Categoria: Territorio

  • Sharesalmo: evento finale l’8 giugno all’Ex Dogana di Lonate Pozzolo

    Giovedì 8 giugno saranno presentati i risultati del progetto Interreg, il cui valore aggiunto è stato sicuramente la capacità di coniugare ricerca, monitoraggio scientifico, conservazione e pesca sportiva. L’evento potrà essere seguito anche on line, con diretta streaming sulla pagina facebook : Progetto SHARESALMO .

    Magenta – Giovedì 8 giugno dalle 9.30 al centro Parco ex Dogana Austroungarica di Lonate Pozzolo (Va) si terrà il convegno conclusivo del Sharesalmo, cofinanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera.

    Durante la giornata saranno presentati i risultati conseguiti che hanno messo in luce l’importanza degli interventi di deframmentazione dei corsi d’acqua, l’utilità degli incubatoi ittici anche per la conservazione di specie a rischio di estinzione, opportune strategie di contenimento del Siluro, nonché aspetti inerenti la fruizione turistica dell’area italo-svizzera del bacino del Ticino.

    Il valore aggiunto del progetto è stato il saper collegare ricerca e monitoraggio scientifico, conservazione e pesca sportiva

    Nel pomeriggio di giovedì è previsto un networking, con diversi progetti nazionali dedicati alla conservazione della fauna ittica, introdotto da una relazione della Dott.ssa Lucilla Carnevali di ISPRA. Saranno presenti relatori che hanno direttamente coordinato o gestito azioni dei progetti LIFE Minnow, LIFE GrayMarble, Life STREAMS, Life Nat.Sal.Mo, Life BARBIE, Life LIFEEEL; Life PREDATOR.

    Studenti, ricercatori, faunisti e pescatori sportivi troveranno fra i temi trattati novità e argomenti d’interesse.

    “Anche questo evento dimostra ampiamente l’utilità di aggregare gli attori del territorio e le competenze che li caratterizzano per il raggiungimento di un comune obiettivo di conservazione e di valorizzazione. – commenta il Consigliere del Parco Francesca Monno – In questo caso, l’interesse condiviso è incentrato sulla conservazione e sulla gestione dei salmonidi autoctoni dell’area italo svizzera del bacino del Ticino. Posso, inoltre, affermare con soddisfazione che anche Sharesalmo ha arricchito la lunga esperienza del Parco del Ticino su temi riguardanti la gestione della fauna ittica”

    Registrati all’evento per partecipare in presenza tramite il form: https://forms.gle/cxfn8xvxgp8ewezy7

    Il progetto in numeri

    Il progetto Interreg Sharesalmo iniziato nel giugno 2019, si concluderà proprio a giugno di quest’anno, benché nell’ambito del programma Interreg Italia-Svizzera sia stato approvato un progetto di capitalizzazione dei risultati raggiunti con Sharesalmo che sarà implementato nei prossimi mesi fino a fine anno 2023.

    Grazie a Sharesalmo sono stati riaperti ulteriori 40 chilometri di corridoio ecologico per i pesci lungo il bacino del Ticin,o completando così la rete dei più importanti passaggi per pesci realizzati presso dighe e sbarramenti collocati lungo il corso d’acqua fra Italia e Svizzera.
    Oltre 400.000 pesci fra Trote marmorate e Temoli pinna blu sono stati prodotti negli incubatoi di Varallo Sesia e di Maglio di Colla

    Centinaia di trote marmorate sono state marcate con trasmettitori acustici ad alta precisione e monitorate con sonar durante i loro spostamenti lungo il Ticino e attraverso i passaggi per pesci.
    Nuovo impulso turistico è stato dato alla pesca sportiva solo se praticata in modo sostenibile e nel rispetto dell’ambiente fluviale.

