Categoria: Territorio

  • Istituti Agrari della Lombardia: arriva “Ercole Olivario FUTURE – Sezione RENISA” 2026

    Istituti Agrari della Lombardia: arriva “Ercole Olivario FUTURE – Sezione RENISA” 2026

    Gli Istituti Agrari della Lombardia avranno tempo fino al 18 gennaio 2026 per iscriversi al Concorso Nazionale “Ercole Olivario FUTURE – Sezione RENISA” 2026, la nuova sezione ad hoc della XXXIV edizione dell’Ercole Olivario – il concorso nazionale che promuove e valorizza le eccellenze olearie dei territori italiani – dedicata alle produzioni olivicole realizzate dagli studenti degli Istituti Agrari italiani.

    Obiettivo della Sezione RENISA, indetta dal Comitato di Coordinamento dell’Ercole Olivario e da Re.n.is.a – Rete Nazionale degli Istituti Agrari – pensata nell’ottica del Sistema Ercole Olivario per investire nei giovani, offrendo agli studenti degli Istituti Agrari le competenze e le esperienze necessarie per diventare i protagonisti dell’olivicoltura del futuro; è di garantire uno spazio di crescita, confronto e dialogo tra scuole, tecnici e imprese del settore olivicolo; contribuire alla formazione di una nuova generazione di professionisti consapevoli, capaci di tutelare e innovare il patrimonio olivicolo italiano; avvicinare gli studenti ai principi dell’assaggio, dell’analisi sensoriale e ai criteri che definiscono un olio extravergine di oliva di eccellenza.

    “Ercole Olivario FUTURE- Sezione RENISA” si configura, quindi, come un percorso che pone al centro gli studenti degli Istituti Agrari Italiani, valorizzandone l’impegno, la crescita e il talento e offrendo agli allievi il riconoscimento del loro lavoro negli oliveti scolastici e nelle piccole produzioni di qualità; la formazione sensoriale e tecnica, allo scopo di sviluppare competenze da futuri assaggiatori e tecnici; il confronto con esperti e panel certificati, finalizzato al miglioramento delle produzioni; l’incentivo all’innovazione e alla sostenibilità, attraverso buone pratiche agronomiche e attività di sperimentazione; infine, un collegamento reale con territorio e imprese, per abbracciare l’intera filiera e immaginare il proprio percorso professionale.

    La partecipazione all’Ercole Olivario FUTURE – Sezione RENISA

    La partecipazione all’Ercole Olivario FUTURE – Sezione RENISA è riservata agli Istituti Agrari Italiani, purché siano in grado di garantire la produzione e la commercializzazione in proprio, di un lotto omogeneo di olio extravergine di oliva, ottenuto nella campagna olearia 2025-2026 e confezionato secondo la normativa europea vigente.

    L’iscrizione al concorso sarà possibile fino al 18 gennaio 2026 inviando la domanda di partecipazione a ercoleolivario@umbria.camcom.it (Regolamento completo sul sito www.ercoleolivario.it ).

    Ogni Istituto potrà partecipare con al massimo due campioni di olio extra vergine di oliva, il cui territorio di provenienza delle olive è attestato tramite autodichiarazione del Dirigente scolastico.

    La selezione dei campioni d’olio extravergine d’oliva, presentati in forma anonima secondo i rigorosi parametri di serietà e imparzialità che contraddistinguono l’Ercole Olivario, sarà affidata a una commissione di degustazione composta da membri iscritti all’elenco nazionale dei tecnici ed esperti di oli di oliva extra vergini e vergini, che effettuerà la valutazione seguendo il metodo del panel test e utilizzando luna apposita scheda di analisi sensoriale.

    A ricevere il diploma di merito saranno i campioni di olio extravergine d’oliva che abbiano ottenuto un punteggio superiore a 78/100, mentre la graduatoria dei premiati verrà elaborata dal panel per categoria di fruttato – fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso.

    Gli altri riconoscimenti dell’edizione 2026 che saranno assegnati sono: Menzione Speciale “Olio Monocultivar” dedicata all’olio monocultivar e Menzione Speciale Olio da Agricoltura Biologica.

    La Giuria potrà conferire ulteriori riconoscimenti in base alle caratteristiche dei campioni presentati.

    La consegna degli attestati e dei premi avverrà a Perugia nel mese di aprile 2026, in concomitanza con la premiazione dei vincitori della XXXIV edizione del Concorso nazionale Ercole Olivario 2026.

