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  • Minniti “La guerra può riattivare i nostri giacimenti di odio”

    Minniti “La guerra può riattivare i nostri giacimenti di odio”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo ore cruciali, Hezbollah potrebbe pensare che il preannunciato e imminente attacco di terra a Gaza, con la possibile ondata di protesta e di rabbia che attraverserà le capitali arabe e colpirà il sentiment dei musulmani (sunniti e sciiti insieme), costituisca, anche dal punto di vista simbolico ed emotivo, il momento decisivo per schierarsi anche militarmente a fianco di Hamas. Si può anche dire che in questo quadro Hezbollah punta a far sembrare di essere stata trascinata nel conflitto”. Così, in un’intervista a Qn, Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, ex ministro dell’Interno, per anni autorevole guida politica dell’intelligence nei governi di centro-sinistra.
    “Il conflitto diretto al confine del Libano – dice – preannuncia una guerra regionale, con il coinvolgimento anche delle Nazioni Unite di Unifil, con 1300 militari italiani che finirebbero dentro una situazione drammatica, ma, soprattutto, con un effetto domino che dal Libano può estendersi alla Cisgiordania e poi non sappiamo dove ci fermiamo”. Ed in merito a un possibile intervento diretto dell’Iran, “si tratta di un rischio capitale che aprirebbe scenari assolutamente imprevedibili, ma, al momento, non è sul tappeto anche perchè non ci sono prove dirette di un coinvolgimento dell’Iran nella preparazione dell’attacco. E, del resto, non casualmente gli americani hanno smorzato queste voci perchè capiscono che cosa significherebbe: un conto, insomma, è essere padrini politici di Hamas, un altro è avere partecipato concretamente all’operazione”.
    “Israele – sottolinea Minniti – ha subito un atto di guerra con modalità tipiche del terrorismo della Jihad e di Islamic State: un orrore senza fine. Dunque, la risposta militare anche di una democrazia è giustamente legittima, ma si deve evitare che si tratti di una vendetta e il confine non è sempre facile da individuare, ma anche in guerra va mantenuto. Oltretutto Hamas è contraria all’evacuazione perchè vuole utilizzare la popolazione come scudi umani. E, d’altro canto, l’ingresso a Gaza degli israeliani non è solo molto impegnativo sul piano umanitario ma anche su quello militare perchè richiede battaglie casa per casa. Tutto questo tenendo conto che in questo momento si devono avere due priorità assolute: salvaguardare la vita degli ostaggi e evitare l’allargamento del conflitto”.
    “Ci troviamo dentro una situazione senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale – aggiunge -. Abbiamo una guerra nel cuore dell’Europa, in Ucraina, che non è finita, anzi, e abbiamo un nuovo conflitto in Medio Oriente. Ma non c’è più nessuno che sta al volante nè come istituzione nè come Paese. Non c’è più qualcuno che tiene in mano il mondo: è una sensazione inedita. Ci sono grandi potenze, ma non ci sono più punti di riferimento assoluti, come sono stati gli Usa. Siamo in un mondo apolare”.
    “Ci sono tre Paesi chiave – osserva Minniti – che possono svolgere un ruolo: il primo è l’Egitto e lo sta già svolgendo, il secondo è il Qatar che è il principale finanziatore di Hamas e contemporaneamente il major non-Nato Ally degli Stati Uniti, il terzo è la Turchia che naturalmente conosce molto bene Hamas e intende svolgere un ruolo simile a quello svolto per l’Ucraina. Soprattutto con il Qatar dobbiamo essere molto esigenti perchè faccia il massimo per la mediazione e la salvezza degli ostaggi”.
    “L’attacco di Hamas a Israele – prosegue – è il segno di una profonda radicalizzazione con un evidente elemento di contrapposizione religiosa: il che può portare alla riattivazione di giacimenti di odio che nelle nostre società non sono stati mai totalmente bonificati. E’ significativo, nel caso francese, che il ragazzo che ha ucciso il professore sia un ceceno: il primo atto post attacco, paradossalmente, viene da un ragazzo proveniente dalla Cecenia e che si è radicalizzato in seguito alla guerra della Russia contro il suo popolo. A oggi, dunque, il punto non riguarda la possibilità che Hamas invii terroristi in Europa”.
    Secondo Minniti il rischio è la riattivazione di giacimenti dell’odio, “certo. La riattivazione di lupi solitari che sono all’interno delle nostre società. E questo rende più difficile l’attività di prevenzione. E chiama in causa il modello di integrazione o, meglio, di non integrazione, soprattutto in Paesi di più antica immigrazione, come Francia, Regno Unito e Germania. I terroristi non sono arrivati con i barconi, ma sono i figli della vecchia Europa”.
    “In Italia – spiega – abbiamo due cose importanti. La prima è che noi siamo stati l’unico Paese che ha sconfitto il terrorismo interno senza scendere a patti politici e senza derogare ai principi democratici. E siamo il Paese che non ha visto concretizzata nessuna minaccia negli anni di Islamic State. E questo perchè c’è un modello italiano di cooperazione tra intelligence, forze di polizia e magistratura che ha funzionato e che ci dobbiamo tenere stretti”.
    “Le democrazie sono state sfidate già nell’attacco all’Ucraina. Oggi la sfida è ancora più imminente e inquietante: il 2024 sarà un anno elettorale impegnativo per l’Europa e durissimo per gli Stati Uniti. La scommessa degli autocrati è che le democrazie possano ripiegarsi su ste stesse. In Israele è successo e abbiamo visto come Hamas abbia approfittato delle turbolenze e della instabilità interne. Noi abbiamo una prova davanti: dimostrare che le democrazie sono forti, vitali e capaci di tenere alta la guardia e di reagire efficacemente. Possiamo riuscire a farlo. Il rischio opposto è quello di essere ‘sonnambulì, come racconta Christopher Clark nel bellissimo libro The Sleepwalkers: How Europe Went to War in 1914, in cui spiega come gli Stati europei precipitarono in maniera preterintenzionale nella Prima guerra mondiale”, conclude Marco Minniti.
    – Foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • In Indonesia Martin vince la Sprint, è in vetta al Mondiale

