Categoria: Lavoro

  • Quasi due milioni di collaboratori domestici in Italia: metà sono in nero

    Quasi due milioni di collaboratori domestici in Italia: metà sono in nero

    Sono 1,85 milioni i lavoratori domestici in Italia, 894mila con contratto regolare (48,2%), 961mila (51,8%) pagati in nero. Sono le stime del quinto Rapporto Domina 2023 sul lavoro domestico che sarà presentato a fine gennaio al Senato, i cui numeri principali sono stati anticipati dal segretario generale Lorenzo a Radio24 nel corso della trasmissione L’economia delle piccole cose. Dati da cui emerge che ancora più della metà di colf, badanti e baby-sitter lavorerebbero senza contratti regolari.

    Una spesa per le famiglie che si è aggirata secondo gli ultimi dati attorno ai 14,3 miliardi di euro, per un contributo che si stima attorno all’ 1% del pil. Ma la componente regolare si ferma a 6,6 miliardi. Dall’altra parte, il risparmio per lo Stato in assistenza, tra asili nido e cura degli anziani, si aggira attorno agli 8,8 miliardi di euro “grazie alla spesa delle famiglie”, spiega Gasperini, “perché il lavoro domestico non conosce crisi”. Due milioni di persone in Italia sono datori di lavoro domestico.

    Attualmente una famiglia italiana che vuole assumere una baby-sitter perché non trova posto al nido, o, all’opposto, ha bisogno di una badante, può portare in deduzione solo i costi dei contributi per circa 1.500 euro. Ma la spesa complessiva si aggira attorno ai 17mila euro all’anno. Se avessimo la possibilità di portare in deduzione la retribuzione, equivarrebbe a dare un assegno, un aiuto concreto alle famiglie. E, al contempo, ci sarebbe tutto l’interesse a regolarizzare, con un guadagno per le casse dello Stato”, sottolinea il segretario generale Domina.

    Un mito da sfatare che i lavoratori domestici siano solo stranieri. La prima nazionalità rappresentata è quella italiana con circa il 30%, e “specialmente al Sud abbiamo attorno al 60% di lavoratori italiani nel lavoro domestico. Anche a livello nazionale, se 7 su dieci sono stranieri, quella italiana resta la nazionalità più rappresentata”, dice ancora Gasperini a Radio24. Tra i paesi di origine dei lavoratori domestici censiti dall’edizione 2023 del Rapporto Domina 131.387 provengono dalla Romania (21,1%), 91.254 dall’Ucraina (14,7%), 65.715 dalle Filippine (10,6%), 37.333 dal Perù (6,0%), 35.113 dalla Moldavia (5,6%).

  • Trecate, inserimento lavorativo persone disabili: 150mila euro di fondi regionali

    Trecate, inserimento lavorativo persone disabili: 150mila euro di fondi regionali

    Un progetto finalizzato all’inclusione socio-lavorativa di persone con disabilità, iscritte al collocamento dei Centri per l’Impiego, mirato e condiviso da numerosi partner istituzionali ed Enti del Terzo settore, che ha visto l’aggiudicazione di un finanziamento pari a 150.000 euro da parte della Regione Piemonte.

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    Questo importante progetto è il risultato del lavoro svolto in team dalla Convenzione sportelli per il lavoro di Trecate, Borgolavezzaro, Cerano, Garbagna Novarese, Nibbiola, Romentino, Sozzago, Terdobbiate, Tornaco e Vespolate con il Cisa Ovest Ticino, il Cisas Castelletto Ticino, l’Asl Novara (interessando anche la sede di Borgomanero), l’Ente formativo Filos e le cooperative sociali “L’Aquilone” di Romentino e “La Cometa” di Trecate.

  • Cresce l’appeal dei lavori pratici: pronto 1 giovane su 4

    Cresce l’appeal dei lavori pratici: pronto 1 giovane su 4

    Le nuove generazioni stanno rivalutando i mestieri “manuali”, soprattutto se sono ad alta specializzazione. Specie nella componente maschile, dove oltre un terzo (35%) sta pensando di intraprendere uno di questi percorsi. Portando, parallelamente, al crollo di alcuni stereotipi: oggi solo 1 su 5 pensa che con il diploma di liceo si debba per forza fare l’università. Alle scuole superiori, 1 studente su 4 sta vagliando la possibilità, per il suo futuro, di scegliere un lavoro tecnico-pratico. Considerando la sola componente maschile si sale a 1 su 3.

