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  • Crosetto “Il Patto di stabilità spada di Damocle sui conti italiani”

    Crosetto “Il Patto di stabilità spada di Damocle sui conti italiani”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La spada di Damocle è il ritorno alle regole originarie del Patto di stabilità: è impossibile portare i bilanci degli Stati al rispetto dei parametri ordinari”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il ministro della Difesa Guido Crosetto indica la linea del governo italiano sulla revisione delle regole fiscali europee. A Bruxelles chiede un cambio di passo: “Serve un approccio da statisti, non da miopi”.
    “Sui giornali leggo calcoli fatti sul Def, che contano un ammanco di 20 miliardi, ma la manovra si fa sulla Nota di aggiornamento al Def – spiega -. Attenderei quella per capire le effettive esigenze di politica economica”. “Non penso – aggiunge – che, quando va a Bruxelles, il mio collega Giorgetti si metta a discutere dell’asticella del deficit, piuttosto di una prospettiva più ampia. La spada di Damocle, per il 2024, è il ritorno alle regole originarie del Patto di stabilità. In una fase di crisi economica e industriale ritengo impossibile portare i bilanci degli Stati al rispetto dei parametri ordinari. Bisogna cambiare la natura della discussione: il mondo è cambiato”.
    “Il tema – sottolinea – non è il valore del deficit da rispettare, ma il futuro dell’Europa. Sono in corso enormi cambiamenti: la transizione ecologica, la carenza di materie prime e l’avanzamento dei Brics impongono la ridefinizione dei parametri del Patto di stabilità dal puro ragionamento tecnico. Serve una visione di politica macroeconomica che guardi almeno ai prossimi 10-15 anni”.
    Il tema dei parametri del Patto resta, a partire dal tetto del 3% al deficit e del 60% al debito, in rapporto al Pil, che per la Ue vanno ripristinati. “Insisto – ribadisce Crosetto -. Non si possono affrontare questi temi come si affrontavano due
    o tre anni fa”. “Serve un mix di soluzioni – aggiunge -. Se vogliamo attrarre investimenti in alcuni settori fondamentali per il futuro dell’Europa, come la transizione industriale e digitale o altra spese, allora dobbiamo escludere questi investimenti dal Patto di stabilità. Non è più il tempo di dire ‘abbiamo sempre fatto così’. Serve un approccio da statisti, non da miopi”.
    Una strada è far sponda con la Francia. Ma quali possibilità ci sono, dato che, in questo momento, non c’è una linea comune sulla politica estera, come rivela il caso Niger? Secondo lei, bisogna trovare un canale diplomatico con i golpisti: “No, si sbaglia. Non ho mai detto che bisogna trovare un canale diplomatico con i golpisti. Anzi. Ho chiesto e ricevuto informazioni su eventuali, possibili, pericoli per il contingente militare italiano, la mia prima preoccupazione, e ho chiesto di capire se l’atteggiamento era bellicoso o tollerante: era tollerante. In ogni caso, la decisione su cosa fare in Niger deve essere presa in modo condiviso e a livello europeo, non può essere un Paese solo a decidere. Non esiste una difficoltà con la Francia, esiste un approccio diverso nella politica estera tra due Paesi”.
    Ed alla domanda se si proverà ad agganciare la Francia per evitare il ritorno alle vecchie regole fiscali, risponde: “Il tema interessa anche loro. Se riusciamo a mettere insieme più Paesi, possiamo definire una linea più forte e sperare che diventi quella di tutta l’Europa. Ma per arrivare a 27 Paesi bisogna iniziare da uno, poi arrivare a due, tre e così via”.
    Tornando alla manovra, dice: “La regia è del presidente del Consiglio di concerto con il ministro all’Economia. Le proposte le fanno tutti i ministri, poi serve una sintesi che si trova in Cdm dove il premier è ilprimus inter pares. Il punto è concentrarsi non solo sulle risorse da trovare: l’azione di governo deve guardare alla costruzione di un humus economico per spingere gli investimenti e far crescere il Pil”. “C’è un grande lavoro da fare su burocrazia, leggi, infrastrutture, fiscalità di vantaggio – prosegue -. Non dobbiamo puntare solo sulla spesa pubblica, ma aumentare la ricchezza privata. Le manovre non sono un’operazione di cassa”.
    “La tassa sulle banche – spiega – ha una logica contingente. Viviamo in un Paese in cui il comparto ha registrato utili mai visti, superiori alle previsioni, e famiglie che pagano mutui senza precedenti: un travaso ci sta. Questo non significa demonizzare gli utili, ma un intervento, limitato nel tempo”.
    “In una fase di crisi economica e sociale, come quella che questo governo si trova a gestire, il primo dovere è mettere in sicurezza la parte del Paese che rischia di morire. Se non ho soldi per tutti e ho una famiglia con cinque figli scelgo di aiutare il più debole”, sottolinea Crosetto, che aggiunge: “Il ceto medio è diventato quello con i redditi più bassi, un grande pout-pourri in cui ci sono gli artigiani, gli agricoltori, le partite Iva e dove sono finiti anche i lavoratori che pagano il conto dell’inflazione. Non abbiamo dimenticato il ceto medio: il nostro obiettivo di legislatura è ricostruirlo, dandogli la possibilità di riprendersi quello che aveva”.
    Sul caso Vannacci con Giorgia Meloni “ci siamo sentiti in più occasioni per vari motivi. Un suo intervento pubblico non era necessario”. Ed alla domanda su Cicchitto che dice che dietro Vannacci ci potrebbe essere la mano di Putin, risponde: “Non parlo di un caso su cui sono in corso i necessari accertamenti”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Dumfries e poi Lautaro, l’Inter vince anche a Cagliari

