Categoria: Italpress

  • Contratto terziario, sindacati in piazza a Bologna per il rinnovo

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    BOLOGNA (ITALPRESS) – “Il contratto ci spetta”, “è l’ora del rinnovi” sono gli slogan, le parole d’ordine che campeggiano sul podio della Assemblea intersettoriale Unitaria FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS che si è svolta stamattina a Bologna in Piazza Lucio Dalla, una moderna struttura architettonica che ha Accolto oltre mille delegati provenienti da tutta Italia.
    Il tema è noto, oltre sette milioni di lavoratrici e lavoratori del commercio, turismo e servizi sono in attesa del rinnovo dei contratti di lavoro scaduti ormai da diversi anni: da qui la mobilitazione molto partecipata per sollecitare un avanzamento dei negoziati e denunciare lo stallo delle trattative e l’ormai insostenibile situazione di lavoratrici e lavoratori alle prese con una inflazione che erode inesorabilmente il potere d’acquisto dei loro salari.
    I tre principali sindacati lamentano l’ingiustificato atteggiamento di rinvio in riferimento alle trattative di rinnovo in settori come il Terziario Distribuzione Servizi, il Turismo dagli alberghi alle agenzie Di Viaggio, le Aziende Termali dall’Estetica agli Studi Professionali e Tanti altri comparti che dal 2020 hanno subito i danni causati dalla crisi pandemica, da quella bellica dell’Ucraina fino ad una inflazione attuale fuori controllo. Per i sindacati, mentre i settori interessati registrano una ripresa e un aumento dei fatturati, a questo non corrisponde un rinnovo dei contratti ed adeguamento dei salari per lavoratori e lavoratrici e questo frena la ripresa necessaria per il sistema Italia.
    “Il governo deve agevolare il rinnovo dei contratti nazionali” ha detto Fabrizio Russo Segretario generale della Filcams Cgil, “I rinnovi devono essere definiti entro la fine dell’anno, il contratto nazionale rappresenta
    una priorità, se non dovessero essere rinnovati entro il 2023 si proseguirà con la mobilitazione e si arriverà anche allo sciopero, perchè la tenuta del paese è a rischio. 15 rinnovi tra i più importanti non si stanno verificando da troppi anni: 7 milioni di lavoratori coinvolti non possono più aspettare”.
    Per Davide Guarini segretario generale della FISASCAT CISL “la tenuta del Paese è a rischio perchè i 7 milioni che non hanno il rinnovo del contratto, non hanno aumento della capacità di acquisto e spesa, poi abbiamo necessità anche di adeguare tutti gli aspetti normativi all’interno dei contratti che sono molto datati: il governo deve supportare la contrattazione, attraverso interventi di riduzione della tassazione, bene l’intervento sul cuneo fiscale, ma deve diventare strutturale, e deve dare risposte sul piano della riforma fiscale complessiva a favore di una riduzione delle tasse per tutti”.
    Per Paolo Andreani, segretario generale della UILTUCS, “da troppo tempo si perde salario, abbiamo bisogno di dare una sterzata: ci sono troppi precari e part time, troppo lavoro povero, troppo lavoro domenicale, abbiamo bisogno che l’occupazione abbia salario. Il Governo deve detassare gli aumenti contrattuali, si dà una mano all’impresa e si dà una mano ai salari dei lavoratori: quando ci sono troppe persone che hanno salari poveri e che non hanno previdenza in prospettiva, prima o poi si arriva al dunque: bisogna invertire la tendenza”.
    -foto ufficio stampa Uiltucs-
    (ITALPRESS).