    L’industria digitale ed elettronica, il comparto chimico-farmaceutico e il settore alberghiero e della ristorazione sono gli ambiti più attrattivi per le ragazze. I ragazzi puntano soprattutto al comparto dell’industria dei mezzi di trasporto, oltre che sul digitale e sulla ricettività turistica. Solo 1 alunno delle superiori su 5 crede che con il diploma liceale ci si debba necessariamente laureare per svolgere poi un lavoro teorico, scartando a priori un lavoro tecnico-pratico: un pregiudizio che un anno fa riguardava 1 studente su 3.

    Qualcosa sta cambiando: i mestieri tecnico-pratici ricominciano a guadagnare consensi tra le nuove generazioni. Un’ottima notizia, visto che nel contempo il mondo del lavoro fatica costantemente a trovare figure preparate a svolgerli. A rivelarlo è l’annuale Osservatorio “Giovani e Professioni”, realizzato da Skuola.net in collaborazione con Autostrade per l’Italia, interpellando 2.500 studenti delle scuole secondarie superiori.

    Fra i giovani prossimi al diploma, infatti, circa 1 su 4 sta considerando queste occupazioni come una possibile opzione per il futuro, soprattutto se associate a una elevata formazione e conseguente retribuzione. Insomma, ci sono molti ragazzi – qui la quota sale a 1 su 3 – ma anche ragazze intenzionati a valutare e svolgere professioni tecnico-pratiche, a patto che ci siano le giuste condizioni.

    Il numero degli studenti ben disposti verso una carriera più manuale che teorica, peraltro, cresce rapidamente nel tempo. Basta paragonare i dati attuali con quelli dell’Osservatorio 2022: allora i mestieri pratici convincevano solo il 19% degli intervistati e il 26% dei maschi.

    Inoltre, altrettanto velocemente, si inizia a svuotare la platea dei giovani che scartano a priori questo avvenire, che scende sotto la soglia psicologica del cinquanta per cento: dal 53% di un anno fa al 49% attuale; che tra i maschi si riduce al 39%.

    Potremmo, dunque, essere di fronte a una mini-rivoluzione. Anche perché, parallelamente, perdono forza alcuni stereotipi. Ad esempio, calano dal 19% al 14% coloro che scartano le professioni pratiche per congetture legate al loro status socio-economico: per questi non sarebbero mestieri adatti al proprio genere oppure al riconoscimento sociale atteso dal contesto di riferimento o dai genitori stessi.

    Parimenti, si indebolisce un altro grande preconcetto: ormai solo 1 studente su 5 considera quasi “obbligatorio” per un liceale intraprendere una professione più teorica, dopo essersi laureato; mentre dodici mesi fa erano 1 su 3. Insomma, da questi segnali si intravede forse uno spiraglio per poter ricucire la differenza tra domanda (del mercato del lavoro) e offerta (di competenze dei giovani), magari attraverso percorsi di formazione professionalizzanti e specifici post-diploma, come giustamente ritiene il 57% degli intervistati.

    Ma quali sono i settori che attirano quel 51% di studenti delle superiori che non dicono “no” a una professione tecnico-pratica? Anche qui c’è il genere può fare molta differenza. Quasi la metà degli uomini concentra le sue preferenze in un podio che vede il comparto della mobilità – automobilistica, ferroviaria, aeronautica – al primo posto, seguito dall’industria digitale ed elettronica e dal settore dei servizi alberghieri e della ristorazione. Invece, praticamente la metà delle donne si divide in quote paritetiche, nell’ordine, tra il comparto del digitale e dell’elettronica, quello alimentare/chimico/farmaceutico e quello dei servizi alberghieri e della ristorazione. Guadagna preferenze anche uno dei settori strategici per lo sviluppo del Paese, pur risultando ancora meno gettonato: il 6% degli uomini e l’8% delle donne prenderebbe in considerazione un impiego nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture.

