Categoria: Territorio

  • Quanto costa prepararsi al nuovo anno scolastico?

    Con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, le famiglie italiane si stanno preparando ad affrontare una nuova sfida finanziaria legata all’istruzione dei loro figli.

    L’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico si sta rivelando sempre più gravoso, mettendo a dura prova i bilanci familiari.

    Questo aspetto sta emergendo come una sfida economica rilevante nell’istruzione dei giovani in Italia. Le spese connesse all’acquisto dei libri scolastici e dei materiali didattici stanno esercitando una pressione considerevole sulle finanze familiari, sottolineando la necessità di sviluppare strategie per affrontare tali oneri.

    Nel panorama educativo nazionale, il crescente costo dei libri scolastici sta diventando un argomento di discussione sempre più rilevante. I dati pubblicati nel corso del 2023 dall’Associazione Italiana Editori rivelano che questa tendenza all’aumento dei prezzi sta continuando, mantenendosi comunque al di sotto del tasso di inflazione.

    I rincari nel dettaglio

    Per i testi destinati alla scuola secondaria di primo grado si è registrato un incremento del 3,04%, mentre, per quelli utilizzati nella scuola secondaria di secondo grado, l’incremento è stato del 3,42% rispetto all’anno precedente. Al contrario, l’indice dei prezzi al consumo su base annua ha raggiunto il 6,4%.

    La spesa media per studente durante l’anno scolastico è destinata a superare i 1.200 euro, secondo le stime di Assoutenti, con un aumento dei costi tra l’8% e il 10%, prevalentemente a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti di cartoleria come zaini, astucci e materiali essenziali. Questo incremento annuale del 9,2% è spiegato da un aumento delle materie prime e del costo di produzione.

    I libri di testo rappresentano un notevole peso in questa spesa scolastica, variando dai 300 euro per la scuola media ai 700 euro, e oltre, per alcune classi del liceo. Ad esempio, nel liceo classico si stimano costi di circa 350 euro per i libri, oltre ai vocabolari di greco e latino. Nel liceo scientifico, la spesa supera i 400 euro, mentre per i licei linguistici si aggira intorno ai 300 euro, con l’aggiunta dei vocabolari. La Rete degli Studenti Medi sottolinea l’impatto finanziario di questi costi record sull’educazione.

    Opinioni e consigli

    Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, ha chiesto un intervento sia da parte del governo che delle scuole, puntando su prezzi ragionevoli e collaborazioni con dettaglianti e produttori per offrire kit scolastici accessibili. In un clima in cui molte famiglie abbracciano pratiche come l’acquisto di libri usati o l’utilizzo di copie fornite dagli editori, il “tetto di spesa” del 2012 risulta inadeguato, non considerando l’inflazione e le nuove materie introdotte.

    Paolo Tartaglino, presidente del gruppo Educativo Aie, sottolinea l’urgente necessità di una revisione. In questo panorama, l’ottimizzazione delle risorse finanziarie e un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte emergono come soluzioni necessarie per affrontare questa sfida economica.

    L’importante settore dell’istruzione in Italia si scontra con un crescente onere economico, alimentato dall’industria dei libri scolastici, la quale genera un giro d’affari annuo di quasi un miliardo di euro. Al fine di evitare una pressione insostenibile, si consiglia alle famiglie di adottare un approccio oculato, privilegiando soluzioni come lo scambio di libri tra studenti, l’acquisto di materiali di seconda mano e il rafforzamento delle biblioteche scolastiche.

    La domanda che si pone è: come può l’Italia equilibrare la necessità di sostenere l’industria dell’istruzione con l’esigenza di renderla accessibile per tutte le famiglie? Quali soluzioni innovative possono essere implementate per garantire che l’istruzione rimanga una priorità senza compromettere la stabilità economica delle famiglie italiane? Il futuro dell’istruzione in Italia dipenderà da come queste domande vengono affrontate e risolte.

    Fonte : https://www.prontobolletta.it/news/il-prezzo-dell-apprendimento/

  • Quanto costa prepararsi all’anno scolastico?

    Con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, le famiglie italiane si stanno preparando ad affrontare una nuova sfida finanziaria legata all’istruzione dei loro figli.

    L’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico si sta rivelando sempre più gravoso, mettendo a dura prova i bilanci familiari.

    Questo aspetto sta emergendo come una sfida economica rilevante nell’istruzione dei giovani in Italia. Le spese connesse all’acquisto dei libri scolastici e dei materiali didattici stanno esercitando una pressione considerevole sulle finanze familiari, sottolineando la necessità di sviluppare strategie per affrontare tali oneri.

