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  • Inter a punteggio pieno in Champions, 2-1 sofferto al Kairat

    Inter a punteggio pieno in Champions, 2-1 sofferto al Kairat

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    MILANO (ITALPRESS) – Non ottiene i tre gol di scarto che le sarebbero serviti per conquistare il primo posto assoluto (con la differenza reti) dopo quattro giornate l’Inter, ma fa comunque quattro su quattro in Champions League. I nerazzurri restano a punteggio pieno sconfiggendo 2-1 un agguerrito Kairat Almaty, che disputa una buonissima gara a San Siro e resiste alla forte pressione interista con la sua difesa. L’inizio è subito arrembante per l’Inter, che domina il possesso palla e prova a colpire con Lautaro Martinez: Anarbekov, l’eroe dei playoff di Champions, lo mura due volte. Spreca anche Pio Esposito, poi l’Inter protesta due potenziali rigori: non sembra esserci un contatto falloso nè su Frattesi, nè su Bisseck. Il Kairat esce alla distanza, esaltandosi perchè i nerazzurri faticano a sfondare il suo muro difensivo: chances per Edmilson e Satpaev, gioiellino 17enne che si unirà al Chelsea nel 2026. Chivu si infuria e i suoi ragazzi, dopo qualche difficoltà, riescono a colpire. Ci pensa Lautaro Martinez, che lotta caparbiamente e insacca nella sua seconda chance, su un pallone che sembrava perduto: è 1-0 al 44′. Si tratta di fatto dell’ultimo pallone giocato dal Toro, che sblocca la gara e resta negli spogliatoi nella ripresa, dopo aver segnato la 160a rete in nerazzurro.
    Chivu avvia il turnover in vista del big match contro la Lazio, ma i suoi staccano la spina e si fanno raggiungere. Poco dopo aver sprecato con Pio Esposito, infatti, l’Inter si distrae su un corner. Ne approfitta Arad, che sfugge alla marcatura di Dumfries e segna lo storico gol del Kairat a San Siro. Al 55′ è 1-1 e Sommer non è esente da colpe, coi nerazzurri che reagiscono buttandosi a capofitto in avanti. Pio Esposito spreca ancora, ma fa la giocata decisiva per il 2-1: sponda per Carlos Augusto, che fulmina Anarbekov con una sassata da fuori area. Da qui in poi l’Inter si limita a gestire il match contro un Kairat ormai demotivato, ritrovando Marcus Thuram: venti minuti più recupero per l’attaccante, che rientra in campo dopo oltre un mese. Il francese insegue il gol, ma il risultato non cambia. L’Inter vince 2-1 e sale a 12 punti, affiancando Bayern Monaco e Arsenal a punteggio pieno. Playoff ipotecati, di fatto, per i nerazzurri, ma ora inizia il bello: le prossime quattro sfide saranno contro Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund. Lì si misurerà la vera forza dell’Inter in ambito europeo, mentre il Kairat resta fermo al punto ottenuto col Pafos.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Iren-Teha, 2,6 mld investimenti per le materie prime critiche

    Iren-Teha, 2,6 mld investimenti per le materie prime critiche

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    RIMINI (ITALPRESS) – L’Italia potrebbe coprire fino al 66% del proprio fabbisogno di materie prime critiche con un investimento mirato di 2,6 miliardi di euro nella filiera del riciclo. E’ quanto emerge dal Rapporto Strategico “La geopolitica delle materie Prime Critiche: le opportunità del Piano Mattei e dell’urban mining per la competitività industriale in Italia”, presentato da Iren a Ecomondo di Rimini e realizzato da Teha Group.
    Per l’Italia, l’introduzione della nuova “tassa RAEE” proposta a livello europeo rischia di tradursi in un costo stimato in 2,6 miliardi di euro all’anno, legato all’insufficiente capacità di raccolta e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
    “Il 31% del nostro PIL dipende direttamente o indirettamente dalle materie prime critiche – afferma Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren – Oggi raccogliamo il 30% dei RAEE. Per raccogliere il 100% occorre organizzare consorzi molto più efficaci ed efficienti.
    Iren è il front runner, è l’azienda più avanzata del Paese sulle materie prime critiche, ha iniziato tre anni fa, prima ancora dell’Europa, prima ancora delle istituzioni, a lavorare sull’impiantistica nuova. Rappresenta in Europa probabilmente il settore industriale più avanzato per il recupero delle materie prime critiche”.
    Dal rapporto emerge una domanda globale di materie prime critiche in crescita dell’11% rispetto al 2021, destinata a salire di un ulteriore 34% entro il 2030, con l’intelligenza artificiale e i data center che potrebbero aggiungere un +10% di fabbisogno.
    “Il valore delle materie prime critiche per l’economia europea –
    afferma Valerio De Molli, CEO di The European House – Ambrosetti – è di 4 trilioni di valore aggiunto che scomparirebbero se non ci fossero le materie prime critiche, significa il 22% del PIL dell’Europa e per l’Italia questo dato è il più grande di tutta Europa. E’ urgente agire presto con una politica di indirizzo e di valorizzazione”.
    -foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Meloni sente la premier giapponese Takaichi, ulteriore impulso alla collaborazione

