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  • Carlo, i 75 anni del re che è “Cuore e Dovere”

    Carlo, i 75 anni del re che è “Cuore e Dovere”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Re Carlo, il figlio di Elisabetta II e Filippo ha tagliato la sua prima torta di compleanno con i coetanei riuniti nella tenuta di Highgrove poco distante da Londra. Carlo III raggiunge la boa dei 75 anni – mentre la regina Camilla ne ha già festeggiati 76 in estate.

    Un anno sul trono dei Windsor, che re si sta rivelando Carlo III?

    “Un sovrano che in un panorama politico britannico tumultuoso, come dimostra anche l’ultimo ribaltone che oggi ha riportato al numero 10 di Downing street l’ex premier David Cameron, come ministro degli Esteri, si è rivelato invece un baricentro, elemento di continuità”, spiega all’Italpress Enrica Roddolo, firma Royal del Corriere della Sera, in libreria con il libro “Carlo III il cuore e il dovere del re” (Cairo).

    Più cuore o più dovere in questi 12 mesi?

    “Carlo ha seguito l’esempio della madre Elisabetta nello svolgere con abnegazione il suo duty, il suo dovere di regnare. Ma ha innovato con un tratto più umano, come ha dimostrato anche incontrando i coetanei invitati a tagliare lunedì 13 novembre la prima torta dei 75 anni nella tenuta di Highgrove, un altro festeggiamento anche nella tenuta scozzese di Dumfries House”.

    Molti hanno criticato quando era principe di Galles le sue intromissioni in politica, adesso come re sta attenendosi al ruolo istituzionale?

    “Nessun re è uguale, cambiano i tempi, cambia la società e oggi un sovrano imperscrutabile nei suoi pensieri e opinioni come è sempre stata la madre Elisabetta II non avrebbe senso. Carlo ha decisamente un suo punto di vista, specie su certi temi il re ha chiare opinioni e non ha paura di farle emergere, pur attento a non entrare in ambito politico. Ma come ha detto anni fa quando gli è stato fatto notare che si immischiava troppo di questioni che non gli competevano, “se immischiarsi vuol dire prendersi a cuore i problemi della società, allora ne sono orgoglioso”. Così un anno fa al veto alla sua partecipazione alla Cop 27 posto dall’allora premier Liz Truss, Carlo aveva ubbidito. Adesso il premier Rishi Sunak l’ha anzi invitato a parlare alla Cop28, e così farà”.

    Sovrano “grigio”, dopo la amatissima regina Elisabetta II?

    “In realtà un sovrano dalle mille passioni intellettuali – risponde Roddolo -. Coraggioso, come un moderno Don Chisciotte impegnato in tante battaglie, instancabile, pacificatore per sua stessa ammissione e di certo catalizzatore di persone e interessi… con mille curiosità personali, non solo è entrato nel 1975 nel Magic Circle britannico di cui già lo zio Mountbatten fu socio: non a caso quando compì 70 anni nel 2018, alla festa a Buckingham Palace fu allestito un momento teatrale dedicato proprio alla sua passione per la magia. Un re che è stato patrono del Red Squirrel Survival Trust, ovvero l’associazione che lavora per ripopolare le campagne e i boschi britannici con gli originari scoiattoli rossi che nel tempo sono stati soppiantati dagli scoiattoli grigi importati a Londra da alcuni aristocratici dell’Ottocento. Un re che dipinge acquarelli, ama la storia e la storia dell’arte”.

    Ma c’è il guaio di Harry, cosa c’è nel cuore del re?

    “Re Carlo è deciso a riaverlo in famiglia, anche se non sarà facile. Continuerà a invitarlo a tutte le occasioni di riunioni di famiglia, così come lo terrà lontano dai momenti istituzionali: il balcone di Buckingham Palace ora che Harry non è più un working royal non gli spetta più”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Manovra, Bankitalia “Il rapporto debito/Pil scenderà marginalmente”

