Categoria: Casa

  • Abitare Co.: Milano, nel 2023 scendono le compravendite di abitazioni

    Abitare Co.: Milano, nel 2023 scendono le compravendite di abitazioni

    Per il mercato immobiliare residenziale di Milano, in attesa dei dati ufficiali, si stima una chiusura negativa del 2023, con un numero di case vendute stimato intorno alle 26.500 unità (-10,3% sul 2023); ad oggi le previsioni per il 2024 indicano ancora un mercato in frenata ma meno accentuata (-4,3% a fine anno). Se si considerano esclusivamente le nuove abitazioni, l’offerta ha subito un calo del -5,3% rispetto al 2022 e la quota di case nuove in vendita rappresenta circa il 10% di tutta l’offerta residenziale presente nel Comune di Milano. “Oggi in città gli alloggi nuovi sul mercato non superano le 5mila unità –afferma Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co.– I cantieri in attività, con più di 10 appartamenti in costruzione, sono in totale 68, di cui una decina avviati nei primi mesi del 2024. In questo scenario, si stima che la domanda potenziale per Milano potrebbe assorbire, senza rischi di surplus dell’offerta, almeno 7.500 – 8mila abitazioni nuove.”

    Le compravendite di nuove abitazioni (poco meno di 5mila) hanno segnato nel 2023 una contrazione del -4,5%, in linea con la media delle otto principali città metropolitane. I cali, sia delle compravendite che dell’offerta, sono principalmente imputabili ai ritardi nella partenza e nell’avanzamento di molte iniziative immobiliari. Dobbiamo infatti ricordare che il 2023, a livello di investimenti sul settore residenziale a Milano, ha registrato un calo importante di circa il 41% rispetto al 2022 generando un volume di circa 580 milioni di euro. Inoltre, fra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, l’aumento dei costi delle materie prime e soprattutto il rallentamento delle forniture dei materiali ha portato ad un “buco temporale” posticipando la fine lavori di diverse iniziative. Conseguentemente si sono allungati i tempi di chiusura delle vendite attraverso i rogiti. Il lento miglioramento delle condizioni di mercato, ci porta a prevedere un miglioramento del mercato nella seconda parte del 2024 anche se ad oggi la stima rimane ancora molto prudente.
    Nonostante un’attività meno vivace a Milano, per le nuove abitazioni continua la corsa dei prezzi, la cui media di fine anno si attesta a circa €7.100 al mq., in aumento del +7,7% sul 2022 e del 54,3% rispetto a cinque anni fa. Le previsioni per fine 2024 indicano un’ulteriore crescita del +2,5%.
    Oggi l’elemento che sta facendo più pressione sui prezzi delle nuove case è il costo degli appalti e delle aree edificabili in città.

    Considerando le macroaree urbane, il prezzo medio ponderato sulle vendite effettuate varia ovviamente in relazione alla localizzazione delle iniziative. Nelle zone del centro città (all’interno delle mura) la media va da un minimo di €9.500 ai circa €12.000 al metro quadrato, con punte che in alcuni casi raggiungono i €19.000 nelle rare operazioni nel centro storico; nelle aree semicentrali (comprese fra il tracciato delle mura spagnole e la circonvallazione filoviaria della linea 90-91) il valore medio minimo è leggermente superiore ai €5.400 per mq. sino ad un valore medio massimo di circa €7.100 al metro quadro. Anche in questo caso troviamo valori massimi superiori agli 8mila euro al metro quadro per alcune iniziative di alto standing. Al di là della circonvallazione esterna troviamo quelle aree genericamente definite periferiche dove i prezzi delle nuove case hanno ormai sfondato la barriera dei 4mila euro al metro quadrato e dove, da nord a sud, i valori medi massimi sono ormai tutti sopra i 5mila euro al metro quadrato.
    Per quanto riguarda la variazione annua nelle diverse zone, in centro i prezzi medi del nuovo sono aumentati in media del +6,7% sul 2022 e di ben il +49% sul 2019 (epoca pre-Covid); in semicentro del +8,5% (+46,5% sul 2019); in periferia del +7,8% (+67,8% sul 2019).

