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  • Sinner in semifinale alle Atp Finals, battuto anche Rune

    Sinner in semifinale alle Atp Finals, battuto anche Rune

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    TORINO (ITALPRESS) – Jannik Sinner continua a scrivere la storia a Torino: per la prima volta un tennista italiano approda in semifinale alle Atp Finals. Un traguardo che il 22enne altoatesino taglia ancora prima di scendere in campo sul veloce indoor del Pala Alpitour: a regalargli l’aritmetica certezza è l’amico Hubert Hurkacz, che nel pomeriggio strappa il secondo set a Novak Djokovic e permette all’azzurro di giocare con la testa sgombra. E chissà, magari anche questo gli ha dato una mano per sfatare anche il tabù Holger Rune: il danese lo aveva battuto due volte su due, a Sofia lo scorso anno (ma in quell’occasione l’azzurro si ritirò sotto 5-2 nel terzo set per un infortunio alla caviglia destra) e poi in semifinale a Montecarlo lo scorso aprile. Ma stavolta è Sinner a spuntarla: 6-2, 5-7, 6-4 in 2h32′ di gioco il punteggio che permette all’altoatesino di chiudere questa fase con tre vittorie su tre e passare il girone Verde da primo, facendo anche un bel regalo a Novak Djokovic che, battuto Hurkacz in tre set, doveva sperare nel successo dell’italiano per andare in semifinale.
    La Volpe Rossa attende ora i match di domani per conoscere chi fra Medvedev, Alcaraz o Zverev sarà il suo prossimo rivale, di sicuro proverà a farsi trascinare ancora dal pubblico di casa per aggiungere un altro tassello a un 2023 finora indimenticabile: best ranking con la quarta posizione raggiunta a inizio ottobre, sei finali giocate di cui 4 vinte (Montpellier, il Masters 1000 di Toronto, Pechino e Vienna, le due sconfitte sono arrivate invece a Rotterdam e Miami), due successi sul numero 1 del mondo (Alcaraz a Miami e poi Djokovic a Torino) oltre a essere l’italiano con più partite vinte alle Atp Finals, facendo meglio di Adriano Panatta (1975), Corrado Barazzutti (1978) e Matteo Berrettini (2019, 2021). Il prossimo passo è fare un salto di qualità negli Slam dove comunque quest’anno ha raggiunto le semifinali di Wimbledon anche se si è fermato agli ottavi sia a Melbourne che a New York e addirittura al secondo turno al Roland Garros. Ma l’età è dalla sua parte, prima meglio restare concentrati su queste Atp Finals: ci sono altre pagine bianche da riempire.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Schlein “Condividiamo lo sciopero, il Pd sarà in piazza”

    Schlein “Condividiamo lo sciopero, il Pd sarà in piazza”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Sosteniamo fortemente le ragioni per cui è stato convocato lo sciopero, sosteniamo il diritto sacrosanto di sciopero: il Pd ci sarà con una delegazione”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a “Piazzapulita” su La7. “Ci vuole talento per fare una manovra che riesce a prendere le critiche sia dei sindacati che di Confindustria e il governo c’è riuscito”, ha aggiunto. “La precettazione per ridurre le ore di sciopero? Il comportamento del governo è inaccettabile per i lavoratori. Ciò che minaccia davvero il trasporto pubblico locale è un governo che, da quando si è insediato, ha fatto due manovre e che ha messo zero su questo settore. Ecco, se fossi il ministro Salvini mi occuperei di questo e di dare risposte ai cittadini, anzichè fare guerre con i sindacati”, ha spiegato. “Non è uno sciopero generale e quindi legale? La valutazione di fare o non fare lo sciopero spetta ai rappresentanti dei lavoratori, non ai leader dell’opposizione. Noi supportiamo le ragioni perchè le condividiamo: le mosse del governo portano alla frustrazione dei lavoratori. Sono nove mesi che discutiamo su una proposta del salario minimo. La discussione è stata rinviata sine die dal governo con un emendamento. Io allora capisco la reazione dei lavoratori. La contrattazione collettiva non basta ad assicurare una retribuzione adeguata come richiede la Costituzione”, ha concluso Schlein.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Mario Biondi, tour al via con sei date già sold out

