Categoria: Musica

  • Ecco “JAZZaltro Giovani” e “New Generation”: dal 20 marzo  nel Varesotto

    Ecco “JAZZaltro Giovani” e “New Generation”: dal 20 marzo nel Varesotto

    Due nuove manifestazioni, riservate ai talenti emergenti del jazz italiano, arricchiranno l’offerta culturale del Varesotto (ma non solo) a partire dalla primavera: si tratta di “JAZZaltro Giovani”, realizzata da Abeat Records, e di “New Generation”, organizzata da Area 101. La direzione artistica dei due cartelloni è a cura di Mario Caccia, noto imprenditore discografico (è sua l’etichetta Abeat) e infaticabile curatore di apprezzate rassegne che si svolgono sempre in provincia di Varese, da “JAZZaltro” a “Eventi in Jazz”.

    Il tutto è stato reso possibile con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, ideato per lanciare e valorizzare gli artisti under 35. E, per fortuna, in Italia i giovani musicisti di talento, che per l’occasione saranno affiancati da nomi di primo piano della scena jazz nazionale, non mancano. È il caso, per esempio, del trombettista e compositore Giovanni Falzone, che alla guida della sua Freak Machine inaugurerà mercoledì 20 marzo la rassegna “New Generation” al Cinema Teatro Nuovo-Area 101 di Olgiate Olona (Va) insieme al chitarrista Alessandro Lunedì, al bassista Giuseppe La Grutta e al batterista Andrea Bruzzone (inizio live ore 21, ingresso con libera donazione). Il quartetto eseguirà una serie di brani composti dal leader in forma non convenzionale e caratterizzati da forti componenti ritmiche e melodiche, che fanno parte del recente album “Canto terrestre”.

    L’obiettivo principale della band è quello di alternare momenti esecutivi con strutture ben definite per tutti gli strumenti e altri di puro interplay. Spiega Falzone: «Si tratta di un progetto che parte dal desiderio di omaggiare le mille sfaccettature della mia adorata terra di Sicilia. Le composizioni sono quasi tutte ispirate, prevalentemente, alle sonorità folk dell’area del Mediterraneo. Una sorta di retrospettiva, dove radici, passato e presente si fondono continuamente con tutte le esperienze, tra jazz, rock e musica classico-contemporanea, che ho maturato negli ultimi venticinque anni di carriera».

    Oltre a Giovanni Falzone, tra i big che affiancheranno i giovani musicisti sui palchi delle due rassegne figurano il pianista e compositore Enrico Pieranunzi, jazzista di fama internazionale, il contrabbassista Massimo Moriconi, per oltre trent’anni accanto a Mina, il batterista Stefano Bagnoli, formidabile scopritore di talenti, e Max Trabucco, anch’egli batterista e molto attivo in ambito didattico.

    Tra le tante promesse chiamate a esibirsi per “JAZZaltro Giovani” e “New Generation” spiccano la cantante Emilia Zamuner, che vanta già collaborazioni prestigiose con musicisti del calibro dello stesso Moriconi, Flavio Boltro, Daniele Di Bonavenutra e Daniele Sepe; il chitarrista Christian Mascetta, dotato di una creatività e di una tecnica fuori dal comune; il flautista Aldo Di Caterino, che ha all’attivo registrazioni ed esibizioni con musicisti quali John Surman, Gabriele Mirabassi, Vince Abbracciante, Nando Di Modugno e Guido di Leone; il contrabbassista Carlo Bavetta, tra i più versatili della sua generazione; i gemelli Cutello, cioè Giovanni (sassofono) e Matteo (tromba), membri insieme al pianista Giuseppe Vitale e al contrabbassista Stefano Zambon del We Kids quintet guidato dal batterista Stefano Bagnoli; infine, il batterista Cesare Mangiocavallo, già accanto a Enrico Pieranunzi, Roberto Tarenzi, George Garzone e Ameen Saleem.

    Rassegna New Generation
    Mercoledì 20 marzo, Olgiate Olona (Va)

    Cinema Teatro Nuovo-Area 101, via Bellotti 22
    Giovanni Falzone Freak Machine
    Giovanni Falcone (tromba, elettronica), Alessandro Lunedì (chitarra), Giuseppe La Grutta (basso elettrico), Andrea Bruzzone batteria.
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

    Giovedì 2 maggio, Biella
    Biella Jazz Club, corso del Piazzo 29
    Moriconi-Zamuner e SEA quartet
    Massimo Moriconi (contrabbasso), Emilia Zamuner (voce), Riccardo Zamuner (violino), Alberto Marano (violino), Andrea De Martino (viola), Raffaele Rigliari (violoncello).
    Ore 21.30.
    Ingresso: 10 euro.

    Sabato 18 maggio, Varese
    VareseVive, via S. Francesco d’Assisi 26
    Christian Mascetta trio – Out of Space
    Christian Mascetta (chitarre), Pietro Pancella (basso elettrico), Michele Santoleri (batteria).
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

    Giovedì 30 maggio, Biella
    Biella Jazz Club, corso del Piazzo 29
    Enrico Pieranunzi-Aldo Di Caterino ensemble
    Enrico Pieranunzi (pianoforte), Aldo Di Caterino (flauto traverso), Carlo Bavetta (contrabbasso), Cesare Mangiocavallo (batteria).
    Ore 21.30.
    Ingresso: 10 euro.

    Il calendario della rassegna è in costante aggiornamento.
    Maggiori info: www.area101.it

    Rassegna JAZZaltro Giovani
    Venerdì 3 maggio, Olgiate Olona (Va)

    Cinema Teatro Nuovo-Area 101, via Bellotti 22
    Moriconi-Zamuner e SEA quartet
    Massimo Moriconi (contrabbasso), Emilia Zamuner (voce), Riccardo Zamuner (violino), Alberto Marano (violino), Andrea De Martino (viola), Raffaele Rigliari (violoncello).
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

    Venerdì 17 maggio, Olgiate Olona (Va)
    Cinema Teatro Nuovo-Area 101, via Bellotti 22
    Christian Mascetta trio – Out of Space
    Christian Mascetta (chitarre), Pietro Pancella (basso elettrico), Michele Santoleri (batteria).
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

    Venerdì 31 maggio, Castellanza (Va)
    CineTeatro Dante, via Dante Alighieri 5
    Enrico Pieranunzi-Aldo Di Caterino ensemble
    Enrico Pieranunzi (pianoforte), Aldo Di Caterino (flauto traverso), Carlo Bavetta (contrabbasso), Cesare Mangiocavallo (batteria).
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

    Il calendario della rassegna è in costante aggiornamento.
    Maggiori info: www.jazzaltro.it

  • Cerano: il ritorno di Bugo con il suo nuovo album

    Cerano: il ritorno di Bugo con il suo nuovo album

    Da venerdì 15 marzo, è disponibile in fisico nel formato vinile e in digitale “PER FORTUNA CHE CI SONO IO”, (https://ada.lnk.to/fortunachecisonoio) il nuovo album del rivoluzionario cantautore BUGO (7 srl/ADA Music).