    In Indonesia Martin vince la Sprint, è in vetta al Mondiale

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    ROMA (ITALPRESS) – Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) ha vinto la Gara Sprint del Gran Premio di Indonesia di MotoGP, in scena a Mandalika. Seconda posizione per Luca Marini (Ducati Mooney), seguito dal compagno di squadra Marco Bezzecchi (Ducati Mooney), terzo. Quarta piazza per l’Aprilia di Maverick Vinales, quinto Fabio Quartararo (Yamaha), sesto Fabio Di Giannantonio, settimo Enea Bastianini, che ha anticipato il compagno di squadra, il campione del mondo in carica Pecco Bagnaia (Ducati), partito dal 13° posto, lo stesso che occuperà domani al via del Gp. Nono l’australiano Miller (Ktm), decimo Oliveira con l’Aprilia.
    Con questa vittoria odierna Jorge Martin, al quarto successo di fila nelle Sprint Race, è balzato in vetta alla classifica del Motomondiale. Per lui, a quota 328, ora sette punti di vantaggio su Bagnaia e 56 su Bezzecchi.
    La Ducati ha vinto matematicamente il Mondiale costruttori 2023.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • A Gaza 256 morti nelle ultime ore, Usa chiedono a Israele rinvio attacco

    A Gaza 256 morti nelle ultime ore, Usa chiedono a Israele rinvio attacco

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    TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il Ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato oggi che 256 palestinesi, tra cui 20 bambini, sono stati uccisi nelle ultime 24 ore, mentre altri 1.788 sono rimasti feriti.
    Un funzionario del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha inoltre annunciato che 500 bambini sono stati uccisi a Gaza e altri 1.600 sono rimasti feriti dallo scoppio degli eventi del 7 ottobre.
    “Il numero di bambini uccisi a Gaza finora ha raggiunto quota 500, mentre 1.600 sono rimasti feriti”, ha affermato Salim Owais, responsabile stampa presso l’ufficio UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, sottolineando che questi numeri sono in aumento.
    Secondo le statistiche del ministero della Sanità di Gaza, venerdì sera il bilancio delle vittime ha raggiunto 1.900 palestinesi, tra cui 614 bambini e 370 donne, mentre il numero dei feriti ha raggiunto 7.696.
    Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di rinviare l’attacco di terra sulla Striscia di Gaza. Lo riferisce la Israel Broadcasting Corporation. Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di rinviare l’attacco di terra fino a quando non sarà assicurato un corridoio umanitario per gli sfollati.
    Intanto, L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha riferito, oggi, che più di 400 mila palestinesi sono stati sfollati dalle loro case, a causa dei continui bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza.
    Venerdì scorso, l’esercito israeliano ha invitato i residenti di Gaza a evacuare le loro case e dirigersi a sud, “per la loro sicurezza personale”, mentre continuava a bombardare la Striscia per l’ottavo giorno consecutivo, e Tel Aviv aveva tagliato i servizi di base come come acqua ed elettricità ai suoi residenti.
    Nonostante i raid aerei israeliani di Gaza e la preparazione di un intervento di terra, le fazioni palestinesi continuano a bombardare le città israeliane. Secondo quanto riferisce l’inviato dell’emittente “Al Jazeera”, le fazioni palestinesi hanno continuato, per l’ottavo giorno consecutivo, a bombardare siti e città israeliane con missili in risposta ai raid israeliani in corso nella Striscia di Gaza.
