Categoria: Territorio

  • Parco Ticino: venerdì 28 febbraio evento MAB Unesco in Villa Castiglioni

    Parco Ticino: venerdì 28 febbraio evento MAB Unesco in Villa Castiglioni

    Essere parte di una Riserva di Biosfera significa vivere o lavorare in un territorio cui l’UNESCO ha riconosciuto a livello internazionale caratteristiche d’eccezionalità, dove uomo e natura custodiscono la capacità di convivere in equilibrio, promuovendo il benessere delle comunità residenti accanto alla salvaguardia del patrimonio naturalistico, storico, architettonico, culturale.

    Per questa ragione, il Parco Lombardo della Valle del Ticino, assieme al Parco Regionale Campo dei Fiori e altri enti gestori della Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano (l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore e il Parco Nazionale della Val Grande), si è fatto promotore nello scorso giugno di un progetto volto a mettere a disposizione del territorio una serie di strumenti informativi, di comunicazione e di formazione utili a coloro che vogliano farsi portatori a propria volta dei valori connessi al possesso di questo prezioso riconoscimento.

    L’iniziativa, cofinanziata dalla Regione Lombardia, verrà presentata per la prima volta venerdì 28 febbraio 2025 alle ore 9.30 durante l’evento di lancio che si terrà presso Villa Castiglioni a Pontevecchio di Magenta (MI) – in occasione del quale si terrà anche l’avvio del percorso di formazione relativo alle opportunità derivanti dall’appartenenza alla Riserva MAB UNESCO previsto nell’ambito del progetto stesso.

    Saranno presenti:

    Francesca Caruso – Assessore alla Cultura, Regione Lombardia

    Marco Gallo – Assessore con delega alle Aree Protette, Regione Piemonte

    Ismaele Rognoni – Presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino

    Giuseppe Barra – Presidente del Parco Regionale Campo dei Fiori

    Luigi Spadone – Presidente del Parco Nazionale della Val Grande

    Erika Vallera – Commissaria dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore

  • ForestaMi, 700 nuove piante a Corbetta

    ForestaMi, 700 nuove piante a Corbetta

    Forestami, l’iniziativa che si propone di coinvolgere tutti, cittadine, cittadini, comunità locali, istituzioni, associazioni e aziende nella responsabilità di mitigare il cambiamento climatico attraverso la piantagione di 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030 a Milano e nel territorio della Città metropolitana di Milano, arriva nel Comune di Corbetta con una nuova piantagione collettiva.

    Ieri, sabato 22 febbraio, gli abitanti di Corbetta hanno partecipato alla messa a dimora delle ultime piantine del progetto di via Croce, un impianto complessivo di 700 piante, di cui 490 alberi e 210 arbusti, su un’area di 6.600mq.

    “Oggi Corbetta compie un altro passo verso un futuro più verde con la piantumazione di nuovi alberi. Grazie all’iniziativa Forestami, stiamo arricchendo il nostro Bosco Urbano, migliorando la qualità dell’aria e la vivibilità della nostra città. Un grazie a tutti i cittadini che hanno partecipato a questo evento. Insieme stiamo creando un ambiente più sano e sostenibile per le generazioni future” ha dichiarato il Sindaco di Corbetta Marco Ballarini.

    Nell’area oggetto di intervento attualmente è presente un prato, situato nella parte sud del Bosco Urbano di Corbetta. Questa zona, dal particolare valore naturalistico-ambientale, è già dotata di una componente arborea e arbustiva molto importante, connettendo la campagna con il tessuto urbano.

    L’intervento di Forestami ha l’obiettivo di integrare e completare la forestazione a nord del bosco urbano, realizzata circa vent’anni fa. L’impianto arboreo e arbustivo vedrà altezza e profondità variabili per una funzione non solo estetica e naturalistica ma anche di controllo degli agenti inquinanti e di protezione dal rumore. Oltre alle specie autoctone verranno utilizzate alcune specie resistenti a prolungati periodi siccitosi come ad esempio il pino silvestre.

