Categoria: Italpress

  • Venerdì rosso a Singapore, Ferrari in testa nelle libere

    Venerdì rosso a Singapore, Ferrari in testa nelle libere

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    MARINA BAY (SINGAPORE) (ITALPRESS) – Si tinge di rosso Ferrari il venerdì di libere a Singapore. La scuderia di Maranello monopolizza le prime due sessioni: se al mattino è Charles Leclerc il più veloce in 1’33″350, precedendo di 78 millesimi Carlos Sainz, al pomeriggio i ruoli si invertono ed è lo spagnolo a siglare il crono di riferimento di giornata (1’32″120), per un soffio (0″018) davanti al compagno. Il primo inseguitore delle due Ferrari è George Russell, terzo nelle FP2 con la sua Mercedes a 0″235, quindi Fernando Alonso su Aston Martin (0″358) e il sette volte iridato Lewis Hamilton con l’altra Freccia d’Argento (+0″465). In una seconda sessione dove si abbassano i tempi rispetto alle FP1, brilla Lando Norris, sesto con la sua McLaren, a quasi sei decimi da Sainz e davanti alle due Red Bull: Sergio Perez strappa il settimo crono (+0″692) e si piazza subito davanti al campione del mondo Max Verstappen (+0″732) che invece al mattino era riuscito a restare in scia alle due Ferrari, a soli 126 millesimi da Leclerc. A completare la top ten dei tempi del venerdì Kevin Magnussen (Haas) a quasi 9 decimi e Valtteri Bottas (Alfa Romeo), staccato di 0″985.
    – foto LivePhotoSport –
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  • Castelli “Sud chiama Nord progetto nazionale, darà filo da torcere”

    Castelli “Sud chiama Nord progetto nazionale, darà filo da torcere”

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    ROMA (ITALPRESS) – Sud chiama Nord “darà filo da torcere alle forze politiche”: in Sicilia “ha preso il 25% alle ultime regionali” ed “è il primo partito”, ma “ormai è un progetto nazionale” e Cateno De Luca, candidato alle elezioni suppletive per il seggio di Monza-Brianza, è un amministratore che ha le doti giuste per approdare “in Senato per andare a risolvere i problemi dell’Italia”. Lo ha detto Laura Castelli, portavoce di Sud chiama Nord, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “Ho conosciuto Cateno De Luca quando era sindaco di Messina: è stato l’unico sindaco che non mi ha chiesto una norma ad personam per il suo Comune. Mi ha incuriosito, riesce a fare l’amministratore risolvendo problemi con soluzioni, anche antipatiche: interrompe quelle dinamiche che in alcuni Comuni, anche del Nord, incancreniscono i conti pubblici”, racconta.
    “Non è un segreto che il centrodestra avrebbe voluto Cateno De Luca con sè, come candidato presidente” in Sicilia perchè “sapevano benissimo che Sud chiama Nord aveva molti elettori” ma “lui rifiutò questa proposta”. Sulle elezioni suppletive per il seggio di Monza-Brianza a cui De Luca è candidato, “ci stiamo lavorando seriamente: è un territorio in cui molte persone del sud sono venute a rimettere in piedi una vita. Non voglio fare pronostici, ma chi sa amministrare si può presentare per andare in Senato a risolvere i problemi dell’Italia”, dice riferendosi alla lunga esperienza di De Luca come sindaco. L’equità territoriale tra nord e sud “è un problema e sappiamo come risolverlo, con le nostre esperienze e con le persone che fanno parte di Sud chiama Nord: siamo capaci di trovare le risorse, se servono”, sottolinea Castelli, mentre “l’autonomia, così come l’ha scritta Calderoli, sicuramente non può funzionare: deve essere in grado di far camminare le regioni per la propria capacità e soprattutto non togliere diritti importanti”.
    Castelli poi ricorda anche la sua esperienza nel Movimento 5 Stelle. Con Luigi Di Maio “abbiamo condiviso molti anni e molti momenti particolari. Siamo sempre stati un gruppo e abbiamo ragionato sempre insieme. Penso che il tempo non abbia giocato a favore di questa storia, cioè di prendere quello che erano le nostre esperienze e farle diventare un nucleo che potesse dire ancora qualcosa. Poi forse, col senno di poi, mi viene anche il dubbio della della scelta di coalizione, perchè le aggressioni subite da Enrico Letta e da Calenda sono state cose oggettivamente inaccettabili”.
    Sulla scissione, ammette: “Non mi trovavo più nella casa che ho costruito: chi guida oggi il Movimento 5 Stelle ha fatto altre scelte, chi ha preso il volante ha fatto delle virate molto forti in maniera brusca, perchè i sondaggi glielo suggerivano”, dice riferendosi a Giuseppe Conte. “Credo che l’opposizione in questo momento sia un pò moscia, seduta sugli allori” ma anche il governo “avrebbe bisogno di qualche aiuto in più su alcuni temi. Non puoi togliere tutto quello che c’era fino a ieri e che produceva PIL solo perchè l’ha fatto qualcun altro”. Si riferisce al Superbonus? “Non solo, anche al reddito di cittadinanza. Il Superbonus è una misura che va fatta “a rubinetto”, decidendo quante risorse ci vogliono mettere e poi basta”. E anche sull’immigrazione, il problema “non è risolvibile con nessuna forza politica che promette cose, è un tema europeo” su cui il governo deve “fare una battaglia” e “alzare la voce: bisogna farlo ora”.
    Poi un giudizio sulla premier Giorgia Meloni, la cui “caparbietà in politica ha pagato: è riuscita a fare un miracolo per un Paese come il nostro che, per certe cariche, non sognerebbe mai una donna. Apprezzo il fatto che Meloni sia sul pezzo e che cerchi in tutti i modi di reagire e di portare avanti questo ruolo molto complicato”, spiega Castelli, ricordando che “per molti anni mi sono trovata l’unica donna al tavolo quando si prendevano decisioni importanti e mi sono sempre chiesta perchè. Per gli uomini è più facile: è una questione di “riconoscersi tra maschi”, per una donna la vita è più complicata”. Comunque, riconosce, “chi è appassionato di politica, non la molla mai, neanche quando fa un lavoro normale”. Dopo tre governi, Castelli ha aperto una società di consulenza alle aziende insieme al marito Peppe Marici. “Ci siamo rimessi in pista nel mondo del business, è un lavoro che facciamo insieme, incrociando anche il tempo della nostra vita con il nostro bimbo che ha 16 mesi. E’ un lavoro che ci piace molto perchè riusciamo a dare una mano alle aziende a essere grandi in Italia e nel mondo”, conclude.
    -foto Italpress-
    (ITALPRESS).