    Mario Biondi, tour al via con sei date già sold out

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Parte oggi (16 novembre) da Crema con 6 date già sold out e altre 5 prossime all’esaurimento il “Crooning – the italian tour” di Mario Biondi, che porterà nei teatri italiani un tour unico nel suo genere. Uno show in cui 18 musicisti d’orchestra si esibiranno sul palco senza amplificazione. Il repertorio spazierà dai brani del nuovo album “Crooning Undercover” ai più grandi successi della sua carriera.
    E’ uscito il 29 settembre il nuovo album di Mario Biondi “Crooning Undercover” (label Beyond, distribuzione fisica Sony Music Italy, distribuzione digitale The Orchard), con un mix di cover e inediti, impreziositi dalla presenza di tanti amici e protagonisti del jazz italiano e internazionale tra cui Paolo Fresu, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Francesco Cafiso.
    -foto ufficio stampa Mario Biondi –
    (ITALPRESS)

  • Carne coltivata, Lollobrigida “Ben interpretato volere dei cittadini”

    Carne coltivata, Lollobrigida “Ben interpretato volere dei cittadini”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda l’approvazione della legge che vieta la carne sintetica, ci sono migliaia di lavoratori e cittadini italiani che hanno condiviso la scelta di chiedere al governo d’intervenire. Lo hanno fatto sia con petizioni che con ordini del giorno nei consigli comunali, ma anche in tutte le regioni, dove sono stati approvati all’unanimità. Il governo italiano ha ben interpretato il volere dei cittadini”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, dopo il via libera definitivo alla Camera del ddl che vieta la produzione, la commercializzazione e l’importazione in Italia di carne coltivata e altro cibo sintetico. “L’Europa potrebbe condividere questa scelta, tante Nazioni sono sensibili a questo tema, ci sono tanti imprenditori agricoli che vogliono continuare a mangiare sano. Tutti gli emendamenti che aprono a queste coltivazioni sono stati bocciati dall’ampia maggioranza del Parlamento europeo anche in maniera trasversale. Siamo ottimisti quindi”, ha aggiunto. “Domenica andremo a Bruxelles con un documento presentato dall’Italia ma sottoscritto da diverse nazioni, come Austria e Francia, nel quale si inquadra una nuova visione del mondo agricolo in un’Europa che ha avuto troppe certezze che purtroppo a causa di conflitti e della pandemia stanno crollando, sostituite dalla consapevolezza invece di dover cominciare di nuovo a dover investire sulle produzioni e su chi lavora”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Nuovi allestimenti e nuovi prezzi per Toyota bZ4X

