Categoria: Italpress

  • Manovra, Calderone “Risorse per lavoro, imprese e famiglie”

    Manovra, Calderone “Risorse per lavoro, imprese e famiglie”

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    RIMINI (ITALPRESS) – “Sarà importante attendere le risultanze del Def e il lavoro che sta facendo il Mef: poi, si dovrà tener conto delle indicazioni fornite dalla presidente Meloni, che ha detto chiaramente che tutte le risorse che avremo le metteremo a favore del lavoro, delle imprese e ancor di più delle famiglie”.
    Così il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, al Meeting di Rimini. “E’ una linea di continuità rispetto alla manovra precedente e con gli interventi fatti in questo anno”, ha aggiunto. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, la ministra punta su “la qualità del lavoro, il sostegno ai giovani e alle donne, gli interventi in favore di chi in questo momento il lavoro non lo ha ma lo sta cercando, soprattutto puntando sulla valorizzazione delle esperienze lavorative di qualità che però facciano anche aumentare il livello di produttività delle nostre aziende, che hanno bisogno di poter investire. C’è da puntare tanto sulla formazione e la riqualificazione e sui nuovi percorsi formativi per i giovani. Io guardo alla legge di bilancio come a un’occasione per mettere in chiaro alcune linee e proseguire su un percorso già iniziato che ci porterà nel corso della legislatura a fare interventi su cui ci siamo impegnati come governo nei confronti degli italiani. La cosa più importante per me è sostenere il lavoro e su questo credo ci sia una ampia sinergia e una piena convinzione all’interno del governo”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Manovra, Calderone “Risorse per lavoro, imprese e famiglie”

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    RIMINI (ITALPRESS) – “Sarà importante attendere le risultanze del Def e il lavoro che sta facendo il Mef: poi, si dovrà tener conto delle indicazioni fornite dalla presidente Meloni, che ha detto chiaramente che tutte le risorse che avremo le metteremo a favore del lavoro, delle imprese e ancor di più delle famiglie”.
    Così il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, al Meeting di Rimini. “E’ una linea di continuità rispetto alla manovra precedente e con gli interventi fatti in questo anno”, ha aggiunto. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, la ministra punta su “la qualità del lavoro, il sostegno ai giovani e alle donne, gli interventi in favore di chi in questo momento il lavoro non lo ha ma lo sta cercando, soprattutto puntando sulla valorizzazione delle esperienze lavorative di qualità che però facciano anche aumentare il livello di produttività delle nostre aziende, che hanno bisogno di poter investire. C’è da puntare tanto sulla formazione e la riqualificazione e sui nuovi percorsi formativi per i giovani. Io guardo alla legge di bilancio come a un’occasione per mettere in chiaro alcune linee e proseguire su un percorso già iniziato che ci porterà nel corso della legislatura a fare interventi su cui ci siamo impegnati come governo nei confronti degli italiani. La cosa più importante per me è sostenere il lavoro e su questo credo ci sia una ampia sinergia e una piena convinzione all’interno del governo”, ha concluso.
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  • Caso Vannacci, Salvini “No a condanne al rogo, comprerò il libro”