  • Migranti, colloquio tra Piantedosi e l’omologo francese Darmanin

    Migranti, colloquio tra Piantedosi e l’omologo francese Darmanin

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    ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha avuto un colloquio telefonico con il Ministro dell’Interno Francese Gèrarld Darmanin nel corso del quale i due Ministri hanno fatto un punto sulla situazione attuale dei flussi migratori nel Mediterraneo.
    I due Ministri hanno concordato sulla prioritaria esigenza di una strategia che punti innanzitutto ad un rapido rafforzamento della cooperazione operativa con i Paesi di origine che possa incidere efficacemente sul blocco delle partenze, onde evitare che il problema si ripercuota anche sui movimenti secondari.
    Su questo punto e sulle iniziative che verrano rispettivamente avviate, Piantedosi e Darmanin manterranno stretti contatti per aggiornarsi anche in vista del prossimo Consiglio Affari Interni e Giustizia.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Morto Franco Migliacci, l’autore di “Nel blu dipinto di blu”

    Morto Franco Migliacci, l’autore di “Nel blu dipinto di blu”

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    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto a 92 anni Franco Migliacci. Paroliere e autore di canzoni che hanno fatto la storia della musica leggera italiana. Una su tutte, “Nel blu dipinto di blu”, realizzata nel 1958 insieme a Domenico Modugno, che fece conoscere il cantante pugliese nel mondo come “Mr. Volare”. Celebri anche le sue collaborazioni con Gianni Morandi con “Fatti mandare dalla mamma”, “C’era un ragazzo”, “In ginocchio da te”, “La Fisarmonica”, fino a “Uno su mille” che negli anni ’80 riportò al successo il cantante di Monghidoro. Migliacci si è spento in una clinica romana.

