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  • Al via la 18esima edizione del Festival del Cinema Italiano di Madrid

    Al via la 18esima edizione del Festival del Cinema Italiano di Madrid

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Al via il Festival del cinema italiano a Madrid. Fino al 7 dicembre la capitale spagnola sarà inondata di proiezioni, incontri, celebrazioni e tanto altro appartenente al cinema italiano. Ogni proiezione sarà arricchita dalla presenza di un talento – regista, attore o autore – che ne racconterà la genesi e il percorso creativo. “Il Festival, giunto alla sua maggiore età, assume dunque questa missione: non soltanto luogo di proiezione, ma spazio di riflessione; non soltanto calendario di appuntamenti, ma piattaforma di dialogo culturale; non soltanto vetrina del nostro cinema, ma voce che porta l’Italia nel cuore di Madrid, e da Madrid la fa risuonare in Europa e nel mondo“, sottolinea Giulio Base, direttore artistico della manifestazione. “La diciottesima edizione sarà un successo di qualità artistica e partecipazione del pubblico. Prosegue il nostro impegno verso una diplomazia della crescita con l’invito a produzioni e Film Commission italiane che rafforzerà la possibilità di accordi con i partner spagnoli, offrendo maggiori opportunità per il mercato cinematografico italiano”, commenta il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

    “Celebrare per la diciottesima volta il Festival del Cinema italiano di Madrid significa tagliare il traguardo di una maturità non solo anagrafica. È l’Italia che continua a raccontarsi attraverso il genio, il talento e l’arte di emozionare attraverso i film. Non c’è modo migliore di rappresentare il nostro Paese e questa rassegna così matura ma sempre giovane con il suo entusiasmo lo fa al meglio”, dichiara Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia. “Abbiamo sentito l’esigenza di dare ancora più rilievo al cinema italiano cercando di realizzare un festival maggiormente articolato, offrendo maggior respiro alle nostre produzioni, mettendo in evidenza i tratti distintivi del nostro cinema”, sottolinea Elena Fontanella, direttrice di Chiara Fama dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. Una delle principali novità di questa edizione è la partecipazione del Piemonte in qualità di Regione ospite.

    “Siamo onorati di essere Regione ospite del Festival del Cinema Italiano di Madrid 2025, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura. La nostra partecipazione si inserisce in un rapporto sempre più stretto tra il Piemonte e la Spagna”, sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, Marina Chiarelli, assessore alla Cultura e Paolo Bongioanni assessore al Turismo. Un’altra novità è data dall’invito rivolto alle produzioni e alle Film Commission italiane a partecipare al festival: grazie alla collaborazione con il Comune di Madrid, la centralissima Casa de la Panadería sarà il luogo nel quale si terranno incontri fra le Film Commission italiane e spagnole. Tutte le proiezioni, a ingresso gratuito e in versione originale con sottotitoli in spagnolo, si terranno in diversi luoghi della capitale, mentre l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospiterà la sezione retrospettiva.

    – foto screenshot video Festival del Cinema Italiano di Madrid –

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  • Vardy-show, colpo Cremonese al “Dall’Ara” e Bologna al tappeto

