Categoria: Territorio

  • Agricoltura: Villoresi in riduzione per consentire l’irrigazione dei secondi raccolti

    Agricoltura: Villoresi in riduzione per consentire l’irrigazione dei secondi raccolti

    Considerata la situazione del Lago Maggiore, il Consorzio del Ticino ha disposto per dallo scorso 4 agosto una diminuzione delle portate erogate dal bacino lacuale.

    LAGO MAGGIORE – In previsione di tale richiesta, il Consiglio di Amministrazione di ETVilloresi si era già espresso nel corso della seduta del 2 agosto, esprimendo preferenza per una riduzione in questi giorni della portata del Canale Villoresi in modo da consentire poi l’irrigazione dei secondi raccolti dopo la metà del mese. Pertanto, a partire dalle ore 12.00 del 4 agosto, sono state effettuate le manovre di riduzione: la portata del Villoresi è così passata da 37.5 mc/s a 8.5 mc/s. ETVilloresi ha chiesto al Consorzio del Ticino di rivalutare in avvio di settimana prossima la situazione dei livelli del Verbano e delle esigenze irrigue. La portata del Naviglio Martesana verrà invece aumentata sabato 5 agosto da 10 mc/s a 15 mc/s.

  • Ferragosto, niente raccolta rifiuti da Legnano a Magenta

    Ferragosto, niente raccolta rifiuti da Legnano a Magenta

    Martedì 15 agosto – giornata segnata in rosso sul calendario perché, appunto, festiva- i servizi di raccolta porta a porta dei rifiuti saranno sospesi, così come le attività di spazzamento manuale e meccanizzato. Chiuse anche le piattaforme rifiuti e i centri di raccolta dei 18 Comuni in cui AEMME Linea Ambiente eroga le proprie prestazioni.

    Nessun cittadino dovrà, pertanto, esporre i rifiuti la sera di lunedì 14, perché il giorno seguente gli operatori non saranno in servizio e la presenza dei rifiuti a bordo strada non gioverebbe al decoro urbano.

    Nei Comuni di Legnano, Canegrate, Parabiago, Magnago, Arconate e Dairago, tutti i servizi previsti per martedì 15 saranno posticipati a mercoledì 16 agosto: ciò significa che le varie tipologie di rifiuto dovranno essere esposte la sera di martedì 15.

    I servizi di raccolta rifiuti saranno, invece, anticipati a lunedì 14 nei Comuni di Buscate e Rescaldina.
    Nessuna variazione per i Comuni di Turbigo, Robecchetto con Induno, San Giorgio su Legnano e Villa Cortese, dove nella giornata di martedì non sono, appunto, mai previsti servizi di raccolta.

    Anche sul territorio di Gallarate martedì 15 agosto non sarà svolto alcun servizio.
    La raccolta dell’umido sarà posticipata a giovedì 17 agosto, quella dei rifiuti indifferenziati a venerdì 18, mentre la raccolta della carta slitterà a martedì 22 agosto.

    Vediamo la situazione nel Magentino. Anche qui gli operatori non saranno operativi nella giornata di martedì 15 agosto. A Magenta le raccolte di umido, vetro, carta, plastica e rifiuti indifferenziati saranno posticipate a mercoledì 16 agosto. Subirà il posticipo a mercoledì 16 anche la raccolta dei rifiuti indifferenziati nel Comune di Boffalora sopra Ticino. Servizi anticipati, invece, a lunedì 14 nei Comuni di Ossona (rifiuti indifferenziati) e di Cuggiono (vetro e plastica).

    Anche a Cornaredo gli operatori non saranno in servizio nella giornata di martedì 15 agosto. La raccolta dell’umido slitta a venerdì 18 e quella dei rifiuti indifferenziati a martedì 22 agosto. In tale Comune la piattaforma rifiuti resterà chiusa non solo nella giornata festiva di martedì 15, ma anche in quella di lunedì 14.