    Il progetto di forestazione è a cura della Cooperativa Demetra che si prenderà cura dell’area e delle piante per i prossimi cinque anni.

    Tra le principali specie arboree utilizzate vi sono il pino silvestre, il tiglio selvatico, il carpino bianco, il ciliegio e la roverella; gli arbusti che cresceranno qui sono il corniolo, l’evonimo europeo, il nocciolo, la sanguinella e il viburno.

  • Lombardia, siti orfani da risanare. Investimento da 65 mil di euro. Ci sono Bià, Boffalora, Turbigo, Morimondo

    Lombardia, siti orfani da risanare. Investimento da 65 mil di euro. Ci sono Bià, Boffalora, Turbigo, Morimondo

    Risulta conclusa la progettazione per la bonifica di tutti i 18 siti orfani della Lombardia interessati da un investimento complessivo di 65 milioni di euro (51 milioni previsti dal Pnrr e 14 milioni di fondi della Regione Lombardia).

    È quanto emerso dall’aggiornamento comunicato oggi dall’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione.

    Come ‘siti orfani’ si intendono aree inquinate in cui non è individuabile un responsabile della contaminazione o lo stesso non agisce o, comunque, dove un percorso per la bonifica è stato avviato ma mai concluso, anche eventualmente da soggetti incolpevoli (es. proprietario).

    “Il Pnrr – ha detto Maione – prevede la riqualificazione di almeno il 70% della superficie del suolo dei siti orfani entro il primo trimestre del 2026. I tempi sono stretti, ma l’intervento della Regione è stato puntuale e mirato a rispettare il crono programma. Si tratta di un piano di bonifiche straordinario che sta dando risposte che i territori attendono da decenni”.

    “Sono bonifiche molto complesse – ha aggiunto l’assessore regionale all’Ambiente – sia sotto il profilo tecnico che amministrativo. Ogni situazione presenta delle criticità, ma il lavoro con il Governo e con i Comuni è efficace e vogliamo arrivare a un obiettivo che è strategico per il futuro della Lombardia: risanare aree che in molti casi erano considerate perse”.

    Per 14 siti Regione sta intervenendo direttamente, per tramite di ARIA Spa, mentre per due interventi procedono direttamente i Comuni interessati, Milano e Cesano Maderno; nei due siti ulteriori è stata riattivata l’azione del privato.

    Rispetto ai siti in capo alla Regione Lombardia, ARIA Spa ha recentemente pubblicato una gara per 4 siti (scadenza offerte 10 marzo) e procederà a breve per ulteriori 6 siti. Gli altri interventi risultano conclusi o di prossimo completamento.

    Qui di seguito i ‘siti orfani’ suddivisi per provincia con relativo aggiornamento.

    Provincia di Milano:

    Milanfer, il soggetto attuatore esterno è il Comune di Milano e l’intervento dovrebbe concludersi entro il 2025.

    Abbiategrasso, area ex Inceneritore. Area dismessa di proprietà comunale adibita ad impianto di incenerimento rifiuti urbani. L’inquinamento del sito riguarda il suolo, in particolare per la presenza di metalli. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei rifiuti presenti e la messa la messa in sicurezza permanente dell’area, attraverso il capping di impermeabilizzazione delle superfici.

    Boffalora Sopra Ticino, sversamento SS11 – sinistro del 23/11/2006. Battistrada della ex SS 11 contaminato da idrocarburi a seguito di uno sversamento accidentale. Il procedimento di bonifica era fermo al collaudo che aveva evidenziato ancora superamenti; pertanto, si è proceduto al rifacimento del collaudo in contradditorio con Arpa che ha evidenziato l’assenza dei superamenti rilevati in passato. L’intervento di bonifica risulta concluso e certificato; è stato affidato ad ARIA S.p.A. l’incarico per procedere con la rinaturazione dell’area come da prescrizione del Parco del Ticino.