    Nel panorama educativo nazionale, il crescente costo dei libri scolastici sta diventando un argomento di discussione sempre più rilevante. I dati pubblicati nel corso del 2023 dall’Associazione Italiana Editori rivelano che questa tendenza all’aumento dei prezzi sta continuando, mantenendosi comunque al di sotto del tasso di inflazione.

    I rincari nel dettaglio

    Per i testi destinati alla scuola secondaria di primo grado si è registrato un incremento del 3,04%, mentre, per quelli utilizzati nella scuola secondaria di secondo grado, l’incremento è stato del 3,42% rispetto all’anno precedente. Al contrario, l’indice dei prezzi al consumo su base annua ha raggiunto il 6,4%.

    La spesa media per studente durante l’anno scolastico è destinata a superare i 1.200 euro, secondo le stime di Assoutenti, con un aumento dei costi tra l’8% e il 10%, prevalentemente a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti di cartoleria come zaini, astucci e materiali essenziali. Questo incremento annuale del 9,2% è spiegato da un aumento delle materie prime e del costo di produzione.

    I libri di testo rappresentano un notevole peso in questa spesa scolastica, variando dai 300 euro per la scuola media ai 700 euro, e oltre, per alcune classi del liceo. Ad esempio, nel liceo classico si stimano costi di circa 350 euro per i libri, oltre ai vocabolari di greco e latino. Nel liceo scientifico, la spesa supera i 400 euro, mentre per i licei linguistici si aggira intorno ai 300 euro, con l’aggiunta dei vocabolari. La Rete degli Studenti Medi sottolinea l’impatto finanziario di questi costi record sull’educazione.

    Opinioni e consigli

    Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, ha chiesto un intervento sia da parte del governo che delle scuole, puntando su prezzi ragionevoli e collaborazioni con dettaglianti e produttori per offrire kit scolastici accessibili. In un clima in cui molte famiglie abbracciano pratiche come l’acquisto di libri usati o l’utilizzo di copie fornite dagli editori, il “tetto di spesa” del 2012 risulta inadeguato, non considerando l’inflazione e le nuove materie introdotte.

    Paolo Tartaglino, presidente del gruppo Educativo Aie, sottolinea l’urgente necessità di una revisione. In questo panorama, l’ottimizzazione delle risorse finanziarie e un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte emergono come soluzioni necessarie per affrontare questa sfida economica.

    L’importante settore dell’istruzione in Italia si scontra con un crescente onere economico, alimentato dall’industria dei libri scolastici, la quale genera un giro d’affari annuo di quasi un miliardo di euro. Al fine di evitare una pressione insostenibile, si consiglia alle famiglie di adottare un approccio oculato, privilegiando soluzioni come lo scambio di libri tra studenti, l’acquisto di materiali di seconda mano e il rafforzamento delle biblioteche scolastiche.

    La domanda che si pone è: come può l’Italia equilibrare la necessità di sostenere l’industria dell’istruzione con l’esigenza di renderla accessibile per tutte le famiglie? Quali soluzioni innovative possono essere implementate per garantire che l’istruzione rimanga una priorità senza compromettere la stabilità economica delle famiglie italiane? Il futuro dell’istruzione in Italia dipenderà da come queste domande vengono affrontate e risolte.

    Fonte : https://www.prontobolletta.it/news/il-prezzo-dell-apprendimento/
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  • Vercelli: intero condominio evacuato per maltempo

    VERCELLI Vercelli fa i conti con il post-nubifragio e con tutti i problemi connessi. Ieri mattina il sindaco, Andrea Corsaro, ha deciso la proroga fino al primo settembre dell’ordinanza che dispone la chiusura dei parchi pubblici e il divieto di passaggio pedonale sotto le alberate cittadine.

