Categoria: Italpress

  • Verstappen vince in Canada ed eguaglia Senna, Ferrari 4a e 5a

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    MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Max Verstappen ha vinto il GP del Canada, disputato sul circuito di Montreal, eguagliando Ayrton Senna con 41 successi. Il campione del mondo con la sua Red Bull ha preceduto Fernando Alonso, che ha difeso con successo il secondo posto dagli assalti della Mercedes di Hamilton, che ha chiuso terzo. Quarto e quinto posto per le Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz. Sesta l’altra Red Bull di Sergio Perez, settimo Alexander Albon, ottavo Ocon, con l’Alpine, nono Lance Stroll (Aston Martin).
    “Sono molto contento, siamo riusciti a far funzionare tutto” il commento a caldo di Verstappen dopo la vittoria. “Oggi speravamo di dare più filo da torcere alla Red Bull, ma abbiamo perso la posizione al via su Lewis e poi da lì è stata una battaglia con la Mercedes” l’analisi di Alonso. “Per me è un onore essere sul podio con altri due campioni del mondo di quel calibro” ha detto Hamilton.
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  • Nations League, l’Italia batte 3-2 l’Olanda e chiude terza

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    ENSCHEDE (OLANDA) (ITALPRESS) – Vittoria convincente dell’Italia, che pur soffrendo batte l’Olanda per 3-2 nella finale per il terzo e quarto posto della Nations League. Per gli Azzurri decisive le reti di Dimarco, Frattesi e Chiesa, con l’Olanda che accorcia due volte, prima con Bergwijn e poi con Wijnaldum, senza però arrivare al pareggio.
    Italia che parte benissimo e dopo sei minuti trova il vantaggio, sorprendendo la difesa olandese grazie all’azione manovrata che porta al cross di Frattesi sfruttato bene prima da Raspadori e poi da Dimarco, con l’interista che scarica un esterno sinistro potente alle spalle di Bijlow. La squadra di Mancini difende bene e riparte con altrettanta facilità, come in occasione del gol del 2-0: pallone in profondità per il solito Dimarco, che serve Gnonto al limite dell’area; il rimpallo successivo termina poi tra i piedi di Frattesi che è lucidissimo nel battere a rete per il raddoppio. L’Italia continua a creare occasioni, saltando il pressing degli Orange e trovando svariate soluzioni anche dalla distanza, così come accade al 27′ con il sinistro a giro pericoloso di Dimarco che termina di poco alto sopra la traversa.
    L’Olanda prova a rispondere sfruttando una brutta uscita palla dell’Italia, ma Gakpo da buonissima posizione calcia largo. L’Italia chiude il primo tempo in vantaggio, riuscendo a tenere a bada una Olanda offensivamente sterile ma che nella ripresa cambia schieramento e interpreti d’attacco, riuscendo subito ad impensierire Donnarumma con il lancio lungo di Van Dijk: Gakpo stavolta calcia addosso al portiere del PSG, oggi capitano. Gli innesti giovano al gioco della squadra di Koeman, che mette sotto pressione un’Italia stanca e riesce a trovare il gol che dimezza lo svantaggio: è Gakpo a muoversi sulla trequarti e a giocare il pallone in area trovando Bergwijn, bravo a scartare Dimarco e a battere con il sinistro Donnarumma. L’Olanda accorcia le distanze, ma l’Italia reagisce bene al gol subito e grazie agli ingressi di Zaniolo e Chiesa ritrova la giusta profondità in avanti e anche il gol, proprio con l’esterno della Juventus che salta Van Dijk in doppio passo e col sinistro batte ancora Bijlow per il 3-1 azzurro. Finale di sofferenza per l’Italia e di ultimi assalti per l’Olanda, che prima trova la rete con Weghorst, annullata però per posizione di offside, e poi riesce a siglare il gol del 3-2 grazie all’imbucata del neoentrato Veerman per la girata di Wijnaldum. Pellegrini spreca clamorosamente il poker, ma l’Italia passa comunque a Enschede.
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  • Al Sachsenring volata vincente di Martin davanti a Bagnaia