    La palma di macroarea con l’incremento maggiore sui prezzi di vendita spetta al Semicentro Ovest (+15,7%), grazie anche all’effetto della prossima apertura delle nuove fermate della Metropolitana Blu (linea 4) che fa sentire il suo peso anche nella periferia ovest con un aumento dei valori del 14,7%. Anche le altre macroaree non si sono comunque tenute lontano dall’incremento medio della zona Ovest della città; infatti, nella periferia Sud l’aumento è stato del +14,9%, a Nord del 13,8% e a Est del +15,6%.

    Il valore medio di un appartamento venduto a Milano è stato di 558mila euro, un prezzo più basso rispetto a quello del 2022 (-13,4%) da imputare non al calo dei valori ma a quello della metratura acquistata. Se guardiamo all’andamento delle vendite per differenti fasce di prezzo si nota un forte incremento nella fascia che va dai 4.600 ai 6mila euro al metro quadrato (+40% rispetto al 2022), mentre scende del 10% la domanda in acquisto di chi ha un budget massimo di 4.500 euro al metro quadrato e probabilmente deve far ricorso in modo più incisivo al mutuo.

    Non risente di crisi, la domanda di chi detiene un budget che può fargli spendere più di 9mila euro al metro quadrato, in questo caso la domanda è cresciuta quasi del 70%.

  • Quanto spendono gli italiani per l’affitto? Il 52% dello stipendio. Milano ovviamente tra le più care

    Quanto spendono gli italiani per l’affitto? Il 52% dello stipendio. Milano ovviamente tra le più care

    Che impatto ha l’aumento del costo della vita e in particolare del caro-affitti sulle modalità di spesa e di risparmio degli europei? E quanto pesa questo impatto nella valutazione dell’attrattività di un Paese?L’Indice di vivibilità della banca online N26 è uno studio che ha l’obiettivo di individuare i Paesi europei che offrono una migliore qualità della vita.La classifica considera le spese relative all’affitto e l’energia elettrica che gli abitanti si trovano ad affrontare, oltre alla densità della popolazione e al senso generale di felicità dei residenti.Tra i vari costi analizzati per definire il ranking dei paesi più vivibili in Europa, quindi, rivestono particolare importanza quelli relativi all’affitto, soprattutto se analizzati in relazione all’ammontare medio degli stipendi.

    Secondo i dati N26, l’Italia si classifica all’ultimo posto del ranking con focus affitti: la situazione caro-affitti nel nostro paese ha un impatto non indifferente sugli stipendi mensili degli italiani, tra i più bassi in Europa.Oltre il 52% del salario infatti è destinato all’affitto, percentuale più elevata tra i Paesi europei considerati, considerando la media nazionale del costo degli affitti per un bilocale, che si attesta attorno ai 1.400 euro.L’analisi più dettagliata delle città italiane vede Firenze come la più costosa, con una media mensile di costi per affitto pari a 1.806 euro e picchi di 2.200 euro per il centro storico.Milano segue con una media di 1.674 euro mensili, ma torna in vetta se consideriamo il picco più alto di costi per bilocali in centro storico, con circa 2.838 euro mensili.

    A Roma, invece, terza in classifica, il costo medio degli affitti per un bilocale è sotto la media, con un prezzo medio di 1.200 euro.Se l’Italia è il fanalino di coda di questa classifica di N26, a precederla tra i Paesi europei troviamo la Spagna, con un prezzo medio di affitto mensile pari a 1.377 euro, i Paesi Bassi, 1.620 euro circa, e il Regno Unito con 1.460 euro al mese.In questi Paesi le percentuali di stipendio da destinare all’affitto sono più basse, rispettivamente di 45% per la Spagna e 37% per i Paesi Bassi e il Regno Unito.Al primo posto della classifica troviamo invece il Belgio, dove l’affitto di un bilocale costa circa 800 euro mensili: qui gli abitanti destinano solo il 18% del proprio stipendio a questa spesa.Ad occupare il secondo e il terzo posto ci sono Svizzera e Danimarca, dove per un bilocale che costa rispettivamente 1.733 e 1.159 euro si destina in media il 21% del proprio stipendio mensile.