    Circa mille ragazzi hanno seguito un percorso didattico dedicato all’allevamento dei Salmonidi e alla pesca sportiva, visitando l’allevamento ittico e il museo della pesca di Varallo Sesia accompagnati dalle Guide e dagli Educatori ambientali del Parco del Ticino

  • Contest scuole al Museo Cozzi di Legnano: un successo

    Quasi 1000 voti e oltre 1200 visualizzazioni sui video su YouTube testimoniano il grande impatto del progetto, sensibilizzando il territorio verso la mobilità sostenibile

    Legnano – Oltre 1200 visualizzazioni dei video su YouTube e circa 1000 votanti: sono i numeri a raccontare il successo del primo contest organizzato dal Museo Fratelli Cozzi con il supporto di Fondazione Ticino Olona e dedicato alle scuole del territorio, nell’ambito dell’iniziativa “La mobilità sostenibile per la Gen Z”. Una riflessione che ha coinvolto gli studenti nell’immaginare, anche in modo concreto, il futuro della mobilità.

    A partecipare quattro istituti: l’Istituto Carlo Dell’Acqua, il Liceo d’Arconate e d’Europa, l’istituto Enrico Fermi di Castellanza e l’istituto Giuseppe Torno di Castano Primo.

    A vincere, secondo l’insindacabile giudizio dei votanti, l’istituto Carlo Dell’Acqua (49,9% dei voti).

    “I numeri che abbiamo ottenuto sono molto importanti e testimoniano il forte impatto che il nostro progetto ha avuto sulla comunità locale – ha dichiarato Elisabetta Cozzi, direttrice del Museo Fratelli Cozzi -. Ma ciò che rende ancora più significativa questa iniziativa è la possibilità di ascoltare il punto di vista delle giovani generazioni, che rappresentano il futuro stesso della mobilità.”

    Scopo principale del contest: dare voce agli studenti, permettendo loro di esprimere liberamente le proprie aspettative, desideri, proposte e preoccupazioni in merito alla mobilità del futuro. I video prodotti offrono uno sguardo generale su questi temi, ma soprattutto uno sguardo prezioso, utile e specifico sulle città del nostro territorio.

    “Abbiamo raccolto un patrimonio di conoscenze e idee attraverso i video prodotti dai partecipanti – ha aggiunto Elisabetta Cozzi -. Per garantire la massima accessibilità, tutti i video saranno disponibili nel nostro archivio digitale e accessibili a chiunque voglia approfondire questo argomento.”

    Inoltre, nel nuovo anno scolastico, il Museo Fratelli Cozzi organizzerà una premiazione per tutti i partecipanti: l’evento sarà anche un’opportunità per coinvolgere nuove scuole e studenti in questo percorso.

    Un grazie a Fondazione Ticino Olona per il prezioso supporto fornito a questo progetto e a Laura Lavizzari per la sua attività di continua relazione e gestione dei rapporti con le scuole e i ragazzi.

    “Devo dire che è stato un immenso piacere lavorare con persone così motivate e sensibili – ha detto Laura Lavizzari, Special Projects Manager del Museo -. Abbiamo tutti imparato qualcosa di più su un tema estremamente attuale. Molto entusiasmante vedere i ragazzi e le ragazze lavorare in gruppo con obiettivi da perseguire insieme per dare voce comune ai loro punti di vista. Che bella energia!”

    Associazione Friends of Museo Fratelli Cozzi
    L’associazione “Friends of Museo Fratelli Cozzi” nasce con lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo e la divulgazione del patrimonio storico: dalla cultura della scienza e della tecnica nel settore specifico dell’automobile, d’epoca o recente, di produzione italiana o estera, di qualsiasi marchio, nonché la promozione e la gestione di sistemi e reti museali. “Friends of Museo Fratelli Cozzi” non ha scopo di lucro, opera direttamente oppure in collaborazione con altri Enti o istituzioni, in particolare con quelle territoriali così da far crescere la comunità; alcuni esempi sono MuseoImpresa, MuseoCity e MuDec. Ci sono anche collaborazioni con associazioni locali come Fondazione Ticino Olona, Fondazione Famiglia Legnanese, CDI Jerago, CIF ed altre.