    Caso Vannacci, Salvini “No a condanne al rogo, comprerò il libro”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Questo generale Vannacci additato come un pericolo… Io me lo comprerò questo libro perchè prima di commentare e giudicare è giusto leggere e capire. Mi rifiuto di pensare che in Italia ci sia un Grande Fratello che dice: questo lo puoi leggere e questo no. Se il generale scrive qualcosa che non ha niente a che fare con i segreti di Stato o con il suo lavoro ed esprime i suoi pensieri, credo abbia tutto il diritto di farlo. La condanna al rogo non mi sembra assolutamente ragionevole”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook.
    Il ministro parla anche di energia. “Torno a ribadire la mia convinzione come ministro, come segretario della Lega e come cittadino che nell’ottica di abbassamento delle emissioni e dell’indipendenza energetica l’Italia non può dire no al nucleare. Chiederò un tavolo politico per far tornare l’Italia nella modernità”, spiega, mentre sul tema degli extraprofitti delle banche “andremo dritti perchè solo nei primi 6 mesi hanno fatto 20 miliardi di utili senza che però almeno una piccola parte sia tornata nelle tasche dei risparmiatori – sottolinea Salvini -. Il ragionamento che abbiamo fatto e che difendo è che una parte di questi profitti che le banche stanno facendo, che a fine anno saranno 40 miliardi, si potrebbero usare per aumentare stipendi di lavoratori e pensionati”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Caso Vannacci, Salvini “No a condanne al rogo, comprerò il libro”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Questo generale Vannacci additato come un pericolo… Io me lo comprerò questo libro perchè prima di commentare e giudicare è giusto leggere e capire. Mi rifiuto di pensare che in Italia ci sia un Grande Fratello che dice: questo lo puoi leggere e questo no. Se il generale scrive qualcosa che non ha niente a che fare con i segreti di Stato o con il suo lavoro ed esprime i suoi pensieri, credo abbia tutto il diritto di farlo. La condanna al rogo non mi sembra assolutamente ragionevole”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook.
    Il ministro parla anche di energia. “Torno a ribadire la mia convinzione come ministro, come segretario della Lega e come cittadino che nell’ottica di abbassamento delle emissioni e dell’indipendenza energetica l’Italia non può dire no al nucleare. Chiederò un tavolo politico per far tornare l’Italia nella modernità”, spiega, mentre sul tema degli extraprofitti delle banche “andremo dritti perchè solo nei primi 6 mesi hanno fatto 20 miliardi di utili senza che però almeno una piccola parte sia tornata nelle tasche dei risparmiatori – sottolinea Salvini -. Il ragionamento che abbiamo fatto e che difendo è che una parte di questi profitti che le banche stanno facendo, che a fine anno saranno 40 miliardi, si potrebbero usare per aumentare stipendi di lavoratori e pensionati”.

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  • Giorgetti “La manovra sarà complicata, non si può fare tutto”

    Giorgetti “La manovra sarà complicata, non si può fare tutto”

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    RIMINI (ITALPRESS) – “Sarà una legge di bilancio complicata, tutte le leggi di bilancio sono complicate, ma siamo chiamati a decidere delle priorità. Non si potrà fare tutto, dovremmo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma anche utilizzare le risorse a disposizione per promuovere la crescita e premiare chi lavora. Questo è l’indirizzo e quello che auspichiamo”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Meeting di Rimini.
    “Se riflettiamo sulla crescita economica o sullo sviluppo è opportuna l’aggiunta del termine sostenibile, lo sviluppo sostenibile oggi è normalmente declinato sotto l’aspetto ambientale che è fondamentale, ma se si affronta la questione a tutto tondo non si può negare il fatto che il sistema tiene se le generazioni hanno una continuità – ha sottolineato il ministro -. Il tema della denatalità è fondamentale, non c’è nessuna riforma e misura previdenziale che tenga nel medio e nel lungo periodo con i numeri della denatalità che abbiamo oggi”.
    Quanto all’Unione Europea, la clausola “del Patto di stabilità e crescita riprenderà forse dall’1 gennaio 2024, ma spero di no”, ha detto Giorgetti, che ha parlato anche del Pnrr: “Oggi più che mai la responsabilità del governo è massima, abbiamo queste risorse che non possono essere sprecate, devono essere utilizzate nel miglior modo possibile. Non c’è semplicemente una responsabilità di fare in fretta ma è necessario fare bene, perchè se fare in fretta significa fare male è meglio fare bene ma in qualche modo valutare attentamente le situazioni”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Giorgetti “La manovra sarà complicata, non si può fare tutto”

