Categoria: Territorio

  • A Pavia sale il livello del Po, per ora sotto controllo

    A Pavia sale il livello del Po, per ora sotto controllo

    Le piogge degli ultimi giorni hanno causato un aumento del livello di fiumi e torrenti in provincia di Pavia. La situazione al momento è sotto controllo e monitorata in quanto le previsioni meteo indicano per i prossimi giorni nuove precipitazioni. Ieri al Ponte della Becca il Po era salito a due metri sopra lo zero idrometrico: dal 27 febbraio ad oggi è cresciuto di quattro metri. Il livello di attenzione scatta a più 3,50 metri, quindi resta ancora distante. Ma il Po è destinato a crescere, vista l’ondata di piena in arrivo dal Piemonte.

    E’ salito anche il livello del Ticino: a Pavia le acque hanno coperto la pista ciclabile che scorre a fianco del fiume. Anche in questo caso resta ancora distante il punto di esondazione. In Lomellina gli addetti stanno monitorando il torrente Arbogna, che nei giorni scorsi è uscito dagli argini in una zona periferica di Mortara (Pavia) arrivando a circondare un condominio.

  • Allerta arancione e valanghe per Piemonte e Novarese

    Allerta arancione e valanghe per Piemonte e Novarese

    E’ pari a ‘4- Forte’ il grado di pericolo valanghe sulla maggior parte dei settori alpini del Piemonte. Con l’intensificarsi delle nevicate, dai bacini di alimentazione in quota sono attese numerose valanghe spontanee che lungo i percorsi abituali possono avanzare fino a valle. Lo rende noto l’Arpa, che ha emesso, sia per ieri che per oggi, un’allerta arancione sulle zone settentrionali e occidentali (Novarese, Torinese, alta Val Susa e alto Cuneese), e gialla nel Verbano e sul settore meridionale orientale e alto Tanaro.

    Durante la scorsa notte le nevicate si sono intensificate, con una diminuzione della quota neve che si e’ abbassata fino a 600-900 metri nel nord Piemonte (anche fino a 500 metri in Val Sesia) sui 700-1000 metri su Alpi Graie e sui 1000-1300 metri su Alpi Cozie, Marittime e Liguri, dove e’ in ulteriore calo. Alle 8 di ieri mattina le stazioni di Arpa Piemonte misuravano diffusamente 40-60 di nuova neve caduta nelle ultime 24 ore alla quota di riferimento di 2000 metri sui settori di Alpi Pennine, Lepontine e Graie dalla Valle di Macugnaga alle Valli di Lanzo, e dai 15 ai 25 centimetri scendendo verso le Alpi Cozie e il sud Piemonte. La quota neve in serata e’ prevista sugli 800-900 metri sul Cuneese e Verbano e sui 1000-1300 metri sul resto della regione. Inoltre, e’ allerta arancione anche per rischio idrogeologico sulla fascia occidentale e gialla per idrogeologico e idraulico nel Verbano, sulle pianure di Cuneese, Torinese e Vercellese, su Alessandrino, sul settore meridionale orientale e alto Tanaro.

  • A Urbino il “Meet Forum 2024” evento nazionale sul turismo sostenibile. A cura di Massimo Colombo

    A Urbino il “Meet Forum 2024” evento nazionale sul turismo sostenibile. A cura di Massimo Colombo

    Anche il comparto del turismo, che per l’economia nazionale vale oro, sia in ingresso che in uscita, viaggia sempre più nel segno della sostenibilità e di una sempre più marcata sensibilità nei confronti dei diritti (formali o solo tacitamente riconosciuti) di clienti e operatori.

    Lo dimostra l’appuntamento di venerdì 1 marzo con il “Meet Forum 2024”, evento nazionale sul turismo sostenibile, organizzato a Urbino da Destination Italia S.p.A., maggiore Travel Tech italiana quotata al listino Euronext Growth Milan, con il patrocinio e contributo del Comune di Urbino e della Regione Marche e la partecipazione di Banca Intesa Sanpaolo nel ruolo di main partner, per promuovere la consapevolezza e il confronto sulle pratiche e sui principi di sostenibilità nel settore turistico.