    Intanto, le cannoniere israeliane bombardano la costa di Gaza in concomitanza con attacchi aerei nel centro della Striscia. E’ quanto è avvenuto questa mattina, in concomitanza con gli attacchi aerei sul centro della Striscia nell’ottavo giorno dell’operazione israeliana a Gaza dopo l’attacco di Hamas sulle città israeliane.
    L’esercito israeliano ha bombardato alcuni obiettivi delle milizie sciite Hezbollah nel sud del Libano. In una nota l’esercito israeliano ha reso noto di aver bombardato obiettivi di Hezbollah in risposta al lancio di droni che sono penetrati in Israele e sono stati intercettati. Ieri sera la sicurezza interna israeliana aveva annunciato di avere intercettato un drone che era stato avvistato mentre si infiltrava nell’area di Abilin, nella Galilea centrale. Per questo erano suonate le sirene d’allarme. L’esercito israeliano ha inoltre fatto sapere, dopo che le difese aeree hanno intercettato due oggetti non identificati nel cielo di Haifa, che è stata udita un’esplosione senza che suonassero le sirene.
    – Foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Bonaccini “A Washington costruiamo opportunità per le nostre imprese”

    Bonaccini “A Washington costruiamo opportunità per le nostre imprese”

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    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’Emilia Romagna ha un rapporto con Gli Stati Uniti formidabile: è il primo mercato di destinazione extraeuropeo per il nostro export, il secondo in assoluto dopo la Germania. Noi abbiamo costruito relazioni solidissime con la California, con il Texas, con lo stato di New York e la Pennsylvania. A Washington vogliamo presentare le tantissime eccellenze e opportunità della nostra Regione che è la prima per export pro capite del mondo, in ragione dei distretti manifatturieri, da quello della meccanica, meccatronica e motori, a quello del biomedicale, a quello dell’agroalimentare, a quelli della ceramica e della moda. Il fatto che siamo riusciti in questi anni a diventare una delle regioni europee che più attraggono investimenti dall’estero, crea delle opportunità per costruire nuove opportunità di lavoro e di fare impresa negli scambi dagli Stati Uniti all’Emilia Romagna”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, a margine del secondo incontro annuale del Transatlantic University Committment, piattaforma di networking legata al Trade and Technology Council, nata su iniziativa dell’Associazione Amerigo, della Camera di Commercio Americana – Italia, del Center for American Studies e Federmanager, in collaborazione e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti Uniti e dell’Ambasciata Americana in Italia. L’Emilia Romagna è stata nominata “Regione d’onore” della manifesteazione, circostanza che ha riempito d’orgoglio il governatore emiliano romagnolo, che ha detto: “E’ una soddisfazione straordinaria, con noi abbiamo portato l’eccellenza della motor valley della food valley, dalla Lamborghini alla Ferrari, dalla Dallara Automobili al Consorzio del Parmigiano Reggiano e del Lambrusco, fino alla Barilla. Domani sera, tra l’altro, verrà premiato un imolese doc come Stefano Domenicali, già in Ferrari e in Lamborghini, che da qualche anno, e ne andiamo molto orgogliosi, è alla guida del circus della Formula 1. D’altra parte non poteva essere altrimenti perchè l’Emilia Romagna è l’unica regione al mondo che ospita nello stesso anno su due circuiti, Gran Premio di Formula 1, Mondiale di MotoGp e quello di Superbike”. (ITALPRESS).

