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  • Fermato presunto killer del 14enne ucciso a Pantano

    Fermato presunto killer del 14enne ucciso a Pantano

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    ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Frascati la scorsa notte hanno proceduto al fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Velletri, nei confronti di un 24enne, originario dell’est Europa, gravemente indiziato dell’omicidio del 14enne avvenuto nel parcheggio della fermata della metro C di Pantano nella notte del 13 gennaio scorso. Nelle 48 ore successive al grave fatto di sangue, le indagini, attraverso l’escussione di numerose persone, l’analisi di diversi sistemi di videosorveglianza, nonchè alcune risultanze tecniche, hanno consentito di ricostruire quanto accaduto nelle ultime ore di vita della giovane vittima. In particolare, poco prima dell’omicidio, è stata ricostruita una lite, all’interno di un bar su via Casilina, tra il 29enne, attuale compagno della madre del minore, di origine rumena e un ragazzo originario dell’est Europa. Dopo essersi allontanati dal bar, il 29enne rumeno ha intrattenuto contatti a mezzo telefono con il fermato, non presente all’interno del bar.
    Così, al fine di risolvere il tutto con un incontro presso il parcheggio, il 29enne rumeno (accompagnato dalla giovane vittima e da altri familiari, tra cui due donne) si è recato presso il luogo concordato, trovandosi tuttavia difronte ad uno scenario non previsto. Gli occupanti di un’autovettura hanno aperto il fuoco nei confronti del gruppo presente nel parcheggio, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco, di cui uno ha attinto fatalmente il giovane 14enne.
    All’attuale stato delle risultanze, all’interno del mezzo vi erano proprio il 24enne fermato ed altri tre soggetti (uno dei quali compiutamente identificato, che aveva partecipato anche alla lite all’interno del bar, irreperibile e ricercato sin dai momenti successivi all’omicidio). Il 24enne si era presentato nella serata di ieri ai Carabinieri, accompagnato dai due avvocati di fiducia. A seguito dell’interrogatorio è stato emesso il decreto di fermo. Le indagini sono ancora in corso.

    foto: ufficio stampa Carabinieri

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  • Napoli, 11 misure cautelari per corruzione pubblica amministrazione

    Napoli, 11 misure cautelari per corruzione pubblica amministrazione

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    NAPOLI (ITALPRESS) – I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e personale della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione Seconda “Reati contro la Pubblica Amministrazione”, nei confronti di 11 persone (di cui 4 sottoposte alla custodia in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 5 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) gravemente indiziate, a vario titolo, di concorso in turbata libertà degli incanti, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e traffico di influenze illecite. Il provvedimento è stato emesso all’esito di articolate indagini che avrebbero fatto emergere turbative nella gara per la concessione del Rione Terra di Pozzuoli; ipotesi di corruzione per ottenere l’aggiudicazione di altra pubblica concessione; intermediazioni illecite sia per l’affare della conversione in struttura alberghiera del Rione Terra, sia per ulteriori appalti pubblici.

    Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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  • Taranto, 29 arresti per associazione di tipo mafioso e voto di scambio

