Categoria: Musica

  • Tutto esaurito e grande successo per il concerto Amadeus dell’Epifania

    Tutto esaurito e grande successo per il concerto Amadeus dell’Epifania

    Il tredicesimo Concerto dell’Epifania si è tenuto come ormai da tradizione domenica 5 gennaio 2025 presso il Teatro Giuditta Pasta di Saronno, quest’anno registrando il tutto esaurito già una settimana prima dell’evento. Una serata indimenticabile – con continui applausi a scena aperta – il cui Il ricavato sarà destinato dall’Associazione Sicilia a Saronno a favore di organizzazioni saronnesi attive nella solidarietà sociale. L’evento ha visto come sempre la partecipazione dell’Orchestra e del Coro Sinfonico Amadeus diretti dal maestro Marco Raimondi in veste di protagonisti. Tra gli ospiti anche le splendide voci del baritono uzbeko Lashin Askar e del mezzosoprano coreano Jae Hee Kim che hanno incantato il pubblico con le loro performance.

    Il programma ha incluso estratti da Carmen di Georges Bizet, in occasione del 150° anniversario della morte del compositore e del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Il duetto “là ci darem la mano” del Don Giovanni di Mozart e il gran finale del secondo atto con la marcia trionfale dell’Aida di Giuseppe Verdi hanno chiuso il concerto. Tra i numerosi bis, il pubblico ha potuto apprezzare anche “Il Mattino” dal Peer Gynt di Edward Grieg e il grandioso “Highland Cathedral”, con la partecipazione straordinaria di una cornamusa nel tradizionale kilt scozzese a testimoniare l’unità tra le diverse tradizioni di un’unica cultura europea. Immancabile la chiusura tutti insieme con il pubblico in piedi a battere le mani sul tradizionale brindisi di Traviata e poi a cantare a squarciagola l’inno d’Italia prima di chiudere la festa gustando il tradizionale cannolo siciliano.

    Presenti anche tutte le massime autorità cittadine, Carmelo Faranda, presidente di Sicilia a Saronno, ha espresso a nome di tutti i componenti dell’associazione la grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa: “Grazie all’Orchestra e al Coro Sinfonico Amadeus e al maestro Marco Raimondi, da anni il concerto è diventato un inno all’unione e alla fratellanza ed è un punto di riferimento per la cultura e la solidarietà sul nostro territorio”. Una dedica particolare di stima e affetto al maestro Raimondi è stata formulata con l’emozione dei presenti dallo storico presidente dell’associazione, l’avvocato Corrado Belfiore. Presente all’evento anche Carlo Massironi, membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, che ha elogiato l’iniziativa: “Una serata straordinaria, di altissimo livello e con interpreti fantastici, che da anni unisce musica, cultura e solidarietà attraendo un pubblico sempre più numeroso ed entusiasta che ormai si sente come una grande famiglia”.
    Il concerto era inserito nella XV° stagione Itinerari Musicali di Ensemble Amadeus, sostenuta da Fondazione Cariplo attraverso la Fondazione Comunitaria del Varesotto e la Fondazione Comunitaria Ticino Olona. Il prossimo appuntamento con Amadeus è domenica 12 gennaio con il tradizionale Concerto di S. Ilario presso l’omonima chiesa a Marnate.

    Per ulteriori informazioni sulle attività culturali di Amadeus e per prenotazioni, è possibile consultare il sito www.ensembleamadeus.org.

  • Alto Milanese: tutto esaurito per i concerti dell’Accademia Ensemble Amadeus

    Alto Milanese: tutto esaurito per i concerti dell’Accademia Ensemble Amadeus

    Le festività natalizie si sono accese di magia e musica grazie agli imperdibili Concerti di Natale organizzati da Ensemble Amadeus.

    Quattro appuntamenti, tra il 13 e il 22 dicembre, hanno toccato diversi luoghi a coprire il territorio dell’altomilanese: Venerdì 13 dicembre presso la Chiesa Ss. Pietro e Paolo di Arluno, Giovedì 19 dicembre all’Auditorium dell’Istituto Tecnico Economico Enrico TOSI di Busto Arsizio, Sabato 21 dicembre nella Chiesa S. Stefano di Tradate e Domenica 22 dicembre nella Chiesa S. Maria Assunta di Rescaldina.

