Categoria: Italpress

  • Altair completa l’acquisto della maggioranza di GWCER

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    ROMA (ITALPRESS) – Altair S.P.A., società leader in Europa e in Italia in ambito cimiteriale e già presente nel settore green con Altair Green Energy, ha consolidato oggi, attraverso un consistente aumento di capitale (4 milioni di euro) la maggioranza di GreenwolfCER S.r.l. (anche GWCER) società all’interno della quale, Greenwolf S.r.l., in previsione di questa operazione, ha conferito il proprio ramo d’azienda dedicato alla realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili a Trazione Pubblica (modello Registrato). Greenwolf è società leader nello sviluppo di servizi Smart Public Lighting e di Smart Road, attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico Privato.
    GWCER, con un un patrimonio netto di oltre 8 milioni di euro ed un capitale sociale di 4 milioni, ha una pipeline di oltre 200 proposte attive presso le PA italiane, per un totale di oltre 100 MW di impianti FER.
    L’operazione e stata seguita dagli Avvocati Enrico Valerio (Partner) ed Edoardo Morlin dello Studio Biscozzi Nobili Piazza per Altair e da Giorgio Demo dello Studio Zidarich Bonato Demo per Greenwolf.
    GWCER sarà guidata da un CDA di donne e uomini che da anni danno il loro importante contributo nel mondo dell’efficientamento energetico e della finanza etica: Presidente in carica Paolo Zanghieri, Amministratore Delegato Stefano Bonino, mentre i Consiglieri sono Matteo Manfredi, Claudio Spadacini e Loredana Ruggieri.
    Paolo Zanghieri, neo Presidente di GWCER, presentando l’operazione ha commentato: “Ci accumuna la volontà di radicare modelli di crescita innovativi, rispettosi dell’ambiente e del territorio. Siamo partner degli Enti Locali, ma anche di cittadini e aziende che credono in una crescita rispettosa di valori ambientali, sociali ed etici. Non a caso la forma giuridica delle nostre CER è la Fondazione di Partecipazione, perchè l’energia da fonti rinnovabili è un bene da promuovere e tutelare nell’interesse della società tutta”.
    “Lavoriamo su questo progetto dal 2018, ispirati dalla direttiva REDII – ha precisato l’AD, Stefano Bonino – e oggi GreenwolfCER è il primo operatore in Italia che ha creato un modello di Comunità Energetica dove gli Enti Locali territoriali, in qualità di soci fondatori, guidano la comunità intera verso una vera e completa transizione energetica. GWCER, in qualità di soggetto proponente e poi concessionario realizza a proprie spese gli impianti FER per la PA e poi promuove e gestisce, anche grazie alla piattaforma digitale appositamente realizzata, la comunità energetica aperta a produttori, consumatori e prosumer.
    Il nostro modello assicura tempi rapidi di avvio, una governance della comunità energetica stabile e garantisce chi sceglie di investire nella realizzazione di nuovi impianti FER da mettere a disposizione della comunità”.
    – foto home page sito Green Wolf –
    (ITALPRESS).

  • Altair completa l’acquisto della maggioranza di GWCER

    Altair completa l’acquisto della maggioranza di GWCER

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    ROMA (ITALPRESS) – Altair S.P.A., società leader in Europa e in Italia in ambito cimiteriale e già presente nel settore green con Altair Green Energy, ha consolidato oggi, attraverso un consistente aumento di capitale (4 milioni di euro) la maggioranza di GreenwolfCER S.r.l. (anche GWCER) società all’interno della quale, Greenwolf S.r.l., in previsione di questa operazione, ha conferito il proprio ramo d’azienda dedicato alla realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili a Trazione Pubblica (modello Registrato). Greenwolf è società leader nello sviluppo di servizi Smart Public Lighting e di Smart Road, attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico Privato.
    GWCER, con un un patrimonio netto di oltre 8 milioni di euro ed un capitale sociale di 4 milioni, ha una pipeline di oltre 200 proposte attive presso le PA italiane, per un totale di oltre 100 MW di impianti FER.
    L’operazione e stata seguita dagli Avvocati Enrico Valerio (Partner) ed Edoardo Morlin dello Studio Biscozzi Nobili Piazza per Altair e da Giorgio Demo dello Studio Zidarich Bonato Demo per Greenwolf.
    GWCER sarà guidata da un CDA di donne e uomini che da anni danno il loro importante contributo nel mondo dell’efficientamento energetico e della finanza etica: Presidente in carica Paolo Zanghieri, Amministratore Delegato Stefano Bonino, mentre i Consiglieri sono Matteo Manfredi, Claudio Spadacini e Loredana Ruggieri.
    Paolo Zanghieri, neo Presidente di GWCER, presentando l’operazione ha commentato: “Ci accumuna la volontà di radicare modelli di crescita innovativi, rispettosi dell’ambiente e del territorio. Siamo partner degli Enti Locali, ma anche di cittadini e aziende che credono in una crescita rispettosa di valori ambientali, sociali ed etici. Non a caso la forma giuridica delle nostre CER è la Fondazione di Partecipazione, perchè l’energia da fonti rinnovabili è un bene da promuovere e tutelare nell’interesse della società tutta”.
    “Lavoriamo su questo progetto dal 2018, ispirati dalla direttiva REDII – ha precisato l’AD, Stefano Bonino – e oggi GreenwolfCER è il primo operatore in Italia che ha creato un modello di Comunità Energetica dove gli Enti Locali territoriali, in qualità di soci fondatori, guidano la comunità intera verso una vera e completa transizione energetica. GWCER, in qualità di soggetto proponente e poi concessionario realizza a proprie spese gli impianti FER per la PA e poi promuove e gestisce, anche grazie alla piattaforma digitale appositamente realizzata, la comunità energetica aperta a produttori, consumatori e prosumer.
    Il nostro modello assicura tempi rapidi di avvio, una governance della comunità energetica stabile e garantisce chi sceglie di investire nella realizzazione di nuovi impianti FER da mettere a disposizione della comunità”.
    – foto home page sito Green Wolf –
    (ITALPRESS).