    Morimondo, ex SIECAM. L’area industriale è attiva ed è composta da due corpi fabbrica principali uniti tra loro: capannone produttivo e edificio ad uso uffici. Attualmente sul sito opera la società Eurosat Srl (affittuario non responsabile) che si occupa della satinatura di tubi in acciaio inox. Il procedimento di bonifica era stato avviato nel 2003 a seguito di ordinanza sindacale che ordinava alla società SIECAM la rimozione dei rifiuti abbancati e lo svolgimento delle indagini ambientali, a seguito delle quali sono risultati contaminati i suoli per il parametro idrocarburi pesanti. Dalle indagini passate presenti agli atti e da quelle svolte nell’autunno 2023 sono stati individuati 4 hotspot di contaminazione per cui il progetto di bonifica prevede la rimozione tramite scavo e smaltimento di 3 hotspot ad eccezione di uno per cui è stata elaborata l’analisi di rischio che ha evidenziato l’assenza di rischio per la salute umana. È stato affidato l’incarico ad ARIA al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. Si ipotizza la gara entro marzo.

    Sesto San Giovanni, Area Sacri. Area industriale/artigianale dismessa. L’ultima attività svolta sull’area era quella di Falegnameria svolta a partire dagli anni ’50, in precedenza era un’area industriale che lavorava i metalli e prima ancora un’azienda che produceva bacchette per ombrelli. L’area è interessata da contaminazione dei suoli per i parametri idrocarburi nella zona ove erano ubicati i serbatoi per il riscaldamento e per la presenza di scorie. È stato affidato l’incarico ad ARIA al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. Si ipotizza la gara entro marzo.

    Sesto San Giovanni, Area Viale Italia 936. Area industriale dismessa dove veniva svolta lavorazione di carpenteria metallica. L’area dall’avvio del procedimento di bonifica, avvenuto nel 2010 a seguito di indagini ambientali funzionali al cambio di destinazione d’uso, è stata oggetto di conferimento di rifiuti derivanti da lavori di edilizia. La contaminazione riguarda i suoli per i parametri metalli ed idrocarburi. Nel 2023 sono state svolte delle indagini integrative al fine dell’aggiornamento del progetto di bonifica e la caratterizzazione dei rifiuti presenti sull’area. È stato affidato l’incarico ad ARIA al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. Si ipotizza la gara entro marzo.

    Turbigo, Area Agricola Molinara. Intervento in capo ai privati.

    Vimodrone, Area Nova–Elfe. Ex Discarica E.C.A. Trattasi di un’area di discarica ante-norma con presenza di rifiuti solidi di viario genere e attualmente area oggetto di insediamenti abusivi. Risultano contaminati i terreni da metalli pesanti e composti organici e risultano superamenti in falda per i solventi clorurati non sono imputabili alla discarica in quanto rilevati anche nei piezometri di monte idrogeologico e imputabili ad inquinamento diffuso. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente tramite chiusura superficiale e ripristino ambientale del sito e il monitoraggio post operam dei biogas. ARIA ha pubblicato il bando di gara in data 05.02.2025. E’ stato nel frattempo necessario procedere allo sgombero degli abusivi presenti.

  • Due culture per mano: all’IC Fontana, ma non solo, sono tornati i Giapponesi

    Due culture per mano: all’IC Fontana, ma non solo, sono tornati i Giapponesi

    L’incontro con la realtà nipponica per la scuola Santa Caterina di Magenta è ormai una tradizione. Ma quest’anno il progetto si è ampliato: la prima novità ha riguardato la partecipazione di un numero maggiore di studentesse rispetto allo scorso anno, la seconda l’estensione della partecipazione perché la delegazione è andata alla primaria “Leonardo da Vinci” di Robecco e anche alla scuola dell’Infanzia “Fornaroli” di Magenta.

