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  • Dazn casa del calcio femminile, Brown “Aiutiamo a farlo crescere”

    Dazn casa del calcio femminile, Brown “Aiutiamo a farlo crescere”

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    ROMA (ITALPRESS) – Aumentare la visibilità del calcio femminile, renderlo accessibile in tutto il mondo e diminuire il “coverage gap” rispetto alle competizioni maschili. Questi sono alcuni degli obiettivi fissati da Dazn, sempre più piattaforma di riferimento del calcio femminile. L’impegno è quello di supportare la crescita di un movimento che, beneficiando dell’aumento del numero dei tifosi, può ambire ad accrescere gli investimenti in brand e sponsor. Alla vigilia di Roma-Ajax, match di seconda giornata della Uefa Women’s Champions League, ha parlato proprio di questo Hannah Brown, co-CEO Women’s football di Dazn: “Noi di Dazn siamo felicissimi dei numeri della prima giornata della Uefa Women’s Champions League. Rispetto all’anno scorso l’audience sul canale YouTube di Dazn è quasi raddoppiata da 1,8 milioni del 2022 a 3,5 milioni di quest’anno, a cui si aggiungono altri 2 milioni di audience generata in app. La sfida culturale che ci aspetta in Italia è entusiasmante. Dazn ha trasmesso Bayern Monaco-Roma, partita che si è conclusa 2-2, gran risultato per la Roma, ricevendo ottimi feedback”. La dirigente di Dazn ha partecipato al panel “The rise of women’s role in Football by YouTube”, organizzato allo Stadio Olimpico di Roma in occasione del Social Football Summit 2023.
    Presenti tra le relatrici anche il Presidente della Divisione Calcio Femminile Figc, Federica Cappelletti, la Head of Women’s Football della Roma, Betty Bavagnoli, e la creator Lisa Offside. Nella mission di Dazn c’è anche la volontà di creare contenuti di approfondimento per raccontare storie e dietro le quinte. In quest’ottica vengono messi a disposizione dell’utente contenuti fruibili direttamente dall’app e attraverso il canale YouTube Dazn Women’s Football. In termini di diritti tv, l’investimento della piattaforma è senza precedenti con l’acquisizione delle licenze per competizioni femminili come la Uefa Women’s Champions League, Serie A Femminile, Liga F, Frauen Bundesliga, Super League inglese e i massimi campionati di Usa, Giappone e Arabia Saudita. “Stiamo investendo in tutti i settori, dalla trasmissione e produzione di alta qualità, alla distribuzione capillare e al marketing multicanale e questo è fondamentale per la crescita del calcio femminile per creare un ambiente economicamente interessante per i brand che vorranno avvicinarsi a un pubblico eterogeneo e internazionale – rimarca Hannah Brown – Vediamo una grande opportunità di crescita ed è il motivo per cui noi di Dazn stiamo facendo la nostra parte nel sostenere il calcio femminile, creando una fan base ampia e fidelizzata”.
    – foto spf/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Epatite C, lo screening rileva 10.000 infezioni. Proseguire su anziani