  • Novara Green e la.. ‘Caccia all’albero’

    NOVARA “Imparare a conoscere e riconoscere le piante della nostra città non significa soltanto seguire una lezione di botanica e di ecologia, ma anche comprendere meglio Novara. Grazie alla nostra iniziativa abbiamo scoperto che la città può essere raccontata anche attraverso gli alberi, e questa consapevolezza è una ricchezza che varrebbe la pena condividere con il maggior numero possibile di persone.

    È anche un modo semplice ma diverso dal solito per apprezzarne il fondamentale contributo al miglioramento della nostra qualità della vita e alla salvezza del pianeta. Ringrazio nuovamente Maurizio Ottonelli per averci donato questa splendida idea”. Fabrizio Cerri, presidente di Novara Green, ha chiuso così la prima edizione di ‘Caccia all’Albero’, tour in bicicletta in giro per la città alla ricerca di 16 tra gli alberi più tipici, particolari, monumentali e anche unici di Novara.
    Il percorso è stato studiato in collaborazione con l’architetto paesaggista Francesco Bosco, gran conoscitore del patrimonio arboreo della città e suo curatore nei quarant’anni di attività al Comune di Novara.

    “Dopo tanti anni di lavoro in questo settore mi sembra giusto contribuire a queste iniziative. Penso sia importante che gli alberi vengano conosciuti non solo tecnicamente, come assorbitori di anidride carbonica e generatori di ossigeno, ma anche come entità con una storia propria”, ha dichiarato Bosco. “Sono una ricchezza e un modo per ribadire la cultura della nostra città. E insieme a tutti gli altri alberi che occorre mettere a dimora ex novo nel più breve tempo possibile, sono anche una straordinaria opportunità per avere una città più bella e più pulita”.

  • Legambiente Lombardia e la Giornata Mondiale dell’Ambiente

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Da decenni la Lombardia non è investita da eventi paragonabili, per intensità e durata, a quello che ha colpito la Romagna. Ma non abbiamo ancora iniziato a riprogettare gli spazi urbani per aumentarne la sicurezza

    Ben venga il dibattito su consumo e uso del suolo, dopo i tragici eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna: si tratta sicuramente di un tema estremamente rilevante anche per la Lombardia, dove l’urbanizzazione si concentra proprio nelle fasce pedemontane, cioè dove i corsi d’acqua rallentano il loro deflusso reclamando spazio per l’espansione delle piene e la sedimentazione dei materiali trasportati da monte.

    “La Pianura Padana è una piana alluvionale, da sempre formata e modellata dalle alluvioni” spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Alluvioni e colate detritiche non sono di per sé eventi catastrofici, ma la normalità del nostro sistema territoriale: il fatto che non avvengano con regolarità e tutti gli anni nello stesso posto non ci autorizza a far finta che non possano accadere ovunque e in qualsiasi momento”.

    Succede da sempre, non siamo quindi neanche all’anno zero: la mappatura delle zone a rischio alluvionale e di frana è disponibile e i piani urbanistici devono verificare per tempo le proprie previsioni in rapporto alla componente geologica. Alla luce del fatto che gli eventi estremi si stanno moltiplicando e aumentando di intensità, abbattendosi su un territorio più fragile perché irrigidito da urbanizzazioni e infrastrutture sempre più pervasive, ciò non basta più.

    La precarietà del nostro territorio viene ripercorsa dai numeri del rapporto CittàClima di Legambiente che, per il periodo 2010-2023, elenca un vero e proprio stillicidio di disastri in Lombardia:

    – 174 eventi meteo-idro con danni

    – 13 vittime

    – 47 allagamenti da piogge intense, 47 danni da trombe d’aria e raffiche di vento, 27 esondazioni fluviali, 20 eventi con danni da siccità prolungata, 10 con danni alle infrastrutture, 9 con danni da grandinate, 9 frane da piogge intense

    Secondo i dati raccolti da CittàClima, nel 2022 la Lombardia è stata la regione in testa alla classifica italiana del totale degli eventi estremi registrati, con nove unità; nel primo semestre del 2023 se ne contano già otto

    Aree sempre più ampie, in particolare nella metropoli milanese, risultano talmente dense e compatte da aver modificato radicalmente la risposta idrologica del territorio, avendo impermeabilizzato alte percentuali di superfici e azzerato l’assorbimento dell’acqua da parte di suolo e vegetazioni.

