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  • Lancia festeggia 118 anni di storia

    Lancia festeggia 118 anni di storia

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Mercoledì 27 novembre il Brand Lancia celebra il suo 118° anniversario, un traguardo importante che racconta una lunga storia di passione, stile ed innovazione. Per l’occasione il brand ha realizzato un video celebrativo mettendo in risalto quel fil rouge che lega alcune icone del passato con la Nuova Ypsilon, oltre ad una serie di iniziative che coinvolgeranno i dipendenti Lancia nei siti produttivi in Italia, Francia e Spagna.
    In particolare, le celebrazioni si terranno presso la sede di Lancia a Torino, precisamente in Via Plava, dove i dipendenti potranno sia festeggiare questa ricorrenza insieme al top management, sia conoscere da vicino la Nuova Ypsilon esposta all’ingresso dell’headquarter, interagendo direttamente con i colleghi che hanno lavorato al progetto. Lo stesso coinvolgimento della famiglia Lancia si vedrà presso gli stabilimenti di Lancia a Zaragoza (Spagna) e Poissy (Francia), in un simbolico abbraccio tra coloro che continuano ogni giorno, con impegno e orgoglio, a scrivere una nuova pagina della storia di Lancia. Senza dimenticare che nel Rinascimento di Lancia un ruolo chiave lo rivestono i nuovi ed esclusivi showroom Casa Lancia, che oggi in Italia sono 160 mentre, entro il 2025, raggiungeranno la quota totale di 70 distribuiti nelle principali città di Francia, Spagna, Belgio-Lussemburgo, Paesi Bassi e Germania.
    Dichiara Luca Napolitano, CEO del marchio Lancia: «Sono orgoglioso di celebrare questo anniversario che segna un altro tassello della nostra storia leggendaria, fatta di eleganza senza tempo, innovazione tecnologica e primati sportivi. In questi 118 anni di storia, Lancia ha creato vetture belle, innovative e spiccatamente italiane che, nonostante il trascorrere del tempo, continuano a essere nel cuore della gente».
    Recandosi presso una delle 160 Case Lancia presenti in Italia, oltre a vivere una customer experience premium, i visitatori potranno scoprire l’imperdibile offerta finanziaria che, fino al 30 novembre, consente di mettersi subito al volante della Nuova Ypsilon Ibrida con una rata mensile di 200 euro per 48 mesi. In alternativa, la Nuova Ypsilon Elettrica è disponibile a 200 euro per 36 mesi. In entrambi i casi, il primo pagamento avverrà dopo 90 giorni. Al termine del finanziamento, il cliente può scegliere se sostituire, tenere o restituire il veicolo.
    Il marchio venne fondato a Torino il 27 novembre 1906 da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin, entrambi dipendenti Fiat e appassionati di auto. Vincenzo era già noto nell’ambiente automobilistico, grazie a diverse vittorie sportive ottenute al volante di vetture Fiat. La prima vettura prodotta nel 1908 è la Lancia 12 HP, una vettura decisamente fuori dagli schemi per il tempo con chassis basso e leggero, munito di trasmissione a cardano, al posto delle catene, e che divenne un vero e proprio successo per l’epoca con più di 100 unità vendute. La fama di Lancia cresce e il marchio supera il primo conflitto mondiale, al termine del quale si succedono altri modelli di grande qualità, tra i quali la Lambda, l’Augusta e l’Aprilia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1950 Lancia presenta l’Aurelia, la prima vettura al mondo a montare un motore V6: un modello che trionfa in diverse competizioni e spinge Gianni Lancia, il figlio di Vincenzo, a fondare un reparto corse dedicato alle gare su strada che verrà chiamato Scuderia Lancia.
    Nel 1956 il marchio si concentra sulle vetture alto di gamma: le vetture iconiche degli anni 60 sono la Flaminia e la Flavia, la prima vettura italiana con motore e trazione anteriore. All’inizio degli anni 70, riprende il reparto sportivo che, con la Stratos, la 037 e poi con la Delta, dominerà per più di 20 anni il mondo dei rally e consentirà a Lancia di entrare nell’Olimpo del Motorsport: 15 Campionati mondiali rally, tre Campionati del mondo endurance costruttori, una 1000 miglia, due Targa Florio e una Carrera Panamericana.
    Fuori dall’ambito sportivo, al Salone di Ginevra del 1985 debutta la piccola Y10 che rivoluziona il concetto di automobile di classe da città. La Ypsilon diventa ben presto una vettura di grande successo, come dimostrano oltre 37 serie speciali, 4 generazioni e il titolo di leader in Italia nel suo segmento. E dallo scorso aprile il testimone è passato alla Nuova Ypsilon, la capostipite della nuova era di Lancia con le sinuose forme ispirate ai modelli che hanno scritto la storia del marchio, così come i fanali posteriori rotondi sono un chiaro rimando alla Lancia Stratos. Senza dimenticare che è la prima vettura di produzione Stellantis dotata del sistema S.A.L.A., l’interfaccia virtuale e intelligente che garantisce un’esperienza di guida confortevole e coerente con la tecnologia senza sforzi Lancia. Inoltre, la nuova creazione del marchio italiano è anche best-in-class nel segmento B hatchback premium, grazie all’allestimento più completo della categoria, ampio display da 10.25″, miglior sistema standard di ausilio al parcheggio, sistema di illuminazione esterna più ricco per tecnologia ed estensione, nonchè unico modello del segmento equipaggiato con Guida Autonoma di livello 2 in dotazione standard sulla versione Cassina.