    Vardy-show, colpo Cremonese al “Dall’Ara” e Bologna al tappeto

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    BOLOGNA (ITALPRESS) – Torna a vincere la Cremonese e lo fa nel segno di Jamie Vardy. Il 38enne inglese ex Leicester, infatti, firma la sua prima doppietta in Serie A nella vittoria per 3-1 in casa del Bologna. Tre punti fondamentali per i grigiorossi, che interrompono una striscia di tre sconfitte consecutive e salgono a 17 punti, a +7 dal terzultimo posto del Pisa e a -1 dall’ottavo della Lazio. Si ferma invece a tre la striscia di vittorie consecutive del Bologna, che in campionato non perdeva da due mesi e mezzo e che per la prima volta in campionato cade in casa, rimanendo al quinto posto con 24 punti assieme al Como. La partita è vivace e ad alta intensità fin dai primi istanti: Orsolini colpisce un palo dopo due minuti e Dominguez impegna Audero, ma la Cremonese non sta a guardare e si rende pericolosa con Vardy, che approfitta di un controllo sbagliato da Casale ma viene fermato da Zortea. La squadra di Nicola è più reattiva sulle seconde palle e cerca immediatamente la profondità, ed è così che sblocca il risultato al 31′: lancio di Audero, Casale colpisce di testa ma Bianchetti trova l’imbucata immediata in profondità per Payero, che batte Ravaglia. Al 35′, Vardy, su assist di Bonazzoli, raddoppia su una situazione identica, ancora da rilancio lungo di Audero. Un uno-due che stordisce il Bologna. Agli uomini di Italiano serve l’episodio, che arriva nel recupero, quando Bianchetti commette fallo di mano sulla giocata di Castro: Feliciani indica il dischetto e Orsolini trasforma. Il tecnico dei felsinei cambia qualcosa al ritorno dagli spogliatoi ma è la Cremonese a scendere in campo con più convinzione, trovando il nuovo doppio vantaggio al 50′: cambio di gioco per Barbieri, che mette in mezzo trovando Vardy, il quale taglia davanti al neoentrato Heggem, evita Ravaglia e segna. Poco dopo arriva anche un palo per la Cremonese, con la deviazione di Payero su calcio d’angolo. Con il passare dei minuti il ritmo cala e il Bologna cerca la scossa sui calci piazzati, prima con una spizzata di Pobega, su cui non arriva nessun compagno sul secondo palo, e poi con una palla tesa che trova la deviazione di Baschirotto, che rischia l’autogol colpendo l’incrocio dei pali. Italiano inserisce una seconda punta, Dallinga, ma a sfiorare il gol sono ancora gli ospiti: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, dopo una serie di rimpalli Terracciano sbaglia clamorosamente l’appoggio a pochi centimetri dalla porta completamente spalancata. Audero nega due volte al Bologna di riaprire la partita con due grandi riflessi, prima su Castro e poi su una deviazione di Folino. Il difensore è al centro di un episodio da moviola nel recupero, quando tocca la palla con il braccio largo nel tentativo di contrastare Dallinga: dopo un lungo check, il Var decide di non richiamare Feliciani all’on-field review. Il risultato non cambia più: il Bologna torna in campo già giovedì con la partita di Coppa Italia contro il Parma, mentre la Cremonese è attesa dalla sfida casalinga di domenica contro il Lecce.
    – foto Ipa Agency –
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  • “Welcome to AI”, il futuro prende forma al meeting europeo del Gruppo Di Martino

    “Welcome to AI”, il futuro prende forma al meeting europeo del Gruppo Di Martino

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    MISTERBIANCO (CATANIA) (ITALPRESS) – Si è svolto sabato 29 novembre, presso la nuova sede Comer Sud di Misterbianco (Catania), il meeting europeo del Gruppo Di Martino dal titolo “Welcome to AI”. Un evento che ha riunito oltre 1000 collaboratori provenienti da tutta Italia, Svezia, Spagna, Grecia e Maghreb, segnando un passaggio chiave nel percorso evolutivo del Gruppo verso l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali.
    Il Meeting si è svolto nella nuova struttura di oltre 17.000 mq, che accoglierà i nuovi showroom Mercedes-Benz, Nissan e il comparto usato Luxury, insieme alla nuova officina multibrand da 2.500 mq con 26 ponti di lavoro. “Un polo tecnologico e commerciale che ridisegna il concetto di concessionaria del futuro, ponendo la nuova sede catanese al centro dell’evoluzione del settore automotive in Italia”, si legge in una nota.
    Sul palco il conduttore televisivo e Team Manager del Gruppo Cristiano Di Stefano assieme a Davide e Fabio Di Martino, Consiglieri Delegati dell’omonimo Gruppo, che hanno introdotto gli obiettivi strategici legati alla digital transformation: investimenti in AI, formazione del personale e integrazione dei nuovi strumenti intelligenti nei processi di vendita, assistenza e comunicazione.
    Ospite d’eccezione della serata è stato Jacopo Perfetti, esperto di Intelligenza Artificiale generativa e voce autorevole nel panorama europeo, che ha approfondito il tema dell’AI applicata al mondo aziendale e produttivo, illustrando scenari, potenzialità e impatti concreti nei flussi operativi.
    Grande attenzione anche al coinvolgimento diretto dei partecipanti: gli ospiti hanno potuto interagire con l’AI in tempo reale attraverso postazioni digitali e call to action dal palco, modificando contenuti foto e video tramite smartphone e terminali dedicati. Un’esperienza esperienziale, immersiva e formativa, in pieno stile Gruppo Di Martino che è stata allietata anche dalla presenza di un cane robot dotato di AI che ha intrattenuto i partecipanti con la sua personalità.
    Durante la serata è stato infine presentato “Ciccio”, un consulente vendita digitale del Gruppo, progettato internamente dal reparto IT per supportare clienti e consulenti nelle attività di vendita Comer Sud. Un passo simbolico e concreto verso la trasformazione delle risorse tecnologiche in elementi attivi della quotidianità aziendale.
    Il meeting si è concluso con l’intervento del Presidente Angelo Di Martino, che ha ringraziato tutti i presenti definendo l’evento “un punto di incontro tra persone, competenze e futuro” e sottolineando come l’AI rappresenti un’opportunità di crescita condivisa, non solo un cambiamento tecnologico.

