Categoria: Territorio

  • Il Consorzio Garda Chiese in visita al Panperduto

    Il Consorzio Garda Chiese in visita al Panperduto

    Il Consorzio di bonifica Garda Chiese si è recato in visita all’impianto idraulico di Panperduto.

    Ad accogliere la rappresentanza proveniente da Mantova il Direttore Generale Valeria Chinaglia e i tecnici del Servizio Idrometrico di ETVilloresi, che hanno spiegato agli ospiti, estremamente interessati e rapiti dalla bellezza dei luoghi, il sistema irriguo dell’Est Ticino e le specificità di un Consorzio di bonifica che ha il suo headquarter in una metropoli come Milano.

    La visita ha rappresentato una bella occasione di scambio e confronto tra realtà alle prese con problematiche comuni interessanti la gestione delle risorse idriche e del territorio in tempi di cambiamenti climatici.

  • Premiate le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Ticino

    Premiate le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Ticino

    Lo scorso 28 settembre si è svolto a Crema il consueto raduno regionale annuale delle GEV, le Guardie Ecologiche Volontarie.

    Una grande festa alla quale hanno partecipato anche le GEV del Parco del Ticino, che hanno ottenuto importanti riconoscimenti da parte di Regione Lombardia.
    Per la prima volta , infatti , un Ente è stato premiato per aver organizzato il miglior corso di formazione dell’anno, con il maggior numero di candidati GEV promossi degli ultimi anni. Per questo motivo è stata premiata Alessia Spada , formatrice GEV del Parco del Ticino.

    “Sono lusingata per il premio ricevuto, davvero inaspettato. E’ la prima volta che Regione istituisce questo premio. Desidero ringraziare tutte le GEV del Parco per la passione, la dedizione e l‘impegno che mettono a disposizione delle comunità, a tutela dell’ambiente e del nostro Parco. Grazie a loro questa estate siamo riusciti a contenere situazioni estreme dovute alla fruizione di spiagge e boschi che assume caratteristiche devastanti per l’abbandono dei rifiuti: un lavoro prezioso, spesso svolto dietro le quinte e che in molti casi si trasmette di generazione in generazione. E’ il caso della famiglia composta da Gian Paolo Morone, Marco Morone Marco ed Elisa Cusaro, premiata da Regione, così come le due GEV Mario Ceresa Mario e Franco De Tomasi Franco, per aver dedicato oltre MILLE ore del proprio tempo alla pulizia di spiagge e boschi”, conclude Alessia Spada.

    “E’ un motivo di orgoglio e di grande onore, per tutta la comunità del Parco, il premio attribuito alle nostre GEV da Regione Lombardia. Due di loro hanno avuto il premio “GEV dell’anno”, tre sono state premiate come “nucleo famigliare” (padre, figlio e compagna del figlio tutti GEV) e Alessia, sempre per il nostro ente, premiata per il miglior corso. Siamo tutti fieri di voi”, ha dichiarato il consigliere Massimo Braghieri.

  • Parco del Ticino: l’esito della seconda edizione del ‘Bando Foreste’

    Parco del Ticino: l’esito della seconda edizione del ‘Bando Foreste’

    E’ online l’esito del progetto “Azioni per il clima: bando foreste”, l’iniziativa promossa dal Parco per avviare nuove azioni concrete di mitigazione dei cambiamenti climatici che porterà entro il 2026 alla realizzazione di 20 ettari di nuovi boschi in aree comunali all’interno del Parco del Ticino, così da raggiungere, a 50 anni dalla nascita del Parco, l’obiettivo di aver creato nuovi boschi con un nuovo albero per ogni abitante.

    Un investimento iniziale di cinquecentomila euro per le aree forestali realizzate ad Abbiategrasso, Pavia, Cassolnovo e San Martino Siccomario, Comuni che hanno messo a disposizione aree pubbliche per tali interventi, oltre ad altri interventi realizzati con altri fondi, sempre allo scopo di mitigare gli effetti della crisi climatica, che dal 2022 ad oggi hanno portato alla realizzazione di più di 12 ettari di nuove aree a bosco o siepi boscate nei comuni del Parco, con oltre 25mila specie arboree e arbustive piantate come la farnia, il cerro, il carpino bianco, il ciliegio, l’olmo campestre, l’acero campestre, il frassino maggiore.
    E tra le arbustive il pallon di maggio, il biancospino, la ginestra, il ligustro, il corniolo, il sanguinello, l’evonimo.

