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  • L’Olanda vince 2-1 in rimonta contro la Polonia

    L’Olanda vince 2-1 in rimonta contro la Polonia

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    AMBURGO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Vince l’Olanda, che batte 2-1 in rimonta la Polonia conquistando i primi tre punti che gli consentono di portarsi in testa al gruppo D in attesa della sfida tra Austria e Francia. Al gol al quarto d’ora siglato da Buksa, rispondono prima Gakpo – aiutato da una deviazione polacca – e poi, nel finale di partita, il subentrato Weghorst, letale al primo pallone toccato nel decidere la gara di Amburgo. Inizio di partita vivace da parte dell’Olanda, che nei primi dieci minuti di gioco si crea due occasioni nitide: la prima con Gakpo, che si accentra dalla sinistra e calcia trovando la parata di Szczesny; la seconda capitata sul destro di Rejnders, con il milanista che spedisce però largo un rigore in movimento da centro area. A sbloccare il parziale sarà tuttavia la Polonia, al 16′, sul primo corner della partita battuto bene da Zielinski e spedito in rete di testa da Buksa. Vantaggio polacco, ma gli Orange si riaffacciano in avanti e poco più tardi vanno vicini al pareggio con la volèe di Van Dijk parata reattivamente da Szczesny.
    Diverse le opportunità per l’Olanda, che continua a spingere e al 29′ riesce a trovare il gol dell’1-1: ancora Gakpo a muoversi bene sulla trequarti polacca e a caricare il destro che, deviato da Salamon, mette fuori causa Szczesny. Parità ristabilita e formazione di Koeman che chiude in crescendo il primo tempo, per riprendere lo stesso filo tattico anche nella ripresa. Polonia che però non si fa trovare impreparata e al 59′ è pericolosa sul cross di Zalewski a pescare Kiwior, che dall’interno dell’area calcia rasoterra trovando la risposta di Verbruggen. Tante le azioni, da una parte all’altra, ma si resta in equilibrio, anche se solo fino al minuto 83: Weghorst, messo in campo da Koeman appena due minuti prima, viene pescato da Akè e anticipando Salamon gira in rete il pallone che vale il 2-1. Finale d’assalto per la Polonia, con Swiderski che al 90′ va vicinissimo al pareggio con una bella girata da sotto misura respinta però molto bene da Verbruggen, che mette al sicuro il risultato per i suoi ipotecato poi al termine dei cinque minuti di recupero.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Ucraina, dalla Conferenza di Lucerna secco no alle condizioni poste da Putin