  • Da Mattarella e 5 capi di Stato mediterranei appello per il clima

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    ROMA (ITALPRESS/MNA) – “Come previsto, la crisi climatica è arrivata e ha raggiunto dimensioni esplosive, tanto che si parla ormai di ‘stato di emergenza climaticà. Il segretario generale delle Nazioni Unite alla fine di luglio ha definito la crisi attuale uno stato di ‘ebollizione globalè. I suoi effetti sono visibili soprattutto nella nostra regione, il Mediterraneo, che è gravemente colpita e a rischio immediato non soltanto di scarsità di acqua ed elettricità, ma anche di inondazioni, diffuse ondate di calore, incendi e desertificazione. I fenomeni naturali estremi stanno distruggendo l’ecosistema e minacciando la nostra vita quotidiana, il nostro stile di vita”. E’ quanto si legge nell’appello per il clima firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme ai presidenti di Croazia Zoran Milanovic, della Grecia Katerina Sakellaropoulou di Malta George Vella, del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa e della Slovenia
    Nataša Pirc Musar. “Non c’è più tempo da perdere, non c’è più tempo per scendere a compromessi per ragioni politiche o economiche. E’ imperativo agire e prendere iniziative urgenti ed efficaci. Tutti i Paesi del Mediterraneo devono coordinarsi e reagire, impegnarsi in uno sforzo collettivo per arrestare e invertire gli effetti della crisi climatica. E’ dovere di tutti noi – sottolineano – agire in questa direzione e adottare politiche concrete volte a questo sforzo. Sensibilizzare l’opinione pubblica, educare e ispirare in tutti l’etica della responsabilità ambientale. Non solo per il presente, ma anche per il futuro dei nostri figli e delle generazioni che verranno. I capi di Stato dei seguenti Paesi del Mediterraneo e membri del Gruppo Arraiolos si impegnano a sostenere pienamente le iniziative di azione congiunta e fanno appello all’Unione Europea, agli altri paesi del Mediterraneo e alla comunità internazionale affinchè mantengano questo tema in cima alla loro agenda politica”, conclude l’appello.
    (ITALPRESS).
    – foto archivio Quirinale –

