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  • Ricci ricorda Drive In, lo show che ha rivoluzionato il piccolo schermo

    Ricci ricorda Drive In, lo show che ha rivoluzionato il piccolo schermo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – “Se dovessi fare un paragone, Drive In è stato come l’arrivo dell’Iphone oggi: una sorta di viralità prima di Internet. Aveva una comicità molto diretta e surreale e una satira anche politica che oggi è difficile trovare in giro”. Insomma Drive In, il celebre programma ideato da Antonio Ricci diventato un cult negli anni ’80, è stato quasi una rivoluzione per la TV. A dirlo però non è uno dei protagonisti dello show, ma qualcuno che all’epoca aveva circa 6 anni e lo guardava con tutta la famiglia: Alessandro Cattelan. Il suo entusiasmo per l’eredità di Drive In si inserisce alla perfezione in questi giorni nei quali ricorre il 40° anniversario dall’inizio del programma di Italia 1. E proprio su questo importante anniversario per il piccolo schermo che si è tenuto oggi all’Università Cattolica di Milano il workshop “40 anni di Drive in. La trasmissione che ha cambiato la storia della TV”.
    In un’aula affollata di numerosi studenti, l’eredità di Drive In è stata raccontata oltre che da Cattelan dalle conduttrici televisive Barbara Palombelli e Victoria Cabello e dal massmediologo Carlo Freccero. Ma l’ospite d’onore non poteva che essere il padre di Drive In: Antonio Ricci. Ma come è nato un programma che ha ridere milioni di spettatori? Uno show che, è doveroso ricordare, ha avuto un cast di attori e comici di grande peso: Gianfranco D’Angelo, Giorgio Faletti, Ezio Greggio, Carmen Russo, Massimo Boldi. Teo Teocoli, Sergio Vastano, Enrico Beruschi. Per Ricci, il segreto sta negli consigli che gli ha trasmesso Enzo Trapani. “Era un regista ribelle ritenuto un teppista dalla Rai. Ricordo che davanti al cavallo della Rai mi disse: ‘qui dentro ci sono 20mila persone che lavoreranno contro di tè – ha raccontato Ricci – Mi ha insegnato che è talmente importante e costoso mettere in piedi una produzione che non puoi interromperla a meno che non procuri enormi danni: quindi se hai in mano la tua idea, devi andare avanti perchè se ti fermi i danni economico-industriali sono enormi. Ho imparato a montare e sapevo cosa potevo fare. Grazie a lui, sono entrato dalla porta principale del varietà, ma ho sempre tenuto in mente i suoi insegnamenti anche con Drive-In”.
    Come ha sottolineato Carlo Freccero, il tratto distintivo del programma e perno di quel cambiamento di estetica e linguaggio nella TV riconosciuto dallo stesso Umberto Eco è stato il ritmo intenso dei contenuti. “In una puntata di Drive In da 90 minuti c’erano ben 50 situazioni diverse e ognuna andava scritta. C’erano attori che scrivevano da soli, attori che scrivevano fino ad un certo punto e altri che in fase di scrittura andavano assistiti in toto” , ha spiegato Ricci aggiungendo che “la satira politica era determinante, ma la novità era che lo spettatore non si era mai trovato davanti ad un ‘bombardamentì del genere, tutto era condensato in un ritmo infernale”. Poi Ricci si è concesso una battuta: “nessuno sapeva cosa facessimo. Quando ci hanno scoperti, era già passato un anno. Non potevamo tornare indietro e tutti i comici della Rai cominciarono a dire ‘perchè non lo facciamo anche noi?”.
    Ma è stata Barbara Palombelli a ricordare cosa ha significato Drive In per gli italiani. “Il 1983 fu un anno di rottura: per la prima volta si passava da un governo guidato dalla DC ad uno con il socialista Bettino Craxi. Ma venivamo anche da una guerra, quella contro il terrorismo. C’era quindi voglia di vivere e ridere – ha dichiarato – Quello che cambiò Drive In fu l’idea di divertirsi stando in casa: era una rivoluzione, ma anche un commento alla società di fuori”. Per Victoria Cabello “Drive In ha tratteggiato gli italiani in maniera precisa e forse il suo successo è dovuto proprio al fatto che molte persone ci si riconoscevano. Chi ha vissuto drive in, ancora oggi si ricorda i tormentoni, i comici…”. Un programma quindi che parlava agli italiani, ne faceva satira, li faceva divertire. Ma il cuore pulsante dello show era, come ha affermato Ricci, “una presa in giro degli americani”.
    “All’epoca vedevo l’Italia come il possibile parcheggio delle testate nucleari americane. Così abbiamo fatto una satira sugli anni di Reagan e dei denari facili – ha spiegato – Le ragazze del Fast food erano vestite come le pin-up americane. Quello che colpiva era l’ironia delle ragazze: c’era Carmen Russo che recitava la svampita in maniera così distaccata e divertente. Volevo che Drive In per i colori avesse la trama di Topolino: la vittoria dei colori sul grigio. Una trasmissione come Drive In oggi sarebbe impossibile da replicare: non tanto per i contenuti o per i personaggi emergenti da inserire, ma perchè mettere insieme una produzione di grande peso è molto pesante”.

