Categoria: Musica

  • Vasco 2024: data zero a Bibione il 2 giugno, poi San Siro

    Vasco 2024: data zero a Bibione il 2 giugno, poi San Siro

    Ebbene sì, arriva la conferma che la data zero, o “prova generale” aperta al pubblico, del Vasco Live si terrà il 2 giugno allo Stadio Comunale di Bibione. Un appuntamento ormai consueto con l’anteprima del concerto, alla vigilia della partenza vera e propria della grande carovana Vasco Live. “Ufficializziamo con entusiasmo questo importante appuntamento con la grande musica a Bibione: a giugno la nostra località sarà il centro dell’attenzione degli appassionati di musica rock italiana – dichiara il sindaco di San Michele al Tagliamento Flavio Maurutto – ospitando Vasco Rossi.

    Una vera e propria icona in grado di riunire attorno a sé un pubblico smisurato e fedelissimo, con pezzi entrati nella storia. Siamo orgogliosi di poter accogliere quello che si prospetta essere un evento indimenticabile per l’estate bibionese”. Il tour 2024 di Vasco Rossi parte da Milano allo Stadio San Siro con 7 date tutte sold-out, 07, 08, 11, 12, 15, 19 e 20 giugno, per proseguire con il poker a Bari, 25, 26, 29 e 30 giugno allo stadio San Nicola (tre date su quattro sono già sold-out). I biglietti per la data zero di Bibione del 2 giugno sono disponibili per il Blasco Fan Club dalle ore 12:00 di oggi. Gli utenti iscritti a My Live Nation avranno accesso ai biglietti dalle ore 12:00 del 31 gennaio su www.livenation.it. L’apertura vendita generale partirà dalle ore 12:00 del 1 febbraio su Vivaticket, Ticketmaster, Ticketone.

  • Cane sciolto.. ritorna: Omar Pedrini e Fede Scarioni il 3 febbraio al Peyote di Magenta

    Cane sciolto.. ritorna: Omar Pedrini e Fede Scarioni il 3 febbraio al Peyote di Magenta

    “Sabato 3 febbraio alle 21.30 al Peyote (strada cascina Peralza, Magenta) ci sarà la presentazione del libro rock “Cane sciolto” dell’artista Omar Pedrini scritto con Federico Scarioni, alla sua ristampa in una nuova versione rossa. Un grande piacere ospitare di nuovo questi due artisti grandi amici del Peyote, che saranno accompagnati da Davide Apollo. In apertura della serata ci sarà il nostro super fonico Alessio Corrado che si esibirà con qualche canzone. L’ingresso è libero. Chi vuole venire a gustare i nostri cibi tex mex può contattare il locale. Una grande serata di arte, libri e cultura!”

    Tornano, a distanza di anni, dopo la bellissima serata organizzata in occasione della prima edizione di una biografia che è giustamente rimasta nel cuore e nella mente di moltissime persone. “Cane sciolto” è la biografia di Omar Pedrini, scritta a quattro mani con l’autore Federico Scarioni. Dopo aver calcato numerosissimi palchi in giro per l’Italia e aver subito diverse operazioni a cuore aperto la Rockstar sembra essere scomparsa nel nulla. Fans e giornalisti si chiedono “Che fine ha fatto Omar Pedrini?!”. A risolvere l’arcano ci penserà Chinaski Editore sguinzagliando uno degli scrittori tra i più ostinati e affamati di tutti, Federico Scarioni che a sua disposizione avrà solo una borsa con all’interno alcuni oggetti indizio che lo metteranno sulla strada alla ricerca di Pedrini.

    L’artista è in giro per l’Italia a presentare il libro, alla sua seconda edizione-la ristampa arriva dopo sei anni dalla prima- con il suo “Cane Sciolto” reading Red Tour, accompagnato anche da Davide Apollo.È l’anno anche del decennale del suo album “Che ci vado a fare a Londra” e l’appuntamento ai Magazzini Generali di Milano è stato davvero un successo incredibile che lascia presagire tutt’altro che un ritiro del cantante dalla scena: le condizioni di salute gli avrebbero imposto un periodo di stop. Fatto sta che attraverso “Cane Sciolto” la storia continua, ed è una storia fatta di ricordi, flashback nel passato raccontati dallo stesso Omar, ma soprattutto da chi lo ha conosciuto e stimato e che continua a farlo.

    Quella che è stata la storia di uno degli autori delle più belle canzoni della musica rock italiana, passa attraverso le parole di Mauro Pagani, Max Brigante, Mauro Corona, gli Skiantos e altri. Nel racconto ritroviamo aneddoti unici, quelli degli Ultras della Leonessa, Urago Mella-quartiere di Brescia dove Omar è cresciuto -e il Roxy Bar con Red Ronnie. Non mancano, nel libro, gli amori di Omar Pedrini “Potrei realizzare un album raccolta delle sole canzoni che ho dedicato alle donne” dice “L’ultima scritta è per una donna speciale, Maria la mamma di Gesù- titolo Dolce Maria-canzone preghiera che ho fatto arrivare anche a Papa Francesco”. Omar Pedrini sarà ancora in giro per l’Italia a febbraio e a marzo a Padova per il “Dai Timoria ad oggi Goodbye rock’n’roll”.