    “Per fortuna che ci sono io” è come un manifesto, un grido di libertà. Attraverso i testi vibranti e i riff di chitarra incisivi, BUGO esplora il suo mondo senza freni né barriere, mostrando la sua autenticità senza compromessi, come solo lui sa fare.

    I quattro singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album sono “UN BAMBINO”, “ROCK AND ROLL”, “NON LO SO!” e “PER FORTUNA CHE CI SONO IO” (online il video del brano, girato all’Allianz Stadium di Torino, con la regia di Mehmet Gurkan e il montaggio curato da Mauro Gianesini, mentre il direttore della fotografia è Lucia Fontana: https://youtu.be/l43O3Agvh7Q?si=Rkpx3Lzzg3wwIqDK).

    L’album prodotto da BUGO è stato registrato da Olmo Gianni, Gabriele Cortese e Michele Marelli presso Monolith Studio di Brescia e La Casetta Recording Studio di Paderno Franciacorta, mixato da Emiliano Bassi presso Pop’s Garage Studio 2.0 di Milano. È stato suonato da BUGO (voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, pianoforte, armonica, percussioni), Marco Montanari (chitarra elettrica, chitarra acustica, pianoforte, cori), Luca Manetti (basso, chitarra acustica e cori), Stefano Doninelli (batteria), Michele Marelli (batteria e percussioni) ed Emiliano Bassi (percussioni e hammond).

    Questa la tracklist di “PER FORTUNA CHE CI SONO IO”: “Per fortuna che ci sono io”; “Bilancio di coppia”; “Un bambino”, “Carciofi”, “Tito”, “Finalmente io ti vedo sicura”, “Rock and roll”, “Salvo il tuo nome”, “Scivola via”, “Zeno”, “Non lo so!”; “Mica siamo ad Hollywood”.

    «Torno a casa per la via del rock and roll, un’arteria pulsante che mi riporta alle mie radici più autentiche. Questo disco è vero, onesto, diretto, registrato con la mia band, i miei compagni di viaggio lungo questa strada selvaggia e meravigliosa – dichiara BUGO – È ciò di cui abbiamo bisogno, una boccata d’aria fresca, un urlo di gioia, l’ennesimo atto di fuga».

    La copertina dell’album e le foto sono del fotografo Mehmet Gurkan – Memo Media Production.

    Cristian Bugatti, noto come Bugo, è nato a Rho (MI) nel 1973, ma è cresciuto a Cerano (NO). Ha iniziato la sua carriera nel circuito musicale alternativo, debuttando con l’album “La prima gratta” nel 2000, seguito da “Sentimento westernato”. Nel 2002 ha firmato con una major e ha ottenuto visibilità nazionale con l’album “Dal lofai al cisei”, ricevendo dalla stampa il soprannome di “fantautore”. Nel 2004 ha pubblicato l’album “Golia & Melchiorre”, seguito nel 2006 da “Sguardo contemporaneo”. Nel frattempo, ha continuato l’intensa attività live. Il 2008 è l’anno che ha rappresentato una svolta con l’uscita dell’album “Contatti”.

    Nel 2011, il suo album “Nuovi rimedi per la miopia” è diventato colonna sonora del film “Missione di pace” di Francesco Lagi, presentato al Festival del Cinema di Venezia. Bugo viene riconosciuto come uno dei grandi della musica italiana dal giornale britannico The Guardian ed è stato definito “l’inafferrabile rivoluzionario della canzone italiana” dalla rivista Rolling Stone. Nel 2016 ha pubblicato l’album “Nessuna scala da salire”, che raggiunge la prima posizione nelle vendite dei vinili. Nel 2018, è uscito “Rockbugo”, la sua prima raccolta ufficiale con brani riarrangiati in chiave rock. Nel 2020, viene pubblicata la “Platinum collection” che include i suoi brani più rappresentativi. Bugo ha partecipato come concorrente nella categoria big al Festival di Sanremo nell’edizione 2020 e sempre nel 2020 ha pubblicato l’album “Cristian Bugatti”.

    Nel 2021 è tornato sul palco del Festival di Sanremo, con il brano “E invece si” e nello stesso anno ha pubblicato la riedizione “Bugatti Cristian”. Nel 2022 è stato il conduttore del concertone del Primo Maggio e ha partecipato come concorrente al programma televisivo Pechino Express. Nel 2024 è nato “Bugo Podcast”, il podcast online su Spotify, che racconta la sua carriera e non solo. Oltre alla musica, Bugo continua a coltivare la sua passione per lo sport, in particolare il calcio, sostenendo gli obiettivi solidali della Nazionale Italiana Cantanti sia dentro che fuori dal campo.

  • Pino Scotto e la sua militanza rock, questa sera, al Peyote di Magenta

    Pino Scotto e la sua militanza rock, questa sera, al Peyote di Magenta

    “Giovedì 7 marzo, Pino scotto si racconta al Peyote di Magenta, in parole e musica, storie di rock ‘n’ roll in acustico con il chitarrista Steve Volta. Per prenotazioni tavoli: 347 893 2562”.

    Uno dei nomi più iconici e meno ortodossi della scena rock italiana, Pino Scotto, sbarca questa sera- dopo le 21- al Peyote Cafè di Magenta. Bel colpo di Davide Valenti e dell’art director Federico Scarioni, che tengono viva la passione e il ‘buon costume’ della cultura e della musica live, ormai quasi scomparsa.

    Pino Scotto rappresenta, senza ombra di dubbio, un’icona del rock nazionale. Carismatico e grintoso singer dalle marcate influenze blues, dotato di una voce profonda e graffiante, rappresenta la migliore incarnazione della figura del rocker mai apparsa in Italia. La sua carriera ha ufficialmente inizio al termine degli anni ’70, quando incide il primo 45 giri con i Pulsar; dopo qualche tempo diviene frontman dei Vanadium, la heavy rock band più importante della scena italiana, con cui realizza otto grandi album (sette di questi al ritmo di uno all’anno, fatto impensabile per una rock band della penisola) e con cui può permettersi di affrontare tour regolari dentro e fuori dai confini del nostro paese.