    – News in collaborazione con gruppo Di Martino –
    – Foto Italpress –

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  • Il 5 dicembre esce “081, il nuovo singolo di Geolier

    Il 5 dicembre esce “081, il nuovo singolo di Geolier

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Geolier, dopo aver dominato le classifiche con “Fotografia”, brano interamente in napoletano che ha conquistato il 1° posto su Spotify, Apple Music e YouTube, annuncia oggi una nuova, attesissima traccia: il singolo “081”(Atlantic Records Italy Warner Music Italy), in uscita venerdì 5 dicembre.

    “081” è appartenenza, è Napoli, è la città che ha visto nascere Emanuele e che ancora oggi lo riconosce prima come persona che come artista. Un richiamo diretto alle radici e a quel legame indissolubile che continua a definire la sua identità.

    A soli 25 anni, Geolier è già uno dei nomi più influenti e rivoluzionari della musica italiana. La sua ascesa non conosce rallentamenti: stadi pieni, milioni di ascolti, record battuti e soprattutto una credibilità unica, costruita grazie a un rapporto autentico con chi lo segue. Con “081”, Geolier riafferma tutto questo: l’artista, l’uomo, il ragazzo di Napoli che è diventato un fenomeno nazionale senza mai perdere sé stesso.

    Un brano potente, diretto, reale, un ritorno al rap più duro e iconico del suo stile, dimostrazione ennesima di una versatilità fuori scala.

    -Foto ufficio stampa Help e Pr Media-
    (ITALPRESS).

  • BYD, la quota di mercato sale al 2,8%. Leader in Italia tra elettrico e ibrido

    BYD, la quota di mercato sale al 2,8%. Leader in Italia tra elettrico e ibrido

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di novembre BYD ha raggiunto un importante traguardo con 3.524 immatricolazioni, conquistando una quota di mercato record del 2,8% e posizionandosi al 15° posto assoluto nel ranking generale. Questo risultato evidenzia un progresso significativo e rapido: in soli 15 mesi di presenza strutturata sul mercato italiano, BYD ha registrato una crescita superiore al 500%, che si riflette anche nel cumulato 2025, con circa 22.000 immatricolazioni nei primi 11 mesi, senza fare affidamento su veicoli con motori termici nella propria gamma.

    “Per raggiungere questa quota di mercato in Italia, altri marchi asiatici ed europei hanno impiegato fino a 15 anni – spiega BYD in una nota -. Questo risultato di BYD in Italia è stato ottenuto anche grazie alla strategia di espansione della rete di vendita, che entro la fine dell’anno vedrà l’apertura di 100 punti vendita sul territorio. Un piano di espansione, unitamente alla rete di post-vendita e di distribuzione ricambi, che mira a rafforzare in modo strutturale la presenza del marchio e a rendere i suoi veicoli ancora più accessibili agli italiani”. BYD si posiziona come leader nel settore dell’ibrido, dove la gamma DM-i Super Hybrid continua a riscuotere grande successo. In questo contesto, si posiziona con forza la ATTO 2 DM-i, il nuovo SUV compatto sviluppato ad hoc per il mercato europeo, che è in grado di offrire un’autonomia totale fino a 1.000 km, combinando l’efficienza di un veicolo elettrico con il supporto di un motore ibrido che consente di affrontare viaggi lunghi senza preoccupazioni.

    Uno dei principali protagonisti di questi risultati è la BYD DOLPHIN SURF, la vettura completamente elettrica più venduta in Italia. L’unica tra le city car elettriche ad aver ottenuto le 5 stelle EURO NCAP, che attestano il suo alto livello di sicurezza, ma anche la presenza della Blade Battery, la sola ad averla nella sua categoria che le conferisce una durata e una resistenza uniche nel segmento. A questi si aggiunge la presenza di numerosi sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), che rendono la DOLPHIN SURF una scelta sempre più apprezzata per chi cerca un’auto sicura, ecologica e performante. Nel segmento dei veicoli completamente elettrici, BYD ha consolidato il primo posto, con una quota del 17,2%.