    Ma nel frattempo, sabato 3, segnatevi col circoletto rosso la data del Peyote.. e non mancate!

  • Gianluca Grignani il 3 aprile all’Alcatraz di Milano

    Gianluca Grignani il 3 aprile all’Alcatraz di Milano

    GIANLUCA GRIGNANI torna dal vivo con RESIDUI DI ROCK’N’ROLL, il nuovo tour che a partire dal 29 marzo lo porterà live nei principali club italiani. Dieci speciali appuntamenti in location che accentuano il carisma di Grignani e che sono state scelte per permettere al pubblico di riunirsi, grazie alla musica, in un imperdibile incontro con il cantautore eclettico ed elettrico.

    Un tour pensato per ripercorrere la sua trentennale carriera, con tutto il pubblico in piedi pronto a saltare sulle note rock di Grignani. Un rock che Gianluca ha plasmato a suo modo e lo accompagna sin dai suoi esordi.

    Ad unire chi è sul palco e gli spettatori sarà una scaletta ricca di hit da cantare tutti insieme a squarciagola e di grandi successi che hanno segnato la storia della musica italiana, da “Destinazione Paradiso” a “La mia storia tra le dita”, da “La fabbrica di plastica” a “Quando ti manca il fiato”, brano presentato a Sanremo 2023.

    Di seguito le date del tour, prodotto da Barley Arts:

    29 marzo – TANETO (Reggio Emilia) – FUORI ORARIO

    30 marzo – SENIGALLIA (Ancona) – MAMAMIA

    3 aprile – MILANO – ALCATRAZ

    4 aprile – TORINO – MILK

    11 aprile – MODUGNO (Bari) – DEMODÈ CLUB

    18 aprile – CIAMPINO (Roma) – ORION LIVE CLUB

    20 aprile – PORDENONE – CAPITOL

    23 aprile – POZZUOLI (Napoli) – DUEL LIVE

    26 aprile – PADOVA – HALL

    28 aprile – FIRENZE – VIPER

    Dalle ore 15.00 di oggi, venerdì 26 gennaio, i biglietti del tour saranno disponibili in prevendita su Ticketone.it e su Ticketmaster.it.

    I biglietti per le date di Taneto (Reggio Emilia) e Ciampino (Roma) saranno acquistabili solo su Ticketone.it.

    Radio Subasio è la radio ufficiale del tour.

    RollingStone Italia è media partner ufficiale del tour.

  • Ideal Magenta, il 19 gennaio concerto con la Maxentia Big Band

    Ideal Magenta, il 19 gennaio concerto con la Maxentia Big Band

    “Siamo lieti di comunicare che la nostra Associazione ha iniziato una collaborazione con la nuova gestione dell’Ideal, lo storico locale di Magenta, che ora si chiama IdealMagenta e che sta ripartendo con nuove iniziative e attività dedicate anche alla diffusione della musica Jazz”.

    Attraverso una Nota stampa ufficiale la Maxentia Big Band comunica quella bella collaborazione nel segno della buona musica che ha una valenza anche sotto il profilo culturale senz’altro importante.

    “Alla nostra Associazione è stato affidato il compito di curare la programmazione e la direzione artistica degli eventi dedicati proprio alla musica Jazz che si terranno nelle sere del venerdì” si legge ancora nella Nota.

    L’evento di apertura è fissato per le 22 di venerdì 19 gennaio 2024, con la Maxentia Big Band. La grande formazione orchestrale magentina sarà diretta da Fiorenzo Gualandris, e proporrà nella sala Green House al piano terra un repertorio di classiche canzoni swing dedicate a chi vorrà cogliere l’opportunità per danzare.

    Questo il calendario dei prossimi appuntamenti con il Jazz a Magenta:
    – venerdì 26 gennaio con Sottosopra Rock & Blues Band, quintetto con repertorio dai
    brani classici Rock e Blues a qualche altro brano meno conosciuto.
    – venerdì 2 febbraio con la Filarmonica Big Band di Abbiategrasso che proporrà un
    repertorio jazz-swing.

    L’ingresso è libero sino a esaurimento dei posti disponibili.
    Per info: tel. 329-1694130, Email: info@IdealMagenta.com.

    La programmazione di IdealMagenta è disponibile su: http://www.IdealMagenta.com/.