  • Da Mattarella e 5 capi di Stato mediterranei appello per il clima

    Da Mattarella e 5 capi di Stato mediterranei appello per il clima

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    ROMA (ITALPRESS) – “Come previsto, la crisi climatica è arrivata e ha raggiunto dimensioni esplosive, tanto che si parla ormai di ‘stato di emergenza climaticà. Il segretario generale delle Nazioni Unite alla fine di luglio ha definito la crisi attuale uno stato di ‘ebollizione globalè. I suoi effetti sono visibili soprattutto nella nostra regione, il Mediterraneo, che è gravemente colpita e a rischio immediato non soltanto di scarsità di acqua ed elettricità, ma anche di inondazioni, diffuse ondate di calore, incendi e desertificazione. I fenomeni naturali estremi stanno distruggendo l’ecosistema e minacciando la nostra vita quotidiana, il nostro stile di vita”. E’ quanto si legge nell’appello per il clima firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme ai presidenti di Croazia Zoran Milanovic, della Grecia Katerina Sakellaropoulou di Malta George Vella, del Portogallo Marcelo Rebelo de Sousa e della Slovenia
    Nataša Pirc Musar. “Non c’è più tempo da perdere, non c’è più tempo per scendere a compromessi per ragioni politiche o economiche. E’ imperativo agire e prendere iniziative urgenti ed efficaci. Tutti i Paesi del Mediterraneo devono coordinarsi e reagire, impegnarsi in uno sforzo collettivo per arrestare e invertire gli effetti della crisi climatica. E’ dovere di tutti noi – sottolineano – agire in questa direzione e adottare politiche concrete volte a questo sforzo. Sensibilizzare l’opinione pubblica, educare e ispirare in tutti l’etica della responsabilità ambientale. Non solo per il presente, ma anche per il futuro dei nostri figli e delle generazioni che verranno. I capi di Stato dei seguenti Paesi del Mediterraneo e membri del Gruppo Arraiolos si impegnano a sostenere pienamente le iniziative di azione congiunta e fanno appello all’Unione Europea, agli altri paesi del Mediterraneo e alla comunità internazionale affinchè mantengano questo tema in cima alla loro agenda politica”, conclude l’appello.
    (ITALPRESS).
    – foto archivio Quirinale –

  • Salario minimo, Schlein “La povertà non va in vacanza”

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    ROMA (ITALPRESS) – “In Italia esiste una questione salariale enorme che non può essere ignorata, che non può essere sospesa, la povertà non va in vacanza”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo in aula alla Camera, nel corso dell’esame e votazione della questione sospensiva sulla proposta di legge per l’istituzione del salario minimo. “La differenza salariale attraversa e divide il Paese, al sud un dipendente su quattro prende sotto i nove euro l’ora. Questo ruba il futuro e deprime le prospettive di crescita”, ha aggiunto.
    “Quella che oggi ci troviamo a discutere non è una semplice sospensiva, ma è la rappresentazione plastica della fuga della maggioranza. La maggioranza di destra su un tema reale, messa di fronte a una proposta unitaria delle opposizione, fugge ma almeno abbiamo fermato il vostro proposito di cancellare la nostra proposta”, ha spiegato. “La maggioranza non può chiedere tempo, sono passati sette mesi da quando in questa Aula avete votato contro tutte le mozioni delle opposizioni sul salario minimo. Se votate questa sospensiva voi oggi voltate le spalle a quei tre milioni e mezzo di lavoratori che hanno salari da fame con paghe da 4-5 euro l’ora” ha concluso.
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Salario minimo, Schlein “La povertà non va in vacanza”

    Salario minimo, Schlein “La povertà non va in vacanza”

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    ROMA (ITALPRESS) – “In Italia esiste una questione salariale enorme che non può essere ignorata, che non può essere sospesa, la povertà non va in vacanza”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo in aula alla Camera, nel corso dell’esame e votazione della questione sospensiva sulla proposta di legge per l’istituzione del salario minimo. “La differenza salariale attraversa e divide il Paese, al sud un dipendente su quattro prende sotto i nove euro l’ora. Questo ruba il futuro e deprime le prospettive di crescita”, ha aggiunto.
    “Quella che oggi ci troviamo a discutere non è una semplice sospensiva, ma è la rappresentazione plastica della fuga della maggioranza. La maggioranza di destra su un tema reale, messa di fronte a una proposta unitaria delle opposizione, fugge ma almeno abbiamo fermato il vostro proposito di cancellare la nostra proposta”, ha spiegato. “La maggioranza non può chiedere tempo, sono passati sette mesi da quando in questa Aula avete votato contro tutte le mozioni delle opposizioni sul salario minimo. Se votate questa sospensiva voi oggi voltate le spalle a quei tre milioni e mezzo di lavoratori che hanno salari da fame con paghe da 4-5 euro l’ora” ha concluso.
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Inps condannata a pagare 20 mila euro a lavoratore esposto ad amianto

