Categoria: Italpress

  • Mourinho “Napoli sempre forte, sono i campioni d’Italia”

    Mourinho “Napoli sempre forte, sono i campioni d’Italia”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Il Napoli è sempre il Napoli. Sono i campioni d’Italia con merito, hanno vinto in modo chiaro lo scorso anno. Hanno perso Kim, un giocatore importante, ma ne hanno presi tanti, è la stessa squadra”. Così Josè Mourinho alla vigilia della sfida contro i campioni d’Italia in carica. Il tecnico portoghese, in conferenza stampa, ha poi fatto il punto anche sulla situazione infortuni: “Kumbulla non sarà neanche in panchina, non ancora. Si sta allenando bene ma è stanco, oggi non si è allenato e non ci sarà – ha dichiarato lo Special One -. Anche Dybala sta proseguendo nel recupero ma non rientrerà prima del dovuto. Mancini invece giocherà, anche se non si è allenato tutta la settimana”.
    Il tecnico portoghese è tornato sull’argomento rinnovo. “Sicuramente c’erano dubbi sulla mia posizione. Magari si poteva pensare che nella mia testa ci fossero pensieri contrastanti e che qualche frustrazione potesse crearmi dei ripensamenti. Ma io ho sempre chiarito la mia posizione, ovvero che voglio essere l’allenatore della Roma. Sono sempre stato onesto e diretto dall’inizio. Quando ho firmato con la Roma, ho ricevuto un’ottima offerta una settimana dopo ma ho rifiutato – ha aggiunto -. L’anno della Conference ho avuto l’offerta del Portogallo ma sono rimasto. Dopo la finale di Budapest ho detto no anche all’Arabia. Mi piacerebbe rimanere e lottare, in tutte le condizioni, non voglio più parlare di questa situazione”, conclude Mourinho che poi affronta anche l’argomento Superlega liquidandolo in poche parole. “Io sono l’allenatore della Roma e la posizione della società è la stessa che ho io. Non voglio commentare la vicenda Superlega, la posizione della Roma è chiara e io sono il suo allenatore”. Ieri il club giallorosso ha diramato un comunicato ribadendo il suo netto no alla Superlega “in rispetto dei valori e del futuro del calcio europeo. Il club non appoggia in nessun modo alcun progetto di cosiddetta Superlega che rappresenterebbe un inaccettabile attacco all’importanza dei campionati nazionali e alle fondamenta del calcio europeo. La Roma crede che il futuro e il benessere del calcio europeo possano essere assicurati solo con il lavoro congiunto dei club attraverso l’Eca, in stretta collaborazione e in partnership con Uefa e Fifa”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Dal Senato via libera alla manovra con 112 sì

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    ROMA (ITALPRESS) – L’Aula del Senato ha dato il via libera alla legge di bilancio, su cui il Governo aveva posto la fiducia. I voti favorevoli sono stati 112, quelli contrari 76, gli astenuti 3. Il ddl passa ora all’esame della Camera.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Tiro con l’arco, Scarzella “A Parigi di nuovo sul podio a squadre”