    I concerti hanno visto protagonisti il Coro Sinfonico e l’Orchestra dell’Accademia Amadeus, diretti dal maestro Marco Raimondi nell’esecuzione degli arrangiamenti di Enrico Raimondi. Accanto a loro alcuni ospiti tra cui le cornamuse di Stefano Quaglia e diverse sorprese nel corso dei concerti che hanno reso gli eventi ancora più suggestivi e hanno regalato emozioni intense per la qualità espressa. Il programma ha attraversato le tradizioni natalizie di tutto il mondo, spaziando da classici come Stille Nacht e Tu scendi dalle stelle a pezzi dal sapore internazionale come Cantique de Noël e We wish you a Merry Christmas. Non sono mancati momenti dedicati alla pace, con l’esecuzione di Schedrick Schedrick per augurare serenità all’Ucraina sconvolta dalla guerra, e brani tratti da celebri colonne sonore natalizie come Home Alone e Polar Express.

    “Siamo davvero soddisfatti,” ha commentato il maestro Marco Raimondi. “Ovunque abbiamo visto un pubblico entusiasta che ha riempito tutti i posti disponibili. Questo successo è per noi il regalo di Natale più bello.” Raimondi ha anche sottolineato le prospettive entusiasmanti per il 2025, ringraziando il pubblico per l’affetto dimostrato. Anche gli organizzatori in coro hanno espresso grande soddisfazione per la qualità musicale e l’entusiasmo dei partecipanti. Tra loro, Carla Maria Ceriotti, presidente del Circolo Ricreativo Culturale della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate; Vanna Bolla, presidente dell’Associazione Noi del Tosi; e rappresentanti istituzionali come Franco Accordino, Vicesindaco di Tradate, e i parroci Don Giacinto Tunesi, Don Fabio Turba e Don Renato Mariani.

    Gli eventi rientravano nella XV° stagione Itinerari Musicali di Ensemble Amadeus, resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, della Fondazione Comunitaria del Varesotto e della Fondazione Comunitaria Ticino Olona.

    Terminati i concerti natalizi Amadeus invita il pubblico al tradizionale Concerto dell’Epifania, che si terrà Domenica 5 gennaio alle ore 21 presso il Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Il concerto è di quelli da non perdere dato che il programma includerà estratti da opere immortali come Carmen di Georges Bizet, in occasione del 150° anniversario della sua scomparsa nel 2025, e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Ospiti speciali della serata saranno due talentuosi giovani cantanti: il mezzosoprano coreano Jae Hee Kim e il baritono uzbeko Lashkin Askàr. Per scoprire di più sulle attività culturali dell’Accademia Amadeus e prenotare i concerti, è possibile visitare il sito ufficiale: www.ensembleamadeus.org. La magia della musica continua, illuminando il territorio con passione e bellezza.

  • Magenta, con l’insolito duo Torreggiani – Bassani nasce ‘Il salto dell’anno’

    Magenta, con l’insolito duo Torreggiani – Bassani nasce ‘Il salto dell’anno’

    Il nuovo anno è in arrivo, Ecco un bel ritratto tutto magentino di Emanuele Torreggiani. Momenti di vita che si potevano osservare quando eravamo in assenza di tecnologia e di AI, quando saltare sui marciapiedi giocando era una delle cose fantastiche da fare, quando tua madre lanciava un urlo per un imminente pericolo e tu ti fermavi all’istante. Questo era il tempo che in un abbraccio e in un bacio sulla fronte percepivi lo sguardo di Dio che sorride.

    Questo pensiero di Emanuele ha catturato l’attenzione di Walter Bassani che con l’entusiasmo di sempre a subito creato melodia e arrangiamento facendone una canzone che ha poi cantato di getto. Questo duo musicale ha delle potenzialità e quando saranno cresciuti combineranno sicuramente qualcosa di buono. Buon ascolto, buona visione e buon Salto dell’Anno!

  • Prorogata al 6 gennaio 2025 la call per la nuova edizione di Piano City Milano

    Prorogata al 6 gennaio 2025 la call per la nuova edizione di Piano City Milano

    Prorogata al 6 gennaio 2025 la call per la nuova edizione di PIANO CITY MILANO, il festival che fa risuonare la musica del pianoforte in ogni angolo della città, in programma dal 23 al 25 maggio 2025.

    È possibile candidarsi su www.pianocitymilano.it come pianisti o per ospitare un concerto autoprodotto (per le realtà a vocazione culturale e/o organizzazioni senza scopo di lucro). Sul sito ufficiale del festival è possibile anche quest’anno proporre la propria abitazione (già dotata di pianoforte) per ospitare un concerto. Per info sulle candidature: iscrizioni@pianocitymilano.it.