    Dumfries e poi Lautaro, l’Inter vince anche a Cagliari

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    CAGLIARI (ITALPRESS) – Due gol, come contro il Monza. L’Inter risponde a Milan e Napoli vincendo 2-0 in casa del Cagliari, decisive le reti di Dumfries e Lautaro Martinez messe a segno nel primo tempo. Buona prova da parte dei nerazzurri che non falliscono l’occasione e agganciano due dirette concorrenti per lo scudetto.
    Quella della Unipol Domus non è stata comunque una gara semplice. Simone Inzaghi ha scelto gli stessi undici scesi in campo contro i brianzoli – con Thuram e Lautaro in attacco -, Ranieri ha confermato il solito 4-4-2 con Pavoletti e Oristanio in avanti, supportati in cabina di regia da Makoumbou e Sulemana. Ritmi subito elevati coi padroni di casa che hanno provato ad attaccare immediatamente la compagine interista, ma la prima occasione è capitata a Lautaro, col palo colpito al 14′. Col passare dei minuti Barella e compagni hanno alzato il baricentro e sono bastati 21 minuti a Dumfries, su assist di Thuram dopo un errore a centrocampo da parte dei sardi, per trovare il diagonale vincente. Il raddoppio è arrivato al 30′ con Lautaro Martinez, servito da Dimarco: chirurgico il piazzato da dentro l’area al termine di un’azione di contropiede. L’infortunio di Pavoletti al 35′ ha stravolto lo schema tattico dei rossoblù, lo stesso Ranieri ha tentato il tutto per tutto inserendo Di Pardo e cambiando l’approccio nel secondo tempo. I secondi 45 minuti hanno avuto un’intensità differente, con la squadra di Inzaghi che ha gestito senza quasi mai andare in affanno: i padroni di casa hanno abbozzato una reazione senza mai impegnare Yann Sommer. Al 27′ il Cagliari ha protestato in maniera veemente contro Fabbri per un contatto tra Luvumbo e Cuadrado, ma il fischietto di Ravenna ha deciso di lasciar correre. L’unico a creare qualche problema alla compagine interista è stato proprio l’attaccante angolano, mal supportato dai compagni: l’Inter invece ha sprecato il 3-0 colpendo il palo con Calhanoglu a quattro minuti dal termine. L’occasione per riaprire la sfida ce l’ha avuta Azzi, ma Sommer ha neutralizzato il tiro con un ottimo intervento. Nel prossimo turno il Cagliari andrà in casa del Bologna mentre l’Inter accoglierà la Fiorentina a San Siro.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Dumfries e poi Lautaro, l’Inter vince anche a Cagliari