    Nuovi allestimenti e nuovi prezzi per Toyota bZ4X

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – bZ4X è il primo veicolo elettrico a batteria di Toyota, costruito su una piattaforma dedicata, la eTNGA. Il nuovo bZ4X apre la strada al sub-brand bZ “Beyond Zero” di modelli a zero emissioni e porta per la prima volta sul mercato dei BEV capacità fuoristradistiche da vero SUV. La sua introduzione accelera il percorso multi-tecnologico di Toyota verso l’obiettivo della carbon neutrality. bZ4X non è un adattamento di un modello esistente, ma un’auto del tutto nuova e la prima di quella che sarà una serie di diverse vetture bZ costruite su una nuova piattaforma Toyota dedicata ai veicoli full electric. L’eTNGA integra il gruppo batterie nel telaio, interamente sotto il pianale del veicolo. Il risultato è una struttura robusta e altamente rigida caratterizzata da un baricentro basso, fattori determinanti per le prestazioni dinamiche, sicure e gratificanti di bZ4X.
    La qualità e le prestazioni si basano sull’esperienza da leader mondiale di Toyota nella tecnologia dei veicoli elettrificati, un’eredità che si estende per più di un quarto di secolo. A partire da oggi, la gamma MY23 di bZ4X può essere ordinata presso le concessionarie Toyota del territorio italiano ed è disponibile in due allestimenti: Pure e Lounge. La Pure, disponibile esclusivamente con trazione 2WD e capace di 500km di autonomia, è equipaggiata con Toyota Safety Sense di ultima generazione, sistema multimediale con display da 8″ e smartphone integration wireless per i protocolli Android ed Apple, cerchi in lega da 18″, fari a LED e climatizzatore automatico bi-zona con pompa di calore.
    La Lounge, disponibile sia con trazione a due ruote motrici che con trazione integrale intelligente AWD-i, capaci rispettivamente di 481 e 445 chilometri di autonomia, aggiunge alla Pure il sistema multimediale con display da 12,3″ e wireless charger, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con frenata automatica, driver monitor camera, portellone posteriore ad azionamento elettrico, vetri privacy posteriori e sedili in tessuto / pelle sintetica riscaldabili all’anteriore. Toyota bZ4X è inoltre coperto da garanzia di 10 anni / 1 milione di km sulla batteria a patto di effettuare la manutenzione ordinaria e relativo Battery Health Check presso la rete ufficiale Toyota.
    Nuovo Toyota bZ4X, in versione Pure 2WD, ha un prezzo di listino pari 42.900 euro, che scendono a 36.900 in caso di rottamazione grazie agli ecoincentivi statali dedicati alle vetture Full Electric. La versione Lounge invece ha un listino di 47.900 euro che scendono a 44.900 in caso di permuta o rottamazione, grazie al contributo della casa e dei concessionari Toyota.
    Le formule di acquisto prevedono il noleggio a lungo termine KINTO One, incentrato sulla versione Pure 2WD caratterizzato da un canone di 299 euro IVA esclusa – inclusivo di assicurazione RCA/I&F, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale e veicolo sostitutivo per tutta la durata del noleggio – per un periodo di 48 mesi e percorrenza di 40.000 km, a fronte di un anticipo di 11.290 euro IVA esclusa. Disponibile anche l’offerta Toyota Easy Next, che prevede una rata di 249 euro per 48 mesi e percorrenza di 40.000 km, a fronte di un anticipo pari a 8.720 euro. La gamma MY23 di Toyota bZ4X è già ordinabile con consegne previste nella prima metà del 2024.

    foto: ufficio stampa Toyota Motor Italia

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  • Goleada per gli azzurrini, vittoria per 7-0 a San Marino

    Goleada per gli azzurrini, vittoria per 7-0 a San Marino

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    SAN MARINO (ITALPRESS) – L’Italia Under 21 rispetta il pronostico e batte 7-0 San Marino nella quarta partita nel girone di qualificazione agli Europei di categoria. A decidere il match le reti di Gnonto (doppietta), Pirola, Volpato, Fabbian, Esposito e Bianco. Primo posto nel gruppo A a 10 punti con 3 successi e un pareggio, ma soprattutto una vittoria che dà morale alla nazionale azzurra, in attesa del match di domani tra Irlanda e Norvegia: martedì ci sarà lo scontro diretto proprio in casa degli irlandesi (calcio d’inizio alle ore 18.30). Gli azzurrini hanno avuto il merito di seguire il copione scontato senza mai improvvisare. Il primo gol dopo 5′ di Pirola – colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo – ha permesso alla squadra di Nunziata di giocare sul velluto senza complicarsi troppo la vita: Gnonto ci ha provato a più riprese, ma il gol è arrivato al 30′ dopo una ribattuta in spaccata dentro l’area piccola sammarinese. Dopo 9 minuti è arrivata la doppietta dell’attaccante del Leeds – tap in sul suggerimento di Esposito – che ha permesso agli azzurrini di chiudere il primo tempo in vantaggio di tre reti. Nel secondo tempo lo spartito è stato praticamente lo stesso, Volpato ha calato il poker dopo 40″ grazie anche alla complicità di Amici. Lo show azzurro è proseguito con la deviazione sul secondo palo di Fabbian – all’8′ della ripresa -, e col rigore trasformato da Esposito dopo un fallo di Matteoni su Gnonto. La sesta rete non ha fermato l’Italia, anche i subentrati dalla panchina hanno dato il loro contributo: al 38′ Bianco, con un tiro dalla distanza, ha messo a segno la settima rete. Nel finale la nazionale ha cercato di siglare anche l’ottavo gol, ma a tre minuti dal termine il guardalinee ha annullato un gol per fuorigioco a Esposito.
    – foto LivePhotoSport –
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  • Gubitosa “La manovra fa cassa sui pensionati”

    Gubitosa “La manovra fa cassa sui pensionati”