    La performance nel mercato elettrificato (comprendente sia veicoli elettrici che ibridi) è altrettanto positiva, con una quota mensile del 14,8%, che conferma la solidità del marchio, il quale continua a crescere anche nel cumulato annuale, dove raggiunge l’11,9%, con circa 22.000 immatricolazioni. Anche a livello europeo, a novembre, BYD continua la sua scalata. In Spagna, sono state immatricolate 2.932 unità, con una quota di mercato del 3,1%, in Germania, ha immatricolato 4.030 unità, raggiungendo una quota di mercato del 1,6%, consolidando ulteriormente la propria posizione. Nel Regno Unito, il brand ha registrato 4.604 immatricolazioni, con una quota di mercato del 3,05%.

    – foto ufficio stampa Byd Italia –

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  • Ucraina, Zelensky: “La Russia non sia ricompensata per questa guerra”. Macron “Da Mosca nessun segnale di pace”

    Ucraina, Zelensky: “La Russia non sia ricompensata per questa guerra”. Macron “Da Mosca nessun segnale di pace”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La Russianon può avere l’impressione di essere ricompensata per questa guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in una conferenza stampa congiunta con l’omologo francese Emmanuel Macron.

    Per Zelensky “la questione territoriale è la più difficile” e i russi non intendono fermarsi nonostante le perdite. Servono però delle garanzie di sicurezza, ha proseguito, per garantire agli ucraini “che non si ripeterà un’aggressione”. 

    La Russia non ha inviato dei segnali che mostrassero che vuole la pace, è quanto dichiarato dal presidente francese, Emmanuel Macron. La Russia, ha aggiunto, “continua a uccidere e distruggere”. A proposito delle garanzie di sicurezza, Macron ha osservato che queste non possono essere stabilite senza una discussione che comprenda anche l’Ucraina e gli stessi alleati europei. “Le garanzie di sicurezza non possono essere discusse senza l’Ucraina e i suoi alleati europei, dato che riguardano anche la sicurezza europea”, ha precisato il titolare dell’Eliseo.

    KALLAS “PUO’ ESSERE UNA SETTIMANA CRUCIALE PER LA DIPLOMAZIA”

    Questa potrebbe essere una settimana lavorativa cruciale per la diplomazia: proseguono gli intensi colloqui per porre fine alla guerra in Russia. Tutti accolgono con favore la spinta per la pace, tranne la Russia. In questa guerra, c’è un aggressore e una vittima. Il nostro compito è fare tutto il possibile per sostenere la vittima e non per premiare l’aggressore. L’obiettivo è raggiungere una pace giusta e duratura, non un accordo che prepari il terreno per una prossima guerra”. Così l’Alto Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, al termine del Consiglio Difesa, secondo la quale “un finanziamento solido per l’Ucraina è fondamentale. Oggi i ministri hanno insistito sulla necessità di concordare con urgenza le opzioni di finanziamento. Un finanziamento pluriennale rappresenterebbe un punto di svolta per la difesa dell’Ucraina. Un’Ucraina più forte significa una fine più rapida della guerra di Putin, perché prima Putin si renderà conto che non può sopravvivere a noi, prima questa guerra finirà. Il nostro lavoro per costruire consenso e finanziamenti continua. I rischi devono essere condivisi, questo è molto chiaro: il Consiglio europeo di dicembre sarà cruciale a questo proposito”. 

    Kallas ha quindi sottolineato che i ministri hanno anche discusso “di un aumento del nostro sostegno militare all’Ucraina. L’Europa ha già fornito all’Ucraina oltre 187 miliardi, più di chiunque altro. Dobbiamo continuare a intensificare i nostri sforzi. La logica è molto semplice: più l’Ucraina è forte sul campo di battaglia, più forte è al tavolo dei negoziati. Abbiamo anche discusso di cosa le nostre due missioni potrebbero fare di più per rafforzare l’Ucraina. Fanno parte del sostegno dell’Unione Europea alle Garanzie di Sicurezza. Puntiamo a concludere la pianificazione per l’ampliamento delle missioni il prima possibile”.

