Categoria: Territorio

  • Giusto leggere le chat dei figli? Parlano pediatri e psichiatri

    C’era una volta il diario, spazio inviolabile che l’adolescente riempiva di segreti e confessioni, affidandogli le emozioni più intime, i dubbi e i primi turbamenti. Quelle pagine sono state soppiantate da computer e cellulari, dai social e dalle chat, ma ora come allora al genitore resta lo stesso identico dilemma: leggere o non leggere?

    Meglio controllare oppure non sapere? Una scelta ancora più tormentata oggi, nell’era digitale che espone i ragazzi al rischio di incontrare, nelle stanze virtuali, dei pericoli reali. Cosa fare dunque? “Controllare il telefono del figlio è un atteggiamento autoritario e un fallimento della funzione educativa genitoriale”, dice all’Adnkronos Salute Italo Farnetani, ordinario di Pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta. “Invadere la privacy di un adolescente controllando il suo telefono può avere diverse conseguenze psicologiche”, osserva Giovanna Crespi, segretario della Società italiana di psichiatria forense (Sipf). “I genitori sono di tre tipi”, analizza Farnetani. Da un lato ci sono “i permissivi”, che “non pongono assolutamente limiti ai figli lasciandoli liberi di fare ciò che vogliono”; sul fronte opposto si trovano “gli autoritari”, che “danno direttive e alzano paletti senza discuterli”, e in mezzo ci sono “gli autorevoli. Quelli che con la prole hanno un dialogo, che quando fissano dei limiti li spiegano e li motivano, perché hanno impostato un rapporto per cui fin dall’infanzia i figli hanno con il genitore una reciprocità e un’abitudine a confrontarsi, a domandare e capire. E’ ovvio che il controllo del telefono è un modo di agire autoritario”. In altre parole, spiega l’esperto, “se un genitore sente la necessità di controllare il cellulare del figlio mostra di non avere fiducia in lui, di non poter usare nessun altro modo per entrare in relazione con il ragazzo se non quello di insinuarsi di nascosto nel suo mondo”. “E’ una mancanza di relazione e di comunicazione che viene da lontano, dai primi anni di vita”, precisa il pediatra. “Una distanza che si crea quando il genitore non ha mai saputo entrare in contatto reale, dialogare e perciò educare il figlio motivando e spiegando ciò che gli chiede”. Mentre “il genitore autorevole ha imparato fin da subito a colloquiare con il figlio, ad aiutarlo a crescere attraverso il dialogo, accompagnandolo e offrendogli solidi punti di riferimento, in primis il genitore stesso”, quello “autoritario davanti a un problema pensa di risolverlo con le punizioni, imponendo al figlio divieti e regole rigide da rispettare. Anziché, come farebbe il genitore autorevole, spiegandogli, convincendolo, motivando e correggendo l’errore attraverso una persuasione motivata”. Per Farnetani è questo il modello da perseguire: “Se c’è un problema, andrebbe affrontato insieme in famiglia. Ritrovarsi costretti a invocare aiuti esterni, fino ai casi estremi di ricorso alle forze dell’ordine, mette in discussione la capacità genitoriale di educare e aiutare i figli nella crescita”.

  • Arconate, l’Omnicomprensivo diventa ‘Scuola europea eTwinning’

    ARCONATE Anche se è tempo di vacanza, all’Istituto Omnicomprensivo Europeo di Arconate e Buscate è arrivata la notizia riconoscimento di “Scuola europea eTwinning 2023/2024”, per l’impegno nell’innovazione e nello scambio multiculturale attraverso la piattaforma eTwinning.

    Etwinning è una grande comunity europea di insegnanti nata nel 2005 su iniziativa della Commissione Europea e attualmente tra le azioni del Programma Erasmus+ 2021-2027. eTwinning si realizza attraverso una piattaforma informatica che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare in modo semplice, veloce e sicuro, sfruttando le potenzialità delle tecnologie online. eTwinning è il tramite per aprirsi ad una nuova didattica basata sulla progettualità, lo scambio e la collaborazione, in un contesto multiculturale e con numerose opportunità di formazione e riconoscimento di livello internazionale.