    Taranto, 29 arresti per associazione di tipo mafioso e voto di scambio

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    TARANTO (ITALPRESS) – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Taranto, con il supporto di personale e di mezzi del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, dei Comandi Provinciali di Bari, Lecce, Taranto e Brindisi e della Sezione Aerea di Bari, hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica -D.D.A.- salentina, applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 29 soggetti (26 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) e del sequestro preventivo di beni del valore complessivo di circa 6,4 milioni di euro. Gli arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, delle ipotesi di reato di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione e detenzione illegale di armi.
    Le pertinenti indagini, anche di natura tecnica, coordinate in ogni loro fase dalla Procura della Repubblica di Lecce/Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito alle Fiamme Gialle joniche di disvelare la presenza e l’operatività nei Comuni tarantini di Statte e di Crispiano di un presunto gruppo criminale. Nello specifico, è stato rilevato come gli indagati, tra il 2020 e il 2021, avrebbero fatto parte di un’organizzazione di tipo mafioso, dotata di armi, e si sarebbero resi responsabili di numerose condotte illecite concernenti lo scambio elettorale politico-mafioso, la cessione di partite di stupefacenti, la detenzione di armi e l’intestazione fittizia di beni a “prestanome”, nonchè l’esecuzione di efferate attività estorsive, di spedizioni punitive e di attentati incendiari.
    Il “controllo del territorio” sarebbe stato esercitato da alcuni degli indagati anche attraverso il presunto condizionamento delle elezioni amministrative tenutesi a Statte (TA) nell’ottobre del 2021. In questo contesto sarebbe difatti emerso che uno degli indagati, attraverso propri fiduciari, si sarebbe concretamente adoperato per la raccolta di voti in favore di alcuni candidati, oggi amministratori di vertice del Comune, ottenendo in cambio somme di denaro, buoni pasto e schede carburanti, nonchè l’impegno a favorire la concessione di autorizzazioni e di commesse pubbliche a imprese compiacenti. Avrebbe contribuito all’illecita raccolta di voti anche un dirigente amministrativo di una società di servizi tarantina. A questo proposito sarebbe difatti emerso che l’uomo, per il tramite di fiduciari, avrebbe interessato un componente della presunta associazione mafiosa perchè reperisse preferenze elettorali, promettendogli in cambio l’assunzione nell’azienda di servizi e l’affidamento di commesse.
    Ancora, per eludere l’applicazione di misure di prevenzione patrimoniali alcuni indagati avrebbero intestato fittiziamente a “prestanome” imprese, beni mobili e immobili ubicati a Taranto e a Statte.
    A riscontro delle evidenze acquisite attraverso le indagini tecniche, nel novembre e dicembre 2021 il Nucleo PEF Taranto ha sottoposto a sequestro a carico di alcuni indagati ingenti quantità di sostanze stupefacenti, del tipo hashish e cocaina, somme in contanti per oltre 50 mila euro e diversi orologi Rolex di notevole valore economico. In applicazione del provvedimento cautelare sono stati inoltre sottoposti a sequestro “per sproporzione” anche beni di ingiustificata provenienza riconducibili ad alcuni indagati del valore complessivo di circa 6,4 milioni di euro, tra i quali appartamenti, locali commerciali e box, nonchè quote societarie e compendi aziendali di imprese, con sedi a Taranto e in provincia, attive nei settori economici della ristorazione e del commercio di automobili e di frutta e verdura. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni locali e personali nei confronti di 30 soggetti, interessati dalle indagini in ordine alle ipotesi di reato di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi.

    foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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  • Regionali, Tajani “Centrodestra sarà coeso come ha sempre fatto”

    Regionali, Tajani “Centrodestra sarà coeso come ha sempre fatto”

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    ROMA (ITALPRESS) – In Sardegna “non abbiamo da proporre un candidato: è una scelta che devono fare Fratelli d’Italia e la Lega. Confermiamo la nostra fiducia al presidente Cirio in Piemonte e al presidente Bardi in Basilicata”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a “Non stop news” su Rtl 102.5. “Noi vogliamo la coesione del centrodestra, ma sono sicuro che alla fine ci sarà come abbiamo sempre fatto”, ha aggiunto. Bardi “è un presidente che ha lavorato molto bene in Basilicata, è il miglior candidato possibile quindi per quanto ci riguarda lui continuerà a fare il presidente della Regione perchè è il miglior candidato possibile per far vincere il centrodestra in quella regione”, ha spiegato Tajani. Quanto alle elezioni europee, ha ribadito che “npn posso decidere nulla prima del congresso nazionale di Forza Italia che si svolgerà il 23 e il 24 febbraio a Roma. Sarebbe scorretto da parte mia, ma non ho alcun problema a candidarmi. Ne parlerò con Giorgia Meloni e con Matteo Salvini perchè credo che dovremo trovare una sintesi insieme. Fare una campagna elettorale rischia di distogliere la mia attenzione dall’attività di governo”, ha concluso.
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  • Il Milan batte la Roma 3-1 a San Siro