    Il concorso nazionale Ercole Olivario è indetto dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste; il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Sviluppo e Territorio – Azienda Speciale Camera di Commercio di Roma per lo sviluppo e la crescita di Roma e della regione Lazio; ICE – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) – Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari (IT) Sede di Pescara; Italia Olivicola ed Unaprol.

  • Lomellina, 14 progetti agrivoltaici al vaglio. Gli ambientalisti chiedono lo stop

    Lomellina, 14 progetti agrivoltaici al vaglio. Gli ambientalisti chiedono lo stop

    Sono quattordici i progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici attualmente all’esame dei Comuni, della Provincia di Pavia e di Regione Lombardia in Lomellina. A censirli è un’indagine dell’associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, rilanciata da La Provincia Pavese.

    Se tutti gli interventi venissero autorizzati, il territorio potrebbe essere occupato da circa 765 mila pannelli solari, con un consumo di suolo agricolo stimato in quasi 11 milioni di metri quadrati, su terreni considerati tra i più fertili della Pianura Padana e storicamente destinati alla coltivazione di riso e mais.

    Secondo quanto riportato da La Provincia Pavese, nel solo comune di Sannazzaro de’ Burgondi sono due i progetti in fase avanzata. Il primo è un impianto di iniziativa comunale, con un investimento pubblico di circa 800 mila euro, legato all’avvio operativo della comunità energetica locale. Il secondo è un progetto privato nella frazione di Mezzano, nell’area dove in passato sorgeva un grande allevamento bovino.

    A Pieve Albignola è invece già stato approvato un impianto agrivoltaico di grandi dimensioni, denominato “Livia”, con una potenza installata di 3,5 megawatt. A realizzarlo sarà GreenGo Srl, società attiva nel settore delle energie rinnovabili. I lavori, che interesseranno anche i territori di Sannazzaro, Dorno e Alagna, dovrebbero partire entro la fine di gennaio, con entrata in esercizio prevista entro la metà dell’anno grazie al collegamento diretto con la centrale Terna di Pieve Albignola. Altri progetti sono stati presentati anche nei comuni di Mortara, Parona e Tromello.

    Sull’intero pacchetto di interventi pesa però la netta contrarietà di Futuro Sostenibile in Lomellina. La presidente Alda La Rosa, sempre sulle colonne de La Provincia Pavese, spiega: «Abbiamo presentato osservazioni su diversi progetti, in particolare su quello previsto tra Parona e Mortara, evidenziando l’incompletezza dei piani e il mancato rispetto del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, che indica come prioritarie le superfici già edificate: tetti, capannoni, parcheggi e tettoie».

    L’associazione annuncia che la battaglia proseguirà: «Cresce la contrarietà dei cittadini lomellini verso gli impianti fotovoltaici a terra – aggiunge La Rosa –. I residenti sanno che non saranno loro a beneficiare dell’energia prodotta, ma le aziende che realizzano gli impianti. Al territorio resterebbero invece un forte impatto paesaggistico e la perdita irreversibile di campi agricoli di pregio».

  • Lavori alla Riserva Fagiana di Pontevecchio

    Lavori alla Riserva Fagiana di Pontevecchio

    A partire dalle prossime settimane inizieranno diversi lavori di sgombero degli alberi caduti in seguito all’uragano “Poppea”, un medicane che ha colpito il Parco Lombardo della Valle del Ticino nell’agosto 2023, causando danni a circa 1.400 ettari di bosco. I lavori comporteranno la rimozione degli alberi abbattuti, attraverso la depezzatura, l’estrazione e l’accatastamento della legna.

    SCOPO DEGLI INTERVENTI

    – Favorire la ricrescita del bosco, anche se sarà necessario molto tempo per tornare alla situazione pre-storm.

    -Lavorare durante l’inverno per ridurre l’impatto sulla fauna selvatica.

    – L’uso di escavatori per garantire la sicurezza degli operatori, dato l’alto rischio dovuto alla natura dei legni abbattuti.

    GLI SGOMBERI

    Nel linguaggio comune si intende per “sgombero” la rimozione dei fusti atterrati o spezzati: più correttamente si dovrebbe parlare di taglio ed esbosco.

    Riguardo ai lavori di sgombero, questi prevedono la depezzatura della legna a terra, la successiva estrazione dal bosco e l’accatastamento della stessa in punti chiamati “imposto” da dove verrà poi trasportata verso i punti di conferimento finale. Vista la grande dimensione delle piante e per garantire la sicurezza degli operatori potrà rendersi necessario utilizzare escavatori: lavorare con “legname da tempesta” comporta maggiori rischi.