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    SACHSENRING (GERMANIA) (ITALPRESS) – Jorge Martin (Ducati Prima Pramac) ha vinto il GP di Germania sul circuito di Sachsenring dopo una lunga volata con Pecco Bagnaia (Ducati). Terzo posto per il francese Johann Zarco (Ducati Prima Pramac), quarto Marco Bezzecchi e quinto Luca Marini entrambi della Ducati Mooney VR46 Racing Team. In sesta posizione ha chiuso Jack Miller con la sua Ktm, settimo Alex Marquez, sempre su Ducati, ottavo Enea Bastianini (Ducati). Fabio Di Giannantonio e Miguel Oliveira chiudono la top ten. Ha dovuto saltare la gara Marc Marquez. Il campione spagnolo della Repsol Honda, vittima di una caduta – l’ennesima in tre giorni – durante il warm up della mattina, ha riportato una microfrattura a un dito.

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  • Papa Francesco all’Angelus “Grazie per vicinanza”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Desidero esprimere la mia gratitudine a quanti, nei giorni del mio ricovero al Policlinico Gemelli, mi hanno manifestato affetto, premura e amicizia, e mi hanno assicurato il sostegno della preghiera. Questa vicinanza umana e spirituale è stata per me di grande aiuto e conforto. Grazie a tutti, grazie a voi, grazie di cuore”. Così Papa Francesco, che è tornato a recitare l’Angelus in piazza San Pietro, il primo dopo il suo ricovero all’ospedale Gemelli. Il pontefice è stato salutato da un lungo applauso.
    “Martedì prossimo, 20 giugno – ricorda -, ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite: con grande tristezza e tanto dolore penso alle vittime del gravissimo naufragio avvenuto nei giorni scorsi al largo delle coste della Grecia. E sembra che il mare fosse calmo – aggiunge -. Rinnovo la mia preghiera per quanti hanno perso la vita e imploro che sempre si faccia tutto il possibile per prevenire simili tragedie”.
    “E prego anche per i giovani studenti, vittime del brutale attacco avvenuto contro una scuola nell’ovest dell’Uganda. Questa lotta, questa guerra dappertutto… preghiamo per la pace!”, dice il Papa, che poi saluta tutti i presenti, “romani e pellegrini provenienti dall’Italia e da molti altri Paesi, in particolare i fedeli della Florida e di Monaco di Baviera. Saluto le Scuole ‘San Giovanni Paolo II’ di Opole (Polonia) e ‘San Filippo Nerì di Londra. Saluto inoltre i gruppi di Zogno, Guardiagrele e Poggiomarino, come pure la Scuola ‘Rosario Scardignò di Molfetta. E saluto anche le suore di Maria Bambina che stanno guardando l’Angelus”. “Perseveriamo nella preghiera per la popolazione della martoriata Ucraina – non dimentichiamola! – che soffre tanto”, conclude Papa Francesco, che rivolge poi l’invito a pregare per lui: “Per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.
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  • Gli Artiglieri festeggiano 100 anni, gli auguri di Mattarella

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    ROMA (ITALPRESS) – «Nella ricorrenza del centenario della fondazione, rivolgo un caloroso saluto all’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia impegnata nella preziosa opera di rinnovo del legame tra gli artiglieri di ogni età. Questo 31^ raduno nella Città di Torino, culla dell’”Arma dotta”, dove il sodalizio ha preso forma, richiama l’operato di quegli artiglieri che nel 1918, nella Seconda Battaglia del Piave contribuirono a respingere gli attacchi dell’ultima grande offensiva delle armate avversarie, destinata a spegnersi di fronte alla valorosa resistenza dei nostri soldati». Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, Generale di Brigata Pierluigi Genta, in occasione del centenario di fondazione dell’Associazione.
    «In occasione della manifestazione – aggiunge il Capo dello Stato -, rivolgo un rispettoso pensiero a tutti gli Artiglieri caduti e al labaro dell’Associazione che ne interpreta il sacrificio. A quanti sono impegnati nell’Associazione e a lei Presidente, giunga il più vivo apprezzamento per la meritoria opera di coesione sociale portata avanti. Ai partecipanti al raduno giunga l’augurio più intenso per il successo dell’iniziativa».
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  • Sciarra “La Corte è di tutti, la sua indipendenza deve essere garantita”