    Meloni sente la premier giapponese Takaichi, ulteriore impulso alla collaborazione

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il nuovo Primo Ministro del Giappone, Sanae Takaichi. Lo comunica Palazzo Chigi sottolineando che “il Presidente Meloni si è congratulato con il Premier Takaichi per la sua recente nomina e per il fatto che il Governo giapponese sia guidato per la prima volta da una donna. Il colloquio ha anche consentito ai due Leader di riaffermare la comune volontà di dare ulteriore impulso alla collaborazione bilaterale, a partire dai settori economico-commerciale, culturale, tecnologico e nel campo della difesa”.

    In conclusione della conversazione, “è stata condivisa l’opportunità di cogliere la ricorrenza nel 2026 del 160º anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone per lavorare a una nuova visita a Tokyo del Presidente del Consiglio già nei primi mesi del prossimo anno”, conclude la nota.

    – foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Tagli cinema e audiovisivo, ANICA, APA e CNA lanciano l’allarme

    Tagli cinema e audiovisivo, ANICA, APA e CNA lanciano l’allarme

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – A dar voce alla preoccupazione per il settore del cinema e dell’audiovisivo, generata dagli effetti che potrebbero nascere con la legge di Bilancio, sono stati i presidenti di ANICA, APA, CNA Cinema e Audiovisivo. Questa mattina, infatti, nella sala Fellini della Casa del Cinema sono intervenuti in conferenza stampa per parlare del cambio delle regole in corsa e del taglio ai finanziamenti previsti dalla legge di Bilancio, e chiedere di aprire un dialogo con il governo, sono stati: Alessandro Usai di ANICA, Chiara Sbarigia di APA e Gianluca Curti di CNA Cinema e Audiovisivo.

    “Siamo qua per un motivo grave. Non sono solo, ci sono le altre due associazioni, con le quali rappresentiamo oltre il 90% delle imprese che fanno questo lavoro”, ha spiegato Usai, parlando degli altri due presidenti intervenuti di fronte ai giornalisti. “Ci siamo resi conto della necessità di sollevare l’allarme sugli impatti che l’applicazione di quanto previsto attualmente nella bozza della norma finanziaria avrebbero sull’intera filiera e in particolare sulla produzione di cinema e audiovisivo. Che a mio avviso applicate così come sono scritte causerebbero una crisi produttiva e occupazionale che non ha precedenti nel nostro settore, probabilmente degli ultimi 40 anni, e che vedrebbe i suoi effetti dal 2026″.

    Usai entrando nel merito della questione ha fatto riferimento a due punti: “che assieme mettono a repentaglio l’esistenza di tutte le produzioni del 2026”, da un lato “il taglio al fondo cinema di 150 milioni, che non è il problema principale”, e dall’altro, soprattutto, quello che ha definito più devastante, ossia il cambio di rotta del: “credito d’imposta che per il settore è stato fondamentale nella crescita degli ultimi dieci anni. È uno strumento”, ha continuato, “che è stato oggetto di una campagna denigratoria ma che ha dei grandissimi meriti per lo sviluppo di questa industria. Non a caso è stato adottato in tutti i paesi che hanno un’industria audiovisiva sviluppata. Anzi molti di questi lo hanno adottato dopo l’Italia, avendo visto gli effetti di sviluppo sia sulle produzioni italiane che sull’attrazione di produzioni estere sul nostro territorio. Generando occupazione e tutti gli effetti indotti tipici del nostro mestiere”. A proposito di questo ha aggiunto: “Noi occupiamo persone. Nel nostro comparto si stimano 124 mila addetti. Abbiamo un impatto sull’indotto di altri settori: per esempio il turismo”. “Il credito d’imposta non è il bonus 110%, ha affermato il numero uno di ANICA.