    Tutte le aree interessate, così come le piste di accesso resteranno ovviamente bosco e una volta terminati i lavori, saranno oggetto di ripristino, come da r.r. 5/2007.

    Scopo degli sgomberi è favorire la ricrescita del bosco, anche se ci vorranno molti anni per tornare alla situazione ante tempesta. Si lavorerà nei mesi invernali per arrecare minore disturbo alla fauna selvatica, anche se non si potrà annullare del tutto l’impatto del cantiere.

    LAVORI DI RICOSTITUZIONE

    Il Parco ha definito delle linee guida per ripristinare le foreste danneggiate, con interventi mirati per aiutare la rinnovazione naturale, specialmente nelle aree colpite da abbattimenti di grandi dimensioni. In alcune zone, non sarà necessario intervenire, lasciando la legna morta a beneficio di animali che la utilizzano per nutrirsi o come rifugio.

    Nell’area della Fagiana si procederà agli sgomberi delle piante abbattute dove siano state interessate superfici di grandi dimensioni, che probabilmente avranno anche bisogno di un aiuto alla rinnovazione naturale. Viceversa, nelle aree dove sono stati abbattuti piccoli gruppi di piante (3, 4 o meno) non si interverrà; i cantieri, infatti, causerebbero maggiori danni rispetto alle utilità e la legna morta sarà lasciata a disposizione delle specie che la utilizzano come alimento o rifugio,

    Successivamente si procederà a controllare la rinnovazione con interventi di contenimento delle specie invasive o, eventualmente, intervenendo con la rinnovazione artificiale.

    ALTRI INTERVENTI

    Si procederà, inoltre, ad un controllo delle piante rimaste a fianco delle strade principali e degli edifici, intervenendo, per motivi di sicurezza, con eventuali tagli di piante ammalorate o rese instabili. Per le piante di maggior valore ambientale (querce o specie autoctone) si potrebbero effettuare interventi di potatura.

    Per info 0297210226 o boschi@parcoticino.it

  • Lombardia: Nel 2025, oltre 57 tonnellate di plastica e rifiuti rimossi e 10 Comuni Plastic Free

    Lombardia: Nel 2025, oltre 57 tonnellate di plastica e rifiuti rimossi e 10 Comuni Plastic Free

    Plastica rimossa dall’ambiente, studenti sensibilizzati, Comuni virtuosi e nuove reti di collaborazione. Anche in Lombardia il 2025 è stato un anno di crescita concreta per Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica. Un anno che ha visto consolidarsi la presenza dell’associazione su tutto il territorio regionale, con numeri in crescita e una partecipazione sempre più attiva delle comunità locali.

    Nel 2025, Plastic Free ha organizzato 2.081 appuntamenti di pulizia ambientale in tutta Italia, coinvolgendo 53.487 volontari e rimuovendo 575.413 chilogrammi di plastica e rifiuti. Ha inoltre realizzato 939 eventi nelle scuole raggiungendo 78.161 studenti, firmato 526 protocolli d’intesa con le amministrazioni locali e riconosciuto 122 Comuni Plastic Free.

    A livello internazionale, l’associazione ha ottenuto l’accreditamento presso l’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, partecipando ai negoziati globali contro l’inquinamento da plastica a Ginevra (agosto) e a Nairobi (dicembre). Sul fronte scientifico, è stato avviato un progetto in collaborazione con l’Università San Raffaele di Roma e l’IRCCS San Raffaele – Roma per studiare gli effetti delle nanoplastiche sul cervello umano, sostenuto grazie a 25.000 euro raccolti attraverso banchetti e iniziative locali.

    “Sono felice dei risultati raggiunti in Lombardia nel 2025 – commenta Matteo Bignardi, referente regionale –. È stato un anno che ha visto crescere il numero di eventi, di studenti sensibilizzati, di cittadini coinvolti e di referenti attivi. Molte province hanno rafforzato la propria presenza sul territorio, generando un effetto moltiplicatore che ha portato nuovi ingressi e nuovi protocolli con le amministrazioni. Questo testimonia un impegno costante e trasversale, da parte dei volontari e delle istituzioni. E il nostro obiettivo è proprio questo: attivare le comunità, rafforzare la rete e far sì che la sostenibilità sia una priorità condivisa”.

    Nel dettaglio, nel 2025 in Lombardia si sono svolti 554 appuntamenti ambientali, tra clean up (253), raccolte mozziconi (15), passeggiate ecologiche (54) ed eventi pubblici. Le attività hanno coinvolto 7.278 volontari e portato alla rimozione di 57.196,85 chilogrammi di plastica e rifiuti. I momenti di sensibilizzazione hanno raggiunto 2.058 cittadini e ben 12.418 studenti grazie a 173 iniziative nelle scuole.