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    ROMA (ITALPRESS) – «L’amministrazione della giustizia ispirata a criteri di imparzialità e sobrietà rappresenta un pilastro dello stato di diritto. Lo ripetono costantemente le due Corti europee, facendo sentire la loro voce da Lussemburgo e da Strasburgo. Per questo mi colpisce molto nelle parole del Presidente il richiamo a una ‘proficua interlocuzionè, che comporta anche a quel livello capacità di ascolto. L’ascolto, che impariamo a praticare nei nostri rapporti privati, diviene una dote irrinunciabile quando si opera al servizio delle istituzioni, perchè è prova di immedesimazione nelle finalità delle istituzioni stesse; è insieme un esercizio di modestia e di forza». Così la presidente della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, in un’intervista a La Repubblica.
    L’anno prossimo ci sono quattro giudici che arrivano a fine mandato e alla domanda se sia preoccupata perchè la maggioranza di destra potrebbe eleggere solo membri della Consulta a sua immagine, risponde: «Non mi permetterei di entrare nei criteri di scelta dei giudici di nomina parlamentare. Il fatto che la Costituzione suggerisca un quorum così alto – tre quinti dopo la terza votazione, quorum che non scende mai nelle votazioni successive – è evidentemente un’indicazione. Significa che i giudici devono essere scelti per la loro ‘rappresentatività trasversalè. Vuol dire che non devono appartenere ad alcuna componente politica del Parlamento che li esprime, ma dovrebbero portare nel collegio un patrimonio di competenza, di indipendenza e di professionalità. Comunque la Costituzione prevede, come è noto, una composizione mista, dove solo cinque giudici sono di nomina parlamentare. Quindi già la composizione mista è una garanzia di pluralismo». «Mi riferisco – sottolinea la Presidente Sciarra – al pluralismo delle personalità, dei punti di vista. Come cittadina, oltre che come presidente della Corte, io mi augurerei che questo equilibrio di competenze, professionalità e di indipendenza fosse assicurato anche in futuro. E’ la grande ricchezza di un organo di garanzia. Enzo Cheli – vice presidente emerito della Consulta – diceva che la Corte “si ferma prima della politica” e che nasce come “uno snodo elastico tra le due sfere”, tra la giurisdizione e la politica. E’ uno scritto nel 1966 ma quanto è attuale!».
    «Proprio sulla scorta del caso polacco, il tema dell’indipendenza della magistratura è diventato uno dei temi centrali nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Fra i valori fondanti dell’Unione europea c’è lo Stato di diritto e l’indipendenza dei giudici è la precondizione – lo scrive la Corte di Lussemburgo – per accedere ai valori della democrazia. Le due cose si intersecano profondamente. La Corte polacca nel 2021 ha avuto un gesto di totale ribellione nei confronti della supremazia del diritto europeo, ma anche questo principio è nel trattato dell’Unione europea che gli Stati membri sottoscrivono».
    Questa supremazia è importante «perchè la nostra è un’unione di Stati e deve reggersi su questo collante. Se viene meno questo viene meno la stessa Unione. L’altro pilastro è il riconoscimento del ruolo della Corte di giustizia di Lussemburgo, che è sovrana nell’interpretazione del diritto dell’Unione. La corte polacca ha messo in discussione questi punti e il contrasto con la Corte di Lussemburgo non si è ancora concluso. Un problema simile si pone anche per l’Ungheria».