    Altre informazioni su:

    http://www.maxentiabigband.it
    http://www.idealmagenta.com/
    https://www.bandafilarmonica.org/big-band/

  • Trecate: “Sipario Aperto” torna il prossimo 28 di gennaio

    Trecate: “Sipario Aperto” torna il prossimo 28 di gennaio

    Dopo il successo dello spettacolo “Duettiamo” con Bianca Biolcati e Paola Polastri, lo scorso 3 dicembre, torna alle 16 del prossimo 28 gennaio con “Le origini – Storia del rock” l’iniziativa “Sipario aperto su Trecate”, iniziativa frutto del rinnovo della convenzione, con validità annuale, tra la Città di Trecate e la Parrocchia Maria Vergine Assunta per l’organizzazione di attività teatrali gratuite rivolte, in particolare, agli anziani al teatro parrocchiale “Silvio Pellico”.

    “Il primo appuntamento – commentano il sindaco Federico Binatti e il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Rossano Canetta – ha riscosso particolare gradimento da parte del pubblico ed è pertanto stato perfettamente rispondente all’obiettivo di creare occasioni di cultura, aggregazione e socializzazione per gli “anta” trecatesi. Fino al prossimo aprile si susseguiranno ulteriori spettacoli gratuiti con spettacoli di operetta, cabaret e musica che si terranno la domenica pomeriggio”.

    “Le origini – Storia del rock” vedrà sul palco la band “Le origini” di Francesco Cusaro. Per informazioni e prenotazione dei posti è possibile telefonare al numero 345.4554937.

  • Elvis, il Re è vivo.. Il 31 dicembre a Pavia il suo musical al Fraschini di Pavia

    Elvis, il Re è vivo.. Il 31 dicembre a Pavia il suo musical al Fraschini di Pavia

    Dopo il successo all’estero, in Austria ed Ungheria, torna finalmente in Italia “Elvis The Musical”, l’acclamato spettacolo, diretto e scritto da Maurizio Colombi, che ha debuttato nel 2017, nel quarantennale della scomparsa di Elvis Presley, avvenuta il 16 agosto 1977, e ha immediatamente conquistato tanto i fan più accaniti del Re Del Rock, quanto gli appassionati di musical e teatro. La regia e l’ideazione sono di Maurizio Colombi, regista di grandi successi come Peter Pan, Rapunzel, La Regina di Ghiaccio, la Direzione Musicale è di Davide Magnabosco e le Coreografie sono di Rita Pivano. “Elvis The Musical” debutterà al Fraschini di Pavia il 31 dicembre e 1 gennaio, per poi toccare altre città, come Roma e Monza. Elvis Presley è la figura della musica moderna che ha segnato più profondamente arte, musica e stile di ogni epoca successiva.

    Non esiste un cantante fra tutte le star della musica dagli anni ’50 in avanti che non si sia ispirato o sia stato indirettamente condizionato da quello che viene universalmente riconosciuto come the King of Rock’n’Roll. In scena, la storia di Presley sarà portata avanti da tre figure, Elvis bambino (Teresa Morici, già Rapunzel bambina), Manuel Di Santo, come Elvis giovane, e l’artista dopo il 68, l’ultimo Elvis, interpretato da Ivan De Carlo, la nuova straordinaria scoperta di Maurizio Colombi. Il cast si compone di 21 artisti, compresa una band di 4 elementi. In poco meno di 2 ore, il tribute-musical ripercorre la biografia di Elvis, attraverso un periodo storico di oltre quattro generazioni dagli anni ’50 fino agli anni ’70, con brani immortali come Jailhouse Rock, It’s now or never, Suspicious Mind, My Way, That’s all right mama, Always on my mind e tanti altri sempre attuali e vivi nella memoria comune, fra foto e video originali dell’epoca. “Dopo la chiusura della pandemia, è importante tornare a teatro, anche con spettacoli come questi, che riuniscono diverse generazioni e fanno ballare il pubblico in sala – commenta Maurizio Colombi esprimendo soddisfazione per la ripresa dello spettacolo -. Il successo del film appena uscito nelle sale ne è una chiara testimonianza”.

  • La Classifica Top 10 del 2023 by Trex Roads. Il suo addio (o arrivederci) a TN

    La Classifica Top 10 del 2023 by Trex Roads. Il suo addio (o arrivederci) a TN

    Ecco, anche quest’anno Trex Roads vi lascerà con la sua TOP 10 dei dischi usciti e recensiti quest’anno (in totale vi ho parlato di ben 44 dischi!).

    Un anno che resterà negli annali della musica indipendente americana!
    Vi avviso la scelta è stata durissima, tantissimi dischi stupendi e ovviamente chi non rientra nella TOP 10 non si offenda è solo un gioco!

    Inoltre questo articolo sarà una maniera speciale di ringraziare la testata che mi ospita da quasi 4 anni e cioè Ticino Notizie: l’ultimo articolo della mia collaborazione.

    Ho deciso, dopo averci pensato per mesi e mesi, di lasciare che il mio blog viaggiasse da solo, senza essere parte di una rivista, ma spero diventerà riferimento per chi ama la musica indipendente americana.