    A livello istituzionale, sono 50 i Protocolli d’Intesa firmati con Comuni lombardi. Le adesioni si distribuiscono capillarmente sul territorio: 12 in provincia di Lecco, 9 nel Pavese, 7 a testa per Bergamo, Milano e Monza e Brianza, 3 nel Bresciano, 2 a Mantova e Varese, e 1 in provincia di Como. Un quadro che evidenzia un coinvolgimento crescente e strutturato in tutte le aree della regione.

    I 10 Comuni Plastic Free della Lombardia confermano la solidità di questo percorso: Bergamo, Gussago in provincia di Brescia, Borgo Virgilio nel Mantovano, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio e Milano in provincia di Milano, Lissone, Villasanta e Vimercate in provincia di Monza e della Brianza, e Pavia per l’omonima provincia. Un risultato che mostra come l’attenzione alla sostenibilità stia coinvolgendo realtà metropolitane, centri di medie dimensioni e piccoli Comuni.

    Cresce anche il numero delle amministrazioni che hanno approvato ordinanze per il divieto di rilascio in aria di palloncini, oggetti dannosi per la fauna e altamente inquinanti. In Lombardia sono otto i Comuni che hanno già adottato il provvedimento: Barzana, Borgo Virgilio, Angera, Brugherio, Monza, Montevecchia, Cernusco sul Naviglio e Ornago.

    Un 2025 ricco di numeri, relazioni e risultati, che per Plastic Free Lombardia rappresenta una base solida su cui costruire nuovi traguardi per il 2026, all’insegna della partecipazione, della concretezza e dell’impegno civico.

  • LIFE RESTORE, al via (anche nel Parco Ticino) un nuovo progetto europeo per salvare lo storione cobice

    LIFE RESTORE, al via (anche nel Parco Ticino) un nuovo progetto europeo per salvare lo storione cobice

    È partito lo scorso ottobre il progetto europeo LIFE RESTORE – Recovery of Endangered Sturgeons Through Optimized Restocking Efforts, una nuova e ambiziosa iniziativa dedicata alla tutela dello storione cobice, specie simbolo del fiume Ticino, del Po e dell’intero bacino del Mediterraneo.

    Nonostante gli importanti sforzi di conservazione messi in campo negli ultimi anni, lo storione cobice – pesce dalle caratteristiche sembianze preistoriche – continua a essere gravemente minacciato. Tra le principali criticità figurano la presenza di sbarramenti lungo i corsi d’acqua, il bracconaggio e la diffusione di specie aliene, fattori che ne compromettono la riproduzione e la sopravvivenza in natura.

    Il progetto LIFE RESTORE, che avrà una durata di sei anni, punta a rafforzare e innovare le strategie di conservazione attraverso un’azione coordinata tra istituzioni, enti di ricerca e associazioni specializzate. Gli interventi previsti seguiranno le buone pratiche del Piano Europeo per la Conservazione dello Storione (PanEuAP), con l’obiettivo di rendere più efficaci le attività di ripopolamento e tutela della specie.

    Tra i soggetti strategici coinvolti figura il Parco del Ticino, forte di un’esperienza ventennale nell’allevamento e nella riproduzione degli storioni, che rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo. Il progetto è capofilato dall’Università degli Studi di Padova e vede la partecipazione di altri otto partner altamente qualificati: l’Università di Ferrara, ISPRA, il Parco del Delta del Po, l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po piemontese, l’Istituto Delta Ecologia Applicata srl, GRAIA srl – Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque, la Società Storione Ticino e l’Ente di Tutela del Patrimonio Ittico del Friuli.

    Attraverso azioni concrete e scientificamente fondate, LIFE RESTORE si propone di dare un contributo decisivo alla salvaguardia di una delle specie più antiche e preziose dei nostri fiumi, restituendo allo storione cobice un futuro possibile negli ecosistemi fluviali italiani ed europei.

  • McDonald’s, raccolte coi volontari dieci tonnellate di rifiuti

    McDonald’s, raccolte coi volontari dieci tonnellate di rifiuti

    Più di 3.500 sacchi, pari a oltre 10 tonnellate di rifiuti, raccolti da più di 4.000 volontari. È questo il bilancio della quinta edizione di “Insieme a te per
    l’ambiente”, il progetto avviato da McDonald’s nel 2021 in collaborazione con Assoambiente e Utilitalia per contrastare il fenomeno del littering e promuovere la cura degli spazi pubblici nelle città italiane.