  • Tasso mutui in calo, fino al 2.7%

    Tasso mutui in calo, fino al 2.7%

    “Dal mese di ottobre i tassi medi fissi hanno registrato una discesa di 73 punti base, passando dal 4,08% al 3,35%, e attualmente sul mercato è possibile trovare tassi addirittura al 3,10%, e al 2,7o% per i mutui green. Quindi oggi acquistando un immobile in classe A o B è possibile ridurre il tasso d’interesse sul mutuo fino a 40 punti base: grazie al costo ridotto e all’impatto ambientale questo prodotto sta guadagnando sempre più popolarità tanto da aver rappresentato l’8,5% delle erogazioni su MutuiOnline.it nel quarto trimestre del 2023”. Lo rileva l’osservatorio di MutuiOnline.it, aggiornato dopo l’ultima riunione di politica monetaria della Bce.

    “Per i tassi variabili, la situazione è meno interessante ma in divenire, con il miglior tasso variabile, decisamente più costoso del tasso fisso, che si attesta sul 4,71%. Considerando inoltre le tempistiche previste dagli analisti per la riduzione dei tassi (i forward dell’Euribor prevedono una diminuzione di circa 150 punti base in 12 mesi), oggi il tasso fisso è assolutamente consigliato, sia per la sicurezza sia per la convenienza”, si legge ancora. “Le richieste di mutuo a tasso variabile in questa prima parte del 2024 rappresentano solo il 2,6% del totale, mentre i mutui a tasso fisso costituiscono il 96,2%. Rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso, gli importi medi richiesti sono aumentati dell’8,3%, passando da 129.851 € a 140.692 € e si registra una leggera diminuzione del reddito medio dei richiedenti (da 2.968 euro a 2.913 euro), segnali positivi per il mercato”, spiega l’osservatorio. “In queste prime settimane del 2024 è tornato l’interesse verso le surroghe”, con un aumento del 75% rispetto al quarto trimestre del 2023, “favorito dalla diminuzione dei tassi d’interesse che ha innescato un nuovo slancio tra coloro che hanno sottoscritto un mutuo nell’ultimo anno e mezzo e che cercano di sostituire il proprio tasso variabile”

  • Il punto sul bonus barriere architettoniche con il Piastrellificio del Nord

    Il punto sul bonus barriere architettoniche con il Piastrellificio del Nord

    Marco Tarantola, responsabile commerciale del Piastrellificio del Nord, realtà di Abbiategrasso operativa sul territorio da 55 anni e la trasformazione da produzione a rivendita, sottolinea il valore dell’ascolto del cliente e della formazione dei commercianti. Il settore, infatti, si occupa di realizzare i sogni dei clienti, entrando nella sfera privata delle persone, in cui serve sensibilità accanto alla competenza.

  • Immobili: nel primo semestre compravendite calate dell’8,7%

    Immobili: nel primo semestre compravendite calate dell’8,7%

    Nel primo semestre del 2023 si è registrato in Italia un calo dell’8,7% delle compravendite di abitazioni (da 303.375 a 277.052) rispetto allo stesso periodo del 2022.

    Il numero delle transazioni è diminuito progressivamente nel corso dei mesi, avendo registrato un segnale negativo del 2,7% nel primo bimestre 2023, del 4,8% nel primo trimestre 2023 e del 12% nel secondo trimestre 2023.

    Nel primo semestre 2023 le compravendite di prime case tra privati registrano un calo dell’11% mentre quelle di prime case da impresa si attestano a -34,2%.