    Ci saranno tante novità: mi troverete a questo indirizzo www.trexroads.com e resterà l’appuntamento settimanale di un disco da farvi conoscere, ma anche interviste ad artisti americani e addetti ai lavori, oltre alle anteprime della mia trasmissione radio Trex Music Club su www.wcnradio.it
    Ringrazio con il cuore tutta la redazione di Ticino Notizie che in questi anni mi ha dato questo spazio, permettendomi di ampliare il mio bacino di utenza, mi ha aiutato e supportato: vi sarò sempre grato e, se vorrete, quando il 6 giugno uscirà il mio nuovo libro, sarò disponibile per una bella intervista sulle vostre pagine.

    Ora bando alle ciance ed ecco a voi le mie TOP 10 del 2023: troverete la frase più rappresentativa della mia recensione, il link per leggerla nella sua interezza e il mio pezzo preferito.

    TREX’S 2023 TOP 10

    1. “On Your Time” – Steel Woods
    “E’ riuscito in questo On Your Time a dare seguito, da solo, alla visione che lui e Cope ebbero nel 2016 e lo ha fatto in una maniera che solo chi è toccato da un talento fuori dal comune può fare.” (https://www.ticinonotizie.it/the-steel-woods-on-your-time-2023-by-trex-roads/)
    brano imperdibile: “Devil in This Holler”

    2. “Family Ties” – Charles Wesley Godwin
    “Un poeta, un musicista di talento, una voce che è un dono del Cielo al servizio di canzoni epiche, commoventi e mai banali che sfiorano i territori più belli della musica americana moderna dal country, al blues, al rock e al folk” (https://www.ticinonotizie.it/charles-wesley-godwin-family-ties-2023-by-trex-roads/)
    brano imperdibile: “Cue Country Roads”

    3. “Crossing Lines” – Tanner Usrey
    “Un esordio che colpisce nel segno e regala al mondo un disco senza bassi, ma solo con accecanti alti: liriche emozionanti e sincere, voce pazzesca, chitarre che regalano elettricità all’anima e una piacevole sensazione di un artista che con il tuo talento detta le regole del suo sound, senza interferenze.” (https://www.ticinonotizie.it/tanner-usrey-crossing-lines-2023-by-trex-roads/)
    brano imperdibile: “Guns Drugs and Allergy Pills”

    4. “Wild Man” – Joe Stamm Band
    “Una meraviglia visiva che fa da perfetto antipasto alla fantastica musica, ispirata, fresca, coinvolgente ed emozionante che troverete ne 12 pezzi di Wild Man” (https://www.ticinonotizie.it/joe-stamm-band-wild-man-2023-by-trex-roads/)
    brano imperdibile: “Wild Man”

    5. “The Crumbs” – Tony Logue
    “Un disco stupendo di un artista che ormai non ha più bisogno di conferme per essere definito uno dei migliori cantautori che la musica americana abbia prodotto negli ultimi anni.” (https://www.ticinonotizie.it/tony-logue-the-crumbs-2023-by-trex-roads/ )
    brano imperdibile: “Thundertown”

    6. “Wandering Star” – Flatland Cavalry
    “Un country che prende un po’ del meglio di tutto il country di ogni decennio e lo declina con abilità, sicurezza dei propri mezzi e originalità.” (https://www.ticinonotizie.it/flatland-cavalry-wandering-star-2023/ )
    brano imperdibile: “Oughta See You (The Way I Do)”

    7. “A Cat In The Rain” – Turnpike Troubadours
    “Eccomi a parlare finalmente di un nuovo disco dei Turnpike Troubadours e comincio subito con il dirvi che sono tornati davvero, anzi la maturità, la tranquillità e la poetica con cui ci guidano e ci regalano queste 10 perle lasciano davvero stupiti.” (https://www.ticinonotizie.it/turnpike-troubadours-a-cat-in-the-rain-2023-by-trex-roads/ )
    brano imperdibile: “Lucille”

    8. “Won’t Die This Way” – Erin Viancourt
    “Erin Viancourt è un talento come ne nascono pochi, lo si era capito subito dopo il singolo del 2019, ma oggi con questo esordio abbiamo il certificato di origine controllata, timbrato e firmato da Cody Jinks.” (https://www.ticinonotizie.it/erin-viancourt-wont-die-this-way-2023-by-trex-roads/)
    brano imperdibile: “Letters to Waylon”

    9. “Song in My Head” – Jade Marie Patek
    “10 canzoni a cuore aperto, poesie sincere e non banali, arricchite da musicisti di supporto e da una produzione di qualità assoluta.” (https://www.ticinonotizie.it/jade-marie-patek-song-in-my-head-2023-by-trex-roads/ )
    brano imperdibile: “Voodoo Child”

    10. “Till The Morning Comes” – The Weathered Souls
    “I Weathered Souls sono una di quelle scoperte che bisogna condividere con il mondo, che ogni amante del rock dovrebbe conoscere e ascoltare.” (https://www.ticinonotizie.it/the-weathered-souls-till-the-morning-comes-2023-by-trex-roads/)
    brano imperdibile: “The Crow”

    Vi ricordo che volete scoprire altri artisti potete trovare sul servizio di streaming Spotify, la mia playlist “Trex Roads Essentials” (https://open.spotify.com/playlist/3L32ssakWKdrxNlpelO6ao?si=ca242caefcca46bd), aggiornata ogni volta che scopro qualcuno che mi colpisce e collegata al mio blog.