    Manovra, Bankitalia “Il rapporto debito/Pil scenderà marginalmente”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La decisione di attuare una manovra espansiva, associata a un piano di privatizzazioni, implica che il rapporto tra il debito pubblico e il Pil scenda solo marginalmente nel prossimo triennio”. Lo ha detto Andrea Brandolini, vice capo del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia, nel corso di un’audizione sulla manovra davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
    “L’elevato livello del rapporto è un elemento di vulnerabilità per il Paese, riduce gli spazi di manovra per fronteggiare eventuali shock avversi e alza il costo del debito anche per i prenditori privati, con effetti negativi sulla competitività dell’intera economia italiana”, ha aggiunto.
    “La crescita programmatica indicata nella Nadef e sottostante la manovra di bilancio, è nel complesso ancora plausibile anche se più difficile da raggiungere, alla luce dei più recenti sviluppi internazionali”, ha sottolineato Brandolini.
    “La realizzazione delle previsioni di crescita è inoltre legata alla piena attuazione del Pnrr”, ha proseguito.
    “Secondo le stime preliminari dell’Istat e in linea con le nostre attese, la crescita del prodotto, assai volatile nella prima metà dell’anno, è stata nulla nel terzo trimestre”, ha detto il vice capo del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia.
    “Anche nel settore dei servizi sembra essere terminata la prolungata fase di espansione iniziata con le riaperture successive alla pandemia. Al contempo – ha aggiunto -, è proseguita la moderazione della dinamica dei prezzi: il tasso di inflazione, che da ottobre non incorpora più il brusco rialzo dei prezzi energetici osservato lo scorso anno, è sceso sotto il 2%; anche la componente di fondo, che esclude i beni energetici e alimentari, è diminuita, sebbene si mantenga ancora su livelli elevati, al 3,9%. Gli indicatori ad alta frequenza, pur fornendo un quadro ancora largamente incompleto, suggeriscono che l’attività economica rimane debole nel trimestre in corso”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Da Zabkowice Slaskie a Napoli, Zielinski uno dei simboli della Polonia

    Da Zabkowice Slaskie a Napoli, Zielinski uno dei simboli della Polonia

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    ROMA (ITALPRESS) – Se Napoli (con le sue bellezze uniche) è la città che lo ha accolto fin dal 2016 e dove è sbocciata la sua carriera calcistica, Zabkowice Slaskie, città polacca situata in un luogo attraente per le sue risorse naturali, geografiche e storiche, è il luogo in cui Piotr Zielinski ha mosso i primi passi.
    Proprio in questa località sorge il laboratorio del dottor Frankenstein, situato nella Camera dei Ricordi Regionali, un luogo che faceva parte del maniero di Kauffunga. L’edificio più antico della città, risalente agli inizi del XIV secolo, si trova accanto alla Torre Pendente, che fa parte del complesso del centro storico e che offre una suggestiva vista su tutta la città e sui monti Walbrzyskie e Sowie.
    Proprio in questa città, ispirazione per il famoso romanzo di Mary Shelley, è iniziata la bella storia di Zielinski. Il suo primo e più importante allenatore è stato il padre, Bogdan Zielinski, già insegnante di educazione fisica, che per primo ha trasmesso al figlio i valori più importanti dello sport. L’impegno e la caparbietà sono stati, fin da subito, qualità innate di Zielinski, che fin da giovanissimo ha allenato con costanza la gamba sinistra, più debole della destra, finchè, “già in terza elementare era in grado di usare la sua gamba sinistra per calciare un angolo in mezzo all’area di rigore”, come ha dichiarato Bogdan Zielinski in un’intervista a “Przeglad Sportowy”.
    Dal suo primo campo di allenamento di Orzel a Zabkowice Slaskie, oggi Zielinski – che in Italia ha indossato anche le maglie di Udinese ed Empoli – è diventato uno dei calciatori polacchi più noti, simbolo della città della Bassa Slesia, alla quale il centrocampista del Napoli è legato diventandone fiero ambasciatore.
    “Piotr Zielinski è una persona importante per noi. Un uomo che non ha mai dimenticato Zabkowice, vi torna sempre e ne parla con grande affetto”, ha dichiarato il sindaco della città, Marcin Orzeszek.

    – foto ufficio stampa INC. Comunicazione –
    (ITALPRESS).