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    CAGLIARI (ITALPRESS) – Due gol, come contro il Monza. L’Inter risponde a Milan e Napoli vincendo 2-0 in casa del Cagliari, decisive le reti di Dumfries e Lautaro Martinez messe a segno nel primo tempo. Buona prova da parte dei nerazzurri che non falliscono l’occasione e agganciano due dirette concorrenti per lo scudetto.
    Quella della Unipol Domus non è stata comunque una gara semplice. Simone Inzaghi ha scelto gli stessi undici scesi in campo contro i brianzoli – con Thuram e Lautaro in attacco -, Ranieri ha confermato il solito 4-4-2 con Pavoletti e Oristanio in avanti, supportati in cabina di regia da Makoumbou e Sulemana. Ritmi subito elevati coi padroni di casa che hanno provato ad attaccare immediatamente la compagine interista, ma la prima occasione è capitata a Lautaro, col palo colpito al 14′. Col passare dei minuti Barella e compagni hanno alzato il baricentro e sono bastati 21 minuti a Dumfries, su assist di Thuram dopo un errore a centrocampo da parte dei sardi, per trovare il diagonale vincente. Il raddoppio è arrivato al 30′ con Lautaro Martinez, servito da Dimarco: chirurgico il piazzato da dentro l’area al termine di un’azione di contropiede. L’infortunio di Pavoletti al 35′ ha stravolto lo schema tattico dei rossoblù, lo stesso Ranieri ha tentato il tutto per tutto inserendo Di Pardo e cambiando l’approccio nel secondo tempo. I secondi 45 minuti hanno avuto un’intensità differente, con la squadra di Inzaghi che ha gestito senza quasi mai andare in affanno: i padroni di casa hanno abbozzato una reazione senza mai impegnare Yann Sommer. Al 27′ il Cagliari ha protestato in maniera veemente contro Fabbri per un contatto tra Luvumbo e Cuadrado, ma il fischietto di Ravenna ha deciso di lasciar correre. L’unico a creare qualche problema alla compagine interista è stato proprio l’attaccante angolano, mal supportato dai compagni: l’Inter invece ha sprecato il 3-0 colpendo il palo con Calhanoglu a quattro minuti dal termine. L’occasione per riaprire la sfida ce l’ha avuta Azzi, ma Sommer ha neutralizzato il tiro con un ottimo intervento. Nel prossimo turno il Cagliari andrà in casa del Bologna mentre l’Inter accoglierà la Fiorentina a San Siro.
    – foto LivePhotoSport –
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  • Conte “Meloni disperata, usa strumenti di distrazione di massa”