    Ogni anno, Piano City Milano propone centinaia di concerti a ingresso gratuito per tutti gli amanti della musica per pianoforte con i più talentuosi pianisti nazionali e internazionali e si rinnova con programmi ideati appositamente per il festival. Nell’edizione passata ha presentato oltre 270 concerti in più di 150 location in tutta la città. Tra gli eventi più significativi del 2024 l’inaugurazione con l’anteprima del film-concerto “RYUICHI SAKAMOTO | OPUS” alla GAM – Galleria d’Arte Moderna e i concerti serali del sabato e della domenica nel main stage, il concerto all’alba al Teatro Continuo di Alberto Burri nel Parco Sempione, le interpretazioni di Pierre-Laurent Aimard del “Catalogue d’Oiseaux” in un giardino segreto milanese, i laboratori per i più piccoli e le performance negli spazi dedicati alla condivisione e all’inclusione sociale.

    Sin dalla sua nascita nel 2011, Piano City Milano si distingue come evento unico nel panorama culturale, richiamando un pubblico sempre più ampio e diversificato. Il festival ha inaugurato nuovi spazi in città, riaperto il sipario del Teatro Lirico Giorgio Gaber e promosso iniziative sociali con eventi in luoghi come ospedali, case circondariali, il Refettorio Ambrosiano in collaborazione con Caritas Ambrosiana, Casa Emergency, Fondazione InOltre e tanti altri. L’evento ha inoltre toccato temi importanti portando la musica in luoghi simbolici come il Bosco di Rogoredo e il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Via Corelli.

    Piano City Milano è un progetto promosso dall’Associazione Piano City Milano e dal Comune di Milano, con il sostegno del Ministero della Cultura. Grazie alla collaborazione con istituzioni pubbliche, aziende private, associazioni e alla partecipazione attiva dei cittadini, il festival dona alla città un programma che contribuisce all’energia dinamica della città coinvolgendo ogni angolo del tessuto urbano.

  • “Christmas time”: l’album magico del pianista internazionale Antonio Faraò. Di Monica Mazzei

    “Christmas time”: l’album magico del pianista internazionale Antonio Faraò. Di Monica Mazzei

    Fare musica per Antonio Faraò è una missione musicale e persino spirituale: è sulle piazze da quale settimana con “Christmas Time”, un album interpretato con Mario Rosini alla voce e altri pregiati musicisti.

    La track list spazia da brani tradizionali in napoletano ai classici anglofoni di respiro internazionale, sino ad omaggi indimenticabili per tutti noi.
    Il disco risveglia atmosfere da film newyorkese, viaggiando su note jazz, pop e gospel, che lo rendono adatto a vasti palati.

    Ma Antonio Faraò è un pianista jazz tra i più celebri a livello sia mondiale che italiano, quindi appartiene a quelle eccellenze da mettere in risalto, insignite di prestigiosi riconoscimenti internazionali, che ha collaborato con mostri sacri planetari come Joe Lovato e Markus Miller, con i quali ha un rapporto molto diretto e ricco di feeling.

    Il 19 gennaio 2025, sarà di scena al Blue Note con tanti ospiti, anche in concomitanza del suo compleanno.

    A maggio, invece, aprtirà il suo nuovo tour.
    Non va ovviamente identificato “solo” con “Christmas Time”, ma deve essere l’occasione per conoscere un grande pianista che ha composto con tanti altri musicisti prestigiosi, album importanti come “Tributes” ed “Eklektik”, solo per citare i più recenti.

    L’intervista.

    D. Come è nata la collaborazione con Mario Rosini ed il suo ruolo nel disco.

    R. Con Mario ci conosciamo da anni, e ci eravamo sempre riproposti di fare qualche cosa assieme, e diciamo c’è stata l’occasione con grazie ad Azzurra Music, di incidere questo disco dedicato al Natale e quindi l’ho coinvolto in questo progetto.

    D. Ci sono delle scelte particolari, come un classico natalizio interamente cantato in napoletano. Come é nata questa scelta?

    R. È stata una proposta che mi ha fatto Mario, che aveva già fatto l’arrangiamento di questo brano, “Quanno nascette Ninno”, che fa parte praticamente della tradizione napoletana, io sono intervenuto nella prima parte dell’arragiamento, ma l’ha fatto tutto interamente Mario. Mi è subito piaciuto molto, perché è abbastanza raro sentire un arrangiamento su questo brano nel jazz.

    D. Siamo infatti quasi a Natale. È difficile nella sterminata produzione di album di questo tipo, colpire nel segno con qualcosa di nuovo? Quali ingredienti ci vogliono per distinguersi?