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    ROMA (ITALPRESS) – “A Parigi 2024 mi aspetto delle medaglie. Arriviamo da Tokyo, Olimpiade e Paralimpiade particolari, per noi anche per risultati, dove abbiamo ottenuto per la prima volta due medaglie individuali. Però a Parigi mi aspetto medaglie dalle squadre, con le quali avevamo una tradizione nelle ultime edizioni dei Giochi, andando sempre a podio. Ci credo perchè i ragazzi sono veramente stupendi e si impegnano tutti i giorni per la vita sportiva”. Lo ha detto all’Italpress Mario Scarzella, Presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco. Tornando all’anno che sta per concludersi, il numero uno della Fitarco si dice soddisfatto. “Nell’arco olimpico abbiamo ottenuto la prima carta con Chiara Rebagliati ai Giochi Europei, e abbiamo sfiorato il pass con la squadra. Io sono convinto comunque che la squadra maschile ce la farà. Il paralimpico ha avuto dei risultati eccellenti, con sette carte per Parigi 2024, sei conquistate ai Campionati del mondo, secondi nel medagliere alle spalle della Cina. Ci siamo confermati, dunque, tra i migliori al mondo. Nel compound abbiamo ottenuto risultati brillantissimi, sia indoor che outdoor. In merito alle altre attività, cioè del campagna e 3D ho una sola parola: ‘Bravi ragazzi!’”.
    Per il 2023, dunque, gli Oscar da assegnare, per Scarzella, sono due: “Il primo a tutto il settore paralimpico e in particolare a Elisabetta Mijno, che ha ottenuto un record del mondo e ha vinto tutto quello che c’era da vincere. E poi a Mauro Nespoli che, oltre ad essere il capitano della squadra, ha ottenuto i migliori risultati quest’anno, partecipando ancora una volta alle finali di Coppa del Mondo, finendo sul podio, e restando stabile ai primi posti del ranking”. Non solo risultati sportivi, ma anche progetti importanti sul territorio per la Fitarco. “Voglio ringraziare Sport e Salute per il contributo al progetto ‘A Scuola con l’Arcò che ha dato risultati eccellenti sia dal punto di vista numerico che in prospettiva futura – ha concluso Scarzella – Se riuscissimo a trattenere soltanto un terzo dei ragazzi iscritti saremmo molto felici. Il progetto ha coinvolto anche le famiglie, i tecnici sul territorio. Quindi, da un punto di vista di risultati siamo soddisfatti e continueremo a lavorare in questa direzione anche nel 2024”.
    – foto Italpress –
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  • Casasco “Per i medici sportivi un 2023 straordinario”

    Casasco “Per i medici sportivi un 2023 straordinario”

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    ROMA (ITALPRESS) – Il laboratorio antidoping, che sarà ultimato a cavallo tra il 2024 e il 2025 puntando ad essere ancora di più un centro di eccellenza riconosciuto nel mondo, e che sorgerà a Roma su una struttura di circa 3.500 mq, rappresenta solo l’ultimo dei successi di un anno da incorniciare per la Federazione Medico Sportiva Italiana. “Il 2023 è stato straordinario per quanto riguarda la Federazione a partire dal congresso ‘Età biologica, età anagraficà che ha visto 3.500 medici partecipanti per 3 giorni a Roma, oltre alla presenza della Federazione europea ed internazionale con i massimi esponenti del mondo per dare un contributo non solo alla medicina dello sport ma a tutta la società – rivendica con orgoglio Maurizio Casasco, presidente Fmsi, in un’intervista all’Agenzia Italpress – Il nostro obiettivo era di trasferire la conoscenza attraverso l’esperienza del mondo olimpico a tutta la popolazione e al sistema nazionale. Un pò come fa la Ferrari per costruire la 500”. Un anno straordinario che ha visto anche la Federazione impegnata “nel nuovo protocollo per le linee guida per la concessione dell’idoneità agonistica dal punto di vista cardiologico, un elemento fondamentale perchè per noi la medicina dello sport è una medicina di prevenzione e oggi siamo riusciti a ridurre le morti improvvise sui campi di gara. Siamo il primo Paese che utilizza lo screening sportivo per la tutela della salute come prevenzione”. Adesso, però, lo sguardo è già puntato al 2024, anno olimpico nel quale la Federazione sarà ancora protagonista. Tra i progetti, infatti, sarà fondamentale “la formazione continua ai medici. E poi ci sono le Olimpiadi, dove i nostri medici andranno essendo un’eccellenza e dove ci siamo sempre distinti”. Il già citato laboratorio antidoping, poi, sarà un’altra tappa particolarmente importante, non solo in ottica olimpica: “Rappresenta un momento importante, il nostro merito è stato quello di pressare facendo vedere e vivere l’esigenza di una realtà che rappresenta un’eccellenza mondiale tra i 30 laboratori del mondo, a vantaggio non solo dello sport ma anche di tutta la popolazione attraverso la ricerca. E ampliando l’opportunità di andare a fare ricerca e screening tra gli integratori visto che siamo all’avanguardia su quelle che sono le nuove metodologie sulle droghe sintetiche che sono un flagello per i nostri giovani”, conclude Casasco.
    – foto agenziafotogramma.it –
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  • Turismo, Ezhaya (Astoi) “Nel 2023 recuperati ricavi, 2024 sarà tonico”

    Turismo, Ezhaya (Astoi) “Nel 2023 recuperati ricavi, 2024 sarà tonico”

