Categoria: Territorio

  • Pannelli e impianti rinnovabili: Regione Lombardia prova  a mettere dei paletti

    Pannelli e impianti rinnovabili: Regione Lombardia prova a mettere dei paletti

    Regione Lombardia è pronta a scrivere un nuovo PDL sulle ‘Aree Idonee’ per l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili (FER) che raccolga l’eredità del PDL regionale (110), presentato il 15 aprile 2025 e poi bloccato a seguito del mutato quadro normativo.

    Lo hanno spiegato, in conferenza stampa, gli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali e Risorse energetiche), Alessandro Beduschi (Agricoltura e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima).

    “L’obiettivo – ha affermato Sertori – è trovare il giusto equilibrio tra la produzione di energia e la conservazione del territorio agricolo”.

    “Avevamo individuato le superfici – hanno ricordato in particolare gli assessori Sertori e Beduschi che avevano illustrato il pdl Aree Idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. 199/2021 diventato poi il PDL 110 – ma lo stop all’iter di approvazione della proposta ci ha esortato a riformulare il testo nel rispetto delle leggi nazionali e delle competenze regionali”.

    La Giunta regionale, nei mesi successivi, aveva lavorato, in accordo con il Ministero competente, per definire proposte utili a superare l’impasse. Questa situazione sicuramente non avrebbe favorito né la conservazione del territorio e, in particolare delle aree agricole di pregio, né lo sviluppo delle fonti rinnovabili atteso dallo Stato nei limiti previsti nel giugno del 2024.

    In parallelo con le altre Regioni del bacino padano, consapevoli della natura dei rispettivi territori, del valore agricolo in essi insito e delle similitudini in termini di diffusione del tessuto industriale, è stato portato avanti un tavolo tecnico-politico per condividere proposte unitarie che garantissero l’equilibrio fra la decarbonizzazione e il mantenimento del territorio agricolo e che hanno, in parte, trovato posto nel D.L. 175/2025 del novembre 2025.

    “Il suddetto Decreto Legge e la successiva conversione, con modifiche, nella Legge 4/2026 – hanno spiegato Sertori e Beduschi – ha previsto l’inserimento di alcune delle proposte fatte dalle quattro Regioni, lasciando in ogni caso alcuni, seppur limitati, spazi d’azione per la normativa regionale”.

    In particolare, l’articolo 11 bis riscrive la disciplina di individuazione delle Aree Idonee e ne demanda alle Regioni l’individuazione; tra i principi e i criteri che la legge regionale deve rispettare è inclusa la potestà di porre dei limiti di Superficie agricola utilizzata (SAU) da impianti fotovoltaici e agrivoltaici sia a livello regionale che a livello comunale (entro il range ivi indicato, per il livello regionale, tra lo 0,8 e il 3% della SAU).

    ASSESSORE SERTORI: SUBITO LE PRIME PROPOSTE NORMATIVE – “Il mutato quadro normativo – ha detto Sertori – ci ha indotto a fare una serie di verifiche sull’estensione delle Aree Idonee secondo la legge nazionale e a sottoporre agli assessori competenti le prime proposte, a fini emendativi del PDL 110”.

    Gli assessori di Regione Lombardia hanno evidenziato come “il continuo dialogo intercorso con le tre Regioni limitrofe al tavolo tecnico-politico ha consentito di condividere alcuni capisaldi, sui quali basare le rispettive proposte, con differenziazioni legate alle rispettive peculiarità territoriali: su questi si fonderà la proposta di modifica che sottoporremo in Commissione poi all’attenzione del Consiglio regionale”.

    In particolare, Regione Lombardia prevede di inserire in articolato il limite massimo di SAU regionale complessiva destinata all’installazione di tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili pari allo 0,8 % e di porre un limite massimo a livello comunale del 3%.

    Entrambi questi limiti potranno essere superati ove le amministrazioni comunali vogliano stimolare lo sviluppo delle CER o di politiche di autoconsumo da parte delle attività produttive presenti nei loro territori.