    Ucraina, dalla Conferenza di Lucerna secco no alle condizioni poste da Putin

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – In un vertice, quello tenuto a Lucerna con le delegazioni di oltre novanta paesi, che si è concluso con una dichiarazione finale fin troppo scontata, la presa di posizione meno banale è stata probabilmente proprio quella ucraina. La conferenza di pace in Svizzera, alla fine dei lavori, ha sancito, fra i punti cruciali, che la “integrità territoriale” di Kiev va rispettata e che il “dialogo tra tutte le parti” sarebbe necessario per trovare una soluzione duratura. Un’ovvietà ma d’altronde in un tavolo in cui colui che ha scatenato la guerra non è stato invitato (e molto probabilmente non ci sarebbe venuto), era difficile attendersi qualcosa di più costruttivo. La firma sul documento che ha chiuso l’incontro, in ogni caso, non l’hanno apposta tutti: sono diversi i paesi del “sud del mondo” che si sono rifiutati di approvare la bozza conclusiva del vertice e che evidentemente ritengono che i confini possano essere modificati arbitrariamente e persino con le armi. Arabia Saudita, Messico, India, Indonesia, Brasile e Sudafrica, per citarne alcuni, rappresentano complessivamente circa 2 miliardi di persone su tutto il pianeta ed i loro governi, presenti a Lucerna, si sono rifiutati di uscire da quella ambiguità che circonda i “Brics” ed altre potenze emergenti.
    Le dichiarazioni più sagge, in ogni caso, sono arrivate proprio da Kiev, secondo cui anche la Russia andrebbe coinvolta nei negoziati di pace. D’altronde non esiste trattativa senza il nemico ed a riconoscerlo è stato lo stesso ministro degli esteri Dmytro Kuleba: “Non abbiamo problemi” a rendere partecipe anche Mosca, è stato il suo pensiero, ma prima di farlo “il mio lavoro e la priorità del presidente Volodymyr Zelensky è portare l’Ucraina al tavolo nella posizione più forte possibile”.
    Parole, queste, che hanno trovato una pronta replica russa: “Il presidente Vladimir Putin non rifiuta i negoziati, ma il loro esito deve essere approvato dal legittimo governo ucraino. Volodymyr Zelensky non appartiene a questa categoria”, ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo il quale l’attuale numero uno di Kiev “non è la persona con cui si può registrare un accordo per iscritto perché de jure questa registrazione sarà illegittima”.
    Secondo la Russia il rinvio delle elezioni presidenziali ha reso incostituzionale la carica ricoperta da Zelensky ma forse a Mosca dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla loro idea di democrazia. In ogni caso, ha precisato Peskov, “Putin non rifiuta nulla, non rifiuta la possibilità di negoziati, secondo la costituzione del Paese”.
    Nel frattempo, mentre la montagna svizzera ha partorito il topolino, sia il consigliere americano per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, che la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sono ritornati sull’ultima sortita dello “zar”, che nei giorni scorsi aveva proposto la risoluzione immediata del conflitto se Kiev si ritirasse dalle quattro regioni in cui si combatte, vale a dire gli oblast di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia. “Nessuna nazione responsabile può dire che questa sia una base ragionevole per la pace. Sfida la Carta delle Nazioni Unite, sfida la moralità fondamentale, sfida il buon senso”, sono state le parole del rappresentante americano a Lucerna.
    “Nessun Paese accetterebbe mai i termini vergognosi di Putin. Il percorso per la pace reale richiede determinazione, alla fine toccherà all’Ucraina decidere i termini di una pace giusta. Chiedo alla Russia di ascoltare la voce della comunità internazionale”, è stato invece il pensiero di von der Leyen.
    Sul campo, intanto, i russi hanno annunciato la conquista di un nuovo villaggio definito strategico nella regione di Zaporizhzhia mentre l’energia rimane razionata anche nella capitale con black-out alternati nel corso della giornata.
    Una situazione ancora sostenibile nei mesi estivi ma se a giugno la luce va e viene, che ne sarà fra qualche mese, con l’arrivo dei primi freddi e la necessità di accendere i termosifoni? Una domanda che molti ucraini iniziano a porsi e che accresce le perplessità della popolazione sul futuro del loro paese.

    – Foto Ipa Agency –

    (ITALPRESS).

  • Berrettini sconfitto in finale da Draper a Stoccarda

    Berrettini sconfitto in finale da Draper a Stoccarda

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    ROMA (ITALPRESS) – Matteo Berrettini è stato sconfitto in finale a Stoccarda. Il tennista romano, al rientro, dopo l’ultimo dei vari, recenti stop per infortunio, si è areso al “Boss Open”, torneo Atp 250 in scena sui campi in erba tedeschi, dove ha trionfato nel 2019 e nel 2022. In finale Berrettini è stato battuto da Jack Draper, il 22enne mancino di Sutton, numero 40 del ranking, sesto favorito del seeding che conquista il suo primo titolo e che da lunedì diventerà il numero 30 e nuovo numero uno di Gran Bretagna. L’azzurro si è imposto con il punteggio di 6-3 nel primo set, ha ceduto nel secondo al tie-break 7-6(5) e poi è stato sconfitto nel terzo per 6-4. A Berrettini, che durante la premiazione non prova più di tanto a nascondere la delusione, non sono bastati 14 ace (contro 3 doppi falli) anche perchè il suo avversario ne ha scagliati 12 (e 2 doppi falli) nè una percentuale maggiore di prime in campo (68% contro il 64%) perchè Jack è stato superiore sia per punti vinti con la prima di servizio (87% contro 83%) che con la seconda (58% contro 52%). L’azzurro ha salvato 2 palle-break su 3, il britannico 3 su 4. Berrettini, però, ha chiuso con più vincenti, 38 (a fronte di 13 gratuiti): 34 contro 12 il bilancio di Draper.
    “Jack ha giocato e vinto una finale incredibile. Sono stato andato molto vicino a vincerla, questa sconfitta mi farà male per un pò ma ho vinto e ho perso partite così. Sono convinto che Jack vincerà tanti altri tornei” ha detto Berrettini durante la cerimonia di premiazione. “Devo dire naturalmente grazie al mio team, solo noi sappiamo cosa abbiamo passato, gli alti e bassi, gli infortuni: fa comunque tutto parte dello sport e della vita. Le persone che lavorano con me mi hanno dato forza quando pensavo di non averne, grazie. E’ solo il primo passo nella stagione sull’erba” ha concluso.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Ucraina, Meloni “Pace non significa resa, l’Italia farà la sua parte”