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  • Nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio, tecnica e performance

    Nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio, tecnica e performance

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Sono in corso le sessioni di prove delle Nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio, simbolo iconico che porta con sè una centenaria ricerca dell’eccellenza tecnica applicata alle competizioni e alle vetture di produzione. Ospitato presso il Centro Sperimentale di Balocco (VC), l’evento dinamico sta mettendo in risalto un’esperienza di guida unica, diretta e coinvolgente, tipica di Alfa Romeo. Giulia e Stelvio “Quadrifoglio” sono il risultato di una centenaria ricerca dell’eccellenza tecnica applicata alle competizioni e alle vetture di produzione, contraddistinte dal leggendario Quadrifoglio Verde, il simbolo del DNA di Alfa Romeo – Nobile Sportività Italiana – che fece il suo debutto nel lontano 1923 quando il pilota Ugo Sivocci vinse la Targa Florio con la sua Alfa Romeo RL impreziosita dal logo benaugurante. Da allora l’emblema identifica le più performanti vetture del marchio, sia quelle impegnate nei circuiti di gara, sia le più potenti ed esclusive vetture stradali.
    Non fanno eccezione la Nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio, che sono state messe alla prova sia sul mitico circuito di Balocco che sulle strade limitrofe, evidenziando la dinamica di guida best in class, risultato della sorprendente leggerezza, dovuta all’utilizzo di materiali ultraleggeri come l’alluminio per il motore e la fibra di carbonio per l’albero di trasmissione, cofano, spoiler e minigonne. Inoltre, su Giulia, rimane l’aerodinamica attiva con lo splitter anteriore in carbonio: quando attivato controlla la qualità di flusso d’aria che passa sotto il veicolo, aumentando stabilità e prestazioni. Infine, il sistema di scarico Akrapovich, che conferisce allo scarico un sound inconfondibile. Il motore 2.9 V6 è stato potenziato a 520 CV ed è abbinato al differenziale autobloccante meccanico. Si tratta di un importante accorgimento tecnico che, grazie ad una messa a punto specifica derivante dall’esperienza progettuale di Giulia GTA, contribuisce a migliorare il comportamento della vettura e la motricità, ottimizzando il trasferimento di coppia, aumentando stabilità, agilità e velocità in curva.
    Forte personalità negli esterni dove Giulia e Stelvio Quadrifoglio rinnovano il proprio sguardo in continuità con il family feeling di gamma caratterizzato dai proiettori “3+3″, con nuovi fari Full-LED Matrix adattivi che offrono un fascio di guida antiabbagliante e adattabile per un’illuminazione ottimale in ogni condizione, garantendo risparmio energetico, un elevato miglioramento della sicurezza e un minore affaticamento degli occhi. Cerchi in lega sportivi bruniti a 5 fori da 19” per la Giulia, e da 21″ per Stelvio con le sportivissime pinze freno rosse. Le livree disponibili: Rosso Etna, Verde Montreal, Blu Misano, Grigio Vesuvio, Nero Vulcano e Rosso Alfa (non metallizzato). La stessa caratterizzazione sportiva si ritrova nell’ambiente interno dove prevale l’esclusivo binomio pelle nera ed alcantara (opt) e dall’innovativa finitura in 3D in vero carbonio per il cruscotto, il tunnel centrale e il pannello delle porte. Il volante è rivestito in pelle ed Alcantara con cuciture nere e inserti in fibra di carbonio.
    Dall’estetica esclusiva alla tecnologia e alla connettività di bordo che, per definizione, sono al servizio di un’esperienza di guida tipicamente Alfa Romeo. Lo dimostra il nuovo quadro strumenti, caratterizzato dallo storico design “a cannocchiale”, dove campeggia lo schermo TFT da 12,3″ – totalmente digitale – da cui accedere a tutte le informazioni sulla vettura e ai parametri relativi alle tecnologie di guida autonoma. Su Quadrifoglio, oltre ai tre layout (Evolved, Relax ed Heritage) disponibili su tutta la gamma Alfa Romeo, debutta l’esclusiva configurazione “Race”, che raccoglie nella schermata centrale le informazioni fondamentali che ogni pilota vuole avere sotto controllo: contagiri, tachimetro e shiftlight per la guida manuale. Il layout è personalizzabile disponendo nei quadranti laterali ulteriori informazioni, tra cui quelle istantanee relative alle prestazioni. Sia Giulia che Stelvio Quadrifoglio sono equipaggiate con un’interfaccia HMI (Human Machine Interface) fluida e intuitiva per avere a portata di mano tutte le funzionalità. E il sistema infotainment garantisce contenuti, funzionalità e la piattaforma “Alfa Connect Services” che propone un’ampia serie di servizi utili per la sicurezza e il comfort.
    Aggressive nel look e all’avanguardia per la tecnica, dunque, le nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio proiettano il Marchio in un futuro che si rifà ai canoni estetici del passato, innovandoli e mettendoli al servizio di sportività e prestazioni, requisiti che costituiscono da sempre un tratto imprescindibile delle Alfa Romeo che trionfavano nelle gare più dure e prestigiose.
    L’offerta commerciale di Nuova Giulia e Stelvio Quadrifoglio prevede un set di soluzioni d’acquisto e di mobilità, ritagliate su misura delle diverse esigenze, offerte da Stellantis Financial Services e Leasys. Grazie a Stellantis Financial Services è possibile provare l’esperienza di guidare Nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio con una proposta finanziaria esclusiva: una rata da 790 euro al mese. Con la possibilità di scegliere, alla scadenza del contratto, tra tre diverse opzioni: sostituire la vettura acquistandone una nuova, tenere l’auto pagando la Rata Finale Residua o rifinanziandola, oppure restituirla.