    “Con questi numeri – ha spiegato Sertori -, il potenziale installativo di agrivoltaico e fotovoltaico al suolo garantisce la quota principale di quanto ad oggi necessita per il raggiungimento del target di 8,766 GW al 2030 (di cui circa 3 già installati) rendendo disponibili circa 7.200 ettari agricoli complessivi sul territorio regionale (che significano da 4,8 a 3,1 GW a seconda che prevalga fotovoltaico al suolo o agrivoltaico), con la differenza coperta dalle altre Aree Idonee ex lege nazionale, dal fotovoltaico su copertura e dallo sviluppo o revamping delle altre fonti rinnovabili, a partire dall’idroelettrico”.

    La difficile congiuntura internazionale, determinata dai conflitti in corso, ha causato alta volatilità dei prezzi e crescita dei fabbisogni per lo sviluppo di attività ad alto consumo energetico, quali i data center. Sarà quindi necessario gestire in modo dinamico l’attuazione della futura legge regionale con la verifica in continuo della potenza installata attraverso il coordinamento della piattaforma regionale con la piattaforma SUER nazionale in corso di sviluppo. È inoltre prevista una revisione biennale sulla base del raggiungimento dei target come verificati dai sistemi di monitoraggio.

    La norma prevede che sia data priorità all’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici e sui parcheggi pertinenziali.
    Infine, con riferimento ai procedimenti in corso, la legge regionale non potrà che prendere atto della previsione esplicita, in norma nazionale, che gli stessi si concludano in base alla disciplina previgente, ove la documentazione risulti completa.

    ASSESSORE BEDUSCHI: TUTELA AREE AGRICOLE NOSTRA PRIORITÀ – “La Giunta regionale – ha evidenziato l’assessore Beduschi – ha lavorato duramente per fissare il concetto di Aree Idonee a ospitare i pannelli fotovoltaici e agrivoltaici. Un tema di grande preoccupazione, perché in passato c’era il timore che si potesse pregiudicare superfici agricole fondamentali e di gran pregio, serbatoio per i nostri grandi prodotti DOP e per l’agricoltura più importante del Paese e tra le prime d’Europa”.

    “Si parlava – ha continuato l’assessore all’Agricoltura – di 200.000 ettari ma, grazie a lavoro congiunto con il Governo e con le altre Regioni del bacino padano, abbiamo creato un freno a questo insediamento derivante dalla direttiva europea RED2 sull’energia rinnovabile. Abbiamo così stabilito dei paletti funzionali a evitare un’installazione indiscriminata, garantendo un equilibrio tra la produzione di energie alternative e la tutela dell’agricoltura e dell’ambiente, che consideriamo fondamentali per l’economia e il territorio della nostra grande Regione”.

    ASSESSORE MAIONE: LAVOREMO PER METTERE FRENO A CONSUMO DEL TERRITORIO – “Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Maione – punta a bilanciare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la tutela del territorio. In coerenza con il nuovo quadro normativo, lavoreremo per mettere un freno al consumo di suolo attraverso un limite definito di occupazione della superficie agricola. La norma si integrerà nel progetto di promozione delle fonti rinnovabili e di decarbonizzazione già delineato dalla nostra ‘legge sul clima’”. “L’obiettivo – ha chiarito – è duplice: da un lato, incrementare la produzione di energia pulita per ridurre le emissioni derivanti dai combustibili fossili; dall’altro, generare un beneficio ambientale mediante il recupero di aree degradate quali discariche, siti da bonificare e cave non recuperate. In questi ambiti, l’installazione di impianti fotovoltaici rappresenta una concreta opportunità di ripristino territoriale e di creazione di reddito, trasformando passività ambientali in risorse per la collettività”.

    Nelle prossime settimane, Regione Lombardia punta a completare la redazione della proposta di revisione del PDL 110 che sarà presentata alla Commissione consiliare competente per riavviare l’iter e, auspicabilmente, chiuderlo in tempi brevi.