    R. Io ho cercato di mantenere dei brani tradizionali, senza particolarmente agire sull’arragiamento, poi alcuni brani come “Jingle Bells”, piuttosto che “Quanno nascette ninno”, li ho arrangiati un po’ di più. Jingle Bells era un brano che avevo arrangiato tanto tempo fa un po’ per scherzo. E mi ero detto che un giorno lo avrei registrato per un disco del genere. Ciò che distingue un po’ questo lavoro è che vi sono anche brani un po’ più in chiave pop, oltre a quelli tradizionali. Per esempio quello di Steve Wonder, e lo stesso mio brano, “Christmas Time”, è molto gospel, però è più commerciale, ecco.

    D. Quindi possiamo dire che si rivolge alla grande massa e non soltanto un pubblico di nicchia, benché lo stampo sia più jazz… L’album contiene poi degli altri omaggi di grande richiamo, che lo rendono molto speciale…

    R. Certo, uno di questi è Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Natalie Cole, non sono proprio dei tributi, ma sono artisti che io negli anni ho ascoltato fin da piccolo, quindi anche perché i miei genitori erano appassionati di questi generi, quindi diciamo che i Natali passati in famiglia si trascorrevano ascoltando questi grandi artisti.

    D. L’album l’ho ascoltato ed è molto bello, e contiene atmosfere molto raffinate che fanno pensare a quelle newyorkesi, essenso per lo più cantato in inglese. Vi sono motivi solo stilistici o anche altre destinazioni di mercato?

    R. Diciamo che il jazz in qualche modo è nato in America soprattutto, e poi si è evoluto in altri Paesi come alcuni in Europa e secondo me, e debbo dire che ultimamente il livello è diventato molto alto ovunque. L’inglese è ovviamente una lingua internazionale, quindi i testi e le musiche sono stati scelti proprio per rendere il progetto più appetibile a livello globale.

    D. Voce e piano sono particolarmente protagonisti, ma bisogna ricordare anche gli altri musicisti molto importanti. Ce ne vuole parlare un po’ di chi sono e come sono nate le collaborazioni?

    R. Si certo, c’è Federico Malaman al basso, e Maxx Furian alla batteria, li conosco da diverso tempo, sono musicisti affermati, anche nell’ambiente pop, e per quanto riguarda il resto dei brani, sono stati eseguiti al basso da Carlo Bavetta che è un giovane talento, che ho coinvolto negli ultimi due anni e in alcuni miei progetti. Vladimir Kostadinovic infine è un batterista, che vive a Vienna, ed è il battersita del trio con il quale suono da un po’ di tempo.

    D. Allora adesso immaginiamo che un artista o più artisti si mettono insieme e decidono di fare un album, e ne immaginano delle situazioni perfette nelle quali ascoltarlo. Come e dove immagina un ascolto ideale per questo suo nuovo disco?

    R. Prima di tutto sicuramente ascoltarlo. Poi i musicisti li ho scelti io e tipo il discorso con Mario Rosini è che da anni che ci conosciamo… La musica va ascoltata ed assimilata ed il modo migliore per riuscirci è “entrare” in modo naturale nel mood, un ascolto non va mai forzato. È un disco di facile ascolto che va a toccare un pubblico più vasto.

    D. L’album è già disponibile da qualche settimana, e nelle recensioni ho letto qualcuno definirlo un “Crapshut” perfettamente riuscito, dopo averne assunto il “rischio”. Vuole commentare questa affermazione?

    R. Mhà… In realtà io non vedo un album di Natale come un’azione o una scelta “rischiosa”, anzi. Certo è che bisogna sempre avere chiaro in mente un proprio progetto. Questo progetto era in aria da tanto tempo ma è stato realizzato in pochissimo tempo. Siamo entrati in studio e abbiamo registrato in due giorni. Si tratta tra l’altro di un percorso che hanno fatto tantissimi artisti. Secondo me è una tappa quasi obbligata!
    Poi potrei dire che è un album per chi crede nel Natale e nella sua tradizione e nella famiglia, come ci credo io.

    D. Allora approfondiremo anche questo! Però adesso mi piacerebbe parlare un po’ anche del resto della sua carriera. Ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come ad esempio il Primo Premio al Martial Solal International Competition di Parigi. Ha un ricordo particolare del suo fondatore che è scomparso proprio in questi giorni?