    VANADIUM!!

    Il debutto “Metal Rock” (1982), lavoro istintivo ed impregnato di quel sound che fece grandi i mitici Deep Purple, riesce nell’impresa di vendere 8.000 copie ed un buon successo, di critica e di vendite, lo riscuote anche il seguente “A Race With The Devil” (1983), ma è con l’album “Game Over” (1984) che la band raggiunge, fra lo stupore degli addetti ai lavori, la cifra record di 54.000 copie vendute solo in Italia. Per il successivo disco dal vivo “Live On Streets of Danger” (1985), primo live pubblicato da una heavy rock band italiana e per “Born to Fight” (1986), i Vanadium girano addirittura due video, regolarmente programmati su Videomusic: “Easy Way to Love”, tratta dal secondo LP sopra citato e registrata al Marquee di Londra, diviene il tema portante della trasmissione TV Discoring, mentre “You Can’t Stop The Music”, brano inedito contenuto nel live, rappresenta uno dei primi esempi di testimonianza video da parte di una band italiana.
    In seguito al fallimento della loro etichetta, la Durium, il gruppo vede interrompere bruscamente la scalata verso il successo dell’ultimo lavoro in studio “Corruption of Innocence” (1987), prodotto da Jim Faraci (Ratt, Poison, Guns N’Roses), ma riesce ugualmente a riprendersi: con grande coraggio e molta voglia di mettersi in discussione, entra nella scuderia della Green Line/Ricordi dando alla luce l’album “Seventheaven”, un disco ottimamente prodotto da Guy Bidmead (Motorhead, Tina Turner, Wratchild) e più improntato sul versante del rock americano, molto in voga in quel periodo. In questo lavoro Pino addolcisce notevolmente il timbro della sua voce, dimostrando di possedere un’impostazione molto versatile, adatta ad esaltare il gusto della melodia tipico dell’A.O.R. (Adult Oriented Rock), specialmente in tracce come la celebre “Take My Blues Away” e “To Be a Number One”. La distribuzione e la promozione di questo LP, però, vengono vanificate dall’incompetenza della nuova etichetta, che non garantisce al gruppo un supporto adeguato.

    DA SOLO

    Dopo quest’ultima esperienza la band decide di prendersi una pausa: fra il 1990 ed il 1992 Pino Scotto realizza il suo primo album solista in lingua italiana “Il Grido Disperato di Mille Bands” (a cui contribuiscono l’axe – man di Vasco Rossi Andrea Braido, Luigi Schiavone, chitarrista di Enrico Ruggeri e l’armonicista Fabio Treves) ed intraprende un tour con il suo Jam Roll Project, che lo vede ospite anche sull’importantissimo palco del Monsters of Rock, dove divide la scena, fra gli altri, con Black Sabbath, Megadeth, Iron Maiden, Pantera e Testament.
    Successivamente, nell’ambito della rassegna “Spazio D’Autore” gli viene consegnato il Grammy per l’album e la credibilità del personaggio.
    Nel 1993 inizia a collaborare con artisti del livello di Luigi Schiavone, Antonio Aiazzi dei Litfiba, Fabrizio Palermo dei Clandestino (ex band di Ligabue) ed il compagno di mille avventure Lio Mascheroni, con cui forma il “Progetto Sinergia” e realizza un album omonimo nel 1994.
    Il 1995 segna un ritorno importante: con gli storici Vanadium pubblica un magnifico disco cantato in italiano, “Nel Cuore del Caos”, che vede il gruppo impegnato in un lungo tour che si protrae fino al termine del febbraio 1996. Successivamente esce la compilation “Segnali di Fuoco”, che raccoglie tracce presenti negli ultimi tre album pubblicati da Scotto (“Il Grido Disperato di Mille Bands”, “Progetto Sinergia”, “Nel Cuore del Caos”) ed alcuni brani inediti (prodotti dalla RIMA Records) che vedono coinvolti nella loro realizzazione, oltre ai membri degli immortali Vanadium, anche altri artisti come Ronnie Jackson ed i già citati Andrea Braido e Fabio Treves. Oltre ai tredici pezzi contenuti in questa raccolta, commercializzata a prezzo ridotto per espresso volere di Pino, troviamo anche una traccia multimediale a cura di Giuseppe Galliano ed un interessante allegato (solo con le prime 1.000 copie del cd) comprensivo di un mini – fumetto disegnato da Giacomo Basolu, tratto dalla monografia “Standing Rock (Lo Scotto Da Pagare)”.
    L’ultima creatura partorita dalla fertile mente del carismatico vocalist è l’album “Guado”, disco sanguigno articolato in undici grandi pezzi, in cui il Nostro si avvale della collaborazione di Norman Zoia, di membri di band rinomate come Extrema e Timoria e di artisti di livello internazionale come la cantante Aida Cooper ed il sassofonista Claudio Pascoli. Ancora una volta, Pino ribadisce nei testi il suo impegno nell’affrontare tematiche profondamente ancorate al sociale, da sempre elemento di distinzione della sua musica. Da molti anni, il rilievo storico e l’importanza di questo fondamentale artista, regolarmente iscritto all’Albo dei giornalisti come pubblicista, vengono riconosciuti ufficialmente da due riviste specializzate, “Tutto Musica e Spettacolo” e “Hard!”, testata che dà il via ad una interessante collaborazione con Scotto: in ogni numero del giornale troviamo uno spazio, denominato “Way to Rock”, in cui il singer milanese esprime le proprie opinioni riguardo al music business ed altri argomenti di attualità (musicali e non). Il coraggio di perseverare nelle proprie scelte artistiche contro tutto e tutti e la capacità di sprigionare, oggi come un tempo, un’energia ed una forza inarrivabili, fanno di Pino Scotto un’autentica leggenda, un personaggio senza il quale, nel nostro paese, la parola rock sarebbe destinata a perdere il suo più autentico e genuino significato.

    Insomma, una serata da non perdere per tutti gli amanti del genere: musica, parole, rock e la buonissima birra ‘ceca’ che il Peyote serve da alcuni mesi. Ingresso libero, per chi volesse cenare il numero da chiamare è quello in apertura del pezzo.