  • Parco del Ticino. Life ‘Forest4 Future’, dall’Unione Europea risposte positive

    Parco del Ticino. Life ‘Forest4 Future’, dall’Unione Europea risposte positive

    Dopo i gravi danni provocati dalle tempeste del 2023 a vaste aree forestali, il Parco del Ticino, in collaborazione con un ampio partenariato, ha predisposto e candidato un progetto sul Bando LIFE NATURA 2025, denominato “FOREST4 FUTURE”, per una richiesta di finanziamento all’Unione Europea, per il quale si attendevano gli esiti nei primi mesi del 2026.

    Una prima risposta è pervenuta dall’Unione Europea ed è positiva. Il progetto è stato molto apprezzato dai valutatori, che hanno richiesto solo alcune integrazioni documentali.

    Il Parco ha previsto nel proprio territorio azioni di ripristino o monitoraggio su quasi 300 ettari di foreste che saranno supportate da una collaborazione tecnico scientifica di massimo livello, con il coinvolgimento di quattro Università e un Ente di ricerca tra i più qualificati nel settore. Non sono programmate solo azioni su aree di proprietà degli Enti, ma si è prevista anche la partecipazione dei privati proprietari.

    Servirà però la collaborazione di Enti locali, proprietari, associazioni… A tutti si chiede un ruolo attivo e fattivo per recuperare un importante patrimonio ambientale del nostro territorio.

    In attesa di ulteriori passi formali e della definitiva approvazione, il Parco sta programmando, nei prossimi mesi, un incontro pubblico per la presentazione completa del progetto.

  • Idrico, Public Utility. Piano gare 2026 da 327 milioni di euro tra Milano e Varese

    Idrico, Public Utility. Piano gare 2026 da 327 milioni di euro tra Milano e Varese

    Rendere le gare più complesse del settore idrico sostenibili e innovative: questa la sfida al centro del Supplier Day 2026, l’evento promosso e ospitato da Gruppo CAP – la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano – in collaborazione con Alfa, il gestore idrico della provincia di Varese.

    L’iniziativa ha confermato il valore della collaborazione tra i due gestori, impegnati in un percorso comune per definire strategie d’acquisto responsabili, trasparenti e orientate all’innovazione. Nel 2025 le direzioni Appalti di Gruppo CAP e Alfa hanno bandito procedure per un valore complessivo di 450 milioni di euro, confermando il ruolo centrale del procurement nello sviluppo delle infrastrutture idriche lombarde. Questa strategia ha prodotto risultati concreti: nel 2025 Gruppo CAP e Alfa hanno contrattualizzato 100 milioni di euro, con un incremento del 13% rispetto alla media del triennio precedente, a favore di fornitori qualificati, sostenibili e con buone performance contrattuali, misurate attraverso un sistema di Vendor Rating con soglia pari o superiore a 75 su 100 punti. Per il 2026 sono già in previsione nuove procedure per 327 milioni di euro, un volume che rappresenta un bacino di opportunità rilevante per il mercato e per l’intera filiera tecnica e progettuale.

    L’apertura dei lavori ha visto la partecipazione dei vertici delle due aziende e l’intervento istituzionale di Alessandro Bratti, componente del Collegio ARERA. Il confronto si è incentrato sull’integrazione tra requisiti tecnici, innovazione e sostenibilità nelle grandi opere infrastrutturali e negli appalti strategici ad alto valore e complessità, con un’attenzione particolare agli strumenti di qualificazione e valutazione dei fornitori.

    Gli elementi emersi durante il Supplier Day confermano che, per gli operatori economici, qualificarsi nell’Albo Fornitori, investire in sostenibilità e mantenere elevate performance nell’esecuzione dei contratti rappresenta un fattore determinante per accedere alle opportunità di gara dei due gestori.