    R. Martial Solal era proprio un marziano per me! Lui rappresentava un must di quelli irraggiungibili. Non ne nasceranno più così. Lui come del resto Roy Haynes, batterista jazz statunitense di fama internazionale e scomparso a sua volta, recentemente, erano quasi della stessa generazione. Per me fu un onore, tra l’atro questo concorso perché lui mi sentì una volta in un concerto, e suonavo con tanti musicisti fra i quali Franco Ambrosetti e Daniel Humair, e me lo propose chiedendomi se mi sarebbe piaciuto partecipare. Io mi iscrissi con entusiamo e fu una settimana bella tosta perché bisognava passare varie selezioni con prove di vario livello. Venni scelto tra più di 100 pianisti, si può immaginare, di tutto il mondo, tra l’altro.

    D. Lei infatti è considerato uno dei più importanti pianisti del jazz italiano ed è molto conosciuto sia nel panorama italiano appunto che in quello mondiale, avendo suonato con tante leggende. Il jazz quindi ha davanti a sé ancora un terreno molto fertile?

    R. Si, anche se poi ci sono Paesi dove è molto più apprezzato e si ascolta molto di più, come in Francia ed io spesso vengo chiamato a suonare proprio lì. Vi è una cultura diversa debbo dire. Ci sono poi Paesi dove il jazz è più evoluto e più preso in considerazione. Sicuramente adesso si sta evolvendo di più anche in Europa. Non si avverte quasi più questa differenza. Da tanto ci sono anche strutture come i conservatori che insegnano il jazz e anche a me è capitato di condurre dei workshop ad esempio al conservatorio di Amsterdam, ed anche a Rottherdam, quindi posti in Europa, e debbo dire che c’è un grande fermento. L’unica cosa che secondo me rovina un po’, sono un po’ i social che fanno basare talento e celebrità sui like, e sono un’arma a doppio taglio perché oggi come oggi un artista è più considrato per il numero di followers che ha, invece che per la vera consistenza. Questo secondo me è diventato un po’ un degrado per la musica. Da un lato abbiamo una evoluzione e dall’altra abbiamo una perdita di valore. Io ho frequentato molti locali dove andavo ad ascoltare dal vivo i musicisti, quindi la valutazione di un artista si fa soprattutto live e il successo si determinava da quanti dischi vendevi. Adesso questa facilità di apparire è diventato un limite per le vendite, perché è molto più facile comprare i brani sulle piattaforme, invece del disco fisico. La tecnologia ha i suoi pro e contro.

    D. Anche Joe Lovano, ricollegandomi ad una delle leggende per citarne una, con le quali lei ha suonato, è un musicista statunitense di origini italiane e che ha riscosso un grandissimo successo: come entraste in contatto?

    R. Lo conobbi grazie a Giovanni Tommaso, che tra le altre cose mi aveva chiamato e coinvolto nel suo disco “Giovanni Tommaso Quintet – Secondo Tempo”, uscito per la CAM qualche anno fa, lo conobbi in questa occasione e ci fu subito feeling. E poi io lo coinvolsi nel mio disco “Evan” che poi abbiamo registrato insieme a New York. Tra l’altro lui ora è anche direttore artistico del Bergamo Jazz, e sono stato invitato da lui a suonare a marzo 2025, con il mio Trio, ossia con Ameen Saleem e Jeff Ballard. C’è quindi una gramde stima reciproca che perdura.

    D. E questo ha una influenza particolare e a tutto tondo e molto duratura nella sua carriera?

    R. Se intende quello con il quale ho inciso “Tributes” si, ed è intanto diciamo uscito per una etichetta storica che è la CRISS CROSS, con John Patitucci e Jeff Ballard, ed è uscito a giugno di quest’anno. In realtà poi io Patitucci lo conosco da anni, e anche in questa occasione ci siamo scelti per fare questo disco insieme, ma non abbiamo mai suonato moltissimo insieme ai live. Il disco è stato registrato dopo aver fatto una prova e anche con lui c’è stato subito un grande feeling che ci portato a trovare conferma della bontà del progetto condiviso. A volte quando parli lo stesso linguaggio, si creano queste situazioni magiche. Non è il mio trio stabile, perché è il trio con il quale ho registrato “Tributes” e con il quale farò il tour in maggio, e non ci sarà con noi Jeff Ballard ma Gene Jackson, un batterista grandioso che per dire ha suonato anche con Herbie Hancock. Il mio trio ufficiale invece è chiaramente con musicisti europei. Questi progetti sono molto di impatto però puoi immaginare tutti gli impegni che hanno loro e incluso me, quindi sono tutti musicisti che suona nel trio è leader di una sua band. È una sorta di “all stars band” anche se è a nome mio.