    Ucraina, Meloni “Pace non significa resa, l’Italia farà la sua parte”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Pace non significa resa – come sembra suggerire il presidente Putin con le sue ultime dichiarazioni. Non è così. Confondere la pace con la sottomissione costituirebbe un pericoloso precedente per tutti. La conferenza di oggi rappresenta un’iniziativa coraggiosa, che smantella certe narrazioni o propaganda. Nessuno può mettere in dubbio l’assoluta importanza dei tre temi cruciali di interesse globale discussi oggi: la sicurezza nucleare, la sicurezza alimentare e la dimensione umana, in particolare il ritorno dei bambini sfollati. Sono importanti per tutti noi e penso, anche in base alla discussione di oggi, che possiamo costruire molto da qui”.
    Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla conferenza di pace in Ucraina in Svizzera. “L’Italia ha sempre fatto la sua parte e non intende tirarsi indietro. Dobbiamo però unire tutti gli sforzi possibili per aiutare l’Ucraina a guardare al futuro. Questo è esattamente ciò che abbiamo fatto al vertice del G7 sotto la presidenza italiana, dove abbiamo appena raggiunto un accordo per mettere a disposizione di Kiev circa 50 miliardi di dollari di ulteriore sostegno finanziario entro la fine dell’anno, sfruttando le entrate straordinarie derivanti dagli asset sovrani russi immobilizzati. Si tratta di un risultato estremamente significativo, frutto di un grande lavoro di squadra svolto dai leader del G7. Caro Volodymyr, sono qui per dirti che puoi continuare a contare su di noi, per tutto il tempo necessario. Continueremo ogni sforzo possibile per mantenere impegnati tutti i partner internazionali, poichè anche loro stanno soffrendo le conseguenze globali di questo conflitto. Intendiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per trasformare in realtà un futuro di pace e libertà per l’Ucraina”, ha concluso Meloni.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Palazzo Chigi –

  • Israele annuncia pausa tattica nel sud di Gaza

    Israele annuncia pausa tattica nel sud di Gaza

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    Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato che, per aumentare il volume degli aiuti umanitari che entrano a Gaza e in seguito a ulteriori discussioni correlate con le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali, “una pausa tattica locale dell’attività militare per scopi umanitari avrà luogo tutti i giorni dalle 8 alle 19 fino a nuovo avviso lungo la strada che porta dal valico di Kerem Shalom alla strada Salah al-Din e poi più a nord. Questo è un ulteriore passo avanti negli sforzi di aiuto umanitario condotti dall’Idf dall’inizio della guerra. L’Idf continuerà a sostenere gli sforzi umanitari sul campo”, sottolinea l’Idf in una nota. La Striscia di Gaza si trova in una situazione di grave crisi umanitaria, dove il 75% dei circa 2,4 milioni di abitanti sono sfollati a causa della guerra e dove secondo l’Onu la popolazione è minacciata dalla carestia. Secondo il Cogat, l’ente militare israeliano che sovrintende alla distribuzione degli aiuti a Gaza, dall’inizio della guerra più di 24.195 tonnellate di forniture mediche sono entrate nella Striscia di Gaza per sostenere la risposta medica ai civili. Le forniture sono state distribuite a vari ospedali e cliniche, anche nel nord di Gaza. Più di 8.600 camion, sia di aiuti umanitari che commerciali, sono entrati a Gaza da tutti i valichi dal 2 maggio al 13 giugno, ma gran parte di questi aiuti si sono accumulati ai valichi di frontiera e non hanno raggiunto la destinazione finale.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Ipa Agency –