    Da settembre a dicembre, in più di 100 giornate, dipendenti e
    licenziatari, istituzioni e circa 100 realtà tra enti, scuole e
    associazioni locali hanno partecipato all’attività, contribuendo a
    ripulire alcuni spazi verdi e aree pubbliche e riqualificare aree
    giochi e complementi di arredo urbano per generare un impatto
    positivo sul territorio. Più della metà delle tappe ha ricevuto il
    patrocinio di amministrazioni locali e municipi, un riconoscimento
    che testimonia la crescente vicinanza delle istituzioni
    all’iniziativa.

    L’edizione di quest’anno si è distinta per interventi di valore
    che hanno lasciato un segno visibile nei territori coinvolti. Tra
    questi, due opere murarie firmate dall’artista Octofly e
    realizzate con vernici dotate di rivestimento antismog: a MILANO,
    l’opera “Dove fiorisce la cura” ha preso forma grazie alla
    collaborazione con il Municipio 4 e l’Assessorato alla Cultura del
    Comune di MILANO, dando nuova vita alle pareti di Viale Puglie 33,
    mentre a Roma “Gesti che nutrono” è stata realizzata presso il
    Mercato Corinto, grazie alla collaborazione con il Municipio 8
    della città, diventando un simbolo di accoglienza e attenzione
    verso la comunità locale.

    Anche quest’anno il progetto ha potuto contare sul supporto
    tecnico di Retake, Fondazione attiva nella salvaguardia
    dell’ambiente e dei beni comuni, con la quale McDonald’s prosegue
    un percorso di collaborazione ormai consolidato. Insieme, le due
    realtà hanno lavorato fianco a fianco per organizzare tappe
    partecipate e coordinate, restituendo vitalità agli spazi urbani e
    coinvolgendo direttamente cittadini e istituzioni.

    “Insieme a te per l’ambiente”, aperto a dipendenti McDonald’s e
    cittadini, ha visto nelle precedenti edizioni il coinvolgimento di
    oltre 21mila persone, più di 400 associazioni locali e la raccolta
    di oltre 14.000 sacchi di rifiuti per 500 tappe realizzate, di cui
    circa la metà patrocinate. L’iniziativa si inserisce nel più ampio
    percorso di transizione ecologica intrapreso dall’azienda ormai da
    diverso tempo a partire dal packaging e dai ristoranti, in termini
    di raccolta differenziata e riciclo.

    Tra le tappe del percorso: l’eliminazione della plastica monouso
    in favore di materiali più sostenibili come la carta,
    l’installazione di nuovi contenitori per la raccolta differenziata
    nelle sale e nei dehors, la formazione interna, la collaborazione
    con Comieco per garantire la riciclabilità del packaging in carta
    e la campagna di sensibilizzazione sulle corrette modalità di
    raccolta dei rifiuti rivolta ai consumatori.

  • Scopri le diverse anime di “Vivere in Corbetta”

    Scopri le diverse anime di “Vivere in Corbetta”

    CORBETTA – Ogni famiglia ha esigenze diverse, ma tutte cercano una cosa sola: la qualità dello spazio. Il progetto residenziale Vivere in Corbetta entra nel dettaglio delle sue proposte immobiliari, svelando una gamma di soluzioni abitative pensate per abbracciare ogni stile di vita, dal dinamismo dei single alla ricerca di spazio delle famiglie numerose.

    Il complesso offre diverse metrature, tutte accomunate da un elemento cardine: il rapporto con l’esterno.
    Bilocali generosi con grande balcone, pensati soprattutto per i single.
    Trilocali con terrazzi coperti da 25mq, cucina a vista, pensati per una giovane famiglia che non vuole rinunciare alle comodità.
    Trilocali grandi e Quadrilocali, tutti con Terrazzi coperti da 25mq: Progettati come veri e propri “salotti all’aperto”, questi spazi permettono di pranzare fuori o rilassarsi in totale privacy, estendendo la zona giorno verso l’esterno.

    Completano il progetto i boxes di varie dimensioni completamente automatizzati e alcuni posti auto interni.

    Ogni unità di Vivere in Corbetta è progettata per massimizzare la luce naturale e ottimizzare ogni metro quadro.