  • La musica mi ha salvato e lo farà ancora. Pippo Pollina a colloquio con la nostra Monica Mazzei

    La musica mi ha salvato e lo farà ancora. Pippo Pollina a colloquio con la nostra Monica Mazzei

    Si dice che ‘nessuno è profeta in patria’, affermazione ancora molto vera per il cantautore Pippo Pollina che però, negli ultimi anni ha rinsaldato con successo, anche il proprio rapporto umano e artistico con l’Italia e con la sua regione d’origine, la Sicilia.

    Quel che non si dice, è che questo incredibile artista ha venduto centinaia di migliaia di copie dei propri dischi, soprattutto nei Paesi germanofobi. Un compositore originale e poli musicista (anche scrittore da qualche anno), che unisce tutte le proprie conoscenze per fonderle in note. Tutto ciò con la strabiliante umiltà e semplicità dei veri saggi, così oggi si definisce lui ed io confermo.

    Dell’artista sono già previste date di questo tour che vanno avanti sino al 2025.

    “… Il transito placa l’ego e la permanenza non ci appartiene. Siamo come lucciole nella notte e solo quando l’attimo è nudo, la musica nasce…”.

    Con questi versi il noto cantautore ha aperto, mercoledì 28 febbraio, al Teatro Sociale, la data ticinese di Nell’attimo Solo Tour 2024, originato dal suo nuovo album appena uscito “Nell’attimo – Dieci canzoni fatte a mano”, pubblicato da Jazzhaus Record.

    Di questo album, dove vengono decantati sentimenti come amore ed amicizia, nello stile di Pollina, che nell’anima è rimasto quel ragazzo non intaccato dal tempo e dai dispiaceri, e che ancora ci porta una voce che ci narra con poesia e speranza, abbiamo potuto godere durante il suo concerto. Benché dal vivo si esibisca in solitaria, nell’album bisogna segnalare le notevoli partecipazioni sonore di Gianvito di Maio alla fisarmonica, Stefania Volontà al violoncello, Roberto Petroli al clarinetto,

    Si è trattato della prima data di lingua italiana, dunque di una prima assoluta, poiché le altre si sono tenute finora in diverse regioni linguistiche della Svizzera.
    Con un palcoscenico dotato di una installazione video, per tutta la durata del live, il cantautore ha suonato e cantato molte volte, in sincronia con gli artisti rivisti nei filmati, conferendo un contributo emozionale potente a tutta la serata.
    Alcuni volti non ci sono più, come quello del Maestro Franco Battiato, al quale Pippo era legatissimo e con il quale ha avuto un rapporto di intensa confidenza e stima amicale; altri, come il vivente Giorgio Conte, hanno “partecipato” al live attraverso la registrazione del video e nel caso in particolare, Conte, con la sua voce ha contribuito al brano “Mare mare mare”, di Pollina.
    Un brano nel quale mi rispecchio molto: molti possono essere i problemi ed i travagli dell’esistenza, ma un giorno al mare regala quell’attimo di illusorio paradiso, un po’ di ossigeno e fantasia all’anima; e pazienza se qualche volta ci si sente un po’ “idioti e superficiali”.
    Pippo Pollina è un artista che si è guadagnato un pubblico affezionato e sterminato, grazie unicamente alla sua capacità di mettere su note, testi che spaziano da temi come la Mafia, alla noia di un momento, ai ricordi che a volte ci legano al passato anche in modo doloroso, ma che non possiamo buttare via dagli anfratti del cuore.

    “Aspettando che sia mattino”, brano del 1987, è quello cui è affidato il compito di tessere il filo invisibile di unione con la platea praticamente sold out di mercoledì. Come promesso, questo concerto avrebbe ridato vita a tutti i migliori pezzi del polistrumentista, dal suo più lontano passato ad oggi.
    Difatti, si tratta di una perla documentaria considerevole: dagli Agricantus agli Inti-Illimani, ai nomi appena citati, Pollina ha messo in scena un proprio vissuto artistico che riesce a coinvolgere le presenze dei più influenti volti, in 40 anni di musica italiana.

    “Il palco è una patria”, ha interloquito, iniziando un dialogo che durerà oltre due ore e mezza, “nel quale io incontro un pubblico fatto di amici decennali, con il quale condividere qualcosa di importante. E non importa se in Italia, in Germania o qui in Svizzera: siamo tutti uniti dall’amore per la musica”.

    Pippo è nato artisticamente tardi, come rammenta: la sua prima chitarra gli fu regalata dal nonno che aveva già 15 anni, quindi in ritardo, rispetto alla media; ma poi è ‘esploso’ subito, ed un anno più tardi, già suonava con la sua band.
    Preponderante nella sua musica è sempre stata la lotta politica a favore degli operai e dei contadini, aspetti che negli anni Settanta, lo portavano ad essere invitato a suonare a tutti i comizi elettorali dell’Unità. Negli anni Ottanta invece, questa ispirazione sociale andava scemando, sino a ridursi a lumicino, per i motivi che possiamo immaginare: ci affacciavamo all’era del “pop”, invasa da quei volti idol , che avrebbero modificato per sempre l’universo musicale.

    Lui sarebbe comunque sopravvissuto a tutte le rivoluzioni in atto: mentre l’Italia entrava in una specie di trance della coscienza, accesi discorsi politici infiammavano tutta la Mitteleuropa, e non ci volle molto che con la sua band, e più precisamente nel 1984, sarebbe stato invitato a Berlino Est, in piena Guerra Fredda.
    Il cantautore non dimenticherà mai quando gli chiesero una intervista che doveva uscire nei maggiori Tg tedeschi dell’epoca, e lui si addentrò in considerazioni sul nucleare, ecc, per poi scoprire che ne avevano messo in onda appena il 2%!

    Sfumando su questo ricordo, Pippo si accinge a suonare le note di “Laddove crescevano i Melograni”.

    Pippo è quello che potrebbe essere definito un ‘operaio della musica’. Ha iniziato la sua gavetta come artista di strada e per non pochi anni, ha girato così tutto il Centro Europa. Non era attratto così tanto dalla Svizzera: vi è finito quasi per caso e vi ha messo le radici che perdurano oggi. Lui stesso si domanda se facesse pena o meno a chi, senza guardarlo mai negli occhi, si avvicinava con un sorriso ad ascoltarlo, dondolando la testa e lasciando sul cappello qualche manciata di monete.
    Lui stesso non nutriva particolari speranze o sogni: un trascorso da laureato quale avvocato (come tutti i maggiori esponenti del cantautorato italiano!), e da giornalista, avrebbe potuto avere una vita comoda e borghese, soprattutto come legale.

