Categoria: Territorio

  • Garbagnate Milanese: il progetto BarOltre 2.0, quando l’inclusione diventa realtà

    Garbagnate Milanese: il progetto BarOltre 2.0, quando l’inclusione diventa realtà

    Il lavoro come ponte verso l’autonomia, la fragilità che si trasforma in professionalità e una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno.

    Questi i temi al centro della visita istituzionale di venerdì 13 febbraio presso il progetto BarOltre 2.0, la “colazione inclusiva” ospitata nella cornice della biblioteca comunale in Corte Valenti.

    Una squadra per il sociale
    La mattinata ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama politico nazionale e regionale, a testimonianza della rilevanza del modello garbagnatese. Presenti il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, il Senatore Massimo Garavaglia e il Consigliere Regionale Silvia Scurati.

    La loro presenza ha suggellato l’importanza di una sinergia che unisce governo centrale, territorio e volontariato. Il Ministro Locatelli ha lodato l’iniziativa, definendola un esempio concreto di come “dare valore alle persone” significhi investire in percorsi di vita gratificanti e non solo in assistenza.

    “Vedere le istituzioni fare squadra è il segno di una comunità coesa. BarOltre non è solo un bar, è un luogo dove si costruisce il futuro umano della nostra Lombardia.”

    Il cuore del progetto: BarOltre 2.0
    Nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Daniele Davide Barletta, il Centro Diurno Disabili (CDD) Archimede e l’Associazione “Un Mondo D’Inclusione” ODV, il progetto permette a ragazzi con disabilità di gestire il servizio bar ogni mercoledì mattina.

    I tre pilastri dell’evento
    Autonomia: Il lavoro non è solo occupazione, ma uno strumento di crescita personale.

    Integrazione: La disabilità diventa valore sociale aggiunto per chi frequenta la biblioteca.

    Territorio: Una rete vincente tra politica, associazioni e cittadini.

    Il Sindaco Barletta ha ringraziato gli ospiti sottolineando come progetti simili dimostrino che l’inclusione lavorativa non sia uno slogan, ma una scelta quotidiana capace di rafforzare l’intero tessuto cittadino. La Lombardia, con il supporto dei suoi rappresentanti in Regione e in Parlamento, continua così a sostenere percorsi che mettono al centro la dignità della persona attraverso l’integrazione reale.

    GUARDA IL VIDEO DEL MINISTRO LOCATELLI sul tema della disabilità e dell’uguaglianza, temi centrali per il progetto BarOltre.

  • Più sicurezza sulle strade metropolitane: 3,5 milioni di euro assegnati ai primi otto Comuni per interventi concreti di mobilità sicura


    Più sicurezza sulle strade metropolitane: 3,5 milioni di euro assegnati ai primi otto Comuni per interventi concreti di mobilità sicura


    La Città metropolitana di Milano, nell’ambito del Piano Strategico Triennale del Territorio Metropolitano (PSTTM) 2025-2027 e della Missione 3 “Infrastrutture per la mobilità sostenibile”, ha approvato con la Delibera del Consiglio metropolitano il Fondo per il finanziamento delle azioni a cura dei Comuni metropolitani per interventi di sicurezza stradale.

    Con il Decreto del Sindaco metropolitano è stato disposto il primo decreto di assegnazione delle risorse, per un totale di € 3.273.000 destinati a interventi mirati nelle strade gestite dalla Città metropolitana di Milano nei territori comunali del proprio territorio per ridurre il rischio incidenti, favorire il rispetto dei limiti di velocità, migliorare la fluidità del traffico e favorire la mobilità sostenibile, inclusi ciclisti e utenti del trasporto pubblico locale.

