Categoria: Archivio Storico

  • Mezzo secolo di vita per lo Stefanino d’Oro, anche i grandi si esibiscono con i piccoli

    Mezzo secolo di vita per il celebre Stefanino d’Oro a Santo Stefano Ticino. Un compleanno festeggiato alla grande con l’esecuzione di 18 canzoni, rigorosamente live e con musica dal vivo.

    SANTO STEFANO TICINO – Inoltre 13 sono state le canzoni interpretate dai bambini che hanno partecipato all’edizione numero 50, sei le canzoni dei grandi che, nel corso di questi 50 anni, si sono esibiti riproponendo il brano che avevano eseguito quando erano bambini. Il tutto ha avuto come location il salone della scuola materna. La preparazione musicale è stata curata dal maestro Fabio Prina.

    Nel pomeriggio ha diretto tre brani anche Serena Melzi che aveva diretto lo Stefanino d’Oro per ben 9 anni. Nel corso dell’evento è stata assegnata una targa alla memoria del primo direttore Maestro Luigi Grittini. Un evento memorabile al quale si è aggiunta la mostra fotografica sulla storia di questi 50 anni.

  • Monza. Espulsione per 2 stranieri irregolari, per uno di loro il rimpatrio definitivo, imbarcato a Malpensa

    Monza. Espulsione per 2 stranieri irregolari, per uno di loro il rimpatrio definitivo, imbarcato a Malpensa

    Il Questore della Provincia di Monza e della Brianza, Marco Odorisio, ha disposto l’accompagnamento al CPR di Gradisca d’Isonzo di un cittadino tunisino irregolare sul territorio nazionale con diversi precedenti penali e l’accompagnamento alla frontiera aerea di Malpensa di un cittadino senegalese per il definitivo rimpatrio nel paese di origine.

    MONZA MB – Il cittadino tunisino, nato nel 1994, irregolare in Italia dal 2012, appena giunto, era stato denunciato due volte a distanza di un solo mese per resistenza a pubblico ufficiale per i comportamenti tenuti all’interno del centro di accoglienza per migranti in provincia di Trapani. Trasferitosi in provincia di Monza, nel 2013 veniva arrestato per spaccio di stupefacenti perché trovato in possesso di circa 10 dosi di cocaina. L’anno successivo veniva denunciato per ricettazione di un motociclo rubato. Arrestato nel 2017 per il furto di una bicicletta all’interno di un’abitazione, veniva condannato a 6 mesi di reclusione e alla multa di 600 euro, ma la pena gli veniva sostituita con l’espulsione dal territorio dello Stato, che veniva eseguita con l’accompagnamento in frontiera per il rimpatrio nel paese di origine. Ciò nonostante, rientrava in Italia illegalmente, non rispettando il divieto di reingresso nel territorio stabilito in cinque anni e nel mese di settembre dello scorso anno veniva arrestato per scontare la condanna di 8 mesi inflittagli per i reati di resistenza commessi nel centro di accoglienza.

    Scarcerato il 7 maggio, veniva accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Monza dove il Questore decretava la sua espulsione dal territorio, disponendone l’accompagnamento presso il CPR di Gradisca d’Isonzo a cura di personale della Questura, ove, grazie al posto messo a disposizione dalla Direzione Centrale per l’Immigrazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sarà trattenuto per il tempo necessario al definitivo allontanamento dal territorio nazionale. Il trentatreenne del Senegal, invece, sbarcava irregolarmente nel 2012 sulla costa sicula e due anni dopo richiedeva protezione internazionale presso la Questura di Milano, che veniva inizialmente negata. Nel 2020, tuttavia, a seguito di ricorso, otteneva un permesso per protezione umanitaria valido per due anni. Nonostante l’opportunità di integrarsi nel tessuto sociale italiano, il cittadino senegalese manifestava un’indole che lo portava a essere più volte denunciato per reati violenti, fra cui rissa, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, porto di armi o oggetti atti a offendere, lesioni personali. Nel 2017 veniva arrestato per il furto con strappo di un telefono cellulare e per il rifiuto di fornire le proprie generalità, reati per i quali veniva condannato a 8 mesi di reclusione e alla multa di 300,00 €.
    L’anno successivo veniva colpito da un’altra denuncia per falsificazione di carte di credito. Per tale motivo, la Commissione Territoriale di Monza esprimeva parere contrario al rinnovo del permesso di soggiorno, che gli veniva notificato presso l’Ufficio Immigrazione. Il Questore, pertanto, disponeva il rimpatrio dello straniero nel paese di origine, eseguito in data odierna con l’accompagnamento alla frontiera di Milano Malpensa, dove l’uomo è stato imbarcato su un volo Royal Air Maroc diretto in Senegal.