    Conte “Meloni disperata, usa strumenti di distrazione di massa”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Le agenzie di stampa hanno battuto da pochi minuti le parole pronunciate dalla presidente Meloni nel Consiglio dei Ministri odierno. I propositi annunciati dalla premier sono preoccupanti: ha detto di voler continuare nel solco della scorsa manovra per assecondare la crescita del Paese e per proseguire nell’aiuto alle fasce più fragili della popolazione.
    Quale realtà parallela vive Giorgia Meloni? In quale metaverso le sue politiche hanno favorito lo sviluppo delle imprese e arginato il disagio sociale delle famiglie in difficoltà? Siamo di fronte ad una ricostruzione curiosa se pensiamo ai favori elargiti a corrotti ed evasori, alla guerra che la maggioranza ha perpetrato con accanimento terapeutico contro i più deboli, contro il reddito di cittadinanza e contro un salario minimo per combattere il lavoro povero”. Lo afferma su Facebook il leader dei 5stelle Giuseppe Conte, commentando quanto dichiarato dal premier nel corso dell’odierno Consiglio dei Ministri.
    “Per continuare in questa direzione nel segno dell’austerità e della ingiustizia sociale Meloni e la sua cricca hanno bisogno evidente di strumenti di distrazione di massa, di capri espiatori. La premier costruisce oggi il castello di carte con cui domani giustificherà agli italiani una manovra improntata agli zero virgola, senza nulla per lavoratori e imprese.
    E’ questa l’unica plausibile ragione per cui oggi la Presidente Meloni è tornata sul passato muovendo ridicole accuse al Superbonus 110%, già spazzate via dal Rapporto annuale della Guardia di Finanza – uscito appena due mesi fa – e dal consigliere economico del ministro Giorgetti del Mef.
    Giorgia Meloni ha omesso di riferire che la Guardia di Finanza ha accertato che dal novembre 2021 al giugno di quest’anno sono stati sequestrati crediti fiscali inesistenti legati al Superbonus per soli 360 milioni, ovvero solo lo 0,5% del valore totale dei crediti fiscali da Superbonus” ha aggiunto il leader pentastellato.
    “Oggi abbiamo la certezza che Giorgia Meloni è disperata, al punto da dover imbastire una narrazione di comodo sulla manovra già negli ultimi giorni di un agosto che gli italiani ricorderanno per la speculazione governativa sul caro-benzina e per l’indifferenza governativa per il caro-vita. Ma la Presidente Meloni pensa davvero che gli italiani, a partire dai suoi stessi elettori, siano davvero così accecati? Questa è la dimostrazione plastica di un Governo allo sbando, pronto nuovamente a stringere la cinghia alle famiglie e alle imprese italiane. Troveranno sulla loro strada un Movimento determinato ad impedire questo nuovo giro di vite nel Paese” conclude Giuseppe Conte.

    foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • Conte “Meloni disperata, usa strumenti di distrazione di massa”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Le agenzie di stampa hanno battuto da pochi minuti le parole pronunciate dalla presidente Meloni nel Consiglio dei Ministri odierno. I propositi annunciati dalla premier sono preoccupanti: ha detto di voler continuare nel solco della scorsa manovra per assecondare la crescita del Paese e per proseguire nell’aiuto alle fasce più fragili della popolazione.
    Quale realtà parallela vive Giorgia Meloni? In quale metaverso le sue politiche hanno favorito lo sviluppo delle imprese e arginato il disagio sociale delle famiglie in difficoltà? Siamo di fronte ad una ricostruzione curiosa se pensiamo ai favori elargiti a corrotti ed evasori, alla guerra che la maggioranza ha perpetrato con accanimento terapeutico contro i più deboli, contro il reddito di cittadinanza e contro un salario minimo per combattere il lavoro povero”. Lo afferma su Facebook il leader dei 5stelle Giuseppe Conte, commentando quanto dichiarato dal premier nel corso dell’odierno Consiglio dei Ministri.
    “Per continuare in questa direzione nel segno dell’austerità e della ingiustizia sociale Meloni e la sua cricca hanno bisogno evidente di strumenti di distrazione di massa, di capri espiatori. La premier costruisce oggi il castello di carte con cui domani giustificherà agli italiani una manovra improntata agli zero virgola, senza nulla per lavoratori e imprese.
    E’ questa l’unica plausibile ragione per cui oggi la Presidente Meloni è tornata sul passato muovendo ridicole accuse al Superbonus 110%, già spazzate via dal Rapporto annuale della Guardia di Finanza – uscito appena due mesi fa – e dal consigliere economico del ministro Giorgetti del Mef.
    Giorgia Meloni ha omesso di riferire che la Guardia di Finanza ha accertato che dal novembre 2021 al giugno di quest’anno sono stati sequestrati crediti fiscali inesistenti legati al Superbonus per soli 360 milioni, ovvero solo lo 0,5% del valore totale dei crediti fiscali da Superbonus” ha aggiunto il leader pentastellato.
    “Oggi abbiamo la certezza che Giorgia Meloni è disperata, al punto da dover imbastire una narrazione di comodo sulla manovra già negli ultimi giorni di un agosto che gli italiani ricorderanno per la speculazione governativa sul caro-benzina e per l’indifferenza governativa per il caro-vita. Ma la Presidente Meloni pensa davvero che gli italiani, a partire dai suoi stessi elettori, siano davvero così accecati? Questa è la dimostrazione plastica di un Governo allo sbando, pronto nuovamente a stringere la cinghia alle famiglie e alle imprese italiane. Troveranno sulla loro strada un Movimento determinato ad impedire questo nuovo giro di vite nel Paese” conclude Giuseppe Conte.

