Categoria: Agricoltura

  • Peste suina due, ‘a Pavia comparto rischia di sparire’

    Peste suina due, ‘a Pavia comparto rischia di sparire’

    “La situazione è molto pesante, perché gli allevatori che hanno già avuto problemi l’anno scorso non hanno ancora ricevuto l’indennizzo totale ma solo parziale. E poi è in dubbio la loro possibilità di continuare a fare gli allevatori perché sono attualmente bloccati. Dispiace molto, insomma, pensare che in una provincia come ad esempio Pavia la suinicoltura possa morire definitivamente”.

    Così, con Adnkronos/Labitalia, Elio Martinelli, presidente di Assosuini, fa il punto sugli effetti delle restrizioni contro la peste suina sulla suinicoltura italiana. Secondo Martinelli, “non esiste solo il problema dell’allevamento dove è stato scoperto il virus Psa ma c’è chi ha solo avuto la sfortuna di essere vicino ad esso e purtroppo ha ancora più danni perché non può continuare a fare l’allevatore perché il mercato non accetta questi suini e quindi deve chiudere”. E secondo il presidente di Assosuini con le “ulteriori restrizioni decise dal commissario straordinario che per 30 giorni ha irrigidito tutto, chi è in quelle zone non può fare l’allevatore”. “Penso a chi ha una scrofaia, che ha i parti continuamente e ha solo scrofe, e quindi deve spostare i suinetti una volta svezzati, non può farlo per 30 giorni. Quindi ci sarà anche chi farà abortire le strofe. Insomma, sta creando una situazione veramente difficile per le zone, purtroppo sfortunate, diciamola così. E purtroppo non vediamo ancora la luce”, sottolinea.

  • Peste suina, l’assessore lombardo: rispettare le regole

    Peste suina, l’assessore lombardo: rispettare le regole

    Se davvero un allevatore ha omesso per giorni di segnalare casi di mortalità imputabile a peste suina nelle proprie strutture, come riportato dalla stampa, “saremmo di fronte a un atto gravissimo e decisivo nel diffondere il virus”. Lo afferma in una nota l’assessore lombardo all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che intanto conferma “piena collaborazione agli inquirenti impegnati nelle indagini”.

    “In un momento in cui il nostro sistema zootecnico è impegnato al massimo per la sicurezza degli allevamenti – continua l’assessore – non sono accettabili atteggiamenti del genere. Non si può permettere sottovalutazione, figuriamoci atteggiamenti dolosi che mettono a repentaglio una filiera che vale miliardi di euro ed è stata costruita con il lavoro di generazioni”.

    “Il virus della PSA – aggiunge l’assessore Beduschi – è innocuo per l’uomo, ma è capace di resistere per mesi e, se entra in un allevamento, causa una mortalità totale dei capi in pochi giorni. Quanto sta emergendo in queste ore dovrebbe suggerire a tutti di smettere di speculare, anche politicamente, su questa vicenda. C’è bisogno di unità e di remare tutti dalla stessa parte, per tutelare allevatori e consumatori. Regione Lombardia sta facendo la sua parte mettendo in campo tutte le azioni di propria competenza. L’ultima ordinanza del Commissario straordinario Filippini parla chiaro, in quanto non possiamo più tollerare allevamenti con gestioni amatoriali”.

    “In questi mesi – conclude Beduschi – Regione e Governo hanno investito già 30 milioni di euro per rafforzare la biosicurezza e per i ristori e mi sto personalmente spendendo perché arrivino altri fondi, che però non basteranno mai se il sistema tutto non si evolverà vero rigorosi protocolli comportamentali”.

  • Ente Risi: ‘Non dobbiamo perdere il primato della produzione risicola italiana’

    Ente Risi: ‘Non dobbiamo perdere il primato della produzione risicola italiana’

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “L’Ente Nazionale Risi non vuole assistere al declino della risicoltura italiana a causa dell’applicazione della regola del deflusso ecologico. La difficile situazione che oggi sta vivendo la Baraggia, rischia di diventare il destino della risicoltura italiana. Sembra incredibile ma in un’annata in cui non c’è stata carenza d’acqua, il settore si deve confrontare con regole che ne impediscono l’utilizzo.

    Per trovare soluzioni possibili in un’ottica di fattiva collaborazione, la presidente dell’Ente Nazionale Risi ha invitato gli assessorati regionali competenti delle Regione Piemonte ha volersi confrontare con il settore per evitare ricadute drastiche sulla filiera di norme che necessariamente devono essere riviste.

    In quest’ottica, la situazione è stata rappresentata anche in sede ministeriale richiedendo urgenti incontri e confronti anche in Europa.