    Invece ha scelto la strada della poesia e dei sogni, che non garantivano nulla, nemmeno il pane: è stato il destino con svariati incontri casuali, a segnare i suoi passi seminandone un cammino che ha dello straordinario.
    I suoi occhi vispi risplendono dalle immagini in bianco e nero, dove appare un Pippo magrissimo e sorridente, con il viso spavaldo ed ingenuo di chi non si pone domande, ma vive appieno solo il proprio grande sogno e dunque, suona, canta e basta.
    Ad animarne lo spirito, solo la fede nella pace, la speranza e la fantasia, sentimenti nei quali l’amore per la cultura vinceva su tutto, anche sul timore per il futuro e sul grande interrogativo se esista un posto per tutti a questo mondo.

    A questo punto, si spandono le note di “Camminando”, il brano probabilmente più rappresentativo della personalità dell’autore, da sempre in ‘cammino’, sia in senso metaforico che reale.

    In questo senso non poca rilevanza ha per l’artista, l’importanza dei flussi migratori. Lui stesso ne ha fatto parte, ma attraverso di essi, ha sperimentato esperienze personali eccezionali, decidendo di dedicare un album al cileno Victor Jara, suonato in collaborazione con gli Inti-Illimani, quale è scaturito il suo più noto cavallo di battaglia “Il Giorno del Falco”.

    Di questa canzone, così significativa nella sua vita, Pippo incise una specie di seguito, intitolato “Ancora Camminando”, con l’amico artista svizzero-tedesco Linard Bardill: fu quest’ultimo, dopo averlo ascoltato in esibirsi per strada per le vie di Lucerna, a proporgli di seguirlo nel proprio studio di registrazione. Questo incontro casuale ma meritato dal solido talento di Pollina, sancì la prima vera svolta nella vita artistica dell’autore, che da anni aveva abbandonato i primi gruppi folk dei suoi primi passi palermitani.

    Riassumere tutta la vita editoriale, musicale e giornalistica di Pippo non è comunque possibile: in ogni live egli ha portato capitoli di storia, segnati da personalità che hanno lottato contro la Mafia, da collaborazioni con innumerevoli filosofi, scrittori ed altri musicisti e cantautori.

    Forse ancor più degno di nota, proprio per questo motivo, in questo capitolo 2024 nel nostro piccolo ma bellissimo teatro, che Pippo definisce ogni volta come il più bello della Svizzera, è il riferimento alla tragedia aerea di Ustica, prima di tutto con il brano “Ultimo Volo”, che diede il nome anche ad una piece teatrale dedicata a questo fatto di cronaca che impiegò decenni ad essere almeno in parte chiarificato. La prima teatrale andò in scena al Teatro Manzoni di Bologna, nel lontano 2007, e molte furono le collaborazioni importanti per un allora quasi sconosciuto Pollina: attraverso le proiezioni di mercoledì, abbiamo potuto apprezzarne alcuni ragguardevoli istanti. Di lì a poco sarebbe stato inaugurato anche il Museo della Memoria Ustica a Bologna, e questo spettacolo era servito a celebrarne l’apertura.
    Collaborarono a questa opera nomi come Arturo Toscanini.

    Non è mancato durante il live, un tocco di carnale romanticismo, grazie al tormentato brano “L’anima ombrosa del mio verbo”, con il flauto di Roberto Pietroni, sempre live attraverso filmato.

    La scaletta con gli altri brani musicati sul palco:

    Signore da qui si domina la Valle
    Una cover di Prospettiva Nevski di Battiato
    Sambadiò
    Sotto la ruota
    La Strada
    Le prossime date per l’Italia:

    20.03. IT -Palermo, Teatro Agricantus
    21.03. IT -Sicilia Occidentale

    22.03. IT -Canicattì (AG), Teatro Sociale
    23.03. IT -Crotone, Sala Raimondi
    24.03. IT -Leverano (LE), Teatro Comunale
    12.04. IT -Torino, Folk Club
    13.04. IT -Trento, Teatro San Marco
    14.04. IT -Grottammare (AP), Teatro delle Energie
    19.04. IT -Bergamo, Cineteatro Boccaleone

    A cura di Monica Mazzei
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com

  • L’abbiatense Fabrizio ‘Bicio’ Leo ancora in tour con Renato Zero

    L’abbiatense Fabrizio ‘Bicio’ Leo ancora in tour con Renato Zero

    Non c’è praticamente mai pausa nella carriera di un musicista di successo. Lo sa bene Fabrizio Leo, universalmente noto come Bicio, chitarrista abbiatense che in questi giorni è tornato sui palchi più important d’Italia a fianco di uno degli artisti più iconici della musica italiana: Renato Zero.

    Nato il 28 luglio 1971 ad Abbiategrasso, a 16 anni Bicio impara a suonare la chitarra da autodidatta sulle orme di grandi artisti internazionali del calibro di Greg Howe e Vinnie Moore ritagliandosi ben presto lo status di uno dei talenti più cristallini del panorama italiano e internazionale. Nel corso degli anni Bicio ha suonato con Lucio Dalla, Giusy Ferreri, Eros Ramazzotti, Bobby Solo, Loredana Bertè, Renato Zero e molti altri ancora fino al 2006, quandodiventa il primo artista italiano a produrre un disco (Cutaway) con il leggendario produttore americano della Shrapnel Records, Mike Varney.

    Ai tour e ai tantissimi concerti si aggiungono le collaborazioni con show televisivi come Zelig “Facciamo Cabaret”, Domenica In, Miss Italia, Top of the Pops, Buona Domenica, La Ruota della Fortuna (per la quale ha realizzato la sigla) e svariate pubblicità andate in onda sul piccolo e grande schermo. Una per tutti, la ormai celeberrima sigla di 4 Ristotanti, il format condotto e portato al successo da chef Alessandro Borghese.

    Bicio ha avviato la tournee con Renato Zero nel fine settimana appena trascorso, a Firenze. Complessivamente saranno 14 gli appuntamenti nei palasport di Firenze e Roma, molti dei quali andati subito sold out, a tratteggiare questo nuovo viaggio nel rivoluzionario e caleidoscopico universo di Zero, ennesimo segno tangibile dell’irresistibile richiamo per il suo affezionato pubblico. Renato Zero sarà protagonista con sei date al Nelson Mandela Forum di Firenze per poi sbarcare con 8 appuntamenti nella sua Roma (il 13-14-16-17-20-21-23-24 marzo al Palazzo dello Sport).