    Foto: Agenzia Fotogramma

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  • Emergenza a Lampedusa, 3800 in hotspot mentre proseguono sbarchi

    Emergenza a Lampedusa, 3800 in hotspot mentre proseguono sbarchi

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    LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) Sono ancora ore complicate a Lampedusa, dove l’emergenza migranti non accenna a placarsi. Questa mattina quattro nuovi sbarchi sull’isola, dove al molo Favaloro sono giunte 140 persone, facendo salire a nove il numero dei barchini arrivati a partire dalla tarda serata di ieri. Il numero degli ospiti presenti all’hotspot di Contrada Imbriacola, riferisce la Croce Rossa Italiana, è sceso quest’oggi al di sotto delle 4 mila unità (3800), come già anticipato dal commissario all’emergenza migranti, il prefetto Valerio Valenti, a fronte però degli appena 380 posti disponibili. E sarà pertanto un’altra giornata di trasferimenti, già oltre 600 in mattinata, ma si stima che si possa superare le duemila unità entro la sera, in previsione di ulteriori arrivi sull’isola. Nel frattempo, non mancano le tensioni a Lampedusa tra gli stessi migranti in attesa di essere trasferiti in un altro dei centri individuati. La strada di accesso all’hotspot è piena fin dall’alba di centinaia di persone che aspettano di salire sulle navette per raggiungere il porto. La lunga attesa sotto il sole hanno provocato alcuni disordini, con dei gruppi di nordafricani che hanno tentato di scavalcare la fila introducendosi nelle proprietà private per poi uscirne diversi metri più avanti, causando però delle rivolte da parte di chi era disposto in modo ordinato. E’ dovuta intervenire la polizia per sedare gli animi e dividere alcuni migranti che erano entrati a contatto.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • A luglio il debito pubblico sale a 2.858 mld

    A luglio il debito pubblico sale a 2.858 mld

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    ROMA (ITALPRESS) – Continua a crescere il debito pubblico. Come riferisce Bankitalia, lo scorso luglio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 10,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.858,6 miliardi. L’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (26,6 miliardi, a 68,4) e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,5 miliardi) hanno più che compensato l’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (16,7 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 11,3 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,9 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invece sostanzialmente stabile. La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,7 anni.
    La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è diminuita al 25,2 per cento (dal 25,4 per cento del mese precedente), mentre a giugno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quelle detenute dai non residenti e dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) sono leggermente aumentate, collocandosi rispettivamente al 26,9 e all’11,8 per cento.
    A luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 66,0 miliardi, in aumento del 12,6 per cento (7,4 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2022. Nei primi sette mesi del 2023 le entrate tributarie sono state pari a 297,4 miliardi, in aumento del 7,5 per cento (20,6 miliardi) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Alemanno “Governo in continuità con il passato, valutiamo un nuovo movimento”

    Alemanno “Governo in continuità con il passato, valutiamo un nuovo movimento”