    foto: Agenzia Fotogramma

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  • Tim, Giorgetti “Partecipazione MEF fino a un massimo di 2,2 miliardi”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Speriamo che con questa azione si possa dare un quadro stabile e definitivo a una vicenda che vive una situazione di impasse e che, nei prossimi mesi, potrebbe avere una soluzione definitiva”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante la conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri di oggi, illustrando i decreti approvati su Tim. “Consideriamo la rete di telecomunicazioni, in particolare quella che fa riferimento all’implementazione della fibra, come decisiva per il futuro del Paese”. “Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che sostanzialmente autorizza a partecipare all’operazione di offerta e di acquisto, fino a un massimo del 20%, della Netco di Tim, insieme a KKR ed eventualmente altri soggetti nazionali” ha aggiunto il ministro. “La partecipazione sarà di minoranza per un importo massimo di 2,2 miliardi, ma è finalizzata ad assicurare l’utilizzo dei poteri speciali”. Quindi su un coinvolgimento di Cassa Depositi e prestiti nell’ambito dell’operazione sulla rete di Tim, ha concluso: “E’ possibile, tenendo conto dei vincoli dell’Antitrust”.

    Foto: Agenzia Fotogramma

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  • Tim, Giorgetti “Partecipazione MEF fino a un massimo di 2,2 miliardi”

    Tim, Giorgetti “Partecipazione MEF fino a un massimo di 2,2 miliardi”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Speriamo che con questa azione si possa dare un quadro stabile e definitivo a una vicenda che vive una situazione di impasse e che, nei prossimi mesi, potrebbe avere una soluzione definitiva”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante la conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri di oggi, illustrando i decreti approvati su Tim. “Consideriamo la rete di telecomunicazioni, in particolare quella che fa riferimento all’implementazione della fibra, come decisiva per il futuro del Paese”. “Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che sostanzialmente autorizza a partecipare all’operazione di offerta e di acquisto, fino a un massimo del 20%, della Netco di Tim, insieme a KKR ed eventualmente altri soggetti nazionali” ha aggiunto il ministro. “La partecipazione sarà di minoranza per un importo massimo di 2,2 miliardi, ma è finalizzata ad assicurare l’utilizzo dei poteri speciali”. Quindi su un coinvolgimento di Cassa Depositi e prestiti nell’ambito dell’operazione sulla rete di Tim, ha concluso: “E’ possibile, tenendo conto dei vincoli dell’Antitrust”.

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  • Samardzic illude l’Udinese, Dia salva la Salernitana