  • E’ morto Tony Bennett

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    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 96 anni, Tony Bennett, pseudonimo di Anthony Dominick Benedetto, considerato l’ultimo grande crooner americano, dopo la morte di Dean Martin, Frank Sinatra e Perry Como.
    Bennett vanta una carriera di oltre settanta anni ed è vincitore, tra gli altri, di 20 Grammy Awards e di 2 Emmy Awards. Con oltre 100 album all’attivo, è stato nominato NEA Jazz Master ed è entrato a far parte del Kennedy Center Honors. Nel 1950 firma il suo primo contratto con l’etichetta di Frank Sinatra, la Columbia Records. Il suo primo singolo di successo si intitola “Because of You”, prodotto in realtà da Mitch Miller e orchestrato da Percy Faith, e resta in vetta nelle classifiche per quasi tre mesi, vendendo oltre un milione di copie. E’ il momento del successo, grazie anche a brani come “Cold, Cold Heart”, “Blue Velvet” e “Stranger in Paradise”.
    Tra il 1952 e il 1954 riesce ad esibirsi anche sei o sette volte al giorno, davanti a folle di giovani in delirio per lui.
    Il momento di svolta è il 1955 che segna il suo passaggio al jazz, sebbene non in modo definitivo. L’album che lo documenta è “The Beat of My Heart”, dove suona con Herbie Mann e Nat Adderley.
    Ad aumentare di molto la sua popolarità ci pensa la tv, con il “Tony Bennett Show”, in onda d’estate e seguitissimo dagli americani. Nel 1962, anno nel quale si esibisce anche al Carnegie Hall con ben 44 canzoni e un’orchestra di fenomeni del jazz, incide anche il brano più rappresentativo della sua carriera, “I left my heart in San Francisco”, con il quale vince due Grammy Awards. L’album omonimo, diventa disco d’oro.
    Cade in una forte tossicodipendenza e, quando il suo secondo matrimonio è sul punto di fallire, dopo avergli dato altri due figli, nel 1979 va in overdose. Chiede aiuto a suo figlio Danny Bennett, che da quel momento si prende cura di lui.
    Negli anni ’80 e ’90, Bennett si riprende tutta la sua popolarità, firmando nuovamente per la Columbia e intraprendendo una serie di collaborazioni in studio e dal vivo insieme ad artisti diversi tra loro, ma proprio per questo di grande impatto. Appare in alcuni film come “The scout” nel 1994, in “Terapia e pallottole”, del 1999, e nel famoso film “Una settimana da Dio”, datato 2003 e con protagonista Jim Carrey.
    Dopo oltre cinquanta milioni di dischi venduti, nel 1997 viene inserito nella “Big Band Jazz & Hall of Fame” e nel 2000 riceve anche un Grammy alla carriera. Pubblica nel 1997 una sua autobiografia, dal titolo “The Good life”.
    Nel 2011, pubblica “Duets”, album ancora una volta firmato dalla Columbia. Con questo lavoro, diventa in assoluto l’artista più vecchio ad ottenere il primo posto in classifica. L’album contiene anche l’ultima canzone incisa in vita da Amy Winehouse.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Il Gruppo Cedat85 entra a far parte della Fondazione Roma Expo 2030

