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  • Kamala Harris contro Donald Trump, 90 minuti roventi di duello tv

    Kamala Harris contro Donald Trump, 90 minuti roventi di duello tv

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    ROMA (ITALPRESS) – Al National Constitution Center di Filadelfia primo dibattito televisivo tra Donald Trump e Kamala Harris. I due candidati alla Casa Bianca, a meno di due mesi dall’Election Day, si sono confrontati sui temi di maggiore interesse nazionale e internazionale. Sono stati 90 minuti roventi di duello tv. Il dibattito è stato moderato da David Muir e Linsey Davis di Abc News. I due candidati hanno avuto due minuti ciascuno per rispondere a ogni domanda, due per una eventuale replica e un altro per una controreplica.
    Tanti i temi toccati: dall’economia all’Ucraina e la guerra a Gaza passando per il diritto all’aborto, l’immigrazione e l’Afghanistan. “Non sono nè Biden nè Trump, sono la leader di una nuova generazione”, ha dichiarato la vice presidente che ha stretto la mano al rivale prima del dibattito. Poi l’accusa di “aver venduto gli Stati Uniti alla Cina” con la sua politica dei chips e di essere amico di dittatori come Vladimir Putin e Kim Jong Un che “fanno il tifo per lui perchè lo possono manipolare”. Trump ribatte: è una “marxista che ha distrutto il paese con politiche folli” e “anti-Israele che distruggerà il Paese entro due anni dal suo insediamento”. Alla fine del dibattito, Kamala Harris incassa l’endorsement di Taylor Swift, che attacca anche Trump per avere usato l’intelligenza artificiale facendo credere che la star lo appoggiasse.
    Lui dopo il dibattito è comparso nella “spin room”, dove in genere vanno i surrogati per sostenere i candidati. Ha detto che “è stato il miglior dibattito della mia vita”, ma la sua apparizione è stata un chiaro segno delle difficoltà, perchè si è reso conto che il dibattito è andato male e ha sentito la necessità di correggere e rafforzare il messaggio. Harris infatti lo ha sfidato, invitandolo a fare un secondo dibattito: “Vedremo”, ha risposto lui laconico.
    – foto Ipa –
    (ITALPRESS).

  • 11 settembre, Meloni “Prosegue impegno nella lotta al terrorismo”

    11 settembre, Meloni “Prosegue impegno nella lotta al terrorismo”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono giorni che rimarranno per sempre scolpiti nelle nostre menti. Avvenimenti che cambiano per sempre il corso della storia e con essa anche le vite di molti cittadini. L’11 settembre 2001 fu una di queste date. Un attacco terroristico devastante che colpì al cuore gli Stati Uniti d’America e l’intero Occidente”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni che aggiunge: “A distanza di 23 anni il nostro pensiero va alle migliaia di vittime innocenti e ai loro familiari. Anche nel loro ricordo prosegue il nostro impegno nella lotta al fondamentalismo islamico e a ogni forma di terrorismo, a difesa dei valori di libertà e democrazia, pilastri della nostra Costituzione e della nostra cultura. Non dimentichiamo”.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Usa, su Trump si abbattono la grinta di Kamala e l’uragano Taylor