    I primi otto Comuni beneficiari e gli importi assegnati sono:

    • Zibido San Giacomo → € 848.000 (riqualificazione incroci SP35 con nuove rotatorie)
    • Cusago → € 850.000 (nuova rotatoria nodo SP114-SP162)
    • Noviglio → € 500.000 (nuova rotatoria SP203-SP203DIR)
    • Vernate e Calvignasco → € 500.000 (rotatoria SP33)
    • Tribiano e Mediglia → € 300.000 (nuove rotatorie SP39)
    • Rosate → € 250.000 (illuminazione ciclabile, riassetto fermate TPL su SP163)
    • Pantigliate → € 90.000 (messa in sicurezza passerella SP415, alberature pericolose SP182)
    • Truccazzano → € 30.000 (rotatoria moderazione traffico SP201)

    Questi progetti rappresentano il passaggio concreto dalla programmazione alla realizzazione: risorse che diventano sicurezza reale per i cittadini dei territori coinvolti.

    La Città metropolitana di Milano prosegue il monitoraggio e il supporto tecnico ai Comuni per garantire l’avvio e il completamento dei lavori nei tempi previsti, con aperture al traffico attese tra il 2026 e il 2028 a seconda degli interventi.

  • Gruppo CAP: piano di regolazione della pressione idrica nel Milanese

    Gruppo CAP: piano di regolazione della pressione idrica nel Milanese

    In un momento storico in cui l’acqua è sempre più al centro del dibattito pubblico – tra siccità, cambiamenti climatici e necessità di investimenti sulle infrastrutture – anche la gestione quotidiana della rete può fare la differenza.

    Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete.

    L’obiettivo è semplice ma strategico: gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata, infatti, riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni.

    Lo stato delle perdite in Italia: una sfida nazionale

    Il tema delle perdite idriche resta centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati ISTAT, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42% (ISTAT, Censimento delle acque per uso civile). Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento.

    In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% – la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

    Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua.

    Gli interventi di Gruppo CAP sul territorio

    Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo CAP sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo CAP garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti.

    Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo.

    In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.

  • Il Rio Capricciosa, un patrimonio naturale da tutelare: al via gli interventi nel Parco del Ticino

    Il Rio Capricciosa, un patrimonio naturale da tutelare: al via gli interventi nel Parco del Ticino

    Nel cuore del Parco Lombardo della Valle del Ticino, nel territorio di Sesto Calende, scorre il Rio Capricciosa, un piccolo affluente che rappresenta un autentico scrigno di biodiversità. L’area che ne circonda la sorgente è infatti riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC), un importante status a livello europeo volto alla tutela degli habitat naturali e delle specie più sensibili.

    Si tratta di un contesto ambientale di grande valore, caratterizzato da un mosaico di ecosistemi che comprendono boschi di ontano nero, zone umide e aree prative. Habitat preziosi che ospitano specie di particolare interesse naturalistico, come la felce florida (Osmunda regalis) e le sfagnete, formazioni vegetali rare che testimoniano l’elevata qualità ecologica del sito.

    Proprio in questo scenario si inseriscono gli interventi di riqualificazione promossi dal Parco del Ticino nell’ambito del progetto Interreg ECO4TICINO, coordinato da Istituto Oikos. L’obiettivo è quello di preservare e rafforzare un ecosistema delicato, migliorando le condizioni ambientali e favorendo la biodiversità.

    Le azioni previste riguardano in particolare il recupero delle zone umide, una gestione più efficiente delle risorse idriche e il contrasto alle specie invasive, oltre alla valorizzazione dell’area attraverso interventi mirati che ne favoriscano una fruizione sostenibile.

    Un’attenzione specifica è rivolta al gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes), specie oggi fortemente minacciata ma considerata un importante indicatore della qualità delle acque. Le caratteristiche del Rio Capricciosa, come la buona qualità idrica e la portata costante, rendono infatti questo ambiente potenzialmente idoneo a un suo ritorno, anche attraverso eventuali interventi di reintroduzione.

    L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale del territorio, con l’obiettivo di creare un modello replicabile per future azioni di riqualificazione ambientale nel bacino del Ticino.

    👉 Per approfondire:
    https://sites.google.com/istituto-oikos.org/iniziativa-ticino/notizie/news/il-rio-capricciosa-un-patrimonio-naturale-da-proteggere-e-valorizzare

  • FNM adotta una nuova statua del Duomo di Milano

    FNM adotta una nuova statua del Duomo di Milano

    La statua “Santo barbuto con Libro” è esposta da oggi e visibile a tutti presso la sede di FNM di Piazzale Cadorna 14 a Milano.