    D. E fare un album come “Tributes” è un po’ come uno scrittore che dice la sua su altri autori, in un certo senso… Su quali aspetti di questi artisti e brani ha voluto mettere l’accento? Ad esempio ci sono virate su melodie brasiliane, ecc ecc… Possiamo definirle poi le sue passioni musicali…

    R. Se si riferisce alla track list, i brani si sono una sorta di tributi ma non tutti. Per esempio “Memories of Calvi” è un tributo a Michel Petrucciani e Lockwood e mi ricorda molto quel periodo e anche stilisticamente anche Michèle Didier, quindi l’ho fatto per dedicarlo a loro. “MT” è dedicato a McCoy con il quale ho avuto anche occasione di suonare insieme. Poi c’è “Matrix” di Chick Corea che che ho voluto suonare. E lo stesso “Rigth One” è molto vicino stilisticamente a Corea. Era un progetto che avevo in testa da circa due anni dedicato ad artisti con i quali ho avuto n rapporto umano e musicale molto intenso.

    D. E negli album recenti c’è poi “Eklektik”, che è un esempio di crossower musicale di successo. Come è stato lavorare a questo progetto musicale con artisti come Snoop Dogg e Markus Miller, per esempio?

    R. Eh! Quello è stato un progetto bello grosso, sul quale c’è stata una pre-produzione durata due anni, poi è stato affinato verso la fine. Mi allacio subito a Markus Miller perché il discorso Snoop Dogg è molto complesso; e a Markus avevo proposto di suonarmi un brano, poi mi ha rimandato la sua elaborazione da ascoltare, e poi mi ha chiesto se mi piacesse o doveva rifarmelo. Lo dico per far capire la grande umiltà dei grandi talenti. C’è poi un attore americano che si chiama Robert Davi che legge la prima parte che ho scritto io del disco e lo racconta un po’, e altri artisti come Manu Katché. È un disco bello vario con diverse influenze, come il jazz-rock, è stato uni dei progetti che ho nel cuore.

    D. Tornando adesso a “Christmas Time”, mi diceva prima che il Natale per lei è molto importante…

    R. Si per me lo è perché io sono molto legato alla famiglia ed al suo ricordo, così come all’infanzia. Non dimentico i miei genitori, le nostre riunioni famigliari, e sono molto legato alla spiritualità, sono credente e credo in Dio. Fare il musicista è una missione e questi elementi mi ispirano.

    D. Le prime date del tour quando saranno ed in quali città e contesti, se teatri, ecc…

    R. Per adesso ho concerti sparsi, mentre il tour vero e proprio partirà a maggio ma adesso non ho ancora le date precise. A metà gennaio per esempio sarò a Roma, poi a Salerno, ecc. Il 19 gennaio, sarò di scena al Blue Note di Milano con il mio trio italiano, perché sarà anche il mio compleanno. Suonerò con diversi ospiti a sorpresa, poi sarò a Parigi in febbraio.
    Sul mio sito si possono trovare aggiornamenti al link www.antoniofarao.net .

    D. Desidera parlarci ancora di qualche cosa?

    R. No, direi che abbiamo detto abbastanza (ride).

    Monica Mazzei
    freelance culturale
    TicinoNotizie.it

  • La Corale Polifonica di Robecco sul Naviglio si esibisce a Cassinetta di Lugagnano

    La Corale Polifonica di Robecco sul Naviglio si esibisce a Cassinetta di Lugagnano

    E’ un mese di dicembre duro e impegnativo, ma anche carico di soddisfazioni per la Corale Polifonica di Robecco sul Naviglio. Sabato sera si sono esibiti nella chiesa di Santa Maria Nascente e Sant’Antonio Abate a Cassinetta di Lugagnano. Tanti sacrifici ampiamente ripagati dalla soddisfazione. Ci si avvicina al Natale e la Corale Polifonica robecchese si è esibita in numerose occasioni, strappando applausi agli intervenuti. Ma cosa vuol dire appartenere ad una corale?

    “La musica ci insegna la cosa più importante che esiste, ovvero ascoltare – racconta Titty, una corista – Questa sera a Cassinetta mi sono emozionata. Siamo un gruppo affiatato che sprigiona allegria , gioia e grinta. Sempre uniti pronti a dare il meglio”. Da segnalare, nell’ambito dei numerosi eventi musicali che si stanno tenendo in questi giorni, alcuni appuntamenti. Domenica 22 dicembre alle 20.45 presso la chiesa di San Bernardo a Cascinazza, frazione di Robecco, ‘Soffio d’amore’, musiche di Sammartini, Bach, Purcell, Pachelbel, Gruber, Beethoven, Gualandris con Ensemble Rosso Magenta. Sempre questa sera alle 21 nella basilica di San Martino ‘Notte di Natale’ a cura del coro polifonico ‘San Giuseppe Lavoratore’ di Pontenuovo e coro Aloysiano della basilica di San Martino. Lunedì 23 dicembre alle 21 al teatro Lirico di Magenta, concerto di Natale, a cura della banda Civica.