    In merito al dibattito su una “presunta allergia ai controlli di questa maggioranza”, la Presidente Sciarra commenta «sono animata da uno spirito positivo e non voglio vedere derive autoritarie. Non spetta a me esprimere giudizi politici, parlo da un punto di vista tecnico, che riflette anche la posizione della dottrina. Facciamo l’esempio dell’ufficio parlamentare di bilancio: è un’istituzione attiva in altri paesi europei, in osservanza del Trattato. In Italia è originata da una legge costituzionale del 2012 che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione. Nasce con una funzione di controllo, come organo indipendente. L’indipendenza, infatti, come criterio guida, vale non solo per le magistrature, ma anche per le autorità di garanzia, con le quali ci vuole un dialogo e un confronto. E’ il cuore della separazione dei poteri su cui si basano gli equilibri democratici. C’è solo da guadagnare nell’ascolto e nella collaborazione».
    Ed in riferimento al ddl Calderoli sull’autonomia differenziata,
    «non sono preoccupata e non do consigli a nessuno – dice la Presidente Sciarra -. Certo è vero che alla Corte giungono molti ricorsi in via principale, ovvero azioni intraprese prevalentemente dallo Stato che impugna leggi regionali. E cosa si impara da questa giurisprudenza? La Corte, specie dopo la riforma del Titolo V, ha segnato dei punti di equilibrio fra centro e periferia. E’ chiaro che la tutela della salute è un diritto da tutelare al massimo, richiamando un principio forte e “bello” come quello di solidarietà. C’è una solidarietà fra cittadini ma c’è anche una solidarietà tra Regioni quando si tratta di garantire un bene collettivo sancito dalla Costituzione».
    Sulla maternità surrogata, «non entro in un progetto all’esame del Parlamento. Voglio precisare che la Corte non si è mai occupata di maternità surrogata; la frase che lei ricordava è un inciso di una sentenza in cui, nel trattare del riconoscimento del figlio naturale nato attraverso maternità surrogata, si stigmatizza questa pratica per il possibile sfruttamento della donna e perchè lesiva della sua dignità. La Corte cerca di trattare in modo uguale i diritti dei figli nati da coppie dello stesso sesso. In Italia si fronteggia questo dilemma, che non sta a me sciogliere ma al legislatore. Possiamo immaginare che vengano trattati in modo diverso i nati? Partiamo da questi due fatti: sono “nati” e sono “in Italia”». «Su questa scelta il legislatore si dovrà misurare perchè sono soggetti bisognosi di tutela, anzi sono tra i soggetti più fragili perchè non hanno scelto come venire al mondo – dichiara la Presidente Sciarra -. La Consulta si è preoccupata di individuare un perimetro per tutelare questi soggetti titolari di diritti umani. Per esempio, il diritto all’identità, che per un “nato” deriva dalla presenza di un nucleo famigliare. La Corte dei diritti dell’uomo non si spinge a dire che tipo di famiglia debba essere quella che accoglie il nato, lasciando agli stati ampio margine di apprezzamento». «L’articolo 29 della Costituzione riconosce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Poi però c’è l’articolo 2 con cui la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo “nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Le formazioni sociali costituiscono altri esempi di nuclei famigliari. La Corte non può ridefinire il concetto di famiglia scolpito nell’articolo 29, ma la stessa Costituzione prevede altre formazioni sociali in cui possono essere tutelati i diritti della persona».
    E in merito al dibattito su riforme istituzionali e presidenzialismo, dice «quella del Presidente della Repubblica, nella Costituzione e nel contesto istituzionale italiano, è una figura molto originale, presente ma discreta, garante dell’unità nazionale in tutti i consessi, incluso quello europeo, con una presenza critica, mai succuba. A me, come cittadina, piacerebbe che non venisse toccato questo ruolo di un presidente con poteri che non sono soltanto di rappresentanza, ma sono di orientamento anche rispetto al ruolo dell’Italia nei consessi europei», sottolinea la Presidente Sciarra.
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  • Pole position per Verstappen a Montreal, male le Ferrari