    L’opera è stata restaurata grazie al contributo di FNM nell’ambito del progetto “Adotta una statua”, promosso dalla Veneranda Fabbrica del Duomo. La nuova scultura ha preso il posto della precedente statua ottocentesca di “San Abdon”, che è rimasta visibile al pubblico a partire da giugno 2022, quando FNM ha aderito al progetto della Veneranda Fabbrica del Duomo.

    “Adotta una statua” è una iniziativa di raccolta fondi, lanciata a febbraio 2020 con l’obiettivo di contribuire al sostegno delle attività di salvaguardia, valorizzazione e tutela del patrimonio artistico della Cattedrale, ridando vita ad alcune delle sue sculture rimosse dal monumento, nel corso dei secoli, per motivi conservativi.

    L’obiettivo chiave, grazie anche alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Milano, è il recupero di questi pezzi storici, concessi in temporaneo prestito ad aziende e privati, a fronte di un contributo finalizzato a sostenere gli incessanti restauri del Duomo.

    Attraverso la propria donazione, FNM ha dunque sostenuto i lavori di pulitura, restauro e consolidamento della statua “Santo barbuto con Libro”, offrendo la possibilità a viaggiatori e passanti che transitano da Piazzale Cadorna di ammirare questa antica scultura risalente a metà del XV secolo. La statua, scolpita in marmo di Candoglia, rappresenta un uomo anziano con lunga barba bipartita, un abito tipico di un monaco la cui cappa avvolge la figura anche sulla parte anteriore. In mano regge un libro aperto, attributo riservato a Santi e Profeti.

    Il basamento di forma circolare richiama altri noti e celebri esempi della scultura di epoca umanistica del periodo sforzesco. La totale mancanza di iscrizioni sulla statua ne impedisce una più precisa attribuzione. Le particolari dimensioni potrebbero suggerire una primitiva collocazione su di un altare del Duomo; lo stato di deterioramento prima del restauro indica una successiva collocazione sull’esterno della Cattedrale, ma in una posizione protetta dagli agenti atmosferici. L’opera è stata mostrata durante la manifestazione “EXEMPLA 1976. Artigianato ed ecologia”, fiera internazionale dell’artigianato tenutasi a Monaco di Baviera, nell’allora stato di degrado, per far conoscere il delicato e difficile compito delle maestranze della Veneranda Fabbrica del Duomo nel conservare i beni artistici della Cattedrale.

    La nuova statua è stata svelata oggi, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente di FNM Andrea Gibelli e il presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo Fedele Confalonieri.

    “Il progetto ‘Adotta una statua’ – afferma il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – dimostra come la sinergia tra istituzioni, imprese e realtà culturali possa generare un impatto concreto e duraturo per la comunità. La restituzione alla cittadinanza del patrimonio artistico del Duomo è un gesto di responsabilità che promuove bellezza, rispetto e senso di appartenenza.

    La presenza del ‘Santo barbuto con Libro’ a Piazzale Cadorna diventa simbolo di decoro urbano e testimonianza della forza educativa dell’arte. Un’iniziativa che valorizza l’eccellenza delle maestranze lombarde e rinnova il significato del made in Italy come sintesi di cultura, lavoro e bellezza”.

    “In questi anni di collaborazione con la Veneranda Fabbrica abbiamo potuto vedere come la presenza di una statua del Duomo di Milano a Milano Cadorna, ben visibile ed esposta al pubblico nell’entrata della nostra sede, sia diventata un fattore di interesse e attrazione per tutti i viaggiatori e frequentatori della nostra stazione – commenta il presidente di FNM Andrea Gibelli -. Un punto di evidente bellezza che cattura tutte le persone, al di là della formazione e provenienza, che rappresenta il forte legame che fin dall’origine lega l’attività delle Ferrovie Nord con la città di Milano, il cui cuore è proprio la cattedrale che sorge a poca distanza. La stazione diventa così non semplicemente un luogo di passaggio, ma uno spazio da vivere, scoprire e in grado di creare nuove occasioni dove storie, culture e persone possono incontrarsi e raccontarsi”.