    Usa, su Trump si abbattono la grinta di Kamala e l’uragano Taylor

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Se il dibattito per la Presidenza degli Stati Uniti di martedì sera sulla ABC in diretta da Filadelfia volessimo raccontarlo come una partita di calcio, scriveremmo che dopo un primo tempo a reti inviolate, nella seconda metà Kamala Harris ha dilagato contro Donald Trump concedendo, solo alla fine, all’ex presidente un inutile goal della bandiera. La vicepresidente ha mostrato fin dai primi secondi della diretta in tv più sicurezza dell’avversario. Salendo sul palco, è andata a cercarlo e stringendogli la mano ad alta voce ha detto il suo nome (che l’ex presidente di solito storpia). Poi, dopo una partenza lenta dovuta anche alla prima domanda sull’economia in cui la vice di Biden è più vulnerabile, la candidata che potrebbe diventare la prima donna presidente del paese più potente del mondo, per oltre un’ora ha scaricato micidiali affondi sull’avversario, frastornandolo. Harris ha bucato la difesa di Trump attaccandolo sulle decisioni sull’aborto, sulle sue condanne penali, sulle sue pericolose bugie – ancora ripetute ieri – sul voto nelle elezioni del 2020, sulle sue responsabilità per il 6 gennaio 2021 – con Trump “nudo” e quindi sfuggente alla domanda se avesse qualcosa da recriminare -. Ridicolizzando Trump persino sulle notizie “inventate” sui migranti che “ruberebbero” gli animali domestici degli americani “per mangiarseli”. Persino sulla politica estera, in cui Trump avrebbe voluto dominare sostenendo che con lui si evita “la terza guerra mondiale”, ha dovuto invece subire la scaltrezza di Harris. Come quando la vice presidente, dopo aver rivelato che diversi ufficiali militari le avevano confidato di considerare Trump “una vergogna, una disgrazia” per la sicurezza degli USA, ha poi descritto la tendenza dell’allora presidente a “piegarsi” alle volontà dei dittatori. Qui Harris è riuscita a colpire con un siluro che potrebbe dargli la vittoria in uno degli stati in bilico: “chissà cosa ne pensano gli oltre 600 mila americani di origine polacca della Pennsylvania’, ha detto accusando Trump di voler dare il via libera alla Russia di Putin in Ucraina e poi in Europa. L’ex presidente, che nei primi minuti non aveva iniziato male, mantenendo la calma e seguendo un suo filo logico pur saltando di palo in frasca negli argomenti, ha cominciato a barcollare quando ha abboccato all’esca lanciata dall’astuta Harris. Riferendosi al pubblico che partecipa ai comizi di Trump, Kamala ha provocato il narcisismo di Donald affermando che i “suoi comizi in cui parla solo di se stesso sono così noiosi che sempre più gente va via prima della fine’. Fumava di rabbia Trump a quelle insinuazioni e per tutto il resto del dibattito ha perso la bussola.
    Da quel momento il candidato repubblicano ha continuato ad abboccare alle provocazioni dell’avversaria, rispondendo ad ogni critica confusamente, tentando di replicare con l’arma della disinformazione ma che veniva puntualmente ripresa e annullata dai conduttori. Così, come se fosse tornato all’asilo, si assiste a Trump esclamare all’improvviso: “Ora vi dico un segreto, anche Biden la detesta”. Tutto questo in un’ora e mezza in cui Trump non ha mai rivolto lo sguardo verso Harris, mentre la vicepresidente lo osservava facendo espressioni col viso e chiaramente lanciando il messaggio al pubblico a casa: ma come si fa a prenderlo sul serio? “È ora di voltare pagina”, ha ripetuto Harris, col piglio avvolte da pubblico ministero nei confronti dell’imputato all’arringa finale. Harris ha descritto Trump come un servitore dei suoi interessi personali e dei miliardari e delle grandi corporation, mentre lei sarebbe stata la paladina della classe media. Trump ha dal canto suo descritto la Harris come non solo “liberal”, ma addirittura “una marxista come suo padre, un professore marxista di economia che le ha insegnato bene’. Solo alla fine Trump è riuscito a collegare la Harris all’amministrazione del poco popolare Joe Biden e nel suo discorso di chiusura, ha detto