    Le cose non vanno tanto meglio nelle zone collinari e montane, divise tra abbandono di aree coltivate e intensificazione delle pratiche agricole, con conseguente perdita del reticolo minuto di opere per la gestione delle acque e dei versanti.

    La Lombardia degli ultimi decenni è stata relativamente fortunata: dall’alluvione della Valtellina nel 1987 non si sono più verificati eventi piovosi paragonabili, per intensità e durata, a quelli abbattutisi in Romagna lo scorso maggio. Perdere la memoria degli eventi catastrofici genera però un senso di sicurezza mal riposto, se ci si riferisce a fenomeni che possono avere ‘tempi di latenza’ di svariati decenni.

    La città più colpita è Milano con 30 eventi (di cui 19 esondazioni), mentre le province più colpite sono, nell’ordine, per numero di eventi: Milano 44, Varese 29, Brescia 16, Bergamo 15, Como 14, Cremona 13, Lecco 10, Monza e Brianza 10, Pavia 9, Mantova 6, Lodi 4, Sondrio 4.

    “I dati di CittàClima confermano la grande fragilità del territorio metropolitano e pedemontano lombardo,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Oltre a dire stop al consumo di suolo, che ancora imperversa soprattutto in pianura, sotto la spinta delle recenti grandi opere stradali, occorre ripensare e dove possibile decostruire le superfici urbanizzate, in direzione di una maggiore sicurezza e sostenibilità”.

    Nuove opere ingegneristiche, come canali scolmatori o vasche impermeabili, possono sicuramente aiutare a limitare gli effetti delle alluvioni, ma sono condannate a diventare rapidamente obsolete e insufficienti, se contestualmente non si inverte l’artificializzazione del territorio.

    Ci vuole un cambiamento di approccio: puntare al ripristino della piena funzionalità del sistema idrografico, eliminando le strozzature artificiali e le tombinature dei corsi d’acqua, restituendo ai fiumi gli spazi di loro pertinenza e al suolo la propria permeabilità.

    Si tratta delle cosiddette nature based solutions, soluzioni progettuali che mettano in valore le funzioni che il suolo e la sua copertura vegetale possono svolgere, sia nel favorire l’infiltrazione sia nel rallentare il deflusso delle acque.

    Lombardia – Andamento eventi meteo-idro dal 2010 al 2022 (Legambiente Città Clima su base dati ISPRA e CNR)

    2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022

    2 0 0 6 9 4 2 7 12 22 40

    25 37

  • Inveruno, l’8 giugno torna School Run 2023

    INVERUNO Tutto pronto a Inveruno per la School Run 2023, l’ormai classico appuntamento di fine anno scolastico. Giovedì 8 giugno il Comitato Genitori “Una Mano per la Scuola”, con il supporto della SOI e il patrocinio del Comune di Inveruno, invita tutti, sportivi e non, a festeggiare la fine della scuola insieme a tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo Don Bosco.

    L’appuntamento è fissato per le 19 presso il cortile della Scuola secondaria Alessandro Volta, in Via Palestro. Da lì il percorso si snoda per un totale di 4 chilometri nelle campagne verso Furato, per poi tornare al punto di partenza. Qui la festa continua sia con l’estrazione dei numerosi premi messi in palio dai commercianti e dall’Associazione “Inveruno in Vetrina”, sia con la cucina dei volontari SOI con salamelle, patatine, wurstel, bibite e sia con il DJ-set organizzato da alcuni ragazzi della secondaria di Inveruno.