    Infine, per quanto riguarda la cooperazione industriale con l’Ucraina in materia di difesa, “abbiamo discusso di come mobilitare ulteriori finanziamenti privati, anche attraverso la Bei. Europa e Ucraina devono costruire insieme, produrre insieme e innovare insieme. È una situazione vantaggiosa per entrambe le parti. L’Ucraina vanta un’esperienza sul campo di battaglia, e ne abbiamo bisogno anche per la nostra industria della difesa. Sono lieta che un numero maggiore di Stati membri si stia muovendo in tal senso”, ha concluso Kallas.

    “Oggi si è tenuto un confronto importante e costruttivo, quello del Consiglio Affari Esteri, per riaffermare il ruolo centrale degli Stati membri dell’UE, per l’idea di una difesa europea comune sempre più solida, efficiente ed efficace. Abbiamo evidenziato la necessità di valorizzare le missioni dei nostri contingenti all’estero già attive, evitando duplicazioni e
    prevedendo il coinvolgimento di altre Nazioni partner. Infine, abbiamo sottolineato che, per un’industria della difesa europea sempre più forte e integrata, è sempre più necessario standardizzare i requisiti e le capacità, stimolando la concorrenza e la competitività anche delle nostre industrie. Resta immutato il nostro sostegno all’Ucraina e alle iniziative Nato e UE in materia”, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Mattarella “Con mancata realizzazione difesa comune Ue drammatiche conseguenze”

    Mattarella “Con mancata realizzazione difesa comune Ue drammatiche conseguenze”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La mancata realizzazione della Difesa comune europea, ipotizzata da oltre settant’anni a partire dal Trattato di Parigi del 1952, sino alle conclusioni del Consiglio Europeo di Helsinki del dicembre 1999 – che prevedeva, entro il 2003, che gli Stati membri fossero in grado di schierare forze militari fino a 50.000-60.000 uomini capaci di svolgere l’insieme dei compiti di Petersberg – manifesta oggi tutte le drammatiche conseguenze dell’inazione nel processo d’integrazione. Nel mutato quadro geopolitico, l’Unione sconta oggi un ritardo che impone urgenza e visione, anche per ridurre le attuali carenze strategiche”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con i partecipanti del 21mo Foro di dialogo Italia-Spagna al Quirinale. “Uguale ritardo riguarda il completamento del mercato comune. Oggi è indispensabile rafforzare la capacità europea di crescere e generare opportunità, garantendo accesso equo ai benefici economici. E’ la ‘quinta libertà’ proposta nel Rapporto Letta. Spagna e Italia possono essere protagoniste a Bruxelles, unitamente agli altri partner europei, raccogliendo le istanze che arrivano dagli attori del nostro rapporto bilaterale, che il Foro di Dialogo così proficuamente raccoglie in uno scambio prezioso”, ha aggiunto il capo dello Stato.
    (ITALPRESS).
    -Foto: Quirinale-