    Al contrario, il mercato delle seconde case tra privati è pressoché stabile rispetto al primo semestre 2022 con una riduzione dell’1,9% mentre si registra un dato negativo dell’11,5% per le compravendite di seconde case da impresa.

    Sono i dati pubblicati dal Consiglio Nazionale del Notariato sulla base delle rilevazioni effettuate attraverso i Dati statistici notarili.
    Inoltre, per quanto riguarda i mutui, quelli per l’acquisto della casa nei primi sei mesi del 2023 sono diminuiti del 29,5% rispetto allo stesso periodo del 2022.

    Nel primo trimestre 2023 la diminuzione dei prestiti bancari è stata pari al 25,9% per accentuarsi nel secondo trimestre con una diminuzione del 32,6%.

    Dai dati del Notariato risulta che la riduzione dei mutui concessi è in linea con il calo di capitale erogato che passa da 38,5 miliardi a 26,9 miliardi (-30,1%).

    Il capitale medio concesso nei primi sei mesi del 2023 è pressoché in linea al dato del primo semestre 2022 (170.597 euro rispetto a 172.171 euro nel primo semestre 2022).

    Analizzando gli scaglioni per “valore del capitale erogato” il dato negativo lo si ha nella fascia 200.000-250.000 euro (-42%) mentre lo scaglione 50.000-100.000 euro così come quello oltre 500.000 euro si riducono per valore entrambi di poco oltre il 20%.

    Per quanto riguarda le fasce di età che hanno richiesto e ottenuto un mutuo, la riduzione più importante (-35,9%) è nella classe 66-75 anni di età. La fascia 18-35 anni, che copre il 38,6% del totale dei mutui concessi, vede ridurre nel semestre 2023 il numero di mutui concessi del 28,1%, un dato leggermente inferiore alla riduzione media del numero dei mutui concessi nel semestre (-29,5%).

    Per quanto riguarda l’intero 2023, sulla base dello studio statistico a cura del Consiglio Nazionale del Notariato e dei nuovi dati semestrali 2023, ci si aspetta un calo del mercato del 10,5% (-13,8% acquisti prima casa tra privati e -32,3% prime case da impresa).

    Per i mutui, secondo il Notariato, si prospetta una riduzione dei finanziamenti del -23,8%.

  • L’assessore Paolo Franco (Regione Lombardia) in visita alle case Aler di Cesano Boscone

    L’assessore Paolo Franco (Regione Lombardia) in visita alle case Aler di Cesano Boscone

    CESANO BOSCONE Prosegue il tour sui territori dell’assessore alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, che ieri ha fatto tappa presso il quartiere Tessera a Cesano Boscone (a sud ovest di Milano).

    Nelle prossime settimane le impalcature lasceranno lo spazio a facciate rimesse a nuovo e più performanti. Merito di un complesso intervento di riqualificazione, che sta interessando simultaneamente tutti gli stabili. Con un importante investimento, da complessivamente 29 milioni di euro, si sta provvedendo all’efficientamento energetico con la realizzazione del cappotto e la dotazione di impianti fotovoltaici.

    Soddisfatto delle opere l’assessore Franco. “Grazie all’invito ricevuto nelle scorse settimane dall’onorevole Fabio Raimondo ho avuto la possibilità di vedere da vicino – ha detto l’assessore – uno dei cantieri più importanti del territorio milanese per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica. I lavori, che coinvolgono ben 960 unità immobiliari, sono ormai al 70%. Pensiamo quindi possa essere rispettato il cronoprogramma, con fine lavori al 31 dicembre di quest’anno”.

    “Anche questo – ha proseguito Franco – è un intervento che garantirà un risparmio economico per i residenti. La stima è di un taglio alle bollette energetiche, per famiglie che hanno indubbiamente bisogno di un sostegno economico, del 25-30%”.