    Nel tour sarannoo eseguiti i brani contenuti nell’ultimo album Autoritratto. Renato Zero, che ha ideato, scritto e diretto lo spettacolo, sarà affiancato on stage da una superband composta da 11 musicisti (Danilo Madonia – direzione musicale, tastiere e pianoforte; Lorenzo Poli – basso; Lele Melotti – batteria; Bruno Giordana – tastiere e sax; Rosario Jermano – percussioni; Giorgio Cocilovo – chitarre; Fabrizio Leo – chitarre; Stefano Bergamaschi – tromba; Emanuele Feliciani – tromba; Elisabetta Mattei – trombone; Fabio Tullio – sax), un coro a 10 voci e dall’orchestra Piemme Project coordinata dal primo violino Prisca Amori; gli arrangiamenti sono a cura del maestro Alterisio Paoletti e del maestro Adriano Pennino. A sublimare le performance di Renato Zero, autentico catalizzatore di energia ed emozione, la scenografia a cura di Igor Ronchese e Gigi Maresca, il light design di Francesco De Cave e i coinvolgenti visual affidati alla direzione di Younuts! (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia), a legare spettacolo e racconto con un impatto fortissimo sulla messa in scena. Un forte in bocca al lupo a Bicio da tutti noi di Ticino Notizie e idealmente dai tanti, anzi tantissimi amici e fan della sua nativa Bià.

    LE DATE DEL TOUR
    5 MARZO 2024 – FIRENZE @ NELSON MANDELA FORUM – SOLD OUT

    6 MARZO 2024 – FIRENZE @ NELSON MANDELA FORUM – SOLD OUT

    9 MARZO 2024 – FIRENZE @ NELSON MANDELA FORUM – SOLD OUT

    10 MARZO 2024 – FIRENZE @ NELSON MANDELA FORUM

    13 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

    14 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

    16 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT – SOLD OUT

    17 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT – SOLD OUT

    20 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

    21 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

    23 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

    24 MARZO 2024 – ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

    14 GIUGNO 2024 – BARI @ ARENA DELLA VITTORIA – NUOVA DATA

    21 GIUGNO 2024 @ NAPOLI – PIAZZA DEL PLEBISCITO – NUOVA DATA

  • Legnano. Verso il Rugby Sound Festival il 27 giugno di scena i Röyksopp

    Legnano. Verso il Rugby Sound Festival il 27 giugno di scena i Röyksopp

    Attivi del 1998, i Röyksopp sono tra le formazioni di musica elettronica più longeve di sempre. Le loro sonorità sono state spesso definite “warm”: un insieme di elettronica downbeat che si combina con elementi della musica house, drum and bass e suoni afro-americani.

    Biglietti disponibili da domani, 27 febbraio, alle 15 su Ticketmaster, TicketOne e Mailticket in formula early ticket e con possibilità di acquisto anche di early entry, ovvero un biglietto che dà accesso anticipato rispetto all’apertura porte generale.

    Prende forma la programmazione del Rugby Sound Festival, giunto quest’anno alla sua ventitreesima edizione. Nato nel 1999, l’evento del milanese è uno dei festival storici più attesi, in grado di offrire di anno in anno una programmazione ricca e di qualità, che richiama fan e curiosi da tutto il territorio. Anche nel 2024 l’evento è organizzato in collaborazione con Shining Production e con il supporto del Comune di Legnano.

    Il programma e tutte le informazioni sono disponibili su
    www.rugbysound.it

    FOTO BAND: Credits Stian.Andersen

  • Proseguono le serate Jazz della Maxentia Big Band all’Ideal Magenta

    Proseguono le serate Jazz della Maxentia Big Band all’Ideal Magenta

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Prosegue la collaborazione della nostra Associazione con IdealMagenta.
    Per il mese di marzo è stata preparata la programmazione delle serate dei venerdì (la locandina è allegata), che alle ore 22 propone questi interessanti appuntamenti nella sala Green House al piano terra:

    – venerdì 1° marzo – la Maxentia Big Band diretta da Eugenia Canale proporrà un repertorio di classiche canzoni swing dedicate a chi vorrà cogliere l’opportunità per danzare con le musiche di una grande orchestra (locandina allegata);
    – venerdì 8 marzo – serata con gli standard del Jazz proposti dalla formazione Jazz
    Friends Quintet;
    – venerdì 15 marzo – serata Jazz col la formazione Grizzled Trio che propone la
    rivisitazione di brani famosi;
    – venerdì 22 marzo – serata Cool Jazz Project con Mario Mariotti Octet.

    L’ingresso è libero sino a esaurimento dei posti disponibili. Per info: tel. 329-1694130, Email: info@IdealMagenta.com.

    La programmazione di IdealMagenta è disponibile su: http://www.IdealMagenta.com/.

    Altre informazioni su:

    http://www.maxentiabigband.it
    http://www.idealmagenta.com/

  • Estate 2024, i Pooh tornano in tour

    Estate 2024, i Pooh tornano in tour

    Dopo il grande successo del tour che li ha visti protagonisti nel 2023 tra stadi, Arene di Verona, arene estive e palasport, i Pooh sono pronti a tornare live a grande richiesta anche nel 2024 con Pooh – Amici x sempre estate 2024, oltre 20 date nelle location più suggestive d’Italia.

    “È tempo di ripartire e ci aspetta un’estate di rinnovati abbracci con tutti voi che, da sempre, amate la nostra musica e ci avete stimolato a proseguire il tour AmicixSempre – dichiarano i Pooh -. Per ringraziare la vostra passione e onorare la nostra musica abbiamo scelto una serie di location esclusive, dove tutto prende un senso e diventa magia.Vi aspettiamo per cantare e condividere una storia che oramai appartiene a tutti voi”. Un vero e proprio viaggio nella grande bellezza italiana attraverso la musica di una delle band più longeve e amate dal pubblico.

    Grande partenza per questo tour che vedrà i Pooh esibirsi nelle location più suggestive del Bel Paese: il via l’11 e 12 giugno alle Terme di Caracalla di Roma mentre il 5 e 6 luglio due serate speciali in Piazza San Marco a Venezia.Una serie di concerti imperdibili per rivivere ancora una volta la storia dei Pooh attraverso i loro più grandi successi, da Amici per sempre a Tanta voglia di lei, da Parsifal (capolavoro della band uscito nel 2023 in una speciale versione per il 50esimo anniversario) a Dammi solo un minuto, solo per citarne alcuni.Rtl 102.5 è la radio partner degli eventi live Pooh – Amici x sempre estate 2024.Nati da un’idea di Valerio Negrini, in oltre 50 anni di carriera i Pooh hanno superato i 100 milioni di dischi venduti, hanno ottenuto un elenco spropositato di premi e riconoscimenti e si sono dimostrati dei pionieri per le rivoluzioni introdotte nei loro live, i temi trattati nei loro brani, l’uso della tecnologia moderna e la multimedialità e tanto ancora.I biglietti per le date sono disponibili in prevendita su Ticketone e punti vendita e prevendite abituali.