    Il Meet Forum si è affermato come punto di riferimento all’avanguardia per i temi trattati, con la partecipazione proattiva di operatori, istituzioni e finanza, uniti dall’obiettivo di integrare concretamente i principi ESG (Sostenibilità Ambientale, Sociale e di Governance) nelle imprese della filiera turistica, promuovendo al contempo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

    La sensibilità dei turisti nei confronti della sostenibilità – a cominciare dalla tutela dell’ambiente meta dei viaggi stessi così come della salvaguardia delle garanzie sulla contrattualistica – va affrontata con priorità da parte di tutti, perchè la strada verso il futuro – o, meglio. verso una realtà ormai efficace e conclamata – è definitivamente e inequivocabilmente tracciata. Basti pensare alle nuove generazioni di turisti, molto più selettive ed esigenti nella scelta di mete e servizi sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e organizzativo.

    Tra i temi in agenda nel lavori del meeting, in partnership con CIM – Confederazione Italiani nel Mondo, vi è il Turismo delle Radici, progetto al centro dell’agenda del PNRR 2024 per promuovere il turismo di ritorno dei turisti di origine italiana che rientrano nella terra di origine, in grado di instaurare un forte legame emotivo con i luoghi natii: un argomento diventato protagonista anche delle cronache nazionali.

    Esponenti e opinion leader del mondo istituzionale, culturale, sociale, manageriale, scientifico e accademico si confrontano con le imprese del settore per individuare criticità e buone prassi, orientare gli operatori verso l’innovazione, creare sinergie virtuose e sensibilizzare gli stakeholder sul tema della sostenibilità in chiave turistica.

    Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche ha dichiarato: “Negli ultimi anni abbiamo visto come si stiano modificando le esigenze dei turisti, che cercano sempre più esperienze di viaggi trasversali, di qualità e con sempre maggiore attenzione all’innovazione e allo sviluppo sostenibile. Siamo lieti di ospitare il Meet Forum nelle Marche, regione che negli ultimi anni sta ampliando i propri target con un’offerta turistica eterogenea e registrando dati positivi che già dal 2022 hanno superato i livelli pre-pandemia”.

    Questo il commento di Maurizio Gambini, Sindaco del Comune di Urbino: “Siamo lieti di ospitare il Forum del Turismo Sostenibile nella nostra città; l’iniziativa darà certamente spunti significativi per iniziare a ragionare sul turismo in modo nuovo, più vicino al territorio e alle comunità che lo vivono: un punto di vista di cui la nostra città e realtà simili potranno trarre vantaggio, provando a rispondere alle esigenze di nuove tipologie di visitatori. Il confronto potrà aiutare tutti gli attori a individuare nuove strade per incentivare un turismo più a misura d’uomo, un tema che si allaccia perfettamente all’idea di Ben-Essere che stiamo promuovendo anche come Comune di Urbino”.

    Dal canto suo, Dina Ravera, Presidente di Destination Italia, ha affermato: “Non ci sono dubbi sul fatto che la prossima sfida del turismo è la sostenibilità, e su questo il nostro Paese deve investire per ambire a diventare guida a livello europeo e migliorare la competitività e la capacità di attrazione.

    Il connubio tra turismo e sostenibilità offre al territorio nuove opportunità che vanno ben oltre il semplice sviluppo economico a breve termine. Il turismo non dovrebbe limitarsi a far visitare le destinazioni ma dovrebbe impegnarsi a lasciare impronte positive, promuovendo pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG) che garantiscano la sostenibilità e il benessere delle comunità e degli ecosistemi.

    Il turismo non è solo vedere nuovi luoghi ma anche sostenerli per le generazioni future. Non è un caso che il Meet Forum si tenga proprio a Urbino: la città è stata scelta per l’impegno che l’amministrazione pone sui temi ambientali e perché rientra nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, rappresentando la perfetta sintesi di come la conservazione del patrimonio storico e artistico possa coesistere con lo sviluppo sostenibile e l’innovazione”.