    Da sempre il design di Lancia non è estetica fine a sè stessa ma la massima espressione dello “stile italiano”, ovvero un connubio unico al mondo di eleganza classica, creatività e passione. Da questo approccio nascono automobili dal design ricercato, mai legato a un puro vezzo creativo, che punta sempre a rimuovere gli eccessi fino a trovare la bellezza nella purezza delle forme e dei contenuti. Non a caso alcune vetture Lancia sono entrate nell’immaginario collettivo: dall’Aurelia alla Flaminia, dalla Fulvia alla Beta HPE, dalla Gamma alla Delta, dalla Stratos alla 037. Modelli molto diversi tra loro, qualcuno figlio di un design aggraziato ed elegante, altri di un design brutale ed efficiente, ma tutti accomunati da uno stile capace di andare oltre lo spazio e il tempo, che li rende ancora oggi bellissimi, contemporanei ed espressione di un design tipicamente italiano. Inoltre, spesso lo stile Lancia ha “vestito” con raffinatezza l’innovazione, come dimostra l’apertura ad armadio delle portiere, senza il montante centrale, brevettata a partire dagli anni Trenta e precursore per i tempi di innovazioni successive. O anche all’Aprilia, che nasce dall’idea straordinaria di applicare l’aerodinamica su una vettura compatta di serie. Per Lancia si parla di artigianalità e cura dei dettagli, caratteristiche che hanno da sempre contraddistinto ogni modello, sia negli interni che negli esterni, come per l’iconica Aurelia B24 Spider, con le sue linee depurate da ogni elemento superfluo, senza le maniglie e con le portiere che si aprono dall’interno, per non “disturbare” la sua linea perfetta. Lancia è stata anche icona di stile italiano con la Thema 8.32 spinta da un motore Ferrari, pregiati interni in pelle e il cruscotto totalmente in radica. E oggi la Nuova Ypsilon porta al debutto un nuovo linguaggio di design, che unisce tradizione e innovazione, ispirandosi alla fluidità delle storiche Aurelia e Flaminia, con un tocco di sportività preso dalle leggendarie Stratos e Delta. Il Centro Stile Lancia ha inoltre giocato sui contrasti, combinando forme pure e sensuali con elementi più audaci. Tra i dettagli distintivi della Nuova Ypsilon spicca la moderna reinterpretazione della calandra a calice di Lancia e i fanali posteriori ispirati alla Stratos. Anche gli interni rispecchiano l’eleganza italiana, con scelte raffinate come il tavolino e materiali pregiati, tra cui pelle e velluti riciclati con texture a coste.
    La storia di Lancia è profondamente intrecciata con l’evoluzione del suo logo e la denominazione dei suoi modelli, riflettendo l’identità e i valori del marchio. Il primo logo, introdotto nel 1907, presentava la scritta ‘Lancià in bianco su uno sfondo scuro, con una ‘L’ prominente e uno stile essenziale. Nel 1911, Vincenzo Lancia decise di affidare la creazione di un nuovo emblema al conte Carlo Biscaretti di Ruffia, che introdusse elementi come il volante a quattro razze, la bandiera rettangolare e l’asta a forma di lancia, rappresentando perfettamente la filosofia del marchio. Questo design venne adottato ufficialmente nel 1922. Nel 1929, il logo subì un’ulteriore trasformazione, aggiungendo uno scudo triangolare attorno al volante e stabilendo una combinazione cromatica di blu, bianco e oro, destinata a durare nel tempo. Nel 1957, con l’introduzione della Lancia Flaminia, il logo venne nuovamente ridisegnato, adottando un’estetica più moderna e stilizzata con forme geometriche semplici e una bicromia blu-argento. Successivamente, nel 1969, a seguito dell’acquisizione di Lancia da parte del Gruppo Fiat, il logo subì un altro profondo restyling che riportò la forma rettangolare, ma con un tocco di modernità al design originale del 1907. La Beta del 1972 fu la prima vettura a sfoggiare questo nuovo emblema. Nel 1981, il designer Massimo Vignelli reinterpretò il logo, stilizzando gli elementi tradizionali e riducendo la palette di colori all’alternanza di blu e bianco. Nel 2007, il logo venne ulteriormente evoluto per una maggiore essenzialità, mantenendo lo scudo e il colore blu, ma semplificando il design del volante e rimuovendo la lancia con la bandiera. Anche la denominazione dei modelli riflette la storia del marchio. Inizialmente, le vetture erano identificate dai cavalli fiscali, come 12 HP e 18/24 HP, ma nel 1919 Vincenzo Lancia, su suggerimento del fratello Giovanni, decise di utilizzare le lettere dell’alfabeto greco per conferire un’identità più forte alle sue auto, introducendo la Kappa e continuando con modelli come Lambda e Dilambda. Negli anni ’30, i nomi cambiarono, ispirandosi a località storiche dell’antica Roma, come Artena, Astura, Augusta, Aprilia e Ardea. Durante gli anni ’50 e ’60, sotto la guida di Gianni Lancia, i modelli presero il nome da vie consolari romane, come Aurelia, Appia, Flaminia, Flavia e Fulvia. Negli anni ’70 e ’80, dopo l’acquisizione da parte di Fiat, si tornò all’uso delle lettere greche con modelli come Beta, Gamma e Delta, continuando la tradizione classica. Nei primi anni 2000, questa tradizione si riflettè in modelli come Thesis, Phedra e la terza generazione della Delta nel 2008, fino ad arrivare alla Ypsilon del 2020 e all’attuale Nuova Ypsilon, che porta al debutto un nuovo logo che rilegge in chiave moderna tutti gli elementi distintivi del marchio storico – il volante, la bandiera, lo scudo, la lancia e la scritta – per proiettarli nel futuro. Questi elementi costitutivi del marchio sono i simboli della nobiltà e dell’heritage Lancia, semplificati in termini di linee e di forme e posizionati in un nuovo equilibrio, capace di esprimere innovazione, premiumness e italianità con un tocco di eclettismo, dato dalla lancia asimmetrica.