    Non saranno in servizio neppure gli operatori del Numero Verde (800- 196363), che torneranno a rispondere alle chiamate il giorno successivo (mercoledì 16).

  • Lago Maggiore, da domani a Sesto Calende solo deflusso minimo vitale

    A partire da domani, venerdi’ 11, dalla diga della Miorina a Sesto Calende, l’infrastruttura che regola i rilasci di acqua dal bacino del Lago Maggiore verso il Ticino e il sistema dei canali irrigui del novarese e della Lomellina, uscira’ soltanto il cosiddetto deflusso minimo vitale.

    Si tratta della quantita’ minima di acqua necessaria per non alterare l’equilibrio biologico dei corsi d’acqua che stanno a valle del Lago. Lo conferma Doriana Bellani, la direttrice del Consorzio Ticino, che gestisce la diga. Da alcuni giorni sulla gestione dei livelli del lago e sui rilasci destinati agli usi agricoli sono in corso proteste contrapposte: da una parte gli operatori del turismo e in particolare della navigazione lamentano lo svuotamento del bacino a causa delle grandi quantita’ d’acqua inviate ai canali con conseguenti difficolta’ per i traghetti; dall’altra i risicoltori che chiedono di mantenere ancora per qualche giorno alta la quantita’ d’acqua prelevata dal lago: sono i giorni cruciali per la coltivazione del riso e una riduzione forte della disponibilita’ potrebbe danneggiare le aziende. Un tentativo di mediazione e’ stato messo in campo ieri dalla Regione Piemonte, ma a quanto pare invano: anche oggi la portata d’acqua inviata ai canali e’ stata ulteriormente ridotta rispetto a ieri: alle 8 di questa mattina uscivano dalla Miorina 118 metri cubi al secondo, contro i 124 di ieri alla stessa ora. Ieri sera, di fronte alla prospettiva di un “taglio” della disponibilita’ d’acqua , il Consorzio di Irrigazione Est Sesia, che gestisce i canali del Piemonte Orientale e della Lomellina aveva proclamato lo stato di emergenza, annunciando una “rotazione” dell’afflusso di acqua nelle diverse aree della rete.

  • Consorzio Villoresi e crisi climatica: dopo il pronto intervento si censiscono i danni

    Dopo essere intervenuto prontamente per rimuovere le piante cadute, lungo le strade alzaie ma anche nell’alveo dei canali, e per operare su manufatti e scarichi ostruiti – effetto degli eventi atmosferici di notevole intensità e forza, registratisi la scorsa settimana – il Consorzio sta provvedendo, nel dettaglio, al censimento dei danni occorsi, che si stanno purtroppo rivelando consistenti.

    MILANO – Le aree maggiormente coinvolte dai recenti forti temporali sono risultate l’Altomilanese, la città di Milano e i territori più ad est ricompresi tra Gorgonzola e Monza. Dalle sponde danneggiate alle lastre e alle canalette divelte, particolarmente colpita è risultata la rete derivata del Canale Villoresi. Gli interventi, tempestivamente attivati da ETVilloresi, sono stati effettuati sia direttamente dal personale consortile che da ditte appaltatrici grazie ad affidamenti già aperti. In pochi giorni il Consorzio è fattivamente riuscito a far fronte alla maggior parte delle criticità riscontrate sul territorio. Intanto dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste hanno fatto sapere che, per le aziende agricole lombarde, ci sarà più tempo, rispetto a quanto stabilito dalla normativa, per inoltrare la ricognizione dei danni, in considerazione del fatto che non si è trattato di un solo fenomeno ma di più eventi; il termine è fissato al prossimo 21 agosto.

  • Una nuova frontieria per la cura del colon

    MILANO Sono le cellule senescenti, cioè invecchiate, il nuovo bersaglio terapeutico delle metastasi del tumore al colon retto. Un studio dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Milano, in collaborazione con Humanitas e finanziato dal ministero della Salute, ha infatti identificato nelle metastasi epatiche due tipi di cellule tumorali senescenti con ruoli totalmente opposti, uno benigno e uno maligno, in termini di impatto sui valori di sopravvivenza dei pazienti e sul tempo che intercorre prima della ricomparsa della recidiva dopo la rimozione chirurgica. Obiettivo della ricerca, pubblicata su Aging Cell, è quello di comprendere il ruolo di questo fenomeno nella fase avanzata del cancro.