    A questa prima fase seguirà un ulteriore stanziamento di un milione di euro da parte del Parco del Ticino per proseguire nel progetto nei prossimi due anni.

    Il Parco del Ticino si occupa dalla sua fondazione nel 1974 di conservazione e recupero degli ecosistemi, nella loro complessità: acque, aria, suolo, vegetazione e fauna. Ma negli ultimi anni, a questa predisposizione che si potrebbe definire genetica su attività di forestazione, si è imposta una più forte e chiara presa di coscienza di come queste attività siano fondamentali per affrontare la crisi climatica globale in atto. Il Documento Unico di Programmazione 2021 del Parco, così come approvato dalla Comunità del Parco ha infatti individuato tra i cinque assi portanti della proprie politiche le “Azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici”.

    Per aumentare il proprio impegno nella mitigazione del cambiamento climatico, dall’inverno 2022 il Parco del Ticino sta realizzando nuovi boschi in aree individuate e messe a disposizione dai Comuni del territorio che ne riacquisiranno la gestione dopo 5-7 anni, una volta terminate le cure colturali

    Il Bando “Azioni per il clima: Bando Foreste” era rivolto a tutti i Comuni ed agli Enti pubblici non economici del territorio che intendessero collaborare all’iniziativa mettendo a disposizione proprie aree dove effettuare le piantagioni. La realizzazione delle opere sarà a cura e spese del Parco del Ticino, con la collaborazione di ERSAF.

    “Il nostro progetto “Azioni per il clima: bando Foreste”, interamente finanziato dal Parco del Ticino – spiega il consigliere delegato del Parco Massimo Braghieri – ha avuto lo scopo di creare e incrementare i servizi ecosistemici che i boschi possono dare e di portarli il più possibile in prossimità dei centri abitati. Questi servizi vanno dalla fissazione del carbonio atmosferico all’assorbimento degli inquinanti atmosferici, dalla riduzione delle cosiddette bolle di calore al contrasto degli allagamenti durante gli eventi atmosferici, dalla realizzazione di nuovi ecosistemi fino al miglioramento del benessere delle persone che, in presenza di aree verdi, è risaputo che stiano meglio. Ora, giunti quali al termine di quel progetto e visto i buoni risultati ottenuti, ripresenteremo un nuovo bando per continuare su questa strada”

    Il progetto fin qui realizzato, che sarà presnetato nell’ambito della Fiera di Abbiategrasso il prossimo 20 ottobre, è ora consultabile online a questo link: https://ente.parcoticino.it/natura-e-paesaggio/ecosistemi-e-biodiversita/foreste-del-parco/azioni-per-il-clima-bando-foreste/

    All’ingresso delle nuove aree a bosco, il Parco del Ticino posizionerà una apposita cartellonistica dove grazie al Qrcode collegato al sito del Parco si possono avere in tempo reale tutte le informazioni sull’intervento di riforestazione di quel Comune, una sorta di “carta d’identità” delle specie arboree piantumate in quell’area. Una nuova esperienza per restare connessi con il nuovo habitat, amarlo e rispettarlo.

    In particolare sui terreni messi a disposizione dai Comuni, ad Abbiategrasso: in via Alighieri è stato realizzato un bosco di 3.200 mq di cui 2.300 mq di nuovo bosco e 900 mq di siepi arbustive; in Via Giotto l’intervento è stato di 6.100 mq di cui 3600 mq di nuovo bosco e 2.500 di siepi; infine in via Saba 33 mila mq di intervento di cui 16mila di bosco, 6mila di siepi e oltre 11.000 mq, realizzati in collaborazione con diverse università, fra cui Milano-Bicocca e Politecnico di Milano, con tecniche di forestazione sperimentali e innovative.

    A Cassolnovo: l’intervento ha riguardato un’area di 5.900 mq di bosco di cui il 60% per specie arboree e 40 arbustive.

    A Pavia: tre gli interventi realizzati, il primo in via Camera di 10mila mq , in via Monti Stella 2500 mq e al Parco della Vernavola ulteriori 13.600 mq di nuova area a bosco.