    Celebrare il compleanno di Lancia significa inevitabilmente ricordare i suoi straordinari successi nel mondo dei Rally, che le hanno consentito di entrare nell’Olimpo del Motorsport con 15 Campionati mondiali rally, tre Campionati del mondo endurance costruttori, e vittorie in prestigiose competizioni come la 1000 Miglia, la Targa Florio e la Carrera Panamericana. Gli anni Settanta e Ottanta sono stati il periodo d’oro del marchio, con modelli leggendari come la Stratos, la 037 e la Delta, che hanno dominato i Rally per più di due decenni. Lancia, già dai primi anni, osservava con interesse queste competizioni, consapevole che erano perfette per mettere in luce le qualità di tenuta e prestazioni delle sue auto. Già il fondatore Vincenzo Lancia amava gareggiare, vincendo diverse competizioni tra il 1908 e il 1909, ma successivamente abbandonò le corse per concentrarsi sulla produzione di auto stradali. Tuttavia, nel 1951, Gianni Lancia decise di riportare il marchio nelle competizioni, fondando la Scuderia Lancia, con l’elefantino al galoppo come emblema. Tra il 1954 e il 1955, la monoposto Lancia D50 partecipò alla Formula 1, segnando l’ultimo capitolo di quella fase sportiva. Negli anni Sessanta, Lancia tornò ufficialmente ai Rally con la Squadra Corse Lancia e l’emblema dell’elefantino rosso accompagnato dalla sigla HF (High Fidelity). Il 1974 segnò il debutto della Lancia Stratos HF, la prima vettura progettata appositamente per i Rally, con l’obiettivo di essere imbattibile su qualunque terreno. Equipaggiata con il V6 da 2,4 litri della Dino Ferrari, la Stratos HF si dimostrò senza rivali, conquistando tre titoli mondiali consecutivi tra il 1974 e il 1976. Nel 1983, la Lancia Rally 037 vinse il Campionato Mondiale Rally, rimanendo l’ultima vettura a trazione posteriore a trionfare in un campionato mondiale, sfidando anche l’avanzata delle vetture a trazione integrale, come la temibile Audi Quattro. Dopo l’esperienza con le potenti vetture del Gruppo B, Lancia puntò sulla Delta HF 4WD a trazione integrale, che debuttò nel 1987 e per sei anni dominò la scena dei Rally. La Delta HF 4WD e le sue successive versioni, la Delta HF Integrale e la Integrale 16V, collezionarono dieci titoli mondiali, con sei nella classifica Costruttori e quattro in quella Piloti, oltre a 46 vittorie assolute su 66 partecipazioni a gare mondiali. La Lancia Delta rimane la vettura più vincente nella storia del Rally, lasciando un segno indelebile nel mondo del motorsport. E oggi la Nuova Ypsilon Rally4 HF è pronta a scendere in campo nel 2025, quando il marchio farà il suo ritorno nel motorsport, con l’obiettivo di riaffermare la sua presenza nelle competizioni automobilistiche contemporanee e, al tempo stesso, rendere omaggio alla gloriosa storia rallystica del brand.
    Lancia è un simbolo della cultura italiana del ‘bello e ben fattò, amata da divi del cinema, modelle, scrittori e artisti. Le vetture Lancia sono state protagoniste di film leggendari e campagne di comunicazione eleganti e raffinate. Il rapporto tra Lancia e il cinema nasce agli inizi del secolo scorso, quando le sue vetture compaiono nel cinema muto torinese, in particolare nei film dei ‘telefoni bianchì, rappresentando un simbolo di modernità e sogni oltre le ‘mille lire al mesè. Negli anni Cinquanta, il legame tra Lancia e la ‘settima artè diventa indissolubile. E’ l’epoca della ‘Dolce Vità e Roma è il centro del cinema e del jet-set internazionale. Via Veneto è il cuore pulsante del glamour e molti divi del cinema scelgono Lancia per il loro stile inconfondibile. Claudia Cardinale, Anita Ekberg e Jean Paul Belmondo guidano modelli come Aurelia e Appia, mentre Marcello Mastroianni sceglie la sua Flaminia Coupè Super Sport Zagato. Brigitte Bardot guida Lancia tra Cortina e la Costa Azzurra, affascinata dall’Aurelia B24, dalla Flaminia e dalla Flavia Convertibile. Anche Ernest Hemingway, durante la sua cronaca sulle corride per la rivista Life, viaggia con una Lancia Aurelia B21, compagna di viaggio di ‘Un’estate pericolosà. Nel 1962, l’Aurelia B24 convertibile diventa protagonista del film ‘Il sorpassò di Dino Risi, diventando la vettura più famosa del cinema italiano. Anche negli anni successivi, le vetture Lancia continuano a brillare nel cinema. La Fulvia Coupè appare in ‘Profondo Rossò di Dario Argento, mentre la Lancia Delta viene guidata da Alain Delon in ‘Pour la peau d’un flic’. Recentemente, le auto Lancia sono state utilizzate in famosi film come ‘To Rome with Lovè di Woody Allen e ‘Angeli & Demonì di Ron Howard, dove la Delta recita un ruolo importante. Simbolo di creatività ed eleganza italiana, Lancia si distingue anche per il suo stile di comunicazione pubblicitaria, sempre sofisticato e rispettoso dell’anima del brand. Spot firmati da Gabriele Muccino e accompagnati dalle musiche di Ennio Morricone sono veri e propri cortometraggi che mantengono la loro attualità nel tempo. I testimonial scelti da Lancia hanno ulteriormente accresciuto l’amore per il marchio, tra cui Stefano Gabbana, Richard Gere e Carla Bruni. Queste celebrità, come ambasciatori dell’eleganza Lancia, hanno contribuito a rendere il marchio iconico in tutto il mondo, trasformandosi in ‘Very Ypsilon People”. E come dimenticare l’ultima apparizione di una Lancia sul grande schermo? Stiamo parlando ovviamente della pellicola “Race for Glory”, con Riccardo Scamarcio, che racconta la storia del Campionato del Mondo di Rally del 1983 che vide il Team Lancia guidato da Cesare Fiorio e la 037 confrontarsi con un temibile avversario in una vera e propria battaglia tra Davide e Golia, dando vita a una delle più grandi sfide della storia dello sport.