    “La nostra aliquota viaggia mediamente tra il 30 e il 32% del 100% del costo della produzione e la restante parte viene messa da qualcuno che crede nel progetto: broadcaster, produttori e streamers. È una leva importante che aiuta questi investitori a fare prodotti più belli, più importanti e più ricchi anche a livello internazionale. Il problema è che la norma prevista in finanziaria dice che questo strumento a partire dal primo gennaio 2026 entrerà in un regno di totale incertezza perché è previsto un ammontare complessivo di credito d’imposta su cui le nostre imprese dovrebbero fare affidamento che non è definito e per cui, sebbene l’aliquota ci sia, a fine produzione non ci sarà la certezza dei soldi. Quindi dal primo gennaio chiunque faccia il nostro mestiere dovrebbe affrontare un set di un film e di serie tv senza sapere se su quel 25/30/35% di copertura del budget potrà fare conto o no. Dovremo entrare in un meccanismo nel quale dover pagare il 100% di film e serie tv scoprendo poi, non si sa quando, se manca il 25/30% di copertura che abbiamo finanziato”.

    Usai ha esposto anche le conseguenze di questo percorso futuro per cui: Un imprenditore non partirà, rimanderà e si bloccherà tutta la produzione. Quindi i nostri lavoratori, quelli di cui nessun parla”, ha precisato riferendosi non al 2% composto da attori e registi, ma al 98% della forza lavoro coinvolta nella realizzazione del prodotto, “vedrebbe la disoccupazione immediata, perché assunti a progetto. Il set non parte, i fornitori non lavorano e le persone restano a casa”.

    “Il tax credit per l’audio visivo è l’unico vero sostegno dal 2017 a questo tipo di produzione. E rappresenta solamente una parte del budget destinato ai progetti audiovisivi. Il settore delle serie”, ha dichiarato la Sbarigia dando alcuni numeri “vale sul mercato 783 milioni di euro, di cui 250 sono il ricavato che viene dal tax credit”, il quale ha permesso che le “imprese potessero acquisire e mantenere diritti delle opere prodotte. Per cui si sono create delle library, hanno patrimonializzato e sono riuscite ad essere competitive sul mercato. Queste risorse sono state messe nei prodotti che hanno generato quest’anno una crescita del 9,3%, mentre la crescita media nazionale è stata del 2,9. Questo settore, quindi, ha fatto anche da traino al nostro paese”.

    “L’audiovisivo ha avuto un aumento del 4,3%”. È un altro dato fornito dalla presidente di APA che ha ribadito l’intento condiviso, di “lanciare un appello per ripensare a questo sistema che blocca questa crescita con un taglio di cui non conosciamo la portata. Questo non è un settore di tre persone accanite per portarsi a casa i soldi e buttarli dalla finestra, ma è fatto di imprese, lavoratori, investimenti anche privati. È un ecosistema che ha bisogno di una parte pubblica che la finanzi”. “Il momento è determinante. Ci sono in Italia oltre 2400 aziende che si occupano di produzione. Di queste la maggior parte sono in tre regioni: Lazio, Campania e in Lombardia. Molte sono anche in Emilia Romagna e Toscana. Se non dovessimo avere il tempo di ragionare con il governo sulla tempistica di attuazione di questi tagli, ci troveremo dalla sera alla mattina con oltre 70/75 mila posti di lavoro annullati. Per tutta la filiera in Italia”, ma ha specificato, Curti, in particolare nelle cinque regioni citate “ci sarebbe un piccolo dramma epocale. Mentre altri comparti dell’industria nazionale sono in crisi, noi siamo in controtendenza, perché creiamo posti di lavoro e rappresentiamo falegnami, autisti, elettricisti, sartorie, industrie del doppiaggio, dell’esportazione e dell’importazione della distribuzione in sala, dei festival. Un organismo come il nostro va accompagnato, sostenuto e protetto. Siamo qui in ascolto perché capiamo che la congiuntura economico finanziaria internazionale e italiana, in particolare, sia molto fragile”.