  • Asl Roma 1, dopo oltre un anno riapre la comunità terapeutica di Via Sabrata

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    ROMA (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata oggi 1° dicembre la storica palazzina di via Sabrata, sede di quattro diversi servizi dedicati al disturbo psichiatrico.
    Presenti all’evento il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il Direttore Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Civita di Russo, vicecapo di Gabinetto Vicario, Roberta Angelilli, vice presidente della Regione Lazio, Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1, insieme al personale della struttura diretta dallo psichiatra, Dario Carrus, e al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1, Giuseppe Ducci.
    Dopo molti mesi di lavoro infatti la palazzina, risalente al periodo a cavallo della prima guerra mondiale, viene restituita ai suoi pazienti con la ripresa integrale delle attività di promozione e di tutela della salute mentale, attraverso prestazioni preventive, di cura e riabilitazione rivolte a persone con disagio psichico, in totale sicurezza e nel pieno miglioramento del comfort.
    Nei diversi piani del presidio convivono l’Ambulatorio Centro di Salute Mentale Sabrata, che si occupa di adulti oltre i 25 anni ed ha in carico oltre 1000 pazienti, con 16.682 prestazioni, la Struttura Residenziale Terapeutica Riabilitativa, con 16 posti letto, che si occupa della riduzione del disturbo psichiatrico, il recupero dell’autostima e delle competenze sociali, oltre al reinserimento nei luoghi naturali di vita (famiglia, lavoro, relazioni sociali di vario tipo), l’Ambulatorio di Prevenzione e interventi precoci salute mentale, dedicato ai giovani 14-25 anni che ogni anno supera le 13.000 prestazioni avendo in carico oltre 800 utenti, il centro diurno a cui fanno riferimento 90 persone e infine il centro di Disturbi del Comportamento Alimentare che ha in carico 53 pazienti.
    “La sanità sta cambiando – afferma Quintavalle – e al primo posto ci sono certamente i servizi dedicati alla salute mentale. Questo di via Sabrata è un luogo in cui sono presenti diverse funzioni che devono lavorare insieme attraverso interventi di prevenzione e di promozione ma soprattutto interventi precoci. Il centro deve dare ai nostri pazienti una prospettiva di vita magari anche attraverso la residenzialità – abbiamo 16 posti letto – ma come preludio a strutture più leggere, fino al rientro al proprio domicilio, a casa. Nella stessa ottica tra pochi mesi inaugureremo una struttura che mira a raggruppare tutte le problematiche e i disagi mentali da 0 a 100 anni”.
    La palazzina presentava diverse criticità dovute essenzialmente a problemi di infiltrazioni di umidità, al cattivo stato delle lavagne di copertura, dei cornicioni e al deterioramento generalizzato dell’edificio, che non consentivano sicurezza e comfort per pazienti ed operatori.
    Con un investimento di circa un milione di euro, è stata rimessa a nuovo una struttura di 2020 mq. Tra i lavori eseguiti rifacimento dei lastrici solari; le opere di protezione della scala interna e di protezione dei parapetti; il rifacimento dei servizi igienici; la sostituzione delle lastre in ardesia; il rifacimento degli intonaci in facciata; la sostituzione porte interne tutti i piani e delle finestre dei locali lavatoi; le tinteggiature interne ed esterne; gli interventi di bonifica dell’umidità al piano seminterrato e al piano terra; il rifacimento della pavimentazione, e dell’impianto di areazione dei locali fumatori; l’adeguamento e la verifica dell’impianto antincendio; la sistemazione spazi esterni (ringhiere, scale di accesso, piazzale e giardino); l’installazione lampioni e di paracolpi oltre che le importanti docce antimpiccaggio. Con l’occasione del rifacimento dei manti di copertura, è stato inserito anche uno strato di isolamento termico per migliorare sia le caratteristiche termoigrometriche dell’edificio, sia il comfort ambientale.
    Anche gli arredi sono stati completamenti rinnovati sia nelle stanze ad uso medico sia per le zone di residenza e per gli ambienti comuni.
    -foto ufficio stampa Asl Roma 1 –
    (ITALPRESS).

  • Congresso Usa, i repubblicani stringono il cerchio su Trump per il caso Hegseth

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara

    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lo scoop del Washington Post sulle operazioni letali ordinate nel Mar dei Caraibi sta producendo un effetto politico che fino a poche settimane fa sembrava impensabile: i repubblicani del Congresso stanno stringendo il cerchio su Donald Trump.

    L’inchiesta del quotidiano – secondo cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe impartito l’ordine di “uccidere tutti” dopo un primo attacco fallito contro un’imbarcazione di presunti narcotrafficanti venezuelani – ha spinto sia la Camera sia il Senato, entrambi a maggioranza GOP, ad aprire indagini parallele e bipartisan. È un segnale politico forte e chiaro.

    La ragione principale è che Trump, ogni giorno che si avvicina alle elezioni del novembre 2026, sta diventando una zavorra per le speranze dei repubblicani di confermare i loro seggi. L’economia non sta migliorando e chi aveva votato Trump nella speranza di un calo del costo della vita oggi esprime frustrazione. I prezzi nei supermercati e nei mall restano alti e – soprattutto – sempre più americani stanno realizzando che i dazi voluti da Trump non li stanno pagando i Paesi esteri, ma loro stessi, sotto forma di rincari su prodotti di largo consumo, dall’alimentare all’elettronica.

    Il malcontento economico ha fatto scendere i consensi: le recenti elezioni di inizio novembre hanno battuto i record nel distacco di voti tra governatori democratici vincenti e repubblicani sconfitti, con anche Trump ai minimi nei sondaggi. Nel GOP cresce il timore di una valanga democratica tra un anno, capace di travolgere la loro maggioranza parlamentare.

    In questo contesto, lo scoop del Washington Post è arrivato nel momento peggiore per la Casa Bianca. Il fatto che il quotidiano torni, con il suo scoop, a onorare quella gloriosa testata che con il Watergate defenestrò un presidente popolare come Nixon – e dopo mesi in cui il proprietario Jeff Bezos gli aveva messo la museruola nel confrontarsi con Trump – può essere letto come un segnale di via libera: perfino Bezos sembra aver capito che per Trump potrebbe essere “l’inizio della fine”, e che il giornale può tornare al suo ruolo originario di mastino a guardia del potere.