  • M5s, Conte “Rafforzare sano civismo, più presenza sui territori”

    M5s, Conte “Rafforzare sano civismo, più presenza sui territori”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La politica non può essere relegata solo nelle sedi istituzionali, in Parlamento, nelle aule comunali o regionali. La politica è ovunque. E’ in ogni posto in cui un gruppo di persone si riunisce per discutere consapevolmente e trovare risposte ai bisogni della propria comunità”. Lo scrive sui social il presidente del M5s, Giuseppe Conte, che aggiunge:
    “In questa nuova fase il M5S deve rafforzare quel sano civismo che spinge tanti cittadini a impegnarsi sul proprio territorio per elaborare progetti, nuove idee utili a migliorare la qualità di vita delle comunità di appartenenza.
    Per me è stato molto emozionante ieri toccare con mano l’entusiasmo dei gruppi territoriali del Lazio del M5S: 800 cittadini – sacrificando il tempo libero, la domenica, gli affetti – hanno affollato un teatro per discutere di nuove iniziative da realizzare nei propri comuni”.
    “In un momento di diffusa sfiducia verso la politica – aggiunge – questo è un segnale di forza e speranza dirompente. Dopo tanto lavoro il M5S può finalmente iniziare ora a essere più presente sui territori, con tutta la sua intransigenza contro le ingiustizie. Con 220 nuovi gruppi territoriali a cui se ne aggiungeranno altri ancora.
    Abbiamo finalmente rimesso benzina nel serbatoio della democrazia dal basso. Quartiere per quartiere, città per città. Mattone dopo mattone saremo un muro per le politiche che tagliano diritti, speranza, futuro. Mattone dopo mattone saremo una casa – ampia e accogliente – per chi vuole un reale cambiamento”.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Ue, Tajani “Italia unico Paese non in recessione”

    Ue, Tajani “Italia unico Paese non in recessione”

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    BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Nonostante due guerre alle porte, la situazione del nostro Paese vive un momento di minor difficoltà rispetto ad altri paesi europei. Di fatto l’Italia sarà l’unico Paese che non sarà in recessione”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Affari Esteri a Bruxelles.
    “Grazie a quattro milioni di piccole e medie imprese – ha aggiunto e a un sistema industriale forte l’Italia riuscirà a superare questo momento, provocato da fatti esterni, compreso l’aumento dei tassi di interesse”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Spalletti “Battere la Macedonia, poi penseremo all’Ucraina”

    Spalletti “Battere la Macedonia, poi penseremo all’Ucraina”

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    FIRENZE (ITALPRESS) – “Immobile lo riteniamo un calciatore molto importante, che seguiamo sempre con totale attenzione, come seguiamo tutti i calciatori. Andiamo a vedere le partite, gli allenamenti e teniamo di conto di molte cose facendo le convocazioni. In questo momento mi sembrava che gli altri tre” attaccanti “fossero più in condizione anche se nell’ultima partita di coppa ha fatto gol e gli ho fatto i complimenti”.
    Lo ha detto il c.t. azzurro Luciano Spalletti dal ritiro di Coverciano dove la Nazionale prepara la gara di qualificazione a Euro2024 in programma venerdì prossimo contro la Macedonia del Nord. “Faccio le convocazioni con l’obiettivo di prendere i migliori per vincere le partite – ha aggiunto -. Ho fatto scelte in base al momento che certi calciatori attraversano nei loro club. Quando ho fatto le prime convocazioni, Jorginho non aveva mai giocato, però lui aveva sempre fatto sentire il desiderio di far parte di questo gruppo, ci avevo parlato per telefono e mi aveva fatto sentire l’affetto per questi colori e questa maglia. Ora gioca con regolarità, sta meglio ed è qui”.
    Tra i convocati c’è anche Nicolò Zaniolo, al ritorno a Coverciano dopo il blitz del mese scorso delle forze dell’ordine per la vicenda delle scommesse. “Quando sono venuti a farci visita le autorità, Zaniolo era molto dispiaciuto, ha detto che aveva giocato solo su cose sulle quali poteva giocare. Era dispiaciuto e continuava a dire che non aveva avuto a che fare con la situazione incriminata. Prima di convocarlo ho parlato col presidente Gravina e non c’era niente perchè non lo potessi chiamare e poi dobbiamo stare vicino a questi ragazzi”. Tra i convocati anche Locatelli, ma il centrocampista della Juve, così come Meret, Calabria e Toloi, non è disponibile per Macedonia e Ucraina. Spalletti ha spiegato che potrebbe convocare qualche altro giocatore e, soprattutto, ha sottolineato quanto sia importante la sfida di venerdì con la Macedonia. “Vincendo la prima partita avremmo un vantaggio sulla seconda, quindi cercheremo di vincere la prima. Poi faremo delle valutazioni sulle due gare ravvicinate, però farò una formazione per la prima gara e un’altra per la seconda. Paura? Vista la mia situazione di vita la paura è sempre di fianco, la tengo per mano. Non essendo stato un grandissimo calciatore e nessuno nel calcio, che faccio…non ho paura? Poi ci sono cose da mettere in ordine perchè altrimenti diventi vittima della paura. Facciamo la partita e vediamo. Lavoreremo sia sulla testa e che sulle gambe dei calciatori”, assicura Spalletti.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Garante a Cgil e Uil “Mancano i requisiti dello sciopero generale”