  • Buona la prima per l’Italia, Albania piegata 2-1

    Buona la prima per l’Italia, Albania piegata 2-1

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    DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – C’è chi dallo shock si rialza e chi ci resta sotto. Non si tratta di “giganti ed eroi”, questo si vedrà più avanti, ma per dirla alla Spalletti questa Italia la “scocca” ce l’ha e lo dimostra battendo l’Albania in rimonta (2-1) e in una Dortmund “rossonera”. Prendi un pugno in pieno volto e dopo appena 23 secondi vai al tappeto, anche rumorosamente. Perchè in quel momento la bolgia rossa del Westfalenstadion diventa inferno, roba da far tremare le gambe anche ai forti di cuore. Eppure i campioni d’Europa ci mettono poco a rialzarsi. Lo fanno subito, anche prima dell’11’, ovvero il minuto del gol del pareggio di Bastoni. Sì perchè l’Italia si riprende subito, mette in campo le sue certezze. Si affida al carattere di Barella e Pellegrini, al gioco fluido del ct e, appunto, all’11’ trova il modo per rimediare alla frittata più veloce di sempre. Mai nessuno in una fase finale di un Europeo aveva segnato così presto come Bajrami, mai si era vista una follia simile come quella confezionata al 90% da Dimarco (fallo laterale buttato in piena area di rigore) e al 10% da Bastoni (sorpreso e poco reattivo), con Donnarumma trafitto sul primo palo, ma da pochi metri e con un un gran destro. Che inizio ragazzi, ma poi che reazione. Possesso palla e palleggio, spinta sulle fasce, Pellegrini ad agire liberamente e in maniera intelligente. Così all’11’ nasce il gol dell’1-1 sull’asse Dimarco-Pallegrini-Bastoni che di testa batte Strakosha colpevole di non uscire. Passano 5 minuti e arriva il 2-1 di Barella con un destro da fuori area. L’Italia non si ferma, domina: gioca bene, ci provano Frattesi (palo), Scamacca (Strakosha) e Pellegrini (largo) e va al riposo sul 2-1.
    Nella ripresa l’Italia rischia pochissimo, diminuiscono le palle-gol, anche il gioco è meno fluido, ma il grande spavento arriva a ridosso del 90° con Donnarumma (ma l’assistente non lo vede) che devia il cucchiaio di Manaj. Si chiude con l’invasione di campo di un tifoso albanese e la vittoria dei campioni in carica che partono con il piede giusto. Giovedì lo scontro diretto tra le capoliste del girone: Spagna-Italia a Gelsenkirchen.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Tajani “La priorità è difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina”

    Tajani “La priorità è difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina”

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    ROMA (ITALPRESS) – “In Svizzera per partecipare alla Conferenza sulla pace in Ucraina. La priorità resta quella di difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina. L’Italia lavora per avere risultati concreti su sicurezza nucleare e alimentare, su liberazione dei prigionieri di guerra e sul rientro bambini ucraini”. Così su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
    – foto Agenzia Fotogramma –
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  • 30 anni senza Massimo Troisi, a Salina esposta la bici de “Il Postino”