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    ROMA (ITALPRESS) – “L’esperienza” del Forum dell’Indipendenza Italiana “nasce dalla percezione della grande disillusione rispetto al governo Meloni, lei ha stravinto le elezioni e ha fatto un miracolo, ma questo anno di governo è troppo in continuità col passato; di fronte a questa disillusione stiamo ragionando per costruire un movimento che possa essere non la destra della destra, ma l’interprete di tutti coloro che si aspettano qualcosa di diverso da questo governo e non l’hanno avuto. A novembre decideremo se fondarlo effettivamente, adesso il Forum è una confederazione di 40 sigle con persone che non vengono solo dalla destra”. Così Gianni Alemanno, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Giorgia Meloni nei sondaggi continua a tenere una percentuale molto alta – prosegue – ma ho la percezione che la base elettorale eroda sempre di più e questo è anche l’effetto di una mancanza di concorrenza. Perchè non a destra della Meloni? Perchè queste categorie destra e sinistra sono logorate. Ad esempio sulla questione sociale non condivido il modo sbrigativo con cui è stato cancellato il Reddito di cittadinanza, misura sbagliata, ma sicuramente ci sono persone che hanno bisogno di un sostegno”. “Quello che manca alla visione della Meloni – osserva – è un intervento per redistribuire, innanzitutto creare ricchezza ma che poi va redistribuita perchè se non ho i consumatori il mercato si blocca, noi abbiamo un impoverimento crescente anche del ceto medio. Pensiamo sia necessario poi investire anche con la mano pubblica per muovere l’economia: più Stato, più welfare e più investimenti per ricostruire le filiere industriali italiane”.
    “Noi partiamo dalle nostre energie della destra sociale – aggiunge – ma stiamo parlando con tutti, con Vannacci, con Pillon, con Paragone e con tutti quelli che hanno manifestato una critica rispetto a questo sistema, vedremo chi avrà il coraggio. Vannacci non ha deciso nulla – assicura -, ha cominciato a scrivere il libro pensando alla politica ma senza avere un’idea chiara, adesso si sta guardando attorno e vedremo, non gli vogliamo tirare la giacca perchè non sarebbe corretto anche perchè è ancora un generale quindi, prima esaurire il discorso da questo punto di vista e poi vedremo”. Alemanno sottolinea che “i tre punti del movimento che verrà sono: aprirsi al mondo multipolare, dobbiamo essere la nazione che dialoga e crea ponti, una nazione di dialogo, apertura e pace e questo ci apre al mondo multipolare. Altro punto è un’economia che punta a ricostruire il mercato interno e che investe sulle filiere nazionali, che fa anche del protezionismo quando necessario. Terzo elemento è lavorare su valori e principi ma in termini seri”.
    Alemanno, inoltre, parla dell’emergenza migranti di questi giorni: “Noi abbiamo un flusso di migranti che non è sostenibile e dobbiamo bloccarlo. L’errore di Salvini e Meloni quando facevano campagna elettorale era quello di parlare di blocco navale come se fosse chiudere i porti e basta, bisogna evitare che partano e fare un forte intervento serio, questo è un altro motivo in più per non andare in Ucraina, le nostre energie dobbiamo concentrarle sul Mediterraneo e l’Africa o è una valanga che si ingigantisce, ci vuole una assunzione di responsabilità”, spiega tornando anche sul tema Ucraina: “prima di prendere posizione per due mesi sono stato zitto e sono andato anche in Polonia a prendere profughi e portarli in Italia insieme alla fondazione di AN. Ma un certo punto ho capito che c’era la guerra e le armi ma dall’altro lato non c’era niente, in tutti questi mesi l’Europa, l’Italia non hanno neanche detto: ‘siamo pronti a sospendere l’invio di armi se la Russia accetta il cessate il fuocò, secondo me c’è una volontà di portare avanti la guerra. Deve esserci una assunzione di responsabilità e l’Italia è determinante. Per fermare la guerra dobbiamo mettere sul tavolo un piano di pace credibile, poi se Putin non lo accetta ne prendiamo atto, l’unico che ci sta provando è Papa Francesco che non credo sia un putiniano”, evidenzia. L’ex sindaco di Roma ha infine commentato l’attuale situazione della Capitale sotto la giunta Gualtieri. “Io ero oggetto di mille critiche perchè sono stato il primo e unico sindaco di destra, ora invito le persone a guardarsi attorno e dopo 3 sindaci diversi la situazione è molto peggiore rispetto ai tempi nostri. Ci sono problemi strutturali, ci vuole una vera legge per Roma Capitale e un realismo, oltre a un’assunzione forte di responsabilità per una riforma vera di Roma Capitale”, conclude.
    -foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Scontro sull’A1 fra un tir e un bus migranti, 2 morti e 25 feriti

    Scontro sull’A1 fra un tir e un bus migranti, 2 morti e 25 feriti

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    ROMA (ITALPRESS) – Due autisti di un bus sono morti e 25 migranti sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada A1, all’altezza di Fiano Romano (Roma). Il bus, che stava trasferendo dei migranti da Porto Empedocle ai centri d’accoglienza del Piemonte, è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente con un mezzo pesante.
    -foto Polizia di Stato –
    (ITALPRESS).

  • Alemanno “Governo in continuità con passato, valutiamo nuovo movimento”

    Alemanno “Governo in continuità con passato, valutiamo nuovo movimento”