    Il Congresso quindi ha agito subito. Le commissioni Forze Armate di Camera e Senato hanno annunciato “rigorose indagini” sugli attacchi del 2 settembre, in cui – secondo le ricostruzioni – un primo strike contro una presunta barca della droga lasciò due sopravvissuti, poi uccisi da un secondo missile. Alcuni giuristi hanno definito questa eventualità, se confermata, un potenziale crimine di guerra.

    Il senatore democratico Mark Kelly – che Trump e Hegseth avevano accusato di sedizione per un video in cui, con altri legislatori, spronava i militari USA a non rispettare ordini illegali – ha dichiarato alla CNN: “Se le informazioni sono accurate, sembrerebbe configurarsi un crimine di guerra”.

    Altri esperti ricordano che, non essendoci formalmente uno stato di guerra tra Stati Uniti e Venezuela, non si potrebbe parlare di “war crime”, ma si tratterebbe invece di omicidio a tutti gli effetti. E se il Congresso dovesse accertare che l’ordine è partito davvero da Hegseth, l’impeachment per il segretario alla Difesa sarebbe inevitabile.

    Un rischio enorme per Trump, che potrebbe decidere di sacrificarlo prima che un processo del genere diventi una vera e propria “prova generale” per un procedimento contro lo stesso presidente. Trump, dal canto suo, sull’Air Force One ha finora difeso Hegseth: “Ha detto che non è avvenuto e gli credo. Indagheremo”.

    Ma indebolito dall’economia, dal caso Epstein Files e dai sondaggi in caduta, Trump potrebbe rendersi conto che sta diventando una zavorra per il partito. La votazione congiunta delle due Camere sul rilascio dei documenti Epstein – evento rarissimo – è stato il primo avvertimento. L’inchiesta su Hegseth potrebbe diventare il secondo.

    Il timore, ormai diffuso, è che la somma di inflazione, dazi, scandali e incoerenze – anche nella politica estera – possa affondare non solo la Casa Bianca, ma tutto il partito. Per questo, da Capitol Hill filtrano segnali chiari: o Trump cambia rotta – rispettando Costituzione e Congresso – oppure saranno gli stessi repubblicani a intervenire per evitare un tracollo elettorale nel 2026.