    “Il Supplier Day non è solo un momento di incontro, ma un laboratorio dove Gruppo CAP e Alfa ottimizzano processi di procurement complessi”, ha dichiarato Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP. “La sfida è duplice: assicurare l’eccellenza tecnica nella realizzazione delle infrastrutture e garantire che ogni euro investito rispetti i più alti standard di sostenibilità e innovazione. La collaborazione tra i nostri dipartimenti tecnici e il mercato è la chiave per raggiungere questo obiettivo.”

    “La collaborazione con Gruppo CAP rappresenta per Alfa un passaggio strategico per rafforzare ulteriormente la qualità e l’impatto delle nostre procedure di gara”, ha aggiunto Luca Lolaico, direttore generale di Alfa. “Integrare criteri tecnici avanzati con una visione industriale orientata alla sostenibilità significa creare valore concreto per il territorio e per le imprese. L’obiettivo è favorire un mercato sempre più competitivo e trasparente, capace di accompagnare le imprese del territorio in un percorso di crescita e sviluppo”.

    L’evento si è concluso con la presentazione della strategia congiunta e della programmazione annuale 2026 delle gare di CAP e Alfa, pensata per fare del procurement un pilastro strutturale della transizione ecologica del territorio.

    Nella foto in evidenza, Michele Falcone direttore generale del GRUPPO CAP

  • Dalla nascita della CER Ovest Milano parte il rinnovamento energetico del territorio

    Dalla nascita della CER Ovest Milano parte il rinnovamento energetico del territorio

    A fine gennaio i sindaci di Magenta, Boffalora sopra Ticino, Cuggiono, Sedriano, Robecco sul Naviglio e Santo Stefano Ticino hanno sottoscritto ufficialmente l’Atto Costitutivo della “CER – Ovest Milanese – Comunità di Energia Rinnovabile”. Questo modello rappresenta un passaggio concreto verso un nuovo tipo di sviluppo territoriale, che risulta più sostenibile, partecipato e attento all’ambiente. Il nuovo appuntamento di TG Imprese di Ticino Notizie parte proprio da qui con il presidente e amministratore delegato di ASM Andrea Zanardi.

    La CER – Ovest Milanese nasce infatti con l’obiettivo di ridurre i costi energetici, favorire l’autoconsumo e incentivare una transizione ecologica concreta, ma nel corso dell’intervista si parla anche delle novità nel comune di Sedriano per l’igiene urbana, dell’intervento dell’IA nel sistema di raccolta porta a porta e si guarda al futuro di ASM il cui consiglio di amministrazione è in scadenza.

  • Mobilità: un diritto, non un lusso. A Milano il 1° Forum sulla Povertà dei Trasporti

    Mobilità: un diritto, non un lusso. A Milano il 1° Forum sulla Povertà dei Trasporti

    Cosa succede quando il costo della benzina, l’assenza di mezzi pubblici o la distanza dai centri nevralgici ci impediscono di raggiungere il posto di lavoro, l’università o l’ospedale?

    Si entra nel perimetro della povertà dei trasporti, un fenomeno che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione e di cui si discuterà il prossimo 30 marzo a Milano.

    Presso la storica cornice della Società Umanitaria, il Transport Poverty Lab (iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) inaugurerà il primo grande confronto nazionale su questo tema invisibile ma pesantissimo.

    Che cos’è la “Povertà dei Trasporti”?
    Non è solo “non avere l’auto”. È una condizione che nasce dall’incrocio di tre fattori critici:

    Costi insostenibili: Quando le spese per spostarsi incidono troppo sul budget familiare.

    Servizi inadeguati: Quando mancano linee bus, treni o car-sharing nelle zone periferiche.

    Barriere temporali: Quando percorrere pochi chilometri richiede ore di attesa e coincidenze impossibili.

    Il Programma della giornata
    L’evento, realizzato con il supporto di Nordcom e TPER SPA, si aprirà alle ore 10:00 con la presentazione del primo Green Paper sulla Povertà dei Trasporti, un documento inedito che fotografa lo stato dell’arte in Italia.