    Grazie di avermi letto in questo bellissimo e lunghissimo 2023, vi faccio i miei migliori auguri di un sereno Natale e un fantastico 2024, a voi e alle vostre famiglie.
    Auguri speciali a tutta la redazione di Ticino Notizie.
    La felicità più grande per me è sapere che anche solo uno dei miei suggerimenti vi ha fatto scoprire un nuovo artista, quindi se è successo e volete farmelo sapere vi aspetto sul mio profilo Instagram ( https://www.instagram.com/claudiotrezzaniscrittore/ ) o sulla pagina Facebook delle mie attività https://www.facebook.com/TrexMusicClub.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads www.trexroads.com

  • Uncle Lucius – “Like It’s the One Left” (2023) by Trex Roads

    Uncle Lucius – “Like It’s the One Left” (2023) by Trex Roads

    In questo 2023 sono capitati due casi eclatanti di ritorni che, al contrario, ribaltano questo assioma e lo hanno fatto in maniera talmente di qualità che sono entrati di diritto nella leggenda.
    Vi ho raccontato la storia dei Turnpike Troubadours che sono tornati assieme dopo quasi 4 anni e lo hanno fatto con un grande disco, con un suono rinnovato e più ricercato.

    Ecco, nella storia della musica indipendente c’era un’altra band di culto che, improvvisamente, si era sciolta nel 2017 e aveva lasciato un vuoto nella scena musicale texana di cui erano fra i più originali e amati esponenti: gli Uncle Lucius.

    Formatisi nel 2006, avevano dato alle stampe ben 4 dischi che in quegli anni avevano un pò rivoluzionato la scena di Austin: un suono originale, oscillante fra il rock e il soul, fra il country e il blues.

    La band aveva raggiunto il culmine con il meraviglioso And You Are Me del 2012 che aveva scalato le classifiche di musica indipendente e il cui eco aveva anche attraversato l’Oceano.
    Il brano più bello intenso e di successo di quel disco, Keep The Wolves Away, una storia autobiografica e drammaticamente intensa, è stato proprio il volano che ha ricreato interesse attorno a questa fantastica band.

    Perché? Perché il produttore e deus ex-machina della serie tv più popolare di sempre negli States, Yellowstone, l’ha inserita nella colonna sonora e l’interesse (assolutamente meritato) è tornato all’improvviso attorno al nome degli Uncle Lucius.

    Dopo alcuni live che hanno mostrato al mondo che il tempo sembrava proprio non essere passato, eccoci al ritorno discografico con questo bellissimo Like It’s The One Left.

    10 pezzi che sembrano venuti da un’altra dimensione temporale in cui questa band texana ha continuato a suonare assieme per questi 5 anni: sicuri che se ne erano andati per la loro strada?

    Il gruppo è ancora formato dal frontman Kevin Galloway, dalla chitarra di Mike Carpenter, Josh Greco e John Grossman, ma alla formazione si sono aggiunti la chitarra di Doug Strahan e il basso di Drew Scherger.

    Il disco è prodotto alla grande dal co-fondatore della band e che in teoria non ne sarebbe più membro, ma lo è ad honorem e cioè Hal Jon Vorpahl, infatti nel disco ha scritto molti dei brani e vi suona moltissimi strumenti.

    L’album inizia con la solare e divertente ballata soul Keep Singing Along e ci accorgiamo che la splendida voce di Galloway ci era mancata. La chitarra di Carpenter ricama un suono quasi british, accompagnato dalle tastiere che portano il brano a diventare quasi gospel.

    La successiva Civilized Anxiety invece spazza via l’atmosfera rilassata e sgasa con un riff di chitarra e tastiera avvolgente ed entusiasmante, ma è sempre la voce di Kevin Galloway a guidare il gruppo verso un brano rock dal sapore soul, che i cori accrescono in intensità.

    Il riff e l’appeal del brano sono un chiaro omaggio alla lezione impartita da John Fogerty e i suoi Creedence. Il testo ci parla dell’ansia da civilizzazione esasperata.

    La ballata All The Angelenos riprende in maniera ironica e pungente il tema dell’eccessivo trasferimento di abitanti di Los Angeles ad Austin e in generale in Texas per via del costo della vita minore e anche della sua sicurezza e qualità. Il violino ci ricorda che siamo proprio nel Lone Star State e il ritmo è da ballare.