    Infine a San Martino Siccomario l’intervento ha riguardato un’area di 6.200 mq.

  • Ambiente. La situazione del Bosco di Via Curtatone a Gallarate. Le ragioni della ‘buona protesta’

    Ambiente. La situazione del Bosco di Via Curtatone a Gallarate. Le ragioni della ‘buona protesta’

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una protesta pacifica per difendere il bosco di via Curtatone a Gallarate, un piccolo polmone verde tra un’autostrada, una ferrovia ed una strada, una delle pochissime – forse l’ultima! – aree piantumate in una città soffocata dall’elevato consumo di suolo.

    Un gruppo spontaneo ed eterogeneo di cittadini, sia residenti in quella zona che provenienti da altre parti, ma tutti sensibili all’argomento, si è alternato per settimane per presidiare il bosco.

    Alcuni giovani hanno messo in gioco anche la loro incolumità, salendo sugli alberi, pur di evitarne il taglio.
    Più volte è stato chiesto di rinunciare al progetto e più volte queste voci non sono state ascoltate.

    Purtroppo il taglio del bosco è stato comunque compiuto, finalizzato a costruire un nuovo polo scolastico in una zona certamente non felice per i bambini che lo frequenteranno, vista la pesante vicinanza con infrastrutture di forte impatto ambientale, acustico e atmosferico.

    Mentre le nuove normative che vengono avanzate da ormai più di venti anni, spingono al “consumo zero” di suolo ed alla cosiddetta “rigenerazione urbana”, qui si è scelto di seguire la linea di consumare nuovo suolo e di non
    rigenerare i plessi scolastici già esistenti: il tutto in contrasto con quelle che ormai vengono considerate come linee guida per tutto il territorio nazionale.

    Ovviamente non è possibile ignorare il metodo con il quale si è voluto fermare l’azione di protesta dei cittadini, utilizzando le forze dell’ordine in modo massiccio e mai provando a ricercare un dialogo proficuo con i manifestanti.

    I sottoscrittori del presente documento, continuano a credere che solo con il confronto, pur aspro, e con la discussione specifica sui temi, si possa arrivare ad una soluzione per ogni problema. La trasparenza e l’informazione sui progetti di trasformazione del nostro territorio devono essere l’obbligo di chi li
    propone, l’attenzione e la partecipazione deve essere la fatica di tutti i cittadini consapevoli.

    LEGAMBIENTE TICINO
    LEGAMBIENTE BUSTOVERDE
    LEGAMBIENTE GALLARATE
    ITALIA NOSTRA VARESE
    UNI.CO.MAL.
    VIVA VIA GAGGIO
    ECOISTITUTO VALLE DEL TICINO
    SALVIAMO LA BRUGHIERA
    COMITATO PER LA SALVAGUARDIA DEI BOSCHI DI SAMARATE
    COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DEL VARESOTTO
    COORDINAMENTO SALVIAMO IL TICINO
    COMITATO SALVIAMO GLI ALBERI DI GALLARATE
    CIRCOLO LAUDATO SI’ SAN FRANCESCO
    GRUPPO INSUBRICO DI ORNITOLOGIA

  • A Vanzaghello martedì 15 ottobre due incontri pubblici sulla raccolta differenziata

    A Vanzaghello martedì 15 ottobre due incontri pubblici sulla raccolta differenziata

    A Vanzaghello, per iniziativa dell’Amministrazione comunale e del Consorzio dei Navigli che si occupa della gestione integrata dei rifiuti urbani, martedì 15 ottobre 2024 si terranno due incontri pubblici, sul tema “Facciamo un ripasso della raccolta differenziata?”: il primo alle ore 17.00 presso il Centro Anziani (piazza Pertini); il secondo alle ore 19.30 nella sala consiliare del Municipio (piazza Pertini).

    Lo scopo è di permettere di richiamare le regole per una corretta differenziazione dei rifiuti domestici e fruizione dell’ecocentro comunale e delle dotazioni presenti sul territorio.

  • Il Naviglio di Bereguardo in Asciutta

    Il Naviglio di Bereguardo in Asciutta

    E’ iniziata lunedì 30 settembre l’asciutta lungo il Naviglio Bereguardo. Come da calendario approvato, il canale verrà asciugato per consentire il completamento dei lavori di recupero spondale avviati la scorsa primavera; l’asciutta sarà dunque totale.