    La presidente Bobba dichiara “bisogna avere il coraggio di adottare norme e comportamenti che non pregiudichino il primato della risicoltura italiana nell’UE. Sarebbe poco lungimirante lasciare il mercato del riso in mano agli importatori solo perché non si è in grado di coniugare necessità di produzione e regole ambientali”.

  • Ripristino natura, Zamperini (Fdi): Unione Europea contro i nostri agricoltori

    Ripristino natura, Zamperini (Fdi): Unione Europea contro i nostri agricoltori

    Il Regolamento Europeo sul ripristino della natura, uno dei punti fondamentali del Green Deal, è entrato in vigore domenica 18 agosto.

    La norma impone ad ogni Stato membro di ripristinare almeno il 30% degli habitat in cattive condizioni entro il 2030. La soglia sale al 60% entro il 2040 e al 90% entro il 2050.
    “Questa normativa è fortemente ideologica, sia nel merito che nel metodo delle tempistiche con la quale è stata imposta ed approvata, senza tenere conto della realtà dei fatti. Per la Lombardia, sono certo che andranno chieste specifiche deroghe, permettendo di rendere realmente sostenibile e raggiungibile un obbiettivo che interessa tutti noi, cioè la salvaguardia della biodiversità e della natura. Scritta così, resta solo un libro dei sogni, irraggiungibile ed irrealizzabile, che penalizzerebbe fortemente la nostra regione ed i nostri interessi economici, agricoli e territoriali, danneggiando fortemente il mondo rurale lombardo, proprio perché non viene adeguatamente considerato quello che avviene nel resto del mondo. Il Governo italiano, non votando il provvedimento, ha agito nella tutela dell’interesse nazionale, specialmente quello delle nostre aree interne.

    La “legge sul ripristino della natura” predica bene ma razzola male. La salvaguardia della biodiversità è obbiettivo di tutti, ma non si può ottenere senza la centralità dell’azione antropica. L’uomo è il bioregolatore per eccellenza, e deve prendersi le proprie responsabilità, non essere estromesso dal controllo dell’ambiente, come viene narrato nella favoletta ideologica rosso-verde, made in Timmermans, in cui l’opera dell’essere umano sarebbe di intralcio per “madre natura”. Dobbiamo salvaguardare la nostra cultura rurale, ed esaltare l’importanza e la funzione sociale di chi vive autenticamente il priprio ambiente. Ad esempio, gli uomini e le donne che risiedono e lavorano in montagna, come i pastori nei pascoli e negli alpeggi, che sono veri e propri custodi della biodiversità, oltre che ricoprire un ruolo fondamentale per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la diminuzione del rischio di incendi boschivi. Il problema resta che troppo spesso parlano e pontificano solo ambientalisti da salotto che non hanno mai messo piede in un ambiente non urbanizzato e credono di tutelare l’ambiente mangiando hamburger di soia. Si ascoltino di più agricoltori, allevatori ed esponenti della cultura rurale, i quali hanno tantissimo da insegnare alla politica”.

    È quanto dichiara in una nota Giacomo Zamperini, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Ambiente e Clima di Regione Lombardia.

  • Al via oggi la vendemmia nel Pavese

    Al via oggi la vendemmia nel Pavese

    Al via la vendemmia 2024 in provincia di Pavia, che con i suoi 12 mila ettari e’ la prima area vitivinicola della Lombardia: lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che l’appuntamento e’ per oggi, dalle ore 9, nell’azienda agricola De Filippi in Frazione Fossa 8 a Oliva Gessi, in provincia di Pavia.

    I primi grappoli ad essere staccati – precisa la Coldiretti – saranno quelli delle uve per la produzione di spumanti. Nell’occasione – conclude la Coldiretti – verra’ divulgata l’analisi della Coldiretti con le prime stime sulla produzione di vino a livello provinciale e le osservazioni sull’annata, tra gli effetti degli eventi climatici e l’aumento dei costi di produzione.

    La vendemmia 2024 è probabilmente quella con le maggiori incognite degli ultimi anni – rileva Coldiretti – e non solo per il forte anticipo dell’avvio che “spalmerà” le operazioni di raccolta nell’arco di quattro mesi, caso praticamente unico in Europa e legato alla grande biodiversità che caratterizza l’Italia. Uno scenario che vede le operazioni partire tradizionalmente con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay – precisa la Coldiretti – per proseguire a settembre e ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e concludersi addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale. Questo percorso che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio.

  • Peste suina, otto focolai in Lombardia

    Peste suina, otto focolai in Lombardia

    Nelle ultime due settimane in Lombardia sono scoppiati otto focolai, due nel Milanese e sei nella provincia di Pavia con il coinvolgimento di 19.179 suini. Sono in corso le attività di rintraccio che prevedono il sequestro cautelativo di ogni allevamento a contatto e il campionamento di tutti i suini morti e sono state istituite le zone di protezione e sorveglianza con il blocco dei movimenti di animali.

