Categoria: Italpress

  • Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

    Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    FIRENZE (ITALPRESS) – “Vorrei vedere un’Italia generosa. Come ha detto il ct Spalletti, l’obiettivo, oltre che poter pensare di vincere, è quello di regalare emozioni a chi ti guarda e renderlo orgoglioso di essere rappresentato da ragazzi, da una squadra e da un ct che sono bravi, altruisti e che mandano messaggi positivi”. Gigi Buffon torna in Nazionale e lo fa per la prima volta non da calciatore ma da dirigente. Il presidente federale Gabriele Gravina gli ha ceduto i gradi di capo delegazione azzurro della squadra da poco affidata a Luciano Spalletti, sperando che proprio uno dei monumenti del calcio azzurro possa dare quella spinta alla ripartenza di un’Italia che inevitabilmente ha subito un trauma con le sorprendenti dimissioni di Roberto Mancini. “In questi giorni – racconta Buffon – ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente Gravina e al mister con il suo staff e devo dire che ho risentito parlare di concetti, di emozioni e di valori che secondo me sono imprescindibili se si vuole arrivare a un obiettivo che sia almeno minimo, perchè poi ci sono anche degli avversari che devi affrontare man mano e ci sta ogni tanto di rimbalzare e di uscirne sconfitti, però ho la sensazione che l’Italia, con Luciano Spalletti come ct, abbia veramente trovato l’uomo giusto al momento giusto”. Inevitabile però tornare sull’addio di Mancini: “Una scelta sicuramente inaspettata, alla quale però mi sembra che la Federcalcio abbia dato delle risposte molto celeri e soprattutto molto convincenti. Questa è la cosa che più interessa al mondo e ai tifosi azzurri”. Per quanto riguarda invece il suo nuovo ruolo, Buffon ringrazia Gravina e Spalletti per la fiducia: “Qualcosa sicuramente di non dovuto e non scontato. Il fatto che nel loro immaginario una figura come la mia potesse essere uno strumento di unione, condivisione, altruismo e miglioramento di quello che doveva essere un percorso nuovo, mi inorgoglisce, mi stimola e rende me, come il mister, un uomo felice perchè torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene”. “Anche in questa nuova veste – afferma ancora Buffon – penso che alla fine il mio ruolo sia quello di poter dare un piccolo contributo e mettere un piccolo mattoncino in quelle che saranno tutte le dinamiche che andremo a vivere in futuro”. Buffon eredita il ruolo di capo delegazione azzurra da Gianluca Vialli: “Pensare o avere la presunzione di poter essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, perchè ognuno di noi ha un proprio passato e un proprio percorso, attraverso il quale uno matura. Venire qua cercando di riproporre un Gianluca Vialli sarebbe sbagliato, perchè non ne sarei all’altezza, e quindi cercherò di essere quello che sono sempre stato, cercando di aiutare il presidente, il mister e la squadra con un consiglio, una parola, con un qualcosa che si può scorgere e che magari può essere sfuggito agli occhi degli altri”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

    Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    FIRENZE (ITALPRESS) – “Vorrei vedere un’Italia generosa. Come ha detto il ct Spalletti, l’obiettivo, oltre che poter pensare di vincere, è quello di regalare emozioni a chi ti guarda e renderlo orgoglioso di essere rappresentato da ragazzi, da una squadra e da un ct che sono bravi, altruisti e che mandano messaggi positivi”. Gigi Buffon torna in Nazionale e lo fa per la prima volta non da calciatore ma da dirigente. Il presidente federale Gabriele Gravina gli ha ceduto i gradi di capo delegazione azzurro della squadra da poco affidata a Luciano Spalletti, sperando che proprio uno dei monumenti del calcio azzurro possa dare quella spinta alla ripartenza di un’Italia che inevitabilmente ha subito un trauma con le sorprendenti dimissioni di Roberto Mancini. “In questi giorni – racconta Buffon – ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente Gravina e al mister con il suo staff e devo dire che ho risentito parlare di concetti, di emozioni e di valori che secondo me sono imprescindibili se si vuole arrivare a un obiettivo che sia almeno minimo, perchè poi ci sono anche degli avversari che devi affrontare man mano e ci sta ogni tanto di rimbalzare e di uscirne sconfitti, però ho la sensazione che l’Italia, con Luciano Spalletti come ct, abbia veramente trovato l’uomo giusto al momento giusto”. Inevitabile però tornare sull’addio di Mancini: “Una scelta sicuramente inaspettata, alla quale però mi sembra che la Federcalcio abbia dato delle risposte molto celeri e soprattutto molto convincenti. Questa è la cosa che più interessa al mondo e ai tifosi azzurri”. Per quanto riguarda invece il suo nuovo ruolo, Buffon ringrazia Gravina e Spalletti per la fiducia: “Qualcosa sicuramente di non dovuto e non scontato. Il fatto che nel loro immaginario una figura come la mia potesse essere uno strumento di unione, condivisione, altruismo e miglioramento di quello che doveva essere un percorso nuovo, mi inorgoglisce, mi stimola e rende me, come il mister, un uomo felice perchè torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene”. “Anche in questa nuova veste – afferma ancora Buffon – penso che alla fine il mio ruolo sia quello di poter dare un piccolo contributo e mettere un piccolo mattoncino in quelle che saranno tutte le dinamiche che andremo a vivere in futuro”. Buffon eredita il ruolo di capo delegazione azzurra da Gianluca Vialli: “Pensare o avere la presunzione di poter essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, perchè ognuno di noi ha un proprio passato e un proprio percorso, attraverso il quale uno matura. Venire qua cercando di riproporre un Gianluca Vialli sarebbe sbagliato, perchè non ne sarei all’altezza, e quindi cercherò di essere quello che sono sempre stato, cercando di aiutare il presidente, il mister e la squadra con un consiglio, una parola, con un qualcosa che si può scorgere e che magari può essere sfuggito agli occhi degli altri”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Renzi “Mi candido al Parlamento Europeo con il Centro”

    Renzi “Mi candido al Parlamento Europeo con il Centro”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – “Noi ci candideremo alle elezioni europee con il brand ‘Il Centrò. Il mio sarà un appello a tutto il gruppo dirigente di Italia Viva a mettersi in gioco. Mi metterò in gioco anche io candidandomi al parlamento europeo”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa a Milano annunciando la sua candidatura alle elezioni europee del 2024 nel collegio del nord-ovest.
    “Lo faccio non perchè alla ricerca di una ulteriore riga del mio curriculum, ma per affermare che bisogna dare una sveglia all’Europa altrimenti si va tutti a casa. L’Europa rischia di saltare – ha spiegato Renzi -. Penso sia fondamentale che nei prossimi 9 mesi si vada a chiedere il voto di chi non vuole lasciare l’Europa nelle mani dei sovranisti alla Le Pen e dei populisti di sinistra”.
    “Io scommetto su una maggioranza che va dal PPE ai socialisti senza Alternative fur Deutschland, Vox, i populisti di sinistra e il Movimento 5 Stelle. Il nostro disegno è avere la stessa maggioranza che c’è stata fino ad adesso: la maggioranza Ursula non ha alternative”, ha sottolineato l’ex premier.

    – Foto: xh7/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Renzi “Mi candido al Parlamento Europeo con il Centro”