    Il Gruppo Cedat85 entra a far parte della Fondazione Roma Expo 2030

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    ROMA (ITALPRESS) – Cedat85 entra ufficialmente a far parte della Fondazione Roma Expo 2030 in qualità di Partner. Fondata da Unindustria, CNA Roma, Coldiretti Roma, Confcommercio Roma, Federlazio, Ance Roma-ACER e Confesercenti, la Fondazione Roma Expo 2030 contribuisce concretamente alla sfida della candidatura di Roma dimostrando il vivo interesse e la piena condivisione di un grande progetto da parte di tutto il sistema imprenditoriale della Città. In qualità di “Official Candidacy Partner” del Comitato, la Fondazione affianca il Comitato promotore Istituzionale a supporto della candidatura di Roma ad ospitare l’Esposizione Universale nel 2030, promuovendo il valore dell’Expo anche autonomamente presso le forze sociali e produttive del territorio regionale e nazionale, e contribuendo ad allargare il consenso della candidatura a tutta la società civile. Costituitasi il 18 luglio 2022, la Fondazione Roma Expo 2030 è aperta all’ingresso di tutte le imprese e conta già, tra i suoi Partner, diverse aziende che hanno scelto di contribuire a realizzare il sogno di portare l’Esposizione Universale a Roma. “Il livello di eccellenza delle aziende che hanno scelto di diventare Partner della Fondazione Roma Expo 2030, assieme all’importante volano di sviluppo che l’evento rappresenta per Roma Capitale e per l’Italia, hanno stimolato con piena convinzione la scelta che, come Gruppo Cedat85 abbiamo fatto – dichiara il Managing Director Enrico Giannotti – confidiamo nel successo della candidatura di Roma che, innegabilmente, rappresenta con la sua storia plurimillenaria valori culturali unici, inimitabili: eterni”. “Persone e territori: rigenerazione, inclusione e innovazione”: è questo il tema che accompagna la candidatura di Roma all’Expo del 2030 con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione l’uomo e il suo habitat, creando spazi e ambienti inclusivi, aperti, sostenibili e innovativi. Il tema è al centro della campagna Humanlands: rigenerazione per dare nuova visibilità ai patrimoni naturalistici e culturali di Roma; inclusione per sottolineare l’impatto nato dal mix culturale che vive nell’area romana; innovazione per ricordare che il passato glorioso della Capitale ha da sempre forgiato il nostro futuro.
    Il valore complessivo dell’impatto economico generato da Expo Roma 2030 per l’Italia è stimato in 50,6 miliardi di euro, con 18,2 miliardi di effetto economico indiretto a breve e 10 miliardi di effetto economico diretto, tra investimenti pubblici e privati e dei partecipanti. Expo 2030 Roma creerà 11mila nuove aziende e 300mila nuovi posti di lavoro. Le presenze attese in caso di assegnazione ammontano a 30 milioni. Roma attende questo appuntamento con la Storia dal 1942. In quell’anno, infatti, avrebbe dovuto ospitare l’Esposizione Universale che poi fu annullata a causa della Seconda Guerra Mondiale. In quella occasione a Roma fu realizzato il quartiere EUR e oggi, dopo quasi ottant’anni, Roma ripropone la sua candidatura con un tema strettamente collegato al suo DNA: la rigenerazione urbana.
    Il Bureau International des Expositions annuncerà il nome della città vincitrice il 28 novembre 2023 a Parigi: sarà scelta attraverso il voto segreto espresso da 171 paesi.
    – foto ufficio stampa SEC Newgate Italia –
    (ITALPRESS).

  • Zingaretti presidente della Fondazione Pd, Schlein “Luogo di confronto”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Oggi sono felice di essere qui con Nicola Zingaretti a cui ho chiesto di coordinare e presiedere il lavoro per la costruzione della Fondazione del Pd. Ringrazio il prezioso lavoro di Cuperlo di questi anni. Ora vogliamo portarlo avanti perchè ci serve un luogo dove sviluppare il pensiero, e ne abbiamo bisogno di fronte alle sfide per il futuro. Abbiamo bisogno di un luogo di confronto, scambio e dialogo che valorizzi il pluralismo del nostro partito”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, in conferenza stampa con Nicola Zingaretti a cui è affidato il compito di coordinare il lavoro per strutturare e presiedere la Fondazione Nazionale del Partito Democratico, prevista dall’articolo 35 dello Statuto. “Abbiamo spesso detto che abbiamo l’ambizione di provare a far tornare una politica che non sia ossessionata dall’hashtag quotidiano o dalla prossima scadenza elettorale, una politica che alzi lo sguardo e che abbia una sguardo lungo e largo perchè non si accontenta di un dibattito ombelicale, ma che sia attenta a ciò che accade attorno a noi”, aggiunge la segretaria dem.
    “La missione è quella di avviare un lavoro per arrivare dopo l’estate alla costituzione della Fondazione – afferma Zingaretti -. Il Pd è stato fondato nel 2007, ma solo nel 2019 ci fu la scelta di dotarlo di una Fondazione. Io interpreto questa sfida di procedere e andare avanti come la volontà di rafforzamento del progetto politico del Pd all’insegna della riflessione e delle aperture. E’ una sfida per affrontare il futuro insieme e più forti. La Fondazione sarà uno strumento al servizio dell’azione politica che si è aperta con l’ultimo congresso”. Per Zingaretti l’obiettivo della Fondazione “si può racchiudere in tre parole: capire, unire e moltiplicare. Capire perchè non è banale vivere nel tempo della transizione, dell’intelligenza artificiale, di cosa sono diventati gli Stati; noi pensiamo che serva un pensiero critico affinchè l’innovazione sia messa al servizio della persona e del Pianeta”.
    “Unire le persone, le differenze e le esperienze, e la Fondazione – prosegue Zingaretti – dovrà essere un luogo dove le sensibilità presenti nel partito si possano incontrare. La Fondazione, infatti, vuole essere una opportunità di incontro affinchè questo pluralismo produca una identità più forte. Unire anche chi non è del Pd, un luogo di raccolta”. Infine, “moltiplicare”, perchè ” tutti gli italiani potranno contare su un luogo permanente che si dedica all’ascolto e analisi. C’è un grande lavoro da fare. Io voglio dare una mano a un progetto politico che, anche nelle turbolenze di questi mesi con un governo di centrodestra, è la garanzia di costruire un’alternativa per questo Paese, vogliamo quindi offrire uno strumento in più”, conclude Zingaretti.