    “Fiore all’occhiello – ha aggiunto l’assessore – gli impianti fotovoltaici, posati sulle coperture di 9 stabili. Un intervento che garantirà quindi anche la riduzione delle emissioni di CO2, contribuendo alla trasformazione energetica e alla diffusione di energie rinnovabili per la salvaguardia dell’ambiente”.

    “La nostra attenzione – ha concluso Franco – anche nei confronti dei problemi che possono presentarsi fisiologicamente in relazione alla convivenza con un cantiere così complesso, sarà altissima. Vogliamo che tutto sia realizzato a regola d’arte”.

  • Indagine Tecnocasa: in cinque anni, a Milano, prezzo immobili +43%

    Indagine Tecnocasa: in cinque anni, a Milano, prezzo immobili +43%

    MILANO Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, negli ultimi cinque anni i prezzi della citta’ di Milano sono aumentati del 43,2 per cento, contro una media delle metropoli dell’8,8 per cento. Il capoluogo lombardo ha dunque staccato le altre citta’ con un aumento dei valori che ha interessato, in particolare, le zone periferiche che hanno registrato un rialzo del 50,3 per cento. I prezzi elevati delle zone centrali e semicentrali hanno comportato negli anni uno spostamento degli acquisti verso le zone periferiche, motivo per cui queste ultime hanno sperimentato un rialzo dei valori. “A determinare questo trend – spiega Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – anche la ricerca di spazi esterni e metrature piu’ ampie, caratteristiche piu’ facili da trovare nelle zone periferiche e a prezzi piu’ accessibili. Tra le macroaree della citta’ che hanno performato meglio della media cittadina se ne evidenziano tre in particolare: Fiera-San Siro, Bovisa-Sempione e Lodi- Corsica”.

    A consentire questo risultato hanno contribuito diversi fattori, tra cui primo fra tutti gli interventi di riqualificazione in corso sul territorio meneghino. Fiera-San Siro e’ la macroarea che ha segnalato l’aumento dei prezzi piu’ importante con +59,2 per cento. I quartieri maggiormente interessati al recupero dei valori sono stati San Siro (+64,7 per cento) e San Siro Capecelatro (76,5 per cento), dove a fare la differenza e’ stato l’arrivo della metropolitana lilla, anni fa, che ha determinato una maggiore domanda sia di acquisto sia di affitto, avendo migliorato i collegamenti con il resto della citta’, in particolare con i due piu’ importanti poli direzionali di City Life e Porta Nuova. Inoltre, la presenza di prezzi piu’ contenuti rispetto a quartieri piu’ semicentrali ha attirato la domanda di chi ha una bassa disponibilita’ di spesa.

    A seguire tra le macroaree che si sono rivalutate c’e’ quella di Bovisa-Sempione (+55,8 per cento) in cui diversi quartieri hanno ben performato negli ultimi anni con aumenti di prezzo significativi. Tra questi ci sono Comasina (+85,7 per cento) che deve l’aumento solo ai suoi prezzi piu’ bassi che hanno attirato la domanda di chi ha poca disponibilita’ di spesa o dai piu’ costosi quartieri confinanti, Bovisa (80 per cento) che sta subendo una rivalutazione alla luce di diversi interventi di riqualificazione in essere e che subisce la vicinanza dell’intervento dello Scalo Farini che sta richiamando investitori nella zona. Per lo stesso motivo si registra un incremento del 75 per cento per il quartiere Farini; si aggiunge poi la saturazione del mercato di Isola che ha spinto gli acquirenti verso il confinante quartiere Farini. Infine, segnaliamo la macroarea di Lodi-Corsica (+48,4 per cento) che ha dalla sua la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana che sta facendo sentire in maniera importante i suoi effetti cosi’ come i progetti per le Olimpiadi Invernali. L’area di Forlanini (+62,8 per cento) deve il buon andamento sia alla vicinanza a Santa Giulia dove sorgeranno alcune strutture per le prossime Olimpiadi, ma soprattutto all’arrivo della metropolitana 4. I prezzi bassi hanno stimolato sia la domanda di prima casa sia quella per investimento.