  • Caro affitti all’università, oggi tende piazzate in 8 città

    Caro affitti all’università, oggi tende piazzate in 8 città

    L’UDU scrive a Bernini e chiede tavolo su crisi abitativa

    ROMA – La mobilitazione contro il caro affitti per gli studenti universitari non si ferma e l’Unione degli Universitari annuncia per oggi iniziative in otto diverse città universitarie: Milano, Pavia, Padova, Venezia, Bologna, Perugia, Firenze e Roma.
    Sono invece state smontante le tende a Torino e Cagliari, mentre a Trento arriveranno venerdì. “Le dichiarazioni del ministro Valditara – spiega Camilla Piredda, coordinatrice dell’UDU – ci hanno fatto molto arrabbiare perchè hanno dato il segno di una politica incapace di assumersi le proprie responsabilità. Per questo motivo, oggi non molliamo ma anzi raddoppiamo con manifestazioni in otto città universitarie”. Ieri il sindacato studentesco ha scritto alla ministra Bernini chiedendo “la convocazione urgente di un tavolo presso il Ministero dell’Università volto a trovare soluzioni alla crisi abitativa. Nella lettera – continua Piredda – parliamo della situazione degli affitti e delle residenze universitarie. Abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni su come si stanno spendendo le risorse del PNRR, le quali stanno andando a favore di studentati privati. Come si può pensare che uno sconto del 15% sul canone di mercato potrà essere risolutivo? Invece i famosi 400 milioni di euro, ricordati anche oggi dalla Ministra Bernini, sono troppo pochi e congelati da mesi. Se veramente il Next Generation EU deve guardare alle nuove generazioni, vorremmo che queste venissero coinvolte e consultate.
    Per questo, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale per affrontare la crisi abitativa”. L’Unione degli Universitari fa sapere di essere al lavoro su un’indagine approfondita su come si stanno utilizzando le risorse del PNRR, che presenterà settimana prossima insieme a un “contro PNRR” elaborato proprio dal sindacato studentesco, in contrapposizione a quello che si sta attuando.

    Oggi dunque continuano le tende a Milano (al Politecnico), a Pavia (Piazza Da Vinci), Padova (di fronte a Palazzo del Bo), Firenze (si spostano alla Biblioteca di Lettere in Piazza Brunelleschi), Roma (di fronte alla Sapienza); vengono montate le tende a Venezia (dalle 12 al polo didattico di San Basilio), Bologna (dalle 15 in Via Zamboni 36), Perugia (dalle 16 in Piazza Italia).

  • Maltempo: Coldiretti, non solo danni, fiume Po su di un metro e mezzo

    Contro l’eccezionalita’ degli eventi atmosferici essenziale intervenire a sostegno delle aziende agricole

    MILANO – “Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici con l’eccezionalita’ degli eventi atmosferici e’ ormai la norma per la tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea la Coldiretti – si manifesta con una piu’ elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi ed eventi estremi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e alle strutture ma purtroppo anche vittime”.


    A preoccupare e’ soprattutto la situazione in Romagna con la recente calamita’ che ha allagato citta’ e campagne dove sono finiti sott’acqua un migliaio di ettari di coltivazioni, secondo il monitoraggio della Coldiretti. Kiwi, albicocchi e peschi sono le piante piu’ sensibili e rischiano dunque l’asfissia radicale per il ristagno dell’acqua mentre – precisa la l’associazione degli agricoltori – per colture come ortaggi, mais e grano potrebbe andare persa la gran parte del raccolto. Sono state allagate anche aziende agricole ed allevamenti ma anche magazzini, attrezzature e fabbricati rurali.