    – foto xb1/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Mattarella “I principi della Costituzione devono vivere sempre”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Mancheremmo di senso della storia se non avessimo appreso la lezione per cui i principi” della Costituzione “trovano effettiva applicazione se vengono fatti vivere nelle diverse congiunture storiche con i loro continui cambiamenti”. A dirlo il presidente della Repubblica,
    Sergio Mattarella, intervenendo all’assemblea annuale di
    Federcasse. “Dobbiamo riflettere se possiamo parlare di missione compiuta – ha proseguito -. Oggi, con la Costituzione repubblicana che riconosce come inalienabili quegli obiettivi e che definisce, all’art. 3, come sia “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale”; ostacoli che, limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita politica, economica e sociale del Paese”, ha concluso.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Fisco, Calderoli “Quando si parla di pace sono sempre d’accordo”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Io quando si parla di pace sono sempre d’accordo. In tutti i sensi voglio la pace”. Lo ha detto il ministro per le Autonomie, Roberto Calderoli, a margine dell’audizione delle Commissioni Affari istituzionali e speciale Autonomia a Palazzo Pirelli, a Milano, commentando la proposta di “saldo e stralcio” dei debiti fino a 30 mila euro avanzata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Donnarumma e la compagna rapinati nella notte a Parigi

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    PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Brutta disavventura per il portiere della Nazionale e del Paris Saint Germain, Gianluigi Donnarumma, e la sua compagna Alessia Elefante. Come racconta il sito specializzato “Actu 17”, così come riportato dal sito on line de ‘L’Equipè, la coppia è stata vittima durante la notte di un’aggressione e di un furto con scasso nella loro abitazione nell’8° arrondissement della capitale francese. Entrambi sono stati legati, mentre i malviventi hanno sequestrato un bottino del valore di circa 500.000 euro prima di fuggire. Il 24enne ex estremo difensore del Milan e la sua compagna sono poi riusciti a rifugiarsi in un hotel di lusso situato poco distante dalla loro abitazione intorno alle 3.20. Il personale dello stabile ha allertato le forze dell’ordine e preso in carico la coppia, che, ancora in stato di choc, è stata portata in ospedale per ricevere le cure del caso.
    – Foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Zaki “Grazie Italia, sono felice”