    Renzi “Mi candido al Parlamento Europeo con il Centro”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – “Noi ci candideremo alle elezioni europee con il brand ‘Il Centrò. Il mio sarà un appello a tutto il gruppo dirigente di Italia Viva a mettersi in gioco. Mi metterò in gioco anche io candidandomi al parlamento europeo”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa a Milano annunciando la sua candidatura alle elezioni europee del 2024 nel collegio del nord-ovest.
    “Lo faccio non perchè alla ricerca di una ulteriore riga del mio curriculum, ma per affermare che bisogna dare una sveglia all’Europa altrimenti si va tutti a casa. L’Europa rischia di saltare – ha spiegato Renzi -. Penso sia fondamentale che nei prossimi 9 mesi si vada a chiedere il voto di chi non vuole lasciare l’Europa nelle mani dei sovranisti alla Le Pen e dei populisti di sinistra”.
    “Io scommetto su una maggioranza che va dal PPE ai socialisti senza Alternative fur Deutschland, Vox, i populisti di sinistra e il Movimento 5 Stelle. Il nostro disegno è avere la stessa maggioranza che c’è stata fino ad adesso: la maggioranza Ursula non ha alternative”, ha sottolineato l’ex premier.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Ricerca e innovazione migliorano la competitività dell’industria

    Ricerca e innovazione migliorano la competitività dell’industria

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Ricerca e innovazione continue sono fondamentali per competere sul mercato, soprattutto in un settore in continua evoluzione come quello industriale. Ne è consapevole Icaplants, azienda italiana che propone sistemi di automazione robotizzata per i processi produttivi, in particolare per l’automotive, che con il sostegno di Fondimpresa ha migliorato la formazione dei collaboratori sulla pianificazione del lavoro e sul problem solving. “La necessità che ha portato l’azienda ad aderire al piano di formazione plus 2019 è nata soprattutto per migliorare la pianificazione di risorse di tempi e di metodi. L’obiettivo a cui tende l’azienda è sempre quello di mantenere standard elevati in modo da poter gestire diverse commesse contemporaneamente, senza influire negativamente sui processi produttivi”, afferma Giovanna Avenia, direttore Risorse Umane di Icaplants.
    Per migliorare la produzione, Icaplants ha fatto ricorso anche al sistema CAD/CAM, che prevede per l’impiego congiunto e integrato di diversi sistemi software. “Ad oggi il focus della nostra azienda è la centralità dell’uomo inteso come risolutore ai problemi del mercato in continua evoluzione. con il sistema CAD/CAM e con la formazione a supporto, siamo riusciti a soddisfare quelle che sono le esigenze del mercato”, spiega Fabio Pompili, direttore di Produzione di Icaplants.

    – foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Ricerca e innovazione migliorano la competitività dell’industria

    Ricerca e innovazione migliorano la competitività dell’industria

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Ricerca e innovazione continue sono fondamentali per competere sul mercato, soprattutto in un settore in continua evoluzione come quello industriale. Ne è consapevole Icaplants, azienda italiana che propone sistemi di automazione robotizzata per i processi produttivi, in particolare per l’automotive, che con il sostegno di Fondimpresa ha migliorato la formazione dei collaboratori sulla pianificazione del lavoro e sul problem solving. “La necessità che ha portato l’azienda ad aderire al piano di formazione plus 2019 è nata soprattutto per migliorare la pianificazione di risorse di tempi e di metodi. L’obiettivo a cui tende l’azienda è sempre quello di mantenere standard elevati in modo da poter gestire diverse commesse contemporaneamente, senza influire negativamente sui processi produttivi”, afferma Giovanna Avenia, direttore Risorse Umane di Icaplants.
    Per migliorare la produzione, Icaplants ha fatto ricorso anche al sistema CAD/CAM, che prevede per l’impiego congiunto e integrato di diversi sistemi software. “Ad oggi il focus della nostra azienda è la centralità dell’uomo inteso come risolutore ai problemi del mercato in continua evoluzione. con il sistema CAD/CAM e con la formazione a supporto, siamo riusciti a soddisfare quelle che sono le esigenze del mercato”, spiega Fabio Pompili, direttore di Produzione di Icaplants.

    – foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Ismett-Upmc, Professore Francesco Musumeci entra nel team “Centro Cuore”

    Ismett-Upmc, Professore Francesco Musumeci entra nel team “Centro Cuore”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    PALERMO (ITALPRESS) – Il professore Francesco Musumeci entra nel team “Centro Cuore” dell’Ismett-Upmc. Assumerà il ruolo di Senior Consultant in Cardiac Surgery. Oltre all’attività chirurgica, il Professore Musumeci svolgerà un ruolo di fondamentale importanza nella formazione medica e nella organizzazione di una rete integrata con i reparti di cardiologia (nota come Heart Team intraospedaliera). Questo sforzo sinergico mira a ottimizzare il percorso diagnostico e terapeutico per i pazienti garantendo loro un’assistenza ancora più completa ed efficace.
    Specialista in Chirurgia Generale e Cardiochirurgia, Musumeci si è formato presso importanti ospedali a Londra (Hospital for Sick Children, National Heart Hospital, Brompton Hospital e Harefield Hospital) e in Australia (Royal Children’s Hospital), dove ha avuto l’opportunità di lavorare a fianco di molti dei pionieri della Cardiochirurgia, tra i quali Donald Ross e il Prof Magdi Yacoub.
    Nel 1991 è stato nominato Primario di Cardiochirurgia presso l’University Hospital of Wales, a Cardiff, dove ha istituito il servizio di Cardiochirurgia Pediatrica. Dal 1998 ha diretto il Centro di Cardiochirurgia e dei trapianti dell’Ospedale San Camillo di Roma, dove, tra le diverse attività, ha sviluppato un programma di cardiochirurgia mini-invasiva, robotica e trans-catetere.
    “Siamo onorati di accogliere Francesco Musumeci nel nostro team avviando una collaborazione preziosa – sottolinea Michele Pilato, direttore del Centro Cuore di ISMETT. – Grazie alla sua capacità di creare qualità e innovazione darà un contributo importante alla crescita del programma cardiaco dell’Istituto. Grazie alla partnership con UPMC, ISMETT può già contare su un continuo e attivo scambio culturale e scientifico con uno dei più importanti centri cardiologici americani. L’arrivo di Francesco Musumeci ci permetterà di offrire standard di cura sempre più elevati ai nostri pazienti”.
    “In Italia – aggiunge Francesco Musumeci – si praticano oltre 50mila operazioni cardiovascolari ogni anno. La buona notizia è che il tasso di mortalità si è progressivamente ridotto, nonostante oggi vengano operati al cuore pazienti sempre più anziani, con un rischio più elevato per la presenza di patologie associate. Tutto questo è stato possibile grazie all’evoluzione e miglioramento delle tecniche chirurgiche e delle modalità di assistenza. Investire nella formazione continua, nella qualità e sapere guardare all’innovazione è fondamentale per assicurare l’eccellenza nella cura dei pazienti. Oggi si guarda sempre di più ad una personalizzazione delle scelte terapeutiche mirate per garantire ad ogni paziente il trattamento più appropriato e quindi il risultato migliore – continua il Professore. – Ho accolto con entusiasmo l’invito ad unirmi alla squadra dell’Ismett per dare un ulteriore contributo ad una formazione di altissimo livello che possa beneficiare sia il personale interno che la comunità in generale. L’apertura verso l’innovazione ha da sempre caratterizzato la mia attività clinica e formativa. Entrare a fare parte del team dell’Ismett è per me un onore, ed è anche una opportunità unica in quanto, in un contesto altamente qualificato avrò l’opportunità di restituire alla mia Sicilia l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro in Italia e all’estero”.

    – foto: ufficio stampa Ismett –

    (ITALPRESS).