    Nel corso dell’anno sono stati molti i progetti che hanno visto impegnati docenti e studenti e studentesse sulla piattaforma, ne ricordiamo solo due “United in Diversity” e “What Makes Us Decides”.
    Il primo fa parte del progetto Erasmus+ con il Liceo di Kouvola in Finlandia che ha coinvolto 15 studenti delle quarte in una riflessione sulla ricchezza della diversità.

    Il secondo ha visto come protagonisti 8 studenti delle classi 5A, 5C e 4A che, in collaborazione con altri studenti di un liceo di Istanbul hanno riflettuto sull’influenza dei processi decisionali quotidiani da parte dei social media, spesso controllati da algoritmi e bias cognitivi.

    Grande è la soddisfazione del Dirigente Scolastico dott. Emanuele Marcora: “Il nostro Istituto ha compreso che il binomio internazionalizzazione e digitale è fondamentale per la formazione di studenti e studentesse. Etwinning permette di sviluppare competenze multilinguistiche utilizzando metodologie di insegnamento e apprendimento innovative. Un grande ringraziamento va ai dipartimenti di lingue dell’Istituto che si sono spesi con la passione e la professionalità che li contraddistingue”.

    Ma i progetti non finiscono qui, negli ultimi giorni di scuola è iniziato un nuovo progetto Erasmus nell’ambito della cooperazione tra scuole dal titolo ““The Way of Waste” che mira a elaborare proposte concrete di buone pratiche. L’obiettivo è quello di utilizzare la metodologia Project Based
    Learning e presentare proposte di sensibilizzazione sul tema della gestione dei rifiuti in
    modo che il comune di Arconate possa rientrare nella classifica dei comuni ricicloni,
    iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente.

    L’esperienza di studio, ricerca continuerà per tutto il prossimo anno scolastico per culminare nel maggio 2024 con il Festival dell’Europa che si terrà a Hebro, Danimarca, dove si riuniranno tutti i partecipanti ospitati la scuola capofila Mariagerfjord Gymnasium.

  • Adda e Lago di Como: fine dell’emergenza, ma si punta a maggiore risparmio idrico

    MILANO Si è tenuto a Palazzo Lombardia l’annunciato Tavolo ‘ad hoc’, convocato dall’assessore di Regione Lombardia con delega all’Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, in merito alla specifica situazione idrologica del bacino del fiume Adda, al fine di condividere le più opportune strategie per la gestione delle risorse idriche nel proseguo della stagione irrigua e turistica.

    “Il Tavolo odierno – spiega Massimo Sertori – aveva come obiettivo quello di condividere una strategia gestionale della risorsa idrica che consentisse, da un lato, di tutelare le necessità dell’agricoltura per la stagione irrigua, e dall’altro di considerare anche tutti gli altri interessi, compresi quelli delle realtà lacuali. Per questo, ho ritenuto opportuno invitare tutti gli attori coinvolti nella gestione delle acque nel bacino dell’Adda e del Lago di Como”.

    “Come sempre – prosegue Sertori – il confronto è stato proficuo e costruttivo. Oltre agli operatori idroelettrici, che nel corso della riunione hanno ribadito l’impegno preso qualche giorno fa di garantire un rilascio verso il Lago di almeno 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno, oggi anche il mondo irriguo ha risposto con senso di responsabilità e lungimiranza. In particolare, attraverso una gestione cautelativa delle erogazioni verso il fiume Adda, ci si prefigge l’obiettivo di ridurre il più possibile la discesa dei livelli del Lago, che nel mese di giugno è stata molto importante; le azioni di risparmio idrico saranno portate avanti considerando, comunque, la necessità di concludere positivamente una stagione irrigua che, solo qualche mese fa, sembrava difficilissimo portare a termine”.

    L’attuale situazione delle riserve idriche del bacino dell’Adda e del Lago di Como, infatti, mostra ancora un deficit del 30% rispetto alla media del periodo di riferimento, come conseguenza delle scarse precipitazioni nevose che hanno caratterizzato lo scorso inverno. Nonostante ciò, lo stato delle riserve risulta notevolmente migliore rispetto a quello registrato nel luglio 2022, quando il deficit superava addirittura il 70%.