    foto: xh7/Italpress

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  • Suzuki, edizione speciale Yoru per Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid

    Suzuki, edizione speciale Yoru per Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Il mercato dei SUV compatti e delle crossover si fa sempre più affollato e in uno scenario tanto variegato la parola d’ordine diventa distinguersi. Suzuki, pioniera e protagonista del segmento SUV fin dal 1988 con la prima Vitara, da allora è rimasta l’indiscusso punto di riferimento della categoria e oggi riafferma la sua capacità di intercettare i bisogni del pubblico e introduce in listino un nuovo allestimento per Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid.
    Si tratta delle versioni Yoru, caratterizzate dalla combinazione di colorazioni uniche ispirate ai colori della notte e dettagli esclusivi, con una dotazione di serie di livello superiore, rigorosamente equipaggiate come da DNA del marchio con tecnologia 4×4 AllGrip. Il termine YORU, indica nella lingua giapponese il momento in cui la notte si fa più scura e la luna e le stelle sono più visibili ad occhio nudo. Tutto questo ha ispirato la livrea che troviamo sulla Vitara Hybrid Yoru, basata sull’accostamento del blu della notte per la porzione inferiore dei lamierati e dell’argento della Luna per quella superiore.
    La S-Cross Hybrid Yoru intervalla invece il cielo notturno, rappresentato dalla vernice metallizzata Blu Capri, con elementi a contrasto, come le calotte degli specchi e gli skid plate anteriori e posteriori argento. L’allestimento prevede, per entrambe le vetture, il tetto apribile panoramico elettrico compreso di tendina oscurante. Questo dona al tetto una completa pannellatura in vetro panoramico, completamente apribile, che lo rende una finestra privilegiata ed ideale per l’osservazione delle stelle. Completa l’allestimento Yoru l’adozione per entrambe le vetture della trazione 4WD AllGrip Select che grazie alla sua tecnologia e al selettore di guida permette in qualsiasi istante di evadere dalla città e immergersi in sicurezza nella natura. Prezzo di lancio di 29.490 euro per Vitara Hybrid Yoru e 31.490 euro per S-Cross Hybrid Yoru.

    foto: ufficio stampa Suzuki Italia

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  • La rigenerazione urbana soluzione per fermare il consumo di suolo