    Garante a Cgil e Uil “Mancano i requisiti dello sciopero generale”

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    ROMA (ITALPRESS) – Dopo l’audizione di oggi con Cgil e Uil, in merito alla proclamazione dello sciopero nazionale del 17 novembre, la Commissione di garanzia ha confermato il contenuto del provvedimento adottato l’8 novembre scorso.
    “Lo sciopero, così come proclamato dalle Confederazioni sindacali (con esclusione di numerosi settori) non può essere considerato, come da consolidato orientamento della Commissione, quale sciopero generale – sottolinea la Commissione in una nota -, ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici (delibera n. 03/134)”.
    La Commissione di garanzia, con la decisione assunta, “non intende in alcun modo mettere in discussione l’esercizio del diritto di sciopero, ma continuare ad assicurare l’osservanza delle regole che ne garantiscono il contemperamento con i diritti costituzionali della persona”, conclude la nota.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Mattarella “L’Europa è cultura, valori e ideali comuni”

    Mattarella “L’Europa è cultura, valori e ideali comuni”

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    NAPOLI (ITALPRESS) – “L’Europa non è soltanto uno spazio geografico, ma neanche un ambito di auspicabile buona collaborazione tra gli stati. E’ ben di più: è cultura comune, valori, consapevolezza di scambi, di consonanza ideale, di principi, di libertà, di diritto, rispetto di ogni singola persona. Tutto questo è alla base e ha consentito lo straordinario fenomeno di integrazione europea, la promessa di pace reciproca che ci sono scambiati gli stati europei dopo la seconda guerra mondiale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del suo intervento alla cerimonia di apertura dell’anno accademico della Federico II di Napoli che coincide con i festeggiamenti per gli 800 anni dalla fondazione dell’ateneo. “In questa stagione – aggiunge – in cui le guerre tornano a insanguinare l’Europa Orientale, il Mediterraneo e altre zone del mondo, ricordare l’immenso valore di queste scelte è particolarmente importante. Le università sono state alla base di quel sistema di valori che ha condotto all’integrazione europea e a questo messaggio che si sono scambiati i popoli per la pace, la cultura, la ricerca, lo studio. Il dialogo oltre le frontiere è un elemento indispensabile senza il quale non procede uno sviluppo di pace. Per questo è di grande importanza quanto avviene nelle università”, ha concluso il capo dello Stato.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Quirinale –