    Una delle ragioni della proroga e’ la notizia che questa mattina all’alba, in viale Garibaldi e’ precipitata un’altra pianta nella zona verso la stazione, gia’ duramente colpita sabato pomeriggio. Un crollo che e’ suonato come un ulteriore campanello d’allarme per la sicurezza. Dal primo cittadino e’ arrivata piu’ volte la raccomandazione di rispettare l’ordinanza e di evitare di mettersi in situazioni di pericolo stazionando nelle zone colpite dal maltempo e oggetto di divieto. Chiuso questa mattina anche il parcheggio della caserma Garrone, all’ingresso della citta’ dal lato di Novara: un grosso abete e’ caduto sulle vecchie casematte e, superando il muro di cinta, parte dei rami si sono riversati sul marciapiede e su parte della carreggiata di corso Italia. L’ostacolo e’ segnalato, ma e’ raccomandata prudenza. Sempre questa mattina, e’ stata dichiarata l’inagibilita’ di un condominio in via Siracusa 20, che durante il nubifragio di sabato aveva subito pesanti danni con il completo distacco del tetto. La pioggia poi fatto il resto, entrando negli appartamenti e allagando quasi totalmente il vano ascensore. Da qui la decisione di far sfollare lo stabile. Tutte le famiglie residenti hanno dovuto lasciare le proprie case. I servizi sociali del comune stanno cercando una soluzione per accogliere tutti.

  • Blocco Diesel Euro 5 in Piemonte, Nastri (Fdi): serve più tempo

    NOVARA “E’ evidente che i blocchi alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 prima o poi siano necessari per tutelare la salute pubblica ma chi lavora ha bisogno di stabilità e certezze. E quando si decide di cambiare le regole bisogna assicurarsi che nessuno venga penalizzato, in particolar modo le fasce più deboli della popolazione. Siamo convinti che ci sia ancora spazio per una deroga all’applicazione della delibera che ha individuato la data del 15 Settembre prossimo per l’entrata in vigore dello stop alla circolazione dei veicoli diesel euro 5.

    Ieri mattina ho avuto modo di confrontarmi con il sottosegretario al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica Claudio Barbaro che ha dato ampia disponibilità a convocare un tavolo interistituzionale di confronto al Ministero con il coinvolgimento delle associazioni di categoria per scongiurare i possibili effetti distorsivi sul tessuto economico e sociale derivante dal paventato stop alla circolazione degli euro 5”. Lo dichiara il senatore novarese di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri. “Non ci dimentichiamo che la crisi non è affatto terminata. Dopo un biennio di eventi devastanti per l’economia come il Covid e la guerra russo – ucraina non è con queste misure che si sostengono le imprese, gli artigiani e le famiglie più fragili. La maggior parte di auto – spiega – non in regola appartengono soprattutto ad anziani e a persone con serie difficoltà economiche che non possono permettersi di adeguarsi alla normativa in tempi così brevi. Serve più tempo, e soprattutto un programma pluriennale di azioni e incentivi che possano garantire risorse concrete per la sostituzione dei veicoli. I comuni ovviamente sono obbligati a omologarsi alle restrizioni, ma trattare allo stesso modo città come Milano e Torino e i Comuni con dimensioni ridotte è davvero paradossale, anche perché nei piccoli centri la mobilità non può basarsi sui servizi di trasporto pubblico di massa delle grandi città metropolitane. Sembra che ci sia – aggiunge – un accanimento nei confronti del settore del trasporto privato. Le riduzioni emissive potrebbero essere raggiunte anche attraverso altre azioni dalla maggiore efficacia come l’obbligo della posa di asfalto assorbente, di teli assorbenti in sostituzione dei cartelli pubblicitari o attraverso una più serrata attività di controllo sulla temperatura degli edifici pubblici e privati. Con le restrizioni prospettate solo il 25% dei veicoli diesel per il trasporto di cose e persone potrebbe circolare, con pesanti ricadute economiche per famiglie ed imprese. E’ fondamentale trovare con la concertazione una strada differente per raggiungere gli obiettivi”, conclude.

  • Trecate, verde pubblico: ripresi gli sfalci dopo la gestione dell’emergenza maltempo

    ‍All’indomani dell’evento atmosferico dello scorso 25 luglio, l’Amministrazione e l’Ufficio ambiente hanno coordinato diversi interventi per ripristinare la normalità nelle aree verdi di proprietà comunale.