    Il soul molto anni ’70 di Tuscaloosa Rain è delizioso, la voce di Galloway e il lavoro magistrale di ritmica e tastiere è quasi geniale, così come la nemmeno tanto velata dedica al grande Elvis.
    Meravigliosa la maniera con cui questa band padroneggiano il rock e il soul, senza dimenticare il country dal sapore texano.

    Fate partire Holy Roller e cercate di rimanere fermi al riff blues southern, alle magiche tastiere seventies. Un brano che mi ha entusiasmato fin dal primo ascolto e poi l’assolo sporco e devastante di Carpenter è gioia per le orecchie, sembra di stare in un pezzo southern della Allman Brothers Band. Fantastica!

    Un altro riff dal groove anni ’70 invade gli speaker con Trace My Soul e la tastiera ricama
    emozioni accompagnando la splendida voce di Galloway che ci canta di come sia necessario accettare la vita come viene, lasciare che vada e ci porti dove ci vuole portare.

    Altro brano che non uscirà più dalle mie playlist. Dopo aver emozionato, fatto ballare e correre a perdifiato per questa altalena di chitarre e tastiere, il disco si chiude con Heart Over Mind, con un arrangiamento di archi che rasenta la perfezione per come valorizza il cantato sempre perfetto di Kevin Galloway. Un altro brano che sembra essere tratto da una jam session con Il Re Elvis nella “sua” Las Vegas e credo che un complimento così vi faccia capire la grandezza di questo lavoro.

    Un ritorno graditissimo di una band il cui culto non aveva mai accennato a spegnersi, era rimasto come il fuoco a covare sotto la cenere e ora è pronto per bruciare di nuovo come 5 o 6 anni fa quando gli Uncle Lucius mettevano a ferro e fuoco i locali del Texas e non solo.

    10 pezzi di una bellezza espressiva esaltante, emozionanti e suonati da un gruppo di meravigliosi musicisti, capeggiati da un frontman in possesso di una delle voci più belle e riconoscibili del circuito indipendente.

    Considero il loro pezzo del 2012 Keep The Wolves Away una delle canzoni più belle di sempre e, credetemi, questo disco non va lontano da quella qualità e anzi ne rinverdisce i fasti.
    Bentornati!

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

  • Luke Grimes – “Pain Pills or Pews” (EP) (2023) by Trex Roads

    Luke Grimes – “Pain Pills or Pews” (EP) (2023) by Trex Roads

    Lo ammetto sono sempre scettico quando ci sono queste operazioni che, a prima vista, sembrano operazioni commerciali, atte a sfruttare un nome famoso in voga in quel momento.
    Prendi una delle serie più di successo degli ultimi 30 anni di televisione americana, prendi uno dei suoi personaggi più belli, carismatici e amati e lo porti in uno studio di registrazione: boom!
    Ecco confezionato un disco che di solito ha una qualità infima, ma porta quello che interessa alle major di Nashville: denaro sonante.

    Quindi, quando mi sono approcciato alla musica e al primo singolo di Luke Grimes, il celebre Kayce Dutton della serie tv Yellowstone, avevo poche aspettative e moltissimi dubbi.
    Ho ascoltato No Horse To Ride e visto il bellissimo video confezionato tramite il sito Western AF e i primi dubbi hanno cominciato a sciogliersi come una palla di neve nel deserto del Texas.
    Chitarra acustica, voce intensa e tanto da dire, in modo semplice e non preconfezionato.
    Non si atteggia a cowboy, non usa il suo personaggio: lui è davvero così.

    Con la potenza di fuoco che ha ora dietro le spalle, avrebbe potuto cercare subito il botto e invece si è calato nei panni del musicista vero, quello indipendente che vuole arrivare.
    Tante date nei rodeo, nei locali fumosi, dove per riuscire l’artista si deve sporcare le mani (e non solo). Avrebbe potuto by-passare la famosa gavetta, il farsi conoscere nei circuiti live e invece eccolo qui a realizzare il suo sogno di musicista country con un carattere e una passione che non sono creati a tavolino.

    Non è un novizio del mondo musicale: aveva una band di country alternativo i Mitchell’s Folly e nel 2008 uscirono anche con un album, ma qui siamo su un altro livello, tanto che il suo talento genuino e vero hanno smosso l’interesse del più grande produttore della musica country moderna : Dave Cobb.

    Luke ripete spesso nelle sue intervista che non merita di essere qui, che non pensava di poter realizzare il suo sogno e noi possiamo dire con certezza che si sbaglia.
    Certo, è stato facilitato dal suo essere già celebre magari nel farsi conoscere e scritturare dai locali o farsi passare dalle radio di genere, ma ha talento e questo è innegabile e un’attitudine country che possiamo dire assomigli molto all’approccio del grande Zach Bryan.