che l’avversaria non avrebbe mai realizzato quello che promette, “perché non lo ha fatto negli ultimi tre anni e mezzo che era alla Casa Bianca”. Se Trump è pur riuscito a sferrare dei colpi ad Harris sull’andamento dell’economia con Biden, riferendosi più volte ai danni provocati dall’inflazione, la vicepresidente ha replicato presentando la sua proposta di concedere 50 mila dollari di sgravi fiscali alle piccole aziende “start-up” e fino a 6 mila dollari l’anno per figlio ai genitori. Ma è stato sull’aborto che Trump ha subito l’attacco da Harris andato perfettamente a segno: ‘Non è necessario abbandonare la propria fede o convinzioni profondamente radicate per concordare che il governo – e Donald Trump, certamente – non dovrebbe dire a una donna cosa fare del suo corpo”. La sala a Filadelfia era senza pubblico e con due giornalisti della ABC a condurre le domande e aprire e chiudere i microfoni, con David Muir e Linsey Davis, a differenza di quello che accadde nel precedente dibattito condotto dalla CNN tra Trump e Biden, che sono intervenuti quando uno dei candidati (ovvero sempre il candidato repubblicano) ha detto falsità con dati inventati così evidenti che alla replica, lui non ha avuto il coraggio di insistere. ‘Non esiste uno stato in questo paese in cui sia legale uccidere un bambino dopo la nascita’, la giornalista Davis stizzita ha richiamato ad un certo punto Trump dopo che quest’ultimo aveva continuato ad affermare che i democratici in certi stati permettevano l”esecuzione’ dei neonati.
    Ma il gran colpo della serata per la campagna elettorale di Harris-Walz è arrivato quando il dibattito contro Trump era già finito da pochi minuti e i network televisivi e i siti dei giornali americani hanno diffuso la “breaking news”: la pop star Taylor Swift aveva appena annunciato con un post sui social il suo appoggio per il ticket democratico della vicepresidente Kamala Harris e del governatore del Minnesota Tim Walz. Rivolgendosi ai suoi quasi 300 milioni di follower su Instagram, Swift ha firmato il suo post ‘gattara senza figli’, in riferimento ai commenti dispregiativi sulle donne senza figli fatti da JD Vance, il senatore dell’Ohio scelto da Trump nel ticket repubblicano. Nel post scriveva perché sosteneva Harris-Walz, mettendo l’accento nel diritto della donna alla libertà di scegliere sul proprio corpo. Concludiamo avvertendo che la prestazione convincente di Harris nel dibattito non potrà servire a portar via dei voti da quel 50% di elettori repubblicani e MAGA e che finora nei sondaggi hanno indicato costantemente che voteranno Trump il 5 novembre nei sette stati chiave per vincere le elezioni (oltre alla Pennsylvania, il Michigan, Wisconsin, Georgia, North Carolina, Nevada e Arizona). Invece il dibattito potrebbe avvantaggiare Harris se ha convinto – la conferma l’avremo nei poll post dibattito- una maggioranza di elettori ancora indecisi nei 7 stati “dondolanti”, che sono ormai pochissimi ma che nella corsa tra candidati “testa a testa”, il loro voto sarà determinante. L’appoggio di Taylor Swift potrà far la differenza per Harris? L’appello della cantante più popolare d’America e del mondo, potrebbe avere certi prevedibili effetti sulle decine e decine di migliaia di giovanissime che ancora non si erano mai interessate alla politica. In quel caso vedremo le “swifties” correre per la prima volta al seggio elettorale per votare Kamala. Alla fine del dibattito di Filadelfia (intanto la campagna di Harris sfida subito quella di Trump ad organizzarne un altro in ottobre) resta sospesa, come una spada di Damocle, la domanda che ieri nessuno ha fatto a ciascuno dei candidati: ma se vincesse Trump (considerato da Harris un tiranno pericoloso per la democrazia) cosa direbbe la vicepresidente al suo elettorato? Si può accettare la sconfitta lasciando la democrazia USA in balia del futuro dittatore? Ma se a vincere invece fosse la Harris (appena chiamata da Trump la marxista pronta a distruggere l’America) cosa potrebbe dire l’ex presidente al suo elettorato? Tutti i MAGA alla presa della Casa Bianca?