    30 anni senza Massimo Troisi, a Salina esposta la bici de “Il Postino”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    SALINA (MESSINA) (ITALPRESS) – “Troisi era un poeta del cinema, il comico dei sentimenti, e il suo ultimo capolavoro Il Postino, candidato agli Oscar, ancora oggi emoziona e viene studiato anche all’estero. Sono passati 30 anni dalla morte del grande attore e regista napoletano e il grande schermo si conferma strumento in grado di dare eternità ai luoghi immortalati nei film, valorizzando le nostre terre più belle, come Salina dove fu girato, insieme con Procida, e farle conoscere al mondo intero”: sono le parole dell’attrice Maria Grazia Cucinotta, in conferenza stampa alle Eolie, nel porticciolo turistico Marina di Salina per l’evento speciale “Troisi 30 anni dopo Il Postino”, promosso dall’associazione culturale Prima Sicilia, che fino a domani (domenica 16 giugno) celebrerà l’artista nei luoghi set della celebre pellicola che vinse l’Oscar per le musiche di Luis Bacalov. All’incontro è intervenuto in video collegamento Vito Maria Rosario D’Adamo, capo segreteria della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha portato i saluti istituzionali della senatrice.

    Per l’occasione è stato possibile visionare la bicicletta originale del “postino” Mario Ruoppolo, protagonista della pellicola, interpretato da Massimo Troisi che portava le lettere al poeta Pablo Neruda (Philippe Noiret), immagine iconica entrata nella storia del cinema, custodita dal collezionista salinoto Gianpiero Bongiorno. Nella piazza del Comune di Santa Marina Salina, prima della visione speciale del film, la Cucinotta è stata intervistata dal giornalista Massimiliano Cavaleri, il quale ha curato una retrospettiva con aneddoti, retroscena, ricordi per ripercorre i momenti salienti della nascita dell’opera e delle riprese, alla presenza di alcuni abitanti isolani che fecero parte del cast. “Il talento e la dialettica inconfondibile di Massimo nell’immaginario collettivo – ha evidenziato Cavaleri – sono tuttora un riferimento prezioso per chi si approccia alla commedia: aveva la capacità di esprimere concetti profondi, trasmettere messaggi intrisi di significato, parlando in modo semplice e arrivando al cuore della gente”.
    Domani sera sarà proiettato anche il documentario “Il mio amico Massimo” dedicato a Troisi con le testimonianze di Carlo Verdone, Clarissa Burt, Ficarra e Picone, Pippo Baudo, Renzo Arbore e Gerardo Ferrara (sua controfigura) alla presenza del regista Alessandro Bencivenga, il quale parlerà anche del libro dedicato a Troisi, in uscita a fine giugno. Sono previste oggi alcune tavole rotonde su “L’importanza di Massimo Troisi nel cinema”, “Salina, isola di cinema legata a Troisi” e “Ricordo di Troisi nella casa di Neruda” alle quali parteciperanno giornalisti di varie testate.

    foto: ufficio stampa Festival Cinema Salina

    (ITALPRESS).

  • La Spagna fa già paura, Croazia battuta 3-0

    La Spagna fa già paura, Croazia battuta 3-0

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    BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Una grande Spagna travolge la Croazia per 3-0 all’esordio a Euro2024. Succede tutto nel primo tempo, grazie alle reti di Morata, Fabian Ruiz e Carvajal che indirizzano fin da subito la partita. Dopo un avvio povero di emozioni, sono le Furie Rosse a creare la prima occasione al 29′ e a sfruttarla subito al meglio. Fabian Ruiz riceve palla in mezzo al campo e verticalizza per Morata che, perso completamente dai due centrali avversari, si infila in mezzo eludendo la linea del fuorigioco e battendo Livakovic in uscita con il mancino. Tre minuti dopo aver servito l’assist dell’1-0, Ruiz si mette in proprio e, presa palla al limite dell’area, se la sposta sul sinistro trovando l’angolino lontano con un rasoterra chirurgico che supera per la seconda volta il portiere. Gli uomini di Dalic provano a reagire. Al 33′ è Brozovic a calciare dal limite, Simon para in tuffo senza trattenere ma sulla ribattuta è poi Majer a calciare a lato sciupando una ghiotta opportunità. In pieno recupero, la formazione di De La Fuente cala il tris. Yamal, il debuttante più giovane nella storia degli Europei (16 anni e 338 giorni), mette in mezzo una palla al bacio dalla destra tagliando fuori i difensori avversari, con Carvajal che si avventa sulla sfera e trafigge Livakovic per la terza volta. Le due squadre vanno così al riposo sul 3-0. Gli iberici sfiorano il poker al 6′ della ripresa, quando Pedri sfonda centralmente e serve Yamal che ci prova con il piatto sinistro ma Livakovic compie un miracolo in tuffo. Pochi minuti più tardi, sul fronte opposto, Cucurella è decisivo nel salvare in scivolata su un tentativo a botta sicura di Stanisic. Al 33′, Rodri e compagni si addormentano quando Unai Simon colpisce Mejer su un rinvio, con il croato che serve in area Petkovic, il quale viene toccato da Rodri prima della conclusione. E’ rigore. Lo stesso Petkovic si fa parare il tiro da Unai Simon, ma sulla respinta è Perisic a servire l’attaccante ex Trapani che insacca a porta vuota. Dopo la revisione al Var, l’arbitro annulla però la rete perchè Perisic era entrato in area prima del tiro dagli 11 metri del suo compagno. Nel finale non accadrà più nulla. In attesa di scoprire cosa farà questa sera l’Italia contro l’Albania, gli spagnoli aspettano proprio gli azzurri nel loro secondo match del torneo in programma giovedì alle 21.
    – foto Ipa Agency –
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  • Zaia “Giudizio FitchRatings conferma alta affidabilità del Veneto”

