confederali allo Stand P.

  • I massimi esperti del riso italiano al G7 dell’Agricoltura

    I massimi esperti del riso italiano al G7 dell’Agricoltura

    Tutti lo apprezzano e tutti lo consumano, il riso è uno dei prodotti più conosciuti e iconici dell’agricoltura e della tradizione italiana. Ma in che modo le modalità di consumo incidono sulla produzione e sulla distribuzione? Come stanno mutando trend e preferenze? Il riso quanto è utilizzato al di fuori dalla cucina, con quali scopi?

    Per rispondere a queste e altre domande, Ente Nazionale Risi, Ente Fiera di Isola della Scala – Verona e il Consorzio Tutela della I.G.P. Riso Nano Vialone Veronese hanno dato vita all’Osservatorio Nazionale sul consumo di Riso in Italia, che annualmente analizza e fornisce risposte e informazioni su come evolve il consumo di riso nel nostro Paese. In questi mesi, il team di ricerca ha condotto un monitoraggio non solo sulle modalità di utilizzo del cereale, ma anche sulla correlazione tra riso e benessere psico-fisico, riso e alimentazione nello sport, riso e cosmesi. Un approfondimento scientifico che verrà presentato a livello internazionale al Convegno “Riso, eccellenza italiana nel mondo”, in programma il 25 settembre alle ore 11.30 al Municipio di Ortigia, in occasione del G7 dell’Agricoltura alla presenza di Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

    “L’Osservatorio – sottolinea Natalia Bobba, presidente di Ente Nazionale Risi – ha una fondamentale importanza per la filiera risicola italiana che a differenza di quelli di tutti gli altri Paesi produttori non commercializza una commodity ma varietà diverse di riso caratterizzate da specifici utilizzi. È uno spazio di riflessione e di confronto per analizzare i dati di acquisto e le preferenze dei consumatori. È soprattutto uno strumento assai utile per intercettare i cambiamenti che ci attendono in un immediato futuro”.

    L’Osservatorio Nazionale sul Consumo di Riso in Italia, che quest’anno raggiunge la terza edizione, si configura quindi come un punto di riferimento scientifico per l’intera filiera in grado di definire traiettorie di consumo, intercettare trend e fornire dati salienti sulle abitudini degli italiani. Come anticipato, il focus specifico, e novità dell’edizione 2024, è l’analisi dell’utilizzo del riso e di prodotti a base di riso per il benessere, inteso come ‘stare bene’ fisicamente e mentalmente grazie alla sana alimentazione e all’attività fisica, ma anche in relazione alla cosmesi e al wellness come strumenti per la cura di sé. Un punto di vista innovativo che fornirà dati e conoscenze nuove grazie all’analisi condotta da AstraRicerche, con il suo direttore Cosimo Finzi e da Patrizia Martello, sociologa dei consumi e docente di ricerca sociale all’Università di Milano e Venezia.

    “Siamo molto sodisfatti di poter essere presenti al G7 dell’Agricoltura, a Siracusa – sottolinea Roberto Venturi, amministratore unico dell’Ente Fiera di Isola della Scala – dove portiamo, come Ente Fiera di Isola della Scala, la nostra fiera che è la seconda più importante d’Europa, dedicata ad un unico prodotto, cioè il Riso Nano Vialone Veronese Igp. Vogliamo che la nostra manifestazione rimanga ai vertici europei e, per questo, abbiamo deciso di investire nell’Osservatorio Nazionale sui Consumi di Riso in Italia che ci permette di cogliere, capire e interpretare i trend del consumo di questo cereale nel nostro Paese. L’Osservatorio è stato accolto in maniera positiva dagli stakeholder del sistema tant’è che, insieme a Consorzio di Tutela della Igp ed Ente Nazionale Risi, siamo giunti alla sua terza edizione. Grazie alle analisi dell’Osservatorio abbiamo ottenuto una fotografia del futuro di questo cereale, che ha ampi margini di crescita. Crediamo fortemente nel lavoro di squadra e in una filiera forte del riso italiano, per questo abbiamo voluto presentare e condividere i dati dell’Osservatorio al G7 che rappresenta la più importante manifestazione internazionale dedicata all’agricoltura”.