    Tre giorni intensi, dal 17 al 19 febbraio, per le nove studentesse giapponesi che hanno potuto osservare lezioni tenute dalle insegnanti di Inglese L2 con metodologia CLIL. Una ventina nel complesso i momenti di interscambio nelle classi, come spiega Ornella Lombardi, referente del progetto “IC Fontana meets Japan”: “Divise in piccoli gruppi, le studentesse del terzo anno di università prima hanno osservato le nostre insegnanti di Inglese e successivamente hanno attuato una loro proposta ludico-didattica. La metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) prevede l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari in una lingua straniera veicolare e le studentesse hanno preparato una piccola lezione con attività legate alla loro cultura, coinvolgendo tutti gli alunni”.

    “È stata un’entusiasmante esperienza di scoperta umana e culturale. Nella convinzione che l’incontro con l’altro sia sempre fonte di grande arricchimento, ringrazio i docenti e gli allievi delle classi che si sono resi disponibili per accogliere, come da tradizione, la delegazione della Sugiyama Jogakuen University di Nagoya”. Queste le parole del Dirigente Scolastico Davide Basano dell’IC “Carlo Fontana” cui si aggiungono quelle di Giusi Grassi, responsabile del plesso di Magenta:
    “Il grande lavoro di organizzazione e gestione ha visto l’impegno di insegnanti e personale scolastico e la collaborazione con l’università nipponica che dura da diversi anni consolida il legame culturale tra i nostri due mondi oltre che accrescere le competenze di tutti”.

    Scuola ma non solo scuola, perché le ragazze sono state invitate anche dall’ASD Judo Sakura di via San Martino ad assistere ad una lezione di Judo.
    Anche quest’anno la delegazione è stata accompagnata dalla professoressa Adachi Rie della Sugiyama Jogakuen University, School of Education Department of Child Development di Nagoya e accolta dalla professoressa Silvia Minardi, docente ed esperta di metodologia e didattica delle lingue straniere, che a marzo sarà all’Università di Nagoya a tenere una conferenza.
    “Sayonara”, quindi, mentre per le studentesse la prossima e ultima tappa prima di rientrare sarà Ravenna.

    A proposito di Sol levante, oggi venerdì 21 febbraio alle 19.30 Magenta in Casa Giacobbe ospiterà il Professor Naohisa Yahagi, noto in tutto il mondo per il suo contributo pionieristico nel campo della Gastroenterologia. Accolto dal Dott. Pietro Gambitta, Direttore della Gastroenterologia della ASST Ovest Milanese, il Professor Yahagi terrà una conferenza. L’incontro è organizzato con il patrocinio del Comune di Magenta e con il contributo della Fondazione degli Ospedali.

  • Per gli ambasciatori del futuro è stata un’esperienza “meravigliosa, arricchente e formativa”

    Per gli ambasciatori del futuro è stata un’esperienza “meravigliosa, arricchente e formativa”

    “È stato meraviglioso vedere i loro occhi brillare quando hanno parlato e gli altri capivano e così vederli più sicuri nelle commissioni e più sciolti è stata una sorpresa per me, ma soprattutto per loro”, racconta la professoressa Michela Anselmo, promotrice del progetto dell’Istituto Alessandrini-Mainardi di Vittuone che li ha accompagnati.

    Gli studenti hanno partecipato all’apertura della Conferenza all’ONU e poi si sono divisi in commissioni e sottocommissioni per procedere con il lavoro per cui erano preparati fin dallo scorso novembre insieme agli altri ragazzi provenienti da tutto il mondo: “trovare una proposta di soluzione rispetto ad una problematica, trovare un valido compromesso rispetto alle diverse posizioni presentate cercando di capire quale consenso si potesse raccogliere dagli omologhi degli altri Paesi e redigere un documento conclusivo”.