    Inps condannata a pagare 20 mila euro a lavoratore esposto ad amianto

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    RAGUSA (ITALPRESS) – Il Tribunale di Ragusa condanna l’Inps a pagare più di 20mila euro di arretrati a un manutentore elettrico che, dal 1968 al 1985 (17 anni), ha lavorato in un’azienda in Sicilia a stretto contatto con l’amianto. Riparava le apparecchiature su un tavolo ricoperto da una coperta d’amianto, esponendosi così quotidianamente alla fibra killer. Il pericolo non terminò neanche quando nel 1985 decise di trasferirsi in un’altro stabilimento dove lavorò per altri 17 anni.
    Date le sue vicissitudini lavorative, il lavoratore ha ottenuto già con sentenza del Tribunale di Ragusa il diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Ma, nonostante la vittoria, la sua battaglia legale non era finita perchè l’Inps ha ricalcolato la pensione del lavoratore in maniera errata e l’uomo si è così rivolto all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.
    Adesso il Tribunale di Ragusa condanna nuovamente l’INPS a riconoscere al lavoratore più di 20mila euro, grazie al ricalcolo basato sulle “migliori retribuzioni” (e non quelle, più basse, percepite dal lavoratore collocato in mobilità negli ultimi anni precedenti alla pensione), inoltre l’ente dovrà pagare anche interessi e spese giudiziarie.
    “Quando la battaglia è giusta, come in questo caso, trovo sconcertante la poca attenzione e il poco riguardo per le vittime dell’amianto – dichiara l’avvocato Bonanni – auspico che, per il futuro, le norme siano interpretate correttamente, secondo criteri che siano rispettosi della nostra Costituzione e dei diritti dei cittadini”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Inps condannata a pagare 20 mila euro a lavoratore esposto ad amianto

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    RAGUSA (ITALPRESS) – Il Tribunale di Ragusa condanna l’Inps a pagare più di 20mila euro di arretrati a un manutentore elettrico che, dal 1968 al 1985 (17 anni), ha lavorato in un’azienda in Sicilia a stretto contatto con l’amianto. Riparava le apparecchiature su un tavolo ricoperto da una coperta d’amianto, esponendosi così quotidianamente alla fibra killer. Il pericolo non terminò neanche quando nel 1985 decise di trasferirsi in un’altro stabilimento dove lavorò per altri 17 anni.
    Date le sue vicissitudini lavorative, il lavoratore ha ottenuto già con sentenza del Tribunale di Ragusa il diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Ma, nonostante la vittoria, la sua battaglia legale non era finita perchè l’Inps ha ricalcolato la pensione del lavoratore in maniera errata e l’uomo si è così rivolto all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.
    Adesso il Tribunale di Ragusa condanna nuovamente l’INPS a riconoscere al lavoratore più di 20mila euro, grazie al ricalcolo basato sulle “migliori retribuzioni” (e non quelle, più basse, percepite dal lavoratore collocato in mobilità negli ultimi anni precedenti alla pensione), inoltre l’ente dovrà pagare anche interessi e spese giudiziarie.
    “Quando la battaglia è giusta, come in questo caso, trovo sconcertante la poca attenzione e il poco riguardo per le vittime dell’amianto – dichiara l’avvocato Bonanni – auspico che, per il futuro, le norme siano interpretate correttamente, secondo criteri che siano rispettosi della nostra Costituzione e dei diritti dei cittadini”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Urso “In atto riflessione sul canone Rai”

    Urso “In atto riflessione sul canone Rai”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Sul canone Rai è in atto una riflessione con il ministro Giorgetti su come esercitare e modificare le modalità. La riflessione si basa su alcuni principi ben chiari: quello di garantire la sostenibilità economica del piano industriale della Rai e quello di garantire al servizio pubblico delle entrate certe”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso dell’audizione in commissione di vigilanza Rai. “Le innovazioni di processo hanno prodotto importanti ricadute, sia in termini concorrenziali sia in ambiti quali la fruizione sicura dei contenuti, il contrasto alla pirateria. Viviamo in piena transizione digitale ed è evidente come il contratto di servizio Rai non possa rimanere impermeabile a simili trasformazioni”, ha aggiunto. “L’articolo 3 del contratto di servizio è dedicato al processo di trasformazione della concessionaria a digital media company. Un processo di transizione che dovrà tradursi in un accesso facile e universale all’offerta del servizio pubblico, grazie ad un approccio multipiattaforma. Ci deve essere un impegno a 360 gradi per rispondere alle esigenze dei cittadini”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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    Urso “In atto riflessione sul canone Rai”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Sul canone Rai è in atto una riflessione con il ministro Giorgetti su come esercitare e modificare le modalità. La riflessione si basa su alcuni principi ben chiari: quello di garantire la sostenibilità economica del piano industriale della Rai e quello di garantire al servizio pubblico delle entrate certe”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso dell’audizione in commissione di vigilanza Rai. “Le innovazioni di processo hanno prodotto importanti ricadute, sia in termini concorrenziali sia in ambiti quali la fruizione sicura dei contenuti, il contrasto alla pirateria. Viviamo in piena transizione digitale ed è evidente come il contratto di servizio Rai non possa rimanere impermeabile a simili trasformazioni”, ha aggiunto. “L’articolo 3 del contratto di servizio è dedicato al processo di trasformazione della concessionaria a digital media company. Un processo di transizione che dovrà tradursi in un accesso facile e universale all’offerta del servizio pubblico, grazie ad un approccio multipiattaforma. Ci deve essere un impegno a 360 gradi per rispondere alle esigenze dei cittadini”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
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