    Il Milan batte la Roma 3-1 a San Siro

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    MILANO (ITALPRESS) – Il Milan supera per 3-1 la Roma nel match del “Meazza” valevole per la ventesima giornata del campionato di Serie A: a segno Adli, Giroud e Theo Hernandez; inutile ai fini del risultato la rete del momentaneo 2-1 di Paredes, su rigore. La squadra giallorossa ha un buon approccio alla partita, dimostrandosi molto aggressiva in fase di possesso palla. Una volta superato l’iniziale momento delicato, gli uomini di Stefano Pioli riescono a passare in vantaggio all’11’ con il primo gol in Serie A di Yacine Adli: il francese riceve da Reijnders, salta un avversario e deposita in fondo al sacco con il mancino. I rossoneri, galvanizzati dalla rete, sfiorano il raddoppio in più occasioni prima con Pulisic e poi con un palo colpito da Theo Hernandez. Al 29′ la Roma ha una grande chance per il pareggio con Celik che, su suggerimento di Cristante, gira verso la porta trovando la pronta risposta di Maignan. La partita viaggia su ritmi molto alti e, nel finale di primo tempo, arrivano le velleitarie conclusioni di Loftus-Cheek e Spinazzola, che non riescono a incidere. Dopo un minuto di recupero si torna negli spogliatoi sul parziale 1-0 in favore del club rossonero.
    Nella ripresa sono sempre i padroni di casa a fare la partita, rendendosi pericolosi prima con un tiro da fuori di Reijnders e poi con un colpo di testa di Gabbia. I tempi sembrano maturi per il 2-0, che arriva puntuale al 56′ con l’incornata vincente di Olivier Giroud su sponda di Kjaer. I giallorossi reagiscono e al 69′ ottengono un calcio di rigore per un ingenuo fallo di Calabria su Pellegrini: Leandro Paredes trasforma dal dischetto e accorcia le distanze. Negli ultimi minuti i capitolini tentano l’assalto finale, ma a segnare sono ancora i rossoneri, che all’84’ chiudono i conti con Theo Hernandez, in gol su splendido assist di tacco di Giroud. Al 90′ il palo impedisce a Musah di calare il poker. In virtù di questo risultato il Milan consolida il terzo posto in classifica con 42 punti, mentre la Roma scivola in nona posizione, a quota 29.
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  • Papa “Le dimissioni una possibilità ma adesso vado avanti”

    Papa “Le dimissioni una possibilità ma adesso vado avanti”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Dimissioni? Non sono nè un pensiero, nè una preoccupazione nè un desiderio. Sono una possibilità aperta a tutti i papi. Ora non sono al centro dei miei pensieri. Finchè sarò in capacità di servire vado avanti”. Lo dice Papa Francesco, intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, sul Nove.
    “La guerra è un’opzione egoistica. E’ il gesto di prendere per sè. La pace è il contrario, tende la mano all’altro – sottolinea il Pontefice -. Le guerre non sono finite dopo la seconda guerra mondiale. Ora ce ne sono due vicino a noi, in Ucraina e in Medio Oriente. Dietro le guerre c’è il commercio delle armi. In questo momento gli investimenti che danno più soldi sono le fabbriche delle armi: investire per uccidere. Questa è una realtà. L’uomo è libero. Quando un uomo potente decide di fare la guerra lo fa in libertà. Tante volte le guerre si allargano anche per provare armi nuove. I morti sono il prezzo che si paga. La guerra distrugge, uccide. Impedisce di sognare. Togliere il sorriso ai bambini è criminale”.
    “E’ difficile fare la pace. Non so perchè ma è così. La speranza è la forza che ci porta avanti. La speranza non delude mai. Dobbiamo aggrapparci alla speranza. E’ come un’ancora, la butti e vai avanti, aggrappato alla corda per arrivare alla spiaggia – dice ancora il Papa -. La speranza non delude, siamo noi a fare e fabbricare delle delusioni. Ogni giorno sento la parrocchia di Gaza, è terribile quanto succede: quanti arabi e israeliani morti. Si distruggono l’uno con l’altro. La guerra è questo, distrugge”, ha aggiunto.
    Alla domanda di Fabio Fazio se si senta più solo dopo l’apertura alla benedizione per le coppie gay, il Pontefice risponde così: “Quando si prende una decisione c’è un prezzo di solitudine da pagare. A volte le decisioni non sono accettate. Ma la maggior parte delle volte in cui la decisione non viene accettata è perchè non si conosce. Se non piace una decisione ci si può confrontare, ma se non si esprime nulla ci si chiude in una resistenza”. “Il Signore benedice tutti. Tutti coloro che sono capaci di essere battezzati, quindi ogni persona, poi la persona deve entrare in contatto con la benedizione e vedere che strada prendere, ma la Chiesa non può condannarle dall’inizio – aggiunge -. Lo dico sempre ai confessori: perdonate tutto. In 54 anni che sono prete ho negato il perdono una volta sola: per l’ipocrisia. Sempre ho perdonato tutto, con la consapevolezza anche che la persona ricadrà, ma il Signore perdona”.
    Quanto alla Chiesa, per Francesco “la riforma più urgente è quella dei cuori delle persone. Le strutture si possono aggiornare, riformare, sono relative al momento storico, ma i cuori vanno riformati tutti i giorni”.
    “Sui migranti c’è tanta crudeltà, da parte di una mafia che li sfrutta e li tortura – dice il Papa -. Sono trattati tante volte come cose. Penso alla tragedia di Cutro. Ognuno ha il diritto di rimanere nel proprio paese e di migrare, vanno rispettati entrambi. Non chiudete le porte, per favore. Molti Paesi non fanno figli, l’immigrazione gestita bene potrebbe aiutare”.
    “Dio non si stanca di perdonare. Dio perdona sempre. Siamo noi a stancarci di chiedere perdono. E’ questo il problema. Il cuore aperto al perdono lo trova da parte di Gesù. Il cuore indurito è incapace di chiedere perdono”, afferma il Papa, che alla domanda su cosa gli faccia paura risponde così: “L’escalation bellica. La capacità di autodistruzione che oggi ha l’umanità. Mi chiedo come finiremo, con le armi nucleari. Finiremo come l’Arca di Noè?”. Di contro “la tenerezza dei bambini mi fa sorridere. E poi i nonni, non solo perchè sono miei coetanei. A me piace parlare con i nonni, hanno saggezza i nonni. Dobbiamo parlare con i bambini, ascoltarli, e parlare con i nonni, ascoltare le loro storie”.
    A una domanda sul suo Paese, il Papa replica: “L’Argentina mi preoccupa, c’è tanta gente che soffre. Nella seconda parte dell’anno vorrei andarci”.