    A cura di Massimo Colombo

  • Un fiore mai visto sboccia nella Bergamasca

    Un fiore mai visto sboccia nella Bergamasca

    Un fiore mai visto è sbocciato in montagna. Una campanula è stata scoperta nelle Prealpi Bergamasche da un gruppo di ricerca coordinato dall’Università degli Studi di Milano, insieme all’Università di Siena e al gruppo Flora Alpina Bergamasca. Si tratta della Campanula bergomensis, la cui caratteristica è che cresce in ambienti molto particolari su conoidi detritici carbonatici di bassa quota e che si trova solo in poche valli nei pressi della cittadina di Clusone (Bergamo).

    “Questa scoperta – aggiunge Marco Caccianiga, docente di Botanica del Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale di Milano e coordinatore della ricerca – dimostra come la biodiversità italiana riservi ancora molte sorprese e che le conoscenze sulla nostra flora e fauna siano tutt’altro che complete, oltre a confermare la straordinaria ricchezza floristica delle zone prealpine”.

    Gli studiosi hanno trovato delle affinità con Campanula cespitosa, che fiorisce sulle Alpi orientali in Italia, Austria e Slovenia. Ma attraverso analisi genetiche, morfologiche e palinologiche, hanno visto che le due specie sono in realtà ben distinte e che Campanula bergomensis rappresenta un’entità autonoma rispetto alle campanule conosciute.

    Alcuni esemplari della nuova specie sono stati cresciuti da seme e ora sono in coltivazione all’Orto Botanico Città Studi della Statale di Milano. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Phytotaxa. La specie, spiega Barbara Valle, ricercatrice dell’Università di Siena e prima firmataria dell’articolo, “ha un areale limitato ed è gravemente minacciata dalle attività umane. È quindi urgente adottare delle misure di protezione e conservazione”.

  • Malpensa: Norino Canovi e L’ultima Brughiera” da salvare

    Malpensa: Norino Canovi e L’ultima Brughiera” da salvare

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “La Brughiera e il Parco del Ticino nella loro unicità e biodiversità, in un contesto sempre più posto sotto pressione dallo sviluppo delle attività antropiche. Per difendere e tutelare questo nostro patrimonio comune occorre conoscerlo, comprenderlo ed apprezzarlo.

    Il Comitato Salviamo la Brughiera di Casorate Sempione, con la partecipazione di diverse Associazioni, vuole contribuire a far meglio conoscere queste realtà, proponendo una serata incentrata sulla ricchezza della biodiversità di questi luoghi ed ecosistemi, così vicini e, a volte, troppo poco conosciuti.

    Il prossimo 1° marzo, presso la sala del Centro Ricreativo La Riviscera, in Via De Amicis a Casorate Sempione, ci ritroveremo con Norino Canovi, guardia parco e naturalista, realizzatore del documentario “L’Ultima Brughiera”, che con le immagini e la sua personale esperienza e competenza, parlerà della Brughiera di Lonate-Malpensa, oggetto di una proposta regionale di costituzione di SIC (Sito di Interesse Comunitario) e dell’ecosistema della Valle del Ticino, da Sesto Calende a Pavia. Un importante corridoio ecologico che collega il sistema alpino alla Valle del Po e al Mar Adriatico e Mediterraneo.

    Vedremo quale perdita incommensurabile sarebbe e che grave danno all’esistenza dell’uomo causerebbe una sua crisi o frantumazione.

    Interverrà il Dr. Fulvio Caronni, responsabile del settore vegetazione e boschi del Parco del Ticino.

    Il Comitato Salviamo la Brughiera, nato anni fa, in difesa della Brughiera e dei boschi casoratesi, per contrastare la realizzazione del raccordo ferroviario Malpensa T2-Gallarate, prosegue nell’attenzione all’ambiente locale ed alle problematiche poste dallo sviluppo infrastrutturale e dal difficile equilibrio tra aeroporto, ambiente naturale, ambiente antropico.

    In questo ambito è nato e proposto un percorso in tre appuntamenti di approfondimento, conoscenza e sensibilizzazione, riguardo questo rapporto ben presente nella realtà locale e oltre ai confini di questa (che in senso ecologico non esistono).