    La perdita dei raccolti – continua la Coldiretti – rischia di mandare in crisi una intera filiera fatta di agricoltura e delle aziende di trasformazione della frutta e degli ortaggi che fanno della Romagna la Fruit valley italiana. A fronte di questa situazione climatica, sostiene l’associazione, e’ strategico intervenire immediatamente per aiutare le aziende colpite ma anche realizzare progetti di lungo respiro che vadano oltre l’emergenza come il piano elaborato dalla Coldiretti con Anbi che punta ad aumentare la raccolta di acqua piovana, oggi ferma all’11%, attraverso la realizzazione di invasi che garantiscano acqua per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita idroelettrica, aiutando anche la regimazione delle piogge in eccesso nei momenti di maggiori precipitazioni come quello attuale.

  • Dall’industria alimentare italiana 179 miliardi di fatturato annuo

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    ROMA (ITALPRESS) – L’86,4% degli italiani ha fiducia nell’industria alimentare del Belpaese. E’ uno dei dati emersi dal primo Rapporto Federalimentare-Censis ‘Il valore economico e sociale dell’industria alimentare italianà, presentato presso la Sala della Regina alla Camera dei Deputati. Dalla ricerca emerge come l’industria alimentare italiana, con 179 miliardi di euro di fatturato annuo, 60 mila imprese, 464 mila addetti e oltre 50 miliardi di export in valore in un anno, rappresenti una componente di primo piano dell’interesse nazionale. Oltre a generare prodotti e occupazione, e quindi esprimere un forte potenziale economico, l’industria alimentare con la sua attività contribuisce al benessere psicofisico e alla qualità della vita degli italiani, dimostrando così anche un elevato valore sociale. E’ anche una protagonista di rilievo all’interno della filiera del food italiano, che ha un fatturato totale di 607 miliardi di euro, in valore pari al 31,8% se rapportato al Pil, con 1,3 milioni di imprese, 3,6 milioni di addetti e che costituisce quindi un patrimonio di interesse nazionale.
    Nelle graduatorie dei settori manifatturieri italiani l’industria alimentare è al primo posto per fatturato, al secondo posto per numero di imprese, per addetti e per l’export in valore. In dieci anni il fatturato ha registrato in termini reali un incremento del 24,7%, il numero di addetti del 12,2% e il valore delle esportazioni del 60,3%. L’industria alimentare risponde a una spesa interna che, come quota del totale della spesa, è in Italia pari al 16,6%, come la Spagna, superiore a Francia (15,7%), Paesi Bassi (13,9%), Germania (13,4%) e media della Ue a 27 Paesi (16,1%). Come si evince dal Rapporto, poi, l’86,4% degli italiani dichiara di avere fiducia nell’industria alimentare italiana ed è una fiducia trasversale, che coinvolge il 93,8% degli anziani, l’84,2% degli adulti e l’81,6% dei più giovani.
    La ricerca Federalimentare-Censis evidenzia la riconoscibilità dell’origine localistica, territoriale di marchi e prodotti, che va di pari passo con la vocazione a conquistare i mercati con il Made in Italy. Il 78,3% degli italiani valuta molto positivamente che gli stabilimenti dell’industria alimentare siano localizzati in Italia, perchè contribuiscono alla creazione di redditi e occupazione nei territori coinvolti. Inoltre, pur in situazioni di crisi e nell’attuale inflazione, l’industria alimentare ha sempre garantito un’articolazione interna di prezzi che rende possibile l’inclusività, anche dei gruppi sociali più vulnerabili, nei consumi alimentari. Il 90,7% degli italiani dice che mangiare il cibo che preferisce è importante per il proprio benessere psicofisico. Pur non rinunciando al rigoroso controllo del budget familiare, il 63,4% degli italiani per alcuni alimenti acquista solo prodotti di qualità, senza badare al prezzo. Il 79%, pur praticando diete soggettive nel perimetro di quelle tipicamente italiane, apprezza la disponibilità di nuove referenze nei punti vendita. E’ il senso del ruolo sociale di promozione del benessere e di welfare dei consumi alimentari.
    Il 42,1% degli italiani a tavola nel quotidiano si definisce un abitudinario, cioè mangia più o meno sempre lo stesso cibo, il 20,5% un innovatore a cui piace sperimentare alimenti e gastronomie nuove, il 9,2% un salutista che mangia sempre e solo cibo che fa bene alla salute, il 7% un appassionato, cura la spesa e gli piace cucinare, il 6,3% un italianista, vuole sempre e solo prodotti italiani, il 5,8% un convivialista, considera il cibo importante perchè occasione per stare con gli altri, il 4,4% godereccio, perchè mangia sempre quel che gli piace. Ma cosa mangiano gli italiani? Il 92,7% ha l’abitudine di mangiare un pò di tutto senza vincoli particolari, solo il 7,1% si dichiara vegetariano e il 4,3% vegano o vegetaliano.
    Per gli italiani, infine, sono importanti anche i valori etici e sociali che li orientano quando fanno la spesa o si mettono a tavola: il 66,7% è pronto a rinunciare a prodotti che potrebbero essere dannosi per la salute, il 52,6% a quelli non in linea con criteri di sicurezza alimentare, il 43,3% a quelli la cui produzione e distribuzione non rispetta l’ambiente, il 35,6% a quelli per la cui produzione non sono tutelati i diritti dei lavoratori e dei fornitori.