    La rigenerazione urbana soluzione per fermare il consumo di suolo

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    MILANO (ITALPRESS) – L’obiettivo è quello di fermare il consumo di suolo, la soluzione è la rigenerazione urbana, per migliorare le città e la vita collettiva senza occupare ulteriore terreno. Se n’è discusso all’evento “Non ci resta che rigenerare” organizzato da Economy Group a Milano nella sede della Camera di Commercio. La strada verso un mondo rigenerato non è così impervia, però, e lo conferma Mario Breglia, fondatore e presidente di Scenari Immobiliari, che è arrivato ad affermare che nel 2050 i cantieri in Italia riguarderanno soltanto case rigenerate. Anche la legislazione va in questo senso. “Abbiamo letto in questi giorni – ha detto Breglia – che la nuova legislatura europea pensa di portare a termine una trentina di provvedimenti sul green. Forse 30 sono troppi, ma è un tema che ritornerà. Il mondo va in questa direzione e non potremo più tornare indietro”.
    A partire dal 21 novembre ampliata l’operatività dei Ristori da 300 milioni di euro riservati alle imprese colpite dall’alluvione in Emilia-Romagna. La nuova misura, destinata a indennizzare le perdite di reddito per sospensione dell’attività per un importo massimo concedibile di 5 milioni di euro, è rivolta a tutte le tipologie di impresa con un fatturato estero minimo pari al 3%.
    Anche l’Italia sta facendo la propria parte. La conferma è arrivata al convegno in diretta dal capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, che ha illustrato la volontà della maggioranza del governo di portare in aula una legge sulla rigenerazione urbana nel 2024. “In Italia – spiega – ci sono delle differenze tra le Regioni e i comuni. Vogliamo da un lato creare una legge quadro che metta ordine tra leggi buone come quella del Lazio, dove prima governava il centro sinistra, e leggi meno buone”.
    La strada, quindi, è segnata, ma ci sono ancora diversi nodi e questioni aperte, anche se molto è già stato fatto, soprattutto nei centri cittadini. “Il patrimonio italiano – ha spiegato Breglia – è per il 93% costruito nel secolo scorso. Il tema dell’abbandono è importante. Si è fatto molto in questi anni, ma dalle analisi che abbiamo fatto risulta che negli ultimi 10 anni sono stati recuperati 312 chilometri quadrati di territorio. Il 45% di quello recuperato è residenziale. Il 40% ha rappresentato funzioni pubbliche”. E poi c’è la questione delle periferie che è stata affrontata dal sociologo Mario Abis. “Anche a Milano – ha detto – che pure è nota per la ricchezza del patrimonio edilizio abbiamo periferie degradate dove il tema della casa è critico. La politica assente della casa ha creato forme di devianza sociale. Il tema numero 1 è quello della sicurezza, che è legato a doppio filo alla casa”. Ha spiegato, infatti, Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e al Patrimonio Immobiliare del Comune di Milano: “Nelle città sulla sicurezza si abbattono i primi effetti violenti della poli crisi, cioè l’insieme di più crisi che nel post covid hanno colpito il nostro mondo”. Per questo il Comune utilizza la formula della rigenerazione urbana partendo da pezzi del suo patrimonio per abilitare soggetti a forte impatto sociale.
    Qualsiasi ragionamento riguardo al settore immobiliare oggi non può non tenere conto della situazione demografica e di quella delle famiglie, anche per progettare le future abitazioni: “Abbiamo bisogno di case più piccole – dice il presidente di Assimmobiliare Davide Albertini Petroni – In media le case di oggi sono state costruite nel dopo guerra, quando le famiglie avevano tre figli. Abbiamo studenti e professionisti giovani che chiedono maggiore mobilità da una parte e poi c’è la popolazione anziana che vuole casa con tutta una serie di servizi”.