    “È necessario non abbassare la guardia – prosegue Sertori – e proseguire nella gestione cautelativa della risorsa idrica che ha caratterizzato i primi mesi del 2022; ricordo che tutte le cautele adottate, anche grazie al confronto e coordinamento portato avanti nell’ambito del Tavolo regionale, hanno contribuito a mitigare una potenziale crisi idrica che poteva essere ancora peggiore di quella dello scorso anno. Bene, quindi, gli accordi raggiunti oggi. Resta comunque inteso che la situazione delle riserve idriche e dei livelli del lago andrà costantemente monitorata, giorno per giorno, per assumere tempestivamente tutte le azioni correttive che saranno necessarie. A questo proposito, è già stato convocato un nuovo Tavolo regionale per il 24 luglio prossimo”.

    Da ultimo, Regione e mondo agricolo hanno concordato sull’opportunità di puntare, a medio e lungo termine, su interventi di efficientamento della rete irrigua che consentano ancora maggiore risparmio idrico. “Per questo sarà fondamentale – conclude Sertori – un lavoro congiunto di progettazione e presentazione al Governo degli interventi prioritari da finanziare nei prossimi mesi”.

  • “WE LOVE NAVIGLI”: ETVilloresi con Rotary Club Milano per la pulizia e il decoro degli storici canali

    We Love Navigli è l’iniziativa, cui ETVilloresi partecipa, ricompresa nel programma rotariano Mare Nostrum, che si propone di far conoscere la bellezza dei Navigli milanesi ed al tempo stesso di tutelarli dall’incuria e dalla inciviltà dilaganti con un chiaro riferimento ai numerosi rifiuti che vengono quotidianamente gettati in alveo.

    MILANO – In proposito è stata messa a punto una operazione che durerà qualche mese e che si svilupperà su diversi fronti per raggiungere e sensibilizzare la cittadinanza. Grazie al Rotary Club Milano sono state distribuite ai ristoranti della movida – che hanno aderito con entusiasmo – centinaia di cartoline e di locandine che invitano in modo divertente i giovani a mantenere comportamenti civili. E’ stato inoltre creato una sorta di “gioco”, gestito dai ristoratori, che premia gli avventori virtuosi con la distribuzione di pins create esclusivamente per We Love Navigli. Alle decine di bancarelle di antiquariato lungo il Naviglio Grande il Rotary Club Milano ha fatto pervenire oltre un migliaio di brochure e calendari 2023 di ETVilloresi.

    E’ stata pensata poi anche una comunicazione social con il coinvolgimento di un ambasciatore d’eccezione: Simone Lunghi, l’Angelo dei Navigli, chiamato a stimolare il senso civico tra il pubblico dei più giovani. Mercoledì 19 luglio, alle ore 10.30, si terrà sul Barcone di Milano (ormeggiato in Ripa di Porta Ticinese, all’altezza del civico 61) la conferenza di presentazione del progetto We Love Navigli.

  • Stagione irrigua in corso: Regione Lombardia chiede la collaborazione degli idroelettrici

    Si è riunita lunedì 10 luglio la Giunta tecnica del Consorzio dell’Adda, che ha confermato la riduzione al 70% delle portate di competenza derivate dal fiume Adda da tutti i Consorzi irrigui. Questo è avvenuto dopo un mese di rilasci dal lago per favorire il completamento del primo ciclo di colture e consentire la semina dei secondi raccolti grazie alle piogge che si sono registrate nelle province di Como e Lecco ma anche in Valtellina.