    “La metastasi epatica – spiega Francesca Faggioli, ricercatrice del Cnr-Irgb – è una sfida clinica per il cancro del colon-retto. Il 90% della letalità del cancro è dovuto alla formazione di metastasi, cellule tumorali che dalla sede primaria colonizzano altri organi. Le metastasi al fegato da tumore del colon-retto non fanno eccezione. Si sviluppano infatti – continua la ricercatrice -nel 50% dei pazienti. La rimozione chirurgica dopo chemioterapia neo-adiuvante è il trattamento terapeutico di riferimento, ma solo il 10%-20% dei pazienti è valutato idoneo. La mancanza di efficaci approcci terapeutici risiede nella scarsa conoscenza dell’evolversi della patologia e di quello che effettivamente accade negli organi secondari”. Il gruppo di ricerca si è chiesto quale fosse il contributo delle cellule invecchiate nelle metastasi, attraverso cinque biopsie metastatiche di pazienti affetti da tumore primario al colon. “Le cellule senescenti maligne – sottolinea Faggioli – sono sensibili alla chemioterapia e contribuiscono a instaurare un ambiente immunologico permissivo per la crescita tumorale. Un maggiore accumulo di cellule senescenti benigne invece corrisponde a parametri di sopravvivenza positivi e a un ambiente immunitario efficiente con azione antitumorale. Questo studio stabilisce che la direzione in cui evolverà la metastasi è da attribuire al tipo di cellula metastatica senescente che prevale sulle altre. Paradossalmente il ruolo chiave in questo processo è determinato, in ogni caso, da cellule che hanno perso la capacità di dividersi e riprodursi”.

  • Regione Lombardia, deficit idrico passa dal 66 al 21% del 2023

    MILANO In Lombardia il deficit di riserve idriche, a fine luglio, si attesta intorno al 21%, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, era di quasi il 66%. Ne dà notizia l’assessore regionale Massimo Sertori (Enti locali, montagna, risorse energetiche e utilizzo risorse idriche), sottolineando che “rispetto a un anno fa, la situazione, grazie agli apporti del mese di maggio e alla gestione parsimoniosa della risorsa attuata nei primi mesi del 2023, appare oggi complessivamente meno preoccupante, e corrispondente ad un grado di severità idrica bassa.

    È quindi parzialmente colmato il deficit delle riserve lombarde che, solo lo scorso aprile, risultavano ancora dimezzate rispetto alla media e inadeguate a sostenere la stagione irrigua, che invece ora sta proseguendo senza criticità”. Il totale delle riserve idriche disponibili è di circa 1,32 miliardi di metri cubi d’acqua, 200% rispetto allo scorso anno nel medesimo periodo, quando le riserve lombarde ammontavano a 0,56 miliardi di metri cubi d’acqua (+760 milioni metri cubi). “Per la particolare situazione del lago di Como – rimarca Sertori – si è reso necessario coinvolgere anche per quest’anno i gestori degli invasi idroelettrici, al fine di sostenere le portate in ingresso al lago e quindi i livelli del lago, sostegno che è stato garantito fino alla fine di luglio (4 milioni di metri cubi al giorno). Parallelamente, gli utenti irrigui si sono impegnati a contribuire al mantenimento dei livelli del lago attraverso un uso parsimonioso della risorsa, con progressiva riduzione delle erogazioni dal lago. Sul lago di Garda è pienamente rientrata una crisi idrica che sembrava irrecuperabile, e i livelli attuali risultano in linea con il periodo di riferimento. Sul lago d’Idro, infine, sono in corso interlocuzioni con la Provincia Autonoma di Trento per la gestione coordinata degli invasi Alto Chiese nei primi 20 giorni di agosto”.