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    MILANO (ITALPRESS) – Il 2023 “finalmente è stato il primo anno pieno dopo una pandemia terribile, ancora non siamo ai livelli del 2019 che è stato l’ultimo anno ‘sanò pre-pandemia, però abbiamo quasi recuperato tutti i volumi e tutti i ricavi. E’ stato un anno tonico” in cui “finalmente abbiamo potuto fare il nostro lavoro”. Lo ha detto Pier Ezhaya, General Manager Tour Operating di Alpitour World e presidente di Astoi Confindustria Viaggi, l’associazione che rappresenta il tour operating italiano, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
    Per il 2024 si prevede “una crescita soprattutto del segmento del turismo organizzato quasi del 12% per il 2024, poi come si muoverà questa crescita bisognerà leggerlo perchè lo scacchiere mondiale è sempre un pò fluido, però in linea di massima ci aspettiamo un mercato ancora tonico l’anno prossimo”.
    Per il periodo natalizio, i dati “sono molto positivi, li abbiamo anche ‘confezionatì con un maggior anticipo: questo per gli operatori è un fattore estremamente importante, perchè permette di pianificare per tempo e di irrobustire la propria programmazione – sottolinea Ezhaya -. Nelle settimane clou, tra Natale e Capodanno, prevediamo una crescita dell’11% sui ricavi del 2022, poi la mappa si è spostata in funzione anche di quello che è accaduto in Medio Oriente però assistiamo un lungo raggio molto tonico, vediamo una ripresa anche dei viaggi itineranti: bisogna aiutare le persone più a sentire dentro che vedere fuori, hanno bisogno di vivere i luoghi e le esperienze, venendo in contatto anche con le popolazioni locali”.
    La maggior parte delle imprese del settore “sono medie, spesso poco capitalizzate: è un settore che non garantisce redditività molto elevate e questo fa sì che le aziende possano investire poco in ricerca e tecnologia – sottolinea il presidente di Astoi – Confindustria Viaggi -. E’ un settore molto sensibile non solo alle fluttuazioni economiche, ma anche ai cambiamenti sociali, politici e di costume. Quello che sta accadendo anche adesso con l’intelligenza artificiale pone forti interrogativi su come questo settore dovrà rispondere a un cliente che probabilmente avrà degli strumenti nuovi. Abbiamo bisogno di capirlo per tempo”, quindi serve “formazione e avremmo bisogno di un aiuto sulla digitalizzazione. Dobbiamo utilizzare le nuove tecnologie per arrivare più in fretta e per avere più informazioni, però ci sono delle cose che viaggiano su un ‘binario umanò e non le dobbiamo perdere: dietro a una vacanza c’è soprattutto questo. Ad esempio il ruolo delle agenzie di viaggio” che “per molti ha fatto il suo tempo, credo che sia estremamente attuale: ovviamente bisogna riconfigurarsi e immaginarsi con un modello nuovo da proporre al cliente, però vedo ancora l’uomo in vantaggio sulla tecnologia”.
    Per quanto riguarda gli scioperi che in qualche modo impattano sul settore, “dipende da come gli operatori si comportano: ad esempio, non appena viene dichiarato lo sciopero, molte compagnie aeree già cancellano i voli. Credo che questo finisca per dare maggiore forza all’evento, prima ancora che si sia verificato: questa misura ‘preventivà che permette alle compagnie aeree di cancellare i voli solo perchè è stato dichiarato uno sciopero, forse andrebbe regolamentata, su questo la normativa può fare molto”.

    – Foto Italpress –

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  • Pesi, Reyes “Punto a Los Angeles 2028”, Massidda “Preparo Parigi”