    Contestualmente al progressivo abbassamento dei livelli, sono state programmate da ETVilloresi le attività di recupero del pesce, già in corso nel Comune di Motta Visconti, Abbiategrasso e Morimondo (MI), anche in collaborazione con l’Associazione FIPSAS.

    I cantieri, condizioni meteo permettendo, saranno attivi a partire da settimana prossima; le opere pianificate riguardano circa 800 metri di sponda sinistra di naviglio, localizzate in gran parte nel Comune di Morimondo (MI), oltre a brevi tratti previsti in quello di Ozzero (MI).

    Gli interventi, dal valore di circa 500.000 euro, saranno attuati secondo le modalità di adeguamento previste dall’ingegneria naturalistica: le sponde verranno riprofilate con l’inserimento di reti anti-nutria e non saranno rivestite proprio per garantire loro un aspetto il più naturale possibile.

  • Il progetto ‘Citta Spugna’ arriva a Garbagnate Milanese

    Il progetto ‘Citta Spugna’ arriva a Garbagnate Milanese

    Un ambizioso piano per contrastare gli allagamenti causati da nubifragi e bombe d’acqua, che sempre più spesso minacciano l’intero territorio metropolitano, causando danni economici importanti e soprattutto disagi di ogni tipo ai cittadini.

    Si chiama Città metropolitana Spugna il progetto sviluppato dalla Città metropolitana di Milano insieme a Gruppo CAP e 32 Comuni del territorio, che arriva ora anche a Garbagnate Milanese. Sono, infatti, 3 gli interventi innovativi, interamente basati su tecnologie naturali, che consentiranno di rigenerare un’area complessiva di 30.757 m2 sul territorio comunale, con un investimento di oltre 1,8 milioni di euro.

    Sono partiti a fine settembre i lavori in Piazza Madre Teresa di Calcutta che dureranno 2 mesi e mezzo e prevedono la riqualificazione verde dell’area attraverso la piantumazione di nuove cortine vegetali arbustive e la realizzazione, dal punto di vista idraulico, di condotte per la raccolta e il drenaggio delle acque meteoriche.

    Nel mese di ottobre prenderà il via l’intervento in via dei Tigli – via per Cesate per l’implementazione dell’area giochi con la creazione di un percorso avventura per i più piccoli, e il drenaggio delle acque meteoriche del parcheggio attraverso la realizzazione di camere di accumulo e dispersione. I lavori dureranno circa un mese.

    Infine, tra febbraio e marzo 2025 partirà anche l’ultimo progetto paesaggistico del nuovo bacino di infiltrazione che coinvolgerà via Como – via Venezia, durerà 4 mesi, e permetterà di gestire le acque meteoriche in loco attraverso soluzioni sostenibili e l’implementazione dell’area verde. La funzione di questo intervento sarà duplice: da una parte, garantire l’infiltrazione delle acque di seconda pioggia in caso di eventi meteorici eccezionali; dall’altra, offrire un’area giochi nei momenti in cui il bacino si presenta asciutto.

    “Nella stesura del PGT – spiega il Sindaco di Garbagnate Milanese, il Dott. Daniele Davide Barletta – come Amministrazione, abbiamo posto particolare attenzione nell’analisi e nella segnalazione di criticità di impermeabilizzazione di alcune aree di Garbagnate. Gli accurati rapporti idrogeologici, stilati con i tecnici, sono risultati decisivi ed esplicativi, e così oggi, tali aree, rientrano tra gli interventi prioritari di Città metropolitana Spugna. Sono quindi particolarmente soddisfatto del progetto, sviluppato in ideale sinergia.”

    “Il piano che abbiamo chiamato Città metropolitana Spugna è un ambizioso progetto strategico di drenaggio urbano sostenibile che intende dare risposte concrete ai disagi che i cittadini e le nostre città stanno sperimentando sempre più di frequente, come quelli causati dagli eventi eccezionali che si sono abbattuti sul nostro territorio nel corso dell’ultimo anno – commenta Yuri Santagostino, presidente di Gruppo CAP -. I progetti che fanno parte di questo grande programma di rigenerazione urbana si basano su un approccio innovativo, che ha visto esperti provenienti da diversi ambiti professionali, dall’urbanistica all’ingegneria, dall’architettura alla geologia, collaborare all’interno di team interdisciplinari. A Garbagnate Milanese abbiamo previsto tre interventi che comporteranno una serie di benefici tangibili per tutto il territorio. Sicuramente vantaggi in termini ambientali, con una rigenerazione delle aree verdi e una gestione più efficiente delle acque meteoriche. A questi si aggiungono anche i benefici per la comunità, con la creazione di aree comuni e una riqualificazione dei luoghi di aggregazione”.