    – Foto Ipa Agency –

  • Calderone “Servono competenze per i lavori del futuro”

    Calderone “Servono competenze per i lavori del futuro”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Il G7 lavoro parte dall’osservazione di quanto sta cambiando il mondo del lavoro anche per effetto delle transizioni che sono in corso a partire dall’impatto con l’Intelligenza Artificiale”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ospite di Radio24.
    “La grande cifra distintiva di questo G7 è la visione del futuro, l’accompagnamento al futuro che va fatto con consapevolezza, la tecnologia accompagna il lavoro non lo distrugge – ha aggiunto – il mondo del lavoro sta cambiando, ruota intorno all’innovazione tecnologia e green, le transizioni cambiano anche le necessità delle aziende, c’è la necessità di avere lavoratori con competenze per i lavori del futuro e su questo si costruisce un piano di azione, l’intelligenza artificiale deve avere come riferimento una visione umano centrica, e, infine, in una società che invecchia, dove cambiano i bisogni, si deve guardare ad un futuro con un invecchiamento attivo”.
    – foto Ipa –
    (ITALPRESS).

  • Tripletta Baldanzi, l’Under 21 vince 3-0 in Norvegia

    Tripletta Baldanzi, l’Under 21 vince 3-0 in Norvegia

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    STAVANGER (NORVEGIA) (ITALPRESS) – Importante vittoria per l’Italia Under 21 che, nel match di Stavanger valido per la nona giornata del girone A delle qualificazioni agli Europei 2025, si sbarazza 3-0 della Norvegia. Un successo che, unito al pari casalingo dell’Irlanda contro la Lettonia, permette agli azzurrini di portarsi a un passo dalla qualificazione, considerando anche lo scontro diretto in casa in programma il 15 ottobre. I padroni di casa inizialmente sembrano avere un buon approccio alla partita, ma al 10′ Gnonto trova la giusta imbucata per Tommaso Baldanzi che, davanti al portiere, realizza la rete del vantaggio degli azzurrini. La reazione da parte della formazione scandinava non si fa attendere, tanto che in più occasioni si rende pericolosa con Jatta, il quale pecca di imprecisione. Al 18′ Gnonto si divora il raddoppio sprecando una grande occasione su splendido cross dalla sinistra di Ruggeri. Tre minuti più tardi Arnstad finisce a terra in area di rigore, ma per il direttore di gara non c’è nulla. Con il passare dei minuti i ragazzi di Carmine Nunziata gestiscono il vantaggio facendo girare la palla, ma rischiano sul calcio di punizione di Arnstad che sfiora la traversa.
    Le due squadre, dunque, vanno a riposo sul parziale di 0-1. Nella ripresa sono sempre gli azzurrini a fare la partita, ma al 54′ la Norvegia va molto vicina al pareggio: un grande intervento di Desplanches nega la rete ad Arnstad. Al 67′ Pisilli, su suggerimento di Zanotti, colpisce un clamoroso palo. I tempi sembrano maturi per il raddoppio della squadra ospite, che al 72′ riesce a concretizzare ancora una volta con Tommaso Baldanzi: l’attaccante infila la sfera sotto la traversa con un potente mancino. Nel finale di gara il giocatore della Roma realizza la sua personale tripletta con un meraviglioso mancino sotto l’incrocio dei pali e fissa il punteggio sul definitivo 3-0. In virtù di questo successo l’Italia consolida il primo posto in classifica salendo a 21 punti, mentre la Norvegia resta ferma a quota 15. Nell’altra gara del girone la Lettonia blocca l’Irlanda sul punteggio di 2-2 a Cork: il vantaggio sugli irlandesi (che hanno una partita e che affronteranno gli azzurrini il 15 ottobre a Trieste), dunque, ora è di quattro punti.
    – Foto Ipa Agency –
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  • X Factor, Giorgia al debutto da conduttrice “Ce la metterò tutta”