    A tal proposito, lo stesso Gruppo Autostrade per l’Italia sta portando avanti in prima persona diversi progetti. Come l’Amplia Academy, un vero e proprio “cantiere dei mestieri” pensato per anticipare i percorsi formativi dedicati alle principali figure professionali ricercate. Formando ruoli tecnico-pratici nei settori di sua competenza, come l’assistente di cantiere, il carpentiere, il conducente di mezzi speciali, il minatore. Specializzazioni sempre più richieste, ma per le quali l’offerta di manodopera risulta oggi molto carente nel nostro Paese.

    “Anticipare nel tempo l’orientamento e la formazione delle giovani generazioni – sostiene Gian Luca Orefice, Direttore Human Capital Organization del Gruppo Aspi – è fondamentale per il nostro Gruppo. Abbiamo il dovere di investire sulle persone, creando una solida rete con

    imprese e istituzioni, per fare in modo di preparare le giovani generazioni a costruire un mondo più sostenibile, per creare i professionisti del futuro da inserire nel mercato del lavoro”.

    “I mestieri tecnico-pratici possono rappresentare una risposta alle principali istanze di quanti, all’interno della generazione zeta, si proiettano verso il mondo del lavoro – sottolinea Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net – visto che, in base ai dati emersi dall’Osservatorio “Giovani e Professioni”, i tre aspetti più importanti richiesti a una posizione lavorativa, per loro, sono una buona retribuzione, un sufficiente bilanciamento tra vita privata e lavorativa, alti standard di sicurezza sul lavoro. Proprio quello che, grazie all’evoluzione del mercato occupazionale e delle tecnologie, queste professioni riescono a offrire più che in passato. Unendovi, peraltro, un forte elemento valoriale: contribuire a realizzare prodotti o servizi utili per la collettività; un altro aspetto, questo, molto importante per 9 giovani su 10. Ecco spiegato perché le attività manuali, specie se ad alta specializzazione, stanno tornando a essere più appetibili per le ragazze e i ragazzi di oggi”.

  • Milano, saldi partenza in salita. Ma c’è fiducia per il prossimo fine settimana

    Milano, saldi partenza in salita. Ma c’è fiducia per il prossimo fine settimana

    Il primo fine settimana di saldi invernali si è chiuso con un segno negativo per Milano, Lodi, Monza e Brianza. A pesare sono stati diversi fattori, a partire dal meteo avverso, ma non solo. Lo rileva FederModa Milano.

    La partenza rallentata rispetto all’anno scorso, secondo la federazione, è il risultato di una serie di fattori solo in parte imputabili al maltempo.

    Un vero confronto deve tener conto del fatto che, calendario alla mano, questo primo weekend di saldi invernali ha beneficiato di un giorno di lavoro in meno rispetto al 2023 quando, l’ultimo giorno feriale prima dell’Epifania è caduto di giovedì. Secondo il presidente di FederModa Milano, Andrea Colzani “la falsa partenza di venerdì ha inciso sui dati che, pur in ripresa grazie alle performance di sabato e domenica, non sono riusciti a far chiudere positivamente il bilancio di questi giorni.

    Dalle principali vie commerciali alle zone residenziali, dalle vie del lusso ai centri commerciali, sono mancati i volumi. Mediamente la spesa sostenuta si attesta intorno ai 110 euro, in linea quindi con le previsioni della settimana scorsa. Tuttavia, all’aumento di presenze non è corrisposta altrettanta propensione all’acquisto.

    D’altra parte, la nostra economia e le nostre città sono ormai ricche di occasioni e modi per effettuare acquisti a prezzi vantaggiosi durante tutto l’anno, facendo calare in parte l’attenzione sui saldi”.

    La sfida per il futuro sottolinea Colzani ”è quindi quella di lavorare per garantire parità di condizioni fra i big player e i negozi di vicinato”.

    I grandi assenti di quest’anno sono i capispalla, pur sempre desiderabili e immancabili nel guardaroba dei milanesi: ”Certamente possiamo individuare diversi fattori che ne stanno limitando l’acquisto: dalle temperature ancora miti, ai limiti di budget delle famiglie, abbiamo notato un’attenzione particolare ai costi e quindi un ulteriore spostamento in avanti dell’acquisto”importante”.

    D’altra parte, anche per questo specifico segmento, ci aspettiamo una ripresa nelle prossime settimane, in linea con le aspettative generali di andamento dei saldi sui cui risultati complessivi permane quindi ottimismo” è la conclusione di Andrea Colzani.