    Dopo la serata di venerdì 1° marzo, seguiranno altri due incontri, in fase di definizione.

    A inizio aprile (data da definire) una serata sul territorio di Casorate Sempione, la sua storia legata alla Brughiera ed alle attività equestri della cosiddetta “Piccola Inghilterra”, con la partecipazione di Carlo Severgnini e di Casoratesi, già memorie storiche di tradizioni ed eventi, per rivivere e riconoscere avvenimenti e situazioni, anche lontane nel tempo, contestualizzandole rispetto alle condizioni attuali di un ambiente naturale fortemente inciso e frammentato e di cui è sempre più urgente prendersi cura.

    A inizio maggio verrà posta attenzione, con la guida di Walter Girardi, sulla condizione attuale dei boschi di Casorate Sempione, cogliendo caratteristiche, storia, difficoltà e criticità, sulle quali poter intervenire, per una difesa di quello che residua e che quindi è ancora più difficile tutelare, ma anche indispensabile salvaguardare e valorizzare.

    L’obbiettivo è quello di fare conoscere ed apprezzare il nostro ambiente per poterlo insieme meglio difendere e tutelare. Se si conosce il valore di una cosa la si può meglio vivere, rispettare e proteggere”.

    Comitato Salviamo la Brughiera

    Nella allegata al centro Norino Canovi (credit card CAM Corriere Alto Milanese)

  • SOS tartarughe: l’ambientalista milanese Sebastian Colnaghi sottolinea l’urgenza di ridurre l’uso della plastica

    SOS tartarughe: l’ambientalista milanese Sebastian Colnaghi sottolinea l’urgenza di ridurre l’uso della plastica

    Durante un giro lungo la costa dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, in Sicilia, l’ambientalista originario di Milano Sebastian Colnaghi ha rinvenuto senza vita una giovane tartaruga marina della specie Caretta caretta. Il decesso dell’animale è stato causato dall’ingestione di un palamito, un attrezzo da pesca costituito da una lunga lenza alla quale vengono applicati dei fili di nylon che culminano con un amo.

    Sebastian Colnaghi, che di recente è stato nominato da Legambiente ambasciatore del progetto “Tartalove” a difesa delle tartarughe marine, ha immediatamente avvertito la Guardia Costiera che ha assicurato il proprio intervento nella rimozione dell’esemplare dall’area.

    “Ancora un animale vittima dell’inquinamento e dell’incuria dell’uomo – dichiara l’ambientalista, – questa giovane tartaruga è stata portata a riva dalla mareggiata e l’ispezione esterna ha rivelato la presenza di un pericoloso palamito che fuoriusciva dalla sua bocca”.

    Le tartarughe marine, creature iconiche dei nostri mari, sono sempre più minacciate dall’ingestione accidentale di ami da pesca ma anche della plastica. Colnaghi ha sottolineato l’urgenza di agire per preservare questa specie dall’estinzione.

    “Oltre 33 mila bottigliette di plastica – aggiunge Colnaghi – finiscono in mare ogni minuto. La plastica è una minaccia non solo per le tartarughe ma per l’intero ecosistema marino. È fondamentale agire per garantire che le generazioni future possano ammirare queste creature senza doverle piangere”.

    Colnaghi cita uno studio condotto dalla University of Queensland il quale rivela che almeno il 52% delle tartarughe marine ha ingerito rifiuti. La plastica rappresenta una minaccia letale poiché le tartarughe non riescono a distinguere i sacchetti di plastica dalle meduse di cui si cibano principalmente e, una volta ingeriti, non c’è via di ritorno.

    Un solo sacchetto può condurre alla morte di una tartaruga. Per questa ragione la Caretta caretta è ora inclusa nella lista rossa delle specie in via di estinzione dell’IUCN, evidenziando l’urgenza di adottare misure concrete per proteggere queste affascinanti creature marine e preservare l’equilibrio fragile del nostro ecosistema marino.