    foto: ufficio stampa Stellantis

    (ITALPRESS).

  • Svelato il 107° Giro, sterrato, montagne e approdo a Roma

    Svelato il 107° Giro, sterrato, montagne e approdo a Roma

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    TRENTO (ITALPRESS) – Sarà il Giro nel ricordo del Grande Torino, sarà una Corsa Rosa numero 107 totalmente stravolta. E’ stato presentato oggi il Giro d’Italia 2024 che partirà il 4 maggio dal Venaria Reale per arrivare poi a Roma, domenica 26 (con due cronometro in programma, la prima da Foligno a Perugia, la seconda da Castiglione delle Stiviere a Desenzano del Garda). “Quella del Grande Torino è stata una tragedia sentita da tutto il mondo, questa concomitanza proprio il 4 di maggio farà si che anche il giro celebrerà il ricordo di questa tragedia – ha ribadito il direttore della corsa rosa Mauro Vegni -. A 25 anni dalle gesta di Pantani ci piaceva ricordarlo, abbiamo stravolto quello che il format del Giro: non ci sarà una maglia per arriveremo subito delle tappe discretamente difficili, con la scalata del santuario di Oropa”. Inizio sprint in Piemonte con l’omaggio a Superga e il Colle della Maddalena a 20 chilometri dal traguardo, poi l’arrivo a Oropa salita che nel 1999 vide la vittoria di Marco Pantani. Presenti sul palco Vincenzo Nibali, Peter Sagan, il vincitore del Giro 2022 Jai Hindley, il vincitore dell’ultima edizione Primoz Roglic e il corridore della Ineos Filippo Ganna: “Sarà un giro interessante. Il mio programma? Con le Olimpiadi sarà una stagione intensa, ci potrebbe essere un salto delle classiche, ma sicuro al Giro ci saremo”, ha dichiarato il campione del mondo d’inseguimento su pista. Percorso eterogeneo che parte subito col botto, spazio anche allo sterrato e alle grandi montagne: terza settimana tutta dedicata alle salite, nella penultima tappa ci sarà la Alpago-Bassano del Grappa (il Monte Grappa verrà percorso due volte), col gran finale a Roma. Presente anche il presidente del gruppo Rcs Urbano Cairo: “Il fatto che parta subito con un tappa così difficile sicuramente è una cosa molto speciale – ha dichiarato – diversa rispetto al passato. Siamo riusciti a far capire quanto il Giro d’Italia non sia un fatto privato, ma deve essere adottato dal Governo come l’ambasciatore d’Italia nel mondo. Non era una cosa scontata, non è successo in passata, finalmente abbiamo un Governo che ha capito quanto sia importante il Giro”. Sarà un giro con meno dislivello rispetto lo scorso anno (42.900 contro i 51.400 della scorsa edizione), ma non meno complicato: “La vittoria dello scorso anno al Giro d’Italia 2023? E’ stato uno dei giorni più emozionanti della mia carriera, è stato davvero incredibile. Mi sento onorato di aver vissuto quel momento, ma ho ripensato molto a quella vittoria che mi ha regalato il Giro. La tappa che mi piace di più? Quella col Monte Grappa sarà sicuramente quella più complicata”, ha concluso lo sloveno Primoz Roglic, che sogna una grande doppietta.
    – Foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Porti, inaugurato il Palermo Marina Yachting

    Porti, inaugurato il Palermo Marina Yachting