    – Foto ufficio stampa Lancia –

    (ITALPRESS).

  • Grand Prix Innovation premia le startup del futuro

    Grand Prix Innovation premia le startup del futuro

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    MILANO (ITALPRESS) – Un lungo pomeriggio dedicato all’innovazione a 360 gradi, tra startup, esposizione di prototipi di robotica, interventi di Key Note e incontri tra aziende e PMI innovative. Questa la ricetta vincente del Grand Prix Innovation 2024.
    Organizzata da CCI France Italie e ospitata a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, la terza edizione della manifestazione si è aperta con oltre 150 incontri BtoB tra startup, aziende e venture capital. Allo stesso tempo, realtà innovative provenienti da tutta Italia hanno esposto le loro invenzioni nei settori più disparati: dalla robotica all’automotive, passando per il campo tessile e agroalimentare, imprenditori giovanissimi hanno presentato il loro operato a corporate interessate all’Open Innovation, investitori e facilitatori.
    Quello dedicato ai prototipi è stato un vero e proprio spazio interattivo allestito in collaborazione con Kilometro Rosso e ha rappresentato una delle novità di questa edizione.
    Hanno avuto grande spazio e rilevanza gli interventi dei top speaker che si sono susseguiti sul palco e nelle tavole rotonde tematiche realizzate in simultanea grazie a un sistema di silent meeting. Cinque le aree tematiche individuate per i corner verticali: Energy & Smart City, Healthtech & Life Science, Fintech, Aerospace, Lifestyle & Beauty Tech. Tutti gli approfondimenti hanno avuto un focus trasversale su intelligenza artificiale e Deep Tech, una scelta necessaria alla luce della direzione che sta prendendo l’attuale sviluppo tecnologico.
    Anche questa terza edizione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano, di InnovUp e di Italian Tech Alliance. A rappresentare il capoluogo lombardo è stata Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro. “Parlare di startup e innovazione è sempre importante”, ha affermato. “Farlo in sinergia con un Paese come la Francia attraverso il Grand Prix Innovation ha un rilievo ancora maggiore. In questo senso Milano è strategica, perchè il 20% delle startup che nascono in Italia ha sede proprio in questa città. Un evento come questo ospitato a Palazzo Mezzanotte ha tra i suoi punti di forza l’unione di intenti di Francia e Italia e un focus su talenti e investimenti”.
    Non sono mancati nemmeno gli sponsor, tantissimi e di spessore. Tra i principali c’era anche Crèdit Agricole, la cui responsabile Open Innovation, Carlotta Caprioli, ha partecipato come speaker al corner tematico Fintech. “Il nostro impegno all’interno del Grand Prix Innovation rappresenta un’occasione per perseguire il nostro scopo quotidiano, cioè produrre innovazione sul territorio”, ha spiegato a margine del suo intervento. “Abbiamo una rete di Village – un progetto partito nel 2014 in Francia – che oggi conta 45 acceleratori di startup tra Francia, Lussemburgo e Italia. In vista di futuri ampliamenti nel 2025, è fondamentale partecipare agli eventi che producono e facilitano la collaborazione tra i diversi attori del mondo dell’innovazione”.
    Parte centrale e culminante del Grand Prix Innovation è stata la premiazione delle start up più innovative e sostenibili. Dopo un’attenta selezione dei progetti presentati quest’anno, la giuria – di cui ha fatto parte anche l’amministratrice delegata di CCI France Italie, Cècile Bourland – ha selezionato sei finaliste che sono state chiamate sul palco per presentare in 120 secondi le loro idee. Ha vinto Approxima, fondata nel 2020 e operante nel settore medico. La startup è stata presentata e iscritta al contest da Forvis Mazars.
    “Quello che proponiamo è lo sviluppo e la successiva commercializzazione di un nuovo dispositivo per il trattamento percutaneo di una patologia cardiaca ben precisa, l’insufficienza tricuspidale”, ha raccontato Michal Jaworek, Ceo e co-founder della startup. “In questo modo vogliamo rispondere a un bisogno clinico che non è stato ancora soddisfatto. Un riconoscimento come quello del Gran Prix Innovation è importantissimo per noi, perchè ci permette di condividere il nostro progetto con una platea molto ampia”.
    Ad aggiudicarsi il secondo posto è stata Ogyre, startup nata nel 2021 che ha ideato una piattaforma community-driven che fornisce supporto a flotte già esistenti di pescatori per recuperare più rifiuti marini possibili ogni giorno.
    Il terzo gradino del podio lo ha occupato TrailsLight, una start up che sviluppa, assembla e commercializza una innovativa tecnologia brevettata che permette di controllare l’illuminazione stradale tramite un’analisi intelligente di dati raccolti con l’obiettivo di ottimizzare l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica.
    Il pubblico in sala ha invece avuto la possibilità di scegliere un quarto progetto meritevole: il riconoscimento è andato a HypeSound, che sul palco ha illustrato una tecnologia che usa le onde sonore a bassa frequenza per incrementare la riproduzione di microrganismi e migliorarne la purezza.
    La varietà, la quantità e la qualità delle idee portate al Gran Prix Innovation hanno dimostrato anche quest’anno l’importanza dell’evento promosso dalla CCI France Italie, che ha raccolto, ancora una volta, l’entusiasmo di molti giovani imprenditori. Un successo, quello di questa terza edizione, che racconta l’eccellenza nazionale guardando al futuro.
    – foto ufficio stampa Cci France Italie –
    (ITALPRESS).