  • Terna, al via il collegamento elettrico sottomarino Elba-continente

    Terna, al via il collegamento elettrico sottomarino Elba-continente

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – E’ entrato in esercizio il collegamento elettrico in cavo sottomarino a 132 kV di Terna tra l’Isola d’Elba e Piombino (Livorno). “L’opera, di fondamentale rilevanza per l’intero sistema elettrico nazionale, conferma il ruolo strategico che la società guidata da Giuseppina Di Foggia ricopre nel processo di transizione energetica del Paese”, si legge in una nota.
    L’elettrodotto ha una lunghezza complessiva di circa 37 km, di cui 34 sottomarini e 3 completamente interrati. L’infrastruttura porterà a raddoppiare le linee di connessione tra il sistema elettrico nazionale e la rete dell’isola.
    “Il nuovo collegamento fra l’Isola d’Elba e la Toscana riveste un’importanza particolare per molte ragioni. Innanzitutto, grazie a un investimento da parte di Terna di 90 milioni di euro, migliora significativamente la sicurezza e l’affidabilità della rete elettrica dell’isola. Il progetto è stato inoltre realizzato seguendo i più elevati standard di sostenibilità: il collegamento è infatti invisibile e per la sua posa sono state utilizzate avanzate tecnologie in grado di tutelare l’importante biodiversità marina del territorio”, ha commentato Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna.
    Il cavo sottomarino è stato posato dalla nave Leonardo Da Vinci di Prysmian a una profondità massima di circa 70 metri sotto il livello del mare, partendo dall’approdo isolano di Portoferraio e procedendo verso la costa continentale di Piombino.
    L’azienda che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale ha tutelato l’habitat marino presente nell’area. Nei mesi precedenti all’avvio delle attività di posa del cavo, infatti, sono state riposizionate nel Golfo di Follonica circa 53.000 talee di Posidonia oceanica, pianta acquatica tipica del Mar Mediterraneo che ha un ruolo fondamentale per l’intero ecosistema marino, per un totale di 1650 m2 di habitat.
    Gli approdi del cavo, inoltre, sono stati realizzati tramite la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (TOC), che permette, da un lato, di installare la tubazione limitando l’interferenza con le piante acquatiche annullando l’impatto dei lavori sul litorale e, dall’altro, di garantire la necessaria protezione meccanica del collegamento elettrico.

    – foto di repertorio ufficio stampa Terna –

    (ITALPRESS).