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    ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato come andare sulle montagne russe. Ma ora posso finalmente dire che è uno dei momenti più belli della mia vita”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Patrick Zaki, finalmente libero.
    “Sono sollevato, decisamente – dice -. Avevo un macigno che mi impediva di respirare. Ci sono stati momenti in cui ho temuto che fosse tutto finito. Quando mi hanno portato di nuovo via dalla gabbia del Tribunale di Mansoura, mi sono sentito perduto. Nessuno poi mi ha detto cosa stesse capitando. Ma ho capito che si stava muovendo qualcosa. Sapevo che i miei avvocati e i miei colleghi della Eipr (la ong con cui Patrick collabora, ndr) stavano lavorando al mio caso. Ed ero consapevole che tutta la mia famiglia non mi avrebbe abbandonato, come del resto ha sempre fatto. Così come ho pensato che la stampa non mi avrebbe mollato proprio ora. E allora ho pensato che dovevo continuare a lottare e rimanere saldo”. Adesso, “sono ore convulse – spiega – e non ho ancora un piano preciso. So solo che voglio essere in Italia e a Bologna, sto programmando di arrivare già sabato, passando da Milano. Trascorrerò una breve vacanza con Reny prima di tornare in Egitto per finire di preparare la nostra casa e il matrimonio il prossimo settembre. Voglio rivedere tutti i miei colleghi dell’università, i miei compagni, voglio riabbracciare i miei amici. Ho tanto tempo da recuperare. Come ho spiegato subito dopo la laurea, voglio continuare il mio percorso accademico, voglio lavorare e scrivere”.
    Alla domanda su quale sarà la prima cosa che farà arrivato in Italia, risponde ridendo: “Difficile scegliere. Vedere una partita di calcio, mangiare un piatto di pasta. E’ un elenco lunghissimo. Ma avremo tempo. Prima di tutto però voglio abbracciare la mia professoressa Rita Monticelli”. Sapere che un’intera città, come Bologna lo sta aspettando, “mi scalda il cuore – sottolinea Zaki -. Sapere che tornerò in piazza Maggiore, dove organizzeremo una grande festa. E’ lì che voglio essere, in una città che mi ha fatto sentire tutto il suo affetto anche da lontano”. Le persone da ringraziare sono tante… “un elenco infinito. A partire dal governo di Roma e l’ambasciata italiana tutta, i delegati diplomatici che sono stati presenti a tutte le udienze dandomi appoggio, l’ambasciatore Michele Quaroni e il primo segretario Marco Cardoni. Ma anche la società civile, Amnesty International che si è battuta per me, l’Università di Bologna, voi giornalisti che non mi avete lasciato solo e avete tenuta alta l’attenzione. E’ un elenco lungo e sicuramente dimentico qualcuno. Una volta in Italia ringrazierò tutti di persona”. “Voglio aggiungere un grazie – prosegue – ai componenti del Dialogo nazionale egiziano che hanno lanciato appelli per me negli ultimi due giorni e che hanno fatto anche altri sforzi per rendermi la libertà. Non era scontato. E per me è stato importante sapere che anche nel mio Paese c’è chi crede in me”.
    In Egitto sono ancora migliaia gli oppositori in cella “spero che per tutti loro ci sia giustizia. E’ una gioia che anche Mohamed al Baqer (l’avvocato arrestato nel 2019 insieme ad Alaa Abdel Fattah, attivista tra i più importanti in Egitto, ndr) sia stato graziato”, dice Zaki, che poi aggiunge: “Mi hanno sempre preso in giro per il mio incrollabile ottimismo. Ma è quello che mi ha tenuto in piedi anche nei momenti più difficili”.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Nave con 5.3 tonnellate di cocaina nel mare di Sicilia, 5 arresti