  • “Comunicare sulla terra con una visione spaziale”. Special guest Paolo Nespoli. La convention di Confservizi

    Confservizi Lombardia e Acinque organizzano la convention “Comunicare sulla terra con una visione spaziale”.

    MILANO – L’appuntamento si terrà il 20 settembre 2023, dalle 14.30 alle 17.30 presso i prestigiosi spazi della Veneranda Fabbrica del Duomo – Chiesa di San Gottardo in Corte, via Pecorari 2 a Milano.
    L’iniziativa intende essere un’occasione di promozione e valorizzazione del settore delle utility lombarde con un focus sulla capacità delle imprese di rendere maggiormente accessibile la complessità e densità dell’impegno quotidiano sul territorio.
    Special guest dell’evento sarà l’ing. Paolo Nespoli, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Chi più di lui saprà raccontarci, in modo semplice, un’esperienza unica, altamente tecnologica, frutto di un lungo percorso di ricerca, formazione, motivazione e lavoro di squadra? Un evento esclusivo con il mondo delle utility.

  • Città metropolitana di Milano: approvato il bilancio 2023-2025

    Città metropolitana di Milano: approvato il bilancio 2023-2025

    Rispettati i tempi di legge e assicurato il pareggio. Il Consigliere delegato al bilancio e Patrimonio, Dario Veneroni: “Grande sforzo, troppo elevato il contributo alla finanza pubblica”

    MILANO – E’ stato approvato, nella seduta consiliare di lunedì 31 luglio, il bilancio 2023-2025 della Città metropolitana di Milano, dopo l’adozione, avvenuta in aula il 26 luglio, e il passaggio in Conferenza metropolitana, giovedì 27 luglio, per il parere dei Comuni.

    Quest’anno la Città metropolitana di Milano chiude il bilancio previsionale nei tempi di legge (15 settembre) nonostante le grandi difficoltà legate al quadro macroeconomico congiunturale complicato: alta inflazione, aumento dei costi energetici e delle materie prime, effetti della pandemia.

    Bilancio 2023: alcuni dati

    Nel 2023, entrate e uscite pareggiano a 1.104 milioni di euro.

    Le entrate correnti ammontano complessivamente a 396,1 milioni di euro (35,9%), le entrate in conto capitale a 371,8 milioni di euro (33,7%).

    Il pareggio finanziario è garantito anche dal Fondo pluriennale vincolato (risorse degli anni precedenti che finanziano spese esigibili nel 2023) per 128,8 milioni di euro e dall’avanzo di amministrazione rilevato nel Rendiconto 2022, applicato per 116,9 milioni di euro.

    Sul fronte delle entrate correnti, le entrate tributarie sono pari a 220,5 milioni di euro; principali tributi sono l’imposta sull’assicurazione RC auto (46,7%), l’imposta per le trascrizioni della compravendita dei veicoli al PRA Ipt (43,1%) e il tributo provinciale per le funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente Tefa (10,2%).

    I trasferimenti dello Stato ammontano a 24,3 milioni di euro: finanziamento dei piani della sicurezza (10 milioni); ristoro di maggiori spese energetiche (5,1 milioni di euro). I trasferimenti da Regione e altri enti locali ammontano a 47 milioni di euro, principalmente finalizzati alle politiche del lavoro ed al sostegno ai disabili.

    Infine, i proventi da attività di controllo e repressione delle irregolarità sono pari a 76,1 milioni di euro (entrate extratributarie).

    Le spese correnti sono destinate per circa il 37% a funzioni di staff, di gestione del patrimonio ed all’ufficio tecnico; per il 44,3% alle funzioni istituzionali e delegate; per il 3,8% agli interessi sul debito; per il restante 14,9% agli accantonamenti (FCDE, fondi rischi, fondo di riserva).