    La richiesta che fanno, ha precisato, è di concordare “insieme le tempistiche, perché il ciclo industriale nel nostro sistema è lungo 24/36 mesi. Chiediamo di sederci al tavolo per ragionare a scaglioni: una parte del 2026, una parte del 2027 e magari andare a regime e finalizzare il tutto a partire dal 2028. Questo garantirebbe al nostro settore una serenità e una capacità di programmazione che è indispensabile per continuare ad espandere il tutto e per garantire i 124 mila posti di lavoro. Non c’è uno scontro in atto, ma un’umile richiesta di essere auditi per raccontare in dettaglio quali sono le caratteristiche del nostro settore e le tempistiche che potrebbero garantire a noi di sopravvivere senza collassi, senza decine di migliaia di posti di lavoro persi in poche settimane”.

    “Non abbiamo la sensazione che ai piani alti, dove vengono prese queste decisioni, ci sia piena consapevolezza di quello che succederà. Per questo abbiamo sentito il dovere di dirlo” ha detto Usai, spiegando le ragioni della conferenza stampa, intesa come modo per avvisare dell’impatto, in modo tale da rivedere i tempi, trovare un luogo di confronto con le associazioni e riformulare le disposizioni. L’obiettivo fissato da Curti è di: “essere ricevuti per approfondire a strettissimo giro perché la data x sarà il 14 novembre alle 10. Per cui non abbiamo molto tempo”.

    – Foto xl5/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Hyundai e Healthy Seas insieme per sensibilizzare giovani a tutela dell’ambiente

    Hyundai e Healthy Seas insieme per sensibilizzare giovani a tutela dell’ambiente

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Hyundai e l’organizzazione per la conservazione marina Healthy Seas hanno promosso una giornata di educazione ambientale e pulizia sulle rive del Lago di Pusiano, nel cuore della Brianza, coinvolgendo oltre 100 studenti dell’Istituto Comprensivo G.D. Romagnosi di Carate Brianza (MB).

    L’iniziativa – realizzata il 3 novembre con il supporto di TourInCanoa Club ASD – ha offerto ai ragazzi un’esperienza concreta e diretta di cura e rispetto per l’ambiente, unendo conoscenza, gioco e riflessione per arrivare a una maggiore consapevolezza sul tema della sostenibilità per un futuro migliore. Durante la mattinata, gli studenti si sono alternati tra sei attività esperienziali ed educative dedicate alla tutela delle acque e della biodiversità locale: dalla pulizia delle sponde, a un divertente “litter bingo” per imparare a riconoscere e classificare i diversi materiali, fino ai laboratori interattivi sulla biodiversità e sull’economia circolare.

    Non sono mancati momenti di confronto creativo su temi cruciali come il clima, l’inquinamento e la protezione del pianeta, pensati per stimolare curiosità e senso di responsabilità. A concludere la giornata, un giro in canoa e una dimostrazione pratica sui rischi derivati dalle “ghost nets” – le reti da pesca abbandonate che minacciano gli ecosistemi marini – ha permesso ai ragazzi di scoprire come il loro recupero possa trasformarsi in un gesto concreto di rigenerazione e speranza per l’ambiente.

    Dal 2021, infatti, Hyundai supporta Healthy Seas nelle operazioni di recupero delle reti da pesca abbandonate, per trasformare i rifiuti in nuove risorse. Grazie al partner Aquafil, le reti fantasma e altri scarti di nylon vengono parzialmente recuperati e rigenerati in ECONYL®, un filato a sua volta riciclabile all’infinito, utilizzato per creare prodotti sostenibili come i tappetini della gamma IONIQ 100% elettrica del Brand, tra cui IONIQ 5 N, che i ragazzi hanno potuto ammirare e scoprire da vicino nel corso della giornata.

    L’esperienza di apprendimento sul campo ha evidenziato come ogni gesto, anche il più semplice, possa contribuire a preservare e valorizzare il nostro ambiente, e dell’importanza dell’impegno individuale e collettivo verso una società più sostenibile. Anche per questo motivo è stato scelto per l’evento un territorio di straordinaria ricchezza naturalistica come il Lago di Pusiano, riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC) all’interno del Parco Regionale della Valle del Lambro.