    “La Città metropolitana di Milano crede fortemente nel progetto Spugna, che rientra nei Piani integrati finanziati dal PNRR realizzati dal nostro ente a beneficio di tutto il territorio – afferma Paolo Festa, consigliere delegato all’Ambiente della Città metropolitana di Milano – Si tratta di un fondamentale cambio di approccio allo sviluppo del territorio, strategico per affrontare le grandi sfide cui il cambiamento climatico ci mette davanti. Grazie a questi interventi, unici nel loro genere, non solo riqualificheremo punti importanti dei nostri Comuni, ma lo faremo con soluzioni naturali all’avanguardia che permetteranno di prevenire allagamenti e di gestire in maniera sostenibile il territorio. Voglio evidenziare il grande lavoro dell’ente e il gioco di squadra indispensabili con CAP e Comuni per raggiungere questo importante traguardo, di portata nazionale: Spugna, infatti, sta ricevendo grande attenzione mediatica, premi e risalto quale esempio di buona pratica da seguire”.

    IL PROGETTO CITTÀ METROPOLITANA SPUGNA
    Città metropolitana Spugna mira a realizzare molteplici interventi di Drenaggio Urbano Sostenibile per far sì che le città siano in grado di assorbire l’acqua piovana, soprattutto negli eventi più intensi, senza intasare le reti fognarie ed evitando allagamenti. Il finanziamento del PNRR, ottenuto dalla Città metropolitana, pari a 50.194.050 euro, consentirà di riqualificare un’area complessiva pari a 530mila metri quadrati attraverso 90 interventi in 32 Comuni con l’obiettivo di adottare soluzioni innovative per aumentare il grado di resilienza delle città attraverso una gestione più sostenibile delle acque meteoriche. Il piano prevede di realizzare circa 300mila metri quadrati di nuove superfici verdi, con 2mila nuove piante e 32mila nuovi arbusti, e consentirà di risparmiare 126mila kWh annui di energia, pari a 11 tonnellate equivalenti di petrolio. A oggi sono già 32 i cantieri avviati, che entro fine anno diventeranno 39, in 20 Comuni totali.
     
    Città metropolitana Spugna si basa sulle “Nature Based Solutions”, ovvero su processi naturali che sfruttano piante ed elementi vegetali per assorbire acqua e inquinamento, prevedono la sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili in grado di far filtrare l’acqua e allo stesso tempo mitigare le isole di calore nel tessuto urbano. Si tratta di un concetto relativamente recente, utilizzato dalla Commissione Europea per identificare strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socioeconomici capaci, qualora svolti in contesto urbano, di aumentare la resilienza delle città: aiuole, parcheggi, tetti e mura verdi, boschi urbani, sistemi di gestione alternative delle acque piovane, agricoltura urbana.
      
    Gli interventi del progetto Città metropolitana Spugna promuovono l’urbanizzazione sostenibile, stimolando la crescita economica e contribuendo a rendere le città più attraenti per chi le vive. I sistemi di drenaggio urbano sostenibile, inoltre, contribuiscono a migliorare il benessere dei cittadini, ripristinare gli ecosistemi degradati migliorandone la resilienza e la gestione del rischio idraulico-idrologico.

  • Campagna di CNESC: “Quanto vale il Futuro. Più servizio civile, per investire nei giovani e nel bene comune!”

    Campagna di CNESC: “Quanto vale il Futuro. Più servizio civile, per investire nei giovani e nel bene comune!”

    Nell’ambito del Festival Nazionale del Servizio Civile, dal titolo: “La pace non si aspetta, si prepara!”, è stata presentata la Campagna: “Quanto vale il futuro? Più Servizio Civile per investire nei giovani e nel bene comune!” (manifesto dalla campagna), lanciata da CNESC – Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile, CSEV- Coordinamento spontaneo Enti e Volontari di servizio civile del Veneto, CSVnet- associazione centri di servizio per il volontariato, Forum Nazionale del Servizio civile e Rappresentanza nazionale degli operatori volontari al fine di chiedere continuità nella stabilizzazione e risorse adeguate per il Servizio Civile.