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    MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Super Max Verstappen, con il tempo di 1’25″858, ha conquistato la pole position nel GP di Montreal di domani. Il campione del mondo olandese della Red Bull ha anticipato la Haas del tedesco Nico Hulkenberg, secondo a 1″244, e l’Aston Martin dello spagnolo Fernando Alonso (+1″428). Quarto Lewis Hamilton con la Mercedes (+1″789), quinto George Russell con l’altra freccia d’argento (+2″035). Distacchi maggiori per Ocon (6°), Norris (7°), la Ferrari di Carlos Sainz (8° ma sotto investigazione dei commissari), Piastri (9°) ed Albon (10°) che non è riuscito a girare, causa pioggia, nelle ultime qualifiche. Fuori in Q2 Leclerc e Perez.
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  • Per la prima volta in Italia il Ford Bronco, icona off road made in USA

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    PALAGANO (MODENA) (ITALPRESS) – Anche in Italia Ford intraprende un cambiamento radicale, puntando sulle sue radici americane e su di un posizionamento sul mercato di livello più alto rispetto al passato. Un cambiamento che ha il volto di Mustang a livello di performance, di Kuga (ma anche di Puma e Focus) per il trasporto urbano, di Explorer e di Tourneo per l’active adventure e, soprattutto, di Bronco e di Ranger Raptor per il fuori strada. Sono iniziate ad inizio giugno le consegne del leggendario Ford Bronco, che compie il suo debutto italiano, giungendo per la prima volta in Europa con la nuova generazione. Spazioso, robusto, con un design che ricorda molto la prima versione del 1966 dell’iconico off road, ma con tecnologie di ultima generazione, Bronco è arrivato in Italia, nelle varianti Outer Banks (versione più confortevole in vendita a partire da 77mila euro) e Badlands (versione più estrema in vendita da 81 mila euro), entrambe alimentate da un motore Ford EcoBoost V6 da 2,7 litri che eroga 335 CV e 563 Nm di coppia.
    A bordo, le tecnologie di guida intelligenti sono state progettate per rendere fruibili le capacità del Bronco sia agli appassionati alle prime armi sia ai più esperti appassionati dell’off-road. La capacità di arrivare ovunque è racchiusa nel Terrain Management System, sistema di gestione della trazione che consente al conducente di selezionare facilmente la modalità di guida in base alle condizioni del terreno. Concepito fin dall’inizio per affrontare ogni tipo di avventura, questo versatile fuoristrada offre di serie caratteristiche uniche, come le quattro porte rimovibili con possibilità di stivaggio a bordo. Alimentato a benzina e dotato di un cambio automatico a 10 marce, esprime la massima capacità di potenza e di adattarsi perfettamente sia ad una guida su strada che off road. Il Bronco è dotato di un tetto rigido rimovibile dalla grande capacità fonoassorbente per garantire prestazioni confortevoli durante l’utilizzo su strada.
    Il tetto rigido è, inoltre, modulare essendo diviso in quattro pannelli, due dei quali – quelli anteriori – possono essere riposti con borse dedicate a bordo del veicolo per la massima flessibilità. Un rapporto di trasmissione massimo di 64,33:1 in modalità di marcia ridotta, consente al Bronco di viaggiare a 6 kmh con il motore a 2.400 girimin, garantendo un controllo preciso a bassa velocità e riducendo la probabilità di stallo in situazioni difficili.
    Il Bronco Outer Banks è dotato di un differenziale centrale a gestione elettronica che consente di passare dalla marcia normale a quella ridotta, agendo semplicemente su un pulsante. Bronco Badlands aggiunge un differenziale anteriore bloccabile e un sistema di disattivazione della barra stabilizzatrice anteriore per offrire la massima agilità su terreni difficili. Inoltre, il differenziale centrale a gestione elettronica può passare automaticamente dalle due alle quattro ruote motrici a seconda delle condizioni, lasciando il conducente libero di concentrarsi sulla strada.
    Il Trail Turn Assist utilizza il controllo dinamico della trazione basato sui freni per ridurre il raggio di sterzata fino al 40% durante i fuoristrada in spazi ristretti, mentre il Trail One-Pedal Drive 3 consente al conducente di accelerare e frenare utilizzando solo il pedale dell’acceleratore, facilitando il controllo della velocità durante la guida in condizioni difficili. Ad accompagnarlo sui percorsi più impegnativi, l’iconico Ranger Raptor dimostra le sue capacità nell’affiancare le aziende e portare il proprio lavori nei luoghi più inaccessibili. Robusto e affidabile come il Bronco, la nuova generazione di Ranger offre potenza con il massimo della precisione meccanica e tecnica per creare la versione Ranger più avanzata di sempre. “Questi due modelli incarnano l’Adventurous Spirit, filosofia che rappresenta la quintessenza del DNA Ford: radici orgogliosamente americane, un animo indomito e ribelle, l’audacia di affrontare nuove sfide e la capacità di raggiungere territori inesplorati. Questa filosofia guida le scelte del brand Ford per l’intera strategia europea, attraverso una gamma di prodotti emozionanti, distintivi e immediatamente riconoscibili per la loro appartenenza al brand americano. La nostra ambizione si declina anche sul fronte della mobilità sostenibile, con l’impegno a vendere solo veicoli elettrici e di raggiungere la carbon neutrality per tutta l’impronta operativa e industriale europea, compresi logistica e fornitori entro il 2035” commenta Luca Caracciolo, Direttore Passengers Vehicles di Ford Italia.