  • Trenord seleziona macchinisti (e non solo): domande dal 3 gennaio

    Trenord seleziona macchinisti (e non solo): domande dal 3 gennaio

    Trenord seleziona nuovi macchinisti: dalle ore 11 di domani, mercoledì 3 gennaio, sarà possibile inoltrare la propria candidatura per entrare nel team di personale responsabile della condotta delle oltre 2200 corse effettuate ogni giorno in Lombardia, in sette province delle regioni vicine e sul collegamento aeroportuale Malpensa Express. Sarà possibile partecipare alla selezione fino al 31 gennaio, secondo le indicazioni che saranno rese disponibili sulla pagina “Lavora con noi” del sito trenord.it.

    L’azienda ferroviaria lombarda seleziona anche un Project Manager Edile. La selezione di macchinista- Il macchinista è il responsabile della conduzione dei nostri treni e svolge la sua attività in costante collaborazione con il capotreno e la sala operativa. I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno al percorso di formazione organizzato dall’azienda, che consentirà loro di acquisire le competenze necessarie.

    Al termine del corso che comporterà il conseguimento della Licenza Europea e Certificato Complementare A4/B1, che avrà durata di circa 6 mesi, i professionisti sosterranno un periodo di addestramento e di tirocinio alla condotta di 5 mesi prima di entrare in servizio.

    Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma di quinquennale di scuola media superiore. È preferita la residenza in Lombardia e una esperienza di almeno due anni nel settore tecnico.

    Ai candidati è richiesta disponibilità a spostarsi in Lombardia e nelle regioni limitrofe; flessibilità oraria, attitudine al problem solving, precisione, forte senso di responsabilità, tenuta emotiva e propensione al lavoro di squadra.

    La selezione come Project Manager Edile

    Sul sito trenord.it è possibile candidarsi anche per la posizione di Project Manager Edile.

    La figura selezionata sarà inserita nel team che supporta il Responsabile Manutenzione Asset, Impianti e Attrezzature nella gestione, pianificazione e controllo delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere edili.

    Per partecipare alla selezione, si richiede ai candidati di essere in possesso di laurea in Ingegneria Edile, Civile o in Architettura. È richiesta esperienza pregressa nel ruolo di almeno 3-5 anni, preferibilmente in ambiti complessi e/o industriali. È richiesta la conoscenza della normativa sulla sicurezza dei cantieri del D.lgs 81. Tra i requisiti richiesti anche la conoscenza della lingua inglese e del pacchetto Office e di Autocad. È preferibile l’abilitazione al ruolo CSP/CSE.

    Completano il profilo richiesto ottime doti organizzative e analitiche, propensione al problem solving, spiccate doti relazionali e comunicative e flessibilità.

    È richiesta la disponibilità a trasferte giornaliere negli impianti Trenord dislocati a Milano e in tutta la Lombardia. La sede di lavoro è a Rho Fiera Milano.

  • Economia. Paolo Galassi: “Paese in attesa, così ci affacciamo al 2024”

    Economia. Paolo Galassi: “Paese in attesa, così ci affacciamo al 2024”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Lasciamo il 2023 con uno sguardo all’incertezza. L’instabilità geopolitica, i tassi che frenano l’accesso al credito (quindi, gli investimenti!!), la recessione di alcune economie, la volatilità dei prezzi e gli anni di crisi, sono tutte zavorre che pesano sulle spalle di noi piccoli e medi imprenditori.

    L’Ufficio Studi di A.P.I. ha raccolto il sentiment flash delle PMI associate ubicate nel territorio del Sud Ovest Milano.
    Alla domanda “come ha chiuso il 2023?” hanno risposto: il 39% in positivo, il 33% in negativo, il 28% ha preferito non rispondere.

    Alla domanda, “2024, i prossimi mesi saranno caratterizzati da…?” emerge per il 54% incertezza, contrazione per il 29%, mentre solo per il 17% crescita.

    Perché? Il 49% è timoroso rispetto alla debolezza economica di alcuni paesi – dalla recessione tedesca, al rallentamento della Francia, a quello USA -, il 19% sta affrontando le transizioni energetica, digitale e sostenibile (quindi con investimenti importanti), il 15% non trova personale qualificato e, quindi, deve rinunciare ad alcune commesse con conseguente perdita di fatturato, l’9% sta valutando la vendita dell’azienda, l’8% ha risposto non so.