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    ROMA (ITALPRESS) – “L’esperienza” del Forum dell’Indipendenza Italiana “nasce dalla percezione della grande disillusione rispetto al governo Meloni, lei ha stravinto le elezioni e ha fatto un miracolo, ma questo anno di governo è troppo in continuità col passato; di fronte a questa disillusione stiamo ragionando per costruire un movimento che possa essere non la destra della destra, ma l’interprete di tutti coloro che si aspettano qualcosa di diverso da questo governo e non l’hanno avuto. A novembre decideremo se fondarlo effettivamente, adesso il Forum è una confederazione di 40 sigle con persone che non vengono solo dalla destra”. Così Gianni Alemanno, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress. “Giorgia Meloni nei sondaggi continua a tenere una percentuale molto alta – prosegue – ma ho la percezione che la base elettorale eroda sempre di più e questo è anche l’effetto di una mancanza di concorrenza. Perchè non a destra della Meloni? Perchè queste categorie destra e sinistra sono logorate. Ad esempio sulla questione sociale non condivido il modo sbrigativo con cui è stato cancellato il Reddito di cittadinanza, misura sbagliata, ma sicuramente ci sono persone che hanno bisogno di un sostegno”. “Quello che manca alla visione della Meloni – osserva – è un intervento per redistribuire, innanzitutto creare ricchezza ma che poi va redistribuita perchè se non ho i consumatori il mercato si blocca, noi abbiamo un impoverimento crescente anche del ceto medio. Pensiamo sia necessario poi investire anche con la mano pubblica per muovere l’economia: più Stato, più welfare e più investimenti per ricostruire le filiere industriali italiane”.
    “Noi partiamo dalle nostre energie della destra sociale – aggiunge – ma stiamo parlando con tutti, con Vannacci, con Pillon, con Paragone e con tutti quelli che hanno manifestato una critica rispetto a questo sistema, vedremo chi avrà il coraggio. Vannacci non ha deciso nulla – assicura -, ha cominciato a scrivere il libro pensando alla politica ma senza avere un’idea chiara, adesso si sta guardando attorno e vedremo, non gli vogliamo tirare la giacca perchè non sarebbe corretto anche perchè è ancora un generale quindi, prima esaurire il discorso da questo punto di vista e poi vedremo”. Alemanno sottolinea che “i tre punti del movimento che verrà sono: aprirsi al mondo multipolare, dobbiamo essere la nazione che dialoga e crea ponti, una nazione di dialogo, apertura e pace e questo ci apre al mondo multipolare. Altro punto è un’economia che punta a ricostruire il mercato interno e che investe sulle filiere nazionali, che fa anche del protezionismo quando necessario. Terzo elemento è lavorare su valori e principi ma in termini seri”.
    Alemanno, inoltre, parla dell’emergenza migranti di questi giorni: “Noi abbiamo un flusso di migranti che non è sostenibile e dobbiamo bloccarlo. L’errore di Salvini e Meloni quando facevano campagna elettorale era quello di parlare di blocco navale come se fosse chiudere i porti e basta, bisogna evitare che partano e fare un forte intervento serio, questo è un altro motivo in più per non andare in Ucraina, le nostre energie dobbiamo concentrarle sul Mediterraneo e l’Africa o è una valanga che si ingigantisce, ci vuole una assunzione di responsabilità”, spiega tornando anche sul tema Ucraina: “prima di prendere posizione per due mesi sono stato zitto e sono andato anche in Polonia a prendere profughi e portarli in Italia insieme alla fondazione di AN. Ma un certo punto ho capito che c’era la guerra e le armi ma dall’altro lato non c’era niente, in tutti questi mesi l’Europa, l’Italia non hanno neanche detto: ‘siamo pronti a sospendere l’invio di armi se la Russia accetta il cessate il fuocò, secondo me c’è una volontà di portare avanti la guerra. Deve esserci una assunzione di responsabilità e l’Italia è determinante. Per fermare la guerra dobbiamo mettere sul tavolo un piano di pace credibile, poi se Putin non lo accetta ne prendiamo atto, l’unico che ci sta provando è Papa Francesco che non credo sia un putiniano”, evidenzia. L’ex sindaco di Roma ha infine commentato l’attuale situazione della Capitale sotto la giunta Gualtieri. “Io ero oggetto di mille critiche perchè sono stato il primo e unico sindaco di destra, ora invito le persone a guardarsi attorno e dopo 3 sindaci diversi la situazione è molto peggiore rispetto ai tempi nostri. Ci sono problemi strutturali, ci vuole una vera legge per Roma Capitale e un realismo, oltre a un’assunzione forte di responsabilità per una riforma vera di Roma Capitale”, conclude.
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  • Italia in finale agli Europei di volley, Francia ko

    Italia in finale agli Europei di volley, Francia ko

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    ROMA (ITALPRESS) – Italia in finale agli Europei di volley! Gli azzurri di Ferdinando De Giorgi hanno battuto nettamente la Francia di coach Andrea Giani, spazzata via in tre set nella semifinale disputata davanti ai 10mila spettatori del Palazzo dello Sport dell’Eur, a Roma. Prova convincente per la Nazionale di casa che si è imposta con i parziali di 25-21, 25-19, 25-23.
    Sabato 16, alle ore 21, gli azzurri si giocheranno il titolo continentale contro la Polonia che nella prima semifinale ha battuto 3-1 la Slovenia (23-25, 25-21, 25-20, 25-21).
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).