    ‘I dati e l’analisi contenuti nel primo Rapporto Federalimentare-Censis – ha affermato Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati – restituiscono con grande efficacia il ruolo significativo che l’industria agroalimentare svolge per la crescita economica e sociale del Paese. Espressione di eccezionali canoni di qualità e di tipicità noti e apprezzati in tutto il mondo, questo settore riveste un’importanza strategica per la nostra economia, come dimostrano gli indicatori relativi a fatturato, occupati ed export. Si tratta di numeri importanti che ben rappresentano il prezioso contributo dell’industria agroalimentare al benessere dei consumatori, allo sviluppo di un’economia competitiva e alla coesione sociale. Le imprese del settore sono oggi chiamate a nuove e impegnative sfide riguardo alla modernizzazione e sostenibilità dei processi produttivi, alla valorizzazione dei prodotti e alla difesa degli alti livelli di qualità e sicurezza. Sono certo che sapranno essere all’altezza di questo compitò.
    Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, ha dichiarato che: ‘L’industria alimentare italiana ha un valore strategico ed è un elemento portante della nostra economia. Bisogna sempre più comprendere la potenzialità legata ai prodotti italiani. I dati che sono stati diffusi dal primo Rapporto Federalimentare-Censis fotografano una crescita del settore, sul quale il Governo continua a investire. La qualità è al centro del nostro dibattito e lo facciamo attenzionando il contesto, ma anche incentivando l’esportazione e promuovendo le aziende del Paese all’esterò.
    Maria Tripodi, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha sottolineato che: ‘Come Ministero stiamo dedicando una particolare attenzione al settore agroalimentare attraverso il sostegno all’export e all’internazionalizzazione, mettendo a disposizione strumenti di finanza agevolata per incentivare la competitività. Quando parliamo di agroalimentare parliamo di Italia e di alta qualità. Grazie al supporto della nostra rete estera promuoviamo il cibo e la dieta mediterranea, le nostre eccellenze affinchè il Made in Italy si affermi sempre di più verso traguardi ambiziosì.
    Per Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste: ‘C’è la consapevolezza, non soltanto del mondo industriale ma anche politico, da una parte di difendere il Made in Italy e dall’altra di continuare a moltiplicare l’importanza strategica delle eccellenze dei nostri prodotti alimentari. La dieta mediterranea è la più salutare al mondo in termini di qualità e benessere. L’industria alimentare italiana è in buona salute, dimostra la propria vitalità e si distingue per uno sviluppo sostenibile e di progresso alimentare. Inoltre, il conflitto in Ucraina ci ha fatto capire quanto sia importante la sovranità alimentare per non dipendere da Paesi terzi ed è una missione del nostro Ministero. Il Governo sta anche lavorando per aprire nuovi canali commerciali internazionali, sul contrasto alla contraffazione e per tutelare il Sistema Italia. L’agroalimentare è un patrimonio prezioso che dobbiamo salvaguardare e promuovere che ci rende unici, attrattivi e competitivi nel mondò.
    Secondo Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare: ‘Il primo Rapporto Federalimentare-Censis, presentato oggi alla Camera dei Deputati, certifica che l’industria alimentare italiana dà un poderoso contributo al Paese, sia come valore economico sia come valore sociale. Il settore è uno dei più dinamici e robusti dell’industria italiana e, dopo secoli di storia al fianco della nostra popolazione, vuole ancora essere impegnato a favore della crescita, nella consapevolezza di rappresentare un patrimonio nazionale nella produzione di alimenti di qualità, unici e con marchi riconoscibili. Quei prodotti del Made in Italy che, grazie all’industria alimentare italiana, costituiscono da sempre un vanto nel mondò.
    Per Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis: ‘L’ingente contributo all’economia italiana dell’industria alimentare, con 179 miliardi di euro di fatturato e 50 miliardi di export in un anno, porta con sè anche un elevato valore sociale in termini di benessere diffuso, qualità della vita e coesione delle comunità locali. Ecco le ragioni della fiducia che l’86,4% degli italiani ha nell’industria alimentare italiana, a cui riconosce di aver dato nel tempo un contributo essenziale alla conquista e alla tutela del benessere. Il Rapporto Federalimentare-Censis dimostra che l’intera filiera del cibo italiano, che vale complessivamente 607 miliardi di euro, un valore del 31,8% se rapportato al Pil, costituisce oggi un patrimonio identitario: la sua tutela e la sua valorizzazione rientrano a pieno titolo nel perimetro dell’interesse nazionalè.
    -foto ufficio stampa Ital Communications –
    (ITALPRESS).