  • Meloni “Mediterraneo sempre più globale”

    Meloni “Mediterraneo sempre più globale”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Come paese al centro del Mediterraneo l’Italia sa di avere una grande responsabilità: questo governo ha dimostrato di voler fare la sua parte nelle dinamiche globali, in particolare per quanto riguarda le opportunità legate allo sviluppo delle interconnessioni economiche”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la decima edizione dei Rome Med Dialogues.
    “Penso ad esempio allo sviluppo di Imec, che punta a collegare l’Europa con l’India – prosegue Meloni – Connettere le città portuali del Medio Oriente e del nostro continente, inserendo nella mappa anche l’Italia con Trieste, ci consentirebbe di liberare un potenziale enorme per la nostra economia e il nostro commercio. Concepire il Mediterraneo come uno spazio globale diventa una straordinaria occasione per tutti anche dal punto di vista energetico: abbiamo già candidato l’Italia a diventare lo snodo principale per collegare i flussi energetici tra Africa ed Europa, le connessioni energetiche sono uno dei pilastri del Piano Mattei con cui puntiamo a diventare la porta europea per gas e idrogeno mediterranei”.
    “Vogliamo costruire uno spazio geopolitico sempre più sicuro e stabile in un’ottica di cooperazione paritaria, non predatoria o caritatevole – ha sottolineato Meloni -: la nostra sfida è consentire alle nazioni africane di utilizzare al meglio le risorse di cui dispongono e vivere con governi stabili e società prospere”.
    “Finora il diritto a non dover emigrare non è stato garantito – ha continuato -. Bisogna dare modo a queste persone di avere un futuro di dignità, crescita, lavoro e opportunità: la vera solidarietà e il vero rispetto si ottengono solo così ed è quello cui lavoriamo dal nostro insediamento. Stiamo cercando di europeizzare il Piano Mattei per creare sinergie tra strumenti diversi che operano con lo stesso obiettivo: su nostro impulso Von der Leyen ha deciso di introdurre nella nuova Commissione europea un portafoglio dedicato al Mediterraneo e di lavorare sulla scrittura di un piano per il Mediterraneo, iniziativa cui guardiamo con grande attenzione e verso cui siamo pronti a fornire piena collaborazione. Questo scenario dimostra un cambio di postura verso il fianco sud da parte dell’Europa negli ultimi anni e ciò si deve all’impulso italiano: tale cambio di postura si vede particolarmente nel modo di governare i flussi migratori, come attesta il sostegno ai memorandum con Tunisia ed Egitto. L’impegno è da un lato creare sviluppo, dall’altro combattere le reti di trafficanti: è un percorso che va consolidato per contrastare con incisività sempre maggiore l’immigrazione illegale”.

    – Foto Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Banca del Fucino con Feduf nelle scuole medie a Roma e Velletri

    Banca del Fucino con Feduf nelle scuole medie a Roma e Velletri

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    ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino con FEduF, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio di ABI, organizza tre incontri formativi, a Roma e Velletri, diretti ad oltre 150 allievi di tre diverse scuole medie sul tema “Risparmiamo il Paese”.
    L’iniziativa rientra nelle attività della Banca del Fucino per il mese dell’educazione finanziaria e rappresenta un importante occasione di dialogo con i giovani sui temi di attualità e per fornire loro una panoramica delle attività bancarie e finanziarie. A questi incontri si accompagna anche una attività sui social della Banca del Fucino, la quale con apposite card tematiche spiega ai più giovani parole chiave dell’economia, come ad esempio “inflazione”.
    I temi della finanza, del risparmio, degli investimenti, così come la sostenibilità economica individuale e sociale, affrontati in un’ottica interdisciplinare e trasversale acquisiscono centralità nel percorso formativo con l’obiettivo di rendere i ragazzi cittadini consapevoli, capaci di partecipare pienamente alla vita economica del Paese.
    Qual è l’impatto dei nostri comportamenti sul pianeta, l’economia e la società? Quale la conseguenza delle nostre scelte? Quanto è importante agire subito? Cosa cambia se prestiamo maggiore attenzione ai nostri comportamenti?
    Questi sono nello specifico i quesiti che saranno affrontati in aula dai formatori di FeduF insieme ai referenti della Banca del Fucino nell’ambito delle lezioni in programma il 27 e il 28 novembre presso l’IC “Giorgio Franceschi” e “Franco Cesana” di Roma e l’IC “Gino Felci” di Velletri.
    I moduli formativi sono stati ideati da FEduF (ABI) e sono integrati nella piattaforma didattica “Investiamo sul futuro”, pensati per lo svolgimento dei lavori in classe nelle scuole secondarie di I e II grado. I moduli toccano gli argomenti alla base dello sviluppo sostenibile, dei quali è fortemente necessario essere consapevoli alla luce delle profonde interazioni tra ambiente, società, economia e istituzioni che impattano la vita quotidiana.
    “La società digitale del prossimo futuro sarà caratterizzata da una crescente attenzione su tre concetti: impatto, sostenibilità e consapevolezza – commenta Giovanna Boggio Robutti, DG di FEduF Fondazione per l’Educazione Finanziaria – e sono anche i leit-motiv di una nuova economia, possibile solo se alla transizione tecnologica si accompagnerà un profondo cambiamento culturale, che non può prescindere dalle nozioni base di economia e da un corretto approccio all’educazione finanziaria”.
    “E’ un onore per noi poter accompagnare FEduF nelle scuole medie per una attività formativa così importante sulle questioni ambientali e sociali. Le azioni che intraprendiamo oggi sono fondamentali per costruire il futuro di domani, sia nella tutela del pianeta sia nella gestione delle risorse finanziarie. Ci auguriamo di contribuire con queste attività alla formazione delle giovani generazioni per farne dei cittadini consapevoli dell’importanza di una corretta cultura finanziaria, economica e sociale che non può prescindere dagli aspetti ambientali”, ha dichiarato Francesco Maiolini, AD di Banca del Fucino.
    -foto ufficio stampa Banca del Fucino –
    (ITALPRESS).