    X Factor, Giorgia al debutto da conduttrice “Ce la metterò tutta”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – “Sangue e arena ha rotto i co…, siamo capaci di discutere anche in maniera molto animata senza trascendere in volgarità”. Il benvenuto alla 18^ edizione di X Factor, con l’evidente cambio di linea, lo dà Manuel Agnelli, veterano del talent show di Sky Italia al via giovedì 12 settembre. Rientrato in giuria dopo due edizioni, Agnelli avrà come colleghi Paola Iezzi, Achille Lauro e Jake La Furia, al debutto nel programma così come la conduttrice, Giorgia. “La scommessa è stata trovare una giuria e una conduzione nuova che avesse sintonia. Da questi 5 artisti, che sono persone bellissime, ci aspettiamo che offrano ai concorrenti competenza e solidità”, ha spiegato Antonella d’Errico, executive vice president content Sky Italia, parlando della novità più importante del programma, la finale in programma a Napoli in piazza del Plebiscito il 5 dicembre. “Chiuderemo in una città di festa – ha aggiunto – perchè X Factor è una gara, ma ci si diverte”.
    Di divertimento, e non solo, parlano anche i giudici. «Il divertimento è una marcia in più e dobbiamo proteggere questa dinamica anche nei live, quando parte la gara e gli animi si accendono», ha detto Manuel Agnelli. “Il clima è stato inaspettato, non immaginavo una squadra così affiatata. Sono stati bravi quelli che ci hanno messo insieme. E mi ha stupita la bravura di Giorgia come conduttrice”, gli ha fatto eco Paola Iezzi. «Ho passato un sacco di anni da fan del programma perchè è uno dei più veritieri e si parla di musica – ha continuato -. Non ho mai pensato che parlare di musica, anche più tecnicamente, annoi il pubblico. Credo che X Factor da questo punto di vista sia update (moderno) e per questo debba essere protetto». Con Iezzi approdano in giuria anche il «battitore libero» Achille Lauro. «Sono un battitore libero e cerco un battitore libero. Sto affrontando X Factor come la mia carriera da sovversivo e anarchico della musica. Sto cercando chi interpreta la musica senza logica di mercato, quell’unicità che permette di sopravvivere nel mondo della musica». Leggerezza e sincerità sono, invece, le caratteristiche che sente di avere Jake La Furia che ha spiegato: «Tratto le persone con schiettezza che a volte può sembrare brutalità, ma non credo di essere stato così tremendo». Infatti, un minuto dopo, ha confessato: «Al momento di dover lasciare a casa qualche concorrente è stato difficile essere distaccato». E poi… arriva lei Giorgia, nella nuova veste di conduttrice. «L’esperienza fatta a Sanremo da co-conduttrice per una sera con un gigante come Amadeus, insieme ad altre, mi ha fatto capire che mi sarebbe piaciuto misurarmi nella conduzione», ha confessato. Detto fatto. «Da qui a diventare una brava conduttrice ce ne vuole, dovrò studiare ma ce la metterò tutta. Per esempio non sarei una brava giudice perchè entro in empatia, non sarei brava. Io avrei fatto passare tutti e poi mi cacciavano», ha scherzato con la simpatia che la contraddistingue ribattendo a chi le ha chiesto dei “conflitti di interesse” con il compagno Emanuel Lo, insegnante di ballo ad Amici. «Non ci sono segreti da tenere, l’unica tematica è che siamo entrambi impegnati il giovedì e abbiamo un ragazzino (il figlio Samuel, nda) da sistemare».
    Adesso il microfono passa ai nuovi concorrenti pronti a contendersi la vittoria finale, e ai giudici che devono scoprirne le potenzialità. «Io con i Maneskin mi sono tolto la velleità di trovare artisti per la discografia – ha sottolineato Agnelli -. Non sono qua per trovare i nuovi Maneskin ma per parlare di musica, che è una parte della cultura popolare che manca». Anche perchè X Factor è sempre un programma televisivo. «Con Masterchef e Pechino Express fa parte dell’ossatura di Sky e continueremo a puntarci – chiarisce D’Errico -. L’andamento ondivago degli ascolti fa parte della vita dei format. Certo, poi, ogni due anni va rinnovato». E il prossimo, come ha ricordato, è un anno di rinnovo.
    – foto ufficio stampa Sky (di Virginia Bettoja)-
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  • Debutta la Classic Defender V8 by Works Bespoke