  • L’alzaia del ‘Naviglio in regresso’ è interrotta da tempo

    L’alzaia del ‘Naviglio in regresso’ è interrotta da tempo

    Una delle alzaie che percorrono il ‘Naviglio in regresso’ da Turbigo a Nosate è interrotta da tempo per la caduta di alberi. Non è noto di chi sia la gestione di questo canale che partendo da Turbigo (centrale Castelli) invia una certa portata d’acqua al Ticino, nella lanca che fa da carico al Naviglio Langosco. Non è noto di chi sia la competenza, quello che è certo che l’alzaia è interrotta e non è percorribile neanche a piedi. E’ un vero peccato per chi alla domenica desidera fare una passeggiata nel verde del Parco del Ticino. Lo segnaliamo, magari qualche istituzione potrebbe decidere di intervenire.

  • Vanzago: questa sera un incontro sullo spostamento del Canale Derivatore Valle Olona

    Vanzago: questa sera un incontro sullo spostamento del Canale Derivatore Valle Olona

    L’amministrazione comunale di Vanzago ha promosso per lunedì 26 febbraio sera (a partire dalle ore 21.00) l’incontro pubblico per la cittadinanza.

    Il nuovo tracciato del Villoresi, durante il quale verrà presentato il progetto di spostamento del canale derivatore Valle Olona, nell’ambito del potenziamento ferroviario Rho-Parabiago.

    L’iniziativa si terrà presso la Sala consiliare di Palazzo Calderara e vedrà gli interventi, tra gli altri, del Direttore Generale del Consorzio Valeria Chinaglia.

    In virtù di una convenzione siglata da ETVilloresi e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), i lavori per la realizzazione di un nuovo tratto di derivatore Valle Olona nei Comuni di Pogliano e Vanzago, nell’Altomilanese, sono stati affidati al Consorzio. L’intervento si è reso necessario dal momento che il quadruplicamento della linea ferroviaria tra Rho e Parabiago comporta un allargamento della piattaforma ferroviaria che restringe significativamente lo spazio occupato dal canale, già oggi compreso tra ferrovia e abitazioni.

    Il Valle Olona è un importante derivatore del Canale principale Villoresi, che irriga circa 3.600 ettari di terreni coltivati prevalentemente a mais. Il nuovo tracciato del canale non solo consentirà di preservare e migliorare la funzione irrigua del vettore, ma rappresenterà anche un’occasione di valorizzazione territoriale.

  • Malpensa, nuova sperimentazione per ridurre impatto acustico su Comuni

    Malpensa, nuova sperimentazione per ridurre impatto acustico su Comuni

    Al via il 16 aprile la sperimentazione di nuove rotte degli aerei in uscita dall’aeroporto internazionale di Malpensa verso nord e verso sud per ridurre l’impatto acustico sui comuni della fascia dell’Ovest Ticino, in provincia di Novara. “Si lavora a nuovi scenari migliorativi”, spiega all’Agi la vicepresidente della Provincia di Novara Michela Leoni che ieri ha partecipato alla seduta della Commissione aeroportuale indetta da Enac.

    “Da parte di Enac – riferisce Leoni – e’ stato evidenziato come, dopo un lungo lavoro di raccolta dei dati acustici e la successiva elaborazione modellistica, siano scaturiti nuovi scenari migliorativi rispetto al riferimento del 2018 per quanto riguarda la configurazione delle rotte in uscita dall’aeroporto. Sea, Ente gestore dello scalo, ha dal canto suo presentato i due nuovi scenari che hanno come obiettivo la riduzione del numero di popolazione esposta ai diversi livelli acustici: per cio’ che riguarda le rotte incidenti sul territorio piemontese, rispetto alle quali sono stati forniti numerosi report di carattere tecnico, sono previste modifiche alle rotte di decollo sia verso nord, sia verso sud”.