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    RIMINI (ITALPRESS) – “Sarà una legge di bilancio complicata, tutte le leggi di bilancio sono complicate, ma siamo chiamati a decidere delle priorità. Non si potrà fare tutto, dovremmo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma anche utilizzare le risorse a disposizione per promuovere la crescita e premiare chi lavora. Questo è l’indirizzo e quello che auspichiamo”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Meeting di Rimini.
    “Se riflettiamo sulla crescita economica o sullo sviluppo è opportuna l’aggiunta del termine sostenibile, lo sviluppo sostenibile oggi è normalmente declinato sotto l’aspetto ambientale che è fondamentale, ma se si affronta la questione a tutto tondo non si può negare il fatto che il sistema tiene se le generazioni hanno una continuità – ha sottolineato il ministro -. Il tema della denatalità è fondamentale, non c’è nessuna riforma e misura previdenziale che tenga nel medio e nel lungo periodo con i numeri della denatalità che abbiamo oggi”.
    Quanto all’Unione Europea, la clausola “del Patto di stabilità e crescita riprenderà forse dall’1 gennaio 2024, ma spero di no”, ha detto Giorgetti, che ha parlato anche del Pnrr: “Oggi più che mai la responsabilità del governo è massima, abbiamo queste risorse che non possono essere sprecate, devono essere utilizzate nel miglior modo possibile. Non c’è semplicemente una responsabilità di fare in fretta ma è necessario fare bene, perchè se fare in fretta significa fare male è meglio fare bene ma in qualche modo valutare attentamente le situazioni”.

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  • Djokovic ruggisce a Cincinnati, piegato Alcaraz dopo 4 ore

    Djokovic ruggisce a Cincinnati, piegato Alcaraz dopo 4 ore

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    ROMA (ITALPRESS) – Dopo quasi 4 ore di autentica lotta, il vecchio leone Novak Djokovic, nella prima parte della gara pure ferito per via di un “colpo di sole”, ha avuto la meglio sulla giovane gazzella Carlos Alcaraz, che ha pagato un pò di inesperienza, distraendosi quando era avanti di un set e un break. Tutto questo, e molto altro, è successo nella finale del “Western & Southern Open”, settimo torneo Atp Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 6.600.000 dollari, disputato sui campi in cemento di Mason, un sobborgo di Cincinnati, in Ohio (combined con un Wta 1000). Il serbo, 36enne, numero due del mondo e del seeding, si è imposto sullo spagnolo, numero uno del ranking Atp e primo favorito del tabellone, col punteggio di 5-7 7-6 (7) 7-6 (4), prendendosi una bella rivincita dopo la finale persa un mese fa a Wimbledon, al quinto set, proprio contro il 20enne, nuova stella del tennis iberico e internazionale.
    Il match è durato esattamente 3 ore e 50′: è stata la partita più lunga nella storia del torneo ma anche la finale al meglio dei tre set più lunga nella storia dei Masters 1000. Un match altalenante, iniziato con Djokovic avanti di un break, 4-2 al primo set, prima di subire il classico “colpo di sole”. A ruota Alcaraz ha strappato due volte il servizio all’avversario, chiudendo la prima frazione sul 7-5 in suo favore. Poi il serbo ha chiesto un lungo toilet break ed è tornato in campo dopo circa 7 minuti ma è apparso non nelle migliori condizioni, affaticato per il caldo di Cincinnati e per il fatto di giocare per la prima volta di pomeriggio, dopo tanti incontri di fila disputati negli orari serali. Lo spagnolo ne ha approfittato e si portato avanti di un break. Djokovic ha chiesto quindi l’intervento del medico e del fisioterapista. Quando tutto sembrava ormai finito, col serbo in chiara difficoltà, Alcaraz ha perso la battuta sul 4-3 in suo favore, rimettendo in gioco il “vecchio leone”.
    Si è arrivati quindi al tie break e Djokovic, dopo aver annullato un match ball ad Alcaraz sul 6-5 per lo spagnolo, si è imposto per 9-7. La partita ha quindi cambiato volto: il break nella terza frazione l’ha fatto il serbo. Qui sembrava cosa fatta per Djokovic e invece l’iberico ha annullato 4 match ball all’avversario: due sul 5-3 e altrettanti sul 5-4 in favore di Djokovic. Così si è giunti al tie break decisivo, giusta conclusione di una sfida epica, definita da Djokovic “una delle finali più belle e intense della mia carriera”. Anche questa volta a vincere il tie break, e quindi l’incontro, è stato il più esperto tennista serbo, il quale, nell’esultare per il successo, si è strappato la maglietta, in stile Hulk. Per il serbo è il 95esimo titolo della carriera, il 39esimo in un Masters 1000, il terzo a Cincinnati e il quarto del 2023.
    Lacrime e qualche problema alla mano destra per Alcaraz a fine match. Per lo spagnolo è la prima finale persa a livello di Masters 1000, dopo i successi ottenuti nelle prime quattro giocate nella sua breve ma intensa carriera.
    Nella nuova classifica Atp i due restano rispettivamente al primo e al secondo posto con lo spagnolo adesso avanti di una manciata di punti. Appuntamento ora agli Us Open, dove Alcaraz deve difendere il titolo vinto lo scorso anno.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Djokovic ruggisce a Cincinnati, piegato Alcaraz dopo 4 ore