    Per partecipare alla corsa e all’estrazione dei premi è richiesta una donazione minima di 2 euro che contribuirà a finanziare i progetti del Comitato Genitori a favore di attività didattiche per l’Istituto Comprensivo Don Bosco di Inveruno. Durante l’evento inoltre, la cooperativa Albatros realizzerà un apposito programma finalizzato a garantire la partecipazione inclusiva, realizzato nell’ambito dell’iniziativa “E-STATE E + INSIEME”, promossa e finanziata da Regione Lombardia.

    In caso di maltempo l’iniziativa verrà posticipata di un giorno.

  • Giornata Mondiale dell’Ambiente. Simone Barlaam (NFT) sostiene Marevivo Onlus

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il pluricampione di nuoto paralimpico Simone Barlaam lancia la collezione NFT “Macedonia di Mare” per sostenere la Onlus Marevivo, che da anni si dedica alla salvaguardia del mare e dell’ambiente.

    MILANO/ CASSINETTA DI LUGAGNANO – Simone, atleta di successo con un palmares impressionante (4 medaglie alle Paralimpiadi di Tokyo, 13 ori mondiali e 8 ori europei), è anche un artista creativo dotato di una mano eccezionale, che per questa nobile causa ha realizzato 10 raffigurazioni di Pesci Frutta che saranno trasformate in NFT e messe in vendita sulla piattaforma Opensea (https://opensea.io/collection/macedonia-di-mare).

    Nella collezione NFT “Macedonia di Mare” di Simone Barlaam ogni disegno è collegato ad una spiaggia adottabile della Onlus Marevivo e viene accompagnato da una narrazione unica. Sono state create diverse tirature per ogni disegno, ognuna con un prezzo diverso, conferendo un valore speciale a ciascuna opera. Questa iniziativa unisce l’arte di Barlaam alla sensibilizzazione sull’importanza della tutela del mare e offre ai collezionisti la possibilità di contribuire alla causa di Marevivo in modo significativo.

    Simone ha dichiarato: “Sono davvero fiero di questo progetto che coniuga la mia passione per il disegno all’amore che ho per la salvaguardia dell’ambiente marino. Come artista creativo, sogno un giorno di pubblicare un fumetto disegnato da me. Ma per ora, mi dedico a questa iniziativa che spero possa sensibilizzare le persone sull’importanza di preservare la bellezza del nostro mare e contribuire a sostenere la campagna “Adotta una spiaggia” della Onlus Marevivo”.

    Raffaella Giugni, responsabile delle relazioni istituzionali di Marevivo, ha dichiarato: “Siamo davvero felici di essere in un progetto così importante e innovativo con Simone Barlaam, grande campione di nuoto, da sempre sensibile ai temi ambientali, che ha fatto dell’acqua il suo elemento vitale. Il messaggio che ci aiuta a diffondere è rivolto soprattutto alle nuove generazioni: il mare garantisce la nostra vita e quella di tutti gli esseri viventi su questo pianeta. E per difenderlo dobbiamo partire dai piccoli gesti quotidiani. Grazie Simone!”.

    Il tutto è raccontato nel video pubblicato sul canale YouTube di Simone Barlaam (https://youtu.be/jnSv2-ZXE74).
    Il progetto è la dimostrazione di come le iniziative personali possano avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

    Simone Barlaam si impegna a promuovere la consapevolezza ambientale attraverso la sua arte e la sua attività sportiva, dimostrando che anche le piccole azioni possono fare la differenza.

  • I consigli di Alma impianti Magenta sul tipo di climatizzazione da scegliere

    I consigli di Alma impianti Magenta sul tipo di climatizzazione da scegliere

    Quando l’estate si avvicina il primo pensiero di una famiglia è quella di correre ai ripari cercando le migliori soluzioni per il raffrescamento.

    Alma impianti ci consiglia di scegliere un tipo di climatizzazione più confortevole rispetto a quello che utilizza il classico getto d’aria diretto.

    Infatti, la tecnologia installata dall’ azienda, lavora attraverso migliaia di microfori trasformando il getto d’aria in una piacevole brezza diffusa per garantire il benessere assoluto sia in ufficio che a casa, sia di giorno che durante la notte, anche nelle situazioni più delicate come in camera da letto o in presenza di bambini.
    Tale tecnologia non aiuta solo a raffrescare ma cattura le polveri ultrafini e sterilizza la maggior parte dei batteri intrappolati nel filtro.