    “A Milano diciamo spesso: «Lungh ‘me la Fabrica del Domm» per indicare qualcosa che non finisce mai – dichiara Fedele Confalonieri, Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano -. Il Duomo richiede una manutenzione continua, un lavoro senza sosta portato avanti dagli operai della Veneranda Fabbrica, i veri motori della Cattedrale. Nel 2025, 3,5 milioni di visitatori hanno ammirato il Complesso Monumentale; è grazie a questo turismo internazionale se oggi possiamo finanziare i restauri e la tutela del nostro patrimonio. Ma non dimentichiamo l’anima spirituale: ricordandoci che il Duomo è, prima di tutto, una Cattedrale, un luogo di preghiera. Il progetto «Adotta una Statua» vive grazie alla collaborazione tra istituzioni e imprese lungimiranti, per continuare a eternare la sfida dei nostri cantieri contro lo scorrere del tempo. Ringrazio FNM per aver rinnovato il proprio sostegno, ospitando questa nuova opera dopo l’esperienza con il «S. Abdon». È una sorta di staffetta tra statue che testimonia una continuità che ormai è diventata amicizia. Questo «Santo barbuto» del Quattrocento, che ha vegliato su Milano dalle pareti del Duomo per sei secoli, tiene tra le mani un libro aperto. È un’immagine che un tempo, proprio qui in stazione o sui vagoni dei treni, era la normalità. Oggi, lo sappiamo, la scena è diversa: siamo tutti catturati dagli schermi degli smartphone. Il nostro Santo vuole essere un segno del Duomo in questo luogo di arrivi, di partenze e di lavoro, ma anche un invito a riscoprire il treno come luogo dove si legge e si fa cultura”.

    Maggiori informazioni sul progetto “Adotta una statua” sono disponibili sulla pagina web dedicata:

    https://www.fnmgroup.it/adotta_statua/

  • Scuola, le opportunità professionali dei percorsi del CFP Canossa: quando il fare insegna.

    Scuola, le opportunità professionali dei percorsi del CFP Canossa: quando il fare insegna.

    Vista la sospensione dell’attività didattica e amministrativa delle scuole di alcuni territori del Paese a causa del maltempo e del dissesto idrogeologico, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha disposto il nuovo termine entro il quale le iscrizioni possono essere inoltrate: le ore 20:00 di sabato 21 febbraio.

    Ticino Notizie, nel suo TG dedicato all’attualità, ha incontrato Laura Pizzotti, Responsabile di sede CFP Canossa, e Andrea Ravanelli, docente di Panificazione e Pasticceria, per affrontare il tema della scelta dopo la terza media, con le diverse opportunità per mettere letteralmente “le mani in pasta” nella costruzione del proprio futuro.
    Focus sulla nuova proposta di operatore della ristorazione-allestimento sala e somministrazione bevande e collaborazione con le aziende del territorio.

  • “Meta”, i bambini di Robecco incontrano l’autore Francesco Gungui

    “Meta”, i bambini di Robecco incontrano l’autore Francesco Gungui

    Sulla quarta di copertina di “Meta”, un romanzo sul rugby che è anche una piccola grande storia di vita, c’è questa frase, molto piaciuta ai bambini della scuola di Robecco sul Naviglio, che mercoledi 11 febbraio hanno potuto incontrare l’autore Francesco Gungui. In mattinata è toccato alle classi quarte e quinte della scuola primaria “L. Da Vinci” e nel pomeriggio a quelle della scuola “G . Verdi”.

    Edito da Il Castoro, il libro parte dalla passione di un bambino per il rugby. E Gungui ha spiegato che ad ispirare la storia è stato suo nipote “Tommy, che giocava a rugby e che ha dato il nome al protagonista del libro. Poi hanno cominciato a giocare a questo sport anche i miei due figli che adesso sono in prima media”.