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  • Usa 2024, in Iowa inizia la resa dei conti tra le due Americhe

    Usa 2024, in Iowa inizia la resa dei conti tra le due Americhe

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con i caucus in Iowa, partono lunedì ufficialmente le elezioni per la Casa Bianca 2024. Il primo appuntamento coinvolge solo il partito repubblicano (quello democratico ha tolto il “privilegio della partenza” allo stato del Midwest) e sono rimasti in 4 a contendersi i delegati per la Convention di Milwaukee che questa estate sceglierà il candidato del GOP alla presidenza. In pole position (con il 48% secondo l’ultimissimo poll del The Des Moines Register-NBC News-Mediacom), c’è Donald Trump, già 45esimo Presidente degli USA. Poi per il secondo posto, con enorme distacco dal primo, lottano il governatore della Florida, l’italoamericano Ron DeSantis e l’ex governatrice della Sud Carolina ed ex ambasciatrice all’ONU (nell’amministrazione Trump) Nikki Haley, che col 20% avrebbe superato per la prima volta il rivale in Iowa. Ancora più indietro ma non vuol mollare, l’imprenditore Vivek Ramaswamy. Anche unendo i consensi dei tre inseguitori, Trump resterebbe in testa.
    L’Iowa è uno stato che darà soltanto 40 delegati alla Convention repubblicana (equivalente al 1,6% del totale dei delegati dai 50 stati, inoltre distribuiti in maniera proporzionale, il vincente non li prende tutti), quindi lo stato del Midwest è un peso piuma nella scelta finale del partito. Eppure questa prima tappa, più degli altri anni, è attesa con il fiato sospeso da milioni di americani. Sarà la prima verifica ai sondaggi che da mesi indicano tra i repubblicani Trump in testa non solo in Iowa, ma in tutti gli stati dell’Unione. All’indomani dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 da parte di una folla di MAGA (supporter del Make America Great Again trumpiano) che voleva interrompere l’ufficializzazione dell’”imbroglio elettorale” che aveva dato vincente Joe Biden, la stella folla che aveva ascoltato quella mattina un comizio di Trump in cui l’allora presidente incitava i suoi supporter a “combattere come all’inferno altrimenti non avremo più un paese”, chi avrebbe potuto immaginare che tre anni dopo, sarebbe stato ancora lui il candidato alla presidenza da battere?
    Dato che si stenta ancora a crederlo, ecco che l’Iowa confermerà o meno all’America e al mondo l’accuratezza di questi sondaggi e ciò che ci aspetta nei prossimi mesi.Se lunedì sera in Iowa, la performance elettorale di Trump sarà confermata con il distacco dagli avversari vicino a quello che indicano i poll, un brivido salirà nella schiena di chi crede, come il presidente Biden, che con una rielezione di Trump la democrazia americana, almeno come è stata conosciuta finora, rischia di soccombere. Un risultato che farà esplodere di gioia invece milioni di americani che, al contrario, ritengono che con il ritorno di Trump alla Casa Bianca si compia la rivincita su un sistema “corrotto” che nel 2020 avrebbe “truccato” la democrazia degli USA. Ma se pur risultando vincente, alla fine il consenso dato a Trump rispetto a quello ricevuto da Haley o DeSantis, non risultasse così ampio, ecco che un’ ondata di scetticismo si abbatterebbe sui sondaggi, che in questo caso avrebbero esagerato nell’interpretare l’umore “ribelle” dell’America.