    Nel pomeriggio, il focus si sposterà sul concetto di “Mobility as a Right” (Mobilità come Diritto). Attraverso due workshop specialistici, esperti e istituzioni cercheranno soluzioni concrete per ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali, partendo dal presupposto che senza mobilità non può esserci vera inclusione sociale.

    L’appuntamento per i cittadini e gli addetti ai lavori:

    Dove: Via San Barnaba 48, Milano (Società Umanitaria)

    Quando: 30 marzo | dalle 10:00 alle 16:45

    Ingresso: Gratuito con registrazione obbligatoria.

    Perché partecipare?
    Il Forum non è solo un convegno accademico, ma un momento di policy-making. Comprendere come cambiano i trasporti significa capire come cambierà il valore delle nostre case, la vivibilità dei nostri quartieri e l’efficienza dei servizi sul nostro territorio.

    Link utili per i lettori:

    PROGRAMMA DEI LAVORI

    https://lnkd.in/djSFxNxi

    SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

    https://lnkd.in/dV2uNYEU

  • Si studia il clima in 243 classi delle scuole del territorio con il Consorzio

    Si studia il clima in 243 classi delle scuole del territorio con il Consorzio

    Centinaia di studenti del territorio stanno partecipando a “Clima…ticamente Cambiando”, il progetto di educazione ambientale dedicato agli effetti dei cambiamenti climatici e rivolto alle scuole di ogni ordine e grado dei 19 Comuni del Sud Ovest Milanese soci del Consorzio dei Navigli S.p.A., realtà che si occupa di gestione integrata dei rifiuti, educazione ambientale e promozione turistica del territorio.

    Nel corso dell’anno scolastico (settembre 2025 – giugno 2026) il progetto coinvolge complessivamente 243 classi appartenenti ai Comuni che hanno aderito: Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Ozzero, Vanzaghello e Vittuone.

    Gli educatori del Consorzio dei Navigli conducono lezioni teoriche e attività pratiche con l’obiettivo di approfondire insieme ai giovani un tema che rappresenta una delle principali emergenze globali. Il cambiamento climatico, come confermato dal più recente rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), sta già influenzando la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi, con impatti significativi sull’ambiente, sulla società e sulla salute pubblica.

    Il progetto per le scuole mira a fornire alle nuove generazioni strumenti di conoscenza e consapevolezza, affinché possano diventare protagoniste di azioni responsabili e positive.

    «In Italia, solo nel 2024, si sono verificati 351 eventi meteo estremi sul territorio nazionale, con un incremento del 485% rispetto al 2015. – rileva Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Navigli, – Secondo ISPRA e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, negli ultimi decenni sono aumentati sia gli estremi di caldo sia gli episodi di precipitazioni intense, mentre le siccità prolungate stanno diventando più frequenti e impattanti».

    Il percorso di educazione ambientale, rivolto alle scuole primarie e secondarie dei Comuni che hanno aderito, si articola in tre incontri: un primo momento di presentazione e formazione sui cambiamenti climatici attraverso materiali grafici e video; un secondo incontro di approfondimento sulle azioni quotidiane tramite il “Gioco dell’ApoOCAlisse”, un viaggio interattivo alla scoperta dei principali disastri ambientali e delle loro cause antropiche; un terzo appuntamento con uscita didattica e caccia al tesoro “La bussola del clima” presso “Solidarea”, nel cuore del Parco del Ticino. È stata inoltre predisposta una versione specifica del progetto per le scuole dell’infanzia, dedicata ai bambini dai 4 ai 6 anni.

    «La filosofia del progetto è quella di integrare la spiegazione teorica con l’esperienza diretta, superando la logica della semplice informazione astratta», spiega Carlo Ferrè. A tal proposito il direttore del Consorzio dei Navigli Christian Migliorati aggiunge: «Agli studenti viene trasmesso un messaggio chiaro: con piccoli gesti e comportamenti quotidiani è possibile contribuire alla tutela del territorio in cui viviamo. È questo lo spirito dei progetti che organizziamo e promuoviamo ogni anno, coinvolgendo migliaia di studenti per formare generazioni più consapevoli e realmente attente alla salvaguardia del pianeta».