    TRECATE NO – “Conseguentemente a ciò – spiega l’assessore all’Ambiente Alessandro Pasca – per alcune settimane ci siamo trovati costretti a fermare gli sfalci per dedicarci alla messa in sicurezza della città e questo ha fatto sì che l’erba diventasse alta in molte aree. L’impresa appaltatrice ha comunque lavorato per tutto il mese di agosto, recuperando una buona parte delle aree nelle quali gli interventi erano stati a causa dell’emergenza.
    I tagli sono quindi stati effettuati in via Parazzolo, via Valle, via dei Padri Giuseppini, via Barassino, via Novara, via Bettole, via Borsellino, via Spallanzani, via Romentino, piazzale Antonini, via Rugiada, via Machiavelli, giardino all’italiana di Villa Cicogna, via Sozzago, via Tonetti, via Seneca, via Pertini, via Dossi, via del volontariato, piazzale Rimembranze, chiesa di San Bernardo, via Rimembranze, via dei Sassi, via Fratel Luigi Nebiolo, via Ruggerone, via Cervino, via del Ciliegio, via Strettura, via Buscaglia, via Dolce, piazzale Madonna delle Grazie, piazza Dolce, via Sanzio, via Vela, via Vecellio, via Pregagliana, via Macallè, piazza Cattaneo, via Coloredo, via delle Vigne, via Ferraris, via dei Fiori, via dell’Euro, via Verra, via Nova, alla scuola “Don Milani” e alle scuola “Cassano”.

    In alcune di queste vie – precisa l’assessore – è stato inoltre purtroppo necessario procedere alla rimozione di alberi caduti o pericolanti a causa del maltempo, come per esempio in via delle Vigne, via Vecellio, alle Scuole medie e in via del Volontariato. Sono stati effettuati infine interventi di sfoltimento sugli alberi e rimozione erbe infestanti in via Cerano. Siamo finalmente riusciti a rimettere in ordine una buona parte della città: nelle prossime settimane – annuncia a conclusione l’assessore – completeremo il lavoro”.

  • Casale Monferrato, lavoratori in nero all’autolavaggio: 11mila euro di multa

    CASALE MONFERRATO- I Carabinieri della Stazione di Casale Monferrato, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Alessandria e il personale dell’Ispettorato Territoriale, hanno eseguito numerosi controlli nei confronti di autolavaggi individuando tre lavoratori ‘in nero’.

    Erano tutti stranieri, due dei quali irregolari sul territorio nazionale, a cui non è mai stato rilasciato il permesso di soggiorno. Al datore di lavoro sono state elevate sanzioni per complessivi per 11.000 euro, oltre alla chiusura dell’attività fino all’eventuale pagamento di un anticipo della sanzione e alla regolarizzazione dei dipendenti. I due cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale sono stati denunciati e invitati a regolarizzare la propria posizione presso la Questura di Alessandria.

  • Trecate: 50 mila euro per l’impianto di riscaldamento della “Don Milani”

    ‍Ammonta a 50.000 euro la somma stanziata dall’Amministrazione comunale per il rifacimento di parte dell’impianto di distribuzione calore dei locali di via Andante che ospitano la Direzione didattica della Scuola primaria “Don Milani”.

    TRECATE NO – In vista della ripresa dell’attività didattica con il mese di settembre – spiegano il sindaco Federico Binatti, il vicesindaco e assessore all’Istruzione Rossano Canetta e il consigliere incaricato ai Lavori pubblici Mauro Bricco – abbiamo disposto, a seguito del sopralluogo effettuato dai tecnici comunali, un intervento sull’impianto che presentava alcuni malfunzionamenti. I lavori previsti dal progetto approvato dalla Giunta contemplano la sostituzione di dorsali e colonne per assicurare un adeguato riscaldamento dei locali durante la prossima stagione invernale.

  • Stop ai diesel euro 5 in Piemonte: il sindaco di Novara dice NO

    NOVARA Alessandro Canelli, sindaco leghista di Novara, si schiera contro la misura voluta dalla giunta regionale di centrodestra del Piemonte che prevede dal 15 settembre il divieto di circolazione delle auto euro 5 diesel, a seguito di una procedura sanzionatoria dell’Ue sui livelli di inquinamento.

    Una norma applicata con una disposizione firmata dall’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, che, come Canelli, e’ novarese e leghista. Il sindaco ha ribadito la sua posizione con una diretta Facebook nel pomeriggio. “Noi – ha detto Canelli – siamo contrari a questa ipotesi non tanto perche’ non si debbano raggiungere obiettivi di miglioramento della qualita’ dell’aria che tra l’altro Novara ha gia’ raggiunto, ma perche’ un intervento di questo genere deve essere fatto dando la possibilita’ alle persone di organizzarsi”. “Stiamo parlando – ha aggiunto il sindaco – di un parco auto che arriva fino al 2015, auto che non sono certo da buttare”. “La normativa – ha proseguito Canelli – prevede che si possa installare il cosiddetto Move In, una scatola nera che consente di fare fino 9000 km all’anno e sei esente dal divieto. Mi viene a pensare: ma se posso fare 9000 km all’anno con questo dispositivo, fammeli fare lo stesso senza introdurre il blocco strutturale”. “Noi chiediamo – ha concluso il sindaco – di avere un po’ di buon senso e di consentire alle persone, tenendo ferme le altre misure che incidono su altre fonti di inquinamento, di utilizzare le autovetture per andare a lavorare o per portare i bambini a scuola”.