  • Regione Lombardia, 38 milioni per le case Aler

    MILANO – Aumentare l’offerta abitativa pubblica ed efficientare i processi dell’edilizia: sono tra gli obiettivi delle linee guida per l’aggiornamento e integrazione dei piani di manutenzione programmata delle Aler lombarde per il biennio 2023/2024 approvate dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore alla Casa e housing sociale Paolo Franco.

    Il provvedimento è accompagnato da uno stanziamento di quasi 38 milioni di euro. La parte più importante delle risorse va al territorio milanese: 15 milioni di euro per le ristrutturazioni e 4,5 milioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Considerando anche le risorse dirette di Aler, l’importo complessivo gli interventi solo per questo territorio è stimato tra i 39 e i 52 milioni di euro. “Con la Missione Lombardia abbiamo avviato una vasta campagna di cantieri volta a incrementare il numero di alloggi assegnati. Su tutta la Lombardia, considerando anche le risorse delle Aler, abbiamo cantieri aperti per circa 600 milioni di euro. Ma guardiamo avanti programmando interventi anche nei prossimi anni. Il tema appartamenti sfitti è in testa alla nostra agenda, ma non è il solo: stiamo anche efficientando energeticamente e rendendo più sicuri gli immobili”, ha affermato l’assessore Franco.

    “Lavorando a testa bassa siamo abituati a vedere, superare ed eliminare gli ostacoli, barriere architettoniche comprese. Superare una rampa di scale, mettere o sistemare un ascensore sono interventi più importanti di quanto possa sembrare”, ha concluso l’assessore. Le Aziende lombarde, per interventi di recupero, riqualificazione e manutenzione del patrimonio abitativo dell’edilizia residenziale nel 2024, potranno disporre di risorse regionali pari a 29,6 milioni di euro. Un’altra voce riguarda gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche. Con questa finalità sono stati stanziati 1,1 milioni di euro sul 2023 e 7 milioni di euro sul 2024. La delibera inoltre prolunga i termini di utilizzo delle risorse già stanziate nel 2017 e 2018 relative alla riqualificazione degli alloggi sfitti destinati a servizi abitativi. Le risorse relative alle manutenzioni e riqualificazioni sono state assegnate territorialmente per l’anno 2024 come segue: ad Aler Bergamo-Lecco-Sondrio sono stati assegnati 3,5 milioni; ad Aler Brescia-Cremona-Mantova 4,5 milioni; ad Aler Milano 15 milioni; ad Aler Pavia-Lodi 3 milioni e ad Aler Varese-Como-Monza Brianza 3,5 milioni. Per quanto riguarda le barriere architettoniche, invece, ad Aler Bergamo-Lecco-Sondrio sono assegnati 132.000 euro nel 2023 e 830.000 euro nel 2024; Aler Brescia-Cremona-Mantova 1 milione nel 2024; Aler Milano 1 milione per il 2023 e 3,5 milioni nel 2024; Aler Pavia-Lodi 710.000 euro sul 2024 e Aler Varese-Como-Monza Brianza 830.000 euro sul 2024.

  • Cresce il mercato immobiliare. Milano (sempre) la città più cara

    MILANO Il mercato immobiliare nazionale continua a vedere rialzi nel primo semestre del 2023, nonostante un rallentamento della domanda e l’incremento dello stock a disposizione sul mercato. E’ quanto emerge da un report effettuato dall’Osservatorio semestrale del mercato residenziale di Immobiliare.it.