    Dal 2021 in Lombardia sono stati soppressi 46mila cinghiali con una tendenza in crescita. In Regione sono allevati 4,4 milioni di capi, il 47 percento del totale nazionale. In questa legislatura regionale sono arrivate tre ordinanze con l’obiettivo di semplificare le norme sul depopolamento dei cinghiali. La caccia è stata ampliata (sette giorni su sette) e i cacciatori possono usare anche attrezzature come termocamere o visori notturni. L’ultima ordinanza, firmata lo scorso giugno, ha concesso la possibilità di sparare anche da un veicolo, come dal cassone di un pickup e ha introdotto anche il principio del potere sostitutivo, con la Regione, in caso di necessità, attuare direttamente un piano di controllo in aree come i parchi naturali e le riserve tramite le polizie provinciali o il ricorso a cacciatori abilitati.

    La scorsa estate un bando dell’assessorato all’Agricoltura da 2 milioni di euro ha concesso finanziamenti per l’acquisto dai recinzioni anti-cinghiali da parte di micro, piccole e medie imprese che allevano suini. Un altro bando da 7 milioni è invece stato dedicato agli investimenti in biosicurezza negli allevamenti. Su tutto il territorio si stanno costruendo delle barriere di contenimento, soprattutto nei pressi di aperture e varchi autostradali. Lo scorso luglio è stata costruita una barriera di 1,5 km nel Comune di Bernate Ticino (Milano), lungo l’autostrada A4, per evitare il passaggio dei cinghiali e l’eventuale diffusione della malattia nei territori alpini e anche verso paesi terzi come la Svizzera. Opere simili sono in corso di costruzione anche nelle zone di restrizione, lungo la A1 e la A51, nei territori del Lodigiano e del Cremonese.

  • Coldiretti Lombardia: danni a mais e colture dopo il nubifragio

    Coldiretti Lombardia: danni a mais e colture dopo il nubifragio

    Mais allettato, ortaggi distrutti, tetti divelti, cascine allagate e decine di alberi caduti: è il primo bilancio dei nubifragi che mercoledì sera si sono abbattuti a macchia di leopardo tra l’area a Sud di Milano e il Lodigiano tracciato dai tecnici della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza sulla base delle segnalazioni che pervengono dal territorio. In particolare, precisa la Coldiretti interprovinciale, il forte vento e la grande quantità di pioggia caduta, in alcuni casi anche con grandine, hanno infierito sui campi coltivati a mais, già messi a dura prova dalle semine partite in forte ritardo a causa dell’eccesso di precipitazioni dei mesi scorsi.

    Le piante sono state allettate dalle tempeste, ad esempio in una fascia di territorio che attraversa il Basso Lodigiano, tra Brembio da una parte e Castelnuovo Bocca d’Adda dall’altra. A Maleo, precisa la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, oltre ai danni sulle coltivazioni si registra il capannone di un’azienda agricola completamente scoperchiato e trasportato dal vento a decine di metri di distanza. Problemi anche agli impianti elettrici, dove un fulmine ha centrato una cascina. Distrutto ciò che rimaneva di una coltivazione di pomodori a San Donato Milanese, dove il nubifragio ha devastato i pochi campi di ortaggi all’aperto sopravvissuti alla grandine di maggio. In un’ampia area al confine tra le province di Milano e Lodi, intorno a Cervignano d’Adda, le bombe d’acqua hanno allagato le stalle e i capannoni delle imprese agricole. Tante le strade di campagna interrotte dalla caduta degli alberi a causa del vento. Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che, conclude la Coldiretti, si rivela con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

  • Anche le mucche soffrono l’afa: 15 per cento in meno di latte in Lombardia

    Anche le mucche soffrono l’afa: 15 per cento in meno di latte in Lombardia

    Il grande caldo assedia le fattorie lombarde dove le mucche, a causa di alte temperature e afa, stanno producendo in media il 15 per cento di latte in meno rispetto ai periodi normali, nonostante l’entrata in funzione di doccette e ventilatori per rinfrescare le stalle. Lo afferma la Coldiretti Lombardia nel sottolineare che per questi animali il clima ideale e’ fra i 22 e i 24 gradi, mentre oltre questo limite mangiano poco, bevono molto e producono meno latte.