    Scopri la planimetria più adatta a te visitando la sezione dedicata sul sito:https://www.vivereincorbetta.it/Proposte

    CONTATTACI PER INFORMAZIONI ai numeri: 02.90379449 – 02.9028460

  • E’ nata “La Via della Montagna Lombarda”

    E’ nata “La Via della Montagna Lombarda”

    Esplorare la Lombardia attraverso un’esperienza immersiva nel cuore del suo territorio, incentivando un turismo lento rivolto ad escursionisti di medio livello e a famiglie è il cuore del progetto ‘Via Montagna Lombarda’, l’itinerario della rete escursionistica di livello sovraprovinciale voluto da Regione Lombardia e finanziato con risorse del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Lombarde e da Regione Lombardia.

    L’iniziativa è stata presentata oggi a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Attilio Fontana e dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse Energetiche e Utilizzo Risorsa Idrica Massimo Sertori. L’idea alla base di ‘Via Montagna Lombarda’ mira anche a rilanciare il territorio e a valorizzare i punti di attrazione e di interesse culturale, naturalistico e paesaggistico, anche tramite un’azione di promozione coordinata.

    “Dopo il ritrovamento sulle nostre montagne di consistenti tracce risalenti al Triassico – spiega Fontana – quest’iniziativa si inserisce a pieno titolo nelle politiche di valorizzazione delle Terre Alte, rappresentando un ulteriore tassello della tutela, promozione e salvaguardia dei territori montani. Inoltre – prosegue – la messa a sistema unitaria e coordinata di tutti gli interventi già mappati dalla Regione, insieme al completamento dei lavori, prevede uno stanziamento complessivo di 3,9 milioni di euro, a conferma dell’attenzione concreta che riserviamo alla montagna”.

    “A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 – chiosa Fontana – Regione Lombardia conferma la volontà di promuovere l’attrattività della montagna con iniziative di lungo periodo, capaci di andare oltre la durata dei Giochi, lasciando un’eredità duratura ai territori. La montagna – precisa ancora il presidente – è un luogo di sport, escursionismo e benessere, fruibile da un pubblico sempre più vasto, dalle famiglie ai turisti”.

    “In questo quadro – conclude – la Rete Escursionistica Lombarda assume una dimensione sovraprovinciale, inserendosi in un unico grande disegno che rispetta le peculiarità e le identità locali”.

    I NUMERI DEL PROGETTO – Più di 800 km, 6 province (Sondrio, Como, Lecco, Varese, Bergamo e Brescia), 19 comunità montane, 6 parchi, 13 riserve, 10 cammini storici compresi nel percorso. Sono solo alcuni dei numeri che descrivono la Via Montagna Lombarda, il nuovo itinerario escursionistico sovraprovinciale che si rivolge a escursionisti di medio livello e a famiglie ed è finanziato con un contributo di 3.915.107,34 euro.

    “Sono fiero di questo progetto – dichiara l’assessore regionale a Enti locali e montagna Massimo Sertori – che rappresenta un’importante passo per la valorizzazione della montagna lombarda. Insieme si può costruire molto, e si può costruire molto bene, per giungere ai risultati che servono ai territori. Con questa iniziativa ci rivolgiamo agli escursionisti di tutte le età, esperti o meno esperti, agli stranieri e ai residenti, a tutti gli amanti della montagna e della natura, che desiderano scoprire le bellezze culturali e naturalistiche della nostra Regione”.

    “Il percorso operativo per progettare e realizzare gli interventi, mettendo a sistema e valorizzando tratti della Rete Escursionistica della Lombardia (REL), è ancora lungo – continua l’assessore –. Sarà richiesta la stretta collaborazione, oltre che di ERSAF, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura ed alle Foreste che sta fornendo il necessario supporto tecnico, di tutti i soggetti interessati, in primo luogo le Comunità montane, che già hanno espresso un assenso e un approccio positivo alla creazione della via Montagna Lombarda”.

    “La ‘Via Montagna Lombarda’ rappresenta un grande viaggio ad anello, fatto di montagne, vallate, laghi, boschi e torrenti, che dalle Alpi al confine con la Svizzera discende verso i grandi laghi e la pianura, toccando numerosi centri abitati, piccoli e grandi, coi loro tesori fatti di saperi, arte, storia, sapori, tradizioni e capacità di innovazione.

    Un unico grande scrigno carico di bellezza, che aprirà le sue porte agli escursionisti provenienti dall’Italia e dall’estero, per accompagnarli alla scoperta della Lombardia. Dall’anello si dirameranno anche alcune varianti che consentiranno di raggiungere aree di particolare pregio non distanti dal tracciato principale. Il progetto esprime un modello di turismo leggero e sostenibile, caratterizzato da natura e cultura. Una prospettiva che mette al centro lo scambio tra le comunità locali e gli escursionisti, protagonisti di un’esperienza a 360° per 365 giorni l’anno”.