    In calo anche l’accessibilità (intesa come affordability) di single e coppie nel Paese. Comprare casa nel nostro Paese costa oggi, in media, 2.125 euro al metro quadro, in rialzo del 2,5% rispetto all’inizio del 2023. I canoni d’affitto, invece, sono cresciuti del 5,4% nello stesso periodo, attestandosi a 12,5 euro al metro quadro di media nel Paese. Queste sono alcune delle evidenze più indicative emerse dal nuovo Osservatorio semestrale del mercato residenziale realizzato da Immobiliare.it Insights, società del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in big data e market intelligence per il settore immobiliare. Comprare casa nelle grandi città costa invece 3.236 euro al metro quadro di media, con la domanda che frena nell’ultimo semestre (-2,9%) e lo stock in offerta si accumula (+8,3%). Per quanto riguarda gli affitti, i canoni restano più alti nelle grandi città, dove superano i 16 euro al metro quadro di media contro i 10 delle città più piccole, ma sono queste ultime a vedere i maggiori tassi di crescita (+8,1% nel semestre, contro il 5,5% delle grandi). La città più cara per acquistare casa resta Milano, dove il prezzo al metro quadro medio ha superato quota 5.250 euro al metro quadro, seguita da Bolzano, Firenze, Bologna e Roma. Il capoluogo lombardo resta la città più costosa anche per gli affitti (22 euro/mq di media), in un podio che comprende Firenze e Bologna.

  • Abbiategrasso, i profughi ucraini dall’Annunciata a case di proprietà dell’Asp Golgi Redaelli

    ABBIATEGRASSO A un anno dalla prima fase dell’accoglienza, i profughi ucraini ospitati ad Abbiategrasso passeranno dal complesso dell’Annunciata a case (sempre in via Pontida, dove si trova l’ex convento) di proprietà dell’Asp Golgi Redaelli. Lo prevede una recente decisione della giunta del sindaco Cesare Nai.

    Nella fattispecie L’A.S.P. GOLGI-REDAELLI si impegna a locare con affitto a carattere transitorio, visti anche i vigenti accordi territoriali, (per un periodo non inferiore a un mese decorrente dalla data della stipula e non eccedente il termine del 31.12.2023 – data di attuale scadenza del permesso di soggiorno concesso ai rifugiati, e fatte salve le ipotesi di scadenza anticipata in conseguenza dell’adozione, da parte del Consiglio dell’Unione europea, della decisione di cessazione della protezione temporanea) a profughi ucraini segnalati dal Comune di Abbiategrasso delle unità abitative – non arredate e con utenze e tasse da accendere da parte del conduttore – site presso gli stabili di via Pontida 12, 14, 18, 20; eventualmente disponibili al momento della richiesta e compatibili con le necessità del futuro inquilino, anche in ordine all’indice di abitabilità riferito al nucleo familiare.

    L’Asp si impegna, inoltre , a prorogare il contratto qualora intervengano proroghe del permesso di soggiorno, fino ad ogni nuova scadenza del medesimo, ed entro il limite massimo di complessivi 18 mesi (compresivi di tutti i periodi di locazione già trascorsi) e a stipulare, direttamente con l’interessato, regolare contratto di locazione ai sensi delle norme vigenti in materia. Dal canti suo il Comune di Abbiategrasso si impegna a segnalare ad ASP Golgi-Redaelli soggetti in possesso quantomeno dei seguenti requisiti: regolarità dei documenti di soggiorno in capo a tutti i componenti del nucleo familiare interessato; possesso di occupazione lavorativa stabile in capo al soggetto firmatario del contratto, specificandone la natura, a garanzia della solvibilità: possesso dei requisiti di carattere giudiziario, e per contrarre con la P.A. secondo le norme vigenti in Italia; non avere a proprio carico pendenze debitorie di sorta né contenziosi con altra pubblica amministrazione sul territorio italiano.

    Il Comune si incarica anche di favorire i negoziati fra il soggetto segnalato e l’ASP Golgi-Redaelli, sin dalla presa di contatto con gli uffici aziendali competenti alla stipula del contratto di locazione e a verificare la possibilità di instaurare con l’ASP Golgi-Redaelli, se di reciproco interesse nei relativi ambiti istituzionali, più ampi impegni di collaborazione in risposta ai bisogni sociali e sanitario-assistenziali della popolazione Abbiatense