    Epatite C, lo screening rileva 10.000 infezioni. Proseguire su anziani

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    ROMA (ITALPRESS) – Ancora oggi, in Italia, troppi pazienti sommersi e affetti da Epatite C. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo sono circa 80 milioni le persone colpite dal virus dell’epatite C (HCV), pari al 1.1% della popolazione globale, con un’ampia variabilità di distribuzione geografica. Nel nostro Paese si stima che circa 200.000 cittadini non siano consapevoli di essere portatori del virus. Il mancato riconoscimento, e di conseguenza anche il mancato trattamento tempestivo, possono portare ad un’evoluzione degenerativa e fatale della patologia.
    Nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni in Italia, l’eliminazione dell’Epatite C rimane una delle principali sfide per il nostro sistema salute. Dopo oltre dieci anni di attività, ACE – Alleanza Contro le Epatiti, la sigla che riunisce le due Società Scientifiche AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato) e SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e l’Associazione pazienti EpaC ETS, torna a porre al centro del dibattito istituzionale il contrasto al virus dell’HCV, al fine di raggiungere l’obiettivo OMS di eliminazione dell’Epatite C, nel nostro Paese, entro il 2030. Ace, in un evento organizzato da PharmaLex – formerly MAPCOM e con il contributo non condizionato di Gilead, ha riunito gli esperti di questa patologia in un confronto con la politica.
    “Grazie allo screening, sinora sono state scoperte oltre 10.000 infezioni attive, nonostante alcune Regioni non abbiano ancora attivato lo screening sulla popolazione generale. Al fine di continuare l’attività di case finding e raggiungere l’obiettivo finale, sono fondamentali due azioni: da una parte l’ampliamento della fascia per lo screening, che permetterà la scoperta di ulteriori pazienti infetti ma inconsapevoli, e dell’altra la proroga di qualche anno al fine di permettere alle Regioni di continuare la campagna – ha detto Ivan Gardini, presidente dell’Associazione EpAC Onlus – Il nostro impegno è garantire che sempre più persone possano ricevere il trattamento definitivo per l’Epatite C e guarire dalla malattia”.
    “Trattare la popolazione infetta e eliminare l’HCV entro il 2030 è l’obiettivo di ACE – ha spiegato Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali). “Il nostro Paese ha messo a disposizione un fondo per lo screening gratuito che garantisce l’individuazione e il trattamento dei pazienti. Tutte le Istituzioni della salute dovrebbero sostenere questo percorso e supportare l’Alleanza nella sua battaglia. Eliminare il sommerso e bloccare l’evoluzione della malattia deve rientrare nelle agende politiche del Governo e della politica”.
    Nelle infezioni da HCV è fondamentale una diagnosi precoce, per avviare i pazienti al trattamento ed evitare così le complicanze di una malattia epatica avanzata, in modo tale da ridurre anche i costi sanitari complessivi, migliorare la quality of life del paziente e interrompere la circolazione del virus, impedendo “a monte” nuove infezioni.
    “Come Società Scientifica sosteniamo e sviluppiamo strategie efficaci per indirizzare i pazienti verso cure adeguate – ha ricordato Vincenza Calvaruso, Segretario Nazionale AISF, Associazione Italiana per lo Studio del Fegato -. La nostra comunità scientifica sta lavorando incessantemente per la promozione delle ricerche applicate al fegato, sottoponendo alle autorità studi e documenti volti al miglioramento dell’assistenza epatologica. Per l’Epatite C ci sono cure risolutive, dobbiamo intercettare pazienti da trattare e lo screening è la sola arma efficace”.
    Lo screening non può arrestarsi, è necessario identificare e trattare i casi di epatite C, prevenendo così le complicazioni a lungo termine e contribuendo in modo definitivo alla sua eliminazione.
    In questa fase, fondamentale resta il ruolo del legislatore: “In qualità di Ambassador ACE e come promotore dell’Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato, costituito lo scorso luglio, reputo quanto mai necessario che la politica si impegni a raggiungere l’obiettivo OMS di eliminare l’Epatite C, nel nostro Paese, entro il 2030”, le parole del senatore Giovanni Berrino, 10° Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale, Senato della Repubblica e Componente Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato. “Il problema delle infezioni da HCV in Italia è quanto mai attuale. Per questo motivo, insieme ai Senatori Ignazio Zullo (FdI), Raoul Russo (FdI), Salvatore Sallemi (FdI) ed altri, abbiamo depositato un disegno di legge finalizzato all’eradicazione del virus HCV. Uno degli aspetti fondamentali di questa iniziativa è il consolidamento di uno screening nazionale gratuito fino al 31 dicembre 2030”.
    Nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni in Italia, l’eliminazione dell’Epatite C rimane una delle principali sfide per il nostro sistema salute. Va percorso l’ultimo miglio verso l’identificazione dei pazienti inconsapevoli della patologia che, una volta intercettati, possono essere presi in carico e trattati con le terapie di ultima generazione, per assicurarne la completa guarigione.
    “Nel complesso lo screening nazionale gratuito per l’infezione da HCV ha finora permesso di testare quasi 1 milione di persone e di identificare quasi 10.000 casi di infezione attiva. Casi di malattia che uscendo dal “sommerso” possono accedere alle terapie ed eliminare il virus, prima che si manifestino le gravi conseguenze dell’infezione”, ha concluso Sabrina Valle, Dirigente Sanitario Medico, Ufficio 5 Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute. “Si tratta di una iniziativa di sanità pubblica che indirizza l’Italia verso il raggiungimento dell’obiettivo OMS di eliminazione dell’epatite C, come minaccia per la salute mondiale entro il 2030”.