  • Abbiategrasso e raddoppio ferroviario: le opposizioni dicono.. ‘battete un colpo’

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    ABBIATEGRASSO Continua il silenzio e l’attendismo di questa Giunta rispetto al progetto del raddoppio ferroviario.

    Lunedì 1 maggio, come Gruppi Consiliari di opposizione, abbiamo inviato una PEC al Sindaco Nai e all’Assessore Albetti per proporre l’invio di un documento tecnico-politico a RFI ed ITALFERR con le richieste del Comune di Abbiategrasso in merito agli aspetti viabilistici, urbanistici, economici e sociali connessi alla realizzazione del raddoppio e con le diverse bozze di alternative progettuali per tenere connesse le due aree della città con particolare riferimento ai percorsi ciclopedonali e carrabili nella zona centrale tra Viale Mazzini e Piazza Castello. Nella PEC abbiamo anche proposto di organizzare un incontro tra RFI e l’Amministrazione Comunale con la partecipazione di tutti i Presidenti dei Gruppi Consiliari, chiedendo di darci un riscontro entro l’inizio di questa settimana con l’indicazione di una data in cui fissare la riunione. Ad oggi l’unica risposta ricevuta è una PEC firmata dalla Dirigente del Settore Lavori Pubblici e Gestione Patrimonio che ci comunica la trasmissione a RFI dei documenti da noi predisposti con le alternative progettuali e le analisi su vantaggi e sulle criticità di ognuna di esse. Un riscontro formale ricevuto dalla parte amministrativa che non ci permette di capire se i documenti sono stati inviati a RFI perché accolti formalmente anche dal Sindaco e dalla Giunta o se siano stati inviati solo come contributo della minoranza consiliare. Nulla, invece, è dato sapere riguardo alla proposta di incontro tra i soggetti incaricati della progettazione e realizzazione delle opere e i gruppi politici rappresentati in Consiglio. Siamo piuttosto preoccupati; preoccupati dal fatto che da RFI non arrivino aggiornamenti e documenti progettuali sui binari, sulla stazione e sulle opere connesse, preoccupati perché i tempi di progettazione e realizzazione dell’opera sono sempre più stretti – non crediamo si possa stare tranquilli confidando in un’eventuale proroga dei termini previsti dal PNRR – e preoccupati dal continuo attendismo di questa Giunta in cui i tempi e i modi, sul tema, sembrano essere dettati solo dall’Assessore Albetti da cui continuiamo a sentir parlare di telefonate intercorse con RFI e ITALFERR senza però vedere grandi risultati e senza un monitoraggio continuo che dovrebbe essere condiviso con tutti i Gruppi Consiliari di maggioranza e opposizione, così come definito nella mozione votata all’unanimità nel Consiglio Comunale dello scorso 29 settembre. Come abbiamo già detto il progetto è così importante per la nostra città che non può essere subito, ma l’Amministrazione di Abbiategrasso deve essere protagonista e incalzare sulle scelte e sui tempi i soggetti incaricati della progettazione e della realizzazione dell’opera. Non vorremmo che questo modo di porsi sia dovuto ad una sorta di sudditanza nei confronti delle posizioni di alcuni rappresentati politici regionali. Ribadiamo la nostra posizione: siamo favorevoli al raddoppio ferroviario e riteniamo che sia un progetto importante per Abbiategrasso ma vogliamo, semplicemente, che questo progetto venga realizzato nel migliore dei modi e prendendo in considerazione tutti gli aspetti viabilistici, urbanistici, economici e sociali per superare alcune evidenti criticità. E vogliamo che questo non avvenga solo in base a qualche colloquio telefonico ma in ambito pubblico con il coinvolgimento di tutti i gruppi politici e civici che rappresentano le cittadine e i cittadini abbiatensi che dovranno essere informati su quelle che saranno le scelte e le soluzioni. Per questo motivo, non avendo ottenuto un riscontro alla nostra richiesta da parte del Sindaco e della Giunta procederemo a scrivere direttamente a RFI per chiedere un incontro con l’Amministrazione Comunale e tutti i Gruppi Consiliari.