    Il Presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI, Guido Barbera dichiara: “Sosteniamo con convinzione questa campagna perché il servizio civile è parte integrante della società italiana e rappresenta un coinvolgimento attivo e sociale per i giovani e le future generazioni a sostegno del nostro paese. Una forma importante di cittadinanza attiva per l’inserimento dei giovani nella vita sociale e lavorativa, di cui non possiamo fare a meno e per la quale serve continuità e stabilità! Dobbiamo stabilizzare il sistema del SCU garantendo le risorse necessarie e valorizzando l’intera esperienza dei giovani”.

    I promotori della Campagna sono preoccupati riguardo alla situazione attuale perché si è in uno stato di incertezza e precarietà dopo un triennio positivo dovuto ai fondi del PNRR. “Con le risorse attualmente stanziate, saranno 20.000 i giovani che potranno intraprendere questa esperienza nel 2024, appena 35.000 per il 2025 e 2026”. Per questo, i promotori chiedono “almeno 280 milioni per il 2024 e risorse per gli anni successivi che garantiscano annualmente l’avvio al servizio di almeno 60.000 giovani in Italia e 1.500 all’estero”. Viene quindi chiesto al Governo di continuare a investire con decisione nel servizio civile, nei giovani e nel bene comune.

    Nel frattempo è stato annunciato il Servizio Civile Agricolo: Francesco Lollobrigida e Andrea Abodi – ministri dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e dello Sport e dei giovani – hanno appena comunicato che ci sarà una prima fase sperimentale, che coinvolge mille giovani tra i 18 e i 28 anni. Si inizierà «con la manifestazione d’interesse aperta alle aziende — ha dichiarato Lollobrigida —. Per la prima volta, i giovani potranno servire la patria con una attività di valore agricolo. Sarà un anno a spese dello Stato che vuole valorizzare questa attività».

    La CNESC risponde ai ministri che: “Dovrebbe essere chiaro al Ministro Lollobrigida che la legge che istituisce il servizio civile permette l’attuazione dello stesso solo agli enti del terzo settore ed enti locali accreditati all’albo SCU, e non ad aziende agricole o altri soggetti del settore profit. Apprezziamo la volontà del Ministero di investire su questo istituto, ma la via maestra per sostenerlo è potenziare l’unico servizio civile. Perché diventi davvero universale è necessario investire risorse per il contingente del bando ordinario – che già offre la possibilità di svolgere servizio in numerosi settori tra cui quello dell’agricoltura sociale – anziché immaginare opportunità diverse che rischiano di avere poca attinenza col SC”.

  • Regione. Rifinanziata la convenzione annuale per la difesa del suolo

    Regione. Rifinanziata la convenzione annuale per la difesa del suolo

    Con l’assestamento di bilancio approvato lo scorso luglio Regione Lombardia ha messo a disposizione 500.000 euro di risorse correnti per integrare le attività di manutenzione ordinaria per la difesa del suolo, attuate dal Consorzio ETVilloresi e dal Consorzio di Bonifica Muzza Bassa Lodigiana.

    La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa Idrica), di concerto con gli assessori Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), ha approvato lo schema di convenzione che individua le attività da svolgere con tali risorse.

    In particolare, nel territorio comprensoriale di ETVilloresi, quanto stanziato, pari a 250.000 euro, sarà utilizzato in larga misura per l’effettuazione di interventi di manutenzione ordinaria, come il taglio della vegetazione lungo alcuni corsi d’acqua regionali; il resto servirà, invece, per il ripristino della strumentazione idrometrica danneggiata. Dopo gli eventi meteorici estremi dello scorso 15 maggio, che hanno colpito i Comuni ad Est di Milano, questo rifinanziamento consentirà, pertanto, di far fronte ai costi della manutenzione, sempre più fondamentale se si considerano gli effetti, rovinosi, dei cambiamenti climatici in corso.