    Il Convegno “Riso, eccellenza italiana nel mondo” diventa, pertanto, un atteso appuntamento all’interno del G7 dell’Agricoltura non solo per la filiera del riso, ma anche per cittadini e istituzioni garantendo una panoramica approfondita su uno dei prodotti d’eccellenza della nostra storia, cultura e tradizione. Inoltre, sarà possibile visitare, nel limitrofo Palazzo Montalto-Pupillo, la mostra esperienziale “Italia terra del riso” a cura dell’Ente Nazionale Risi.

    “È con grande orgoglio che rappresento il Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese al G7 Agricoltura di Ortigia – commenta Renato Leoni, Presidente del Consorzio di tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese -. Questo evento è un’importante occasione per mettere in luce la qualità e l’eccellenza del nostro prodotto, e per discutere delle sfide e delle opportunità nel settore agricolo a livello globale. La nostra partecipazione testimonia l’impegno costante del consorzio verso l’innovazione e la sostenibilità, valori fondamentali per il futuro della nostra agricoltura e delle nostre comunità”.

  • Peste suina, Regione Lombardia: anche Europa approva nostro protocollo

    Peste suina, Regione Lombardia: anche Europa approva nostro protocollo

    La Regione Lombardia ha organizzato ieri un incontro straordinario con il commissario alla Peste Suina, Giovanni Filippini, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole, delle prefetture e delle Province, per condividere gli aspetti più importanti della strategia di contrasto alla Psa prevista dalla nuova ordinanza del commissario. La riunione è stata coordinata dall’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

    “La strategia messa in campo dal commissario Filippini – dichiara l’assessore Beduschi – contiene provvedimenti studiati con attenzione, che hanno formalmente ricevuto il plauso della Commissione europea e serve a mettere a terra azioni concrete, ma va detto chiaramente che per vedere i primi risultati dovremo attendere almeno due settimane”. “La Psa – ricorda Beduschi – è un’emergenza nazionale e siamo consapevoli dei sacrifici che stanno affrontando gli allevatori. Tuttavia, la priorità assoluta in questo momento è fare muro contro il virus. Nella nuova strategia, l’obiettivo principale è stabilire con precisione dove e come fermarlo”. A tal proposito, è stato annunciato che entro una settimana prenderanno il via i lavori per chiudere tutti i varchi autostradali aperti nelle zone colpite, sfruttando le autostrade come barriere ‘naturali’.

    Oltre a questa misura di cinturazione degli assi viari verrà intensificato il depopolamento del cinghiale grazie all’intervento delle polizie provinciali e dell’esercito, per creare delle vere e proprie zone tampone. “Per affrontare questa crisi – conclude Beduschi – servono interventi coordinati e un grande sforzo collettivo. Non c’è spazio per improvvisazioni o egoismi, dobbiamo fare squadra. Inoltre, è il momento di mettere da parte i toni da caccia al colpevole che certa politica sta cavalcando in modo strumentale, anche con la diffusione di vere e proprie fake news. Quello che serve ora è senso di responsabilità”

  • Peste suina due, ‘a Pavia comparto rischia di sparire’

    Peste suina due, ‘a Pavia comparto rischia di sparire’

    “La situazione è molto pesante, perché gli allevatori che hanno già avuto problemi l’anno scorso non hanno ancora ricevuto l’indennizzo totale ma solo parziale. E poi è in dubbio la loro possibilità di continuare a fare gli allevatori perché sono attualmente bloccati. Dispiace molto, insomma, pensare che in una provincia come ad esempio Pavia la suinicoltura possa morire definitivamente”.