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    ROMA (ITALPRESS) – Dopo quasi 4 ore di autentica lotta, il vecchio leone Novak Djokovic, nella prima parte della gara pure ferito per via di un “colpo di sole”, ha avuto la meglio sulla giovane gazzella Carlos Alcaraz, che ha pagato un pò di inesperienza, distraendosi quando era avanti di un set e un break. Tutto questo, e molto altro, è successo nella finale del “Western & Southern Open”, settimo torneo Atp Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 6.600.000 dollari, disputato sui campi in cemento di Mason, un sobborgo di Cincinnati, in Ohio (combined con un Wta 1000). Il serbo, 36enne, numero due del mondo e del seeding, si è imposto sullo spagnolo, numero uno del ranking Atp e primo favorito del tabellone, col punteggio di 5-7 7-6 (7) 7-6 (4), prendendosi una bella rivincita dopo la finale persa un mese fa a Wimbledon, al quinto set, proprio contro il 20enne, nuova stella del tennis iberico e internazionale.
    Il match è durato esattamente 3 ore e 50′: è stata la partita più lunga nella storia del torneo ma anche la finale al meglio dei tre set più lunga nella storia dei Masters 1000. Un match altalenante, iniziato con Djokovic avanti di un break, 4-2 al primo set, prima di subire il classico “colpo di sole”. A ruota Alcaraz ha strappato due volte il servizio all’avversario, chiudendo la prima frazione sul 7-5 in suo favore. Poi il serbo ha chiesto un lungo toilet break ed è tornato in campo dopo circa 7 minuti ma è apparso non nelle migliori condizioni, affaticato per il caldo di Cincinnati e per il fatto di giocare per la prima volta di pomeriggio, dopo tanti incontri di fila disputati negli orari serali. Lo spagnolo ne ha approfittato e si portato avanti di un break. Djokovic ha chiesto quindi l’intervento del medico e del fisioterapista. Quando tutto sembrava ormai finito, col serbo in chiara difficoltà, Alcaraz ha perso la battuta sul 4-3 in suo favore, rimettendo in gioco il “vecchio leone”.
    Si è arrivati quindi al tie break e Djokovic, dopo aver annullato un match ball ad Alcaraz sul 6-5 per lo spagnolo, si è imposto per 9-7. La partita ha quindi cambiato volto: il break nella terza frazione l’ha fatto il serbo. Qui sembrava cosa fatta per Djokovic e invece l’iberico ha annullato 4 match ball all’avversario: due sul 5-3 e altrettanti sul 5-4 in favore di Djokovic. Così si è giunti al tie break decisivo, giusta conclusione di una sfida epica, definita da Djokovic “una delle finali più belle e intense della mia carriera”. Anche questa volta a vincere il tie break, e quindi l’incontro, è stato il più esperto tennista serbo, il quale, nell’esultare per il successo, si è strappato la maglietta, in stile Hulk. Per il serbo è il 95esimo titolo della carriera, il 39esimo in un Masters 1000, il terzo a Cincinnati e il quarto del 2023.
    Lacrime e qualche problema alla mano destra per Alcaraz a fine match. Per lo spagnolo è la prima finale persa a livello di Masters 1000, dopo i successi ottenuti nelle prime quattro giocate nella sua breve ma intensa carriera.
    Nella nuova classifica Atp i due restano rispettivamente al primo e al secondo posto con lo spagnolo adesso avanti di una manciata di punti. Appuntamento ora agli Us Open, dove Alcaraz deve difendere il titolo vinto lo scorso anno.
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  • Migranti, Tajani “Presto meccanismi più stringenti per i rimpatri”