    Il caso Hegseth rischia di diventare la linea di demarcazione: se Trump sarà costretto a sacrificarlo, si aprirà una nuova fase nel GOP, con un presidente sottomesso al volere dei legislatori del suo partito. Se invece proverà a difenderlo a oltranza, lo scontro con il Congresso diventerà inevitabile. Gli ultimi giorni di novembre potrebbero essere ricordati come l’inizio della resa dei conti tra Trump e il Partito Repubblicano.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Energia, Pichetto “Domanda in aumento, sfruttare le tecnologie con mente aperta”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Non sono solo le sfide dei nuovi equilibri internazionali a rendere oggi più difficile il compito di garantire la sicurezza energetica. Vi è anche un altro elemento sempre più pesante e ineludibile: la confermata prospettiva di una forte crescita della domanda di energia che, anche per la diffusione dell’intelligenza artificiale, ci impone di giocare questa partita con tutte le tecnologie che la scienza ci mette a disposizione e con mente aperta anche alle tecnologie che la ricerca ci potrà mettere a disposizione nel futuro”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, alla XXI edizione del Foro di Dialogo Italia – Spagna.
    “Per l’Italia in questi ultimi anni il tema della sicurezza degli approvvigionamenti ha assunto una rilevanza determinante ponendo l’esigenza di diversificare rotte e fonti. Stiamo perciò investendo sia in nuove infrastrutture sia nello sviluppo di produzioni interne che riducano la dipendenza dalle importazioni: quindi fonti rinnovabili e, in prospettiva, nucleare – prosegue -. Dopo l’azzeramento delle forniture dalla Russia, con il riorientamento degli approvvigionamenti via tubo (Africa e Azerbaigian) e con l’aumento di GNL, stiamo lavorando sulle infrastrutture, potenziando la capacità di rigassificazione con due nuove unità (Piombino e Ravenna) e rafforzando la linea di trasporto gas adriatica, anche per consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo allargato”.
    “Su questo vorrei fare un richiamo diretto alle negoziazioni in corso a Bruxelles nel cosiddetto trilogo (Consiglio, Commissione e Parlamento) sul Regolamento europeo RepowerEU: dobbiamo raggiungere l’obiettivo di eliminazione gas e GNL russo in Europa; al tempo stesso dobbiamo evitare che, per gas e GNL non russo, si creino eccessivi oneri amministrativi e di controllo che potrebbero inficiare liquidità e funzionamento del mercato del GNL con impatti sulla sicurezza energetica e sui prezzi dell’energia – sottolinea Pichetto Fratin -. La diversificazione delle fonti e il conseguente incremento della sicurezza passano anche dagli investimenti nelle interconnessioni. E su questo tengo a sottolineare -visto che oggi parliamo della collaborazione tra Italia e Spagna- che i nostri due Paesi stanno attivamente collaborando nei tavoli di lavoro europei. Mi riferisco alla nuova lista dei progetti di interesse comune del Regolamento per Reti Trans europee per l’Energia TEN-E nonchè al negoziato in corso sulla nuova proposta di Regolamento del Meccanismo per Collegare l’Europa (CEF energia). In questo ci aiuterà l’incremento di risorse europee per il prossimo settennato e ci auguriamo sia sostenuta la proposta spagnola di inserire nell’articolato un riferimento alla necessità di supportare le azioni per integrare il mercato interno dell’energia, porre fine all’isolamento energetico ed eliminare i colli di bottiglia”.
    “Inoltre la Commissione sta per adottare il nuovo Pacchetto Europeo sulle Reti, che comporterà la revisione del Regolamento TEN-E, per un mercato energetico connesso ed integrato. Per aumentare accessibilità, sostenibilità e sicurezza energetica, dobbiamo sfruttare tutte le tecnologie e le catene di approvvigionamento a zero emissioni nette e a basse emissioni di carbonio, comprese energie rinnovabili, efficienza energetica, carburanti sostenibili, idrogeno e CCS – spiega ancora il ministro -. Tutto ciò dobbiamo farlo per avere più energia disponibile e avere energia più sicura e pulita. Ma lo dobbiamo fare anche per avere energia a prezzi più sostenibili per le famiglie e per le imprese. Nella accezione sviluppata in ambito IEA e G7, sicurezza energetica non significa solo approvvigionamento, ma anche che l’energia sia garantita a costi accessibili a imprese e famiglie. Sulle fonti rinnovabili che si producono in autonomia la Spagna è avanti, anche grazie ad una geografia più favorevole. Ma anche noi stiamo facendo importanti passi avanti con i nostri programmi di incentivazione. Stiamo finanziando le Comunità Energetiche e favorendo investimenti in fonti rinnovabili delle imprese energivore con il programma Energy Release. Stiamo incentivando lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso lo schema cosiddetto FERX, che riguarda le fonti rinnovabili che hanno raggiunto un livello di maturità sul mercato e che solo per quest’anno dovrebbe favorire l’installazione di ben 18 GW di capacità nuova o ripotenziata”.
    “Dobbiamo però preoccuparci anche del rischio delle dipendenze dai fornitori di tecnologie e di materie prime critiche. Anche in questo Italia e Spagna sono insieme impegnate in Europa a sviluppare filiere autonome. E tengo a ricordare che l’Italia è stato il primo paese a riservare, nel FERX, una quota significativa delle incentivazioni a progetti che utilizzano tecnologie non provenienti dai paesi le cui imprese sono già dominanti sui mercati UE – conclude Pichetto Fratin -. Vorrei chiudere con un riferimento al futuro e quindi al piano che l’Italia ha messo in cantiere con quel richiamato approccio basato su scienza, neutralità tecnologica e sull’obiettivo di una energia accessibile, pulita e sostenibile. Sono orgoglioso che il governo, dall’ultima volta che ci siano riuniti a Barcellona, abbia raggiunto l’obiettivo -un tempo impensabile- di definire e sottoporre al Parlamento un quadro normativo che offra all’Italia un’opzione cruciale rispetto al progressivo aumento della domanda energetica. Sto parlando del disegno di legge delega in materia di energia nucleare sostenibile approvato il 2 ottobre che conferma la visione di un Governo che pensa a famiglie e imprese, affrontando l’emergenza ma anche pianificando il futuro”.

    – Foto ufficio stampa Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica –

    (ITALPRESS).