  • Barbara Festelli: direttamente dalla TV per stupirci. A cura di Monica Mazzei

    Barbara Festelli: direttamente dalla TV per stupirci. A cura di Monica Mazzei

    Recentemente ha partecipato ad una stagione di The Coach, noto talent musicale trasmesso da La7 Gold.
    Torna sulle scene dopo una pausa di 7 anni, dovuta alla malattia del suo amatissimo padre, in seguito scomparso.

    Collabora ed è stata seguita e lo è ancora da nomi importantissimi della musica italiana, come Roberto Tiranti, che si è occupato di molti cori per i musicisti che si esibiscono a Sanremo, tra le varie cose; e anche autori del calibro di Mineo e Finotti. Già perché, nonostante momenti dolorosi, non rinuncia al proprio sogno e, come ricorda sempre a tutti lei vive ancora per cantare.
    Ha girato inoltre delle clip altrettanto belle, delle quali parleremo.
    Barbara è molto grintosa ed al contempo, molto umile.
    Barbara ha pure alle spalle un vissuto di violenze subite da un ex compagno e ci racconterà anche di questo.

    Le dò il benvenuto sulle pagine di www.ticinoNotizie.it, il giornale online più letto della Lombardia.

    Iniziamo subito con la tua news più fresca ed importante. Il 16 febbraio sarai lanciata da TgSky24 con il tuo nuovissimo singolo “A me ricordi il tempo”. Raccontaci genesi e di cosa tratta.

    Deriva tuto da un pezzo che scrissi per mio papà nel 2016. Purtroppo però è uscito solo nel 2023, quando lui se ne era già andato da qualche anno… A quel punto avevo deciso di modificarlo un po’ e dedicarlo a mia mamma, che è in vita ed almeno può ascoltarlo. Non è stato semplice. Con mio papà riuscivo sempre ad esprimere le mie emozioni, mentre quando parlo con mia mamma, non riesco mai a dire quel che penso. Chissà, forse è proprio a causa della troppa confidenza che mi porta al dubbio che sia meglio lasciare stare molte cose, ed evitare di mettermi a nudo. Inoltre, con mia mamma non c’è mai stata l’abitudine di trasmetterci abbracci o tenerezze. È stato un rapporto sempre molto freddo il nostro. Questo brano racconta di come vivo questo rapporto con lei e di come io le ripeta spesso che la vita è una e bisogna godersela, perché ogni giorno è importante ed ogni giorno non torna.

    Come mai in seguito alla malattia del tuo papà ti sei fermata per 7 anni?

    Perché sono stata davvero molto dietro a lui… E quando è mancato, io mi sono chiusa nel mio mondo… Ho lasciato tutto e non volevo più sentir parlare di musica. Non Riuscivo nemmeno ad ascoltarla… Alcuni penseranno che sono esagerata o fuori luogo, ma penso ogni persona viva in modo diverso una perdita importante. Penso che nessuno debba mai giudicare nessuno. Io l’ho vissuto così ed alla fine sono persino contenta. Rivivrei e rifarei tutto. Per poi rifermarmi e ritornare il momento giusto per tornare a cantare!

    Io ho ascoltato anche l’altro tuo singolo “Fiori d’Inverno”. Di cosa parla questo brano con le tue parole?

    Voglio fare intanto un preambolo: non so se hai ascoltato anche “Smalto Viola”. Quel brano è scritto tutto da me. Dopo averlo scritto e dopo la sua pubblicazione, ho chiesto a Thomas Cerè che ha collaborato soprattutto per “Fiori d’Inverno”, di trasformare alcune frasi del primo secondo come le avrebbe scritte lui. Effettivamente, per lui che ha la “mano”, il brano è diventato molto più bello: prima o poi riuscirà anche quello completamente trasformato. Di “Fiori d’Inverno” abbiamo scelto il tema e abbiamo deciso fosse una canzone d’amore. Io ho scritto la mia parte, si tratta di un amore travagliato; e lui ha scritto la sua parte è come se fosse il seguito di quello che lui ha scritto per “Smalto Viola”. È come un grande legame.
    “Fiori d’Inverno” all’inizio si chiamava “Sola dentro”. “Fiori d’Inverno” è la fusione di un mio brano con uno suo.

    “Smalto Viola” è molto autobiografico per te… Ed è un tema purtroppo attuale, quello della violenza sulle donne.

    Purtroppo si e avrei voluto scriverla in termini molto più duri ma mi è stato consigliato di essere più soft, perché sarebbe bastato. Onestamente non la sento abbastanza mia, perché trovo che il risultato sia stato un po’ frivolo rispetto al tema ed al mio vissuto… Chi l’ascolta mi dice però che non è così. Io avrei voluto far emergere di più il senso di paura che ho vissuto, di come non riuscivo a liberarmi di lui. È ispirato ad un ex fidanzato stalker di quando avevo 19 anni, che mi ha perseguitata per tre anni. Provai a denunciare e la polizia non mi prese sul serio! Dovetti fuggire un periodo a Londra per liberarmi di lui, e penso alle donne che non possono farlo…

    Cosa consiglieresti oggi a delle giovani come Giulia, che si trovino nella stessa situazione?

    Prima di tutto di non accettare ultimi appuntamenti! (La sua voce è molto decisa). Io oggi sono più forte e non ho più paura, nonostante mi scriva ancora oggi che sono trascorsi quasi vent’anni! Mi limito a bloccarlo… E continuo la mia vita.
    Consiglio poi a tutte di ripararsi dai parenti ed evitare completamente contatti o rischi di incontri…

    “Un amore del genere” è invece un brano molto sofferto…

    È una canzone nata durante un mio ritorno da Roma. Un volo era in ritardo ed a me sono venute in mente tante cose… Ho collegato tutto a mio padre di nuovo, perché quando avevamo bisogno di confidenze, andavamo sempre in auto fino ad un aeroporto… Ed ho iniziato a scrivere, questo brano è nato da tante lacrime per un amore sofferto per il quale mi ero confidata molto con lui, che mi aveva dato la forza di rialzarmi.