    L’export extra UE regge soprattutto per la meccanica di precisione, il lusso e i prodotti di alta qualità made in Italy.

    Con queste premesse dobbiamo urlarlo: “se l’Italia è ancora una potenza produttiva a livello europeo e mondiale, lo dobbiamo alle MPMI e alla nostra capacità di imprenditori di credere nel fare impresa”.

    Anche stavolta, quindi, non ci fermeremo e faremo la nostra parte per far crescere il PIL e stabilizzare l’occupazione. Vanno create condizioni più favorevoli per fare impresa.

    Chiediamo, però, uno sforzo a Regione Lombardia sulle iniziative di sostegno e stimolo agli investimenti e uno sulla Manovra al Governo nazionale, cioè di accelerare sui decreti attuativi per sostenere l’industria; ma anche di osare con le riforme e usare i fondi del PNRR che ancora abbiamo a disposizione con azioni di reale utilità, che ne moltiplichino il valore.

    Si, proprio perché è dalla concretezza del lavoro quotidiano delle imprese e dei loro lavoratori che si generano benefici per i cittadini e un futuro per i giovani. Senza pragmatismo il Paese si ferma”.

  • Lombardia: 1 lavoratore su 3 non è sicuro del posto di lavoro

    Lombardia: 1 lavoratore su 3 non è sicuro del posto di lavoro

    Circa un lavoratore lombardo su tre (31%) non si sente sicuro del proprio posto di lavoro, e teme che una nuova crisi economica e il rallentamento dell’economia possano portare la propria azienda a licenziamenti. Lo rivela il sondaggio People at Work 2023 dell’ADP® Research Institute, condotto su oltre 32.000 lavoratori in 17 paesi (2mila lavoratori in Italia).

    A livello nazionale, non si sente sicuro un lavoratore su tre (34%). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i timori sono maggiori negli uomini (38%) e inferiori nelle donne (30%). I sentimenti di precarietà sono più alti nella fascia 35-44 anni (37%), segue la generazione Z, ovvero quella che va dai 18 ai 24 anni con il 36%, dai 24 ai 34 è timoroso il 34%, mentre dai 45 ai 54 anni il 33%; solo il 26% degli over 55 è invece preoccupato per il proprio posto di lavoro.

    Marcela Uribe, General Manager ADP Southern Europe, commenta “I tempi sono difficili, è normale che i lavoratori si sentano preoccupati per il proprio lavoro, temendo la perdita del proprio posto per motivi economici ma anche con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, che presumibilmente potrebbe sostituire alcune mansioni. Le aziende dovrebbero fare di più per rassicurare i propri dipendenti, mostrando loro che gli sforzi sono riconosciuti e che le prospettive di carriera sono effettive. Non è necessariamente vero che i tagli di posti di lavoro in un’azienda significhino che altri seguiranno l’esempio o che l’automazione, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico siano cose di cui aver paura. Potrebbero infatti rendere il lavoro delle persone più facile o più soddisfacente in futuro. Vale la pena che i datori di lavoro parlino con i lavoratori ora, per affrontare le idee sbagliate e fugare preoccupazioni inutili”.

    Secondo dati Inps, nel 2022 i licenziamenti di natura economica sono aumentati del 41% sull’anno. Occorre però ricordare che i licenziamenti economici erano bloccati dalle normative introdotte nel 2020 a fronte dell’evento pandemico e che sono stati riaperti a partire da giugno e ottobre 2021. Se confrontato invece al dato 2019, nel 2022 ci sono stati circa 127.000 licenziamenti in meno (-25%). Inoltre, nel primo semestre del 2023 si evidenzia una forte riduzione rispetto al 2022 dei licenziamenti di natura economica (-18%) mentre sono in leggero aumento le cessazioni per risoluzione consensuale (+3%).

    Complessivamente, il 58,8% dei lavoratori lombardi pensa che nessuna professione sarà immune dall’attuale incertezza economica, e il 16% crede che l’uso dell’intelligenza artificiale diventerà la norma nel proprio settore nei prossimi cinque anni, riducendo così le attività manuali.