    Per questo l’appuntamento elettorale in Iowa è così atteso. Non per il suo peso politico sul risultato finale alla Convention (accade spesso che chi prevale sui caucus in Iowa non vinca la nomination), ma per capire quanto il vero “pericolo” (o “riscatto”) di Trump sia reale. Su queste elezioni, prima che si arrivi al traguardo del 5 novembre, peseranno come macigni la serie di processi in cui l’ex presidente resta invischiato. E’ vero, nelle primarie, come sostiene per esempio il concorrente DeSantis, invece di danneggiarlo, avrebbe dato una spinta a colui che si autoproclama “perseguitato politico”. Ma, sempre secondo alcuni sondaggi, se Trump venisse condannato prima delle elezioni (e se la Corte Suprema consentirà di arrivarci a queste condanne), soprattutto nei processi in cui è accusato di aver cospirato contro il diritto costituzionale dei cittadini americani di eleggere democraticamente il presidente, a Trump gli resterebbe solo la base MAGA a sostenerne ancora la candidatura. A questo punto, chi sarà in quel momento secondo nelle primarie, diventerà il candidato del GOP ritenuto valido per poter vincere le elezioni di novembre.
    Ma soprattutto il voto negli Stati Uniti che inizia lunedì sera nell’Iowa gelato da condizioni meteo record, non ha nulla in comune con tutte le altre elezioni degli ultimi due secoli. Vengono i brividi a scriverlo, ma se ci sono delle similitudini, sono con il periodo (1850-1860) che precedette la vittoria di Abraham Lincoln: nel modo in cui oggi, il più potente paese del mondo, si ritrovi di nuovo diviso dal sospetto e, in certi casi, dall’odio, per il campo politico avversario. I brividi addosso non resteranno per il freddo polare dell’Iowa di questi giorni. Se quattro anni fa la situazione in cui l’America iniziava il suo percorso elettorale, veniva ritenuta “molto grave”, per una pandemia terrorizzante, l’economia paralizzata e le proteste nazionali per gravi crimini razziali, nel 2024, le elezioni presidenziali USA si tengono con lo spettro apparso il 6 gennaio 2021. Uno spettro che ha ipnotizzato un intero paese spaccandolo tra chi crede che tre anni fa a Washington ci sia stato un tentativo di insurrezione fermato in extremis, e dall’altra chi ritiene sia stata una “bella giornata di patriottismo” contro chi aveva “truccato le elezioni” e rivoterà per Trump. (ITALPRESS) – (SEGUE). Alla vigilia dell’Iowa, il New York Times ha pubblicato una inchiesta condotta tra alcuni cittadini che si recheranno a votare nello stato del Midwest, in cui si mette in risalto come in parecchi temono che si sia alla vigilia della resa dei conti tra le due Americhe: non si chiamano più quelle dei sudisti e dei nordisti, ma dei “red” (rosso, dal colore dato agli stati a maggioranza repubblicana) e dei “blu” (democratici). Persino lo storico di Yale, David Blight, tra i maggiori esperti del periodo della guerra civile, conferma che, per quanto riguarda la presenza di “divisioni” che possono mettere in serio pericolo l’esperimento democratico degli USA, “siamo in uno di questi periodi, non c’è dubbio”. Esagerazioni? In un sondaggio del Public Religion Research Institute pubblicato ad ottobre, il 25% degli americani concorda sul fatto che “i veri patrioti americani potrebbero dover ricorrere alla violenza per salvare il nostro Paese”. Già, uno spettro si aggira per l’America e da questo primo voto in Iowa si potrà capire quanti danni ancora farà o se verrà spazzato via.