    Pesi, Reyes “Punto a Los Angeles 2028”, Massidda “Preparo Parigi”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Per me è stato un 2023 molto positivo, perchè ho vinto il campionato europeo e il campionato mondiale. Questi risultati sono stati una motivazione per continuare ad allenarmi. Devo dire che è stato un anno fantastico”. Lo ha detto l’azzurro del sollevamento pesi, Oscar Reyes (Esercito), campione continentale a Yerevan e iridato a Riyad nella categoria degli 81 kg, che non è presente nel programma della pesistica alle Olimpiadi di Parigi 2024. “Per me l’appuntamento è a Los Angeles nel 2028, perchè i Giochi sono il sogno di qualsiasi atleta – dice l’atleta in un’intervista all’Italpress -. Il prossimo obiettivo sono gli Europei in Bulgaria e confermarmi campione europeo. Poi guarderò i miei compagni a Parigi e tiferò per loro”. Bilancio del 2023 positivo anche per Sergio Massidda (Esercito), medaglia d’argento agli Europei e ai Mondiali nella categoria 61 kg. Proprio il secondo posto del podio a Riyad è stata una piacevole sorpresa: “Volevo dare tutto come sempre, ma non me l’aspettavo. Cercavo la qualifica olimpica e sono riuscito a conquistare il secondo posto del ranking. Però l’argento mondiale a 21 anni è stata una grossa soddisfazione, oltre che un pregio per la federazione”. Fiducia e anche un pò di scaramanzia sulla strada verso Parigi 2024: “Ho ancora due gare da finire per la qualifica olimpica, poi abbiamo l’Europeo in Bulgaria a febbraio. Dopo l’ultima gara di qualifica a Phuket in Thailandia avremo il verdetto e saprò se potrò partire per Parigi. Facendo le corna, spero di sì – spiega il classe 2002 -. Mi sto già preparando per i Giochi, nonostante non sappiamo con certezza se la qualifica ci sarà o no. Sarà la gara più importante della vita, bisognerà andare a testa alta e dare il massimo”.
    – foto Italpress –
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  • Nas sequestrano 39 tonnellate di dolci tipici natalizi

    Nas sequestrano 39 tonnellate di dolci tipici natalizi

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    ROMA (ITALPRESS) – Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno ispezionato circa 1.000 imprese del settore dolciario, rilevando irregolarità presso 382 strutture (pari al 38% degli obiettivi controllati) e portando alla contestazione di oltre 585 violazioni penali ed amministrative, per un ammontare di oltre 423 mila euro di sanzioni pecuniarie.
    Nel corso delle verifiche sono state individuate e sequestrate 39 tonnellate di prodotti dolciari e materie prime, poichè detenute in cattivo stato di conservazione o in locali interessati da gravi carenze igienico strutturali, invase da parassiti, prive di tracciabilità e oggetto di frode in commercio. Tra gli interventi, il NAS di Bologna ha sequestrato 24 tonnellate di frutta secca contaminata da micotossine, sostanze di origine fungina pericolose per la salute. Inoltre sono stati sottratti al consumo oltre 500 tra panettoni, pandori e altri a dolci natalizi tipici anche regionali, in parte di produzione industriale ma commercializzati come artigianali, in parte con ingredienti diversi per qualità ed origine rispetto a quanto dichiarato in etichetta.
    A seguito degli illeciti individuati, i NAS hanno denunciato
    18 gestori e titolari di attività imprenditoriali per l’ipotesi di frode in commercio e detenzione di prodotti dolciari in cattivo stato di conservazione, nonchè ulteriori 342 sanzionati per carenze dei laboratori di pasticceria e mancata applicazione della tracciabilità e delle procedure preventive di sicurezza alimentare. Le ispezioni hanno portato all’emissione di 27
    provvedimenti di chiusura / sospensione di attività di produzione e vendita, per un valore economico pari ad oltre 8 milioni di euro.

    – Foto: da video Nas –

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  • Veronesi “La lirica va difesa da chi vuole politicizzarla”