    – foto xl3/Italpress –
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  • Distribuzione Moderna in Sicilia, confronto istituzioni-imprese

    Distribuzione Moderna in Sicilia, confronto istituzioni-imprese

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    PALERMO (ITALPRESS) – Si è tenuto a Palazzo dei Normanni, a Palermo, l’evento “Il ruolo della Distribuzione Moderna in Sicilia”, organizzato da Regione Siciliana e Federdistribuzione, l’associazione che da oltre sessant’anni riunisce e rappresenta le imprese della Distribuzione Moderna, alimentare e non alimentare, operanti in Italia. Un confronto incentrato sul ruolo fondamentale che svolge il settore distributivo sullo sviluppo del territorio siciliano e, in particolare, sulla rigenerazione urbana, che produce numerosi effetti positivi per le comunità locali sul piano sociale, economico e ambientale.
    All’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e da Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione, sono intervenuti: Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, il professore Luca Pellegrini, Presidente di TradeLab, Giovanni Arena, Amministratore Delegato del Gruppo Arena e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia, e Marco Pagani, Direttore Normativa e Rapporti Istituzionali di Federdistribuzione.
    “Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono un ruolo fondamentale nel sistema socio-economico regionale, rappresentando la frontiera più avanzata del commercio. Il settore ha potenzialità importanti per lo sviluppo dell’economia dei territori, tanto più nell’attuale momento storico, caratterizzato da mutamenti di stili di vita e modelli di consumo, da nuove opportunità tecnologiche, dalla necessità di valorizzare gli interventi economici e le normative che arrivano anche dall’Europa. E’ quindi costante lo sforzo delle imprese del settore nel far coesistere l’indispensabile equilibrio economico d’impresa con i rilevanti investimenti sul territorio, anche in ottica di sostenibilità, con la creazione di valore sociale per le tante comunità collegate, generando occupazione e opportunità per le filiere produttive locali. Sarà fondamentale per continuare in questa direzione il confronto e la continua collaborazione con le istituzioni regionali”, ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.
    “Ringraziamo Federdistribuzione per questo evento, che ha consentito un momento di riflessione sul ruolo della Distribuzione Moderna nella Regione Siciliana, sul potenziale che può esprimere per i nostri territori e le nostre filiere produttive. Sono in corso processi di trasformazione industriale che produrranno nei prossimi anni possibili criticità di carattere economico-sociale, occupazionale, urbanistico-ambientale, commerciale e culturale. Intendiamo guidare questi processi, come istituzioni del territorio, più vicine all’esigenze della gente, delle imprese che vi operano e delle situazioni specifiche di mercato. Cercheremo quindi di mettere a diposizione gli strumenti normativi per accompagnare questa evoluzione, per promuovere l’innovazione del commercio”, ha affermato Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana.
    “Ringrazio Federdistribuzione per aver organizzato questo tavolo di confronto significativo sulla distribuzione moderna in Sicilia. La collaborazione con le istituzioni regionali è cruciale per semplificare la burocrazia e per promuovere l’avanzamento verso un contesto commerciale moderno. Sottolineo l’importanza di norme che favoriscano la modernizzazione del commercio, soprattutto ora che la normativa attuale appare obsoleta. Ritengo altresì urgente e indispensabile effettuare investimenti mirati nelle infrastrutture di trasporto, come strade, porti e aeroporti, per facilitare il trasporto delle merci. Il supporto istituzionale è decisivo per stimolare l’innovazione nel settore, contribuendo così a rafforzare la competitività delle imprese locali rispetto alle grandi multinazionali, con benefici ampi per l’economia regionale”, ha commentato Giovanni Arena, AD Gruppo Arena, Presidente Gruppo VèGè e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia.
    L’intervento del Professore Luca Pellegrini ha evidenziato come in un contesto nazionale socio-demografico in continuo mutamento, la riqualificazione dello spazio urbano diventi sempre più fondamentale e la Distribuzione Moderna riveste un ruolo importante, spesso poco riconosciuto, nel valorizzare le aree cittadine in disuso. Gli investimenti delle imprese distributive nella rigenerazione urbana comportano effetti positivi, concreti e misurabili, stimolando la produzione delle filiere alimentari locali, che hanno così la possibilità di crescere e farsi conoscere anche al di fuori del contesto di origine. Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono quindi in Sicilia un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda la lotta al consumo di suolo. Secondo il rapporto nazionale realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la Sicilia ha un livello di consumo di suolo pari al 6,52% della superficie totale regionale, un dato al di sotto della media nazionale del 7,13%.