    “Siamo orgogliosi di continuare a collaborare con Healthy Seas per progetti che uniscono educazione e tutela ambientale, coinvolgendo direttamente le nuove generazioni: è soprattutto a loro che dobbiamo rivolgerci se si parla del domani e di sostenibilità” – ha dichiarato Francesco Calcara, Presidente e CEO di Hyundai Italia. “Crediamo fortemente, infatti, che il futuro passi anche dalla consapevolezza dei più giovani nel prendersi cura del mondo in cui vivono. Attraverso queste iniziative, Hyundai rinnova il proprio impegno verso un progresso condiviso e sostenibile, fondato su valori comuni e sull’azione collettiva”.

    “Hyundai Italia sostiene il pilastro educativo della Healthy Seas Foundation e condivide la nostra visione per mari più sani consentendo ai giovani di agire nelle loro scuole, nelle loro comunità locali e nell’ambiente locale” – ha dichiarato Konstantina Kostoula, Education Manager di Healthy Seas. “Insieme portiamo l’alfabetizzazione oceanica nelle scuole e diamo l’opportunità agli studenti di sperimentare l’apprendimento nella natura, apprezzarne la bellezza unica, assistere in prima persona alle sfide ambientali e ispirare azioni per un futuro migliore. Oggi è stata una celebrazione della conoscenza, della collaborazione, del cambiamento e dell’azione significativa per un futuro più sano”.

    L’attività al Lago di Pusiano segna una nuova tappa della collaborazione tra Hyundai e Healthy Seas, una partnership consolidata che unisce interventi di pulizia, educazione e sensibilizzazione ambientale in Europa, Stati Uniti e Corea del Sud. Un impegno condiviso che mira a inspirare e responsabilizzare le persone – a partire dalle nuove generazioni – nella tutela degli ecosistemi naturali e nella promozione di una cultura dell’economia circolare. Accanto agli interventi di tutela ambientale, Hyundai sostiene con entusiasmo i programmi educativi di Healthy Seas nelle scuole, con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sull’impatto dell’inquinamento e sul valore delle risorse naturali. Queste attività rappresentano un pilastro della partnership, espressione di una visione condivisa: aiutare i giovani a comprendere il proprio ruolo nella costruzione di un futuro più sostenibile e responsabile.

    foto: ufficio stampa Hyundai Italia

    (ITALPRESS).

  • Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi, nasce il Blue Economy Monitor

    Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi, nasce il Blue Economy Monitor