    Il 30 gennaio erano partiti carichi di aspettative che non sono state tradite. Da quel “ho paura di sbagliare a parlare in classe” detto sottovoce da qualcuno dei ragazzi al “là mi sono buttato e gli altri ragazzi mi capivano”, annunciato con entusiasmo. Un bel risultato personale “perché ha messo in campo una competenza di cui si è reso consapevole – spiega la professoressa -, motivo in più per un progetto valido per le competenze linguistiche e relazionali oltre che per il contenuto e che i ragazzi hanno già espresso di voler ripetere”.

    Nel corso del soggiorno non sono mancate le visite ai luoghi iconoci della Grande Mela e “anche io ho visto la città con gli occhi dei ragazzi”, chiude la prof. Anselmo.
    E per qualcuno si conferma il sogno di voler migliorare il mondo con la diplomazia.

  • Ambiente. Nel Novarese un progetto innovativo per ottimizzare l’acqua

    Ambiente. Nel Novarese un progetto innovativo per ottimizzare l’acqua

    Un modello di gestione integrata e circolare dell’acqua, basato su un sistema di utilizzo “a cascata” che massimizza l’efficienza della risorsa, con un focus particolare sul recupero, il riutilizzo e lo stoccaggio dell’acqua. Questo il focus del progetto pilota presentato dal gruppo di lavoro Assoreca (l’Associazione che rappresenta le aziende che operano nei settori dell’ambiente, sicurezza, energia, salute e responsabilità sociale in Italia) coordinato da Proger.

    Il progetto pilota per la sostenibilità idrica territoriale realizzato nel Novarese consta di quattro tipologie di intervento principali, derivate da una analisi approfondita del territorio novarese: il recupero e l’utilizzo di acque di depurazione o di processo industriale, lo stoccaggio di acqua in piccoli invasi artificiali, l’iniezione di acqua nel sottosuolo per la ricarica della falda e la chiusura del ciclo delle acque di processo industriale per ridurre i prelievi da acquedotto e la falda.

    Si tratta di accantonare l’acqua quando questa è disponibile in abbondanza, per poi riutilizzarla nei periodi in cui la domanda supera l’offerta. Questo sistema necessita quindi di una fonte di alimentazione (che a seconda degli specifici interventi consiste in un corpo idrico superficiale o in un depuratore) dalla quale prendere i volumi d’acqua da stoccare in un serbatoio (invaso artificiale o falda) per essere poi utilizzate per l’agricoltura mediante opere di canalizzazione o pozzi (in parte esistenti, in parte da realizzare). A seconda delle specificità del singolo intervento, il progetto è ovviamente corredato da un insieme di opere e manufatti che servono per collegare tra loro le diverse componenti del sistema e per collegare il sistema al territorio (in entrata e in uscita). In un contesto di resilienza e circolarità non poteva non essere fatto ricorso a forme di alimentazione energetica da fonti rinnovabili (fotovoltaico, minihydro), così come per le opere di impermeabilizzazione egli invasi la preferenza è stata data, per quanto possibile, a materiali ecocompatibili.

    “Le soluzioni sviluppate nel progetto pilota sono state concepite per lo specifico territorio di intervento – ha spiegato Marco Sandrucci, Head of Enviroment & Geology Department di Proger – ma il loro approccio modulabile e scalabile le rende replicabili in diversi contesti. Il sistema prevede l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e materiali ecocompatibili, in linea con i principi di sostenibilità ambientale”.

    Questo modello si propone come intervento utile, quando non necessario per affrontare le sfide del cambiamento climatico. I risultati del progetto pilota assumono particolare rilevanza alla luce degli effetti sempre più evidenti delle variazioni climatiche, che alterano la distribuzione stagionale delle piogge e aumentano il rischio di siccità e alluvioni. Sfruttando questo progetto pilota, Proger ha anche avuto modo di verificare e rendere tangibile l’interesse del mondo finanziario a progetti che offrono soluzioni di finanziamento “green” e possono, in modo efficace, mettere l’imprenditoria industriale e soprattutto agricola, in condizione di potersi dotare di soluzioni per la resilienza delle proprie attività quali quelle testate e messe a punto nel corso del progetto pilota stesso.