  • Siccità lago Maggiore, Regione Piemonte in campo

    NOVARA “Abbiamo ben presente quale sia la portata del problema con le implicazioni che vanno a toccare, tra gli altri, anche un comparto, quello turistico, decisamente importante per l’economia di un’intera zona”.

    Così l’assessore regionale piemontese all’ambiente Matteo Marnati a proposito dei livelli delle acque del Lago Maggiore. “Proprio per questo fin dai primi giorni di agosto – sottolinea l’assessore – mi sono attivato chiedendo al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin la convocazione di un tavolo tecnico di approfondimento sulla gestione dei livelli, che coinvolgendo due regioni – Piemonte e Lombardia – e un altro Stato, la Svizzera, non dipende direttamente dalla Regione Piemonte ma vede appunto un coordinamento del Ministero da cui dipende, anche in termini di vigilanza e controllo dell’operato, il Consorzio del Ticino. Il ministro Pichetto ha già dato la propria disponibilità a convocare un incontro quanto prima”.

    BAVENO Il basso livello delle acque del lago Maggiore sta causando una situazione problematica, che ha inevitabilmente conseguenze negative sul comparto del turismo, delle attività economiche legate al lago e sugli spostamenti dei cittadini e delle merci attraverso i traghetti della Navigazione Lago Maggiore.
    Al di là di quello che succederà nei prossimi giorni a livello meteo (forse son previste delle piogge che potrebbero mitigare la situazione) rimane evidente come la sperimentazione del Consorzio Ticino (lunga ormai un decennio) sul tema dei livelli del lago vada assolutamente rivista, organizzando un tavolo permanete di confronto che ad oggi non esiste, anche coinvolgendo la parte Svizzera, per far coesistere non solo gli interessi agricoli e industriali ma anche quelli turistici e del trasporto locale nel nostro bacino.
    Gli amministratori locali e le forze economiche del territorio non possono essere abbandonati e non ottenere nessun tipo di risposta in merito. Possiamo solo lamentarci di fronte a situazioni problematiche come queste.
    C’è la necessità quindi di avere un tavolo reale di confronto con l’autorità di Bacino. E per far questo dovrebbe essere la Regione Piemonte che ha gli strumenti e il ruolo istituzionale, a partire dall’assessore regionale all’ambiente Matteo Marnati e dal consigliere regionale nel nostro territorio Alberto Preioni, a promuovere un lavoro in tal senso.
    Ad ora nulla sembra muoversi dalla Regione Piemonte e ci chiediamo il perché.

    Alessandro Monti
    Sindaco di Baveno

  • Università: Milano la più cara per i fuori sede

    MILANO – Il nuovo anno accademico sta per iniziare e riparte la caccia alla stanza da parte di studenti fuorisede… e non solo. La situazione è ancora caratterizzata da rincari dei prezzi, anche se non in tutte le città.

    Dall’altra parte universitari e lavoratori avranno a disposizione un’offerta del mercato più cospicua, visto l’aumentare diffuso degli alloggi di questa tipologia (+34% per le singole). Infatti, l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, società del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in big data e market intelligence per il settore immobiliare, evidenzia un aumento dell’offerta molto importante soprattutto nei centri satellite, come Brescia (+75%), Latina (+68%), Bergamo (+49%), che ora si propongono come alternativa ai poli di maggiore dimensione, grazie anche alla presenza di collegamenti con la grande città e un’offerta didattica spesso similare.

    La domanda, comunque, continua a crescere, influenzata dalla coda lunga dei rientri post-Covid: la richiesta per le singole è infatti salita del 27% rispetto al 2022. Milano aveva tutti gli occhi puntati addosso, dopo aver fatto partire la protesta delle tende poco prima dell’estate: la città, per la prima volta negli ultimi anni, frena sui rincari. Rimanendo comunque la più cara, con un costo medio delle singole di 626 euro al mese, segna “appena” il +1% rispetto all’anno scorso riconducibile all’aumento dell’offerta (+36%), pur conservando ancora un incremento nella domanda (+15%).