    Così, con Adnkronos/Labitalia, Elio Martinelli, presidente di Assosuini, fa il punto sugli effetti delle restrizioni contro la peste suina sulla suinicoltura italiana. Secondo Martinelli, “non esiste solo il problema dell’allevamento dove è stato scoperto il virus Psa ma c’è chi ha solo avuto la sfortuna di essere vicino ad esso e purtroppo ha ancora più danni perché non può continuare a fare l’allevatore perché il mercato non accetta questi suini e quindi deve chiudere”. E secondo il presidente di Assosuini con le “ulteriori restrizioni decise dal commissario straordinario che per 30 giorni ha irrigidito tutto, chi è in quelle zone non può fare l’allevatore”. “Penso a chi ha una scrofaia, che ha i parti continuamente e ha solo scrofe, e quindi deve spostare i suinetti una volta svezzati, non può farlo per 30 giorni. Quindi ci sarà anche chi farà abortire le strofe. Insomma, sta creando una situazione veramente difficile per le zone, purtroppo sfortunate, diciamola così. E purtroppo non vediamo ancora la luce”, sottolinea.

  • Peste suina, l’assessore lombardo: rispettare le regole

    Peste suina, l’assessore lombardo: rispettare le regole

    Se davvero un allevatore ha omesso per giorni di segnalare casi di mortalità imputabile a peste suina nelle proprie strutture, come riportato dalla stampa, “saremmo di fronte a un atto gravissimo e decisivo nel diffondere il virus”. Lo afferma in una nota l’assessore lombardo all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che intanto conferma “piena collaborazione agli inquirenti impegnati nelle indagini”.

    “In un momento in cui il nostro sistema zootecnico è impegnato al massimo per la sicurezza degli allevamenti – continua l’assessore – non sono accettabili atteggiamenti del genere. Non si può permettere sottovalutazione, figuriamoci atteggiamenti dolosi che mettono a repentaglio una filiera che vale miliardi di euro ed è stata costruita con il lavoro di generazioni”.

    “Il virus della PSA – aggiunge l’assessore Beduschi – è innocuo per l’uomo, ma è capace di resistere per mesi e, se entra in un allevamento, causa una mortalità totale dei capi in pochi giorni. Quanto sta emergendo in queste ore dovrebbe suggerire a tutti di smettere di speculare, anche politicamente, su questa vicenda. C’è bisogno di unità e di remare tutti dalla stessa parte, per tutelare allevatori e consumatori. Regione Lombardia sta facendo la sua parte mettendo in campo tutte le azioni di propria competenza. L’ultima ordinanza del Commissario straordinario Filippini parla chiaro, in quanto non possiamo più tollerare allevamenti con gestioni amatoriali”.

    “In questi mesi – conclude Beduschi – Regione e Governo hanno investito già 30 milioni di euro per rafforzare la biosicurezza e per i ristori e mi sto personalmente spendendo perché arrivino altri fondi, che però non basteranno mai se il sistema tutto non si evolverà vero rigorosi protocolli comportamentali”.

  • Ente Risi: ‘Non dobbiamo perdere il primato della produzione risicola italiana’

    Ente Risi: ‘Non dobbiamo perdere il primato della produzione risicola italiana’

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “L’Ente Nazionale Risi non vuole assistere al declino della risicoltura italiana a causa dell’applicazione della regola del deflusso ecologico. La difficile situazione che oggi sta vivendo la Baraggia, rischia di diventare il destino della risicoltura italiana. Sembra incredibile ma in un’annata in cui non c’è stata carenza d’acqua, il settore si deve confrontare con regole che ne impediscono l’utilizzo.

    Per trovare soluzioni possibili in un’ottica di fattiva collaborazione, la presidente dell’Ente Nazionale Risi ha invitato gli assessorati regionali competenti delle Regione Piemonte ha volersi confrontare con il settore per evitare ricadute drastiche sulla filiera di norme che necessariamente devono essere riviste.

    In quest’ottica, la situazione è stata rappresentata anche in sede ministeriale richiedendo urgenti incontri e confronti anche in Europa.

    La presidente Bobba dichiara “bisogna avere il coraggio di adottare norme e comportamenti che non pregiudichino il primato della risicoltura italiana nell’UE. Sarebbe poco lungimirante lasciare il mercato del riso in mano agli importatori solo perché non si è in grado di coniugare necessità di produzione e regole ambientali”.