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    ROMA (ITALPRESS) – La legge di bilancio “fa cassa sui pensionati” e le misure “austere” del governo non fanno crescere il Paese. Duro il giudizio di Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Il ministro Giorgetti è venuto in Parlamento a giugno dicendo che il Paese sarebbe cresciuto in maniera prudenziale dell’1,2%. Con il loro operato, oggi, sono state riviste al ribasso tutte le stime di crescita” e “quindi mancano i soldi ai vari partiti e ai vari ministeri che compongono questa maggioranza per dare coperture alle loro misure. Cosa fanno? Attaccano i pensionati e fanno cassa sulle pensioni: sono passati da voler abolire la legge Fornero a rafforzarla per fare cassa, perchè il Paese non cresce con le loro misure austere. Sono diventati più austeri di Draghi, con le misure dell’austerità non si cresce”.
    Inoltre il governo “ci attacca dicendo che il Superbonus ha lasciato un buco di bilancio: è una bugia colossale, tanto è vero che quando abbiamo chiesto al ministro Giorgetti un confronto, lui non si è mai presentato”. Il governo “pensa alla comunicazione, non è capace di far crescere il Paese con misure espansive e dà la colpa al Superbonus. Ogni volta che ci sono dei problemi, questo governo non se ne assume mai la responsabilità”.
    Il Movimento 5 Stelle, “dal primo giorno di questo governo, ha sempre dato la massima disponibilità a dialogare sui punti e sui temi dei cittadini”. Cosa che Gubitosa suggerisce di fare al vicepremier, a proposito dello sciopero di domani. “Direi al ministro Salvini di ascoltare ciò che hanno da dire i lavoratori italiani, perchè se c’è un problema non è certo impedendo ai cittadini di scendere in piazza e di manifestare un loro diritto che si risolve il problema. Non far parlare i cittadini è come nascondere la polvere sotto al tappeto”, sottolinea il vicepresidente del M5S.
    Su diversi temi, come il Superbonus e il salario minimo, “avevamo dato disponibilità ad essere presenti a un tavolo che potesse portare a delle soluzioni, però l’atteggiamento di questo governo è inaccettabile”. Togliere il Superbonus, ma anche il reddito di cittadinanza “ha danneggiato economicamente il nostro Paese: i soldi di chi prendeva il reddito di cittadinanza” venivano spesi “negli alimentari e nei supermercati, tornavano nel circuito del Paese e aumentavano il fatturato delle piccole e grandi attività”, mentre quelli del Superbonus “hanno alimentato la filiera dell’edilizia: queste misure, insieme a tante altre, avevano fatto crescere il Paese”.
    “Questo governo vede il Superbonus come il demonio” ma “alcuni esponenti di maggioranza hanno presentato emendamenti al Senato per prorogarlo: se non è una contraddizione questa…”, chiosa. Altre contraddizioni sono venute fuori nella discussione sugli extraprofitti delle banche: “Ci sono partiti di maggioranza che volevano tassarli, appoggiando la nostra proposta. Altri invece, come Forza Italia, si sono opposti. Nel merito, non sono d’accordo su nulla: l’unica cosa su cui sono d’accordo è far andare avanti la legislatura fino alla fine, ma solo per mantenere le poltrone. La loro voglia di restare sulle poltrone magari supererà anche le loro contraddizioni interne, a scapito dei cittadini”.
    Gubitosa è critico anche sulle politiche dell’immigrazione del governo Meloni: il blocco navale “era una balla pazzesca” e l’accordo con l’Albania “è ridicolo, la soluzione è la ridistribuzione dei migranti in Europa”. E l’Europa, per l’esponente pentastellato, deve far sentire la sua voce anche per la risoluzione dei conflitti. Sull’Ucraina “non siamo stati mai imparziali, ci siamo subito schierati con il popolo che era stato invaso e per il diritto alla difesa dell’Ucraina. Abbiamo votato anche con sacrificio – dato che siamo un movimento pacifista – un primo invio di aiuti di armi, proprio per consentire all’Ucraina il diritto alla legittima difesa, però abbiamo sempre detto che armare l’Ucraina senza creare un dialogo che potesse mettere fine alla guerra non avrebbe portato a nulla. Dobbiamo convincere l’Europa a farsi promotrice della pace”. Sulla guerra in Medio Oriente, poi, “nulla giustifica lo sterminio di bambini e di cittadini comuni: siamo per un cessate il fuoco totale e ovviamente siamo d’accordo con la guerra al terrorismo” che “va fatta va fatta senza sè e senza ma”, però “non si possono considerare i bambini o i cittadini comuni come effetti collaterali”.
    Parlando poi di possibili alleanze tra i partiti di opposizione, Gubitosa chiarisce: “Il Movimento 5 Stelle non si alleerà mai solo per vincere le elezioni e poi ritrovarsi, il giorno dopo, con una marea di problemi nel governare, cosa che questo governo sta affrontando. Noi ragioniamo sempre mettendo i temi al centro: nel momento in cui c’è convergenza, possiamo andare avanti”. Infine una battuta su Beppe Grillo a ‘Che tempo che fà. “Sicuramente mi ha divertito, è stato un mattatore e ha fatto ascolti record. L’ho trovato in ottima forma. Al di là della parte divertente, i temi che tocca Grillo sono nel dna del Movimento 5 Stelle, fanno sempre riflettere e sono da stimolo per migliorare la politica e il nostro Paese”.