    Il Filtro è ricoperto di zeolite, un minerale in grado di filtrare fino al 99% di virus e batteri e al 98% di allergeni nell’aria.
    Il secondo filtro, è posizionato all’esterno sulla parte alta del condizionatore, cattura la polvere ed è facile da pulire.
    Inoltre, il climatizzatore proposto da ALMA IMPIANTI è dotato di una funzione utile per far sì che non si crei umidità all’interno dell’unità e quindi prevenire la formazione di batteri e cattivi odori.
    Quindi dopo tutte le informazioni fornite e la consapevolezza del caldo torrido che ci accompagnerà dalle prossime settimane non possiamo che appoggiarci a professionisti per godersi l’estate al meglio.

    Dove siamo – Contatti

    Via F.Turati,51-20013 Magenta (MI)

    Email info@almaimpianti.eu

    Telefono diretto +39 347 8258338

    Sito web https://www.almaimpiantisrl.eu/

  • Condizionatori F-gas, la scelta cruciale dell’Unione Europea- di Francesco Carbone

    L’Unione Europea si trova di fronte a una decisione cruciale riguardante i condizionatori F-gas, i quali sono noti per le loro emissioni di gas ad effetto serra. Queste sostanze chimiche artificiali, utilizzate in vari settori e applicazioni, contribuiscono in modo significativo al riscaldamento globale.

    Secondo Euractiv, gli F-gas sono responsabili di un riscaldamento globale 24.000 volte superiore rispetto alle emissioni di CO². L’Unione Europea ha già intrapreso misure per ridurre l’uso di tali gas, ottenendo una riduzione delle emissioni del 37% in termini di tonnellate metriche e del 47% in termini di tonnellate di CO² equivalente tra il 2014 e il 2019.

    Attualmente, l’Unione Europea sta considerando una proposta per rimuovere e sostituire completamente i condizionatori F-gas. Questa proposta prevede l’eliminazione dei gas fluorurati dal mercato entro il biennio 2027-2029, inclusi gli interventi di manutenzione e assistenza su apparecchiature e sistemi che utilizzano tali sostanze. L’obiettivo di questa nuova disposizione è porre fine all’uso di gas dannosi per l’ambiente e promuovere l’utilizzo di refrigeranti naturali, come il propano, nei sistemi di climatizzazione.

    Tuttavia, diversi esperti del settore sollevano preoccupazioni riguardo all’utilizzo del propano come refrigerante alternativo. L’alto grado di infiammabilità del propano potrebbe rappresentare un pericolo per gli utenti. Pertanto, è necessario valutare attentamente le implicazioni di sicurezza e prendere le misure adeguate per garantire un utilizzo sicuro di questo refrigerante.

    Vorrei ricordare che in Italia, il settore dei climatizzatori rappresenta lo 0,5% del PIL, con un giro d’affari di circa 8 miliardi di euro e 140.000 persone impiegate nel settore. Pertanto, la decisione dell’Unione Europea avrà un impatto significativo sull’economia italiana e sul settore della climatizzazione. Si sta svolgendo un acceso dibattito tra i sostenitori del Green Deal, che mira alla neutralità climatica entro il 2050, e i sostenitori dell’industria italiana della climatizzazione, insieme alle associazioni dei consumatori italiani. Anche Confindustria, ha commentato la proposta sottolineando che la transizione richiederà interventi di aggiornamento tecnico sulle apparecchiature che utilizzano gli F-gas. Ciò comporterà un aumento significativo dei costi di produzione e dei prezzi per i consumatori. Inoltre, secondo Confindustria, non esistono ancora tecnologie alternative accessibili in termini di costo, sicurezza ed efficienza energetica per prodotti come i condizionatori d’aria fissi, gli isolamenti termici e le apparecchiature di processo.