    L’EP Pain Pills or Pews è composto da 8 pezzi di cui solo 2 non sono autografi e che lasciano in bocca un piacevole sapore di talento e semplicità.
    Il disco si apre con il singolo che ho già citato e la canzone appare già come l’esempio perfetto di cosa troverete in queste otto canzoni: chitarra acustica e polverosa, una voce intensa e tante storie che sembrano fatte per essere raccontate in una puntata di Yellowstone. E non perché siano finte, anzi se conoscete la serie è tutto l’opposto: crude e vere.

    Hold On è una canzone del cantautore Foy Vance ed ha un arrangiamento perfetto oscillante fra il country classico e una ballata folk. Il testo parla della paura di legarsi ad un’altra persona e del prendersi un impegno. La voce di Grimes è il tocco in più di queste storie e la produzione geniale di Cobb lo sa, eccome se lo sa.

    La successiva Ghost of Who We Are è una ballata cupa e struggente che, come vi ho detto, po-trebbe essere una puntata di una serie: una storia d’amore finita male, ma che lascia evidenti tracce che non si possono dimenticare.
    Burn è sempre un amore che lascia cicatrici e dolore, ma con un piglio meno cupo e le svisate di chitarra elettrice gli regalano un carattere moderno. La produzione al solito è perfezione e l’intreccio fra pedal-steel e sapore rock è bellissimo.

    Playin’ on the Tracks è un pezzo stupendo, dal groove avvolgente e con un bellissimo assolo di pedal-steel ed è frutto della collaborazione con il leggendario cugino di Dave Cobb, Brent Cobb, un arista meraviglioso di cui vi avevo appena parlato qui: https://www.ticinonotizie.it/brent-cobb-southern-star-2023-by-trex-roads/ .
    Uno dei pezzi più belli ed emozionanti del disco.

    La successiva è una lettera di amore per il suo Ohio, Oh Ohio, ma anche una lettera in cui l’artista si lamenta di essere stato dimenticato dalla sua terra. Una splendida ballata country, semplice e diretta che dimostra il talento di cantautore di questo attore.

    L’EP si chiude con la mia canzone preferita: Ain’t Dead Yet. In questo brano c’è un’altra collabo-razione con un cantautore dal talento geniale e cioè Aaron Raitiere (di cui ci avevo parlato qui https://www.ticinonotizie.it/aaron-raitiere-single-wide-dreamer-2022-by-trex-roads/ ) e il pez-zo ha un appeal molto rock, nonostante sia acustico e il motivo è presto spiegato: il brano è nato dopo che i due hanno scoperto il comune amore per i Nirvana e il loro MTV Unplugged.

    Prendendo ispirazione da quel sound i due hanno immaginato un Kurt Cobain redneck del Kentuc-ky che sopravvive fino a 70 anni e scrive questa canzone per sua moglie. Quando si ha il genio e il talento tutto diventa fattibile e il risultato è un pezzo stupendo e che la produzione arricchisce di un arrangiamento perfetto.

    Il miglior complimento che posso fare all’EP di esordio di Luke Grimes è che, non avessi saputo chi fosse, avrei pensato fosse uno degli artisti indipendenti che nascono dal circuito live e che poi cerco di farvi conoscere ogni settimana. Uno vero che sta iniziando dal basso, dalla corroborante gavetta che oggi sembra quasi una parolaccia da dire ai giovani.

    Lo scetticismo ora si è trasformato in profonda ammirazione per un grande artista che oltre essere uno dei migliori attori della sua generazione, può dire la sua anche in un altro campo, senza sem-brare finto o imposto grazie al suo “essere celebrità”.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.com

  • PFM a Lugano canta De Andrè: “sold out” in riva al Lago. Di Monica Mazzei

    PFM a Lugano canta De Andrè: “sold out” in riva al Lago. Di Monica Mazzei

    Il 2 dicembre c’è stato il sold out al LAC di Lugano, per il live della Premiata Forneria Marconi, al secolo PFM, che, con una formazione di 9 elementi sul palco, ha suonato per oltre due ore, reinterpretando in chiave elettronica, pop-rock e folk-rock, i successi di Fabrizio De André, riportandone in vita attraverso la musica il vissuto prima di tutto umano e poi artistico.
    Oltre due ore di pura musica e pochissime parole, come sempre nello stile della PFM.

    Nella formazione di questi live, si sono aggiunte importanti guest star: Flavio Premoli, fondatore PFM; Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber; e Luca Zabbini, leader dei Barock Project.

    Della collaborazione con la PFM, Faber in passato disse che si trattava di “… una collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire ed eseguire canzoni. Un’esperienza irripetibile perché la PFM ha contribuito alla storia della musica italiana”.

    Come tutti sappiamo, se estimatori di Faber, la sua musica e poetica sono particolarmente divisibili in “capitoli”, attraverso i quali l’interprete e cantautore genovese parla dell’animo e della natura umana, senza nulla risparmiare alla crudezza della realtà.