  • Ripristino natura, Zamperini (Fdi): Unione Europea contro i nostri agricoltori

    Ripristino natura, Zamperini (Fdi): Unione Europea contro i nostri agricoltori

    Il Regolamento Europeo sul ripristino della natura, uno dei punti fondamentali del Green Deal, è entrato in vigore domenica 18 agosto.

    La norma impone ad ogni Stato membro di ripristinare almeno il 30% degli habitat in cattive condizioni entro il 2030. La soglia sale al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050.
    “Questa normativa è fortemente ideologica, sia nel merito che nel metodo delle tempistiche con la quale è stata imposta ed approvata, senza tenere conto della realtà dei fatti. Per la Lombardia, sono certo che andranno chieste specifiche deroghe, permettendo di rendere realmente sostenibile e raggiungibile un obbiettivo che interessa tutti noi, cioè la salvaguardia della biodiversità e della natura. Scritta così, resta solo un libro dei sogni, irraggiungibile ed irrealizzabile, che penalizzerebbe fortemente la nostra regione ed i nostri interessi economici, agricoli e territoriali, danneggiando fortemente il mondo rurale lombardo, proprio perché non viene adeguatamente considerato quello che avviene nel resto del mondo. Il Governo italiano, non votando il provvedimento, ha agito nella tutela dell’interesse nazionale, specialmente quello delle nostre aree interne.

    La “legge sul ripristino della natura” predica bene ma razzola male. La salvaguardia della biodiversità è obbiettivo di tutti, ma non si può ottenere senza la centralità dell’azione antropica. L’uomo è il bioregolatore per eccellenza, e deve prendersi le proprie responsabilità, non essere estromesso dal controllo dell’ambiente, come viene narrato nella favoletta ideologica rosso-verde, made in Timmermans, in cui l’opera dell’essere umano sarebbe di intralcio per “madre natura”. Dobbiamo salvaguardare la nostra cultura rurale, ed esaltare l’importanza e la funzione sociale di chi vive autenticamente il priprio ambiente. Ad esempio, gli uomini e le donne che risiedono e lavorano in montagna, come i pastori nei pascoli e negli alpeggi, che sono veri e propri custodi della biodiversità, oltre che ricoprire un ruolo fondamentale per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la diminuzione del rischio di incendi boschivi. Il problema resta che troppo spesso parlano e pontificano solo ambientalisti da salotto che non hanno mai messo piede in un ambiente non urbanizzato e credono di tutelare l’ambiente mangiando hamburger di soia. Si ascoltino di più agricoltori, allevatori ed esponenti della cultura rurale, i quali hanno tantissimo da insegnare alla politica”.

    È quanto dichiara in una nota Giacomo Zamperini, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Ambiente e Clima di Regione Lombardia.

  • Al via oggi la vendemmia nel Pavese

    Al via oggi la vendemmia nel Pavese

    Al via la vendemmia 2024 in provincia di Pavia, che con i suoi 12 mila ettari e’ la prima area vitivinicola della Lombardia: lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che l’appuntamento e’ per oggi, dalle ore 9, nell’azienda agricola De Filippi in Frazione Fossa 8 a Oliva Gessi, in provincia di Pavia.

    I primi grappoli ad essere staccati – precisa la Coldiretti – saranno quelli delle uve per la produzione di spumanti. Nell’occasione – conclude la Coldiretti – verra’ divulgata l’analisi della Coldiretti con le prime stime sulla produzione di vino a livello provinciale e le osservazioni sull’annata, tra gli effetti degli eventi climatici e l’aumento dei costi di produzione.

    La vendemmia 2024 è probabilmente quella con le maggiori incognite degli ultimi anni – rileva Coldiretti – e non solo per il forte anticipo dell’avvio che “spalmerà” le operazioni di raccolta nell’arco di quattro mesi, caso praticamente unico in Europa e legato alla grande biodiversità che caratterizza l’Italia. Uno scenario che vede le operazioni partire tradizionalmente con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay – precisa la Coldiretti – per proseguire a settembre e ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e concludersi addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale. Questo percorso che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio.