Categoria: Territorio

  • Giornata del Ricordo, racconti e poesie per non dimenticare: premiato il liceo Quasimodo

    Giornata del Ricordo, racconti e poesie per non dimenticare: premiato il liceo Quasimodo

    Una poesia della classe 4B del liceo Scienze Umane è stata premiata alla 18ª edizione del concorso sulla Giornata del Ricordo in Regione Lombardia il 9 febbraio, nella Sala del Consiglio, nell’anniversario della strage di Vergarolla, la prima strage di innocenti della storia dell’Italia repubblicana. “18 agosto 1946 – 18 agosto 2026. Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia. Mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”.

    La 4B è la stessa classe che ha preparato le letture per il concerto della Giornata della Memoria e ha lavorato con la professoressa Ursula Posa, docente di Italiano. In realtà al liceo Quasimodo tutto l’anno è stato ed è dedicato alla scoperta della storia contemporanea e stimolare la consapevolezza delle dinamiche geopolitiche anche attuali. È l’anno in cui i ragazzi diventano maggiorenni e i docenti hanno ritenuto opportuno affrontare diversi argomenti attuali per avvicinarli alla scoperta di un mondo che sotto tanti punti di vista si presenta complesso.

    L’obiettivo è rendere i ragazzi più consapevoli di situazioni e dinamiche internazionali della storia recente e tra i tanti argomenti affrontati ci sono state anche la guerra in Jugoslavia e quella in Ruanda della fine del secolo scorso, il dramma delle foibe, Chernobyl, gli anni di piombo, fino ai recentissimi scontri tra Israele e Palestina.

  • Malpensa, il nodo dei decolli: “Cittadini e sindaci sono davvero consapevoli di come volano gli aerei sopra le loro teste?”

    Malpensa, il nodo dei decolli: “Cittadini e sindaci sono davvero consapevoli di come volano gli aerei sopra le loro teste?”

    Dopo oltre 25 anni dal progetto della “Grande Malpensa”, il dibattito sull’impatto acustico si arricchisce di un interrogativo tecnico che finora sembra essere rimasto confinato nelle stanze della Commissione Aeroportuale: perché non è ancora stata imposta la procedura di decollo che garantisce la massima quota possibile sopra i centri abitati?

    Al centro della questione c’è il confronto tra due procedure di salita, note come NAPD 1 e NAPD 2. Non sono sigle per soli esperti, ma la differenza concreta tra un aereo che sorvola le case a quote elevate e uno che rimane “basso” per privilegiare il risparmio di carburante delle compagnie aeree.

    La denuncia: “Quota più bassa per favorire le aerolinee?”
    Secondo le analisi emerse, la procedura NAPD 1 permetterebbe agli aeromobili (come i comuni Boeing 737 o Airbus A320) di salire con un angolo molto più ripido, riducendo la spinta motore solo dopo aver guadagnato quota. Questo garantirebbe un sorvolo molto più alto su comuni sensibili come Somma Lombardo, Casorate Sempione e Arsago Seprio.

    Al contrario, la “liberalità operativa” attualmente concessa alle singole compagnie permetterebbe l’uso di profili di decollo più “piatti” (meno dispendiosi in termini di carburante), che però mantengono l’aereo a quote inferiori per un tempo prolungato, aumentando l’inquinamento acustico subito dal territorio.

    Le domande aperte per i Sindaci del CUV
    Il comunicato pone quesiti diretti alla Commissione Aeroportuale e ai sindaci del CUV (Consorzio Urbanistico Volontario) e del COR2, chiamati a ratificare la nuova zonizzazione acustica (LVA):

    Trasparenza sui dati: I sindaci sono stati informati che l’uso della procedura NAPD 1 assicurerebbe sorvoli a quote più elevate rispetto a quella attualmente in uso?

    Modellizzazione AEDT: I calcoli acustici presentati tengono conto della reale orografia del territorio (le alture a nord delle piste) o si basano su modelli teorici che non rispecchiano il rumore percepito dai cittadini?

    Ottimizzazione: Perché, nonostante le indicazioni di organismi internazionali come ICAO ed EASA, non è ancora stata identificata e resa obbligatoria l’ottimizzazione della procedura di decollo per la mitigazione acustica?

    Verso una nuova consapevolezza

    “Una piena trasparenza nei criteri di elaborazione della sperimentazione e delle zone A, B e C della zonizzazione LVA è il fondamento per qualsiasi scenario futuro,” conclude la nota. La richiesta è chiara: la salute dei cittadini e la tutela del territorio non possono essere subordinate alla libertà operativa delle aerolinee. È necessario un processo di consapevolezza che porti a scelte tecniche condivise e trasparenti, non più calate dall’alto.

  • Il saluto da New York degli studenti dell’Alessandrini speciali ambasciatori all’ONU

    Il saluto da New York degli studenti dell’Alessandrini speciali ambasciatori all’ONU

    Una foto di rappresentanza pubblicata sul profilo Instagram della scuola dà l’idea della serietà e dell’impegno che gli studenti delle classi terze e quarte dell’Istituto di Vittuone stanno mettendo in questa esperienza di vita. Ad accompagnarli ancora la professoressa Michela Anselmo, referente del progetto.

    “I ragazzi dello scorso anno hanno raccontato la loro esperienza e il loro entusiasmo è stato contagioso. Certo sono imprescindibili i risvolti rispetto allo sviluppo della lingua, ancora di più della valutazione didattica di questa esperienza, ma i partecipanti sono stati trascinati dalla pubblicità dei compagni. Ad ottobre c’era stato un corso preparativo per affrontare la selezione basata sul merito, la motivazione e le aspettative e il tutto è stato affrontato in inglese”. La nuova edizione del progetto dell’associazione no profit WSC Italia per il nostro territorio è partita quindi con una maggiore adesione rispetto alla scorsa.

    Come lo scorso anno, gli “ambasciatori di futuro” sono riusciti a partecipare all’apertura della Conferenza all’ONU e poi sono stati divisi in commissioni e sottocommissioni insieme agli altri ragazzi provenienti da tutto il mondo “per discutere e confrontarsi rispetto ad una problematica per trovare un accordo tra le parti, compito non scontato né facile, ma possibile. Ma su questo si sono allenati – ha aggiunto la professoressa. – Non è semplice mettere d’accordo tante teste, i ragazzi sanno che bisogna fare fatica nel negoziato ma è indiscutibilmente bello – dicono poi i ragazzi – poter parlare e capire e capirsi oltre che essere capiti”. Un’esperienza ricca e arricchente che permette ai ragazzi di mettere in campo competenze personali oltre che scolastiche.

  • Una nuova dirigente per il Dipartimento Transizione digitale: la Città metropolitana di Milano punta su parità e innovazione

    Una nuova dirigente per il Dipartimento Transizione digitale: la Città metropolitana di Milano punta su parità e innovazione

    La Città metropolitana di Milano guarda al futuro e punta sull’innovazione e sulla parità di genere. Con il decreto del Sindaco metropolitano Giuseppe Sala, pubblicato il 9 febbraio, è stata nominata, al termine di una selezione pubblica, la nuova direttrice del Dipartimento Transizione Digitale: si tratta della dottoressa Ester Anzalone, esperta nel campo dell’innovazione e del digitale.

    Un ulteriore passo in avanti verso la digitalizzazione dell’ente di area vasta che sta portando avanti un’importante azione di transizione verso le nuove tecnologie a beneficio sia del personale, sia della cittadinanza e degli stakeholders, grazie all’utilizzo di sistemi sempre più innovativi e avanzati.
    Con l’arrivo della nuova dirigente, inoltre, si completa l’organico dirigenziale della Città Metropolitana di Milano, sempre più improntato alla parità di genere: dal 1° marzo 2026 saranno, infatti, in servizio 22 dirigenti, di cui 11 donne e 11 uomini. Una situazione di assoluta parità di genere, obiettivo da sempre perseguito dall’ente di area vasta.

    La promozione delle pari opportunità nei ruoli dirigenziali della Pubblica Amministrazione rappresenta oggi un obiettivo strategico per garantire un settore pubblico più efficiente, moderno e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini. A questo si aggiunge un altro tema chiave, ossia la promozione delle professionalità STEM, sempre più richieste all’interno della Città metropolitana di Milano, per perseguire i propri obiettivi ed essere sempre più performante nei confronti del territorio e delle sue esigenze.

    Il Vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo, che detiene la delega all’Organizzazione e Risorse Umane, afferma: “Favorire un equilibrio di genere nelle posizioni decisionali non è solo una questione di giustizia sociale, ma è anche un elemento che incide direttamente sulla qualità delle politiche pubbliche e sulla capacità delle amministrazioni di innovare. Un contesto dirigenziale diversificato porta con sé una maggiore varietà di competenze, esperienze e punti di vista: un valore aggiunto che si traduce in processi decisionali più completi e soluzioni più efficaci ai problemi complessi. I team eterogenei tendono ad avere migliori performance, soprattutto nelle organizzazioni che operano in contesti dinamici e ad alto impatto sociale come il nostro”.

    Antonio Sebastiano Purcaro, Direttore generale della Città Metropolitana, evidenzia: “Promuovere la presenza equilibrata di uomini e donne ai vertici dell’Amministrazione contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La rappresentanza equa comunica responsabilità, trasparenza e vicinanza alla società, elementi fondamentali in un periodo in cui è essenziale ricostruire un rapporto forte tra cittadini e apparati pubblici. Garantire pari opportunità nei percorsi di carriera significa valorizzare pienamente il capitale umano interno alla PA”.

    La Città Metropolitana di Milano, che ha tra le sue funzioni istituzionali proprio la promozione delle pari opportunità nel mondo del lavoro, si pone dunque all’avanguardia nel panorama della Pubblica Amministrazione a livello locale, dimostrandosi attenta a cogliere le opportunità di sviluppo, crescita e innovazione.

  • Gruppo CAP. A Rozzano, un investimento da 3,6 milioni di euro

    Gruppo CAP. A Rozzano, un investimento da 3,6 milioni di euro

    Presso l’impianto di depurazione di Rozzano, CAP Evolution, società di Gruppo CAP che opera nei settori del waste, wastewater ed energy, ha sviluppato una nuova piattaforma dedicata al trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi, rafforzando il percorso di trasformazione degli impianti di depurazione in bioraffinerie urbane.

    L’intervento amplia le funzioni del sito, integrando trattamento delle acque, gestione dei rifiuti e produzione di energia rinnovabile, e rappresenta un passaggio chiave nel percorso del Gruppo verso il modello di green utility, con l’apertura a servizi e mercati complementari per il sistema produttivo.

    Il progetto riflette la visione sviluppata negli ultimi anni da Gruppo CAP, orientata a valorizzare in modo sempre più efficiente le infrastrutture e le risorse generate dai processi di depurazione e a ridurre l’impatto ambientale del servizio idrico integrato.

    In questo contesto, l’impianto di Rozzano è stato scelto come sito strategico per integrare soluzioni avanzate di economia circolare, grazie alle sue caratteristiche impiantistiche e al ruolo già consolidato a servizio del territorio.

    «L’impianto di Rozzano rappresenta un tassello strategico nel percorso di evoluzione industriale di Gruppo CAP e di innovazione delle infrastrutture a servizio del territorio», dichiara Michele Falcone, Direttore generale di Gruppo CAP.

    «Con questa nuova piattaforma rafforziamo il ruolo dell’impianto come bioraffineria urbana: integriamo gestione dei rifiuti e processi di depurazione, migliorando le performance ambientali e generando benefici duraturi per cittadini e comunità locali».

    Nuove funzionalità: dal trattamento dei rifiuti alla produzione di energia rinnovabile

    Il depuratore di Rozzano ha una capacità di trattamento pari a 122.000 abitanti equivalenti, di cui 56.000 riferiti alle acque reflue generate dall’agglomerato fognario e 66.000 legati al carico derivante dai rifiuti conferiti all’impianto. L’infrastruttura di depurazione delle acque reflue è composta da due linee acqua, con una capacità massima che raggiunge 40.000 metri cubi di reflui al giorno, e una linea fanghi, dotata di digestione anaerobica e gasometro per lo stoccaggio del biogas prodotto.

    La nuova sezione impiantistica, realizzata con un investimento di 3,6 milioni di euro, ha portato alla realizzazione di una piattaforma di trattamento di rifiuti speciali.

    La nuova struttura è stata progettata per coniugare affidabilità industriale e attenzione ambientale, grazie a soluzioni impiantistiche moderne, sistemi di controllo e monitoraggio, supportati da un laboratorio interno all’impianto per garantire elevati standard di sicurezza e tracciabilità.

    L’impianto è in grado di ricevere fino a 104.000 tonnellate di rifiuti liquidi speciali non pericolosi e dispone di una capacità di stoccaggio complessiva di 440 m³, distribuita in 11 serbatoi in acciaio inox.

    È inoltre presente una sezione di pretrattamento chimico-fisico finalizzata a migliorare l’efficienza complessiva del processo.

    La piattaforma integra anche una sezione dedicata alla gestione dei rifiuti solidi confezionati di origine alimentare: attraverso un processo di sconfezionamento e miscelazione con il fango biologico di depurazione, è possibile recuperarne e valorizzarne fino a 3.000 tonnellate all’anno. Un intervento con effetti che vanno oltre l’ampliamento operativo. L’apporto aggiuntivo di materia organica aumenta la produzione di biogas e quindi di elettricità, incrementando la produzione di energia destinata a coprire il fabbisogno dell’impianto e consolidando il ruolo chiave del depuratore sia nella gestione circolare delle risorse, sia nell’offerta di servizi qualificati per l’ecosistema – ambientale e produttivo – locale.

    Un modello di economia circolare integrata a scala locale

    L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di gestione circolare dei rifiuti e produzione di energia rinnovabile, integrandosi e potenziando il progetto di interconnessione tra lo stabilimento gestito da CAP Evolution e la centrale di teleriscaldamento di Atmos – società del gruppo GETEC e gestore della rete del Comune di Rozzano – che prevede lo scambio sinergico di energia elettrica e termica tra le due infrastrutture.

    Una collaborazione virtuosa, che consente di massimizzare il rendimento complessivo delle strutture e di aumentare l’autosufficienza dei sistemi: l’energia termica fornita dalla rete stabilizza la temperatura dei digestori, migliora l’efficienza dei processi anaerobici, mentre il calore rinnovabile prodotto dal biogas alimenta la rete di teleriscaldamento comunale, contribuendo a ridurre l’uso di fonti fossili.

    Uno sguardo al futuro

    La realizzazione della nuova piattaforma di trattamento dei rifiuti liquidi non pericolosi rappresenta una tappa fondamentale di un percorso più ampio, che vede Gruppo CAP impegnata nello sviluppo di modelli industriali integrati, capaci di coniugare servizio idrico, gestione dei rifiuti e produzione di energia rinnovabile.
    Un’evoluzione che rafforza il ruolo dei depuratori come hub ambientali ed energetici, a supporto dei territori e dei mercati complementari in cui il Gruppo opera come green utility.

  • Regione Lombardia: avvistamenti dei lupi, ecco le regole da seguire

    Regione Lombardia: avvistamenti dei lupi, ecco le regole da seguire

    L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, interviene sul tema delle segnalazioni di avvistamenti di lupi in Lombardia, ricordando che la presenza della specie è oggi una realtà con cui fare i conti, ma che non può essere affrontata a spanne o sull’onda dell’emotività.

    “Il problema esiste e va gestito con serietà – chiarisce l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – ma è fondamentale ricordare che esistono norme precise, e procedure codificate. Alimentare allarmismi, segnalare ai giornali prima che alle autorità, o affidarsi a valutazioni improvvisate, non aiuta né i cittadini gli enti che devono agire”.

    Regione Lombardia è da tempo impegnata nel monitoraggio della specie e nel supporto agli allevatori e alle comunità locali, attraverso strumenti di prevenzione, informazione e intervento coordinato con le forze di polizia e gli enti competenti. “Per una corretta gestione del lupo– prosegue Beduschi – servono dati aggiornati, segnalazioni corrette e il rispetto delle procedure, perché solo così è possibile distinguere i casi reali dalle percezioni distorte e intervenire in modo efficace”.

    LE PROCEDURE IN CASO DI AVVISTAMENTO – In caso di avvistamento di un lupo, è necessario contattare tempestivamente la Polizia provinciale competente o, nel territorio di Milano, la Polizia della Città Metropolitana. Se possibile, è utile raccogliere materiale fotografico o video per consentire una corretta identificazione dell’esemplare. In alternativa, le segnalazioni possono essere inviate a Ersaf Lombardia all’indirizzo supportoprevenzionelupo@ersaf.lombardia.it indicando la posizione precisa dell’avvistamento.

    Nel caso di ritrovamento di un lupo ferito o morto, o di incidente stradale, occorre avvisare le Polizie provinciali, la Polizia della Città Metropolitana di Milano o i Carabinieri forestali, evitando qualsiasi intervento diretto sull’animale. Le operazioni di soccorso e valutazione sanitaria competono esclusivamente alle autorità competenti e ai centri specializzati attivi 24 ore su 24.
    Infine, in caso di predazione di bestiame, l’allevatore deve contattare le forze di polizia competenti, che attiveranno le Wolf Prevention Intervention Units (WPIU), squadre specializzate istituite da Regione Lombardia per supportare gli allevatori nella prevenzione dei danni e nella gestione delle procedure di indennizzo.

    NON SIGNIFICA LIBERALIZZARNE CACCIA – In questo contesto si inserisce anche il recente declassamento del lupo a livello europeo. La specie resta comunque protetta, ma il nuovo quadro normativo apre a maggiori margini di intervento per le Regioni, nel rispetto dei limiti fissati a livello nazionale. “Non significa liberalizzarne la caccia – conclude l’assessore Beduschi – ma governare in modo più responsabile una presenza che oggi è strutturale e in certi contesti come quelli urbani non è accettabile, per la sicurezza dell’uomo e dell’animale stesso. Il lupo va riportato nelle aree vocate ed è per questo che è in corso un confronto tecnico tra Regioni, Ministeri e Ispra per aggiornare i dati, definire criteri più coerenti e costruire strumenti di gestione realmente applicabili sui territori”.

  • Varese, i rifiuti elettronici diventano nuova risorsa: l’opera Terra Rara restituisce più di tre quintali di plastica e oltre 100 kg di metalli

    Varese, i rifiuti elettronici diventano nuova risorsa: l’opera Terra Rara restituisce più di tre quintali di plastica e oltre 100 kg di metalli

    Da rifiuti a fonte di materiali utili, a volte anche rari e ricercati. È questo il destino che attende i 512 kg di RAEE – cioè dispositivi elettrici ed elettronici come telefonini, caricabatterie e piccoli elettrodomestici – che sono stati raccolti a Varese nell’ambito del progetto Terra Rara, promosso dal Consorzio Ecolight in collaborazione con il Comune di Varese, la curatela di Karakorum Impresa Sociale e il sostegno di Impresa Sangalli e Fondazione Molina.

    Dagli oltre 5 quintali di apparecchi (1.300 pezzi) che in meno di un mese, tra ottobre e novembre, sono arrivati nei 17 punti di raccolta attivati sul territorio, sono stati infatti recuperati circa 320 kg di plastica e 110 kg di metalli, fra cui anche una parte di materiali – le cosiddette “terre rare”, appunto – che scarseggiano in natura ma sono fondamentali per l’industria high-tech e la transizione ecologica. A questo si aggiungono 15kg di pile esauste che si trovavano all’interno dei RAEE stessi.

    «Al di là di questi numeri, che sono positivi – commenta il presidente del Consorzio Ecolight Walter Camarda –, un risultato importante è l’alleanza virtuosa che si è creata fra le realtà protagoniste del progetto: 300 studenti di tre scuole superiori, due enti locali, otto enti del terzo settore e due imprese private hanno promosso la raccolta e diffuso consapevolezza sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare, dimostrando che coinvolgere le persone dal basso è la chiave per costruire un futuro sostenibile. Avere agito, oltre che sul piano ambientale, anche su quello educativo e culturale rappresenta il valore aggiunto del progetto».

    Ad accendere la partecipazione è stata l’idea di trasformare una parte dei RAEE raccolti, circa 50kg, nell’installazione artistica “Terra Rara” di Livia Paola Di Chiara, esposta durante le ultime feste natalizie a Palazzo Estense. Smontata l’opera, gli oggetti (assieme a tutti gli altri conferiti nell’ambito del progetto) sono stati portati agli impianti autorizzati al trattamento dei rifiuti elettronici. È importante ricordare che i RAEE sono riciclabili per oltre l’85% del loro peso: «Molte delle loro componenti (le cosiddette materie prime seconde) si possono reimmettere nel ciclo produttivo. Sfruttare questa “miniera” comporta tanti vantaggi, come ridurre i costi derivanti dalla gestione dei rifiuti, risparmiare energia ed evitare lo sfruttamento delle risorse naturali» aggiunge Camarda.

    Cittadini e cittadine possono proseguire lo spirito del progetto portando i RAEE in piattaforma ecologica, oppure in negozio in ragione dei principi “1contro1” (il nuovo per il vecchio) e “1contro0” (nei grandi negozi e per RAEE fino a 25 cm: maggiori informazioni su www.ecolight.it).

    Da parte sua, il Comune di Varese ha annunciato l’intenzione di prendere spunto dall’iniziativa Terra Rara per adottare, in concomitanza con il rinnovo dell’appalto del servizio di igiene urbana, nuove pratiche che possano diventare stabili nel tempo.

    «Il progetto “Terra Rara” e le iniziative dedicate alla raccolta dei piccoli RAEE – dichiara Nicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese – consentono al Comune di Varese di rafforzare il proprio impegno nello sviluppo di modelli di economia circolare fondati sulla collaborazione strutturata tra cittadini, istituzioni e imprese. Con il nuovo appalto per il servizio di igiene urbana, l’Amministrazione intende dare continuità e ulteriore impulso a tale percorso, attraverso l’adozione di nuove modalità di raccolta porta a porta dei RAEE, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale».

  • Lombardia: Legambiente, aria migliora ma lontana da limiti Ue

    Lombardia: Legambiente, aria migliora ma lontana da limiti Ue

    Qualita’ dell’aria in miglioramento inn Pianura Padana ma resta il ritardo nella conformita’ alla nuova direttiva. Questo il ritratto che emerge dai dati lombardi di
    Mal’Aria, il report annuale di Legambiente sull’inquinamento
    atmosferico. Un ritardo che e’ esito di insufficienti
    investimenti, dovuti anche ad un governo nazionale che taglia le
    risorse e indebolisce, anziche’ consolidare, le politiche sulla
    qualita’ dell’aria.

    A rafforzare questo giudizio e’ la doccia
    fredda della nuova procedura di infrazione avviata nei giorni
    scorsi dalla Commissione Europea all’Italia per inadempimento
    della direttiva europea relativa alla riduzione delle emissioni
    nazionali degli inquinanti disciplinati dal protocollo di
    Gothenburg sull’inquinamento transfrontaliero, che si aggiunge a
    quelle gia’ arrivate a sentenza della Corte di Giustizia Europea
    nel 2020 su PM10 e del 2022 per gli NO2, nonche’ all’avvio della
    procedura di infrazione per superamenti dei limiti di PM2,5.

    “Il peso delle infrazioni alle direttive UE in materia ambientale e’ assai gravoso per
    l’Italia, ma lo e’ ancora di piu’ per i cittadini padani, che
    pagano in salute” osserva Barbara Meggetto, presidente di
    Legambiente Lombardia.

    Oltre ai parametri in vigore sui limiti giornalieri per il PM10
    (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni
    all’anno) le tabelle lombarde di Mal’Aria prendono in
    considerazione anche i limiti della nuova direttiva, da
    raggiungere entro il 2030, valori decisamente piu’ stringenti
    degli attuali (20 g/m per PM10, 20 g/m per l’NO2, 10 g/m per
    PM2.5) e per rispettare i quali servira’ un deciso cambio di
    marcia. Il dossier Mal’Aria indica le riduzioni necessarie a
    perseguire i nuovi limiti, con evidenti ritardi da colmare
    quanto prima. Solo Lecco e Varese per il PM10, e Mantova,
    Sondrio e Varese per l’NO2, sono su una traiettoria coerente con
    i traguardi europei di qualita’ dell’aria.

    Come nel resto
    d’Europa, nell’ultimo decennio le emissioni da traffico (NOx) si
    sono ridotte in misura significativa grazie alla normativa
    europea sulle emissioni dei veicoli (-28% nell’ultimo decennio).
    La stessa normativa ha permesso anche di ridurre, seppure in
    misura meno incisiva, le emissioni di PM2.5 (-21%), mentre le
    misure attivate in ambito industriale hanno consentito moderati
    miglioramenti per i vapori di solventi organici, riducendo di
    circa il 18% le emissioni di COV. Nessun miglioramento invece si
    misura per l’ammoniaca (NH3), rimasta invariata su valori
    elevati (circa 80.000 tonnellate anno, emesse per il 96% dal
    settore agricolo e in particolare dagli allevamenti).
    “L’ammoniaca, insieme al metano, sta accrescendo il proprio peso
    relativo sul bilancio delle emissioni, con un effetto rilevante
    sulla qualita’ dell’aria, considerato che si tratta del
    principale precursore gassoso della formazione di particolato
    sottile, mentre il metano e’ all’origine del micidiale smog
    fotochimico, che si sviluppa durante la stagione estiva. La
    Lombardia non deve girare la testa dall’altra parte, ma avviare
    politiche incisive di riduzione dei contributi emissivi che, per
    questi due gas, significa in primo luogo ridurre il numero
    davvero eccessivo di capi allevati nelle grandi stalle
    lombarde”.

    La sola Lombardia libera nell’atmosfera terrestre ben 420.000
    tonnellate di queste sostanze, oltre un quinto del totale
    nazionale (poco meno di 2 milioni di tonnellate secondo i dati
    ISPRA) a cui occorrerebbe aggiungere, sempre per la Lombardia,
    325.000 tonnellate di metano. Gli inquinanti normati dalla
    direttiva, per i quali vengono stabilite delle soglie obiettivo
    (National Emission Ceilngs) in attuazione del Protocollo di
    Gothenburg, sono: il particolato sottile (PM2.5), gli ossidi
    d’azoto (NOx), principalmente generati dal traffico, il diossido
    di zolfo (SO2) che deriva principalmente dal settore industriale
    e della raffinazione petrolifera, le sostanze organiche volatili
    (VOC) che si sprigionano da una pluralita’ di processi
    industriali e in particolare dai solventi, e l’ammoniaca (NH3),
    che invece deriva dall’uso di fertilizzanti agricoli e
    dall’attivita’ di allevamento.

    Per quanto riguarda le emissioni di fonte agricola (ammoniaca) la situazione di
    stagnazione lombarda e’ simile a quella di aree a forte
    intensita’ agrozootecnica europea, come i Paesi Bassi, il nord
    della Germania, la Bretagna e l’Irlanda, dove troppi allevamenti
    intensivi e abusi di fertilizzanti portano a copiosi rilasci di
    composti azotati che ammorbano l’aria e inquinano le acque.

  • Centinaio: “Non abbassare la guardia sull’invasione del fotovoltaico”

    Centinaio: “Non abbassare la guardia sull’invasione del fotovoltaico”

    “Non ho intenzione di abbassare la guardia sullo scempio che il territorio della provincia di Pavia rischia di subire, a causa dell’eccessivo numero di progetti fotovoltaici e agrivoltaici che lo minacciano. Tra questi, mi è stato segnalato recentemente quello che dovrebbe interessare i Comuni di Cigognola e Broni. Per questo, ho presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura per chiedere in che modo intendono tutelare il paesaggio e il suolo agricolo, che rappresentano parte integrante della stessa identità del territorio, della comunità che vi abita e di tutto il Paese”. Lo afferma in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

    “In particolare, gli impianti agrivoltaici nascondono, dietro l’illusione di poter continuare a coltivare quei campi, la realtà di un progressivo abbandono delle colture tradizionali di un’area, con le relative conseguenze sull’economia locale, sul consumo di suolo e sulla perdita di competenze professionali e qualità dei prodotti”, spiega il senatore.

    “Siamo di fronte a un caso di miopia ambientalista, tra l’altro contestata perfino da molte associazioni green. Si guarda all’emergenza del momento, ossia la transizione energetica, senza prestare attenzione ai danni a lungo termine che si rischia di provocare. Per questo, chiedo al governo di coinvolgere maggiormente in queste decisioni le comunità locali e gli enti territoriali, che conoscono bene la loro realtà e possono individuare valide alternative al suolo agricolo, su cui installare gli impianti fotovoltaici”, conclude Centinaio.

  • Busto Arsizio: la “Tommaseo” con la Secondaria “Prandina” sale sul podio del 1° torneo di “Prof in Barattolo”

    Busto Arsizio: la “Tommaseo” con la Secondaria “Prandina” sale sul podio del 1° torneo di “Prof in Barattolo”

    L’Istituto Comprensivo “Nicolò Tommaseo” di Busto Arsizio sale sul podio del torneo cittadino di Analisi Logica con “Prof in Barattolo”.

    L’idea di “Prof in Barattolo” nasce a Busto Arsizio grazie a Lino Pinna, musicista e animatore bustocco, con la Erickson dopo il confronto con insegnanti e ragazzi.

    Parlando del suo progetto spiega: «volevo far giocare come una volta, guardandosi in faccia e scrivendo».

    Da qui l’idea del 1° Torneo cittadino di Analisi Logica “Prof in Barattolo” presentato l’8 ottobre 2025, con una rappresentanza docente della Scuola “Prandina” su iniziativa dell’Assessore alle Politiche Educative, prof.ssa Chiara Colombo, animata dallo slogan «Si impara divertendosi».

    Nel giro di qualche settimana sono partite le sfide interne agli istituti secondari di primo grado cittadini e quindi la finalissima di mercoledì 21 gennaio 2026.

    L’appuntamento è stato presso la Biblioteca comunale, dove si è tenuta la fase conclusiva del torneo di analisi logica, organizzato dall’amministrazione comunale ed indirizzato alle classi terze delle scuole secondarie di I grado di Busto Arsizio.

    Per il nostro Istituto comprensivo, e più specificatamente per la Scuola “Fabrizio Prandina” ha partecipato una squadra composta da alcuni alunni della classe 3D: Ariel Jaramillo, Mia Millan Castro, Federico Maglio, Destiny Osarobo e Vincenzo Santoro, che si sono classificati al secondo posto.

    La Dirigente Scolastica, prof.ssa Cristina Parisini, unitamente alla vicaria della Scuola “Prandina” prof.ssa Manuela Sora, si sono complimentate con i vincitori per il prestigioso riconoscimento, con i partecipanti tutti per l’impegno profuso e con il corpo docente che con professionalità e dedizione ha seguito gli studenti in questa esperienza che si rivede nella Missione nella Vision della Scuola attenta al sconvolgimento delle metodologie ludiche per rendere più accattivante e efficace l’insegnamento curriculare.

    Tornando al racconto e allo svolgimento del 1° Torneo cittadino di Analisi Logica “Prof in Barattolo” va detto che gli alunni, dopo aver superato nei mesi scorsi le fasi del torneo interne alla scuola, accompagnati dalla docente lettere, prof.ssa Chiara Arrigo, hanno vinto i quarti di finale ad eliminazione diretta, la semifinale ed hanno partecipato alla finale arrivando sul podio al secondo posto. La competizione è stata vinta dalla scuola “De Amicis”.

    Gli studenti della Scuola “Prandina” sono stati premiati dall’assessore alle politiche Educative del Comune di Busto Arsizio Chiara Colombo e da Lino Pinna, ideatore del gioco di analisi logica “Prof in barattolo”.

    Giova ricordare che Lina Pinna è stato uno dei protagonisti, ospiti e testimoni della Settimana di Orientamento scolastico che si è tenuta dal 20 al 24 ottobre 2025 presso la nostra Scuola Secondaria di primo grado “Fabrizio Prandina” con il titolo “DIREZIONE FUTURO – Settimana dell’orientamento”.

    Per informazioni sulle iniziative della nostra Scuola si rimanda al portale web della scuola (www.tommaseobusto.edu.it), al canale Youtube (link) della scuola, al giornale on line “BTP” (link) e alla pagina social https://www.facebook.com/icnicolotommaseobusto, il Canale WhatsApp (link) e il Canale Telegram (link). Per informazioni in presenza l’Istituto Comprensivo «Nicolò Tommaseo» è in Via R. Sanzio 9 a Busto Arsizio, per appuntamenti telefonare 0331 631350 o scrivere a vaic85500d@istruzione.it.