  • Terna, al via la seconda edizione del Master del Tyrrhenian Lab

    Terna, al via la seconda edizione del Master del Tyrrhenian Lab

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    PALERMO (ITALPRESS) – Parte la seconda edizione del Master “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica” promosso da Terna in collaborazione con le Università degli Studi di Cagliari, Palermo e Salerno nell’ambito del progetto Tyrrhenian Lab, per il quale l’azienda guidata da Giuseppina Di Foggia ha previsto un investimento complessivo di 100 milioni di euro dal 2022 al 2026. L’inaugurazione del Master – la seconda delle tre edizioni previste – è avvenuta con un evento organizzato in contemporanea nei tre atenei coinvolti. A Salerno presenti il presidente di Terna Igor De Biasio e il Rettore dell’Università Vincenzo Loia, a Cagliari il Direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento di Terna nonchè Presidente e Coordinatore Scientifico del Tyrrhenian Lab Francesco Del Pizzo e il Rettore dell’Università Francesco Mola e, infine, a Palermo la Direttrice People Organization & Change di Terna Emilia Rio e il Rettore dell’Università Massimo Midiri.
    “Il Tyrrhenian Lab conferma il ruolo che Terna svolge per il Paese: guidare la transizione energetica attraverso investimenti mirati alla crescita infrastrutturale e allo sviluppo di competenze di eccellenza. Considerato l’attuale contesto, è di vitale importanza puntare su giovani pronti a intercettare i cambiamenti in corso, le nuove sfide e le enormi opportunità che le tecnologie digitali innovative offrono nel settore dell’energia”, ha dichiarato Igor De Biasio, Presidente di Terna. “Ringraziamo quindi i tre prestigiosi atenei che hanno deciso di affiancarci in questo percorso”, ha aggiunto De Biasio.
    “Terna è costantemente impegnata a rendere la rete di trasmissione elettrica sempre più efficiente, digitalizzata e sicura. Per fare questo, oltre agli investimenti previsti in tutto il Paese, sono fondamentali le competenze specializzate e trasversali di alto livello, come quelle che vengono sviluppate con il Tyrrhenian Lab – ha commentato Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna -. La collaborazione con gli atenei di Cagliari, Palermo e Salerno ci permette di essere ancora più presenti sul territorio e di formare futuri colleghi e colleghe che entreranno a far parte dell’azienda, aiutando le oltre 5.700 persone di Terna a raggiungere gli sfidanti obiettivi che la transizione energetica ci pone”.
    “La transizione energetica deve partire anche dalle persone, dalla formazione e dall’innovazione. Per noi di Terna il Tyrrhenian Lab è una iniziativa di cruciale importanza, che ci permette di accogliere in azienda giovani dotati di competenze uniche e strategiche, sempre più necessarie in un contesto in continua evoluzione come quello in cui operiamo – ha detto Emilia Rio, Direttrice People Organization & Change di Terna -. Abbiamo scelto di investire nel futuro dell’azienda e del Paese. Grazie all’Università di Palermo, ai professori e ai colleghi di Terna che hanno lavorato e continueranno a lavorare per accompagnare la crescita dei partecipanti a questo Master”.
    Il Tyrrhenian Lab ha l’obiettivo di istituire un centro di formazione di eccellenza distribuito nelle sedi delle tre rispettive città in cui approderanno i cavi del Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino di Terna che unirà la Campania, la Sicilia e la Sardegna, per un totale di circa 970 km di collegamento e 3,7 miliardi di euro di investimenti, favorendo l’integrazione dei flussi di energia proveniente da fonti rinnovabili.
    Considerata la positiva partecipazione alla prima edizione, Terna, d’intesa con i tre atenei coinvolti, ha deciso di ampliare il numero di posti disponibili. Saranno infatti 19, e non più 15, gli studenti e le studentesse che, superata la fase di selezione, prenderanno parte al corso in ciascuna delle tre Università per un totale di 57 partecipanti.
    In forte aumento il numero di candidature presentate: complessivamente sono pervenute circa 300 domande (di cui il 36% a Palermo, il 34% a Salerno e il 30% a Cagliari) rispetto alle 170 della prima edizione. In crescita anche la partecipazione femminile: circa il 40% dei 57 selezionati, rispetto al 33% della prima edizione.
    Ingegneria Elettrica e Ingegneria Energetica sono le lauree maggiormente rappresentate, ma è stato comunque registrato un aumento considerevole di laureati in altri indirizzi, di cui il più significativo è Ingegneria Informatica, che è passato dal 2% della prima edizione all’8% della seconda.
    Anche quest’anno il Master è risultato attrattivo non solo per i profili neolaureati (51%) e per coloro che hanno già esperienza lavorativa (33%), ma anche per profili che avevano già intrapreso un percorso accademico (16%).
    Il Master sarà composto di undici moduli per un totale di 60 crediti formativi. Il corso prevede percorsi personalizzati in base alle precedenti esperienze accademiche dei partecipanti, laboratori di programmazione e attività pratiche sul campo.
    Una volta terminato il corso, i 19 studenti selezionati con il supporto degli atenei coinvolti, saranno assunti da Terna e potranno operare nella sede territoriale in qualità di esperti ed esperte di algoritmi e modelli per il Mercato Elettrico, sistemi di analisi e regolazione degli apparati di campo e sistemi di Automazione di Stazione (SAS).
    Il progetto ha un impatto positivo anche in termini di efficacia occupazionale e valorizzazione dei territori, confermando la rilevanza che, per Terna, ha il Sud Italia, terra dal grande potenziale sia per quanto riguarda lo sviluppo delle infrastrutture che, soprattutto, per la crescita delle competenze.