    La sperimentazione verra’ avviata a partire dal 16 aprile e durera’ per un periodo compreso tra i 4 e i 6 mesi, prolungandosi per tutta l’estate. “Durante questa sperimentazione – aggiunge il vicepresidente – Arpa Lombardia e Sea effettueranno monitoraggi acustici sia sul territorio lombardo che sul territorio novarese, in particolare nel comune di Oleggio, tra quelli piu’ colpiti”. La scelta definitiva delle nuove rotte di decollo sara’ effettuata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. La Commissione e’ stata aggiornata al 14 marzo per approvare definitivamente gli scenari oggetto di sperimentazione

  • Coldiretti: contro lo smog arrivano le piante ‘mangia polveri’ e che salvano i nostri polmoni

    Coldiretti: contro lo smog arrivano le piante ‘mangia polveri’ e che salvano i nostri polmoni

    Per combattere l’emergenza smog che assedia le città italiane, dove sono scattate le prime misure di limitazione del traffico, arrivano le piante mangia polveri per ripulire l’aria inquinata dalle emissioni di Co2 e salvare i polmoni dei cittadini.

    E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’inaugurazione, avvenuta ieri, di Myplant&Garden di Milano dove sono esposte, in collaborazione con Assofloro, le specie di piante più adatte a catturare i gas a effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici, ma anche di limitare l’inquinamento all’interno delle abitazioni, alla presenza del presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini e del Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana.

    Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili – sottolinea Coldiretti – mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno, secondo una analisi della Coldiretti.

    Promuovere essenze con il Leccio, la Fotinia, il Pittosforo, il Lauro o l’Eleagno aiuta dunque a rendere le strade più vivibili.Ma è importante anche il ruolo dell’Acero Riccio. Dodici piante assorbono – spiega Coldiretti – l’equivalente della CO2 emessa da un’auto di media cilindrata che percorre 10 mila km/anno.

    E piante antismog sono anche la Betulla, il Cerro, il Ginkgo Biloba, il Tiglio, il Bagolaro, l’Olmo campestre, il Frassino comune e l’Ontano nero. Ma ci sono anche – continua la Coldiretti – le piante da appartamento che possono ridurre del 20% l’anidride carbonica in case, scuole, uffici e ospedali e del 15% il quantitativo di polveri sottili PM 2,5. Si va dalla Sansevieria alla Yucca, dalla Camadorrea alla Schefflera, dal Pothos alla Diffenbacchia, dallo Spatifillo fino ad arrivare all’Anturium.

    Un modo efficace di combattere l’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi, talmente diffuso da essere descritto come ”Sindrome dell’edificio malato”, causando l’insorgere di mal di testa e problemi respiratori.

    Per ridurre l’inquinamento e mantenere l’impegno a contrastare i cambiamenti climatici bisogna, dunque, intervenire in modo strutturale sugli ambienti metropolitani ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato.

    Questo considerato che In Italia ogni abitante dispone di appena 32,5 metri quadrati di verde urbano con una situazione preoccupante per i grandi centri dove si va dagli 18,5 metri quadrati pro capite di Milano ai 16,9 di Roma, ai 13,5 di Napoli, dai 9,4 di Bari ai 12 metri quadrati di Palermo, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

    L’analisi sottolinea anche come la presenza di aree verdi sia anche un baluardo contro il caldo, considerando che un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 gradi rispetto a zone dove non ci sono piante o ombreggiature verdi.

    Gli alberi infatti rinfrescano gli ambienti in cui si trovano grazie sia all’ombreggiatura che creano e sia alla traspirazione e fotosintesi del fogliame diventando dei grandi condizionatori naturali: un’area verde urbana di 1500 metri quadrati raffredda in media 1,5 gradi e propaga i suoi positivi effetti a decine di metri di distanza.

    Una spinta positiva in tale ottica è arrivata dal Bonus Verde, fortemente sostenuto da Coldiretti, che prevede una detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

    La misura è in scadenza il prossimo 31 dicembre 2024 ed è importante che venga rinnovata con la Legge di bilancio, portando possibilmente al 50% la detrazione e/o innalzandola da 5.000 a 10.000 euro. ”La valorizzazione del ruolo del verde a tutela della salute dei cittadini rappresenta una nuova opportunità per promuovere un settore cardine per l’economia italiana”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

    ”Puntare sulla filiera 100% italiana garantisce alla biodiversità locale di crescere – ha aggiunto – e alle nostre città di avere un alleato in più contro l’inquinamento.

    Puntiamo sulla giusta retribuzione delle piante, nel massimo rispetto della legge contro le pratiche sleali”.