    Debutta la Classic Defender V8 by Works Bespoke

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Nuovo capitolo della storia di Land Rover Classic con il lancio della Classic Defender V8 by Works Bespoke. Ampliando la gamma di servizi di restauro di Land Rover Classic, che offre veicoli assolutamente unici, Works Bespoke consente ai clienti di dare vita alla propria visione della Classic Defender, e rappresenta l’apice della personalizzazione.
    Scegliendo fra i modelli 90 e 110 i clienti possono creare le specifiche della Classic Defender V8 dei loro sogni con il configuratore digitale Land Rover Classic, ricevendo inoltre un supporto personalizzato e dedicato da parte dei team di specialisti Classic Works a Coventry, Regno Unito ed Essen, Germania.
    Ogni Classic Defender V8 di Works Bespoke è il prodotto di centinaia di ore di lavoro scrupoloso dei nostri esperti tecnici Land Rover Classic. Ogni esemplare, acquistato dal nostro team di specialisti, proviene da veicoli donatori originariamente prodotti tra il 2012 e il 2016, prima di essere completamente rielaborato da zero fino ai minimi dettagli, riprogettato e aggiornato, in modo che i clienti possano essere sicuri della longevità, della resistenza e della qualità del veicolo.
    Combinando lusso, capacità e usabilità moderna, la Classic Defender V8 è equipaggiata con un autentico motore Land Rover V8 a benzina 5,0 litri da 405 CV che dona a questi veicoli esclusivi la potenza di un V8 e l’autenticità di una Classic Defender.
    Come sulle Land Rover Classic Islay Edition e Trophy, il V8 è abbinato a una trasmissione automatica ZF a otto rapporti per prestazioni senza sforzo, sostenute dalla speciale taratura delle sospensioni, sviluppata in Land Rover per una tenuta di strada e un comfort di guida ottimali. “Con Works Bespoke stiamo dando ai clienti l’opportunità di creare la loro perfetta Classic Defender V8, un veicolo che si adatta esattamente al loro stile di vita. Ogni veicolo è realizzato con amore, con la creatività quale unico limite, perchè si tratta di personalizzare ogni vettura secondo le specifiche desiderate dal proprietario. Dall’inizio alla fine, ai clienti di Works Bespoke verrà offerta un’esperienza unica, creando la loro Defender V8 classic” ha dichiarato Paul Barritt, Direttore di Land Rover Classic. Classic Defender V8 by Works Bespoke è disponibile negli iconici design 90 e 110, con prezzi a partire da 190.000 sterline, più l’applicazione tasse locali. La Classic Defender V8 di Works Bespoke ha appena debuttato al Goodwood Revival.

    foto: ufficio stampa JLR Italia

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  • Migliorano le condizioni di Schillaci, vigile e cosciente

    Migliorano le condizioni di Schillaci, vigile e cosciente

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    PALERMO (ITALPRESS) – Notizie incoraggianti su Totò Schillaci. Le condizioni di salute dell’eroe di Italia ’90, ricoverato all’ospedale Civico di Palermo nel reparto di Pneumologia, secondo quanto comunicato dalla direzione sanitaria del complesso ospedaliero del capoluogo siciliano “sono in miglioramento. Stanotte si è registrata una aritmia atriale, ben tollerata dal paziente, per cui è stato iniziato un trattamento farmacologico che ha determinato la stabilizzazione della frequenza cardiaca. Le terapie farmacologiche sono valse ad ottenere un miglioramento del compenso respiratorio con riduzione del supporto di ossigeno”. Schillaci “è vigile, cosciente, con netto miglioramento dello stato ansioso, per cui riposa tranquillo”.
    – Foto Ipa Agency –
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  • “Caso Sinner” resta aperto, Wada ancora in tempo per ricorso

    “Caso Sinner” resta aperto, Wada ancora in tempo per ricorso

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    ROMA (ITALPRESS) – Non trova pace, Jannik Sinner, almeno fuori dal campo. Sembrava avesse tempo fino alla mezzanotte di ieri la Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, per ricorrere contro la decisione del tribunale indipendente, dopo l’inchiesta avviata dall’Itia (International Tennis Integrity Agency), di “assolvere” Jannik Sinner dall’accusa di doping dopo le tracce (irrisorie) di Clostebol riscontrate nelle urine del 23enne fuoriclasse altoatesino in un controllo svolto a Indian Wells il 10 marzo e in un altro test effettuato la settimana successiva. Questo perchè era idealmente fissato a questa notte il termine dei 21 giorni per presentare ricorso al Tas di Losanna, scaduto il quale si poteva parlare di caso ufficialmente chiuso con un proscioglimento. Lo stesso azzurro, dopo il trionfo agli Us Open, aveva rimarcato il periodo difficile vissuto a causa di una vicenda subito chiarita e che ha portato al licenziamento dal suo staff del preparatore atletico Umberto Ferrara e del fisioterapista Giacomo Naldi.
    Invece, le acque attorno al numero 1 della classifica mondiale restano agitate, almeno da questo punto di vista. Questo perchè la Wada ha richiesto sul “caso” materiale aggiuntivo all’Itia. Materiale che è pervenuto all’Agenzia Mondiale Antidoping solo la settimana scorsa. Così la Wada ha in teoria altre due settimane per appellarsi al Tas di Losanna: i 21 giorni per presentare ricorso, secondo un comma dell’articolo 13.2 del Codice Antidoping, partono infatti dalla data di ricezione di tutto il materiale e non dalla data della sentenza del tribunale indipendente.
    “L’esame di questo caso da parte della Wada è in corso. Non è stata ancora presa alcuna decisione in merito”, ha risposto all’Italpress l’Agenzia Mondiale Antidoping. Nessuna notizia in merito, invece, dal Tas che, sempre all’Italpress, fa sapere di non aver ricevuto “un ricorso da parte della Wada in relazione a questa vicenda”. “Il Tas non può commentare il termine per presentare un ricorso e se questo sia scaduto o meno, poichè solo l’organismo che ha emesso la decisione può confermare la scadenza”, hanno precisato da Losanna.
    Di certo, tutto è ancora da decidere, con la Wada che ha richiesto all’Itia ulteriori documenti in merito. Un nuovo countdown è iniziato per capire se il “caso Sinner” possa finire realmente al più presto nel dimenticatoio.
    – foto Ipa Agency –
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  • Koopmeiners “A Bergamo anni fantastici, ma volevo la Juve”