    Il cambiamento, a livello di sistema Paese, richiede comunque una serie di interventi che comportano dei costi. “Il finanziamento iniziale legato alla rigenerazione urbana era di 100 miliardi – dice Paola Marone, presidente Federcostruzioni – invece oggi a causa degli eventi catastrofici che ci hanno colpito abbiamo speso 50 miliardi non previsti. La crescita del Pil che abbiamo registrato nel 2021 e nel 2022, è dovuto al 50% alla filiera delle costruzioni e un terzo alle costruzioni in senso stretto. Oggi prevediamo una crescita molto ridotta, al di sotto del 5% che subisce una serie di influenze come l’inflazione e la situazione geopolitica in Europa”.
    Nel proprio sviluppo il settore immobiliare deve poi tenere conto degli sviluppi legati sia al mondo digitale che al green. “Il digitale sta cambiando fortemente i processi – dice Andrea Granelli, consulente e studioso di rigenerazione urbana – L’Italia è ancora poco competitiva rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea. Dobbiamo utilizzare il tema del digitale come un mezzo per implementare i luoghi”.
    Che saranno strutturati anche per essere attrattivi dei talenti come nel caso di Mind, il distretto tecnologico in costruzione a cura di un developer internazionale come Ledlease: lo ha spiegato il direttore di Mind Filippo Tori. “Oggi siamo al 20% del completamento dell’area urbana oggetto dell’intervento”, ha detto. Poi, allargando lo sguardo a tutte le attività del gruppo, ha detto che Lendlease opera “principalmente su quattro continenti ma si concentra molto sulle città che hanno un tasso di crescita demografica e un tasso di concentrazione di talenti molto elevato. In Italia siamo focalizzati solo su Milano, in Europa su Londra e Parigi”.
    La difficoltà non è solo quella di attirare talenti, ma anche capitali come spiega Federico Chiavazza, SDA Professor – Area Amministrazione, Controllo, Finanza Aziendale e Immobiliare presso SDA Bocconi: “In questo momento siamo ancora molto vincolati e personalmente ho lavorato a progetti che non sono decollati perchè la fattibilità economica-finanziaria di questi progetti è irrealizzabile. I valori sono diminuiti e il costo del debito è aumentato. Non abbiamo ancora trovato una ricetta nell’ambito della rigenerazione urbana. Attirare capitali stranieri è molto difficile”.
    In questo merito potrebbe essere lo sviluppo delle aree metropolitane a fare la differenza come spiega Marzia Morena, associate professor, Politecnico di Milano | REC – Real Estate: “Bisogna capire le potenzialità anche dei comuni e delle aree limitrofe alle grandi città. Capire dove si può fare e dove e quali strumenti finanziari si potrebbero utilizzare in certi territori”. Sempre con il dubbio della buona riuscita. “Uno dei maggiori rischi è l’incertezza – spiega Francesco Rovere, senior development manager di AXA IM Alts – In questo settore in Italia è difficile sapere quale sarà l’esito finale di un progetto e l’arco temporale necessario per portarlo a termine”.
    La rigenerazione urbana passa per forza dalle direttive che riguardano la transizione green, che a breve vedrà notevoli cambiamenti. “Il 7 dicembre – spiega Michela Musso, direttore generale Abaco Team – la direttiva casa green diventa realtà, Entro il 2030 bisognerà riqualificare il capitale urbano nella classe e ed entro il 2033 nella classe d. Oltre il 70% della popolazione nazionale vive in case di proprietà. Tutto il costruito che oggi abbiamo in classe f/g se non verrà riqualificato inizierà a perdere valore. Se da una parte facciamo progetti di riqualificazione urbana dall’altra parte abbiamo l’alto rischio che intere aree urbane si degradino. La rigenerazione urbana funziona se l’immobile acquisisce valore nel tempo”.
    Diventa fondamentale quindi la manutenzione e l’adeguamento tecnologico, come spiega Francesco Ricciardi, senior manager institutional affairs di Renovit S.p.A (Gruppo Snam): “La riqualificazione energetica unita a un’attività di manutenzione nel tempo ci consente di avere una maggiore rigenerazione urbana”.
    Sulla stessa linea d’onda Sandro Scalinci, amministratore delegato Lokavis Energy srl che dice: “Non facciamo interventi di grandi dimensioni ma cerchiamo di non far perdere competitività, che è uno dei problemi più grossi”.