    “Il modello proposto da Proger offre un valido strumento per affrontare le sfide del clima – ha aggiunto Sandrucci – promuovendo una gestione resiliente e sostenibile delle risorse idriche”.

    Il progetto pilota del gruppo di lavoro Assoreca guidato da Proger dimostra la necessità di un approccio olistico che coinvolga agricoltura, industria, urbanizzazione, finanza e tessuto sociale per garantire la protezione e la riqualificazione del territorio in un contesto di cambiamenti climatici sempre più critico.

  • Città metropolitana:   al lavoro il tavolo che monitora l’andamento delle iscrizioni negli Istituti secondari di secondo grado

    Città metropolitana: al lavoro il tavolo che monitora l’andamento delle iscrizioni negli Istituti secondari di secondo grado

    Come ogni anno il settore programmazione ed edilizia scolastica della Città metropolitana di Milano ha organizzato quattro incontri con i dirigenti scolastici e l’ufficio scolastico territoriale per verificare i dati relativi all’andamento delle iscrizioni e gestire eventuali esuberi negli Istituti secondari statali di secondo grado del territorio.

    Licei scientifici, licei artistici, istituti tecnici a indirizzo tecnologico e licei delle scienze sociali sono stati i protagonisti dei tavoli che rappresentano uno strumento di raccordo per consentire alle scuole di disporre di dati sulle disponibilità necessari per gestire al meglio l’eventuale smistamento delle iscrizioni in eccesso.

    Dal confronto è emerso che non vi sono particolari criticità nei licei artistici e negli istituti tecnici a indirizzo tecnologico; le problematiche riguardanti i licei scientifici possono essere governate in ambito milanese senza il coinvolgimento delle scuole dei Comuni di prima fascia, invece per i licei delle scienze umane sarà necessario mettere in campo una strategia su scala metropolitana.

    La Città metropolitana di Milano approva ogni anno il Piano dell’offerta formativa per le 105 scuole secondarie di secondo grado del territorio metropolitano, autorizzando nuovi corsi di studio che consentono di distribuire l’offerta formativa in modo omogeneo sul territorio, tenendo conto anche della capacità ricettiva degli edifici.

    I tavoli rappresentano anche per la Città metropolitana l’opportunità per comprendere quali sono le richieste dell’utenza e programmare con le scuole nel piano dell’offerta formativa l’inserimento di nuovi corsi che consentono di dare una risposta alle esigenze del territorio.

    Così commenta il consigliere delegato all’edilizia scolastica Roberto Maviglia: “Stiamo lavorando per affrontare e superare le criticità riscontrate, sono confidente che in una decina di giorni il lavoro che metteranno in campo le scuole permetterà di dare risposte positive alle studentesse e gli studenti. La collaborazione con i dirigenti scolastici e l’ufficio scolastico è massima e li ringrazio pubblicamente per l’impegno profuso insieme ai nostri uffici. Questi tavoli si sono resi necessari in quanto in controtendenza rispetto al trend nazionale, la popolazione studentesca della città metropolitana di Milano ha avuto una notevole crescita negli anni scorsi passando nel quinquennio dai circa 110.000 studenti ai 115.000 studenti nell’anno scolastico 2020-2021 e non si registrano flessioni significative. Il tema degli esuberi pertanto è ancora attuale”.

    *Nella zona omogenea del Magentino Abbiatense gli studenti che frequentano gli Istituti Superiori sono 6.511, nell’ambito territoriale dell’Alto Milanese 9.902

    VEDI LINK:

    https://www.cittametropolitana.mi.it/infrastrutture/scuole/osservatorio_scolarita/Anno_scolastico_2023_2024

  • La musica per ricordare. Il liceo musicale nel pomeriggio suona alla Sacra Famiglia

    La musica per ricordare. Il liceo musicale nel pomeriggio suona alla Sacra Famiglia

    Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 12 febbraio, alle ore 15.15 presso l’Oratorio Sacra Famiglia in via Cadorna 12 gli studenti del liceo Quasimodo proporranno un momento di musica e parole per ricordare. Pagine di Primo Levi, Veronique Tadjo, Marco Cortesi alternati a brani di Saint-Saens, Haendel, Nicola Piovani faranno da accompagnamento alle immagini che hanno segnato la Storia, anche recente.