    “Come mai hai deciso di inserire tra i personaggi alcuni bulli?” “Perché queste cose fanno parte della realtà, non serve ignorarli, bisogna affrontarle nel modo giusto come anche tutte le emozioni che proviamo”, ha risposto Gungui.
    Nel corso dell’incontro, ricco di domande e coordinato dalla maestra Lisa Azzolini, è emerso quanto il rugby insegni proprio questo: “a gestire in modo produttivo e normativo emozioni come la rabbia. I bambini hanno scoperto questo sport poco conosciuto ma che crea forti legami tra giocatori e in cui è importante fare squadra sul campo; un insegnamento anche per la vita”, perché insieme si raggiungono risultati migliori.

    Presente a Robecco anche Tino Malini, editore e libraio magentino che nell’apprezzare l’attenzione e le domande interessanti dei bambini, ha sottolineato il valore dell’esperienza vissuta nello scoprire cosa e chi c’è dietro un libro e anche in fondo al libro, perché proprio al termine dell’incontro Malini ha voluto leggere ad alta voce l’ultima pagina, molto significativa: “Ho capito tante cose quest’anno: che dobbiamo scegliere i nostri compagni di squadra, ma anche i nostri avversari; che quando non puoi andare avanti, vai a terra e metti la palla indietro; lì c’è chi può aiutarti e darti sostegno. Ho capito che non siamo mai soli, né in campo né nella vita. E che per questo è importante lo spirito di squadra. (…) Nella partita (la meta) vale sempre come un punto, ma nella vita vale punti all’infinito!”

  • Giornata del Ricordo, racconti e poesie per non dimenticare: premiato il liceo Quasimodo

    Giornata del Ricordo, racconti e poesie per non dimenticare: premiato il liceo Quasimodo

    Una poesia della classe 4B del liceo Scienze Umane è stata premiata alla 18ª edizione del concorso sulla Giornata del Ricordo in Regione Lombardia il 9 febbraio, nella Sala del Consiglio, nell’anniversario della strage di Vergarolla, la prima strage di innocenti della storia dell’Italia repubblicana. “18 agosto 1946 – 18 agosto 2026. Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia. Mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”.

    La 4B è la stessa classe che ha preparato le letture per il concerto della Giornata della Memoria e ha lavorato con la professoressa Ursula Posa, docente di Italiano. In realtà al liceo Quasimodo tutto l’anno è stato ed è dedicato alla scoperta della storia contemporanea e stimolare la consapevolezza delle dinamiche geopolitiche anche attuali. È l’anno in cui i ragazzi diventano maggiorenni e i docenti hanno ritenuto opportuno affrontare diversi argomenti attuali per avvicinarli alla scoperta di un mondo che sotto tanti punti di vista si presenta complesso.

    L’obiettivo è rendere i ragazzi più consapevoli di situazioni e dinamiche internazionali della storia recente e tra i tanti argomenti affrontati ci sono state anche la guerra in Jugoslavia e quella in Ruanda della fine del secolo scorso, il dramma delle foibe, Chernobyl, gli anni di piombo, fino ai recentissimi scontri tra Israele e Palestina.

  • Malpensa, il nodo dei decolli: “Cittadini e sindaci sono davvero consapevoli di come volano gli aerei sopra le loro teste?”

    Malpensa, il nodo dei decolli: “Cittadini e sindaci sono davvero consapevoli di come volano gli aerei sopra le loro teste?”

    Dopo oltre 25 anni dal progetto della “Grande Malpensa”, il dibattito sull’impatto acustico si arricchisce di un interrogativo tecnico che finora sembra essere rimasto confinato nelle stanze della Commissione Aeroportuale: perché non è ancora stata imposta la procedura di decollo che garantisce la massima quota possibile sopra i centri abitati?

    Al centro della questione c’è il confronto tra due procedure di salita, note come NAPD 1 e NAPD 2. Non sono sigle per soli esperti, ma la differenza concreta tra un aereo che sorvola le case a quote elevate e uno che rimane “basso” per privilegiare il risparmio di carburante delle compagnie aeree.