  • I venerdì’ di San Carlo: per le scuole di Arona e dintorni

    I venerdì’ di San Carlo: per le scuole di Arona e dintorni

    Nel mese di marzo la Statua di San Carlo Borromeo, monumento simbolo della città di Arona e punto di riferimento storico e culturale del territorio, sarà protagonista dell’iniziativa “I venerdì di San Carlo”, un ciclo di visite guidate riservate alle scuole di Arona e dei comuni limitrofi.

    L’iniziativa offre agli studenti un’esperienza unica per conoscere da vicino uno dei simboli più rappresentativi di Arona, approfondendone storia, valore artistico e significato simbolico. Le visite guidate sono gratuite, è richiesto solo il costo simbolico di €1 cad. per il biglietto di ingresso.

    La Statua di San Carlo Borromeo, rinominata affettuosamente Sancarlone, è una delle statue visitabili più alte al mondo ed è stata voluta nel XVII secolo da Federico Borromeo per celebrare il cugino santo nato ad Arona nel 1538. Da oltre 3 secoli domina il Lago Maggiore con i suoi oltre 35 metri di altezza ed è da sempre punto di riferimento identitario e spirituale del territorio.

    Le visite si svolgeranno tutti i venerdì di marzo, dalle ore 10.00, e avranno una durata complessiva di un’ora. Il percorso guidato comprenderà la salita al terrazzo panoramico e l’accesso all’interno della statua (secondo le modalità possibili in base all’età e al numero di partecipanti): un’esperienza per conoscere la storia della sua costruzione e ammirare le modalità di realizzazione del colosso, oltre ad un panorama unico sul Lago Maggiore.

    MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE:

    La partecipazione prevede il solo biglietto dei residenti pari a € 1,00 a studente. La visita guidata è gratuita.

    I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione, scrivendo all’email:

    statuasancarlo@ambrosiana.it

    DOVE E QUANDO:

    Luogo: Statua di San Carlo Borromeo, Piazzale San Carlo, Arona (NO)

    Date:

    Venerdì 6 marzo 2026

    Venerdì 13 marzo 2026

    Venerdì 20 marzo 2026

    Venerdì 27 marzo 2026

    Orario: dalle 10:00

    Durata: 1 ora

    INFO E PRENOTAZIONI:

    Email: statuasancarlo@ambrosiana.it

    Telefono: + 39 3288377206

  • Città Metropolitana: in arrivo quasi 63mila tra alberi e arbusti

    Città Metropolitana: in arrivo quasi 63mila tra alberi e arbusti

    Una Città metropolitana di Milano più verde grazie al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono partiti i cantieri relativi alla MISSIONE 2 – COMPONENTE 4 – INVESTIMENTO 3.1 “TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL VERDE URBANO ED EXTRAURBANO” per la forestazione urbana e periurbana del territorio metropolitano.

    I due progetti coinvolgono i territori di 19 Comuni con 25 aree di cantiere ( 62,51 ettari) e prevedono, come da avviso ministeriale, la piantagione di 1000 tra piante e arbusti per ettaro, finanziati con una cifra di poco inferiore ai 3 milioni di euro.

    PROGETTO 1- INCREMENTARE IL CAPITALE NATURALE PER RAFFORZARE LA RETE ECOLOGICA TERRITORIALE

    30,12 ettari nei 5 Comuni di Casorezzo, Locate di Triulzi, Peschiera Borromeo, Pozzo d’Adda e San Colombano al Lambro;
    30.120 tra piante e arbusti.

    Il progetto si inserisce all’interno di una visione territoriale generale e di sistema caratterizzata da infrastrutture verdi esistenti e da potenziare. L’obiettivo è migliorare la continuità e la connessione ambientale ed ecologica, individuando nuove aree per la forestazione urbana appartenenti ad ambiti agricoli, situate al margine dell’edificato, in prossimità di linee d’acqua e all’interno di parchi territoriali.