    ‘Via Montagna Lombarda’ celebra la bellezza e la grande varietà dei paesaggi della Regione Lombardia, dimostra l’impegno di Regione verso i territori e attribuisce grande valore al lavoro di squadra per raggiungere gli obiettivi comuni al servizio della collettività.

    IL PERCORSO – Il tracciato individuato coinvolge alcuni dei principali percorsi delle Alpi e delle Prealpi lombarde appartenenti alla REL, quali la Via dei Monti Lariani (Como), la Via Spluga (un’antica via di comunicazione tra Italia e Svizzera, immersa in paesaggi alpini mozzafiato in Val Chiavenna), il Cammino Mariano delle Alpi (un cammino spirituale che collega diversi santuari mariani in Valtellina), il Sentiero del Viandante (che costeggia il ramo orientale del lago di Como, da Lecco a Colico), il Sentiero delle Tre Valli (un itinerario che collega le valli Trompia, Sabbia e Camonica), il Sentiero dei Laghi (un percorso che attraversa le province di Lecco, Bergamo e Brescia fino al lago di Garda).

    Saranno individuati e fortemente caratterizzati i principali punti di accesso, porte riconoscibili in corrispondenza delle quali saranno offerte anche informazioni di carattere tecnico e culturale relative al territorio nel quale si sta per entrare.

    Il paesaggio alpino e prealpino sarà il grande protagonista del nuovo tracciato. Ma la proposta non sarà appannaggio degli alpinisti o dei frequentatori esperti delle terre alte. Il progetto ha l’obiettivo di avvicinare tutti alla montagna, 365 giorni l’anno, a partire dai più piccoli con le loro famiglie. Lo farà attraverso sentieri che sono stati individuati per la loro facile percorribilità e che beneficeranno, ove necessario, di interventi di consolidamento e messa in sicurezza.

    La via sarà contrassegnata da una segnaletica accurata, per garantire agli escursionisti la massima sicurezza. Gli strumenti di comunicazione, digitali e cartacei, forniranno le informazioni tecniche relative alle tappe e all’equipaggiamento e inviteranno ad un corretto approccio nei confronti della natura, fatto di curiosità, rispetto e consapevolezza. La ‘Via’ potrà essere percorsa anche solo per una giornata o per brevi tratti, scegliendo l’itinerario sulla base dei propri interessi o dei diversi livelli di preparazione.

  • 30 milioni per le foreste da Regione Lombardia

    30 milioni per le foreste da Regione Lombardia

    Regione Lombardia stanzia quasi 30 milioni di euro a sostegno della tutela, della prevenzione e del ripristino del patrimonio forestale. Lo prevede il finanziamento della misura SRD12 del Programma di Sviluppo Rurale, che consente di sostenere interventi strategici per rafforzare la protezione degli ecosistemi forestali e aumentare la capacità dei territori di rispondere ai rischi naturali e agli eventi climatici estremi. Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

    “Con questo stanziamento – sottolinea Beduschi – investiamo in modo concreto sulla sicurezza del territorio e sulla gestione attiva delle foreste, riconoscendone il ruolo ambientale, economico e di presidio delle aree rurali e montane”. In Lombardia, le foreste occupano circa 618.000 ettari, pari a un quarto della superficie regionale.

    La misura SRD12 è finalizzata a prevenire i danni, come quelli causati dal bostrico, a ripristinare il patrimonio forestale compromesso e a rafforzare le attività di monitoraggio e contrasto ai rischi, dal dissesto idrogeologico agli incendi boschivi, in un contesto segnato sempre più spesso da fenomeni metereologici estremi legati al cambiamento climatico.

    Nel complesso, il finanziamento ammesso ammonta a 29,7 milioni di euro, per un totale di 186 domande finanziate. Le risorse sostengono interventi diffusi e coinvolgono diversi soggetti pubblici e istituzionali impegnati nella gestione forestale. 53 domande finanziate riguardano enti pubblici, per un contributo complessivo di oltre 9,1 milioni di euro, mentre ai consorzi forestali sono destinati più di 14,5 milioni di euro a valere su 86 interventi. Alle imprese forestali e del settore vanno infine oltre 6 milioni di euro, per 47 domande finanziate, a conferma di una misura capace di attivare investimenti diffusi e complementari tra pubblico e privato.