    Tuttavia, la rimozione e la sostituzione dei condizionatori F-gas avrebbe effetti positivi sull’ambiente e sul clima. Inoltre, ridurrebbe la dipendenza dell’Europa da Paesi terzi, come Cina, Stati Uniti e Giappone, che sono i principali produttori di questi gas fluorurati. Ciò favorirebbe una produzione locale e interna, riducendo le importazioni e aumentando l’indipendenza dell’Europa.

    È importante considerare attentamente gli aspetti economici e ambientali di questa decisione. La transizione verso alternative più sostenibili e sicure, a mio parere devono contare maggiore ricerca e sviluppo, nonché un adeguato periodo di tempo per consentire agli attori del settore di adattarsi. È fondamentale promuovere una transizione graduale che bilanci l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra con la necessità di preservare l’occupazione e sostenere l’industria italiana della climatizzazione.

    La decisione dell’Unione Europea riguardo alla rimozione e sostituzione dei condizionatori F-gas rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio equilibrato. È importante promuovere una transizione verso soluzioni più sostenibili, considerando attentamente gli impatti economici e ambientali, nonché la sicurezza degli utenti.

    di Francesco Carbone

  • Commercio: a Castano Primo c’è un negozio dove trovare tutto per la vostra casa che oggi festeggia 65 anni!

    “Tutto per la Casa”, un luogo dove il cliente viene accolto e accompagnato nella scelta del suo acquisto, perché ogni regalo ha la sua importanza

    CASTANO PRIMO – Da ben 65 anni – oggi infatti ‘Tutto per la Casa’ taglia questo storico traguardo – nel cuore di Castano Primo, in Corso San Rocco, c’è un negozio dove sarete accolti e tornerete a respirare, scusate il gioco di parole, l’atmosfera di casa vostra.

    Un luogo dove il cliente, non viene visto come un semplice consumatore, ma come una persona che va consigliata, ‘coccolata’ ed accompagnata nella scelta dell’acquisto.
    La qualità dei prodotti, innanzi tutto, affiancati alla cortesia e a questo clima che ormai non è facile trovare in molte attività commerciali, sono tra i ‘segreti’ di un successo che si tramanda da ben tre generazioni.

    “Tutto per la Casa” oggi viene gestito da Francesca Rudoni, mentre fino a poco tempo fa – ora si godono la meritata pensione – c’erano anche le altre due sorelle Maria Grazia e Bruna.
    Ma questa è una (bella) storia che come Ticino Notizie siamo contenti di raccontarvi perché, semmai ce ne fosse il bisogno, è qui a ribadire che dietro ad un’attività commerciale come questa (e tante altre), c’è un cuore, un’anima pulsante verrebbe da dire.
    Oltre alla funzione sociale – non ci stancheremo mai di ribadirlo – che svolgono tutt’oggi i negozi di vicinato.
    Francesca ci racconta la genesi di quest’impresa di famiglia che non si ferma. Incominciata con la nonna Maria Manori, un negozio che all’epoca era conosciuto da tutti come la bottega della Manora.


    Una simpatica storpiatura dialettale tipica delle nostre comunità, quando, appunto, i negozi erano fatti in primis dalle persone ed erano anche un luogo di ritrovo e non solo di consumo.
    Poi ‘Tutto per la Casa’ nasce ufficialmente per mano di papà Leonardo Rudoni e mamma Giuseppina Paccagnini (foto in evidenza e qui sotto).

    Cognomi autoctoni del territorio del Castanese che ci fanno percepire le radici ancor più profonde che questa ‘bottega’ aveva – e continua a mantenere – nel tessuto commerciale e sociale dell’Alto Milanese.
    Veniamo ora a conoscere meglio alcuni dei pezzi forti che ‘Tutto per la Casa’ propone alla sua affezionata clientela. Dalle bomboniere, e più in generale, a tutto quanto occorre per una cerimonia. Tra le marche, sicuramente le migliori come la Thun con la sua vasta collezione di oggetti unici, figure in ceramica e porcellana, articoli da decoro per interni, accessori per la casa e idee regalo.
    E poi ancora la confetteria con oltre cinquanta gusti differenti. La Maison Berger con le sue profumazioni per la casa.