    – Foto Italpress –

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  • Intesa Sanpaolo e Mastercard con Tapster, arriva il nuovo payment ring

    Intesa Sanpaolo e Mastercard con Tapster, arriva il nuovo payment ring

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    MILANO (ITALPRESS) – Arriva in Italia il nuovo payment ring. Ad annunciarlo Intesa Sanpaolo e Mastercard, in collaborazione con Tapster, azienda svedese che opera nel settore dei pagamenti contactless all’avanguardia. La banca guidata da Carlo Messina sarà la prima in Italia a renderlo disponibile per la propria clientela: il nuovo wearable, innovativo e tecnologico, è un vero e proprio anello indossabile al quale si potrà collegare la propria carta Intesa Sanpaolo del circuito Mastercard per effettuare pagamenti contactless in tutta semplicità e sicurezza. Il payment ring è realizzato in legno e in ceramica, materiali molto resistenti che lo rendono impermeabile e a prova d’urto. Non richiede, inoltre, alcuna ricarica della batteria o connessione internet per entrare in funzione, sfrutta infatti un chip NFC integrato per azioni semplici, come pagare con una carta di credito.
    La registrazione della carta è possibile direttamente in fase di acquisto dell’anello sul sito https://gotapster.com/ : il wearable viene spedito in stato non attivo insieme a un QR code che ne consente l’attivazione solo da parte del titolare della carta, con autenticazione tramite l’app Intesa Sanpaolo Mobile; in alternativa – ad esempio nel caso si voglia acquistare l’anello come regalo – è possibile effettuare la registrazione in un fase successiva all’acquisto, partendo dall’app Tapster e creando il proprio account.
    Per pagare i propri acquisti in modalità contactless basterà semplicemente avvicinare l’anello al POS, esattamente come per i pagamenti tramite carte fisiche o smartphone.
    Il mercato dei wearable è in forte crescita e rappresenta uno dei punti cardine per il futuro dell’elettronica di consumo. Dalla ricerca “Smart Wearables study 2023” di Mastercard, emerge infatti come i consumatori europei che hanno già adottato il payment ring lo preferiscano agli altri metodi di pagamento contactless. Il payment ring è infatti di gran lunga il metodo preferito (89%), seguito da smartphone (49%) e carte di pagamento (44%).
    Tra le principali ragioni che spingono i consumatori a utilizzare questo servizio di pagamento ci sono la volontà di effettuare pagamenti velocemente (82%), di essere all’avanguardia (69%) e di sentirsi alla moda (31%). Se, da un lato, per i più giovani è proprio il sentirsi alla moda (38%) che li spinge ad utilizzare questo tipo di servizio dall’altro, i consumatori più senior lo preferiscono principalmente per questioni di sicurezza (32%).
    “Ancora una volta Intesa Sanpaolo è first mover in Italia nell’offerta di soluzioni all’avanguardia nei pagamenti digitali, settore in cui consolidiamo il nostro ruolo di leader per ampiezza di strumenti e vicinanza alle esigenze della clientela – dice Claudia Vassena, Executive Director Sales and Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo -. L’innovativo anello sviluppato da Tapster e proposto ai nostri clienti, grazie alla collaborazione con Mastercard, rappresenta un’innovazione straordinaria: offre un’esperienza di utilizzo semplice e distintiva, e combina sicurezza e comodità in un unico accessorio che, siamo certi, farà subito tendenza. E’ un ulteriore tassello nell’ecosistema dei pagamenti digitali, che ci vede costantemente impegnati sia per permettere ai clienti di disporre sempre di dispositivi “ready-to-pay” sia per diffondere in modo capillare le soluzioni di incasso. Vogliamo rendere il pagamento digitale sempre più un gesto quotidiano”
    Luca Fiumarella, Head of Marketing Italia di Mastercard, dichiara che “da sempre Mastercard è impegnata a introdurre soluzioni innovative e digitali al passo con uno stile di vita dei consumatori sempre più smart e digitale. I payment ring rappresentano un ulteriore passo verso la diffusione di internet of thing, dove anche accessori che indossiamo e che fanno parte del nostro stile personale diventano strumenti che, attraverso un solo gesto, semplificano la nostra quotidianità. Siamo lieti di questa nuova collaborazione con Intesa Sanpaolo e Tapster che punta sulla diffusione di soluzioni di pagamento sempre più sicure, semplici e veloci, al passo con i tempi”.
    “Riscontriamo grandi opportunità nel nostro mercato di riferimento e siamo davvero grati ai nostri partner, Mastercard e Intesa Sanpaolo, che hanno dimostrato la loro leadership nell’ambito dell’innovazione dei pagamenti. Questa collaborazione rappresenta un passo significativo per il futuro della user experience dei pagamenti digitali, rendendola più veloce, sicura e fluida per il consumatore finale”, sottolinea Ludvig Scheja, co-fondatore di Tapster.
    Il payment ring è già in commercio e dalla metà di dicembre sarà possibile abbinare all’anello la propria carta Intesa Sanpaolo del circuito Mastercard.
    I pagamenti effettuati con i wearable Intesa Sanpaolo utilizzano la tecnologia di tokenizzazione MDES fornita da Mastercard, che garantisce il massimo livello di sicurezza. Quando si inizia la configurazione di un wearable, MDES genera un token digitale, un numero unico diverso dal numero della carta, assegnato a ciascun dispositivo registrato. Ciò significa che non può essere utilizzato per le transazioni attraverso un altro dispositivo.

    – foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
    (ITALPRESS).

  • “Noi, il Mediterraneo”, un’unica Spa per gestire la portualità italiana

    “Noi, il Mediterraneo”, un’unica Spa per gestire la portualità italiana

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    PALERMO (ITALPRESS) – Un’unica azienda centrale, probabilmente una Spa, che debba rendere conto a un consiglio di amministrazione e non alla burocrazia, che selezioni ed effettui gli investimenti, e che operi sulla base di un Piano industriale.
    Questo, in sintesi, il fulcro di una riforma portuale che non casualmente nasce da Palermo e dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, che oggi, in occasione della quinta edizione del convegno “Noi, il Mediterraneo”, ha lanciato una formula del tutto innovativa di approccio alle necessità, ormai cogenti, di cambiamento del sistema portuale.
    La formula, sulla quale – come evidenziato dall’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi – sembra convergere il consenso del governo, prevede che le singole Autorità di Sistema portuale restino enti pubblici “economici” sotto pieno controllo pubblico, ma che in grande parte diventino esecutori di indicazioni precise di priorità negli investimenti e nel marketing internazionale che diventeranno compito primario dell’Azienda centrale dei porti.
    Nel corso del convegno di Palermo si è parlato, quindi, una società per azioni, a controllo pubblico, in grado di attrarre investitori privati su un piano industriale, ma anche capace di sfruttare le occasioni di investimento e consulenza nel mondo.
    In quest’ ottica – come emerso oggi a Palermo – la Sicilia ha svolto in questi cinque anni, il ruolo di “avamposto” in un Paese che – ha sottolineato Monti – “non ha un problema di carenza di finanza”, ma ha un enorme problema, specie nei porti e nelle infrastrutture di trasporti, di “carenze della burocrazia “. Carenze che rendono impossibile lo sfruttamento del più grande asset del sistema Paese, ovvero il demanio marittimo “di cui – ha detto Monti – paradossalmente non si conosce il valore” e che garantiscono, invece, la dispersione di risorse su “porti che sono già chiusi”.
    “L’Italia può contare su grandi imprenditori dello shipping che tutti ci invidiano, autentici campioni mondiali del settore. Il nostro dovere è quello di coadiuvarli nella direzione degli interessi del Paese”. E’ quanto ha detto a Palermo il viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Edoardo Rixi condividendo con Monti la proposta “di un soggetto centrale che gestisca i cambiamenti e sia in condizione di selezionare gli investimenti, di dare risposte rapide al mercato e di gestire i processi. Un sistema che passi attraverso interventi concreti sulle storture determinate da una deresponsabilizzazione della burocrazia e dall’incapacità di assumere scelte. Inoltre – ha concluso Rixi – bisogna tornare a retribuite i manager preposti a questi processi secondo una logica di mercato”.
    -foto ufficio stampa AdSP del Mare di Sicilia occidentale-
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  • Al via su Canale 5 la nuova edizione di Zelig

    Al via su Canale 5 la nuova edizione di Zelig

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Al via da domani, giovedì 23 novembre, in prima serata su Canale 5 la nuova edizione di “Zelig”. Il festival della comicità italiana targato Mediaset condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. Nel corso della serata si alternano sul palco del TAM Teatro degli Arcimboldi i più grandi nomi della risata: Max Angioni, Maurizio Lastrico, Leonardo Manera, Antonio Ornano, Vincenzo Albano, Federica Ferrero Eddy Mirabella, Marta e Gianluca, Vincenzo Comunale, Simone Barbato, Federico Basso, Davide Paniate, Silvio Cavallo, Andrea Paris, Corinna Grandi e i Senso d’Oppio. Ospiti speciali del primo appuntamento i fuoriclasse della comicità Teo Tecoli e Panpers con Beatrice Arnera. Oltre ai volti noti del programma, Claudio Bisio e Vanessa Incontrada presentano numerosi giovani talenti comici al debutto, scovati in giro per l’Italia dagli ideatori del programma Gino&Michele e Giancarlo Bozzo.