    Koopmeiners “A Bergamo anni fantastici, ma volevo la Juve”

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    TORINO (ITALPRESS) – “Questi primi giorni sono stati fantastici ed emozionanti, il rapporto con allenatore e squadra è positivo. Questo è molto bello. Questa sosta è ottima per inserirmi in questa squadra. Non vedo l’ora di cominciare”. C’è voluta quasi tutta l’estate, ma alla fine Teun Koopmeiners è diventato un nuovo centrocampista della Juventus. Il duttile olandese è arrivato in bianconero dall’Atalanta per per 51,3 milioni di euro più 6 di eventuali bonus. “Sono felice di essere qui, ero convinto che sarei arrivato – ha sottolineato Koopmeiners -, c’erano ottimi contatti tra il mio agente e il club. Sono concentrato ed eccitato in vista delle prossime partite. Se ho avuto paura di non arrivare più? Sì, c’è voluto tanto tempo. Il mondo del calcio è difficile e a volte bisogna aspettare. Ero convinto e fiducioso di venire alla Juve. Sono molto contento di essere qui”. L’ex bergamasco ha già esordito con la formazione di Thiago Motta lo scorso 1 settembre nella partita casalinga contro la Roma, subentrando a inizio del secondo tempo al posto di Juan Cabal. “Sugli obiettivi non mi sono posto un numero di gol e assist, il mio interesse è la squadra. Mi sento parte di una famiglia. Voglio integrarmi il più in fretta possibile. Da quando ero bambino ho sempre guardato le grandi squadre come la Juventus. Quando sono arrivato in Italia mi sono reso conto di quanto fosse eccezionale questo club. Quando è arrivata la Juventus non ho avuto nessun dubbio”. Con l’Atalanta qualche malinteso finale, ma Koopmeiners ci tiene a chiarire: “All’Atalanta ho vissuto anni fantastici, l’anno scorso abbiamo vinto un titolo, lì sono cresciuto come uomo e come calciatore. Sono stati tre anni eccezionali a Bergamo, ma nell’arco della carriera ci possono essere visioni diverse”. L’olandese classe 1998 ha scelto la maglia numero 8: “Ho sempre giocato con questo numero, ma a Bergamo non era disponibile. Sono felice di riaverlo. Ruolo? Mi piace molto giocare dietro gli attaccanti, ma posso svolgere anche ruoli diversi. Dipende”. Koopmeiners sembra essere calato benissimo nella realtà bianconera: “Idoli del passato? Direi Zidane, è stato fonte di ispirazione per tanti. Ma anche Pirlo, Marchisio che aveva anche il numero 8. Da qui sono passati tanti giocatori eccezionali”. Differenze tra Gasperini e Thiago Motta: “Anche lui ama allenamenti intensi e lavora molto sul pressing. E’ qualcosa che mi piace particolarmente. Il mister mi ha dato un caloroso benvenuto. Io sono in forma e nelle ultime due settimane mi sono allenato intensamente. Sono pronto a giocare dal primo minuto”.
    – Foto: Ipa Agency –
    (ITALPRESS).