    I Gruppi Consiliari Partito Democratico Lista Civica La Città Lista Civica Ricominciamo Insieme Lista Civica Giovani Per Abbiategrasso

  • Tennis: Murray Fognini, una notte di Bellezza e amore per il beau geste a Roma- di Teo Parini

    Sono nati a nemmeno una decina di giorni di distanza, l’anno è il 1987 quello di Djokovic che, peraltro, l’anagrafe colloca proprio in mezzo ai due nel maggio di grazia del tennis. Hanno il fisico logorato da mille battaglie e la voglia di competere di due sbarbati alle prime scorribande nel circus e, ciò che più conta, giocano ancora in modo meraviglioso: il bello, se c’è, è per sempre.

    Basterebbe guardare McEnroe come maneggia l’attrezzo a sessant’anni suonati, perché la mano, sofisticata appendice che rende tangibile la genialità, a differenza di tutto il resto del corpo non invecchia.

    Murray da Dunblane, la cittadina della strage nella scuola, anzi nella classe proprio del sopravvissuto Andy, e Fognini da Arma di Taggia, il cui accostamento tennistico allo scozzese nonostante la palese differenza di palmares ha tutto il senso del mondo, si sono affrontati ieri nel primo turno degli Internazionali d’Italia che hanno così vissuto una serata di gala anticipata, un misto di rimpianto per ciò che presto non sarà più e di soddisfazione contingente per uno spettacolo che riconcilia con il tennis bistrattato da un’evoluzione mica tanto auspicabile.

    Ha vinto l’azzurro, ora avanti per cinque match a quattro nei confronti diretti, ma importa davvero il minimo sindacale. Conta il significato pedagogico di un confronto che è campionario di tutta la ricchezza che il tennis sa offrire quando indossa l’abito della festa, un pozzo inesausto di talento dal quale attingere soluzioni balistiche che i più non sono in grado nemmeno di pensare, figuriamoci di farne strumenti funzionali al gioco. È il tennis delle mille cose che sbatte in faccia ai pluridecorati dal mood monocorde e sparagnino il perché degli almanacchi ce ne si dimentichi in fretta mentre la bellezza è patrimonio imperituro. Che poi è il motivo per il quale non sarebbero sufficienti cento Slam in bacheca a uno fortissimo come Djokovic per scalzare dal piedistallo della disciplina che fu pallacorda ed eleganza uno come McEnroe.
    Andy e Fabio, a riguardo, appartengono alla ristretta cerchia di quelli che alla pallina, parafrasando fuori contesto il maestro Gianni Brera, danno del tu e non sono in molti. Avranno mille difetti – per gli omologati al pensiero politicamente corretto, il ligure ne ha financo di più – ma sono ormai vent’anni che i loro match sono sempre un ottimo motivo per dedicare del prezioso tempo alla tivù. Perché c’è sempre da imparare. La palla corre decisamente più piano rispetto a una decina di anni fa, i piedi non più ipersonici sono causa di qualche ritardo all’appuntamento con l’impatto e di cattivo posizionamento, la tenuta fisica al cospetto di sforzi reiterati è soggetta a rendimenti sinusoidali, con il corpo esausto che necessariamente si prende fisiologiche pause. Dettagli, perché sotto alla polvere del tempo c’è lo stesso talento di sempre, la capacità di sbrogliare con facilità anche le situazioni più intricate sfruttando la manualità che fa della racchetta un pennello e non una clava.