    Foto: ufficio stampa Mediaset

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  • Women Value Company, Intesa Sanpaolo premia le imprese al femminile

    Women Value Company, Intesa Sanpaolo premia le imprese al femminile

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    MILANO (ITALPRESS) – Dopo Firenze e Napoli, si è svolto a Milano il terzo evento conclusivo del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, organizzato dal Gruppo bancario guidato da Carlo Messina in collaborazione con Fondazione Marisa Bellisario.
    Presso lo Spazio eventi Intesa Sanpaolo Gioia 22, presenti 38 aziende provenienti dalle regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto e Friuli-Venezia Giulia). L’iniziativa, giunta quest’anno alla settima edizione, è riconosciuta come categoria speciale del Premio Marisa Bellisario ed è dedicata alla valorizzazione dell’imprenditoria al femminile e delle aziende che investono sull’uguaglianza di genere e sul welfare aziendale.
    Anche quest’anno numerose le candidature pervenute da tutta Italia, oltre 1.200, tra le quali sono state selezionate le due vincitrici del premio nazionale Mela d’Oro Women Value Company Intesa Sanpaolo. A queste si sono aggiunte le imprese selezionate per le menzioni speciali in ambito “Donne Innovatrici”, “Donne per l’Estero” e “Donne per il Sociale”.
    Durante l’evento milanese sono intervenute Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario; Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, e Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, oltre all’intervento di Stefania Trenti, Responsabile Industry Research Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.
    Quest’anno il premio Women Value Company Intesa Sanpaolo ha visto la partecipazione più numerosa dal suo esordio, forte di una sempre maggior sensibilità ai temi dell’inclusione e della valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questo motivo Intesa Sanpaolo e Fondazione Marisa Bellisario hanno voluto organizzare tre momenti di incontro con tutte le 100 aziende vincitrici, oltre a celebrare alcune di esse con una menzione speciale, coerente con le missioni del PNRR ed esempi di eccellenza per cultura aziendale inclusiva, offrendo importanti spunti di riflessione sulle sfide delle strategie aziendali e su misure/strumenti del PNRR per valorizzare l’imprenditoria in rosa.
    Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche emerge come nel 2022 l’Italia si collochi all’ultimo posto tra i paesi europei per tasso di attività femminile (56,4%, 13 punti in meno rispetto alla media UE27). Su questo risultato pesano soprattutto i ritardi delle regioni del Mezzogiorno (41,5%), mentre per le regioni del Nord la percentuale sale al 64,9% e con tassi superiori alla media nazionale diffusi a tutti i territori. Se l’Italia si allineasse al valore medio europeo di attività femminile, significherebbe un incremento di 2,4 milioni nella forza lavoro (+10%), con effetti positivi sulla crescita del PIL. Anche le imprese possono contribuire ad aumentare il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro attraverso una serie di interventi e strategie. Le imprese che hanno aderito a questa edizione di Women Value Company hanno mostrato una forte attenzione alla valorizzazione dei dipendenti con un mix articolato di iniziative, con ai primi posti i temi della formazione e della conciliazione tra vita professionale e famiglia. Spiccano per l’adozione di queste iniziative le imprese a guida femminile. Attenzione al capitale umano e alla sostenibilità emergono come due elementi strettamente correlati: le imprese con un profilo più evoluto per la gestione del capitale umano mostrano una maggior propensione a investire in sostenibilità. Le imprese con un’attenzione maggiore a queste tematiche hanno registrato negli ultimi anni una migliore evoluzione in termini di crescita del fatturato ma anche della produttività del lavoro, a dimostrazione di come il capitale umano ed il suo benessere siano sempre di più un fattore strategico vincente.