    Per questo – continua la Coldiretti regionale – negli allevamenti sono a pieno regime le misure anti afa: oltre a ventilatori, doccine e acqua fresca, gli allevatori stanno somministrando razioni alimentari integrate con sali minerali, distribuite piu’ volte al giorno per ottenere pasti piu’ leggeri e stimolare l’appetito. “Il caldo incide tra il 10 per cento e il 15 per cento qui da noi – conferma Matteo Foi, allevatore di bovini di Abbiategrasso, nel Milanese – Riusciamo a contenere le perdite grazie all’uso di dispositivi come doccette e ventilatori, che sono costantemente in azione”. Al calo delle produzioni di latte – conclude la Coldiretti – si aggiunge anche un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo.

  • Città Metropolitana, contributi per le marcite

    Città Metropolitana, contributi per le marcite


    E’ aperto sino al prossimo 6 settembre l’avviso pubblico volto all’erogazione di contributi per mantenere la funzionalità delle marcite nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano, le ritiene una importante testimonianza della storia, del paesaggio agrario e naturalistico locali.

    I contributi previsti sono finalizzati al mantenimento e al ripristino delle marcite del Parco Agricolo Sud Milano e possono essere erogati ad imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio al Registro delle Imprese (Sezione speciale imprenditori agricoli e Sezione speciale coltivatori diretti e alle cooperative agricole iscritte all’Albo prefettizio che dispongono, appunto, di marcite nei loro terreni.

    L’importo massimo annuo per ettaro è di 600 euro, erogabile, in una sola soluzione, previa verifica del Parco, a fronte dell’esecuzione dei seguenti lavori:
    290 euro ad ettaro per gli interventi di ripristino e mantenimento della funzionalità della marcita, mediante sfalcio e raccolta del fieno o dell’erba, colmatura degli avvallamenti e pareggiamento della superficie delle ali, trasemina, rullatura, interventi di pulizia e manutenzione dei fossetti adacquatori, spurgo dei ponticelli e dei tubi, manutenzione delle paratie nei punti di immissione dell’acqua;
    310 euro ad ettaro per l’irrigazione invernale.

    I tecnici devono inoltre attestare un buono stato di manutenzione della marcita stessa. Le domande devono essere inoltrate via pec (protocollo@pec.cittametropolitana.mi.it), attraverso l’apposito modulo e corredato della documentazione richiesta dell’avviso, entro le 12 del 6 settembre 2024. Le richieste saranno esaminate da un apposito nucleo di valutazione, già nominato.
    Tutta la documentazione è disponibile sul sito del Parco Agricolo Sud Milano.

  • Regione Lombardia, altri 3.8 milioni per le aziende colpite da peste suina

    Regione Lombardia, altri 3.8 milioni per le aziende colpite da peste suina

    Regione Lombardia stanzia 3.8 milioni di euro per incrementare il fondo regionale per le agevolazioni finanziarie alle imprese suinicole. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.

    “Questo provvedimento – commenta l’assessore Beduschi – si somma al pacchetto di misure destinate nell’ultimo anno agli allevamenti di suini lombardi, che devono sostenere costi elevati per ostacolare la diffusione della Peste suina africana. Il provvedimento facilita l’accesso ai finanziamenti per il credito di funzionamento, con la regia di Finlombarda”.

    CHI PUO’ RICHIEDERE GLI AIUTI – L’aiuto previsto dal fondo potrà essere richiesto da tutti gli allevamenti suinicoli attivi sul territorio regionale e consiste in un contributo in conto interessi, determinato sull’importo del finanziamento ammesso all’agevolazione fino a un massimo di 4000 basis point per anno e comunque non superiore al tasso applicato dall’istituto proponente. Con importo del finanziamento ammissibile compreso tra 50.000 e 200.000 euro, durata non inferiore ai 24 mesi e non superiore ai 60 mesi.

    Lo strumento finanziario deliberato si somma agli altri provvedimenti messi in campo da Regione Lombardia a sostegno delle aziende nell’ultimo anno a contrasto della Psa, come i 7 milioni di euro per rafforzare la biosicurezza negli allevamenti e le 3 ordinanze presidenziali per semplificare l’abbattimento dei cinghiali, che hanno raggiunto i 46 mila esemplai dal 2021 con un trend in crescita.

    ASSESSORE: MASSIMO IMPEGNO CONTRO LA MALATTIA – “Sappiamo – prosegue l’assessore Beduschi – che la lotta contro questa malattia subdola e contagiosa per i suini è difficile, tanto che in questo momento la PSA interessa ben 14 Paesi europei e che anche in contesti come quello della Cina, con risorse finanziarie certamente superiori alle nostre, dal 2018 la malattia è un problema irrisolto”. “Servono ora più che mai – conclude Beduschi – attenzione e comportamenti corretti negli allevamenti e contemporaneamente potenziamento delle attività di contenimento dei cinghiali e di rimozione delle carcasse infette, per cui servirà attivare il massimo sforzo”.