    Per non svuotare completamento il bacino lariano, sostenendo il mantenimento del livello idrometrico a salvaguardia dell’uso primario irriguo ma con attenzione rivolta a tutte le attività che utilizzano l’acqua, Regione Lombardia si è rivolta ai gestori idroelettrici, chiedendo un loro contributo. Dall’Assessorato regionale agli Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche ed Utilizzo della risorsa idrica fanno sapere che nei prossimi quindici giorni gli operatori idroelettrici, che gestiscono le dighe in Valtellina, turbineranno complessivamente circa 4 milioni di metri cubi d’acqua al giorno. Conseguentemente alle precipitazioni verificatesi negli ultimi giorni, il Consorzio dell’Adda ha convenuto di aumentare all’80% delle portate di competenza derivate dall’Adda da tutti gli utenti irrigui. La portata del Naviglio Martesana è pertanto passata il 13 luglio a 29 mc/s.
    Per quanto riguarda il Lago Maggiore, il Consorzio del Ticino ha imposto da venerdì 14 luglio una diminuzione delle portate derivate dagli utenti irrigui lombardi e piemontesi, dopo la riduzione di 30 mc/s richiesta agli idroelettrici nelle scorse settimane. Sono state effettuate pertanto manovre di riduzione delle portate nel Canale Villoresi, che è passato da 52.5 mc/s a 46.5 mc/s, e di quelle del Naviglio Grande da 64 mc/s a 58 mc/s.

    ETVilloresi, alle prese con le regolazioni stagionali, sta pianificando intanto le manutenzioni autunnali in modo da ridurre i periodi di asciutta. Settimana prossima verranno deliberate le modifiche al calendario delle asciutte 2023 e formalizzate le date di quello relativo alla primavera 2024.

  • Franco Battaglia smonta la gigantesca eco-balla sui morti di caldo

    Ditemi che c’è là fuori – soprattutto nelle redazioni dei Tiggì e dei più quotati organi d’informazione – un sacco di gente ipnotizzata. Perché io so benissimo di essere di intelligenza mediocre, eppure mi sento un gigante del pensiero, uno il cui cervello è la somma di quelli di Galileo, Newton e Einstein messi insieme, al cospetto di ciò che trasuda dagli schermi della Tv e dalle pagine appese nelle edicole. Allora, escluse le fantasie sul mio poderoso cervello ed esclusa l’ipnosi collettiva, qualcuno mi spieghi com’è che tutti i gli organi d’informazione nazionali e internazionali abbiano raccontato dei 62.000 morti in Europa (18.000 in Italia) a causa del riscaldamento globale, e tutti lì a bere la colossale balla.

    Sono anni che raccontano che il riscaldamento globale attiene ad 1 grado – dicesi 1 grado – di temperatura media globale più alta oggi che 150 anni fa – dicesi 150 anni fa – praticamente una variazione impercettibile a qualunque organo del nostro corpo, e ora i medesimi ci raccontano che codesto aumento ha ammazzato in 3 mesi del 2022 ben 62.000 cristiani in Europa e 18.000 in Italia. L’ha detto Nature, ullallà! Potrebbero averlo detto anche Budda, Maometto e, Dio mi perdoni, lo stesso Gesù Cristo, perché la più ragionevole reazione ai 62.000 morti per 1 grado in più, almeno per me che sono un cretino, sarebbe: chissenefrega chi l’ha detto, è una balla, punto.

    Siccome capisco che sto avendo a che fare con ipnotizzati, mi tocca mostrarvi le temperature massime registrate all’aeroporto di Milano-Linate nel luglio del 1982 e nel luglio del 2022. Eccole qua.

    temperature Milano Linate nel tempo

    Per tutto il mese di luglio di entrambi gli anni considerati le temperature sono rimaste nella fascia 30-37 gradi, e 37 gradi fu appunto la temperatura massima del mese, sia per il 1982 (7 luglio) che per il 2022 (22 luglio). Dando per buono il numero di decessi comunicatici dalla “scienza” della “prestigiosa” (va da sé) rivista “scientifica” Nature, bisogna avere proprio una straordinaria fantasia – che io non ho – per ipotizzare che la causa sia la differenza fra le temperature dei due anni considerati. E se invece, la butto là, i decessi per colpo di caldo fossero dovuti non a 1 grado in più ma a 15 gradi in più? Voglio dire: se i poveretti deceduti fossero vissuti in un ambiente climatizzato, con temperatura non di 37 gradi ma di 22 gradi, magari non sarebbero morti. Voi che ne dite? Vi sembra più plausibile morire perché la temperatura è stata troppo alta di 1 grado o troppo alta di 15 gradi?