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    (ITALPRESS).

  • Dalla Cina con “Filoli”, Xi rilancia Biden

    Dalla Cina con “Filoli”, Xi rilancia Biden

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lascia perdere la guerra Joe, per farti rieleggere pensa all’economia! Il presidente cinese Xi Jinping nel vertice Apec di San Francisco, sembra suggerire al presidente degli USA Joe Biden lo slogan con cui uno sconosciuto governatore dell’Arkansas – Bill Clinton, “It’s the economy, stupid!”, 1992 – strappò la Casa Bianca al vincitore della prima guerra del Golfo George Bush. Non sarà un caso che per il primo incontro ravvicinato dove i due leader potevano sentire il fiato dell’altro senza paura del covid, sia stata scelta una villona chiamata Filoli, da un miliardario californiano, ex cercatore d’oro, che usò l’abbreviazione del suo motto: “FIght for a just cause. LOve your Fellow Man. LIve a Good Life”. (Combatti per una causa giusta. Ama il tuo prossimo. Vivi bene la vita).
    Per almeno dieci anni ormai, gli esperti “falchi” di think tank e di università Ivy League hanno cercato di convincerci che la resa dei conti finale tra Cina e USA non si analizza sul se ma sul quando sarebbe avvenuta. Come se nelle relazioni internazionali, restare “Number One” costringesse ogni potenza al conflitto con l’attuale “numero due”. E se invece in questo mondo ci fosse posto per entrambi? Proprio così si è presentato Xi da Joe, perché nonostante i loro sistemi politici opposti, in passato le due economie hanno tirato la volata all’altro, allora perché non riprovarci?
    Per gli ultimi trent’anni la crescita della Cina è stata trainata dai consumi e investimenti americani, mentre a sua volta Pechino ha “finanziato” gli USA e il suo stato di superpotenza mondiale comprando i suoi titoli di stato. Questo legame aveva funzionato a lungo, fino a quando si è imposta una “narrativa” strategica che invece di suggerire come i due giganti dovessero “correggere” certe storture che sbilanciano il rapporto – troppo a favore della Cina – ha raccontato che fosse giunta l’epoca della resa dei conti “manu militari”. Così Taiwan, l’isola tigre economica virtuosa iper tecnologica che finora aveva servito entrambe le economie delle due superpotenze, di colpo diventava la “casus belli” per una guerra che nessuno potrebbe mai vincere senza distruggere il mondo.
    Invece Biden e Xi, nella città dove 78 anni fa furono create le Nazioni Unite, sono tornati a parlarsi di nuovo da benigni “competitor” più che da maligni “nemici”. Questo perché la crisi dell’economia cinese, che negli ultimi due anni continua a tirare il fiato dopo anni di crescita record, deve aver convinto il Partito Comunista cinese, da sempre tutore della stabilità sociale attraverso la crescita, che non sarà mai rafforzando il rapporto con l’arrugginita economia di guerra di Putin o le speranze di sostituire il dollaro con la valuta immaginaria dei BRICS, che si potrà continuare ad avere la fiducia di un miliardo e 200 milioni di cinesi che si affidano al partito creato da Mao e che con Xi è tornato a concentrare tutto il potere nel “timoniere”.