    Tematiche al centro degli eventi di Firenze, Napoli e Milano durante i quali avviene l’assegnazione della Menzione speciale – Donne per l’Estero, della Menzione speciale – Donne per il sociale e Menzione speciale – Donne per l’innovazione.
    Gli incontri territoriali seguono la cerimonia nazionale di consegna della “Mela d’Oro” Women Value Company Intesa Sanpaolo avvenuta a Roma in occasione della premiazione della 35^ edizione Premio Marisa Bellisario. Le imprenditrici a cui è stata assegnato il prestigioso riconoscimento sono Nunzia Giunta, Amministratore Delegato di UOMO E AMBIENTE (categoria Piccole Imprese), e a Sabrina Paola Secli, CEO di SPS Manifatture (categoria Medie Imprese).
    La discussione “Donne e imprese che guardano al futuro” dedicata ai temi dell’innovazione, supporto della nuova imprenditoria femminile e difesa della parità di genere al centro delle grandi sfide globali, ha offerto l’occasione persviluppare il tema della diversity. Non solo in termini di genere ma anche di esperienze, e dato spazio a spunti e riflessioni sulle nuove sfide delle strategie aziendali a partire da sostenibilità, digitalizzazione, innovazione tecnologica, capitale umano e formazione come fattori abilitanti alla crescita delle imprese in particolare al femminile, anche alla luce delle missioni e degli strumenti del PNRR destinati all’inclusione e alla coesione sociale, con l’assegnazione di specifici fondi alle politiche per il lavoro e alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questa ragione, al dibattito è prevista la presenza di imprenditrici che hanno avviato nuove start up innovative, come segnale della capacità di investire in nuove tecnologie orientate in particolare alla sostenibilità, e giovani studentesse che sono pronte ad affrontare nuovi percorsi lavorativi, facendo leva su formazione di alto livello.
    “Ringrazio ancora una volta Intesa Sanpaolo per aver reso possibile questa splendida iniziativa e le aziende selezionate per il grande contributo che danno all’economia dei loro territori e alla diffusione di una cultura di parità. Il loro modello di gestione ci conferma che investire sulle donne, valorizzare le loro competenze, favorire la loro crescita professionale sono tutte scommesse vincenti – ha detto Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. Con Women Value Company premiamo l’impegno, l’equità e la lungimiranza di tante piccole e medie imprese italiane perchè il loro modello di crescita inclusiva e sostenibile diventi un esempio per tutte le nostre realtà produttive”.
    “Condividiamo il progetto Women Value Company con Fondazione Marisa Bellisario ormai da sette anni per essere al fianco di imprenditrici orientate all’equità di genere e alla valorizzazione di talento e merito come leve per il successo della loro azienda – ha sottolineato Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. A questo tipo di PMI è destinato nuovo credito per un miliardo di euro nell’ambito dei finanziamenti previsti dal Gruppo per le imprese, finalizzati a stimolare ulteriormente l’imprenditoria a guida femminile e facilitarne anche l’accesso ai fondi del PNRR per investire in benessere, welfare e formazione dei propri dipendenti”.