    Samardzic illude l’Udinese, Dia salva la Salernitana

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    SALERNO (ITALPRESS) – All’Arechi Salernitana e Udinese pareggiano 1-1 nel posticipo della seconda giornata di Serie A: succede tutto nella ripresa con Dia che risponde all’iniziale vantaggio di Samardzic. Partita per lunghi tratti dai ritmi bassi e con poche giocate di qualità: risultato giusto tra due squadre ancora in fase di rodaggio. Sousa conferma quasi in blocco la stessa formazione capace di pareggiare all’Olimpico contro la Roma, mentre Sottil rimpiazza il partente Beto (direzione Everton) col giovane Lucca. Torna titolare Samardzic dopo la turbolenta estate di mercato vissuta sull’asse Udine-Milano. Primo tempo a reti bianche a Salerno con l’Udinese che prova ad aggredire alta la squadra di casa nella sua metà campo; dall’altra parte, i granata mostrano una manovra lenta e macchinosa che non soddisfa affatto Sousa. L’unica chance degna di nota prodotta dai padroni di casa è il tiro a giro di Bohinen al 38′ di poco a lato. L’Udinese si dimostra più reattiva della Salernitana sulle seconde palle e sfiora la rete del vantaggio in due occasioni sul finale di tempo. Prima ci prova di testa Lucca al 45′ impegnando Ochoa; quest’ultimo, poi, nel recupero, vola verso l’incrocio ed evita il goffo autogol di Pirola. Prima frazione poco spettacolare e con occasioni degne di nota soltanto nei minuti finali. Dopo un avvio di secondo tempo blando, l’Udinese con una fiammata improvvisa sblocca il match. Al 57′ i due uomini più attesi della serata, Lucca e Samardzic, costruiscono la rete del 1-0: Kamara dall’esterno crossa per l’ex Ajax, la cui sponda viene raccolta dal serbo che incrocia la conclusione e batte Ochoa. La Salernitana sembra accusare il contraccolpo psicologico per il gol subito, ma, proprio in una delle rare occasioni in cui Dia e Candreva vengono innescati, i granata trovano il pareggio. Al 72′ Candreva imbuca in verticale per il senegalese, bravo a trafiggere Silvestri con un tiro rasoterra. Ottimo l’ingresso per la Salernitana del neoacquisto Martegani, vicino al gol del 2-1 all’80’ con un violento sinistro sul primo palo. Nel finale l’inerzia della partita sembra volgere in favore dei granata, ma l’Udinese resiste.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Meloni “Dobbiamo essere pronti a fare di più e meglio”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Mi auguro che abbiate trascorso bene le vacanze, e che vi siate riposati abbastanza perchè abbiamo tanto lavoro da fare e un’agenda estremamente impegnativa. Abbiamo appena compiuto dieci mesi di governo, al primo anno mancano solo due mesi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in apertura del primo Consiglio del Ministri dopo la pausa estiva. “Un momento che ci ha consentito di fare un bilancio di questi 10 mesi, singolarmente e come squadra. Da una parte dobbiamo essere soddisfatti, dall’altra dobbiamo essere pronti a fare di più e meglio. Ora abbiamo maggiore esperienza, sul funzionamento, sui rischi. Da tutto si impara, soprattutto dagli errori. Ci aspetta un anno molto impegnativo che culminerà con le elezioni europee e la presidenza italiana del G7. Serve il massimo della compattezza, della determinazione, della concentrazione” ha rimarcato il premier. “Il primo appuntamento che abbiamo davanti è la scrittura della legge di bilancio, la più politica tra le leggi che un governo possa fare. E’ la legge principale sulla quale si basa tutto il resto e sulla base della quale programmare la nostra agenda. L’anno scorso, come