    – foto ufficio stampa Economy Group –
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  • Coppa degli Assi, Gaudiano protagonista della seconda giornata

    Coppa degli Assi, Gaudiano protagonista della seconda giornata

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    PALERMO (ITALPRESS) – E’ stato intenso il programma della seconda delle quattro giornate sulle quali si articola la “Coppa degli Assi” la cui 38^ edizione, iniziata ieri, si concluderà domenica 3 con l’atteso “Gran Prix” dotato di un montepremi di 80mila euro (su 200 complessivi per questa seconda parte della due settimane dedicate all’equitazione). Delle sette gare di oggi la centrale, Longines Ranking con montepremi di 26.300 euro, è stata vinta dal carabiniere Emanuele Gaudiano (Crack Balau) che si è ripetuto in chiusura stavolta in sella a “Vasco 118” aggiudicandosi anche la settima gara (a tempo con ostacoli 1,40 cm). In apertura di giornata sul campo in terra “Giuseppe Di Matteo” primati in ex-aequo per quattro concorrenti nella gara per Cavalli Giovani 5 anni. A seguire i successi di Nathan Vicini (Touquet Vh Daalhof) nella gara con ostacoli a 115 cm e del catanese Giuseppe Carrabotta (Meraviglia del Castello) fra i Giovani Cavalli 6 anni. Le prime due gare sul campo in erba “Tommaso Lequio di Assaba” sono state vinte da Lorenzo Correddu (Ulissa) la Bologna Srl (h 1,25) e dalla sua fidanzata Elisa Chimirri che si è aggiudicata la gara Noon srl (h 1,35) in sella a Califfa Mild.
    Nel corso della giornata visita del neo assessore allo Sport e Turismo del Comune di Palermo, Alessandro Anello. “Grande emozione, 12anni fa nello stesso ruolo ho avuto il privilegio di aprire la manifestazione. E’ un vero e proprio evento storico e con questo palcoscenico non potrà che migliorare nel corso del tempo. L’obiettivo dell’assessorato allo sport è proprio quello di rilanciarla – ha detto Anello – lo merita anche il pubblico che ha risposto con entusiasmo. E domenica per il Grand Prix vi sarà sicuramente la folla delle grandi occasioni”.
    La Fiera Mediterranea del Cavallo è stata al centro dell’attenzione del dirigente generale dell’assessorato regionale alle Attività produttive, Carmelo Frittitta: “Per il quinto anno consecutivo – ha detto il dirigente – si ripete l’iniziativa della Fiera Mediterranea del cavallo, convintamente sostenuta dall’Assessorato a sostegno del settore ippico ed equestre in generale, perchè può dare tanto all’economia siciliana. C’è un indotto che si muove attorno a questo importante comparto e la nostra presenza intende promuoverlo”.
    Il programma di domani, sabato, con inizio alle ore 8.30 comprende 8 gare. Due del Tour Giovani Cavalli (5 e 6 anni di età) presso il campo “Giuseppe Di Matteo” ed una a tempo in due fasi con altezza ostacoli 115 cm sul campo in terra. Su quello in erba si disputeranno nell’ordine: la gara con montepremi da 10.000 euro e ostacoli alti 140 cm by LPS Group srl, a seguire quelle a due fasi con altezza ostacoli rispettivamente da 130 -Noon srl- e 135 cm- Jeep-. La penultima e gara clou di giornata (Longines) valevole per la classifica “Ranking” con ostacoli alti 145 cm è dotata di un montepremi di 26.300 euro. Chiuderà la giornata la gara – Città di Palermo – a tempo con altezza ostacoli da 125 cm.
    Per la prima di gara di oggi (Giovani Cavalli di 5 anni) ex aequo per tutti e quattro i partecipanti: Maria Luigi Gabriele Vetrano, Giuseppe Carrabotta, Luigi Dario Agosta e Claudia Orlandi. Nella successiva a tempo (h. 1,15) affermazione di Nathan Vicini in sella a “Touquet Vh Daalhof”. Seconda l’amazzone Yasmine Arnaud su “Cialis”. Al terzo posto invece il cavaliere Emanuele Impiccichè in sella a “Kadance Vdl”.
    Chiusura della prima parte della giornata con la gara per Giovani Cavalli 6 anni dove ha primeggiato ancora una volta il catanese Giuseppe Carrabotta su “Meraviglia del Castello”. Seguito in classifica da Renato Agosta in sella a “Vodka Ice”. Terzo posto per l’amazzone Manuela Piccolo in sella a “Bless My Malavita”. Tutti i partecipanti hanno realizzato un percorso netto.
    Sul campo in erba “Tommaso Lequio di Assaba” sono proseguite le ultime quattro competizioni di oggi. E’ Lorenzo Correddu su “Ulissa” il vincitore della quarta con ostacoli alti 125 cm by Bologna S.r.l. Secondo posto per Nathan Vicini (n.1 della seconda gara) in sella a “Irwina Des Hauts Droits”. Terzo Giuseppe Carrabotta. Il cavaliere catanese continua a salire sul podio delle diverse competizioni in corso di svolgimento a “La Favorita”. A premiare Lorenzo Correddu il giudice Netty Tissen e Roberto Gentile di Bologna S.r.l.
    Per la quinta competizione (by Noon S.r.l.) a tempo in due fasi con altezza ostacoli 135 cm, ha primeggiato l’amazzone Elisa Chimirri in sella a “Califfa Mild”. Seconda Martina Simoni su “Calatino”. Terzo posto per Lorenzo Correddu (Liberty Life). A premiare la vincitrice Fabio Carducci, direttore commerciale di Noon S.r.l.
    La “Coppa degli Assi” e la “Fiera Mediterranea del Cavallo” sono organizzate dalla Regione Siciliana con il supporto tecnico della Fiera di Verona, il patrocinio del Comune di Palermo, dell’Assessorato Regionale allo Sport, Turismo e Spettacolo e con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

    – foto ufficio stampa Coppa degli Assi –
    (ITALPRESS).

  • Da Meloni a Sunak, Lula, Macron, i leader globali alla Cop28

    Da Meloni a Sunak, Lula, Macron, i leader globali alla Cop28

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    DUBAI (EMIRATI ARABI UNITI) (ITALPRESS) – A Cop28 è il momento della sfilata dei leader. Oggi sul palco della Conferenza delle parti delle Nazioni Unite sul clima è stata la volta dei capi di stato e di governo. La mattinata è cominciata con la classica foto di gruppo e i saluti al segretario delle Nazioni Unite Guterres, poi è proseguito con gli interventi dei potenti del mondo.
    I leader globali, e in particolare quelli dei paesi in via di sviluppo più colpiti dalla crisi climatica, hanno insistito sul fatto che le grandi economie ed emettitori prendessero provvedimenti urgenti per ridurre le emissioni e finanziare il loss and damage.
    Non solo. In giornata è stata firmata da 134 paesi una dichiarazione sull’agricoltura sostenibile, che sottolinea come il settore debba essere incluso nelle politiche per affrontare la crisi climatica. E’ la prima volta.