  • Magenta, una canzone per amica: tanti amici cantano insieme ‘Buon Natale al mondo!’

    Magenta, una canzone per amica: tanti amici cantano insieme ‘Buon Natale al mondo!’

    Quando tanti amici decidono di cantare tutti insieme un Buon Natale al mondo succedono cose magiche. Il Buon Natale “made in Magenta” e scritto dai nostri ‘Meccano’. Un invito a tornare bambini e a guardare il Natale dal punto di vista dei sentimenti. Ed ecco chi sono gli amici dei Meccano che cantano “Buon Natale al Mondo.”

    Per primo abbiamo l’autore italiano più conosciuto al mondo Cristiano Minellono – Il soprano Sara Galli allieva di Katia Ricciarelli – Il cantante dei Via Verdi Remo Zito – Il compositore Maurizio Bianchini – Il giornalista e scrittore Emanuele Torreggiani – Il compositore e cantante Adriano Di Grazia con il suo allievo Lorenzo Di Grazia – La promoter e giornalista Rossella Biasion – La cantante Dafne Valla – Il chitarrista e autore Diego Torti – La promoter DDD Licia Galanti – La cantante Patrizia Barbarossa – La cantante Morena Cocco – Il DJ Frank Caffarella – La cantante Maria Cristina Loffredo – L’autore e cantante Gino De Stefani – Il chitarrista e autore Piero Cella – Il cantautore Andrea Maffei – Il cantante Dario Riva – Il barista Gaetano La Spisa – Il cantante Renato Lanaro – Il cantante Marco Manzella – Il cantante Alessandro Bonsignori – Il presentatore Salvatore Mapelli – Cantautore Marlonn – Il barista Claudio La Spisa –

    Il giornalista Francesco Bigogno – Il giornalista e fotografo Marcello Stoppa Corona – Il giornalista Graziano Masperi – L’editore radiofonico Marcello D’azzurro – Il presentatore Gianni De Berardinis – Lo scrittore Fabrizio Cesariello – L’attore Liam Lanticina Di Saverio – Il batterista Lorenzo Di Saverio – Il grafico Alberto Dalfiume – il cantante Leonardo Viganò – Il DJ Giovanni Cuviello – Il fotografo Mauro Lovati – Il Coro Mariele Ventre di Ragusa. Tutti insieme per augurare un “Buon Natale al Mondo!

  • Trecate: questa sera il concerto di Natale

    Trecate: questa sera il concerto di Natale

    Il Settore Cultura della Città di Trecate, in collaborazione con la Pro Loco, organizza per le 21 di domani, sabato 21 dicembre, nella chiesa di San Francesco, il concerto di Natale “Crossroads – Tra Barocco e progressive rock” con il duo pianistico Alessandra Gelfini e Roberto Olzer.

    L’iniziativa rientra nel calendario di eventi promossi dalla Città di Trecate insieme con le associazioni locali.

    L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

  • Jazz, blues, soul e gospel con The Jolly Shoes Sisters a Solbiate Olona

    Jazz, blues, soul e gospel con The Jolly Shoes Sisters a Solbiate Olona

    Si chiude con il botto la stagione musicale di JAZZaltro: sabato 21 dicembre, infatti, il centro socioculturale di Solbiate Olona (Va) ospiterà il concerto di Laura Fedele & Veronica Sbergia, ovvero The Jolly Shoes Sisters, che daranno vita a uno spettacolo coinvolgente e di grande impatto. Il live, organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale di Solbiate Olona, inizierà alle ore 21 (via dei Patrioti 31; ingresso libero con libera donazione fino a esaurimento posti).

    Laura Fedele (voce, pianoforte e fisarmonica) e Veronica Sbergia (voce, washboard e ukulele) sono due veterane dei palchi nazionali e internazionali, due anime – jazz e blues – dalla vocalità strepitosa. In questo progetto propongono una selezione di hot jazz e swing, restituendo con spirito ludico le suggestioni di un periodo che va dai Roaring Twenties (i ruggenti anni Venti) agli anni Quaranta, fino ad approdare ai giorni nostri. Le due musiciste coniugano tradizione e modernità, regalando all’ascoltatore un superbo e suggestivo interplay vocale con architetture pianistiche brillanti, puntellate dalla ritmicità coinvolgente dello washboard, strumento a percussione che si è diffuso nella prima metà del XX secolo negli Stati Uniti (in particolare a New Orleans).