    Un filo conduttore che porta con sé la necessità di alimentare la consapevolezza dei fatti accaduti. “L’idea è di attraversare i genocidi partendo dalla Shoah, attraversando Rwanda, ex Jugoslavia e Yazidi per tornare su Israele e Palestina”, spiega la professoressa di Lettere Federica Franchi.
    Un viaggio difficile ma necessario a stimolare la consapevolezza contro il negazionismo e la leggerezza. “Il racconto del buio dei lager, il desiderio di normalizzare la violenza in Rwanda, il ritorno della disumanità in Europa, il coraggio della testimonianza delle donne Yazide”. Ma alla Storia si lega il sogno della pace tra Israele e Palestina.

    Il pomeriggio di riflessione attraverso musica e testi “propone la collaborazione tra i diversi indirizzi del liceo Quasimodo, classico, scienze umane e musicale del quale saranno coinvolti i ragazzi di tutti gli strumenti”, precisa il professor Andrea Di Vincenzo.
    E per questo appuntamento è stato scelto un manifesto particolare: la bambina con la valigia, immagine icona del dramma degli esuli istriani, dei sopravvissuti al dramma delle foibe, il cui Ricordo si è celebrato lunedì 10 febbraio.
    Un invito non solo a pensare, ma anche a costruire la Pace.

  • All’Istituto Ravizza di Novara a lezione con Massimo Montanari

    All’Istituto Ravizza di Novara a lezione con Massimo Montanari

    “Il cibo è cultura” è il titolo della lectio magistralis che Massimo Montanari, storico e saggista di fama mondiale, ha tenuto agli allievi delle classi finali del corso di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera dell’Istituto Giuseppe Ravizza, giovedì 6 febbraio presso l’Aula Magna Bonfantini.

    Il professore, ordinario di Storia Medievale e specialista di Storia dell’Alimentazione all’Università di Bologna, ha approfondito il rapporto tra il cibo, l’alimentazione e la cultura, elementi distintivi di qualsiasi civiltà del passato e del presente, stimolando una raffica di domande fra gli studenti, incuriositi dalle lettura in chiave antropologica di un argomento cruciale per il loro corso di studi.

    Montanari, partendo dai fondamentali su cosa si intenda per cibo e cultura, ha spiegato agli studenti che “il cibo non è qualcosa di cui ci si abbellisce mentre si fanno bei discorsi a tavola, ma è cultura in sé. La cultura è frutto di una scelta e le diverse civiltà hanno sempre sistematicamente scelto cosa mangiare. Ciò che si mangia, poi, è importante, ma lo è altrettanto come viene preparato e servito: insomma, mai trascurare il contesto ambientale. La foto al solo piatto è arte visiva, non arte gastronomica”.

    Per la Dirigente Scolastica dell’Istituto Fulvia Carbonera, che ha aperto i lavori, “questo incontro conferma la spinta dell’Istituto a crescere, grazie a proposte culturali di alto livello”.

    L’incontro è stato un’occasione formativa non solo dal punto di vista culturale ma anche della pratica professionale per gli studenti di tutte e tre le articolazioni dell’Istituto, che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento, affiancati dai loro docenti. In particolare, le classi 3A e 3B Cucina, insieme alla 4A e 5A Sala, hanno curato il servizio del momento conviviale successivo all’incontro; la 4 Accoglienza si è occupata degli ospiti e della predisposizione dei materiali distribuiti.