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    PALERMO (ITALPRESS) – Il ricongiungimento definitivo tra la città e il mare, attraverso una struttura costruita con dedizione e sacrificio in tempi ristretti: Palermo Marina Yachting è realtà, inaugurata nel pomeriggio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
    Alla cerimonia (che precede l’apertura al pubblico, prevista per domani) hanno presenziato, oltre al capo dello Stato, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente della Regione Renato Schifani e il presidente dell’Autorità portuale per la Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, oltre ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Al taglio del nastro è seguita l’esecuzione dell’inno nazionale, accompagnati da una serie di giochi d’acqua per celebrare il nuovo step raggiunto dal porto di Palermo, non più solo punto di arrivo per i flussi turistici marittimi ma anche collegamento diretto con la città e la Sicilia.
    “Palermo, città tutto porto, è chiamata oggi a celebrare un passaggio di epocale valore simbolico, perchè si riprende il suo mare rivolgendogli uno sguardo d’amore e d’orgoglio dopo avergli voltato le spalle a lungo”, sottolinea Lagalla, che poi evidenzia come “il nuovo waterfront regala a Palermo tante opportunità, dotando la città di una delle strutture più significative realizzate dal dopoguerra a oggi: attività commerciali e servizi educativi e sociali possono garantire una crescita sul piano non solo turistico, ma anche occupazionale”.
    Per Schifani l’inaugurazione del Palermo Marina Yachting è “il segno inconfondibile di una ripresa. Il paradigma tangibile della crescita di una Sicilia che, proprio perchè ricca di risorse, tradizioni, cultura, non va cambiata, ma va migliorata, con lavoro costante e sovente silenzioso, con metodo, con passione. La Regione crede fortemente che l’Isola possa rafforzare il ruolo di fulcro dei trasporti, del digitale, dell’energia, del turismo in un Mediterraneo che, purtroppo, deve adesso confrontarsi con una nuova drammatica crisi, dopo l’immane strage che sabato scorso ha ferito profondamente il popolo d’Israele, al quale va la nostra affranta e fraterna solidarietà”.
    Monti, nelle vesti di padrone di casa, non nasconde un certo orgoglio nell’evidenziare come “il porto di Palermo era abbandonato al degrado e carente di spazi: in più, i porti della Sicilia occidentale rappresentavano un caso unico a livello nazionale, perchè la domanda esisteva ma l’offerta veniva squalificata. Noi abbiamo dimostrato affidabilità al mercato e tempestività nello svolgimento dei lavori”. La nuova struttura, prosegue il numero uno dell’Autorità portuale di Palermo, costituisce “un quartiere ad acqua e un generatore di economia: abbiamo recuperato queste mura strappandole ai cumuli di cemento che le coprivano”.
    Plaude alla realizzazione del plesso anche Salvini, il quale sottolinea l’auspicio che con lo stesso coraggio si possa “investire sul ponte sullo Stretto: non è solo un collegamento stradale, ma un diritto di tutti i siciliani ad avere un filo diretto con il continente. L’inaugurazione di questo plesso rappresenta il superamento della dicotomia tra pubblico e privato: è grazie alla partnership tra i due campi che abbiamo raggiunto un risultato così straordinario. Il Mediterraneo deve tornare a essere un mare di vita e di commercio, non in balia della guerra e dei trafficanti”.