    Veronesi “La lirica va difesa da chi vuole politicizzarla”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – “In Italia ancora c’è da fare un grande cambiamento. L’Unesco ha riconosciuto il canto lirico italiano come patrimonio dell’umanità” ma “noi ci troviamo con una classe dirigente musical-culturale che massacra l’opera lirica. Trovo che sia uno scandalo che, per esempio, in Turandot vengano stravolte le scene e riscritta la trama, quando invece è una storia che dovrebbe essere approfondita ed esaltata dal regista”. Lo ha detto Alberto Veronesi, direttore d’orchestra e presidente del comitato delle celebrazioni pucciniane presso la Presidenza del Consiglio, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
    “La tutela di questo patrimonio – ha continuato – parte dalla classe dirigente del Paese che, dal punto di vista culturale, va cambiata e migliorata. La legge che ha istituito i teatri italiani come enti lirici aveva istituito la figura del direttore artistico come un rinomato musicista. Arrivavi a guidare uno di questi grandi enti lirici finanziati dallo Stato con un curriculum, con una forza, non perchè sei amico del sindaco o perchè sei dello stesso partito. Questa rivoluzione del merito va fatta a maggior ragione oggi, dopo che è stata tolta questa figura negli anni ’90 con la riforma che ha istituito le fondazioni liriche”.
    Per Veronesi “è molto importante conoscere la parte economica, cioè avere un vissuto manageriale, però poi ci vuole una distinzione dei due ruoli. Un conto – ha proseguito – è il direttore generale, colui che fa andare bene la struttura per quanto riguarda i conti, un altro è il direttore artistico che deve essere un rinomato musicista”.
    A luglio di quest’anno Veronesi, per protesta, ha diretto bendato la Bohème in un allestimento ambientato nel ’68. “Sono riuscito a dirigere, nonostante la benda un pò stretta. L’opera – ha continuato – non ha bisogno di essere vista. Perchè i dirigenti dei teatri sono costretti a politicizzare l’opera? Perchè sono lì per ragioni politiche”. Cosa ha prodotto la protesta? “Tutti cominciano a parlare e porsi il problema del rispetto del testo”, ha spiegato. “Stiamo parlando di autori che sono morti” e “non possono difendersi”. “Oggi – ha aggiunto – c’è questo sport di distruggere”.
    Per il direttore d’orchestra occorre, quindi, “riportare il merito a dirigere i teatri”. “I teatri devono tornare a diffondere l’arte musicale – ha evidenziato – e formare i quadri artistici. Queste due cose non vengono più fatte perchè non viene diffusa l’arte musicale ma una sua interpretazione e non vengono più formati i quadri artistici. Gli artisti vengono dall’estero perchè in Italia non c’è più la formazione. Quanti violoncellisti freelance ci sono da Napoli in giù? In tutto il Mezzogiorno sono 11 o 12. Dobbiamo tornare a formare i quadri artistici dando una prospettiva di lavoro. Perchè devi spendere milioni di euro per fare un allestimento che devasta l’opera e non hai i soldi da dare a un’orchestra di giovani del Mezzogiorno italiano? Dobbiamo tornare ai fondamentali. Penso che questo governo guidato da Giorgia Meloni – ha detto – sia un governo che finalmente fa andare il Paese dalla parte giusta perchè non va verso un’ideologizzazione”.
    Sul piano politico, Veronesi è un sostenitore di Fratelli d’Italia. “Sono anche iscritto al partito”, ha detto. Però ha anche un passato con il Partito Democratico. “Qualcuno – ha evidenziato – mi ha accusato che seguo il potere. E’ il potere che ha seguito me perchè sono passato a destra quando la sinistra stravinceva dappertutto”.
    “Da un punto di vista generale – ha poi affermato – oggi è il centrodestra che porta avanti le istanze dei lavoratori, delle masse, del benessere. La sinistra ormai è elitaria e pensa solo ai diritti dei gay: difende diritti dei gay che ci sono già, è contro il fascismo che non c’è”, ha aggiunto ricordando il loggionista che ha gridato “Viva l’Italia antifascista” al teatro alla Scala. “Quali sono le tue battaglie? Battaglie che non esistono: difendi diritti che già ci sono e sei contro qualcosa che non c’è”, ha affermato.
    Nel Paese è in corso una trasformazione culturale. “Quello che sta succedendo adesso è un cambiamento graduale della classe dirigente culturale”, ha detto Veronesi, parlando anche di “rivoluzione del merito”. “E’ una cosa che prenderà un pò di tempo – ha aggiunto – ma che Sangiuliano sta realizzando in maniera determinata. Questo è il futuro di speranza per i tantissimi in Italia che hanno merito, sono bravissimi e hanno grande talento ma non hanno spazio”.
    Quali sono gli obiettivi per il prossimo anno? “Ho una tournèe in Giappone – ha spiegato – dove dirigerò La traviata con artisti molto validi. Poi ho una tournèe in Cina dove ci saranno concerti sinfonici incentrati sulla lirica e altri progetti – ha concluso – che riguardano alcune orchestre italiane”.