    Le piante sono state acquistate dalla Città metropolitana di Milano al vivaio dell’Ente Regionale per i Servizi all’agricoltura e alle Foreste; sono autoctone e certificate. I lavori sono stati a un raggruppamento temporaneo d’imprese e sono già avviate la cantierizzazione delle aree e le attività propedeutiche alla piantagione, con questa suddivisione:

    Coop. Verbena – piantumazione di 8.188 a Peschiera Borromeo e San Colombano al Lambro,
    Coop. Il Giardinone – 11.632 piante a Locate di Triulzi e Casorezzo;
    Coop. La Goccia – 10.305 piante a Pozzo D’Adda.

    PROGETTO 2- LA FORESTAZIONE URBANA PER MITIGARE LE ISOLE DI CALORE
    32,39 ettari suddivisi in 19 aree nei 14 Comuni di Basiano, Cambiago, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Gorgonzola, Lainate, Liscate, Masate, Milano, Nerviano, Paderno Dugnano, Pero, Pieve Emanuele e Segrate;
    32.393 tra piante e arbusti.

    L’obiettivo è aumentare il capitale naturale di un contesto fortemente urbanizzato e densamente popolato per contrastare l’innalzamento delle temperature e le isole di calore attraverso la forestazione, una cosiddetta Nature-based solutions (NBS).

    Anche in questo caso, le piante acquistate al vivaio dell’Ente Regionale per i Servizi all’agricoltura e alle Foreste rispettano le caratteristiche richieste; i lavori sono stati aggiudicati a un RTI (Società Santamaria Srl e Smei srl) e si è pronti a partire con la piantumazione. In alcuni casi, le prime piante sono già state messe a dimora:
    a Cernusco sul Naviglio, una prima area ospita una piantagione di 2592 piante- ditta Santamaria;
    a Pieve Emanuele, una prima area è stata piantumata con 2039 piante (ditta Smei).

    In arrivo, nei prossimi giorni, 3661 piante a Cernusco sul Naviglio e 2957 piante a Pieve Emanuele, per un totale di 11.249 piante.

    Contemporaneamente si procede con l’allestimento dei cantieri e le operazioni propedeutiche alla piantagione nei comuni di: Basiano, Cambiago, Cologno Monzese, Masate e Pero, che porteranno ad un totale di ulteriori 7.417 piante.

    La Città metropolitana di Milano è orgogliosa di questo risultato e ci tiene a sottolineare come, per cinque anni, si farà carico della manutenzione, annaffiatura ed eventuale sostituzione delle piantine, accertandosi che questo patrimonio cresca e contribuisca a rendere il territorio più verde e resiliente.

  • Legambiente Lombardia. Torna il concorso fotografico gratuito “Il mio giardino biodiverso”

    Legambiente Lombardia. Torna il concorso fotografico gratuito “Il mio giardino biodiverso”

    Torna con l’edizione 2026 “Il mio giardino biodiverso”, il concorso fotografico gratuito promosso da Legambiente Lombardia, insieme a Legambiente Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Trento, nell’ambito dell’attività “Custode della biodiversità” del progetto europeo LIFE NatConnect2030.

    Il concorso si svolgerà dal 1° marzo al 30 aprile 2026 ed è aperto ai cittadini e alle
    cittadine maggiorenni residenti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento.

    Il tema dell’edizione 2026, “Questo giardino non è un hotel! …o forse sì.”, invita a osservare i propri spazi verdi come luoghi abitati anche dalla fauna selvatica: rifugi temporanei o permanenti per insetti, uccelli, piccoli mammiferi, anfibi e altre specie che trovano accoglienza negli ambienti domestici.

    Una rana che compare in una ciotola d’acqua, un riccio nascosto tra le foglie, un’ape su un fiore del balcone o un nido costruito in un angolo del giardino: ogni fotografia può raccontare una storia di convivenza tra persone e natura e contribuire a valorizzare il ruolo ecologico degli spazi verdi privati.