    Per questo Xi, nelle prime parole dette a Biden, gli ha ricordato che è la mancanza del loro tradizionale collaborazione economica che ha reso le relazioni sino americane “stupide” e quindi il mondo “pericoloso”, e che alla stabilità globale non c’è alternativa al ritorno della piena intesa finanziaria -commerciale-tecnologica-sanitaria tra Washington e Pechino, come avveniva fino a pochi anni fa.
    Dal vertice di San Francisco, anche Biden aveva un estremo bisogno dell’aiuto di Xi Jinping per la “bella figura”, perché l’ex presidente Donald Trump, il suo maggiore ostacolo per poter restare alla Casa Bianca, ripete nei comizi che solo con lui gli USA potrebbero evitare la guerra con la Cina (o con la Russia), perché tutti i leader del mondo temono lui e disprezzano “Sleepy Joe” (Joe l’addormentato). Invece Biden si è svegliato e ha raggiunto a San Francisco risultati importanti, come l’annuncio di aver ristabilito la comunicazione militare con la Cina (per evitare l’incidente già più volte sfiorato), che è stata raggiunta l’intesa per la collaborazione con i cinesi sul problema delle importazioni illegali di fentanyl e, come ai tempi della “linea rossa” tra Casa Bianca e il Cremlino, c’è stata da entrambi i leader la promessa che prima di peggiorare le relazioni tra le due superpotenze, i due avranno una comunicazione diretta e immediata per chiarirsi e abbassare i toni.
    Basterà un vertice riuscito a “calmare” il mondo? Un primo segnale di nuova collaborazione Cino-americana arriva dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che dopo 40 giorni di “blocco totale”, proprio mentre Biden accoglieva Xi, ha finalmente passato una risoluzione umanitaria su Gaza presentata da Malta. Si apre un nuovo ciclo nelle relazioni? “Trust but verify “ ha detto Biden come faceva Reagan con Gorbaciov, che poi nella “gaffe” di chiamare “dittatore” Xi alla fine della conferenza stampa fino a quel momento “staged”, ha forse tolto all’avversario Trump la possibilità di attaccarlo sull’essere troppo “accomodante” con il leader cinese.
    Per il “dittatore” Xi, la tappa di San Francisco era fondamentale per cercare di riposizionare una strategia economica cinese che nella “rivalità a tutto campo” – più subita che voluta – con gli USA aveva finora stentato. Per Biden doveva soprattutto servire a stabilire che, se il vecchio presidente riuscirà a farsi confermare dal suo partito come candidato alla Casa Bianca (ad ogni apparizione pubblica appare più affaticato dei suoi 81 anni), la performance nell’economia della sua amministrazione, più che i processi giudiziari, potranno aiutarlo a tenere lontano Trump dalla Casa Bianca.