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    PALERMO (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Palermo ha proceduto al sequestro di oltre 5,3 tonnellate di cocaina, il più ingente mai eseguito in Italia. Arrestate cinque persone.
    I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo e della componente aeronavale del Corpo, nell’ambito di un articolato dispositivo di contrasto ai traffici illeciti via mare, hanno portato a termine un’eccezionale operazione di servizio che ha portato, al momento, al fermo di un italiano, due tunisini, un francese ed un albanese. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura – Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, di 5 soggetti, in seguito al sequestro di un’imbarcazione e di oltre 5,3 tonnellate di cocaina.
    “Si tratta del più importante sequestro di cocaina mai eseguito sull’intero territorio nazionale e uno dei più rilevanti a livello mondiale”, fanno sapere gli inquirenti.
    L’intervento, condotto con l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, in coordinamento con gli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo e sotto la costante direzione della DDA Palermo, ha interessato il tratto di mare prospiciente le coste dell’agrigentino. In particolare, nella serata di martedì scorso – su segnalazione del II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza – un aereo del Comando Operativo Aeronavale, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, impiegato da alcuni giorni nel monitoraggio di una nave mercantile di interesse investigativo battente bandiera di Palau, rilevava l’avvicinamento all’imbarcazione di un motopeschereccio partito dalle coste calabresi, secondo quanto poi emerso nell’ambito delle indagini.
    E’ stato così predisposto uno strutturato dispositivo di polizia, con l’impiego di ulteriori mezzi aerei e navali in forza al Gruppo Aeronavale di Messina, al Gruppo Esplorazione Aeromarittima e al Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e con il supporto investigativo degli specialisti del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziario di Palermo.
    Lo sviluppo dello scenario operativo portava ad accertare, di notte, che la “nave madre” stazionava ai limiti delle acque territoriali in cui aspettava il peschereccio, verosimilmente per un trasbordo illecito. In particolare, nelle prime ore di mercoledì 19 luglio, si rilevavano anomale operazioni di accumulo di numerosi pacchi sul ponte della nave “madre”, che venivano successivamente scaricati in mare con il repentino avvicinarsi del peschereccio italiano, che nel frattempo aveva disattivato il sistema di localizzazione AIS, per le operazioni di recupero del carico gettato nel canale di Sicilia.
    Il dispositivo di intervento si attivava immediatamente sottoponendo a fermo il peschereccio che stava facendo rientro verso le acque territoriali, a bordo del quale, abilmente occultato dietro una pannellatura che celava un ampio locale, veniva rinvenuto un enorme quantitativo di stupefacente.
    Immediatamente dopo le unità navali del Corpo si lanciavano all’inseguimento della nave mercantile che nel frattempo stava cercando, senza successo, di riprendere il largo in direzione della Turchia.
    Il peschereccio è stato condotto presso il porto di Porto Empedocle, nell’Agrigentino, mentre la “nave madre”, con equipaggio composto da 15 persone di nazionalità ucraina, turca e azera, è, al momento, scortata da mezzi navali del Corpo in navigazione verso il porto di Palermo.
    Le oltre 5,3 tonnellate di cocaina sottoposte a sequestro, destinate a rifornire l’intero mercato nazionale, avrebbero fruttato, secondo gli investigatori, introiti per oltre 850 milioni di euro.
    Le persone sottoposte a fermo sono state accompagnate presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo.
    “Il Mar Mediterraneo si conferma, ancora una volta, uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti”, fanno sapere dalla Guardia di Finanza, che “svolge il suo ruolo esclusivo di ‘polizia del marè, potendo sfruttare le potenzialità di un dispositivo integrato tra la componente investigativa territoriale e quella aeronavale, costiera e di proiezione, tanto per il controllo delle frontiere esterne, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione Europea”.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Il nuovo Grand Cherokee è la pura essenza di una Jeep