    Come è stato per te girare delle clip? Raccontami di location e regia.

    Daniele Ciampi è stato il videomaker delle clip sino al 2016, per “Guardo avanti”. Da allora, quando ho ripreso nel 2023 con “La mia curiosità”, sono riuscita a superare tutti gli impacci e le mie rigidità di 8 anni fa… E sono molto contenta. La location è molto spesso Genova, la mia città del cuore, della quale amo soprattutto il mare!

    Chi è Barbara? sei un’artista, quindi è importante parlare della tua personalità. Sei più aggressiva o più romantica?

    Io mi definisco una ribelle! Se mi dici di non fare una cosa, certamente la farò! (ride)

    Ho sentito i tuoi brani e li trovo bellissimi, con testi sensibili e profondi e con delle musiche coinvolgenti: arrivano dritti al cuore come dei “vecchi amici”. Toccano temi personali e concreti ma ci leggo anche del sogno e della magia. Che cos’è il sogno per te?

    Ti ringrazio innanzitutto per le tue parole, perché ti reputo una vera critica e in tanti anni che ti conosco, so che quando dici qualcosa è perché lo pensi davvero… Pensando alla tua domanda: il sogno è una moneta con 2 facce. Un sogno può farti star bene ma allo stesso tempo ti può far cadere in un baratro. Ti fa stare bene perché per quanto mi riguarda mi ha sempre tenuta in vita. Ci sono però stati momenti, come quello che hai ricordato tu dei 7 anni nei quali sono stata assente per la malattia di mio padre, nei quali sono stata così male da non voler nemmeno ascoltare la musica. Sono i momenti nei quali cominci a credere che sognare troppo sia deleterio; o comunque accadono cose nella tua vita così dolorose che ti portano a non poter più sognare.
    Ma penso anche che alla fine i sogni vogliano prevalere nell’anima di una persona…

    Quali mete ti poni adesso che sei tornata?

    Eh… Obiettivi ne avevo tanti ma purtroppo penso che vista la lunga assenza, non dovrei aspettarmi molto. Per me adesso l’aspetto più importante è che la musica mi renda felice, e poi stare il più possibile sui palchi: mi manca starci e quando ci salgo, non scenderei mai! Attualmente, avendo appena iniziato, è difficile ricostruire delle band, ecc, però sto provando a riallacciare e spero al più presto di fare qualcosa di bello.

    Colgo la palla al balzo: quali sono state le tue esperienze sul palco più performanti ed emozionanti?

    È stata recente, quando ho partecipato al talent “The Coach”, è stato quello il primo palco dopo 7 anni. Era un palco televisivo, hanno fatto varie repliche e mi hanno richiamata spesso e per me è stata una gioia assoluta, perché non me ne sarei più andata! (ride)

    … Ed in questo talent tu hai conosciuto una persona che ha influito in modo decisivo nel successo di questo tuo ritorno…

    Si, ho incontrato Thomas Ceré. È un rapper bolognese. È un ragazzo molto giovane ma con idee chiare ed un talento. Abbiamo deciso di scrivere insieme uno degli ultimi brani appena usciti, che si intitola”Fiori d’inverno”, perché avevamo voglia di fare qualcosa insieme.
    Ci sono state varie critiche su questo brano, alcuni preferiscono lui, altri me, ad altri piacciamo insieme. Però secondo me stavamo bene insieme! Anche nel video mi sono divertita molto.

    E Roberto Tiranti in che contesto l’hai conosciuto?

    Roberto lo conosco da un sacco di anni, è un mio carissimo amico. Lui ha curato tra le altre cose, i cori per il brano “Ancora una volta”, di Marco Mengoni, ed è il mio mentore ed insegnante di canto. Lo dico apertamente anche se lui dice che non è vero, se dopo 7 anni sono riuscita a riprendere, il merito è suo. Lui mi ha infuso sicurezza e mi ha insegnato tutto. Non mi ha mai abbandonata.

    Visto che siamo in tema: qual è la difficoltà più grande che incontri quando canti?

    Riuscire ad emozionare. In passato per me era davvero molto difficile riuscirci. Forse è una mia idea. Nei brani nuovi, essendo scritti praticamente da me, visto che di solito collaboro anche con altri autori, evidentemente sono del tutto cucite su di me ed il mio vissuto. Ciò mi rende più facile trasmettere quello che sento.

    Raccontami qualcosa degli altri autori che collaborano con te.

    Manuel Finotti è uno dei primi. Ha 28 anni ma è già molto in gamba e conosciuto. È polistrumentista, autore e cantautore. Salvatore Mineo detto Principe, e autore e cantautore toscano, classe 1976. Principe ha scritto un sacco di canzoni per molti artisti famosi, come per esempio per Fiorella Mannoia, ha scritto l’ultima che è arrivata seconda a Sanremo: “Che tu sia benedetta”.Manuel invece si rivolge ai più giovani con un taglio più adatto a loro. Così ognuno ci ha messo del proprio, mentre io ho portato le mie storie, che loro hanno tradotto in emozioni musicali. Piano piano poi ho imparato anche io a mettere in musica le mie storie personali.
    Nello specifico, hanno collaborato a tutti i miei brani usciti dal 2023 in avanti.

    L’ultima domanda: scelte musicali e in che formati sono disponibili tutti i tuoi singoli?

    Tutte le scelte le fa Manuel Finotti, che si adatta molto ai miei stati d’animo. Invece tutti i miei singoli sono già da ora disponibili su tutte le piattaforme digitali ufficiali.

    Monica Mazzei
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com

    (vedi foto in basso)

  • Domenica 18 febbraio la mostra mercato dei dischi a Nerviano

    Domenica 18 febbraio la mostra mercato dei dischi a Nerviano

    Domenica 18 FEBBRAIO, visto il precedente grande successo di pubblico nella precedente edizione, ritorna all’OLD DUBLIN PUB in Via Gaspare Cogliati 10 a Nerviano, la Mostra Mercato del Vinile e Cd per HOBBISTI.

    La manifestazione organizzata dall’Old Dublin Pub e dall’Associazione culturale Rock Paradise è ormai un classico per il territorio dell’Alto Milanese e non solo.

    Vi parteciperanno numerosi espositori con migliaia di dischi in vinile, cd e dvd.

    Per chi intende esserci è disponibile un ampio parcheggio all’esterno del locale. Ingresso gratuito. Sarà possibile anche scambiare dischi e cd con gli espositori.

    Per i presenti possibilità di ristorarsi e pranzare all’interno del locale.