  • Forum turismo Unicredit, Italia seconda in Ue per presenze straniere

    Forum turismo Unicredit, Italia seconda in Ue per presenze straniere

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    ROMA (ITALPRESS) – L’Italia è il secondo paese nell’UE per presenze straniere e il terzo per presenze turistiche complessive. Un buon piazzamento che però nasconde un trend di tendenziale debolezza della domanda domestica, compensata dalla domanda estera. Quest’industria, se fatta in modo inclusivo, può diventare un motore di crescita economica per le comunità locali, generando nuove opportunità di lavoro e stimolando l’export anche in aree interne. E’ quanto emerge dal forum “UniCredit – Build your Destination”, l’incontro dedicato alla filiera del turismo che si è svolto oggi a Roma, al Palazzo della Cancelleria.
    L’impatto diretto del settore turistico è stimato per l’Istat al 6,2% del valore aggiunto dell’economia, ma il peso totale (tra diretto, indiretto e indotto) raddoppia questo valore, con dati che, per il 2023, oscillano tra il 10 e il 14% del PIL. “Il settore turistico rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia italiana e genera un impatto significativo sul PIL nazionale. E’ fondamentale continuare a investire nella filiera, attraverso lo sviluppo di strategie volte a favorire una crescita sostenibile dei territori e delle comunità locali. In quest’ottica, la collaborazione sinergica fra imprese, stakeholder e istituzioni pubbliche e private assume rilevanza cruciale per incrementare l’attrattività del nostro Paese”, ha spiegato Annalisa Areni, Responsabile Client Strategies UniCredit. “UniCredit è fortemente impegnata a sostenere le aziende del comparto grazie a soluzioni e iniziative dedicate, come dimostrano le due edizioni del programma Made4Italy e il piano UniCredit per l’Italia”.
    Dall’Industry Book sulla Filiera del Turismo UniCredit, presentato da Sonia Taraschi, Advisory Board & Territorial Plans UniCredit, è emerso come la domanda turistica nei decenni abbia evidenziato un trend in continua crescita. L’unico vero shock è stato il covid-19 da cui i flussi internazionali si sono a oggi ripresi, con dinamiche diverse tra le aree mondiali. Guardando all’impatto diretto e ai settori che compongono la filiera, UniCredit ha costruito un modello con Prometeia basato sui bilanci di 79.000 imprese di capitale senza vincoli dimensionali, per capire come il settore si è mosso prima, durante e dopo il covid e quali sono le attese per il 2024-2026. Dall’analisi emerge come la dinamica della produzione delle imprese turistiche nel periodo pre-covid, al netto delle dinamiche inflazionistiche, abbia mostrato un andamento decisamente più vivace rispetto sia all’economia italiana nel suo complesso. Pur fortemente colpita in fase covid, la filiera turistica ha mostrato una ripresa veloce, riportandosi su livelli superiori a quelli che caratterizzavano il periodo pre pandemico. Le previsioni del modello delineano una prosecuzione della fase di crescita dell’industria turistica nei prossimi anni, a ritmi che, pur fisiologicamente meno vivaci rispetto al post covid, si mantengono superiori rispetto al totale dell’economia, confermando l’importanza del comparto per il sistema produttivo italiano. Nel periodo 2024-2026, il complesso delle imprese di capitale attive nella filiera turistica è atteso registrare aumenti del fatturato al netto dell’inflazione superiori al 3% medio annuo, con tutti i comparti in crescita più vivace rispetto al totale dell’economia.
    Maria Elena Rossi, Direttore Marketing e Promozione Global Enit, ha illustrato poi gli ultimi dati sul settore, secondo cui “nel periodo gennaio-agosto 2024, l’Italia registra 38,5 miliardi di euro in entrata dal turismo internazionale e 23 miliardi di consumi degli italiani all’estero, per un saldo positivo della bilancia turistica pari a 15,5 miliardi di euro”. Il report Enit ha messo in evidenza alcuni temi, tra cui il gap di competenze, i nuovi trend del turismo ESG sensitive e i grandi eventi come il Giubileo, che hanno ispirato il dibattito della tavola rotonda moderata dalla giornalista Janina Landau. Secondo Marina Lalli, presidente di Federturismo, “è cambiato il modo di viaggiare e, di conseguenza, deve cambiare anche il modo di promuoversi da parte dei territori. In Italia siamo in grado di proporre viaggi ed esperienze varie, ma possiamo fare meglio”, soprattutto per gestire i flussi turistici. Per Walter Pecoraro, presidente di Federalberghi Lazio, “il Giubileo porterà flussi di turismo” non solo a Roma, ma in tutta Italia, “anche negli anni a seguire. Speriamo che questi eventi abbiano un risvolto positivo, cerchiamo di lavorare per far sì che le istituzioni siano sensibili alle problematiche che ci evidenziano i clienti”.
    Marco Brogna, presidente ITS Turismo Academy Lazio, ha sottolineato l’importanza della formazione. “Il turismo cambia con rapidità estrema, bisogna offrire nuove professioni necessarie all’imprenditorialità turistica: la qualità del prodotto turistico la fa chi ci lavora, serve altissima qualità e professionalità”. Anche Giampaolo Letta, presidente ADB Centro UniCredit, ha evidenziato che la formazione è tra i temi centrali. “Parlando di promozione turistica, un elemento che ha un’enorme valenza è proprio la formazione: trovare persone accoglienti è il primo fattore di promozione di un territorio” per “ottenere un effetto moltiplicatore”. Anche il settore audiovisivo, con il cinema e le serie TV, “è un fortissimo strumento di promozione turistica, soprattutto per destinazioni che non sono molto conosciute”. Onorio Rebecchini, presidente Convention Bureau Roma e Lazio, ha evidenziato l’importanza del settore dei meeting e dei grandi eventi congressuali nel rilanciare alcune destinazioni. “L’Italia è il Paese leader in questo segmento di mercato: le sinergie con le pubbliche amministrazioni e il supporto degli operatori economici come Unicredit sono fondamentali”. Così come, ha aggiunto Luisella Altare, Responsabile Corporate Italy di UniCredit, sono fondamentali “la vicinanza, la comprensione, l’ascolto e le competenze, anche all’interno della banca”. Ad esempio, “il turismo esperienziale sta avendo un grandissimo sviluppo, soprattutto nei piccoli borghi” e “ci sta restituendo una grande opportunità di investire in maniera diversa”, ha spiegato. “UniCredit è orgogliosa di aver ospitato a Roma il forum sul turismo, occasione importante per riflettere sulle prospettive di sviluppo della filiera. Il turismo è un settore trainante dell’economia di questo territorio, e l’imminente Giubileo del 2025 potrà offrire un’ulteriore spinta propulsiva al comparto”, ha concluso Roberto Fiorini, Regional Manager Region Centro Italia UniCredit. “Accompagniamo le imprese nel superare le sfide legate alle transizioni ecologica e digitale, creando opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio e le comunità”.
    -foto ufficio stampa Unicredit-
    (ITALPRESS).