    Le dichiarazioni
    Tre minuti il tempo massimo per le dichiarazioni di intenti che, come sempre, aprono le due settimane di lavori. Qualcuno (non pochi) ha sforato ampiamente, ma le Cop sono l’occasione per i Paesi con meno visibilità di salire alla ribalta internazionale. Come accadde negli anni scorsi per la presidente delle Barbados Mia Mottley, diventata un simbolo della lotta delle piccole isole contro il cambiamento climatico.
    Quest’anno non è nata alcuna stella, almeno per il momento, e ci sono assenze importanti. Come Joe Biden, al cui posto domani parlerà la vice Kamala Harris, e Xi Jinping. Mancherà anche il Papa, che ha dato forfait all’ultimo momento per motivi di salute. Non mancano, però, i big, che tra oggi e domani si stanno dividendo la scena.
    Ha aperto il segretario delle Nazioni Unite Guterres, che ha chiesto ai leader di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. “Il destino dell’umanità è in bilico – ha detto – Proteggere il clima è la più grande sfida a livello globale”.
    Il presidente brasiliano Lula, applauditissimo, ha sottolineato come non sia possibile combattere il cambiamento climatico senza mettere nel mirino anche le disuguaglianze. Lula, che l’anno scorso a pochi giorni dall’elezione era stato la vera stella della conferenza dopo il mandato del negazionista Jair Bolsonaro, viene da quasi dodici mesi di governo e ha ricordato come l’Amazzonia stia attraversando una delle maggiori ondate di siccità della storia.
    Discorso allarmato quello di re Carlo, in linea con la propria tradizione ambientalista. Di tutt’altro profilo l’intervento del premier britannico Rishi Sunak: il leader ha difeso dal palco le politiche ambientali del Regno Unito, criticate dagli ambientalisti per l’annuncio recente di nuove licenze per l’esplorazione del mare del Nord alla ricerca di idrocarburi.
    Il presidente etiope Abiy Ahmed ha annunciato che il paese ha seminato 32,5 miliardi di piantine, trasformando un deserto in un paradiso di biodiversità e portandolo per la prima volta a diventare un esportatore di grano. Piante, ha sottolineato, resilienti al caldo e al clima arido.
    Emmanuel Macron, presidente francese, ha sforato ampiamente i tre minuti. L’inquilino dell’Eliseo, come sempre, ha offerto un intervento complesso e che denota conoscenza dei temi climatici. Il leader ha annunciato che la Francia chiuderà l’ultima centrale a carbone nel 2027, e spinto i paesi del G7 a dare l’esempio abbandonando i combustibili fossili. Ha anche parlato di riscrivere le regole del WTO, l’Organizzazione mondiale del commercio, per consentire ai membri di trovare risorse per la transizione energetica.
    Santiago Pena, il presidente del Paraguay ha detto che “tutta l’energia del Paese è pulita e rinnovabile” mentre Ursula von der Leyen ha parlato di tassare le emissioni carboniche, nodo controverso.

    La dichiarazione sulla sostenibilità
    Giornata di incontri per Giorgia Meloni, arrivata ieri negli Emirati. Meloni, che farà domani la propria dichiarazione di apertura, ha visto tra gli altri Erdogan, Rishi Sunak, Emmanuel Macron, il presidente somalo, il segretario di Stato americano Anthony Blinken. Non solo: la presidente ha annunciato che l’Italia contribuirà con cento milioni di euro al nuovo fondo per il loss and damage i cui dettagli sono stati concordati ieri.
    Meloni ha parlato anche di agricoltura. “Il sistema alimentare italiano è tra i più avanzati e conosciuti in tutto il mondo – ha affermato – penso ad esempio ai principi della dieta mediterranea che non appartengono solo all’Italia e al Mediterraneo, ma a tutto il mondo. Siamo consapevoli di quanto il nostro know how sia prezioso anche per gli altri: la sicurezza alimentare per tutti è anche una delle priorità strategiche della nostra politica estera”.
    “Abbiamo un progetto basato sulla collaborazione ad armi pari con il continente africano, rivolto al settore agricolo: il nostro scopo non è fare beneficenza, perchè la mia idea è che l’Africa non abbia bisogno di beneficenza ma di qualcosa di diverso: la possibilità di competere su un piano di parità”. Domani gli interventi degli altri leader globali. Poi la palla passerà ai negoziatori.
    -foto xo8 –
    (ITALPRESS)