    Le risorse stanziate rappresentano, al contempo, un riconoscimento da parte di Regione del ruolo fondamentale ricoperto dai Consorzi per quanto riguarda il presidio e la cura del territorio ai fini della difesa idraulica.

  • Al via un progetto di educazione ambientale nelle scuole del Sud Ovest Milanese

    Al via un progetto di educazione ambientale nelle scuole del Sud Ovest Milanese

    Dal mese di ottobre prenderà il via un progetto di educazione ambientale per l’anno scolastico 2024 – 2025 sull’inquinamento del pianeta, in particolare su quello causato dal mondo dell’industria tessile. È un’iniziativa volta a coinvolgere migliaia di studenti delle scuole di ogni ordine e grado dei Comuni del Sud Ovest Milanese soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società che si occupa di gestione integrata dei rifiuti, educazione ambientale e promozione turistica del territorio che si estende a ridosso del Naviglio Grande.

    Il progetto vedrà impegnati gli studenti delle scuole partecipanti in lezioni teoriche e pratiche. – spiega Christian Migliorati, direttore dell’azienda – L’obiettivo del percorso è di sviluppare il senso di responsabilità di bambini e ragazzi sul tema dell’inquinamento con particolare attenzione all’inquinamento causato dal mondo dell’industria tessile.

    In gran parte la causa è riconducibile alla cosiddetta “fast fashion”, settore dell’industria dell’abbigliamento che produce collezioni nuove in tempi brevissimi (più di 50 collezioni all’anno) mediante l’utilizzo di materiali inquinanti e di scarsa qualità».

    Il risultato di tutto questo è la produzione di circa 480.000 tonnellate di rifiuti (tra scarti industriali e abiti), l’emissione di 5 miliardi di tonnellate di CO2, l’utilizzo di circa 79.000 miliardi di litri di acqua ogni anno.

    Inoltre, questo settore produttivo è responsabile del 35% delle microplastiche, derivanti dal lavaggio di capi sintetici, che finiscono nei mari e negli oceani. In un rapporto del 2022 del National Institute of Standards and Technology (NIST) emerge che l’utilizzo dei prodotti chimici utilizzati nella filiera della moda è la seconda causa globale di inquinamento delle acque.

    «Si tratta di dati importanti che non possono essere ignorati. – afferma Carlo Ferrè, presidente di Consorzio dei Navigli S.p.A. – In questi anni abbiamo sostenuto diversi progetti di educazione ambientale nelle scuole del territorio per fare prendere coscienza alle nuove generazioni di queste problematiche e innescare processi virtuosi volti a invertire il trend a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita.

    Nel corso dell’ultimo anno scolastico abbiamo erogato circa 1.200 ore di formazione, totalmente gratuite per gli istituti scolastici.

    L’inquinamento provocato dall’industria tessile è di grande attualità. Gli abiti sono al quarto posto per consumo di risorse e in media, ogni cittadino, butta via 11 kg di vestiti all’anno, tra scarpe e altri prodotti in tessuto».

    Il direttore Migliorati aggiunge: «In Italia, dal 1° gennaio 2022, è scattato l’obbligo della raccolta differenziata dei rifiuti tessili, anticipando la normativa europea 2018/851 che prevede l’attivazione della raccolta separata di questo tipo di rifiuto a partire dal 1° gennaio 2025. Pertanto, Consorzio dei Navigli S.p.A. ha avviato l’inserimento della raccolta del rifiuto tessile attraverso l’installazione di appositi cassoni con relativa cartellonistica all’interno delle piattaforme ecologiche dei Comuni Soci».

    Il progetto di educazione ambientale nelle scuole del territorio permetterà agli studenti partecipanti di avere una visione “globale” delle cause e delle conseguenze che, le azioni quotidiane dei cittadini e le modalità di gestione delle aziende hanno sul pianeta e su tutti gli altri esseri viventi, stimolandoli a sviluppare una riflessione personale sui propri stili di vita.

    In ogni scuola, personale adeguatamente formato, terrà tre incontri che prevedono: lezioni teoriche e pratiche, proiezione di video, illustrazione di dati; laboratori per creare, ad esempio, burattini con il materiale di scarto del tessile; un’uscita didattica alle piattaforme ecologiche comunali. Particolare rilevanza verrà data alla presenta dei cassonetti destinati alla raccolta dei rifiuti tessili e alla raccolta degli indumenti.