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    TORINO (ITALPRESS) – Presentata Oltreoceano nel 2021 e ordinabile in Italia da oltre un anno, finalmente Jeep Grand Cherokee è anche in vendita. Anzi è già stata molto venduta, perchè oltre 200 acquirenti l’hanno comprata senza nemmeno provarla, e a 160 di loro è stata anche consegnata.
    La quinta generazione del Grand Cherokee viene prodotta negli Stati Uniti a Detroit e di qui arriva in Europa, ed è basata sulla piattaforma “Giorgio”, la stessa di Alfa Romeo Stelvio e Giulia, oltre che della Maserati Grecale.
    Viene venduta solo in versione plug-in e non arriverà mai in versione full electric, proprio perchè questa piattaforma nata quando Fca non era ancora Stellantis, non può accogliere i pesanti pacchi batteria delle Bev. Al contrario per le versioni plug-in non ci sono problemi, anche se il vano bagagli rimane un pò sacrificato.
    Per il numeroso popolo degli amanti del Grand Cherokee, nel 2018 se ne vendettero 2.800 della precedente versione solo in Italia mentre nel mondo ne sono state vendute sette milioni in 30 anni, il ritorno di una delle Jeep più iconiche è comunque una festa. E tanta attesa non viene delusa: perchè il Grand Cherokee non è un suv, ma un vero fuoristrada. Il confort non è quindi quello dei grandi Suv che non sono nemmeno quattro ruote motrici, ma quello di una vettura solida e off-road in ogni dettaglio.
    E la differenza è evidentissima. Il prezzo è compreso tra 96.000 e 106.000 euro.
    A spingere la nuova Jeep un motore elettrico che offre fino a 51 km di autonomia elettrica ed un propulsore benzina turbocompresso da 2,0 litri, che appartiene alla famiglia di motori Global Medium Engine di Stellantis.
    Nel complesso il sistema 4xe eroga 380 CV combinati e 637 Nm di coppia.
    L’efficienza è migliorata grazie all’uso del servosterzo elettrico e di un compressore dell’aria condizionata azionato elettricamente, rimuovendo questi carichi dal motore. La nuova Grand Cherokee è disponibile nelle versioni Overland e Summit Reserve, entrambe con una trasmissione automatica TorqueFlite a otto marce. A livello performance l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede appena 6.3 secondi. Spingendo oltre l’aumento della velocità è costante fino a oltre 200 km/h. Esclusive le sospensioni pneumatiche Jeep Quadra-Lift, ora con ammortizzazione elettronica semi-attiva, che offrono 28,7 cm di altezza da terra e 61 cm di capacità di guado, che sono accoppiate al sistema di disconnessione della barra stabilizzatrice che garantisce una migliore articolazione e trazione su rocce e terreni difficili.
    A bordo lo spazio abbonda. A gestire l’infotainment il nuovo sistema Uconnect 5, dotato di schermo da 10,1 pollici, un cluster digitale completo da 10,25 pollici con capacità di risposta cinque volte superiore e aggiornamenti over-the-air (OTA).
    Disponibili anche uno schermo aggiuntivo da 10,25 pollici per il passeggero e un Head-up Display da 10,25 pollici per il parabrezza. Nell’allestimento Summit Reserve ci sono interni in pelle Palermo e vero legno, ma soprattutto un inarrivabile sistema audio McIntosh da 950 watt e 19 altoparlanti. Alzare il volume è doveroso. Sono 110 i dispositivi di sicurezza disponibili, tra i quali Full-Speed Collision Warning con rilevamento pedoni e ciclisti, Night Vision, Active Drive Assist che abilitano al livello L2 di guida autonoma. A completare l’offerta “off-road” invece ci pensano i sistemi di trazione Quadra-Trac II e Quadra-Drive II, le sospensioni pneumatiche Quadra-Lift e il sistema di gestione della trazione Selec-Terrain. Tutto quest’insieme garantisce 2.300 kg di capacità di traino. I consumi sono di 2,9 l/100 km. Sono solo due i limiti di questa nuova Grand Cherokee.
    Il primo è la disponibilità materiale di vetture in arrivo da Oltreoceano, che è, e resterà bassa per consentire a Jeep di rispettare negli Stati Uniti della sua gamma, che lì non comprende la Avenger, che è anche Bev. All’orizzonte poi c’è lo stop alla produzione di vetture a motore termico dal 2027, già deciso in maniera irrevocabile dalla casa del gruppo Stellantis. Anche perchè bisogna far spazio alla nuova Recon in arrivo nel 2024 e quest’anno al nuovo Wagoneer S con trazione 4×4 di serie, motore elettrico e oltre 600 km di autonomia e altrettanti cavalli, ed infine un modello ulteriore su cui però c’è ancora il massimo riserbo.

    – foto xb2/Italpress –

    (ITALPRESS).