    L’Istituto Professionale Statale G. Ravizza ringrazia la Casa Editrice Laterza, La Fondazione di Intra Onlus e il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola per il sostegno alle iniziative culturali promosse dall’Istituto, oltre a ringraziare sentitamente tutte le persone intervenute.

  • Ricambio generazionale in agricoltura: al via il progetto di Cia Centro Lombardia e INSOR

    Ricambio generazionale in agricoltura: al via il progetto di Cia Centro Lombardia e INSOR

    Il settore agricolo, tradizionalmente una colonna portante dell’economia e della cultura italiana, sta affrontando una sfida cruciale: il ricambio generazionale. La mancanza di giovani che scelgono di intraprendere una carriera nell’agricoltura mette a rischio la sostenibilità delle aziende agricole e contestualmente la continuità e la sopravvivenza di un sistema economico, ambientale, alimentare, sociale e culturale nazionale che ha nel mondo agricolo il suo primo baluardo e promotore.

    Per affrontare questa situazione e poter studiare delle soluzioni efficaci, è necessario comprendere le motivazioni, le difficoltà e le opportunità legate a questo fenomeno, attraverso un progetto che coinvolga direttamente i protagonisti del settore agricolo.

    In questo contesto, Cia Agricoltori Italiani Centro Lombardia e INSOR – Istituto Nazionale di Sociologia Rurale, hanno avviato il progetto Coltivare futuri: giovani, agricoltura e innovazione che ha lo scopo, attraverso lo scambio di esperienze e raccolta di dati e informazioni tra i protagonisti di oggi e di domani, di delineare le basi per un futuro in cui i giovani possano vedere nell’agricoltura un’opportunità di crescita personale e professionale.

    Cia Agricoltori Italiani Centro Lombardia e INSOR intendono comprendere il fenomeno giovani-agricoltura-futuro attraverso l’analisi e l’interpretazione dei dati disponibili (fonti ufficiali e big data) per creare uno scenario evolutivo da condividere con gli studenti, gli agricoltori e gli stakeholder, coinvolgendoli inizialmente attraverso dei questionari, successivamente scambiando con loro punti di vista ed esperienze in modo strutturato e dando vita ad una strategia di territorio condivisa.

    I questionari sono cinque e sono creati in funzione del target di riferimento e delle informazioni che si vogliono raccogliere. I destinatari sono gli studenti degli istituti agrari, gli apprendisti del settore agricolo, gli agricoltori con figli che lavorano in azienda o con figli che hanno scelto strade professionali diverse, i figli di agricoltori che lavorano nell’azienda di famiglia, i figli di agricoltori che hanno scelto altre professioni.

    Attraverso il questionario compilato dagli studenti degli istituti agrari si vuole comprendere le loro aspirazioni professionali e la percezione dell’agricoltura come opportunità di carriera. Con il contributo degli apprendisti del settore agricolo si analizzeranno le esperienze formative e lavorative dei giovani già coinvolti nel settore. L’apporto degli agricoltori con figli sarà quello di fornire la propria esperienza dal punto di vista di chi vive il passaggio generazionale come genitore. I figli di agricoltori che lavorano nell’azienda racconteranno invece quali sono le sfide e le motivazioni nel continuare l’attività agricola di famiglia, mentre i figli di agricoltori che non lavorano nel settore agricolo spiegheranno i motivi dell’allontanamento dall’agricoltura.

    Per Cia Agricoltori Italiani Centro Lombardia e INSOR il progetto Coltivare futuri: giovani, agricoltura e innovazione rappresenta un’importante occasione per rafforzare il messaggio dell’importanza del ruolo dell’imprenditore agricolo all’interno di un contesto economico in evoluzione nel quale, il settore agricolo, gioca e giocherà un ruolo sempre più centrale per la competitività dei territori e dell’Italia stessa.

    In questo momento storico la presa di coscienza di questa opportunità da parte delle nuove generazioni è fondamentale.