    Tra le spese correnti dedicate alle missioni dell’Ente spiccano quelle per i trasporti e la mobilità (13,4%), per l’istruzione ed il diritto allo studio (12,7%), per i diritti sociali, politiche sociali e famiglia (7,1%) ed infine per le politiche del lavoro e la formazione professionale (6,2%).

    Sulle spese incidono in modo significativo i maggiori costi dei materiali e dell’energia, nonché l’incremento dei tassi di interesse

    Nel 2023 è previsto un leggero incremento delle spese di personale per far fronte al turnover del 2022 e dell’anno corrente: sono previste 35 assunzioni (tra cui 2 dirigenti), mentre non sono previste ulteriori assunzioni nel 2024 e 2025.

    Nel 2023 il contributo netto alla finanza pubblica, sotto forma di trasferimenti allo stato, assorbe il 49,3% delle entrate tributarie ed è pari a complessivi 108,7 milioni di euro.

    Le spese di investimento in corso e da avviare nel 2023 ammontano a 536,6 milioni di euro.

    La loro destinazione per missione di bilancio, per l’esercizio 2023, è così suddivisa: Trasporti e diritto alla mobilità (69,0%), Istruzione e diritto allo studio (17,3%), l’Assetto del territorio ed edilizia abitativa (4,9%). Gli importi stanziati per progetti PNRR nel 2023 sono pari a 117,5 milioni.

    Anche in questo Bilancio non è prevista la contrazione di nuovo debito.

    La manovra su entrate ed uscite per il 2023 non è risultata sufficiente a coprire le maggiori spese correnti di carattere straordinario derivanti in particolare dal caro energia. L’ente si è avvalso della facoltà prevista dalla Legge di bilancio n. 197/2022, di utilizzare la quota libera dell’avanzo di amministrazione – in via eccezionale e limitatamente all’anno 2023 – per conseguire il pareggio finanziario di parte corrente, per un totale di 10.644.495,22 euro.

    Nel 2024 e 2025, sul fronte delle entrate tributarie, si ipotizza una graduale incremento. Dal lato delle spese è previsto un contenimento delle spese energetiche (riduzione prezzi di mercato e dei consumi) ed in generale si evidenzia una diminuzione delle spese correnti di natura ricorrente (per il personale non sono previste assunzioni, a fronte di 40 cessazioni). In base agli scenari attuali, nell’esercizio 2024 il pareggio di bilancio verrà conseguito senza ricorrere a norme derogatorie.

    Nel 2025, invece, si concluderà l’erogazione da parte dello Stato del contributo annuo di 10 milioni di euro per i piani della sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici. Inoltre si interromperanno i benefici derivanti dalla rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti e Città Metropolitana approvata dal Consiglio metropolitano nel corso del 2022, che ha interrotto la restituzione delle quote capitale del debito fino a metà 2024

    Per conseguire il pareggio di bilancio di parte corrente nel 2025, Città Metropolitana di Milano dovrà fare ricorso alla misura prevista dalla Legge di bilancio 2018, in base alla quale gli enti locali possono utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali per finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno, per un totale di 9.354.672 euro.

    “Nonostante le grandi difficoltà che, come Città metropolitana, riscontriamo nella definizione del bilancio, quest’anno arriviamo all’approvazione nei tempi di legge, assicurando il pareggio nel triennio– afferma il consigliere delegato al Bilancio e Patrimonio, Dario Veneroni – Non dimentichiamo che, anche quest’anno, circa il 50% delle entrate tributarie va allo Stato quale contributo alla finanza pubblica. Sono tanti i sacrifici di tutta la macchina per conseguire questo risultato. Voglio quindi ringraziare tutti i funzionari e le funzionarie, oltre ai dirigenti e alle dirigenti, per il grande lavoro svolto”.