    Cantante, pianista, fisarmonicista e compositrice, Laura Fedele è un’artista “no limits” che si muove con disinvoltura tra jazz, blues, soul e canzone d’autore. Ha al suo attivo una dozzina di album e un gran numero di concerti in Italia e all’estero, in particolare in Germania, Francia e Svizzera. La sua personalità poliedrica le ha permesso di esplorare differenti ambiti e stili musicali, pur mantenendo sempre saldo il legame con la musica afroamericana. È stata invitata in moltissimi festival italiani e internazionali, tra cui il prestigioso Jazz and Heritage Festival a New Orleans e nel 1996 ha partecipato al Premio Tenco. Nel dicembre del 2020 ha raggiunto la semifinale di “The Voice Senior”, il talent di Rai 1.

    Considerata tra le più grandi interpreti del Blues e Bluegrass in Europa, Veronica Sbergia è un gioiello prezioso del panorama musicale internazionale. Esperta assoluta di Ragtime, Country-blues ed Early Jazz, ha cantato in tutto il mondo vincendo il prestigioso European Blues Challenge a Tolosa nel 2013 e partecipando ad alcuni tra i più importanti festival blues del mondo (tra cui l’International Blues Challenge di Memphis, negli Stati Uniti). Veronica è regolarmente in tour in Inghilterra, Francia, Germania e nell’Europa dell’Est insieme al suo compagno Max De Bernardi con il progetto “Max & Veronica”.

  • I magnifici 7, docufilm sui concerti di Vasco a San Siro: il 28 dicembre su Canale 5

    I magnifici 7, docufilm sui concerti di Vasco a San Siro: il 28 dicembre su Canale 5

    “Non un concerto, ma una libera associazione di anime”. Inizia così Vasco Rossi – I Magnifici 7, il docu-film scritto e diretto da Giorgio Verdelli, condotto da Claudio Amendola, dedicato a Vasco e ai suoi 7 concerti allo Stadio San Siro di Milano di giugno del 2024 (che portano il suo record a 36 show al Meazza), che hanno attirato 400.000 spettatori da tutta Italia, che andrà in onda sabato 28 dicembre, in prima serata su Canale 5.

    Oltre due ore e mezzo di immagini dai 7 live, le testimonianze raccolte tra il pubblico e un’intervista a Vasco a stadio vuoto. Un tuffo nel mondo del rocker, nella sua musica, nelle sue canzoni senza tempo, ma anche un tuffo in quello che rappresenta per l’immenso pubblico che da 40 anni lo segue ovunque.

    Nella “combriccola del Blasco” anche tanti i volti noti: da Roberto Bolle a Valentino Rossi, da J-Ax a Emma, passando per Eros Ramazzotti, Luca Argentero, Giuseppe Fiorello, Noemi, Ornella Muti, Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, Flavia Pennetta e Roberta Vinci.

    “Mi piace pensare di essere la voce di chi non ha voce – racconta Vasco a Giorgio Verdelli -. Io sono la voce delle persone umili, normali che hanno 60.000 problemi, angustie. Io sono la loro voce e, alla fine, ci sentiamo tutti un po’ meglio”. Creando così un senso di appartenenza e di fratellanza: “Nelle canzoni sono onesto e sincero, racconto quello che mi viene da dentro. Di errori nella vita ne ho fatti tanti e raccontarli mi ha liberato. Raccontando le mie debolezze pensavo di sfogarmi da solo e invece è successa una cosa straordinaria: quando le racconto chi le ha dentro di sé si sente rappresentato e si sente più leggero condividendo. La cosa più brutta è sentirsi solo”, confessa Vasco.

    “Perché raccontare ancora Vasco dopo tutto quello che è stato detto, visto, scritto e filmato? – si chiede il regista Giorgio Verdelli -. Perché forse quello che resta ancora da capire non è tanto Vasco in prima persona, ma il Vasco che c’è in tutti noi, ovvero come un ragazzo di montagna, rockstar di professione, cantautore di formazione e comunicatore per vocazione sia riuscito a modificare così profondamente il gusto comune della musica italiana e l’atteggiamento della società negli ultimi 40 anni”.