    A conferma di quanto sopra, la partita di ieri ha vissuto di ondate. In cattedra, per primo, è salito Fognini, suo il parziale d’apertura e la possibilità non banale di essere più lepre che cacciatore. Murray ha fatto pari e patta imponendosi nel secondo, con l’azzurro in deficit di ossigeno ma che già in chiusura di set ha ripreso a mostrare il suo lato migliore. Tanto da allungare sullo slancio anche nel terzo, prima del ritorno del gladiatore scozzese che ha consentito l’epilogo in volata nel quale i panni del Cipollini li ha indossati il nostro Fabio. Uno che, con ogni probabilità, avrà esaurito la pazienza a sentirsi ripetere la solita manfrina del “se avesse avuto la testa” anziché essere tributato una volta tanto per la qualità espressa sul campo, ben più rilevante di una quantità, che fa scopa con banalità, e che fortunatamente non gli è mai appartenuta.

    In ogni caso, Panatta a parte che fa sport a sé, Fognini incarna il meglio che il nostro tennis sia riuscito a produrre nell’Era Open e non solo in termini estetici, con buona pace di Sinner e a maggior ragione di Berrettini. Due giocatori formidabili, lapalissiano rimarcarlo ma gli invasati della conta dei punti si scandalizzano in fretta, che forse saranno più medagliati a fine carriera ma che pagano dazio in termini di qualità tennistica. Murray, a tutto ciò che è già tantissimo, ha saputo aggiungere anche il lato prettamente vincente al punto da mettere in dubbio nel suo momento migliore l’invincibilità della triade di dioscuri Federer-Djokovic-Nadal che ha bullizzato in maniera brutale ogni albo d’oro possibile e immaginabile. Così, tanto per rendere l’idea della grandezza del personaggio.

    Quando troppo in fretta Chronos avrà vinto la sua battaglia, e al Foro italico ci si dovrà accontentare del Rune di turno, probabilmente ci si ricorderà di quella sera solo in apparenza come mille altre che l’hanno preceduta in cui due vecchietti dalle articolazioni raffazzonate hanno saputo restituire al tennis, vittima designata di una modernità terribilmente antiestetica, ciò che lo ha reso per volontà dei genitali ideatori una disciplina meravigliosa: talento, varietà, fantasia. Cara è la fine, dunque, il preludio a un tardivo grazie da riservare a due interpreti dei quali, soprattutto noi cultori del bello, sentiremo la mancanza.

    Teo Parini

  • Maserati celebra Levante, Ghibli e Quattroporte Trofeo con motore V8

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    MODENA (ITALPRESS) – Maserati ha scelto la quinta edizione del Motor Valley Fest, in programma a Modena fino a domenica per celebrare il leggendario motore V8 Twin Turbo a 90° da 580 CV, dal sound inimitabile e dalle formidabili prestazioni, cuore pulsante di Levante, Ghibli e Quattroporte – tutte in versione Trofeo – che a partire dalla fine del 2023 uscirà ufficialmente di scena dalla produzione. Le vetture, che fino ad oggi sono state spinte dall’inconfondibile propulsore e le cui vendite proseguiranno anche nel 2024, diventeranno così un oggetto da collezione per tutti i possessori di un pezzo unico della storia del marchio italiano. Maserati GranTurismo Folgore, prima vettura 100% elettrica nella storia del brand, e Grecale Folgore, il primo Suv totalmente elettrico, sono i primi testimoni di questo processo di cambiamento. L’intera gamma Maserati avrà entro il 2025 una versione elettrica per ogni modello e Maserati sarà full-electric entro il 2030. Un momento storico per l’azienda modenese, che da sempre guarda avanti senza dimenticare le sue radici, e per coloro che del Tridente amano la storia e la contemporaneità dei modelli, capaci di assicurare stile, emozioni e prestazioni intramontabili. Le stesse che continueranno a regalare le vetture che da oggi in poi diventeranno il nuovo oggetto del desiderio dei collezionisti. Dal 1959, anno in cui nacque la Maserati 5000GT, prima vettura a montare il possente V8, sono state prodotte e vendute nel mondo oltre centomila unità con motore 8 cilindri; le ultime edizioni di Maserati Trofeo, Ghibli 334 Ultima e Levante V8 Ultima, verranno svelate in occasione dell’evento internazionale Goodwood Festival of Speed, a luglio 2023. Durante le quattro giornate del Motor Valley Fest ogni angolo di Modena verrà conquistato dalle creazioni del Tridente, in bella mostra nei luoghi simbolo della città. In Piazza Grande, l’intera gamma Folgore di Maserati sarà in esposizione per la prima volta: GranTurismo Folgore One Off Luce e Grecale Folgore saranno affiancate dalla futuristica Gen3 Maserati Tipo Folgore, la monoposto che da quest’anno è impegnata nel Campionato del mondo ABB FIA Formula E. La gamma Trofeo, con Levante, Ghibli e Quattroporte in edizione Zèda, esemplari unici per celebrare il motore V8, sarà la regina di Piazza XX Settembre. Lo showroom di viale Ciro Menotti ospiterà la celebrazione dell’iconica GranTurismo, dalle origini al presente, con due modelli classic, insieme alla GranTurismo Zèda della precedente generazione e alla GranTurismo One Off Prisma.
    (ITALPRESS).
    -foto ufficio stampa Maserati-