  • Il rientro a scuola e i trend tecnologici del futuro

    Il rientro a scuola e i trend tecnologici del futuro

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Il rientro a scuola è per tutti un momento particolarmente importante: finiscono le vacanze estive e si torna lentamente ai ritmi della vita di tutti i giorni, tra compiti da finire e acquisto di libro e materiale scolastico. Ma come si svolgerà questo “rituale” nel futuro? Sarà ancora necessario comprare penne, matite, quaderni o indossare una cartella? Si studieranno le stesse materie anche tra trent’anni?
    GoStudent, piattaforma di ripetizioni online, ha analizzato questo fenomeno attraverso un rapporto dal nome “La fine della scuola come l’abbiamo sempre conosciuta: il mondo dell’istruzione nel 2050”, realizzato insieme alla nota professoressa e futurista Tracey Follows, nominata da Forbes tra le Top 50 female Futurists in the world.
    La tecnologia svolgerà sicuramente un ruolo centrale nel continuo progresso dell’istruzione, con fattori come l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale che comporterà una personalizzazione dell’apprendimento. Entro il 2050, ad esempio, attraverso i cervello-computer gli studenti saranno in grado di assimilare conoscenze immediate e gli insegnanti potranno adottare un approccio più olistico verso i ragazzi focalizzandosi non più nell’impartire nozioni ma avendo un occhio di riguardo sulla loro salute e il loro benessere.
    I ragazzi in Italia, secondo il Future of Education Report 2023 redatto da GoStudent, sono tra i più desiderosi di tecnologia nelle rispettive scuole con il 79%, secondi solo alla Spagna e davanti a Regno Unito, Francia e Germania.
    Al contempo, però, c’è poca fiducia che l’Italia possa adeguarsi in futuro a queste novità: circa 2 studenti su 10 faticano a credere di avere più AI o più realtà virtuale per l’apprendimento.
    Tracey Follows, futurista, autrice e visiting professor in Digital Futures and Identity, ha condiviso le sue intuizioni: “Con i rapidi progressi tecnologici, siamo sull’orlo di un’esplosione tecnologica che cambierà il modo in cui opera il mondo intero. L’istruzione sarà l’epicentro di questo cambiamento. Il passaggio all’apprendimento immersivo, alla personalizzazione basata sull’intelligenza artificiale e al monitoraggio continuo è destinato a rivoluzionare il modo in cui apprendiamo e ci adattiamo”.
    Di conseguenza anche il rientro a scuola, per come lo conosciamo, sarà un lontano ricordo.
    Nel 2050, ad esempio, l’apprendimento non sarà più guidato dalle materie a cui le scuole danno la priorità, ma sarà guidato dalle passioni dello studente e i programmi di studio verranno adattati secondo gli interessi dei ragazzi. Non solo, grazie a test genetici vi sarà la possibilità di intercettare le materie a cui si è più predisposti. Le lezioni saranno tenute sia dal vivo da insegnanti professionisti e accademici ma anche all’interno di un mondo completamente immersivo. Gli stessi genitori in Italia si rendono conto dell’importanza del Metaverso per scopi educativi: il 69% di loro ha mostrato particolare interesse verso questa tecnologia.
    “Alcuni docenti in Italia hanno fatto tesoro del supporto ricevuto dai sistemi informatici o dall’AI, integrandoli al loro approccio educativo; altri invece hanno assunto una posizione di maggiore chiusura e rifiuto nei confronti di essi, a discapito degli studenti che invece sembrano apprezzarli – ha affermato Ester Tinaglia, Tutor italiana dell’anno del 2022 secondo GoStudent -. Ogni giorno mi rendo conto del bisogno degli studenti di conoscere meglio gli strumenti tecnologici che adoperano: quando discutono di temi attuali come cyberbullismo, fuga dei dai dati in rete, rapporto uomo-macchina e nuove tecnologie si appassionano e tirano fuori delle idee brillanti”.
    Nei prossimi 30 anni, ogni lavoro diventerà in qualche modo un lavoro tecnologico. Di conseguenza sebbene l’informatica, la programmazione e l’analisi dei dati siano già in crescita, costituiranno invece la base di tutti i corsi di formazione. La maggior parte degli studenti avrà una conoscenza di base in tutte queste materie.
    “Con l’ascesa della tecnologia, e dell’intelligenza artificiale in particolare – spiega Felix Ohswald, CEO e co-fondatore di GoStudent -, lo spazio dell’istruzione è destinato a cambiare ancora una volta in modo significativo, poichè l’accessibilità e la personalizzazione si combinano. Per continuare attivamente a plasmare il futuro del modo in cui gli studenti apprendono, dobbiamo abbracciare ciò che ci aspetta. Siamo entusiasti di vedere come si evolverà l’istruzione e cosa significa per noi mentre continuiamo nella nostra missione di reinventare l’istruzione”.

    – Foto ufficio stampa GoStudent –

    (ITALPRESS).