    Ove concordaste col mio sospetto, la domanda ora è come mai quei disgraziati avessero il climatizzatore spento. E su questo avanzo un’altra ipotesi di lavoro: o che non l’avevano oppure che lo tenevano spento. La seconda che ho detto è la più probabile, anche perché l’aveva anticipata nientepopodimeno che Mario Draghi: cosa volete, l’aria condizionata o la pace? E, prima di lui, gli ambientalisti d’ogni colore hanno strologato per anni sostenendo che l’elettricità costa troppo poco. Perché solo se l’elettricità costa molto allora i loro dannatissimi impianti fotovoltaici diventano remunerativi. Onde per cui si sono inventati la transizione energetica, grazie alla quale (o meglio, al perseguimento della quale, perché nessuna transizione energetica è possibile) il costo delle bollette elettriche è salito alle stelle; e i vecchietti con poche centinaia d’euro di pensione preferiscono tenere il climatizzatore spento, ignari che il loro rischio di morire va alle stelle.

    In conclusione: i morti per il caldo aumenteranno se si persegue la transizione energetica. Più saranno gli impianti fotovoltaici, più morti per caldo ci saranno. Mettetevelo bene in testa.

    Franco Battaglia, 14 luglio 2023

    da www.nicolaporro.it

    FRANCO BATTAGLIA è catanese di nascita (1953) e triestino nel cuore. Dopo gli studi classici, la laurea in Chimica, e il Ph.D. americano in Chimica-Fisica, nel 1987 è diventato professore di Chimica Teorica. Ha svolto ricerca per 7 anni all’estero: al Max Planck Institut di Göttingen (Germania) e alle università di Rochester (NY), di Buffalo (NY) e alla Columbia University di New York; e per il resto del tempo in Italia: alle università di Roma Tor Vergata, della Basilicata, di Roma Tre e di Modena, come professore di Chimica Teorica e di Chimica-Fisica. Ha collaborato col Giornale dal 1999 al 2021. Dal 2021 collabora con La Verità. Considera gli ambientalisti i peggiori nemici dell’ambiente, e quello dei cervelli l’inquinamento più insidioso.

  • Il ‘ghiozzetto dei fontanili’ torna nel Ticino.. e negli scatti di Simone Macchi

    MAGENTA Simone Macchi ha concluso da poco il suo anno di Servizio Civile al Parco del Ticino, ma la passione di fotografo naturalista ovviamente rimane immutata. La sua fama ormai è ben solida, a partire dalla bellissima fotografica di scatti naturali effettuati durante la pandemia.

    Questa volta ci fa conoscere il cosiddetto panzarolo (Knipowitschia punctatissima): un pesciolino endemico dell’Italia nord orientale. Viene chiamato anche ghiozzetto dei fontanili, perché il suo ambiente sono le risorgive (acque pure, limpide, ossigenate, con corrente ridotta o assente, temperatura costante nel corso dell’anno, fondi sabbiosi e ricchezza di piante acquatiche).

    Nelle foto esemplari di diverse taglie che popolano una risorgiva nella foresta ripariale del Ticino.

    Il panzarolo è un piccolo gobide caratteristico esclusivamente degli ambienti di risorgiva. Allo stato attuale la sua presenza è limitata alle sole risorgive del parmense e del reggiano. Questa specie ha una notevole importanza da un punto di vista naturalistico. Necessita quindi di opportuna tutela, insieme all’ambiente in cui vive. In considerazione del fatto che è in grado di colonizzare rapidamente ambienti con caratteristiche idonee, si può ipotizzare la sua reintroduzione in aree, dove è attualmente scomparso, una volta verificata la fattibilità di questa operazione. E’ inoltre importante limitare la presenza di specie alloctone che possono competerecon il panzarolo.

    Essendo il Parco del Ticino un parco fluviale, la fauna ittica non può che avere una rilevanza particolare nella gestione faunistica.