    Nel dettaglio, oltre 18,4 milioni di euro sono destinati all’Azione SRD12.1 – Prevenzione dei danni alle foreste, articolata in tre principali tipologie di intervento: interventi selvicolturali di prevenzione del dissesto e antincendio, che rappresentano la quota più consistente delle risorse; realizzazione e miglioramento delle sistemazioni idraulico-forestali, fondamentali per la regimazione delle acque e la stabilità dei versanti; monitoraggio, prevenzione e lotta antincendio, a supporto delle attività di sorveglianza e protezione del patrimonio boschivo.
    A questi si aggiungono oltre 11,3 milioni di euro destinati all’Azione SRD12.2 – Ripristino del potenziale forestale danneggiato, per consentire il recupero delle aree colpite da calamità naturali o eventi estremi e garantire la continuità delle funzioni ambientali e produttive delle foreste.

    “Parliamo di risorse – conclude Beduschi – che si traducono in cantieri, opere e interventi concreti sui territori. Investire nelle foreste significa investire nella sicurezza dei cittadini, nella qualità dell’ambiente e nella capacità delle comunità locali di affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico. È una scelta di responsabilità verso le aree rurali e montane della Lombardia”.

    Il decreto è pubblicato sulla piattaforma Bandi e Servizi a questo link.

    IL RIPARTO – Di seguito il riparto dei finanziamenti con indicazione del numero delle domande finanziate per ciascuna provincia e dell’importo totale erogato.

    Bergamo – 19 domande – 2,6 milioni euro;
    Brescia – 85 domande – 16,2 milioni di euro;
    Como – 11 domande – 1,5 milioni di euro;
    Lecco – 16 domande – 1,9 milioni di euro;
    Milano – 8 domande – 1,2 milioni di euro;
    Sondrio – 29 domande – 3,9 milioni di euro;
    Varese – 18 domande – 2,3 milioni di euro.

  • Sul concerto di Natale all’ospedale Fornaroli: l’importanza del dono

    Sul concerto di Natale all’ospedale Fornaroli: l’importanza del dono

    Strumenti accordati, voci piene di emozione, smartphone accesi a riprendere il concerto, mani pronte ad applaudire. E il segreto, forse, sta qui, nel donare tempo e competenze, impegno e dedizione.
    “La sociologia e l’antropologia ci insegnano che il dono ricevuto impegna, lega magicamente religiosamente moralmente e giuridicamente chi lo fa e chi lo riceve, indipendentemente dal valore del dono. Il dono non è un gesto banale, scontato, come forse ci insegna la tale moderno, è un vincolo che disegna le nostre relazioni”.

    In sintesi: il dono è forza, speranza e umanità. “Chi lo riceve deve rispondere o contraccambiare in qualche modo. Il dono non è un gesto banale o scontato, ma un vincolo che segna le nostre relazioni.
    Ognuno ha bisogno di ricevere e la possibilità di domare” Musica e testi sono stati curati dagli indirizzi Musicale e Scienze Umane del liceo Quasimodo.

    A medici, pazienti, operatori, amministratori, cittadini, sono giunti gli auguri sottoforma di melodia: una cinquantina di ragazzi diretti dai loro professori hanno proposto classici e reinterpretazioni. Ad introdurre i vari brani musicali e cantati, brevi storie di persone a loro vicine: ragazzi e ragazze, uomini e donne, che hanno donato o ricevuto esperienze che hanno segnato profondamente dentro chi le ha vissute, storie di studenti, volontari, medici, professionisti, educatori, pazienti, perchè “donare è mettersi in gioco”.

    “Il dono che ho ricevuto è quello del tempo. Ringrazio il mio donatore”, “ Se credi in ciò che fai devi trovare la forza di andare oltre”, “Fare del bene fa bene”, frasi che toccano il cuore dei presenti e rendono bene il profondo significato della parola dono che diventa gesto.

    Una serata di festa e di riflessione, perché ci sono casi in cui anche i social diventano utile strumento di divulgazione delle iniziative delle associazioni o, come, ha sottolineato l’assessore al Welfare Giampiero Chiodini, “le cose belle si fanno insieme”. Tra gli applausi, anche quelli di don Emiliano Redaelli, dieci anni di ministero al servizio della pastorale giovanile della città, tornato per l’occasione ad ascoltare e applaudire i ragazzi, tanti dei quali frequentano l’oratorio.

    “Il vero dono non è fare grandi cose ma esserci”, “Non servono grandi gesti, ma le attenzioni che si hanno anche nelle piccole cose”. Significativa l’enorme partecipazione di pubblico che ha riempito la rotonda dell’ospedale al primo piano del Fornaroli significativo del fatto che il prossimo anno sarebbe bello allargare la platea alla cittadinanza tutta.
    Buon Natale