    Zaia “Giudizio FitchRatings conferma alta affidabilità del Veneto”

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    VENEZIA (ITALPRESS) – “La stabilità delle entrate, costituite prevalentemente da entrate tributarie, combinata a una forte flessibilità di utilizzo, per il fatto che il Veneto conserva, in caso di necessità, un’ampia possibilità di aumento del gettito in virtù della bassa pressione fiscale sinora adottata, sommate a una gestione efficiente delle spese, a una bassa rischiosità del debito e a un livello soddisfacente di liquidità, sono gli elementi che confermano l’alta affidabilità finanziaria della Regione del Veneto. Efficienza che viene confermata non solo dalla magistratura contabile, ma anche dall’agenzia di rating Fitch, la quale ha esaminato i conti regionali e ci ha dato il voto. Il Veneto, sulla piazza finanziaria, vale ‘BBB’. Un giudizio comunque vincolato in quanto, secondo i regolamenti dell’Agenzia, non può superare quello dello Stato, che per l’Italia è pari infatti a BBB, altrimenti il nostro rating autonomo ‘stand alonè sarebbe a+”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprime soddisfazione per il giudizio annuale elaborato dalla FitchRatings, “una delle più importanti agenzie di valutazione del merito creditizio americane, che ha confermato al Veneto il rating di lungo termine BBB, con outlook stabile; un merito di credito elevato che certifica l’affidabilità finanziaria regionale e la solidità di bilancio”, si legge in una nota.
    “Tradotto, questo significa che a livello finanziario siamo una regione affidabile, con i conti in ordine e capace di far fronte ai debiti. L’Agenzia ha sottolineato la forza dell’economia della Regione, con un PIL pari al 9% del totale nazionale, costituita prevalentemente da imprese appartenenti al settore terziario (64%), l’importante rete di piccole e medie imprese ed il forte concorso delle esportazioni che costituiscono circa il 46% del PIL regionale – prosegue il Governatore -. Gli indicatori economici fondamentali confermano l’alta competitività della Regione: il PIL pro capite è di circa 37.231 euro, maggiore della media Italiana pari a 32.860 euro, e il tasso di disoccupazione si attesta al 4,3%, inferiore al livello medio italiano del 7,8%. Fitch ritiene che il contesto imprenditoriale, unitamente alle caratteristiche socio-economiche del Veneto, possano sostenere la performance economica e finanziaria della Regione, anche attraverso la riforma delle riforme, che si chiama Autonomia”.
    “In sintesi, anche Fitch conferma che siamo un’amministrazione regionale virtuosa e la governance pubblica dimostra con i fatti di soddisfare le esigenze e le aspettative di sviluppo senza aumentare la tassazione e lasciando nelle tasche dei Veneti oltre 1 miliardo di euro ogni anno, da quattordici anni”, conclude il Presidente Zaia.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).