sapete, abbiamo vissuto un momento di eccezionalità: il governo si è insediato il 25 ottobre e abbiamo dovuto scrivere la legge di bilancio in pochissimo tempo, e sulla base di emergenze che dovevamo affrontare, prima tra tutte quella energetica, che ha assorbito due terzi della manovra. Una scelta che ha consentito di mettere in sicurezza famiglie e imprese, il nostro tessuto produttivo. Questo non ci ha impedito di lanciare alcuni segnali importanti e di tracciare una direzione: penso al taglio del cuneo fiscale o alle risorse che abbiamo scelto di destinare alla famiglia, a partire dall’aumento dell’assegno unico. Misure che hanno tracciato una direzione. Direzione che ora dobbiamo consolidare e rafforzare” ha aggunto il Premier. “Il Ministro Giorgetti farà il punto e traccerà il quadro complessivo entro il quale ci muoviamo e ci muoveremo. Io intendo limitarmi ad alcune riflessioni e indicazioni. La prossima legge di bilancio dovrà essere, come è stata quella dello scorso anno, seria, per supportare la crescita, aiutare le fasce più deboli, dare slancio a chi produce e mettere soldi in tasca a famiglie e imprese. Finora abbiamo conseguito risultati molto importanti, superiori a quelli della Germania e della Francia, i mercati hanno premiato le nostre scelte, lo spread è basso, i dati sull’occupazione sono ottimi, il Pil nel primo semestre ha sorpreso tutti gli analisti, l’andamento delle entrate fiscali è positivo. Ma dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra. Tutti gli osservatori ci dicono che la congiuntura si sta facendo più difficile, a partire dal rallentamento dell’economia tedesca che si ripercuote in tutta Europa e sul nostro tessuto industriale. Quindi le risorse disponibili devono essere usate con la massima attenzione” ha aggiunto la Meloni. “La prima scadenza che abbiamo davanti è quella del 27 settembre. Entro quella data dovremo presentare alle Camere la Nadef, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il documento di riferimento per lo scenario macroeconomico che ci servirà per indirizzare il nostro lavoro. E’ un documento importante che descriverà in che modo vogliamo orientare la nostra azione” ha affermato Giorgia Meloni. “E’ presto per dire, nel dettaglio, il quadro delle misure della prossima legge di bilancio ma il nostro obiettivo è confermare il taglio del cuneo fiscale, che rappresenta un provvedimento concreto che arriva ogni mese nella busta paga dei lavoratori. I prezzi dell’energia sono notevolmente più bassi rispetto a quelli di un anno fa, possiamo liberare altre risorse finanziarie, dobbiamo incrementare i fondi per le politiche demografiche e la natalità. Il Mef è al lavoro ma decideremo insieme su cosa concentrare gli interventi, con rigore e attenzione all’equilibrio del bilancio dello Stato. Di certo non possiamo permetterci sprechi, stiamo pagando in maniera pesante il disastro del Superbonus 110% e invito il ministro dell’Economia Giorgetti a illustrarci tra poco i numeri di questa tragedia contabile che pesa sulle spalle di tutti gli italiani. Vi anticipo alcuni numeri: nel complesso dei bonus edilizi introdotti dal Governo Conte 2, compreso il bonus facciate, i documenti dell’Agenzia dell’Entrate ci dicono esserci più di 12 miliardi di irregolarità. Alla faccia di chi accusa il centrodestra di essere ‘amicò di evasori e truffatori. Grazie a norme scritte malissimo si è consentita la più grande truffa ai danni dello Stato. Noi dobbiamo occuparci di coloro che, per queste norme, ora rischiano di trovarsi per strada” ha concluso il Presidente del Consiglio.