    – foto xd6/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Cure palliative e terapia del dolore, forti disuguaglianze Nord-Sud

    Cure palliative e terapia del dolore, forti disuguaglianze Nord-Sud

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    ROMA (ITALPRESS) – Le cure palliative sarebbero necessarie per quasi 600mila persone l’anno (nell’84% dei decessi), ma la copertura risulta ancora insufficiente (secondo i dati del ministero della Salute più recenti circa una persona su 3) anche per i soli pazienti oncologici. E non è un dato che riguarda solo la popolazione anziana: tra i minori solo il 15% di chi ne ha bisogno (circa 30.000) le ottiene.
    E c’è anche il dolore cronico, quello con cui le persone fanno i conti a lungo, mesi o anni: in Italia quello ‘severò colpisce circa un milione di persone che raddoppiano (due milioni) se si considera il dolore cronico moderato. Il costo medio di un paziente con dolore cronico è di oltre 4.500 euro con costi diretti per il Servizio Sanitario Nazionale di circa 1.400 euro (quindi su due milioni di individui si parla di quasi 3 miliardi) e altrettanto di costi indiretti (congedi, assenze per malattia ecc.).
    Nelle cure palliative e terapia del dolore l’Italia ha un primato: è stata la prima in Europa a varare una legge-quadro (la 38/2010) per riconoscere il diritto alla misurazione e al trattamento del dolore, al trattamento delle sofferenze di paziente e familiari, alla formazione dei professionisti e a un’organizzazione secondo reti cliniche.
    Ma le buone notizie sono affiancate da tante ombre. L’ultima relazione al Parlamento, che doveva essere annuale, risale al 31 gennaio 2019 e si riferisce all’intervallo di tempo 2015-2017, con un ‘vuotò di rendicontazione di 6 anni rispetto allo stato dell’arte, agli sviluppi della legge quadro, alla capacità di garantire ai pazienti e alle loro famiglie il diritto a non soffrire inutilmente.
    Per questo Salutequità, attraverso il suo Osservatorio, vuole riportare l’attenzione sul tema che incrocia un interesse sensibile per i diritti dei pazienti così come per la qualità, l’efficienza e l’efficacia del SSN.
    Dall’emanazione della legge si sono succedute una serie di norme tra cui la più recente legge di Bilancio del 2023 che ha definito un traguardo importante e non più procrastinabile: entro il 2028 le cure palliative dovranno raggiungere il 90% delle persone che ne hanno bisogno, ma la Corte dei Conti sottolinea come nel 2021 (ultimi dati disponibili) sia ‘ancora fortemente insufficiente l’assistenza prestata ai malati di tumore attraverso la rete delle cure palliative: appena 5 regioni, tutte del Centro-Nord, sono state in grado di garantire un livello adeguato; tra le regioni meridionali, solo la Puglia con una percentuale del 34,3 si avvicina alla soglia minima richiesta (35 per cento)’. I dati di Italialongeva riportano che nel 2022 solo una persona su tre deceduta per tumore, precisamente il 36%, aveva ricevuto assistenza di cure palliative: 61 mila persone.
    ‘I dati sulle cure palliative pediatriche – commenta Tonino Aceti, presidente di Salutequità – sono irricevibili per un SSN che dichiara di mettere al centro l’umanizzazione dell’assistenza. Su un fatto così grave, dopo l’acquisizione del dato ci aspettiamo interventi concreti e risolutivi in tempi brevi, perchè quelle famiglie tempo da perdere non ne hannò.
    ‘Dobbiamo recuperare terreno – aggiunge – sul fronte dell’offerta e adeguarla ai bisogni reali della popolazione. Questo vale sia per la terapia del dolore, che rischia di essere un diritto per chi vive al nord, come mostra la distribuzione dei centri e l’uso dei farmaci; sia per le cure palliative, dove ancora oggi misuriamo l’andamento considerando l’assistenza offerta ai soli pazienti oncologici. Ma stando a stime europee, rappresentano solo il 40% delle persone adulte che avrebbero necessità di cure palliative. Il restante 60% di chi ne ha bisogno è affetto da patologie croniche degenerative non oncologiche (dalle malattie cardiovascolari al Parkinson). E ad oggi non sono oggetto di valutazione nel Nuovo Sistema di Garanzia dei livelli essenziali di assistenza: in altre parole non è parametro di valutazione delle performance delle Regioni nella loro capacità di garantire i LEA’.