    La denuncia: “Quota più bassa per favorire le aerolinee?”
    Secondo le analisi emerse, la procedura NAPD 1 permetterebbe agli aeromobili (come i comuni Boeing 737 o Airbus A320) di salire con un angolo molto più ripido, riducendo la spinta motore solo dopo aver guadagnato quota. Questo garantirebbe un sorvolo molto più alto su comuni sensibili come Somma Lombardo, Casorate Sempione e Arsago Seprio.

    Al contrario, la “liberalità operativa” attualmente concessa alle singole compagnie permetterebbe l’uso di profili di decollo più “piatti” (meno dispendiosi in termini di carburante), che però mantengono l’aereo a quote inferiori per un tempo prolungato, aumentando l’inquinamento acustico subito dal territorio.

    Le domande aperte per i Sindaci del CUV
    Il comunicato pone quesiti diretti alla Commissione Aeroportuale e ai sindaci del CUV (Consorzio Urbanistico Volontario) e del COR2, chiamati a ratificare la nuova zonizzazione acustica (LVA):

    Trasparenza sui dati: I sindaci sono stati informati che l’uso della procedura NAPD 1 assicurerebbe sorvoli a quote più elevate rispetto a quella attualmente in uso?

    Modellizzazione AEDT: I calcoli acustici presentati tengono conto della reale orografia del territorio (le alture a nord delle piste) o si basano su modelli teorici che non rispecchiano il rumore percepito dai cittadini?

    Ottimizzazione: Perché, nonostante le indicazioni di organismi internazionali come ICAO ed EASA, non è ancora stata identificata e resa obbligatoria l’ottimizzazione della procedura di decollo per la mitigazione acustica?

    Verso una nuova consapevolezza

    “Una piena trasparenza nei criteri di elaborazione della sperimentazione e delle zone A, B e C della zonizzazione LVA è il fondamento per qualsiasi scenario futuro,” conclude la nota. La richiesta è chiara: la salute dei cittadini e la tutela del territorio non possono essere subordinate alla libertà operativa delle aerolinee. È necessario un processo di consapevolezza che porti a scelte tecniche condivise e trasparenti, non più calate dall’alto.

  • Il saluto da New York degli studenti dell’Alessandrini speciali ambasciatori all’ONU

    Il saluto da New York degli studenti dell’Alessandrini speciali ambasciatori all’ONU

    Una foto di rappresentanza pubblicata sul profilo Instagram della scuola dà l’idea della serietà e dell’impegno che gli studenti delle classi terze e quarte dell’Istituto di Vittuone stanno mettendo in questa esperienza di vita. Ad accompagnarli ancora la professoressa Michela Anselmo, referente del progetto.

    “I ragazzi dello scorso anno hanno raccontato la loro esperienza e il loro entusiasmo è stato contagioso. Certo sono imprescindibili i risvolti rispetto allo sviluppo della lingua, ancora di più della valutazione didattica di questa esperienza, ma i partecipanti sono stati trascinati dalla pubblicità dei compagni. Ad ottobre c’era stato un corso preparativo per affrontare la selezione basata sul merito, la motivazione e le aspettative e il tutto è stato affrontato in inglese”. La nuova edizione del progetto dell’associazione no profit WSC Italia per il nostro territorio è partita quindi con una maggiore adesione rispetto alla scorsa.

    Come lo scorso anno, gli “ambasciatori di futuro” sono riusciti a partecipare all’apertura della Conferenza all’ONU e poi sono stati divisi in commissioni e sottocommissioni insieme agli altri ragazzi provenienti da tutto il mondo “per discutere e confrontarsi rispetto ad una problematica per trovare un accordo tra le parti, compito non scontato né facile, ma possibile. Ma su questo si sono allenati – ha aggiunto la professoressa. – Non è semplice mettere d’accordo tante teste, i ragazzi sanno che bisogna fare fatica nel negoziato ma è indiscutibilmente bello – dicono poi i ragazzi – poter parlare e capire e capirsi oltre che essere capiti”. Un’esperienza ricca e arricchente che permette ai ragazzi di mettere in campo competenze personali oltre che scolastiche.