    – foto xd6/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • FS, Ferraris “Stazioni non utilizzate saranno presidi di telemedicina”

    FS, Ferraris “Stazioni non utilizzate saranno presidi di telemedicina”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Con la nostra rete ferroviaria possiamo portare la fibra ottica di nuova generazione anche nelle aree rurali migliorando il lavoro degli agricoltori”. Dal palco del Villaggio Coldiretti a Roma, Luigi Ferraris, Ad di FS Italiane, ha sottolineato quanto la capillarità della rete ferroviaria di circa 17mila chilometri possa essere fondamentale per raggiungere aree che spesso non hanno una connettività adeguata e che quindi non riescono ad essere competitive per il settore agricolo.
    Un obiettivo che secondo Ferraris può dare ulteriore impulso allo sviluppo di attività come l’irrigazione programmata, quindi con meno sprechi di acqua, e in generale a una migliore gestione di tutte le fasi di produzione degli agricoltori italiani.
    Ferraris ha anche annunciato l’utilizzo delle stazioni ferroviarie per migliorare l’attrattività dei luoghi turistici a medie e piccole dimensioni e la vivibilità di territori che sempre di più si stanno spopolando. Infatti, alle 2.200 stazioni attive per il trasporto ferroviario se ne aggiungono 500 non più utilizzate, i cui spazi potranno diventare presidi di telemedicina con un utilizzo certamente più evoluto. L’utilizzo delle stazioni sarà fondamentale anche per il turismo con la possibilità di organizzare itinerari enogastronomici in collaborazione con Coldiretti.
    Fra i temi trattati anche la congestione delle strade e la maggiore competitività che le imprese agricole potranno avere con un sistema infrastrutturale e di logistica integrata adeguato alle sfide attuali. “Nel trasporto merci siamo fermi da anni a una quota del 10% rispetto al totale della mobilità. Nel prossimo decennio l’obiettivo è raddoppiare la quota per arrivare al 20%”. Questo comporterà, secondo Ferraris, un significativo accorciamento delle distanze per la rete di Coldiretti con la possibilità di far arrivare prodotti freschi coltivati in Italia nelle principali città europee.
    Inoltre, guardando al futuro, l’Ad ha anche sottolineato la carenza di autisti con “un milione e mezzo di patentati in pensione nei prossimi cinque anni che inevitabilmente non saranno sostituiti visto che oggi ci sono solo 125mila nuovi patentati ogni anno”.

    – foto ufficio stampa Ferrovie dello Stato –
    (ITALPRESS).