  • Il rientro a scuola e i trend tecnologici del futuro

    Il rientro a scuola e i trend tecnologici del futuro

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Il rientro a scuola è per tutti un momento particolarmente importante: finiscono le vacanze estive e si torna lentamente ai ritmi della vita di tutti i giorni, tra compiti da finire e acquisto di libro e materiale scolastico. Ma come si svolgerà questo “rituale” nel futuro? Sarà ancora necessario comprare penne, matite, quaderni o indossare una cartella? Si studieranno le stesse materie anche tra trent’anni?
    GoStudent, piattaforma di ripetizioni online, ha analizzato questo fenomeno attraverso un rapporto dal nome “La fine della scuola come l’abbiamo sempre conosciuta: il mondo dell’istruzione nel 2050”, realizzato insieme alla nota professoressa e futurista Tracey Follows, nominata da Forbes tra le Top 50 female Futurists in the world.
    La tecnologia svolgerà sicuramente un ruolo centrale nel continuo progresso dell’istruzione, con fattori come l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale che comporterà una personalizzazione dell’apprendimento. Entro il 2050, ad esempio, attraverso i cervello-computer gli studenti saranno in grado di assimilare conoscenze immediate e gli insegnanti potranno adottare un approccio più olistico verso i ragazzi focalizzandosi non più nell’impartire nozioni ma avendo un occhio di riguardo sulla loro salute e il loro benessere.
    I ragazzi in Italia, secondo il Future of Education Report 2023 redatto da GoStudent, sono tra i più desiderosi di tecnologia nelle rispettive scuole con il 79%, secondi solo alla Spagna e davanti a Regno Unito, Francia e Germania.
    Al contempo, però, c’è poca fiducia che l’Italia possa adeguarsi in futuro a queste novità: circa 2 studenti su 10 faticano a credere di avere più AI o più realtà virtuale per l’apprendimento.
    Tracey Follows, futurista, autrice e visiting professor in Digital Futures and Identity, ha condiviso le sue intuizioni: “Con i rapidi progressi tecnologici, siamo sull’orlo di un’esplosione tecnologica che cambierà il modo in cui opera il mondo intero. L’istruzione sarà l’epicentro di questo cambiamento. Il passaggio all’apprendimento immersivo, alla personalizzazione basata sull’intelligenza artificiale e al monitoraggio continuo è destinato a rivoluzionare il modo in cui apprendiamo e ci adattiamo”.
    Di conseguenza anche il rientro a scuola, per come lo conosciamo, sarà un lontano ricordo.
    Nel 2050, ad esempio, l’apprendimento non sarà più guidato dalle materie a cui le scuole danno la priorità, ma sarà guidato dalle passioni dello studente e i programmi di studio verranno adattati secondo gli interessi dei ragazzi. Non solo, grazie a test genetici vi sarà la possibilità di intercettare le materie a cui si è più predisposti. Le lezioni saranno tenute sia dal vivo da insegnanti professionisti e accademici ma anche all’interno di un mondo completamente immersivo. Gli stessi genitori in Italia si rendono conto dell’importanza del Metaverso per scopi educativi: il 69% di loro ha mostrato particolare interesse verso questa tecnologia.
    “Alcuni docenti in Italia hanno fatto tesoro del supporto ricevuto dai sistemi informatici o dall’AI, integrandoli al loro approccio educativo; altri invece hanno assunto una posizione di maggiore chiusura e rifiuto nei confronti di essi, a discapito degli studenti che invece sembrano apprezzarli – ha affermato Ester Tinaglia, Tutor italiana dell’anno del 2022 secondo GoStudent -. Ogni giorno mi rendo conto del bisogno degli studenti di conoscere meglio gli strumenti tecnologici che adoperano: quando discutono di temi attuali come cyberbullismo, fuga dei dai dati in rete, rapporto uomo-macchina e nuove tecnologie si appassionano e tirano fuori delle idee brillanti”.
    Nei prossimi 30 anni, ogni lavoro diventerà in qualche modo un lavoro tecnologico. Di conseguenza sebbene l’informatica, la programmazione e l’analisi dei dati siano già in crescita, costituiranno invece la base di tutti i corsi di formazione. La maggior parte degli studenti avrà una conoscenza di base in tutte queste materie.
    “Con l’ascesa della tecnologia, e dell’intelligenza artificiale in particolare – spiega Felix Ohswald, CEO e co-fondatore di GoStudent -, lo spazio dell’istruzione è destinato a cambiare ancora una volta in modo significativo, poichè l’accessibilità e la personalizzazione si combinano. Per continuare attivamente a plasmare il futuro del modo in cui gli studenti apprendono, dobbiamo abbracciare ciò che ci aspetta. Siamo entusiasti di vedere come si evolverà l’istruzione e cosa significa per noi mentre continuiamo nella nostra missione di reinventare l’istruzione”.

    – Foto ufficio stampa GoStudent –

    (ITALPRESS).