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  • Nissan Italia è certificata Great Place to Work 2024

    Nissan Italia è certificata Great Place to Work 2024

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Nissan Italia ottiene la certificazione Great Place to Work 2024 – che si aggiunge ai riconoscimenti Best Workplace (sempre rilasciati da Great Place to Work Italia) nel 2010, 2011, 2012, 2017 – confermandosi così tra i migliori luoghi di lavoro in Italia. Le persone di Nissan Italia hanno avuto un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo prestigioso traguardo, valutando molto positivamente – tramite questionario anonimo – elementi della cultura aziendale quali credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Emergono in particolare coesione e credibilità, che ottengono il massimo punteggio rispettivamente dall’82% e 80% dei rispondenti. Molto buoni anche i risultati di rispetto (78%), equità (71%) e orgoglio (78%).
    La certificazione Great Pace to Work è un importante riconoscimento a cui ambiscono circa 10.000 organizzazioni ogni anno ed è rilasciata alle aziende che si distinguono per la qualità dell’ambiente di lavoro, che fanno della fiducia il fattore chiave del proprio modello di relazioni interne e dispongono di un management capace di motivare e orientare positivamente le persone.
    Le aziende certificate sono riconosciute come organizzazioni di primo piano all’interno del mercato del lavoro, capaci di attrarre e trattenere talenti e sviluppare così un rilevante vantaggio competitivo. “La certificazione Great Place to Work ha un significato speciale perchè sono le persone che valutano la qualità del lavoro e il clima in azienda. Sono particolarmente orgoglioso che in Nissan Italia la fiducia reciproca, la centralità delle persone e il senso di appartenenza siano valori fondamentali e condivisi” ha dichiarato Marco Toro, Presidente e Amministratore Delegato di Nissan Italia.

    foto: ufficio stampa Nissan Italia

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  • Democrazia in bilico, dall’America scosse che annunciano il “Big One”