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  • L’Udinese ferma la Fiorentina, 2-2 al Franchi

    L’Udinese ferma la Fiorentina, 2-2 al Franchi

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    FIRENZE (ITALPRESS) – Fiorentina e Udinese pareggiano 2-2 al termine di una gara vibrante, che lascia più rimpianti alla formazione allenata da Cioffi, che pur essendo andata due volte avanti nel punteggio non è riuscita poi a capitalizzare. Soprattutto a lasciare l’amaro in bocca agli ospiti è il secondo vantaggio, con gol del neo entrato Thauvin, vanificato da un fallo di mano di Ferreira in area, con conseguente pareggio dagli undici metri dell’altro neo entrato Nzola. Coraggiosi e mai domi, comunque, i padroni di casa, che a tempo ormai scaduto hanno centrato un palo con Bonaventura.
    Il primo tempo è un monologo quasi ininterrotto dei friulani, che capitalizzano solo in parte grazie alla rete di Lovric dopo dieci minuti con l’austriaco naturalizzato sloveno che viene servito da Lucca. Lo stesso Lucca prima, Samardzic poi e infine Pereyra esaltano invece i riflessi di Terracciano, che tiene aperta la partita, con i gigliati però incapaci di reagire e di rendersi pericolosi in fase offensiva.
    A inizio ripresa Italiano ridisegna subito la sua Fiorentina, fuori Kayode e Duncan, dentro il neo acquisto Faraoni e Arthur. Proprio l’ultimo arrivato in casa viola è l’autore dell’assist su cui Beltran pareggia al 55′ staccando di testa in mezzO alla difesa bianconera. La risposta di Cioffi è un triplice cambio in contemporanea, con dentro Thauvin, Success ed Ehizibue. Proprio Thauvin al 63′ centra un palo che è frutto di una carambola su una parata non perfetta di Terracciano, che poi però afferra la sfera. Il francese stesso ha modo di rifarsi al 72′ quando su assist di Lovric, il migliore in campo, infila il portiere gigliato. La Fiorentina potrebbe accusare il colpo ma non lo fa e a 4′ dalla fine pareggia su calcio di rigore. Dal dischetto realizza Nzola, poi il palo di Bonaventura nega ai gigliati a tempo quasi scaduto l’insperato successo.
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  • Cagliari vince in rimonta, il Bologna cede per 2-1

    Cagliari vince in rimonta, il Bologna cede per 2-1

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    CAGLIARI (ITALPRESS) – Nel match delle 15 della ventesima giornata di Serie A, il Cagliari batte 2-1 il Bologna e ritrova una vittoria che mancava da quattro partite. All’Unipol Domus il Cagliari è cinico e si fa bastare solo due tiri in porta per vincere la partita: per i sardi sono decisivi il gol di Petagna e l’autorete di Calafiori, mentre per il Bologna Orsolini aveva firmato l’iniziale vantaggio. Un successo pesante che proietta il Cagliari fuori dalla zona retrocessione, al sedicesimo posto. Thiago Motta deve fare i conti con la squalifica di Zirkzee e un Bologna falcidiato dagli infortuni nel settore offensivo; non se la passa tanto meglio anche il Cagliari, privo di Luvumbo, Oristanio e Shomurodov. La prima frazione di gioco si rivela equilibrata, oltre che divertente e giocata su discreti ritmi. Il Bologna domina il possesso palla, mentre il Cagliari prova a sfruttare l’arma del contropiede. Dopo undici minuti, Viola sfiora l’eurogol da centrocampo, provando a sorprendere Skorupski con un tiro alto di poco. Il Bologna passa in vantaggio al 24′, grazie ad Orsolini, autore di una giocata da vero fuoriclasse: l’ala italiana vince il duello sulla corsia di destra con Dossena e batte Scuffet con un delizioso pallonetto. Il Cagliari non si scompone ed alza immediatamente il proprio baricentro e l’intensità di gioco. Petagna, dopo una prima mezz’ora incolore, entra finalmente in partita e sigla il gol del 1-1. L’ex Monza mette giù il bel lancio di Dossena, salta secco Skorupski e deposita a porta vuota la rete del pareggio. Non solo il gol, ma anche tanta sostanza per Petagna, prezioso nelle sponde e nell’aiuto ai compagni. Nella ripresa cala l’intensità rispetto alla prima frazione e scarseggiano le occasioni da gol. Il giro palla del Bologna manca di concretezza offensiva e Van Hooijdonk sembra un oggetto misterioso. Alla prima occasione concreta del secondo tempo il Cagliari trova la rete del 2-1: al 69′ su sviluppo di corner, Wieteska rimette il pallone in mezzo, trovando la sfortunata autorete di Calafiori. Gli ospiti si riversano a testa bassa nella metà campo sarda e Thiago Motta inserisce anche Fabbian e Moro. Al 82′ Freuler calcia forte dall’appendice dell’area di rigore, trovando, però, la super risposta di Scuffet. L’assedio finale del Bologna si rivela inconcludente e il Cagliari può così festeggiare una vittoria sofferta e arrivata dopo una solida prestazione. Continua, invece, il momento “no” del Bologna, fermo al sesto posto e senza vittoria da quattro partite.
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  • In Australia ok Sinner e Arnaldi, altro stop per Berrettini