    Stefano Vaccara

    – Foto profilo Instagram Casa Bianca –

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  • Credito, Uilca “Fermare la desertificazione bancaria”

    Credito, Uilca “Fermare la desertificazione bancaria”

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    PALERMO (ITALPRESS) – E’ la Sicilia la penultima tappa della campagna, ideata e promossa da Uilca “contro la desertificazione bancaria”. Tra gli obiettivi, il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle comunità e delle istituzioni locali e politiche sul fenomeno del taglio degli sportelli bancari. Ne parla in un’intervista all’Italpress Fulvio Furlan, segretario generale della Uil Credito Esattorie e Assicurazioni (Uilca).
    “Abbiamo girato i paesi piccoli e i capoluoghi di regione per cercare di sensibilizzare le istituzioni, la politica, l’opinione pubblica su un tema che per noi è molto sentito e che produce una serie di problemi. Dal punto di vista economico, perchè se manca un intermediario del credito in certi territori, non si svolge quell’attività di sostegno all’economia che è propria delle banche – spiega Furlan -. Dal punto di vista sociale di sostegno alle persone, di servizio alle persone e diciamo anche un tema di legalità, perchè dove non c’è un soggetto legale e controllato come le banche, si rischia che certe attività le svolgano soggetti non legali e quindi fenomeni come usura e riciclaggio possono manifestarsi”.
    Dal 2018 al 2022 in Italia, rende noto il sindacato, gli sportelli bancari sono diminuiti del 17,4%, passando da 25.409 a 20.986 (-4.423). I comuni serviti da banche sono scesi del 10,9%, da 5.368 a 4.785 (-583). Il trend negativo coinvolge anche l’aspetto occupazionale: 14.020 dipendenti in meno nel settore, passando da 278.152 a 264.132 (-5%).
    “L’obiettivo della campagna è sensibilizzare tutti i soggetti interessati a questo problema per provare a trovare insieme una soluzione, perchè quello che abbiamo registrato è che ci sia ancora molta disattenzione su questo punto e quindi la prima cosa da fare è essere tutti consapevoli che c’è un problema, perchè è il primo passo per poterlo risolvere”, prosegue il segretario generale della Uilca.
    Nell’ambito dell’iniziativa è stato anche svolto un sondaggio, dal quale “è emerso che i cittadini sono molto sensibili al problema, molto più di quello che possa apparire in una narrazione pubblica – sottolinea Furlan -. Il dato più evidente è che 9 persone su 10 dicono che per loro è necessario avere una banca in prossimità di dove vivono e sono insoddisfatte della situazione”.
    In Italia, dal 2018 al 2022, il numero dei comuni serviti da banche è diminuito del 10,9%, passando da 5.368 comuni del 2018 ai 4.785 del 2022. Nel 2022, su 7.901 comuni italiani, più di 3 mila pari al 39% non offre l’accesso al servizio bancario. Sempre secondo i dati della Uilca, dal 2018 al 2022 in Sicilia chiusi quasi 180 sportelli bancari e persi oltre 1.500 posti di lavoro. Il 7% della popolazione non ha accesso allo sportello bancario.
    “Le banche chiudono le filiali prevalentemente per un motivo di costi, e cercano di sopperire a questa mancanza di servizio con i mezzi online – aggiunge Furlan -. Noi crediamo che questo possa essere un percorso che però non deve sostituirsi alla presenza delle filiali nei territori. Noi come sindacato svolgiamo la nostra parte per gestire le uscite di personale, per gestire la mobilità territoriale del personale, abbiamo fatto tanti accordi, continueremo a farli e siamo riusciti sempre a trovare soluzioni che non hanno creato impatti sociali, tant’è che il personale bancario che accetta di uscire lo fa volontariamente. Comunque il tema occupazionale è un tema di cui ci occupiamo in modo costante da punto di vista sindacale. Sottolineare l’importanza della filiale sui territori è un modo per sostenere i territori anche sotto il profilo sociale, stare vicino alle persone, soprattutto quelle più fragili e più deboli. Quello che offrono le banche è un servizio essenziale”.
    Per Furlan “può essere utile un dibattito, un dialogo tra istituzioni, banche e organizzazioni sindacali in maniera tale che insieme trovino delle soluzioni per convincere le banche a rimanere sui territori anche se non sono quelli che garantiscono più margini. Per farlo serve aprire dei luoghi di confronto, osservatori regionali, osservatori sui territori che intanto monitorino il problema e cosa si può fare – conclude il segretario generale della Uilca -. Noi con questa campagna crediamo che ci sia dato una spinta in questa direzione, insisteremo e poi cercheremo di facilitare lo sviluppo di questo dialogo”.

    – Foto Italpress –

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  • Rissa tra Coldiretti e +Europa a Palazzo Chigi sulla carne sintetica

    Rissa tra Coldiretti e +Europa a Palazzo Chigi sulla carne sintetica

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    ROMA (ITALPRESS) – Scontro fuori Palazzo Chigi tra il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e i deputati di +Europa Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova. I due parlamentari si erano recati davanti al sit-in di Coldiretti sul “Cibo naturale, no artificiale! Difendiamo la salute” che è presente proprio davanti alla sede di Palazzo per manifestare a favore del provvedimento che introduce il divieto di carne sintetica. La lite, sedata dalle forze dell’ordine, è scoppiata quando i due parlamentari hanno esposto i cartelli con scritto “Coltivate ignoranza. Il divieto alla carne coltivata è antiscientifico e anti italiano”. Prandini ha attaccato Della Vedova dandogli del delinquente, e ci sono stati anche degli spintoni. Al termine del diverbio, riferendosi a Prandini, i due parlamentari hanno sottolineato che il presidente di Coldiretti “è una persona che non dovrebbe ricoprire un ruolo del genere, chiediamo l’intervento della premier Giorgia Meloni” e hanno annunciato che sporgeranno denuncia.

    – Foto xl3/Italpress –

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