  • Medio Oriente, Schlein “Siamo con Israele, ma evitare catastrofe a Gaza”

    Medio Oriente, Schlein “Siamo con Israele, ma evitare catastrofe a Gaza”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Ci siamo tutti schierati al fianco di Israele, senza ambiguità, nel condannare nettamente l’attacco terroristico di Hamas, di violenza efferata contro i civili israeliani. Ora è il tempo della politica e di fare ogni tentativo per evitare un’escalation del conflitto e nuove vittime innocenti. Bisogna lavorare perchè il diritto di Israele a difendersi dall’aggressione e di contrastare e fermare il terrorismo di Hamas si realizzi nel rispetto del diritto internazionale e proteggendo la vita dei civili palestinesi, le cui vite non valgono di meno”.
    Lo afferma in una nota Elly Schlein, segretaria del Pd.
    “L’assedio totale della Striscia, i bombardamenti a tappeto e l’ultimatum di 24 ore per l’evacuazione di 1,1 milioni di persone dal nord di Gaza rischiano di provocare ulteriori morti di innocenti e violazioni di massa dei diritti umani, in un territorio in cui il 40% delle persone ha meno di quindici anni.
    Hamas non è il popolo palestinese, bisogna isolare Hamas dal popolo palestinese e dal resto del mondo arabo”, aggiunge.
    “Sconfiggere militarmente Hamas dunque non può significare punire collettivamente l’intera popolazione di Gaza. L’appello delle Nazioni Unite per revocare l’ordine di evacuazione che ha definito “impossibile senza conseguenze umanitarie devastanti” deve essere sostenuto accanto alla richiesta di corridoi umanitari per consentire l’accesso degli aiuti umanitari indispensabili e l’uscita di tutti i civili che lo vogliano, a cominciare dai bambini e dalle persone più fragili – sottolinea Schlein -. Difendiamo il diritto di Israele a esistere e contrastiamo chi la vuole cancellare dalle mappe. Chiamiamo tutta la comunità internazionale a ogni sforzo per far valere le ragioni della convivenza pacifica tra due popoli e due Stati. Non possiamo assistere ad una catastrofe umanitaria a Gaza che, lungi dal portare sicurezza e pace ad Israele, avrebbe come conseguenza di accrescere una spirale di odio e violenza, che potrebbe estendersi all’intera regione”.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Spalletti “Scommesse? Se ci sono irregolarità giusto pagare”

    Spalletti “Scommesse? Se ci sono irregolarità giusto pagare”

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    FIRENZE (ITALPRESS) – “E’ stata un’altra notte difficile, c’era molta amarezza. Siamo molto vicini a loro, dispiaciuti per quelli che sono stati gli eventi, e rimarremo loro vicini anche dopo che caleranno i riflettori”. Luciano Spalletti, ct dell’Italia, ai microfoni di Sky Sport parla di Tonali e Zaniolo, che hanno lasciato il ritiro dopo la bufera scoppiata per la vicenda delle scommesse illecite. “E’ poi giusto cercare di aiutarli a difendersi, la giustizia farà il suo percorso e se sono state commesse cose irregolari è giusto pagare – ha detto ancora Spalletti – Ma come ha detto anche Gravina, davanti al rischio di cadere in tutte queste tentazioni, dobbiamo sforzarci per far conoscere, per parlare ai giovani di queste insidie”. Sul fatto di aver rimandato i due azzurri a casa, per Spalletti “è stata una decisione corretta, come potevano giocare una partita dopo essere rimasti scioccati da una notizia del genere? Restiamo con una squadra fortissima. Perdiamo due campioni perchè Zaniolo è un giocatore straordinario e Tonali ha forza e continuità e spero di rivederli in allenamento il prima possibile, ma gli altri che sono qua sono altrettanto forti. Non alleno alibi, o vinco o significa che sono di livello inferiore a quello che merita l’Italia. Dobbiamo essere felici di questa maglia e fare il nostro lavoro, la possibilità che viene data a noi non viene data a tutti, siamo scelti per avere la possibilità di essere dei top in questo lavoro”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).