    Migranti, Tajani “Presto meccanismi più stringenti per i rimpatri”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Tutta l’Italia si sta caricando un peso che dovrebbe essere dell’intera Europa, e stiamo lavorando nella Ue. Il ministero dell’Interno sta provvedendo ad una più equa redistribuzione dei migranti, ma abbiamo anche intenzione di inserire meccanismi più stringenti ed efficaci per i rimpatri di chi non ha diritto di essere accolto. Lo faremo prestissimo”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera.
    “Il problema dell’immigrazione clandestina non è solo italiano. E riguarda crisi preesistenti al nostro governo ma anche nuove: la rotta balcanica resta battuta, la spinta dal continente africano è enorme anche per la crisi alimentare, ci sono crisi in Afghanistan, in Pakistan, in Sudan, Costa d’Avorio, Guinea, Burkina Faso e, oggi, anche in Niger, che era un Paese impegnato nel contenimento dell’esodo”, prosegue.
    “In Tunisia stanno facendo quanto loro è possibile, proprio in queste ore ci hanno comunicato di aver sequestrato a Sfax 4 imbarcazioni pronte a partire, armi, denaro… Ma hanno due problemi enormi – spiega Tajani -. Uno è quello dei finti pescherecci che partono dalla Libia e, guidati da trafficanti di uomini, arrivano a Sfax e caricano migranti. L’altro, collegato, è che per loro è difficile intervenire per la scarsità dei mezzi e degli uomini che hanno a disposizione: ci sono forze armate che fanno turni massacranti, ma non riescono a frenare il flusso”.
    Per il vicepremier “va applicato quanto prima – e se possibile implementato – il memorandum europeo che destina 100 milioni alla Tunisia per affrontare questa crisi migratoria. Noi possiamo far avere loro grazie a quei fondi motovedette che sono in rifacimento, come possiamo mettere a loro disposizione Guardia di finanza e Polizia per la formazione dei loro militari e forze dell’ordine addette alle operazioni di controllo e contenimento”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Migranti, Tajani “Presto meccanismi più stringenti per i rimpatri”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Tutta l’Italia si sta caricando un peso che dovrebbe essere dell’intera Europa, e stiamo lavorando nella Ue. Il ministero dell’Interno sta provvedendo ad una più equa redistribuzione dei migranti, ma abbiamo anche intenzione di inserire meccanismi più stringenti ed efficaci per i rimpatri di chi non ha diritto di essere accolto. Lo faremo prestissimo”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera.
    “Il problema dell’immigrazione clandestina non è solo italiano. E riguarda crisi preesistenti al nostro governo ma anche nuove: la rotta balcanica resta battuta, la spinta dal continente africano è enorme anche per la crisi alimentare, ci sono crisi in Afghanistan, in Pakistan, in Sudan, Costa d’Avorio, Guinea, Burkina Faso e, oggi, anche in Niger, che era un Paese impegnato nel contenimento dell’esodo”, prosegue.
    “In Tunisia stanno facendo quanto loro è possibile, proprio in queste ore ci hanno comunicato di aver sequestrato a Sfax 4 imbarcazioni pronte a partire, armi, denaro… Ma hanno due problemi enormi – spiega Tajani -. Uno è quello dei finti pescherecci che partono dalla Libia e, guidati da trafficanti di uomini, arrivano a Sfax e caricano migranti. L’altro, collegato, è che per loro è difficile intervenire per la scarsità dei mezzi e degli uomini che hanno a disposizione: ci sono forze armate che fanno turni massacranti, ma non riescono a frenare il flusso”.
    Per il vicepremier “va applicato quanto prima – e se possibile implementato – il memorandum europeo che destina 100 milioni alla Tunisia per affrontare questa crisi migratoria. Noi possiamo far avere loro grazie a quei fondi motovedette che sono in rifacimento, come possiamo mettere a loro disposizione Guardia di finanza e Polizia per la formazione dei loro militari e forze dell’ordine addette alle operazioni di controllo e contenimento”.

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