  • In Molise 123 comuni connessi in banda ultra larga

    In Molise 123 comuni connessi in banda ultra larga

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    CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Centoventitrè comuni su 129 connessi, 1352 km di infrastruttura realizzati.
    Questi alcuni dei numeri in Molise di Open Fiber, che ha realizzato una nuova rete in banda ultra larga per contribuire alla riduzione del digital divide su territorio italiano e promuovere un accesso diffuso, da Nord a Sud, a servizi di connettività rapidi ed efficienti. Il progetto, che coinvolge le cosi dette “aree bianche”, oggetto dei bandi Infratel, ha visto il contributo economico della Regione Molise.
    “Open Fiber in Molise – spiega all’Italpress l’ingegnere Giuseppe Griguoli, Coordinator Molise di Open Fiber – è impegnata nel piano Bul, il piano banda ultralarga e attualmente siamo agli sgoccioli di questo importante progetto. Questo è stato possibile anche grazie alla sinergia che abbiamo creato con gli enti locali, Regione, sindaci, uffici tecnici”. Attualmente sono circa 120.000 famiglie raggiunte dalla nuova rete. “Open Fiber – continua Griguoli – è presente anche a livello di investimento privato nella regione Molise, nelle tre grandi principali città che sono Isernia, Campobasso e Termoli e su queste tre città con un investimento di circa 9 milioni di euro abbiamo raggiunto, con la tecnologia FTTH, la rete che arriva fin dentro casa cioè la stessa delle grandi città europee, 47.000 famiglie”.
    Oggi sono 22 le strutture sanitarie nelle aree bianche che sono state rilegate da Open Fiber con il piano di rete a banda ultralarga, come spiega Raffaele Malatesta, dirigente sistemi informativi Azienda sanitaria della Regione Molise. “Stiamo contemporaneamente lavorando – afferma – all’intervento PNRR Sanità Connessa per arrivare a 50 strutture sanitarie collegate. E’ fondamentale perchè ci accingiamo ad avviare i servizi di telemedicina e questi servizi senza un’infrastruttura tecnologica di questo tipo sono improponibili e nemmeno approcciabili”. Nella regione sono stati connessi 123 comuni, tra cui Cercepiccola, piccolo comune di 650 abitanti in prvincia di Campobasso. “Di questi – spiega il sindaco Michele Nardacchione – oltre la metà delle famiglie è coperta dall’allaccio della fibra e per noi molto importante questa copertura perchè ci consente di lavorare tranquillamente anche dal nostro piccolo centro senza spostarci. Molte attività si sono sviluppate appunto grazie alla fibra, per esempio attività avicole che hanno comunque bisogno dei collegamenti di fibra per effettuare le loro pratiche commerciali. Abbiamo una ditta di trasporti, abbiamo un panificio, abbiamo tante altre attività locali che comunque tramite la fibra riescono a ricevere ordini e ordinazioni da ogni parte d’Italia e riescono appunto a tenerci in contatto con i mezzi moderni”. A beneficiare della tecnologia è anche il turismo. “Spesso ospitiamo camper nord-europei – spiega il ristoratore Francesco Fimiani di San Giuliano del Sannio – rimangono stupiti dalla velocità della nostra connessione. Questo permette loro di stare qui diversi giorni e anche di poter lavorare con il loro pc. Ci teniamo molto ai turisti. Per noi ristoratori, è proprio il futuro. In una zona interna come questa la fibra ci dà più opportunità e ci mette alla pari con zone più centrali”.
    -foto uffico stampa Open Fiber –
    (ITALPRESS).