    Un importante lavoro relativo ai pesci del Ticino è la carta ittica della Provincia di Milano. In essa si riporta il rinvenimento di 47 specie ittiche, di cui 17 esotiche e 30 autoctone. Tra queste ultime vi sono endemismi italiani che si trovano in stato di declino e che la legge impone di proteggere.

    Tra le specie minacciate ricordiamo: la Trota marmorata (un tempo la regina di questo fiume), il Pigo e lo Storione cobice.

  • Lombardia: 1.122.321 kg di pile e accumulatori portatili raccolti nel 2022

    In Lombardia sono stati raccolti 1.122.321 kg di pile e accumulatori portatili nel 2022, nei 2.453 luoghi di raccolta iscritti al Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA) che coordina la filiera di raccolta e avvio al trattamento, riciclo e smaltimento di pile e accumulatori.

    In Italia nel 2022 la raccolta si è attestata su un valore assoluto pari a 10.291.821 kg, con un incremento di circa 40.000 kg rispetto all’anno precedente.

    È inoltre aumentato significativamente il numero di luoghi di raccolta iscritti al CDCNPA in tutte le regioni italiane, nel 2022 sono passati da 11.296 a 12.818 con un tasso di crescita pari a circa l’11-12% nelle macro-aree Nord e Centro, e al 18% nel Sud.

    Aumentano gli accumulatori nuovi immessi sul mercato, pari a 397.350 tonnellate, anche grazie alla sempre maggiore diffusione dei veicoli a trazione elettrica o ibrida e alle batterie destinate all’accumulo. Nel 2022 la raccolta degli accumulatori industriali e per veicoli ha raggiunto un totale di 125.835 tonnellate.

    “Siamo sempre più testimoni in questi tempi di un cambio tecnologico importante, gli accumulatori ricaricabili – non solo quelli venduti singolarmente, ma anche quelli compresi nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche di largo consumo – stanno prevalendo sempre più sul mercato, e il loro ciclo di vita più ampio non permette di intercettare il rifiuto in maniera immediata, dilatandone i tempi di ritorno”, spiega il Presidente del CDCNPA, Giuliano Maddalena, anche commentando il nuovo regolamento UE per la progettazione, la produzione e la gestione di ogni tipo di batteria e la gestione dei successivi rifiuti, “fra le novità, il regolamento prevede che entro il 2027 le batterie portatili incorporate negli apparecchi siano rimovibili e sostituibili dall’utilizzatore finale, lasciando agli operatori tempo sufficiente per adattare la progettazione dei loro prodotti a tale requisito e la definizione di nuovi e più ambiziosi obiettivi di raccolta e riciclaggio. Inoltre, è prevista l’introduzione dell’obbligo della dichiarazione ed etichetta dell’impronta di carbonio e del passaporto digitale per le batterie dei mezzi di trasporto leggeri (LMT), le batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh e le batterie EV”.

    “Come CDCNPA siamo a disposizione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per fornire il consueto supporto per la imminente revisione normativa che dovremo attuare anche in Italia, fornendo spunti, analisi e ipotesi operative, mantenendo i principi di equità, omogeneità e di ottimizzazione dei costi, anche per garantire i consumatori” – conclude Maddalena.

  • Magenta, SOLO AFFITTI:  due promozioni da prendere al volo per questa estate

    Magenta, SOLO AFFITTI: due promozioni da prendere al volo per questa estate

    Tempo di promozioni per SOLO AFFITTI, la nuova agenzia guidata dalla dottoressa Maria Antonietta Trapani, che ha aperto da qualche mese in via Volta, ed è dedicata nello specifico ai temi della locazione.

    MAGENTA – Nella fattispecie sono due le promozioni che SOLO AFFITTI propone da qui al prossimo settembre:

    Il primo riguarda la redazione, stipula e registrazione del contratto di locazione: 50% di sconto nei mesi di luglio e settembre.

    Il contratto di locazione è il documento principe che regola i rapporti tra proprietario ed inquilino. Stipularlo nella maniera corretta evita spiacevoli sorprese e delinea patti chiari e relazioni serene. Affidati agli specialisti della locazione. “Ti aiutiamo noi, anche se hai già selezionato l’inquilino o devi procedere al rinnovo” spiega la dott.ssa Trapani.