    Democrazia in bilico, dall’America scosse che annunciano il “Big One”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dappertutto nel mondo si avvertono gli scossoni politici che ormai danno l’impressione di annunciare una nuova epoca per le nazioni democratiche. Gli Stati Uniti non solo non ne sono immuni, ma quello avvenuto ormai due anni fa, con l’assalto al Congresso da parte di una folla “insurrezionista” il 6 gennaio 2021, ha confermato che è proprio in America l’epicentro da dove si propagano le scosse. Ma quelle di due anni fa, a sua volte arrivate dopo il primo grande terremoto politico del novembre 2016 – anno dell’elezione di Trump – non erano state delle scosse di assestamento. Semmai, erano le premonitrici del “Big One”, del sisma capace di far crollare il sistema su cui si basa la più longeva democrazia del mondo. E questo sia se Donald Trump – ormai sospettato di voler tornare al governo per instaurare una dittatura – riesca o meno a essere rieletto alla carica di presidente.
    La decisione della Corte Suprema del Colorado di escludere Trump dalle primarie repubblicane a causa del 14esimo emendamento della Costituzione, ha allargato la spaccatura di un elettorato degli Stati Uniti già iperpolarizzato. Sia gli esperti che la massa degli elettori, sono divisi in tre correnti principali: una crede che sia un dovere escludere Trump dalle elezioni perché è rispettando la Costituzione che si salva il pilastro che tiene in piedi la democrazia (ne fanno parte i maggiori costituzionalisti e l’elite del partito democratico); un’altra crede invece che sarebbe gravissimo escludere Trump, perché la Costituzione verrebbe così “malignamente” interpretata e inoltre in nessuna corte di tribunale è stato ancora provato che l’ex presidente, quando era alla Casa Bianca, abbia organizzato e partecipato all’insurrezione del 6 gennaio (di questa corrente di pensiero ne fanno parte i maggiori esponenti repubblicani al Congresso, tra cui lo speaker Mike Johnson); infine una terza corrente, che sceglie “il minore dei mali”.
    Ne fanno parte i maggiori avversari di Trump per le primarie del partito repubblicano, Nikki Haley e Ron De Santis (e aggiungiamo, almeno per la corsa nel New Hampshire, Chris Christie) che sembrano voler sostenere che, anche se la Costituzione permette di escludere l’ex presidente dalle elezioni, non “convenga” alla democrazia impedirgli di partecipare: meglio che Trump sia fermato dalla scelta degli elettori e non dai giudici, altrimenti le conseguenze sulla legittimità del sistema democratico americano sarebbero incalcolabili…
    Sarà la Corte Suprema chiamata a sciogliere il dilemma su cosa “convenga” al mantenimento della democrazia in America? Decidere cioè se in questo caso, aiuti più la democrazia già sopravvissuta anche ad una guerra civile, applicare la legge “alla lettera” della Costituzione – come di solito auspicano i giudici conservatori – o invece questa volta essere più “flessibili” per evitare una rottura fatale?
    Anche se la Corte Suprema può dare una forte spinta all’evoluzione degli eventi sul peso del 14esimo emendamento nelle prossime elezioni, ci sono altre decisioni in sospeso capaci di forti conseguenze. Come quella se sia legittimo o meno poter processare Trump per il 6 gennaio 2021, come sta facendo lo speciale procuratore federale Jack Smith, tutte questioni che aggiungeranno altre “scosse” in preparazione del “big one”. (La decisione è se per certi crimini che Trump avrebbe commesso da presidente, da ex presidente perda le sue immunità…)
    I padri fondatori degli Stati Uniti non crearono la Corte Suprema per diventare il plotone d’esecuzione della scelta elettorale dei cittadini per la Casa Bianca. Infatti poche volte è stata costretta, sua malgrado, a “scegliere” per loro. Quella più conosciuta e ricordata, è quando bloccando la riconta dei voti in Florida, decise per la vittoria di G. W. Bush su Al Gore. La meno conosciuta, ma pur sempre decisiva, fu quando i nove giudici supremi decisero, il 24 luglio del 1974, contro la richiesta di Richard Nixon di poter mantenere l’“executive privilege” per tenere segreti i nastri registrati nello Studio Ovale sul “Watergate”, provocando così le inevitabili dimissioni del presidente prima che fosse il Congresso a defenestrarlo.
    Ma nella Costituzione degli USA i padri fondatori scrissero chi poteva partecipare e chi no alle elezioni. E poi, con il 14esimo emendamento (approvato il 9 luglio 1868) il Congresso decise anche di vietare la candidatura presidenziale a chi, dopo aver giurato sulla Costituzione, aveva partecipato (o “aiutato e confortato”) una insurrezione contro gli Stati Uniti. Toccherà ancora alla Corte Suprema – accettando o meno di prendere il caso dell’esclusione di Trump in Colorado – di prendersi la responsabilità di decidere se l’ex presidente potrà essere un contendente per la Casa Bianca? In questo caso nemmeno il suo “sì” o “no” potrà essere decisivo, anche se sicuramente avrà un impatto. Negli USA infatti non esiste un sistema elettorale unico federale ma ben 50 sistemi governati dalle 50 legislature statali, con non poche differenze per ogni Stato. La Costituzione federale degli Stati Uniti è stata tutta fondata sulla “tensione” autonomista degli Stati, che restano gelosi delle loro prerogative. Quindi, anche se la Corte Suprema non “annullasse” la decisione del Colorado e decidesse semplicemente di non occuparsene, ciò non escluderebbe Trump dalla corsa negli altri Stati, che decideranno autonomamente se seguire o meno l’esempio “esclusivista” affermato dai giudici supremi del “Montain State”.
    Nella decisione che prenderà la Corte Suprema su Trump e il 14esimo emendamento, potrebbero pesare anche le potenziali conseguenze su altre cariche pubbliche elettive degli Stati Uniti. Pensiamo a quella “pesantissima” di Mike Johnson, speaker della Camera. Già, anche il congressman della Louisiana deve partecipare alle elezioni di novembre 2024, ma anche lui potrebbe essere accusato di aver avuto “parte attiva” all’insurrezione del 6 novembre, e di aver “aiutato e confortato” gli insurrezionisti… Quanti altri sono i congressman e senatori che potrebbero subire la stessa sorte? La democrazia americana resta in bilico in attesa della scossa del “big one”, prevista nel novembre 2024. Per questo l’America si interrogherà in questi mesi se sia “un bene o un male” quando i giudici, supremi o statali che siano, seguano e facciano rispettare “alla lettera” la legge, facendo rimanere “accountable”, cioè responsabile delle sue azioni, il 45esimo presidente. La democrazia americana è davanti al bivio e il percorso che deciderà di intraprendere da qui al novembre 2024, determinerà l’intensità delle scosse dell’atteso “big one”. Queste, siatene certi, si avvertiranno in tutta la loro potenza, anche nelle democrazie della vecchia e fragile Europa.
    (ITALPRESS).