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    MILANO (ITALPRESS) – Il capitale naturale blu e la mobilità sostenibile sono al centro delle due ricerche del Blue Economy Monitor di Intesa Sanpaolo e SDA Bocconi School of Management presentate oggi a Milano. L’Osservatorio promosso dal Gruppo guidato da Carlo Messina nasce con l’obiettivo di analizzare i diversi aspetti dell’economia del mare e di monitorarne le dinamiche di sviluppo, per diffondere una maggiore conoscenza delle opportunità legate a un settore in forte crescita a livello mondiale che può vedere il nostro Paese protagonista. Per generare opportunità concrete di crescita, innovazione e sviluppo sostenibile, accompagnando al tempo stesso i giovani nella comprensione delle trasformazioni e nel potenziamento delle competenze necessarie, è fondamentale una collaborazione sempre più sinergica tra istituzioni, università e imprese.
    Le due analisi offrono un quadro aggiornato delle opportunità economiche e ambientali legate alla gestione sostenibile del mare e alle sfide che il sistema produttivo italiano è chiamato ad affrontare nella transizione verso modelli di sviluppo più resilienti e decarbonizzati.
    Il primo studio è dedicato al “Capitale Naturale Blu”, con un’analisi focalizzata sul ruolo delle strategie aziendali nella mitigazione degli effetti delle attività antropiche sugli oceani, evidenziando le opportunità legate alla conservazione e all’uso sostenibile delle risorse marine. A livello globale, il valore dello stock di Capitale Naturale Blu è stimato in oltre 24.000 miliardi di dollari, di cui 5.600 miliardi nel Mediterraneo. Questi ecosistemi producono flussi economici tra 1.500 e 2.600 miliardi di dollari annui, con una crescita attesa fino a 3.000 miliardi entro il 2030. In Italia, l’economia del mare ha generato nel 2022 un valore aggiunto lordo di 64,6 miliardi di euro, per un impatto complessivo sul PIL di 178,3 miliardi e oltre 1 milione di addetti. Il Paese si colloca tra i primi cinque Stati membri UE per contributo all’economia del mare, con una posizione di leadership nei settori del turismo costiero, della cantieristica navale, del trasporto marittimo e della pesca e acquacoltura.
    Tra i settori emergenti, le maggiori potenzialità riguardano le energie rinnovabili marine (in particolare l’eolico offshore), le biotecnologie blu, le soluzioni digitali per la gestione degli ecosistemi marini e le infrastrutture sostenibili. Le esperienze nelle Aree Marine Protette dimostrano che la conservazione può generare benefici economici superiori ai costi, promuovendo turismo sostenibile e nuova occupazione.
    Per cogliere pienamente queste opportunità, la ricerca evidenzia la necessità di un approccio integrato che combini una visione strategica di lungo periodo, un quadro regolatorio stabile, e strumenti finanziari innovativi, tra cui blue bond, fondi di investimento sostenibile e meccanismi di pagamento per servizi ecosistemici.
    La seconda ricerca dell’Osservatorio analizza il ruolo del trasporto marittimo, settore cruciale per l’economia italiana e globale, oggi al centro di una profonda trasformazione verso la decarbonizzazione. Il comparto, che rappresenta la modalità più efficiente dal punto di vista energetico, è responsabile di circa il 2,9% delle emissioni globali di gas serra, con proiezioni in aumento fino al 130% entro il 2050 in assenza di misure correttive. In Italia, il trasporto marittimo è fondamentale per la coesione economica e sociale: il 52,7% dei traffici merci e oltre il 90% dei passeggeri avviene su rotte domestiche, a supporto anche delle oltre 80 isole abitate. L’Italia detiene posizioni di leadership in Europa nei segmenti Ro-Ro e crociere e di rilievo nei container, ma la transizione energetica richiede ingenti investimenti e un coordinamento più efficace tra pubblico e privato.
    Le principali barriere individuate riguardano gli alti costi infrastrutturali, la frammentazione decisionale, le procedure autorizzative complesse e la lentezza del rinnovo della flotta, oltre ad una bassa accettabilità sociale di alcuni investimenti per la decarbonizzazione. Le attuali politiche nazionali, basate su GNL, bio-GNL e cold ironing, potranno ridurre le emissioni solo di una quota limitata (meno del 5% entro il 2030), se non integrate con misure più incisive. Le raccomandazioni dello studio includono: il rafforzamento del green public procurement nelle gare di servizio pubblico; la creazione di green corridors sulle principali rotte nazionali (es. Napoli-Palermo, Livorno-Olbia); lo sviluppo coordinato delle infrastrutture portuali per carburanti alternativi; il sostegno alla carbon capture a bordo e alle tecnologie di efficienza energetica; un uso mirato dei fondi derivanti dall’ETS europeo, che potrebbero generare per l’Italia tra 333 e 419 milioni di euro a partire dal 2026.
    “Tra i trend emergenti, la blue economy e i fondali marini offrono straordinarie potenzialità di crescita per il nostro Paese – ha commentato Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo -. Sostenere la ricerca in questo ambito significa alimentare la competitività, la distintività italiana e costruire ecosistemi virtuosi, in cui istituzioni, imprese e università collaborano per preparare le nuove generazioni alle sfide globali e alle trasformazioni sempre più rapide e costanti”.
    “La blue economy amplia il concetto dell’economia del mare, integrando i principi di sostenibilità ambientale e sociale – ha spiegato Stefano Caselli, Dean SDA Bocconi School of Management -. Essa si concentra sull’uso responsabile delle risorse dell’oceano per promuovere la crescita economica, migliorare i mezzi di sussistenza e creare occupazione, garantendo al contempo la salute degli ecosistemi marini. Siamo grati a Intesa Sanpaolo che, con la sua collaborazione, ci consente di affrontare un tema così fondamentale per l’economia e l’ambiente”.
    Il Blue Economy Monitor si inserisce in un più ampio Ecosistema dedicato alla Blue Economy ed ai Fondali Marini, che coinvolge partner nazionali ed internazionali di rilievo come l’Universitè PSL di Parigi, SRM Centro Studi e Ricerche, One Ocean Foundation e primarie realtà aziendali.
    In questo contesto, Intesa Sanpaolo “conferma il proprio impegno nel supporto a scuole e università, promuovendo iniziative educative e progetti formativi che favoriscono la conoscenza della Blue Economy e lo sviluppo di competenze multidisciplinari”.

    – foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
    (ITALPRESS).

  • Ue, Tajani “Superamento voto unanimità non è all’ordine del giorno”

    Ue, Tajani “Superamento voto unanimità non è all’ordine del giorno”

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    ROMA (ITALPRESS) – “L’Unione europea è, insieme al rapporto transatlantico, uno dei cardini della politica estera di questo governo: dall’Europa provengono sicurezza e benessere dei nostri cittadini, se qualcuno pensa che sia possibile rispondere da soli a sfide come l’aggressione russa in Ucraina, minacce ibride, terrorismo e ritorno del protezionismo si illude”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time alla Camera. “Siamo orgogliosi del cammino compiuto fin qui in un’Unione europea fondata su pace, libertà, democrazia e stato di diritto, ma è chiaro a tutti che oggi l’Europa è in mezzo al guado e non riesce a essere incisiva come dovrebbe. E’ necessario – ha aggiunto – un salto di qualità, per essere nuovamente motore di crescita e competitività per cittadini e imprese”.

    Per Tajani “serve anche una politica industriale europea per evitare la desertificazione del nostro tessuto produttivo, così come un abbassamento dei costi dell’energia, un rafforzamento del mercato unico e un processo di semplificazione burocratica; su questo abbiamo un dialogo continuo con Bruxelles. L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in politica estera e realizzare il pilastro europeo della Nato, in prospettiva di una difesa europea: non ci si può fermare a un dibattito, a volte strumentale, sui meccanismi decisionali, su cui avremo modo e tempo per una riflessione approfondita; al momento non sono all’ordine del giorno per il governo. A Bruxelles l’Italia è sempre più ascoltata, grazie alla stabilità e alla serietà delle nostre politiche”.

    -Foto: Farnesina-

    (ITALPRESS).

  • All’ambasciatrice del Canada il premio “Ambasciatore dell’Anno” di Gazzetta Diplomatica

    All’ambasciatrice del Canada il premio “Ambasciatore dell’Anno” di Gazzetta Diplomatica

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    ROMA (ITALPRESS) – Elissa Ann Golberg è l’Ambasciatore dell’Anno 2025. Il prestigioso riconoscimento, tributato come consuetudine dalla rivista Gazzetta Diplomatica, è stato assegnato all’Ambasciatrice del Canada nell’ambito di una cerimonia che si è tenuta lunedì scorso presso la Camera dei Deputati, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza di circa 200 ospiti tra autorità, diplomatici e rappresentanti istituzionali. A selezionare i vincitori del Premio è stata una giuria di esperti, formata da parlamentari, professionisti e diplomatici, presieduta dall’Ambasciatore Stefano Benazzo.

    L’iniziativa, promossa dalla testata diretta da Marco Finelli, celebra ogni anno l’eccellenza diplomatica e consolare, il dialogo tra i popoli e l’impegno per la cooperazione internazionale. Tra i parlamentari intervenuti, il segretario di presidenza Roberto Traversi, assieme ai deputati Fabio Porta della Commissione Affari Esteri di Monteciorio e Christian Di Sanzo, eletto nella Circoscrizione Nord e Centro America, e i Senatori Andrea De Priamo della Commissione Affari Costituzionali e Luigi Nave, Presidente dell’Integruppo Parlamentare Italia-Canada. Il Premio Gazzetta Diplomatica alla Carriera è stato conferito con particolare enfasi all’imprenditrice Anna Fendi, icona del Made in Italy e ambasciatrice culturale nel mondo. Come Console Onorario dell’Anno 2025 sono stati premiati Federico Cosenz (Lussemburgo, Palermo), Fortunato Giovanni Peron (Croazia, Bologna) e Valentina Mazza (Kazakhstan, Napoli). I Premi Speciali sono infine stati assegnati a Luiza Pufu (Ambasciata di Romania), Camillo della Nebbia (Esercito Italiano) e Federico Quadrelli (Comites Berlino).