    L’altra promo estiva non è meno interessante:

    “Affidaci l’ incarico di affitto del tuo immobile nei mesi di luglio e settembre e in omaggio avrai uno SMARTPHONE alla firma del contratto di locazione”.

    Ciò detto, la presenza di SOLO AFFITTI in città è sempre più radicata, non solo perché ci si può sempre rivolgere agli uffici di via Volta82, primo piano. Ma anche perché è ormai diventata una abitudine vedere il gazebo di SOLO AFFITTI al mercato del lunedì.

    Un modo per essere in mezzo alla gente e far conoscere a più persone possibili, le tante proposte di consulenza che SOLO AFFITTI è in grado di garantire a chi si affiderà a questo staff di professionisti preparato e competente

  • Lago Maggiore e d’Orta: cinque punti su nove con inquinamento oltre limiti di legge

    NOVARA Cinque punti su nove con livelli di inquinamento oltre i limiti di legge sul lago Maggiore e due su cinque sul lago d’Orta: sono questi in sintesi gli esiti del monitoraggio effettuato dalla Goletta dei Laghi di Legambiente nei due laghi tra le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola.

    Controllati in particolare canali e foci, le principali vie attraverso le quali l’inquinamento microbiologico derivante da cattiva depurazione o scarichi illegali raggiunge i laghi. I risultati delle analisi effettuate sui campioni prelevati nei giorni scorsi da un team di tecnici e volontari dell’associazione ambientalista sono stati presentati questa mattina durante la conferenza stampa tenutasi a Pella, sulla sponda occidentale del Cusio. Nove i punti oggetto di prelievi sulla sponda piemontese del Lago Maggiore.

    Quattro di questi sono risultati entro i limiti di legge: la foce del torrente Erno a Lesa (No), la foce del torrente Selvaspessa a Baveno (Vco), la foce del torrente Vevera ad Arona (No) – che da oltre un decennio e’ risultata “inquinata” o “fortemente inquinata” – e il lago presso lo sfioratore rio San Luigi ad Arona (No), che dal 2019 e’ risultato “fortemente inquinato”. La foce del fiume Toce a Verbania, invece, e’ risultata inquinata, mentre era fortemente inquinata negli anni 2021 e 2022. La foce del torrente San Giovanni a Verbania risulta inquinata quest’anno come nel 2021, mentre era entro i limiti lo scorso anno. I punti “fortemente inquinati” includono la foce del rio Arlasca a Dormelletto, che era anche fortemente inquinata nel 2022 ma entro i limiti nel 2020 e nel 2021, e la foce del torrente San Bernardino a Verbania, che invece era entro i limiti tra il 2020 e il 2022. Sul Lago d’Orta sono stati campionati cinque punti, di cui due sopra i limiti di legge. In particolare, e’ risultato fortemente inquinato il punto campionato alla foce del torrente Lagna nel comune di San Maurizio d’Opaglio (No). La foce del torrente Pescone (No) sulla passeggiata a lago sud a Pettenasco e’ risultata inquinata, mentre negli anni 2021 e 2022 era risultata “fortemente inquinata”. Entro i limiti di legge: lo sfioratore sul lungolago Beltrami 31 a San Maurizio d’Opaglio (No) – dopo essere stato fortemente inquinato lo scorso anno e nel 2018 – la foce del torrente Pellino a Pella (No) e la foce del Fiumetta in localita’ Bagnella, La Boschina a Omegna (Vco) che e’ risultata inquinata lo scorso anno e fortemente inquinata l’anno precedente. “I risultati sui laghi d’Orta e Maggiore indicano un miglioramento generale rispetto agli anni precedenti”, ha commentato Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi di Legambiente. “Nel lago d’Orta, la situazione sembra migliorare con meno punti inquinati e concentrazioni di inquinanti piu’ basse. Sul lago Maggiore, sebbene persistano alcune criticita’, si registra un leggero miglioramento rispetto all’anno scorso, con un minor numero di punti fortemente inquinati”.