  • Novarese, due arresti per traffico di droghe

    BORGOMANERO Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Borgomanero, nell’ambito di una più ampia attività di monitoraggio del territorio, ha arrestato in flagranza due persone per il reato di ”produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

    A seguito della valorizzazione delle risultanze agli atti del Reparto e dell’attività info-investigativa svolta, le Fiamme Gialle di Borgomanero sottoponevano a controllo un soggetto di nazionalità italiana che, visto uscire da un’abitazione, attirava l’attenzione dei militari per un ”rigonfiamento” all’altezza del ventre. Durante le operazioni di controllo, i militari operanti, rinvenivano e sequestravano circa 100 grammi di marijuana occultati sulla persona. Procedendo alla perquisizione domiciliare venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 300 grammi di marijuana, circa 130 grammi di hashish, due piantine di marijuana, attrezzatura varia volta alla produzione della citata sostanza stupefacente (n. 7 lampade, n. 1 ventilatore, n. 1 deumidificatore, varie confezioni di concime, n. 1 bilancia digitale e varie confezioni di semi di cannabis) e 330 euro in denaro contante.

  • Santo Stefano, sabato ‘battesimo’ del circolo di Fratelli d’Italia. Negroni: saldamente nel centrodestra con occhio al 2024

    SANTO STEFANO TICINO – E’ arrivato il giorno del battesimo per il nuovo circolo di Fratelli d’Italia a Santo Stefano Ticino. Sabato 13 maggio, dalle 11, la ‘cerimonia’ al bar san Carlo di via Trieste 22.

    Tanti gli ospiti di peso politico e istituzionale attesi: dal capogruppo in Regione Lombardia Christian Garavaglia agli onorevoli Lucrezia Mantovani e Umberto Maerna. Atteso anche il coordinatore provinciale, il senatore Sandro Sisler.

    Nel corso degli ultimi mesi il partito si è ulteriormente consolidato, aggregando iscritti e simpatizzanti attorno al primo nucleo che ha lavorato per radicare il partito di Giorgia Meloni in paese.

    “L’attenzione e l’interesse verso Fratelli d’Italia sta crescendo mese dopo mese”, dice Camillo Negroni, militante ormai molto attivo a Santo Stefano e nel Magentino. “La presenza in piazza delle scorse settimane, il tesseramento, i colloqui tra e con le persone ci indicano che il partito cresce”.
    In un paese nel quale dal 2014 l’Amministrazione è in mano al centrodestra, con la presenza di Lega e Forza Italia, ora l’obiettivo di Fdi è consolidare ulteriormente la coalizione.

    “Vorrei chiarire con grande serenità che i rapporti con l’Amministrazione sono molto buoni, con Dario Tunesi, Alessio Zanzottera e tutti gli altri. L’oobiettivo è quello di crescere insieme:
    ci stiamo confrontando ed è in corso un dialogo, avente per principale obiettivo arrivare al 2024, anno delle elezioni, cercando di costruire la più forte coalizione possibile di centrodestra, di cui Fdi possa fare parte in maniera rilevante e corposa per il bene del paese e il suo ulteriore rilancio. Il bilancio comunale presentato nel 2023 è stato a nostro avviso efficace e strutturato, il Comune fa parte di Asm ed è soddisfatto del servizio reso. C’è una nuova illuminazione stradale, che valutiamo positivamente. Da qui ai prosismi mesi, in paese il partito organizzerà momenti pubblici e di confronto, in attesa di suggellare un punto di partenza e un nuovo inizio con l’attuale amministrazione. E siamo sicuri che tutto ciò avverrà a breve”, conclude Negroni. Appuntamento a sabato, insomma.