  • Abbiategrasso contro il degrado: tolleranza zero contro gli abbandoni. Risultati confortanti in via Fusè e monitoraggio costante del territorio

    Abbiategrasso contro il degrado: tolleranza zero contro gli abbandoni. Risultati confortanti in via Fusè e monitoraggio costante del territorio

    Prosegue con determinazione l’azione di contrasto all’abbandono dei rifiuti sul territorio comunale. Grazie alla sinergia tra Amministrazione Comunale e Amaga SpA, si registrano risultati concreti che segnano un deciso cambio di passo nella tutela del decoro urbano e della legalità.

    Il caso via Fusè: una strategia vincente

    L’intervento più significativo ha interessato il complesso ALER di via Fusè. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2025, in pieno accordo tra Amministrazione Comunale, gestore e ALER, è stata attuata una riorganizzazione strutturale del servizio: i contenitori dei rifiuti sono stati rimossi dall’area pubblica e ricollocati all’interno degli spazi condominiali.

    Il confronto tra i dati medi mensili prima e dopo l’intervento evidenzia risultati chiari e rilevanti:

    –20% di rifiuto indifferenziato

    –59% di rifiuti ingombranti abbandonati

    Un calo drastico che dimostra come il miglioramento del decoro e la responsabilizzazione degli spazi contribuiscono a scoraggiare i conferimenti illeciti da parte di soggetti esterni, restituendo dignità all’area.

    Videosorveglianza e sanzioni: il bilancio

    Accanto agli interventi strutturali, resta alta l’attenzione sul fronte dei controlli. Grazie all’attività dell’Ispettore Ambientale e all’utilizzo mirato delle fototrappole, sono stati individuati e sanzionati numerosi trasgressori:

    Via Fusè: dall’installazione dei dispositivi (agosto 2024), elevate 58 sanzioni amministrative

    Località Guardolino (Ponte SP 494): monitorata da novembre 2024, con 6 sanzioni per scarichi abusivi

    Le dichiarazioni

    Il Presidente di Amaga SpA, Piero Bonasegale:

    “I numeri registrati in via Fusè confermano che la lotta al degrado non si vince solo con la repressione, ma anche attraverso una corretta progettazione dei servizi. La riduzione del 59% degli ingombranti è un risultato straordinario, frutto della collaborazione tra enti. La nostra missione resta quella di garantire un ambiente pulito, supportando l’Amministrazione con dati certi e tecnologie all’avanguardia. Amaga SpA si conferma sempre più una realtà al servizio dei cittadini e del territorio.”

    L’Assessore all’Ecologia, Valter Bertani:
    “I dati di via Fusè non sono solo numeri, ma la prova che quando si interviene sulla struttura del servizio i risultati si vedono. Ridurre del 59% l’abbandono degli ingombranti significa aver sottratto spazio al degrado per restituirlo alla dignità urbana. La strategia vincente non si limita a pulire, ma mira a prevenire l’inciviltà rendendo più difficile e sanzionabile ogni conferimento errato. La collaborazione con Amaga e ALER si sta dimostrando l’unica strada percorribile per un quartiere e quindi una città più pulita.”

    L’Assessore alla Sicurezza, Chiara Bonomi:
    “La tolleranza zero contro chi sporca è un impegno concreto, supportato dalla tecnologia. Le 58 sanzioni elevate in via Fusè e il monitoraggio assiduo dei punti critici come il Guardolino dimostrano che nessuno può pensare di agire impunito. La sinergia tra Polizia Locale, Ispettore Ambientale e l’uso intelligente delle fototrappole ci permette di presidiare in maniera più puntuale il territorio. Continueremo a investire nella sorveglianza per garantire che il rispetto delle regole resti la base della nostra convivenza civile.”

    (nelle immagini allegate la situazione in via Fusè e in località Guardolino prima e dopo l’intervento congiunto di Amministrazione e Amaga SpA)