  • Parco Ticino, nasce il corpo dei Guardiaparco

    Parco Ticino, nasce il corpo dei Guardiaparco

    Il Consiglio di Gestione del Parco mette mano al regolamento, ormai datato, aggiornando il ruolo di questa figura fondamentale. E’ solo una delle tante novità annunciate ieri, “Giornata mondiale dei Guardiparco”, che riguardano il settore Vigilanza annunciate

    Magenta – Nuovi mezzi, nuovi strumenti di videosorveglianza, nuovo personale ma soprattutto un nuovo regolamento che istituisce il Corpo dei Guardiaparco e aggiorna il loro ruolo. Sono tante le novità nel settore Vigilanza annunciate oggi dal Parco del Ticino proprio nella giornata che celebra a livello mondiale la figura dei Guardiaparco.

    “E’ un periodo di notevoli cambiamenti e soprattutto di novità per il nostro settore Vigilanza – spiega il consigliere delegato Massimo Braghieri-. A cominciare dall’acquisto di due nuovi mezzi, alla messa a disposizione di alcuni ulteriori pick-up, all’arrivo di nuove attrezzature come le fototrappole e le videocamere di ultima generazione, ma soprattutto siamo finalmente riusciti ad approvare il regolamento che istituisce il corpo dei Guardiaparco. Una novità importante perché il regolamento in vigore è del 1992 e da allora a livello legislativo tante cose sono cambiate”.

    Il nuovo regolamento istituisce il Corpo di Vigilanza del Parco del Ticino, permettendo l’introduzione di nuove forme organizzative del servizio svolto dai Guardiaparco. Vengono specificate le funzioni del personale di vigilanza, sia sotto il profilo tecnico delle diverse norme e diverse materie di intervento, sia sotto il profilo delle funzioni di polizia svolte dai Guardiaparco. Il capo II è dedicato all’organizzazione del Corpo di Vigilanza, con riferimento alle diverse figure gerarchiche, all’organizzazione dei servizi e alla formazione professionale. Vengono infine affrontati gli aspetti relativi all’uniforme, alle armi d’ordinanza, alla gestione dei registri.

    “Il regolamento – prosegue Braghieri – è stato elaborato da un gruppo di lavoro composto dal Direttore, dal Comandante della Vigilanza e dal Responsabile dell’Area Legale, è stato preventivamente confrontato e condiviso con il personale di vigilanza. Questo strumento, oltre agli importanti aspetti di miglioramento nell’organizzazione del lavoro, permetterà una ulteriore valorizzazione dei Guardiaparco, figure fondamentali per il presidio del territorio, per il supporto alle attività dei diversi settori del Parco, per il costante dialogo con la cittadinanza e i fruitori”.

    Tra i molti cambiamenti del settore Vigilanza, uno fondamentale è il bando che si è chiuso pochi giorni fa e che consentirà all’Ente magentino di avere una graduatoria da cui attingere per l’assunzione di nuovo personale. “L’arrivo di nuovi Guardiaparco è fondamentale per poter controllare un territorio così vasto come quello del parco del Ticino – aggiunge Mirko Mereghetti, Comandante del Settore Vigilanza-. Per quanto riguarda i sistemi di videosorveglianza, abbiamo partecipato al bando di Regione Lombardia lo scorso anno e abbiamo ottenuto un finanziamento per l’acquisto di strumenti di videosorveglianza mobile, quelli che il nostro territorio richiede. Si tratta di fototrappole e videocamere di nuova generazione che consentono il rilevamento delle targhe soprattutto in chiave antibracconaggio. Per quanto riguarda il regolamento, credo che il riconoscimento del Corpo dei Guardiaparco sia stato uno snodo fondamentale. Abbiamo gettato le basi per fare un servizio di vigilanza più efficiente e più efficace”.

    ? In allegato una foto con il comandante Mirko Mereghetti, il consigliere delegato Massimo Braghieri e le Guardiaparco Barbara Badino e Orietta Cortesi

  • Il Piemonte applica la 194 e supporterà le donne che non desiderano abortire. La sinistra fa volare gli stracci

    TORINO Un servizio di supporto e di vicinanza alle donne in gravidanza condotto da volontari per “cercare di superare le cause che potrebbero indurre all’interruzione”. E’ l’iniziativa avviata all’ospedale Sant’Anna di Torino, primo presidio sanitario in Italia per numero di parti, con 6.590 nuovi nati nel 2022, ma anche l’ospedale piemontese in cui si effettua il maggior numero di interruzioni di gravidanza, con circa 2.500 casi nel 2021 (il 90% do quelle effettuate a Torino e circa il 50% di quelle a livello regionale).