    – foto f01/Italpress –
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  • Violenza donne, Sangiuliano “Cultura è antidoto fondamentale”

    Violenza donne, Sangiuliano “Cultura è antidoto fondamentale”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La cultura è un antidoto fondamentale per contrastare la violenza sulle donne”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, presentando le iniziative contro la violenza sulle donne in Senato. “I migliori prodotti audiovisivi” per il contrasto alla violenza sulle donne e la promozione della cultura del rispetto “che saranno prodotti dagli studenti e dalle studentesse troveranno uno spazio alla Mostra del Cinema di Venezia” ha aggiunto il ministro della Cultura per poi rivelate che “Nella definizione dei criteri per l’assegnazione dei finanziamenti per il cinema abbiamo deciso di assegnare un punteggio superiore a quei prodotti che si occupano di questo tema”.

    Foto: Agenzia Fotogramma

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  • Corio (Esi) “Mercato integratori alimentari in continua crescita”

    Corio (Esi) “Mercato integratori alimentari in continua crescita”

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    ROMA (ITALPRESS) – “I prodotti che commercializziamo sono molti, le categorie principali del mondo dell’integrazione alimentare vanno dai fermenti lattici ai prodotti a base di vitamine minerali, passando per quelli dedicati all’apparato circolatorio come la gestione del colesterolo e la glicemia. Sicuramente il malaugurato periodo del Covid ci ha fatto capire quanto siano importanti le nostre difese immunitarie e quanto i prodotti naturali possono aiutare a rinforzarle. Una categoria relativamente più recente dal punto di vista dell’innovazione e dei consumi è rappresentata dai nutricosmetici, integratori alimentari dedicati all’aspetto esteriore. Prima si pensava che rughe e benessere della pelle potessero essere aiutati solo dall’esterno con le creme, ormai da alcuni anni si è capito che anche alcuni integratori possono aiutare molto e dare un contributo non dico superiore ai cosmetici ma molto importante”. Lo ha detto, in un’intervista all’Italpress, Roberto Corio, direttore marketing di Esi, azienda italiana presente sul mercato dal 1975 e che opera nel settore dei prodotti fitoterapici e degli integratori alimentari: “Cerchiamo per quanto possibile di avere una filiera corta, iniziamo logicamente dall’acquisto di materie prime, quindi vitamine, minerali, estratti vegetali, e materiali per il confezionamento – ha spiegato – Per quanto possibile acquistiamo in Italia, ma alcune piante qui da noi non crescono e si comprano altrove. In ogni caso, oltre l’80% della nostra spesa in materie prime è rivolta in Italia. Siamo particolarmente selettivi nei confronti dei fornitori – ha aggiunto – sappiamo esattamente chi vende, cosa vende e non andiamo alla ricerca del prezzo competitivo ma della qualità”.
    Il mercato degli integratori alimentari è in grande crescita negli ultimi anni e lo dimostrano i numeri, dal momento che da 125 milioni di confezioni vendute nel 2013 si è passati ai 200 milioni del 2023, +60% in 10 anni: “Registriamo la crescita soprattutto in Italia essendo il nostro mercato più importante, l’anno scorso è cresciuto del 5-6% raggiungendo un volume di 4 miliardi di euro – ha sottolineato Corio – Considerando per esempio che in Italia il 65% della popolazione adulta fa uso di integratori, sono 32 milioni circa di acquirenti. La crescita la vediamo sia in Italia che all’estero, siamo testimoni della crescita all’estero, visto che vendiamo in più di 50 nazioni fuori dall’Italia, siamo una delle aziende più diffuse al di fuori della nazione di origine – ha ricordato – Vendiamo in Europa, medioriente, Africa, e logicamente in ogni nazione c’è la propria peculiarità, ma il trend è in crescita ovunque”.
    E sul fronte della sostenibilità: “Siamo partiti dalle piccole cose che chiunque potrebbe fare anche a casa sua, cioè eliminare le bottigliette di plastica, eliminare i bicchierini di plastica dalle macchinette del caffè, poi da lì abbiamo iniziato a inserire autovetture elettriche, stazioni di ricarica delle biciclette, la sostituzione di tutte le lampade a led in 20.000 mq di azienda. Siamo favoriti dal fatto di avere la sede in una cittadina abbastanza piccola – ha concluso Corio – L’80% dei nostri dipendenti vive entro i 5-6 km di distanza e molti usano la bicicletta d’estate”.
    -foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Sciopero, per 2 italiani su 3 uno strumento superato e inutile

    Sciopero, per 2 italiani su 3 uno strumento superato e inutile

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    ROMA (ITALPRESS) – Le sigle sindacali Cgil e Uil hanno indetto lo scorso 17 novembre uno sciopero generale contro la manovra economica proposta dal Governo che è stato poi precettato dal Ministro delle Infrastrutture, riducendo a 4 ore le agitazioni nel settore dei trasporti. In generale in tema di scioperi, quasi 2 italiani su 3 (il 64,4%) ritengono questo strumento superato e inutile per la tutela dei lavoratori. Un’opinione trasversale che trova il parere contrario dei soli elettori dell’area di centrosinistra. Questi ultimi, infatti, anche se non in maniera totalitaria, credono ancora nell’utilità degli scioperi per fare valere le istanze e le esigenze dei lavoratori. Nel complesso, dunque, la quasi totalità della popolazione (il 78,8%), ad oggi, non si sente rappresentato da alcuna sigla sindacale e gli scontri verbali sullo sciopero generale scaturiti tra il segretario della Cgil Maurizio Landini e il Ministro Matteo Salvini vengono percepiti come uno scontro politico tra le due parti o un tentativo di ottenere un ritorno di immagine per opportunità personali, mentre restano marginali le motivazioni di entrambi per la tutela di cittadini e lavoratori.

    Dati Euromedia Research – Realizzato il 16/11/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne

    – foto ufficio stampa Euromedia Research –
    (ITALPRESS).