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  • Conte “Il Governo vuole fare cassa sui poveri”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo un problema di salari da 30 anni, abbiamo perso potere d’acquisto mentre negli altri Paesi il segno è positivo. Ci sono migliaia di lavoratori che si spaccano la schiena ogni giorno e non riescono ad arrivare alla fine del mese, è incostituzionale”. Lo ha detto Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle, dal palco della manifestazione #bastaviteprecarie, a Roma. “Il governo ascolti almeno Visco sul salario minimo, è la strada giusta questa. Il livello dell’occupazione è iniziato a salire ben prima che questo governo si insediasse, frutto del nostro lavoro durante la pandemia, quando abbiamo voluto proteggere il tessuto sociale ed economico invece di mandarlo in rovina. Nel sud sempre meno occupazione, il lavoro è sempre più precario e il governo secondo noi ha fatto un errore colossale quando il primo maggio ha inteso celebrare la festa del lavoro introducendo il decreto precarietà”, ha continuato Conte.
    “La partita sul reddito di cittadinanza non finisce perchè il governo si è reso conto che sarebbe stato un disastro sociale abolirlo completamente, la revisione che hanno fatto metterà sul lastrico i cosiddetti occupabili, una categoria astratta. Andate a dire a chi non trova lavoro che verrà abbandonato dallo Stato – conclude il leader pentastellato -. Siamo a giugno non c’è ombra di nessun corso di riqualificazione. Noi ci siamo resi disponibili a migliorare le politiche attive, non vogliamo prendere in giro nessuno. Noi ci chiediamo: il governo vuole aiutare o fare cassa sulla povertà?”.

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  • Pd, Schlein “Con M5S si può lavorare insieme su alcuni temi”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il Movimento 5 Stelle si mobilita. Ci sono terreni su cui si può lavorare insieme, anche nelle nostre differenze, e noi vogliamo unire le forze dentro e fuori il Parlamento contro un Governo che aumenta la precarietà”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando con i giornalisti a margine della manifestazione del M5S contro la precarietà. Schlein ha scambiato un breve saluto con il leader del M5S Giuseppe Conte.
    “Sul salario minimo non c’è solo il M5S, ma anche Pd, Calenda e Alleanza Verdi-Sinistra”, ha aggiunto.

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