    E’ il risultato di una convenzione sottoscritta alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, del direttore generale dell’Aou Città della Salute Giovanni La Valle, del direttore sanitario del Sant’Anna Umberto Fiandra e del presidente regionale della Federazione del Movimento per la Vita Claudio Larocca. L’obiettivo è fornire supporto e ascolto alle gestanti che ne abbiano necessità, nell’ambito di un più generale percorso di sostegno durante e dopo la gravidanza alle donne che vivono il momento con difficoltà e che potrebbero quindi prendere in considerazione la scelta dell’interruzione di gravidanza o che addirittura si sentono costrette a ricorrervi per mancanza di aiuti. “Ogni volta che una donna abortisce perché si è sentita abbandonata di fronte alla sfida della maternità siamo di fronte a una drammatica sconfitta delle istituzioni – commenta l’assessore Marrone – Per questa ragione aprire nel principale ospedale ostetrico-ginecologico del Piemonte uno spazio dove donne e coppie in difficoltà possano trovare aiuto nei progetti a sostegno della vita nascente è una conquista sociale per tutta la comunità, soprattutto in questa stagione di preoccupante inverno demografico. La convenzione completa il ciclo di iniziative lanciate dal 2020 con lo stop alla RU486 nei consultori raccomandata dalle linee guida Speranza, con la registrazione dei Centri di aiuto alla vita presso le Asl e l’avvio del fondo regionale Vita nascente, consacrando il Piemonte come avanguardia della tutela sociale della maternità, che diverse altre regioni italiane stanno prendendo a modello”. L’attività verrà svolta da volontari scelti tra quelli con maggiore esperienza nell’accompagnamento in gravidanze difficili ed appositamente formati per questo nuovo ruolo, eventualmente anche con il supporto ed il coordinamento del personale sanitario a ciò disponibile. Nel concreto opereranno su appuntamento in una stanza dedicata all’accoglienza e all’ascolto. Le utenti potranno essere indirizzate al servizio direttamente dal personale sanitario della struttura o potranno contattare i volontari mediante il numero verde e la chat Sos Vita. Individuate le criticità nel colloquio, si potranno fornire ascolto, vicinanza e aiuti concreti, materiali ed economici, potendo anche contare sulla rete dei Centri del fondo “Vita Nascente” della Regione Piemonte, che consente il rimborso di spese legate alla gravidanza e ai primi anni di vita del bambino, e su progetti economici messi a disposizione dal Movimento per la Vita, come il “Progetto Gemma”.

    “La creazione di una stanza di ascolto per le gestanti in Piemonte costituisce la piena applicazione della legge 194 il cui titolo è ‘norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza’. Nessuno mette in discussione il diritto di abortire, ma finalmente si dà piena applicazione alla prima parte della legge, probabilmente mai letta da chi la difendeva solo per usarla come una bandiera abortista”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

    “Lo chiamano sostegno alle donne e l’affidano a un’associazione che da sempre è in campo contro la 194 e la libera scelta. Una stanza della colpevolizzazione e della dissuasione, di questo si tratta”. Lo dichiara Cecilia D’Elia, senatrice Pd e portavoce nazionale della conferenza delle democratiche. “Il Sant’anna di Torino, ospedale pubblico, ha oggi inaugurato la nuova frontiera dei sedicenti pro-vita. Invece di promuovere politiche pubbliche a sostegno delle scelte di genitorialità, dei servizi, del lavoro delle donne, solo paternalismo e integralismo dalle destre al governo. Ecco in cosa consiste la ‘prevenzione’ di cui parla Meloni. Una stanza tutta per loro”.