  • Puccini, Treccani ricorda il Maestro che amava le ragazze emancipate

    Puccini, Treccani ricorda il Maestro che amava le ragazze emancipate

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – A un secolo dalla sua scomparsa, avvenuta a Bruxelles il 29 novembre 2024, una nuova voce del Libro dell’Anno Treccani 2024 scritta da Sandro Cappelletto sottolinea la capacità di Puccini di esprimere in musica, come nessuno, l’anelito a raggiungere una libera condizione femminile. Giacomo Puccini parte il 4 novembre 1924 per Bruxelles dove tenterà con una terapia radiologica considerata d’avanguardia di combattere il tumore alla gola, ma muore il 29 novembre 1924. Al grande maestro, che rimane uno dei compositori di teatro musicale più eseguiti al mondo, Sandro Cappelletto dedica nel Libro dell’Anno Treccani 2024 un nuovo testo che sottolinea la sua capacità di portare in scena personaggi del tutto originali: niente re e imperatori, niente figure aristocratiche consegnate dalla storia, niente corti e palazzi, ma ragazze che si mantengono da sole e sono troppo povere per permettersi delle cure adeguate, giovani donne che intendono vivere liberamente la propria sessualità in una società che può soltanto reprimerla o adolescenti sedotte.
    Una capacità unica di esprimere in musica gli aspetti eversivi che può racchiudere l’anelito a raggiungere una libera condizione femminile, che rende ancora oggi profondamente attuale il suo teatro musicale.
    Giovani donne che intendono vivere liberamente la propria sessualità in una società che può soltanto reprimerla: Manon in Manon Lescaut o Butterfly sedotta da un ufficiale americano di passaggio a Nagasaki che la sposa per finta, la mette incinta, la abbandona, mentre lei lo ama, per questo motivo rompendo con la sua famiglia d’origine e schiudendo davanti a sé un inevitabile destino di morte. Come Cio-Cio-San, anche Suor Angelica si uccide, dopo che la Zia Principessa è venuta a trovarla nel convento dove per punizione è stata rinchiusa: non è tollerabile, per il buon nome della sua aristocratica famiglia, che la ragazza abbia avuto un bambino fuori dal matrimonio.
    Anche Tosca muore gettandosi dagli spalti di Castel Sant’Angelo. Ansia di libertà, amore, sesso, sopraffazione formano la materia densissima di un’opera che, con avvincente tensione musicale, racconta quanto il potere possa significare sopraffazione, umiliazione dei perdenti.
    Nell’opera Turandot, che il Maestro non riuscì a terminare, due sono i personaggi femminili: Liù, la schiava devota al suo principe-padrone fino al sacrificio di sé, e Turandot, la principessa di ghiaccio che non intende dare eredi al trono della Cina e rivendica la scelta di rimanere sola. Due caratteri di donna troppo opposti per essere compresi e risolti entrambi, perfino dal musicista che, come nessuno, ha saputo esprimere l’anelito a raggiungere una libera condizione femminile.
    -foto ufficio stampa Treccani –
    (ITALPRESS).