    “La filosofia di fondo – conclude Francesca Rudoni – che ispira la nostra attività commerciale è appunto, l’idea di casa. Per questo cerchiamo di essere a disposizione del cliente anche nei dettagli. Diamo grande attenzione anche alle confezioni che vengono realizzate con cura”.

    Perché la casa è davvero un luogo unico e come tale merita di essere vissuto e impreziosito con articoli come quelli che troverete qui.

    Per info: 339 412 5612

    fra.chicca@libero.it

    tuttoperlacasa.info

    Pagina facebook https://www.facebook.com/tutto.perlacasa
    https://instagram.com/tuttoperlacasacastano?igshid=ZDc4ODBmNjlmNQ==

  • Lombardia fuori dalla siccità: deficit idrico al 16%

    MILANO “Dopo 14 mesi in cui i dati hanno fatto registrare uno stato di severità idrica da media ad elevata, la Lombardia sta uscendo dalla situazione di siccità che l’ha coinvolta dal marzo del 2022 ed è in severità idrica bassa, con una previsione di ulteriori precipitazioni”.

    A renderlo noto è l’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, a seguito del tavolo regionale di aggiornamento sulla situazione delle riserve idriche in Lombardia. “La situazione di riserve idriche è nettamente migliorata – spiega Sertori – e il deficit è del 16,4% rispetto alla media del periodo di riferimento”. Questo, osserva, “grazie alle abbondanti piogge e ad un’azione coordinata e condivisa che ha coinvolto fattivamente il mondo agricolo e gli attori che a diverso titolo utilizzano l’acqua. Tutti hanno saputo rinunciare a legittimi interessi per una causa comune”. L’assessore comunica che “ci si aspetta una stagione irrigua più prossima alla normalità: tutti i laghi sono quasi ai livelli massimi, in particolare il lago Maggiore si presenta ad una altezza di oltre 125 cm, un metro più alto rispetto all’anno scorso e in grado di soddisfare tutte le richieste irrigue sia di sponda sinistra che di quella destra del Ticino”. Adesso, commenta l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, “dobbiamo concentrarci per mantenere alta la guardia e allo stesso tempo lavorare sugli interventi strutturali, dalle opere sul reticolo idrico all’introduzione di nuove tecnologie nei campi, che nei prossimi anni non mancheranno”.

    “La situazione non ci deve far attenuare l’attenzione rivolta agli investimenti e a una programmazione futura – ha concluso Sertori -, azioni che continueremo a portare avanti attraverso la Cabina di regia nazionale che, in questo caso specifico, su sollecitazione di Regione Lombardia, ha stanziato un contributo di 28 milioni di euro per la sistemazione del canale di Regina Elena, con importanti benefici anche per il territorio Pavese”. “Siamo in un territorio – ha dichiarato l’assessore regionale Alessandro Beduschi – che e’ capace di esprimere eccellenze fantastiche e che per farlo dipende fortemente dalla disponibilita’ di acqua, con le difficolta’ che tutti conosciamo visti i problemi legati ai cambiamenti climatici e alla siccita’. Il meteo in queste settimane ci ha dato una mano, ma con il lavoro di tutti siamo stati in grado di darci prima un metodo e poi delle regole rigorose per razionalizzare al massimo l’uso della risorsa idrica. Questi sforzi, che comprendono anche un’interlocuzione diretta con Piemonte e Valle d’Aosta per la gestione delle acque a disposizione dei nostri agricoltori, hanno contribuito a farci vivere una stagione a oggi meno problematica rispetto al 2022. Adesso dobbiamo concentrarci per mantenere alta la guardia e allo stesso tempo lavorare sugli interventi strutturali, dalle opere sul reticolo idrico all’introduzione di nuove tecnologie nei campi, che nei prossimi anni non mancheranno”. “Innovazione per l’agricoltura – ha concluso Beduschi – e’ infatti il concetto chiave che caratterizzera’ questo mandato”.