    Tutte le Regioni avrebbero dovuto realizzare la Rete di cure palliative, secondo quanto previsto dalla legge 38/2010, ma a distanza di 13 anni due regioni a dicembre 2021, secondo le rilevazioni dell’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, non avevano l’avevano istituita: Abruzzo e Marche. Tutte le reti esistenti dichiarano di prendere in carico pazienti oncologici e non oncologici; 14 non avevano attivato la procedura di accreditamento.
    La situazione è sensibilmente peggiore per le cure palliative pediatriche, che non risultava istituita in otto Regioni: Abruzzo, Calabria, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta.
    Per la terapia del dolore invece, in assenza di dati istituzionali, viene in soccorso il censimento SIAARTI che nel 2021 ha rilevato 305 centri di terapia del dolore non oncologico, anch’essi collocati in modo eterogeneo sul territorio: 164 al Nord, 64 al Centro e 77 al Sud.
    Non va meglio anche su altri due fronti essenziali per l’applicazione della legge.
    L’ultima relazione al Parlamento giudicava l’offerta formativa disomogenea sul territorio nazionale -confermata, peraltro, nel 2021 dall’Istruttoria Agenas- con 9 Regioni che non avevano attivato corsi di formazione per i professionisti per le cure palliative. Sul fronte ECM, l’analisi di Salutequità della banca dati Agenas mostra che dal 2019 a oggi l’attenzione e l’aggiornamento professionale sul tema ha avuto una flessione verso il basso: la pandemia ha fatto passare in secondo piano questi aspetti, anche se si colgono segnali di ripresa.
    L’utilizzo dei farmaci per il trattamento del dolore mostra, ancora una volta differenze Nord-Sud, che richiederebbero una valutazione omnicomprensiva rispetto all’organizzazione e allo sviluppo delle reti cliniche di riferimento, così come di gap di diagnosi e cura a partire dal dolore cronico non oncologico.
    Nel 2022 il Rapporto OsMed dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) evidenzia che il ricorso ai farmaci contro il dolore riguarda prevalentemente il dolore neuropatico (41% delle dosi giornaliere totali in aumento del 4,8% rispetto al 2021). L’uso di questi farmaci si riduce spostandosi da Nord a Sud, dove il consumo è di 6,2 DDD, di circa il 22% inferiori alla media nazionale (7.9); per contro le Regioni del Nord hanno un livello di consumo del 14% superiore (9). Le regioni nelle quali l’uso dei farmaci contro il dolore (dosi per mille abitanti al giorno) è superiore alla media nazionale sono quasi tutte al nord: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana. Le regioni in cui l’uso è notevolmente al di sotto tra 5.4 e 5.8 DDD sono: Calabria, Campania, Molise, Sicilia. Colpisce anche che di fronte ad un dolore cronico, metà dei pazienti sia stato trattato per meno di due settimane e oltre un terzo (34%) abbia ricevuto un’unica prescrizione nel corso dell’anno; le Regioni del Sud riportano i livelli più alti di utilizzatori sporadici (37,8%).
    Di fronte a una legge dello Stato ancora vigente e oggetto di Accordi Stato-Regioni non può essere e non deve essere applicata parzialmente soprattutto quando in ballo c’è la qualità di vita delle persone e l’efficienza del SSN. Secondo Salutequità, quindi, è indispensabile: 1. Garantire accountability, facendo il punto aggiornato sulla legge 38/2010 sia sulle cure palliative, sia sulla terapia del dolore. Il prossimo appuntamento da non bucare è dicembre 2023 con l’auspicio che rappresenti il riavvio delle relazioni annuali al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 38/10, anche in vista del raggiungimento del 90% nel 2028 di cure palliative previste nella legge di bilancio 2023.
    2. Colmare le iniquità di accesso agendo sui ritardi nell’attuazione della legge. E’ urgente adeguare l’offerta assistenziale in termini quantitativi delle cure palliative in età adulta e pediatrica, così come di terapia del dolore al bisogno effettivo della popolazione considerando anche l’andamento demografico ed epidemiologico. E’ inoltre essenziale colmare le differenze nord-sud e intraregionali, sul consumo dei farmaci appropriati e necessari al trattamento del dolore
    3. Aggiornare gli indicatori LEA del Nuovo Sistema di Garanzia inserendo anche la capacità di assicurare cure palliative e terapia del dolore ai pazienti cronici non oncologici.
    4. Misurare l’assistenza in termini non solo quantitativi, ma anche qualitativi (es. audit clinici indicati da AIFA)
    5. Garantire che il personale che opera tanto in cure palliative, quanto in terapia del dolore abbia sempre una formazione adeguata e specialistica.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).