  • Salvini “Landini fa politica, l’Italia non è fondata sulla Cgil”

    Salvini “Landini fa politica, l’Italia non è fondata sulla Cgil”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Da quando si è insediato il governo c’è più di uno sciopero al giorno”, non ci sono “mai stati negli ultimi sette governi così tanti scioperi. Questi sono i numeri: 949 scioperi effettuati da quando c’è questo governo. Mi sembra che qualcuno faccia politica, a partire da Landini che sarà il prossimo candidato al Parlamento, immagino della sinistra: libero di farlo, ma non sulla pelle di 60 milioni di italiani”.
    Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ospite a “Non stop news” su Rtl 102.5. “L’Italia non è una Repubblica fondata sulla Cgil: tutto rispetto per chi sciopererà, però ci sono 60 milioni di persone che non possono subire uno sciopero al giorno”, ha aggiunto.
    (ITALPRESS).
    -Foto: Agenzia Fotogramma-

  • Streaming illegale, smantellata organizzazione transnazionale

    Streaming illegale, smantellata organizzazione transnazionale

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    CATANIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha eseguito la più vasta operazione contro la pirateria audiovisiva condotta in Italia ed in Europa. Oltre 270 operatori della Polizia Postale hanno effettuato 89 perquisizioni in quindici regioni italiane e, con la collaborazione delle forze di polizia straniere, 14 perquisizioni nel Regno Unito, Olanda, Svezia, Svizzera, Romania e Croazia, nei confronti di 102 persone. Nel medesimo contesto, la polizia croata ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati.
    Con l’operazione, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, è stata smantellata la più vasta organizzazione criminale transnazionale dedita alla pirateria audiovisiva che si avvaleva di una complessa infrastruttura informatica che serviva illegalmente oltre 22 milioni di utenti finali.
    – foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
    (ITALPRESS).

  • Milan passa 3-2 a Bratislava, 3 punti pesanti in Champions

    Milan passa 3-2 a Bratislava, 3 punti pesanti in Champions

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    BRATISLAVA (SLOVACCHIA) (ITALPRESS) – Un Milan distratto in difesa ma concreto in attacco passa per 3-2 sul campo dello Slovan Bratislava. Sono le reti di Pulisic, Leao e Abraham a regalare tre punti preziosi alla loro squadra, pienamente in corsa per la qualificazione agli ottavi di finale di Champions. Gli ospiti partono forte e assediano la difesa avversaria, ma senza creare grosse opportunità. Al quarto d’ora, sono però gli slovacchi a sfiorare il vantaggio quando Strelec, lanciato in verticale a tu per tu con Maignan, salta il portiere e calcia a botta sicura con il destro ma Pavlovic compie un recupero miracoloso e salva tutto in scivolata. Gol sbagliato, gol subito. Al 21′, Abraham salta il diretto marcatore con un elegante tunnel e lancia a rete Pulisic, che entra in area di rigore e batte Takac con il destro firmando l’1-0. La gioia dura appena tre minuti. Barseghyan approfitta di un posizionamento totalmente errato della difesa rossonera, peraltro su corner a favore, e supera Maignan per l’immediato 1-1 grazie a un morbido tocco sotto mancino dopo aver attraversato mezzo campo indisturbato. Gli uomini di Fonseca riprendono in mano il pallino del gioco, ma le occasioni scarseggiano. Il primo tempo si chiude in parità. Il tecnico portoghese inserisce subito Leao, inizialmente in panchina, al posto di Okafor. Dopo diversi minuti privi di particolari emozioni, sono i 7 volte campioni d’Europa a tornare avanti nel punteggio. Al 23′, Fofana verticalizza trovando Leao, il quale sfrutta un prezioso velo di Abraham e trafigge Takac con un pregevole scavetto con il destro. La partita si chiude di fatto al 26′. Strelec commette un grave errore ed effettua un retropassaggio al portiere sul quale si avventa Abraham, che con il destro batte Takac per il 3-1. I padroni di casa però non ci stanno e al 43′ accorciano le distanze con il neo entrato Marcelli, che firma un gran gol con un sinistro dalla distanza ma con l’azione viziata da un evidente fallo commesso dai difensori slovacchi a inizio azione sul lato opposto del campo. Nè l’arbitro nè il Var ravvisano però scorrettezze. Poco dopo, il direttore di gara espelle Tolic per proteste, lasciando lo Slovan in 10. Il risultato non cambierà più. Il Milan centra così la terza vittoria stagionale in Champions e, a tre giornate dalla fine della fase campionato, sale a quota 9 punti con il destino saldamente nelle proprie mani.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Ultimo, esce “La parte migliore di me”, dedicato al figlio in arrivo

    Ultimo, esce “La parte migliore di me”, dedicato al figlio in arrivo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “La parte migliore di me”, il nuovo brano di Ultimo pubblicato sotto etichetta indipendente Ultimo Records e distribuito da Believe, uscirà stanotte a sorpresa. Il nuovo brano è una dedica a cuore aperto, intima, profonda e più che mai sentita a una nuova vita che sta per iniziare, caratterizzata da una melodia che intreccia il suono del pianoforte con l’intensità degli archi. Capace come pochi di raccontare emozioni universali con la sua musica, il cantautore romano, in attesa del primogenito, gioca a immaginare, ancor prima di poterlo abbracciare, i tratti del piccolo e tra affettuosi contrasti si interroga su chi diventerà. Con “La parte migliore di me” Ultimo consegna ancora una volta il cuore in mano al pubblico e aggiunge un nuovo importante tassello al suo percorso artistico, che lo traghetta sempre più verso il live del prossimo anno.

    foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).