  • “Il 3 dicembre è di tutti”, Lnd-Cip-Dcps insieme per disabilità

    “Il 3 dicembre è di tutti”, Lnd-Cip-Dcps insieme per disabilità

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    ROMA (ITALPRESS) – Una giornata per abbattere ogni tipo di barriera attraverso il calcio. Proprio per questo Lega Nazionale Dilettanti, la Divisione Calcio Paralimpico Sperimentale Figc e il Parlamento Europeo in Italia hanno organizzato l’iniziativa denominata “Il 3 dicembre è di tutti”, un evento che si è tenuto presso la sede Europa Experience – David Sassoli, e ha visto protagonisti il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, del presidente della Divisione Calcio Paralimpico Sperimentale Figc, Franco Carraro, e del presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli. “Nel 2019 la Figc ha istituito, prima e unica federazione nel mondo, un’apposita divisione per promuovere l’attività paralimpica sperimentale. Un percorso che ha bisogno di essere supportato, un impegno che rappresenta un contributo allo sviluppo armonico della nostra società”, ha sottolineato il presidente della Figc Gabriele Gravina in un videomessaggio. Durante l’evento, poi, sono stati presentati due contenuti video promozionali dell’attività svolta dalla Divisione Calcio Paraolimpico e Sperimentale e un video dell’esperienza maturata dall’Abruzzo Special, rappresentativa paraolimpica della Lega Nazionale Dilettanti.
    “Stiamo cercando di rafforzare il rapporto con la divisione paralimpica; bisogna, però, avere la capacità di essere autoconsistenti. Noi abbiamo costituito un dipartimento sociale e, attraverso collaborazione con il Cip, stiamo cercando di accelerare sul versante dell’impegno perchè la realtà della divisione calcio paralimpico sperimentale possa avere una dimensione di pari dignità e di stimolo. Il nostro obiettivo è quello di essere al servizio dei giovani, del calcio femminile e della divisione sperimentale paralimpica”, le parole del presidente della Lnd, Giancarlo Abete. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Luca Pancalli, presidente Cip, che ha sottolineato come “lo sport è qualcosa che accomuna tutti, ed è anche un messaggio di inclusione. E il calcio, tra tutti gli sport, può essere quello che più facilmente riesce a intercettare gli interessi delle persone. La vera crescita culturale di un paese avviene quando, parlando di una materia, non se ne occupano solo le persone interessate, ma quando un’associazione capisce e comprende che ci si deve occupare di tutto il sistema, mondo paralimpico compreso”.
    Domani, sabato 2 dicembre, dalle 9 alle 12.30 circa, presso il campo della Nuova Tor Tre Teste di Roma, si celebrerà la giornata mondiale della disabilità insieme alle squadre e agli atleti del Dcps.
    – Foto Spf/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Governo, Meloni “Dopo un anno smentiti molti pronostici”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Dopo un anno penso dire di aver smentito molti pronostici, a partire dall’isolamento dell’Italia in caso di vittoria di un governo di centrodestra e che l’economia sarebbe crollata. Ho avuto molte delusioni, sicuramente mi aspettavo molto di più sul lavoro quotidiano fatto sull’immigrazione rispetto ai risultati, ma lavorerò ancora”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un’intervista al Tg Poste. “Noi non ci rendiamo conto di quanta fame d’Italia ci sia nel mondo, di quanto rispetto ci sia per l’Italia. Siamo noi gli unici a non crederci, se noi recuperassimo un pò di orgoglio non avremmo limiti. Viva l’orgoglio italiano”, ha aggiunto.
    “Io sono stata sottovalutata tutta la vita e questo può essere un vantaggio, quando vieni sottovalutato poi puoi solamente stupire, noi donne possiamo prenderci i nostri spazi – ha aggiunto -. Bisogna sempre combattere ad armi pari, per questo non sono appassionata di quote. Se crediamo nella parità dobbiamo competere allo stesso livello degli altri senza corsie preferenziali. Non ho sassolini nella scarpa da togliermi, me li sono sempre tolti con i fatti, ho sempre deciso cosa fare. Vediamo alla fine di questo percorso se saremo stati meno bravi o più bravi, giudicheranno gli italiani”, ha aggiunto.

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  • Mattarella promulga Ddl carne coltivata, Governo si conformerà a Ue

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    ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato in data odierna il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonchè di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali”.
    Il governo – rende noto il Quirinale – ha trasmesso il provvedimento accompagnandolo con una lettera con cui si è data notizia dell’avvenuta notifica del disegno di legge alla Commissione europea e con l’impegno a conformarsi a eventuali osservazioni che dovessero essere formulate dalla Commissione nell’ambito della procedura di notifica.
    “Con la puntuale promulgazione della legge da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ringrazio, da oggi l’Italia diventa ufficialmente la prima Nazione al mondo a contrastare attivamente la produzione di carne coltivata, con una norma che ne vieta la produzione, la commercializzazione e l’importazione. Un importante traguardo che dimostra come l’Italia sia tornata vettore, modello e avanguardia politica su temi come la sicurezza alimentare collegata alla salute. Come ha spiegato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel corso della COP28, bisogna garantire buon cibo a tutti. Oggi c’è un Governo che mantiene ad ogni costo gli impegni assunti, soprattutto quelli in difesa degli interessi nazionali”, sottolinea il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
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  • Covid, in aumento nuovi casi e ricoveri

    Covid, in aumento nuovi casi e ricoveri

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    ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana 23-29 novembre, secondo i dati
    del bollettino settimanale Covid-19 del ministero della Salute, si registrano 52.177 nuovi casi positivi con una variazione di +16,1% rispetto alla settimana precedente. Sono 291 i deceduti, con una variazione di +23,8% rispetto alla settimana precedente (235), mentre 277.938 i tamponi effettuati, con una variazione di +9% rispetto alla settimana precedente. Il tasso di positività è del 18,8% con una variazione di +1,1% rispetto alla settimana precedente (17,6%). Il tasso di occupazione in area medica relativo al 29 novembre è pari al 9,2% (5.741 ricoverati), rispetto a 7,7% (4.811 ricoverati) del 22 novembre. Il tasso di occupazione in terapia intensiva relativo al 29 novembre è pari al 1,9% (170 ricoverati), rispetto a 1,5% (137 ricoverati) del 22 novembre. “I dati confermano sostanzialmente l’andamento previsto rispetto alla stagionalità. Rinnoviamo l’appello alle Regioni ad intensificare gli sforzi organizzativi e a predisporre Open Day nei quali offrire libero accesso senza prenotazione per le vaccinazioni”, sottolinea il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia.
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