    Non vi si trovano quindi unicamente quei brani d’amore tanto densi e sempre un po’ (io trovo) “romanzati” come in paragrafi di un racconto, che spesso sembrano derivati da altre epoche… Ma le rabbie come l’autocommiserazione, la compassione, la vigliaccheria, le gelosie e persino la vendetta, che nel cuore umano albergano…
    E del suo capitolo incentrato sull’amore per Dio, cosa dire?

    Franz Di Cioccio sul palco ha voluto ricordare che lui e Fabrizio hanno avuto un rapporto di amicizia profonda, nella quale si parlava di tutto, e che entrambi vi portavano la propria vena di follia.
    Con queste parole ha introdotto uno dei capitoli cari a Faber: Dio, appunto.

    “Non so se esiste ma so che prima o poi tutti ne avremo bisogno”, disse FDA.
    “Per lui Gesù a parte tutto ciò che si possa dire, che fosse un profeta o un figlio di Dio, ecc, era prima di tutto un rivoluzionario, per via del suo modo di pensare”, ha detto Di Cioccio.
    “Di Gesù però Fabrizio amava sottolineare l’aspetto umano, perché se consideriamo quello divino, diventa di più difficile comprensione”, ha continuato.

    Sul palco hanno preso quindi avvio le note di brani come “La buona novella”, “Il Ritorno di Giuseppe”, “Il Testamento di Tito”, “L’Infanzia di Maria”. Tutti brani che infatti mettevano in luce l’aspetto più terreno di queste figure.

    Largo spazio dunque ai brani ispirati dalla particolare “religiosità – non religiosità” di Fabrizio, eterno indeciso se credere o meno, ma volto ad una spiritualità universale che in qualche modo ci lega tutti sulla Terra.

    Il Brano di apertura è stato però “Bocca di Rosa”, uno dei brani ironici e profani manifesto del cantautore, che finisce con la famosa beffa durante la sfilata cittadina, per una libera amante molto amata e molto popolare, sino a tributarle una vera adorazione.

    Tra i brani più tragici, “La Guerra di Piero” e poi “Andrea”, sempre sulla guerra ma non solo, perché già negli anni Novanta Fabrizio anticipò i tempi, dichiarando che quelli che venivano considerati ‘diversi’ andavano ormai accettati, ed il soldato protagonista del testo, amava segretamente un altro commilitone.

    È poi il turno de “Il Pescatore”, un brano metaforico ed anarchico, come il Gesù amato da Fabrizio.

    Le venature umane e più disperate, sono riaffiorate con titoli come il celebre “Amico Fragile”; ma “Un Giudice” resta quella perla di vendetta, anticipata in apertura… ‘La statura di Dio’ difatti nessuno la conosce.

    “La canzone di Marinella” personalmente, a me rimanda sempre ad un personaggio shakespeariano, sarà perché la dolce protagonista annega in un fiume… Ma se proprio di una Ofelia musicale non si tratta, pare ormai da molto tempo, che si possa considerare ispirata ad un fatto vero di cronaca nera: un femminicidio, per l’esattezza…

    La morte tragica di una ragazzina di appena 16 anni e già prostituta.
    L’aspetto coinvolgente dell’esecuzione di questo brano, molto caro a Faber, è stata la scelta di inserire la sua voce mentre la cantava: “Siamo tutti qui nel ricordo di qualcuno. Chissà se è qui? Forse lo è… Con lo spirito!”, ha detto Franz nell’annunciarlo.

    Fabrizio si sentiva coinvolto dalla condizione femminile, dai suoi dogmi, offese, umiliazioni e pregiudizi dell’epoca. Da questi sentimenti era nata “Rimini”, dedicata all’errore di un’estate di una giovane ragazza, che perderà la sua ingenua fanciullezza in quell’anno.
    Tanto “femminile” dunque nel live di sabato e tanti spunti sociali.

    Nei brani d’amore, ha fatto capolino “Giugno ’73”, che va benissimo in questi giorni di dolore per la fine brutale di una giovane: altro non è che il percorso di accettazione della fine di un amore. Non trovate che Fabrizio abbia fatto davvero storia? Una storia che riesce a riflettersi in quella di tutti noi?

    “È STATO MEGLIO ESSERCI LASCIATI CHE NON ESSERCI MAI INCONTRATI”, sarà infine la conclusione dell’autore che assimila la conclusione di quella relazione.
    Si ritiene che il testo sia autobiografico.

    Per il grande finale, richiesto a furor di platea, da un pubblico in piedi ad acclamare il loro ritorno sul palco, la PFM ci ha riservato due suoi brani tra i migliori: “È festa!” ed una versione strumentale di “Impressioni di settembre”.

    Il tour sta registrando il sold out ovunque. Le prossime date li vedranno suonare ad Aosta, e sono già fissati appuntamenti sino al 2024, come a marzo a Bergamo.

    A cura di Monica Mazzei
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com