    – foto ufficio stampa Gazzetta Diplomatica –

    (ITALPRESS).

  • Firmato il rogito, lo stadio Meazza passa a Inter e Milan

    Firmato il rogito, lo stadio Meazza passa a Inter e Milan

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    MILANO (ITALPRESS) – Il Meazza passa ufficialmente nelle mani di Inter e Milan. E’ stato firmato dal Comune di Milano e dalla società Stadio San Siro S.p.A, l’atto notarile relativo “alla compravendita del compendio immobiliare comprensivo dello stadio Giuseppe Meazza, qualificato, nell’ambito del vigente Piano di Governo del Territorio, quale ‘Grande Funzione Urbana San Sirò, a seguito della proposta presentata dai due club”. “La realizzazione del nuovo stadio e dell’intervento di rigenerazione urbana per l’area di San Siro rappresentano un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i club – commentano le due società – Questo importante traguardo riflette le ambizioni condivise da Inter e Milan e dalle rispettive proprietà, fondi gestiti da Oaktree e RedBird, per un successo sportivo a lungo termine e per un investimento che permetterà di creare valore a supporto della crescita sostenibile di entrambe le società”. Inter e Milan hanno affidato “a Foster + Partners e MANICA il percorso progettuale e di sviluppo di un nuovo impianto di livello mondiale e del masterplan per l’area circostante. Lo stadio risponderà ai più alti standard internazionali ed è destinato a diventare una nuova icona architettonica per la città di Milano. Nell’ambito del progetto sorgerà un nuovo polo di eccellenza che rifletterà la vocazione sportiva e culturale del quartiere di San Siro e dell’intera città, rigenerando uno spazio urbano nel segno di innovazione, sostenibilità e accessibilità. L’operazione, perfezionata tramite la società Stadio San Siro S.p.A., è supportata da un finanziamento disposto dagli istituti bancari internazionali Goldman Sachs e J.P. Morgan in qualità di coordinatori principali, insieme ai partner bancari dei Club, Banco BPM e BPER Banca”.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Libia, ordine di custodia cautelare per Almasri: è accusato di tortura sui detenuti

    Libia, ordine di custodia cautelare per Almasri: è accusato di tortura sui detenuti

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – La Procura generale libica ha disposto la custodia cautelare dell’ex responsabile della Polizia giudiziaria Osama Najim, in relazione a indagini per tortura e aver causato la morte di un detenuto. Lo ha reso noto l’ufficio del Procuratore generale in un comunicato diffuso oggi.

    Le indagini, si legge nel testo, hanno riguardato violazioni dei diritti di dieci detenuti presso l’istituto di correzione e riabilitazione principale di Tripoli, oltre alla morte di un recluso per le percosse subite. Najim è stato interrogato sui fatti e risulta già in detenzione preventiva in attesa di sentenza.

    SCHLEIN “IL GOVERNO MELONI CHIEDA SCUSA AGLI ITALIANI”

    “Le autorità libiche hanno ordinato l’arresto di Almasri, per tortura e omicidio. Lo stesso criminale che Meloni, Nordio e Piantedosi hanno liberato e riaccompagnato a casa con un volo di Stato, dopo che la magistratura e le forze dell’ordine italiane lo avevano fermato nel nostro Paese per il mandato d’arresto della Corte Penale internazionale. Evidentemente per la procura in Libia il diritto internazionale non vale “solo fino a un certo punto”, come per il governo italiano. Questa è una figura vergognosa a livello internazionale per cui il governo deve chiedere scusa agli italiani”. Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

    CONTE “CHE UMILIAZIONE PER IL GOVERNO MELONI”

    “Che umiliazione per il Governo Meloni. Alla fine Almasri, un torturatore con accuse anche per stupri su bambini, è stato arrestato in Libia. Invece la nostra premier e i nostri ministri lo hanno fatto rientrare a casa con voli di Stato, con la nostra bandiera, calpestando il diritto internazionale e la Corte Penale internazionale, il cui Statuto a tutela dei diritti è stato firmato a Roma. Ora diranno che anche la Procura generale in Libia è un nemico del Governo? Che vergogna per la nostra immagine. Non è questa l’Italia”. Lo scrive su Facebook il presidente del M5S Giuseppe Conte.

    -Foto di repertorio IPA Agency-
    (ITALPRESS).