    Foto: Agenzia Fotogramma

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  • Meloni “Dobbiamo essere pronti a fare di più e meglio”

    Meloni “Dobbiamo essere pronti a fare di più e meglio”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Mi auguro che abbiate trascorso bene le vacanze, e che vi siate riposati abbastanza perchè abbiamo tanto lavoro da fare e un’agenda estremamente impegnativa. Abbiamo appena compiuto dieci mesi di governo, al primo anno mancano solo due mesi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in apertura del primo Consiglio del Ministri dopo la pausa estiva. “Un momento che ci ha consentito di fare un bilancio di questi 10 mesi, singolarmente e come squadra. Da una parte dobbiamo essere soddisfatti, dall’altra dobbiamo essere pronti a fare di più e meglio. Ora abbiamo maggiore esperienza, sul funzionamento, sui rischi. Da tutto si impara, soprattutto dagli errori. Ci aspetta un anno molto impegnativo che culminerà con le elezioni europee e la presidenza italiana del G7. Serve il massimo della compattezza, della determinazione, della concentrazione” ha rimarcato il premier. “Il primo appuntamento che abbiamo davanti è la scrittura della legge di bilancio, la più politica tra le leggi che un governo possa fare. E’ la legge principale sulla quale si basa tutto il resto e sulla base della quale programmare la nostra agenda. L’anno scorso, come sapete, abbiamo vissuto un momento di eccezionalità: il governo si è insediato il 25 ottobre e abbiamo dovuto scrivere la legge di bilancio in pochissimo tempo, e sulla base di emergenze che dovevamo affrontare, prima tra tutte quella energetica, che ha assorbito due terzi della manovra. Una scelta che ha consentito di mettere in sicurezza famiglie e imprese, il nostro tessuto produttivo. Questo non ci ha impedito di lanciare alcuni segnali importanti e di tracciare una direzione: penso al taglio del cuneo fiscale o alle risorse che abbiamo scelto di destinare alla famiglia, a partire dall’aumento dell’assegno unico. Misure che hanno tracciato una direzione. Direzione che ora dobbiamo consolidare e rafforzare” ha aggunto il Premier. “Il Ministro Giorgetti farà il punto e traccerà il quadro complessivo entro il quale ci muoviamo e ci muoveremo. Io intendo limitarmi ad alcune riflessioni e indicazioni. La prossima legge di bilancio dovrà essere, come è stata quella dello scorso anno, seria, per supportare la crescita, aiutare le fasce più deboli, dare slancio a chi produce e mettere soldi in tasca a famiglie e imprese. Finora abbiamo conseguito risultati molto importanti, superiori a quelli della Germania e della Francia, i mercati hanno premiato le nostre scelte, lo spread è basso, i dati sull’occupazione sono ottimi, il Pil nel primo semestre ha sorpreso tutti gli analisti, l’andamento delle entrate fiscali è positivo. Ma dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra. Tutti gli osservatori ci dicono che la congiuntura si sta facendo più difficile, a partire dal rallentamento dell’economia tedesca che si ripercuote in tutta Europa e sul nostro tessuto industriale. Quindi le risorse disponibili devono essere usate con la massima attenzione” ha aggiunto la Meloni. “La prima scadenza che abbiamo davanti è quella del 27 settembre. Entro quella data dovremo presentare alle Camere la Nadef, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il documento di riferimento per lo scenario macroeconomico che ci servirà per indirizzare il nostro lavoro. E’ un documento importante che descriverà in che modo vogliamo orientare la nostra azione” ha affermato Giorgia Meloni. “E’ presto per dire, nel dettaglio, il quadro delle misure della prossima legge di bilancio ma il nostro obiettivo è confermare il taglio del cuneo fiscale, che rappresenta un provvedimento concreto che arriva ogni mese nella busta paga dei lavoratori. I prezzi dell’energia sono notevolmente più bassi rispetto a quelli di un anno fa, possiamo liberare altre risorse finanziarie, dobbiamo incrementare i fondi per le politiche demografiche e la natalità. Il Mef è al lavoro ma decideremo insieme su cosa concentrare gli interventi, con rigore e attenzione all’equilibrio del bilancio dello Stato. Di certo non possiamo permetterci sprechi, stiamo pagando in maniera pesante il disastro del Superbonus 110% e invito il ministro dell’Economia Giorgetti a illustrarci tra poco i numeri di questa tragedia contabile che pesa sulle spalle di tutti gli italiani. Vi anticipo alcuni numeri: nel complesso dei bonus edilizi introdotti dal Governo Conte 2, compreso il bonus facciate, i documenti dell’Agenzia dell’Entrate ci dicono esserci più di 12 miliardi di irregolarità. Alla faccia di chi accusa il centrodestra di essere ‘amicò di evasori e truffatori. Grazie a norme scritte malissimo si è consentita la più grande truffa ai danni dello Stato. Noi dobbiamo occuparci di coloro che, per queste norme, ora rischiano di trovarsi per strada” ha concluso il Presidente del Consiglio.

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