    In Australia ok Sinner e Arnaldi, altro stop per Berrettini

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    ROMA (ITALPRESS) – Buona la prima per Jannik Sinner e Matteo Arnaldi. Altro forfait per Matteo Berrettini, ko al terzo set Lucia Bronzetti. Queste le notizie principali, in chiave azzurra, al termine della prima giornata di gare al Melbourne Park, dove sono iniziati gli Australian Open di tennis, prima prova stagionale del Grande Slam. Sul cemento della Rod Laver Arena, ha aperto le danze Sinner: l’altoatesino, numero 4 del mondo e del seeding, ha piegato l’olandese Botic Van De Zandschulp, 59 del ranking internazionale, con un eloquente 6-4 7-5 6-3. Al secondo turno il numero uno azzurro sfiderà un altro giocatore dei Paesi Bassi, ovvero Jesper De Jong, proveniente dalle qualificazioni. Rotonda anche l’affermazione di Arnaldi, che si è imposto sull’australiano Adam Walton, in gara grazie a una wild card, col punteggio di 7-6(5) 6-2 6-4. Sulla strada del ligure, 41 del mondo, nel prossimo match il vincente della sfida fra Alex De Mianur, decima forza del tabellone, e il “veterano” Milos Raonic.
    Saluta, di contro, Melbourne senza nemmeno scendere in campo Berrettini. Il tennista romano ha alzato bandiera bianca per l’ennesimo infortunio dell’ultimo periodo: questa volta un problema al piede destro ha costretto l’azzurro ha rinunciare al “proibitivo” match di primo turno, nel quale avrebbe dovuto affrontare il greco Stefanos Tsitsipas, finalista lo scorso anno nel Major australiano. Domani, con Berrettini out, toccherà a Lorenzo Musetti e a Flavio Cobolli fare il proprio debutto nel main draw di Melbourne. Il tennista di Carrara, numero 25 del tabellone, affronta il francese Benjamin Bonzi; quello di Firenze, promosso dalle qualificazioni, sfida il cileno Nicolas Jarry. Aspetteranno fino a martedì per il debutto, infine, Lorenzo Sonego e il qualificato Giulio Zeppieri.
    Eliminata, invece, la prima giocatrice italiana impegnata nel torneo femminile. Bronzetti, 56 del ranking Wta, ha lottato alla pari contro la ucraina Lesia Tsurenko, 32 del mondo e 28esima forza del seeding, prima di cedere col punteggio di 3-6 7-5 6-3.
    Domani toccherà esordire alla numero uno azzurra, Jasmine Paolini, 26esima favorita del seeding, opposta alla russa Diana Shnaider. In campo anche Sara Errani, entrata in extremis nel main draw, grazie al forfait di Madison Keys, che sfida la “padrona di casa” Storm Hunter, promossa dal tabellone cadetto. In attesa di giocare la prima martedì, a ruota, Camila Giorgi, Martina Trevisan ed Elisabetta Cocciaretto.
    Parlando dei “big” hanno superato il primo ostacolo, con non poca fatica, il campione in carica Nole Djokovic, Andrey Rublev, Taylor Fritz e Frances Tiafoe. Domani toccherà a Daniil Medvedev, martedì a Carlos Alcaraz. Nel torneo femminile, poi, buon debutto per la vincitrice dello scorso anno, Aryna Sabalenka, emulata dalla rientrante Caroline Wozniacki, da Maria Sakkari e da Barbora Krejcikova. Eliminata Ljudmila Samsonova; domani il “ritorno” di Naomi Osaka; martedì l’esordio della numero uno del mondo, Iga Swiatek.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).