    In questo contesto, il 19,6% dei lavoratori lombardi ha preso in considerazione la possibilità di cambiare settore negli ultimi 12 mesi e il 15,5% ha pensato di avviare un’attività in proprio. L’8% degli over 55 ha pensato di chiedere la pensione anticipata.

    “Facendo sentire il personale più a suo agio e al sicuro, sottolineando quali prospettive di formazione e avanzamento di carriera potrebbero essere offerte, i dipendenti si sentiranno maggiormente in grado di concentrarsi su fare un buon lavoro senza preoccuparsi del futuro. E se i datori di lavoro possono fare tutto questo assicurandosi di offrire una retribuzione equa e una cultura del posto di lavoro inclusiva e coinvolgente, è probabile che i lavoratori si sentano molto più positivi nei confronti dell’azienda per cui lavorano. Ma se le aziende non saranno capaci di mettere a proprio agio i lavoratori, correranno il rischio che le competenze vitali, l’esperienza e l’entusiasmo possano andare perduti, e ciò potrebbe rendere difficile fornire il livello di servizio che i clienti si aspettano” conclude Uribe.

  • Busto Garolfo: la storia di successo di Carlo Barni

    Busto Garolfo: la storia di successo di Carlo Barni

    Da quasi 40 anni importatore di prodotti elettronici dai principali mercati internazionali, oltre 2 milioni di prodotti trattati tra grandi e piccoli elettrodomestici, televisori, audio e video, più di 100 milioni di fatturato, 40 dipendenti, 40mila metri quadri di logistica, consegne giornaliere a oltre 450 negozi di elettrodomestici e elettronica di consumo, 500 spedizioni quotidiane direttamente a casa del consumatore perché, oltre a essere “Amazon vendor” ufficiale nei principali marketplace europei, la sua logistica è integrata con le maggiori piattaforme di vendita on line operanti in Italia e nel Vecchio continente.

    Da più di 50 anni fornitore di riferimento delle più importanti catene della grande distribuzione e della distribuzione organizzata (come Carrefour, Coop, Conad, MD, Panorama, Il Gigante, Tigros, Famila), creatore e gestore dei cataloghi premi di aziende come Philip Morris, Il Gigante, CartaSì, Enel, American Express, Banco di Roma. E, in più, distributore ufficiale di tutti i più prestigiosi marchi di audio video e di home appliances (come Samsung, Whirlpool, Sony, Canon, LG) e artefice del rilancio in Italia del marchio Akai, brand cult dell’elettronica di consumo, da lei oggi portato anche nel mondo degli elettrodomestici.

    Sono questi gli impressionanti numeri di Carlo Barni Spa, la cui avventura comincia il 1° aprile 1953, in un negozio di 20 metri quadrati in piazza Lombardia a Busto Garolfo (Mi), e che in questi giorni festeggia i 70 anni di attività con il riconoscimento che arriva da uno studio di Trade, nota rivista di settore, che posiziona la Barni Carlo Spa ai vertici in tutti i campi oggetto della ricerca: rotazione di magazzino, velocità di pagamento dei fornitori e di evasione degli ordini.

    A muovere i primi passi della lunga storia che porterà l’azienda di Busto Garolfo, in provincia di Milano, a diventare la regina degli elettrodomestici è Carlo Barni, classe 1925, che a dispetto dei suoi 98 anni ancora oggi è sovente presente in azienda a sostenere i figli, Giuseppe e Luigi, che la guidano occupandosi della gestione, dei rapporti con fornitori e clienti e dell’amministrazione, ruoli in cui all’inizio della storia, dal primo camioncino che si muoveva fra Altomilanese e Varesotto fino alle scelte strategiche assunte nel pieno del boom economico italiano e dell’austerity degli anni Settanta, Carlo Barni era affiancato dalla moglie, Giovanna Olchini.

    La Carlo Barni Spa è dunque una di quelle imprese familiari italiane che vincono sulla scena internazionale perché sostenute nella loro crescita da valori legati alla storia e alla tradizione e che sono i principali testimoni dei cambiamenti socio-economici dell’Italia. Lo dimostrano gli impegni assunti negli anni e portati avanti con convinzione dai due fratelli: Giuseppe Barni è presidente del comitato esecutivo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, quindi una banca locale che opera nel solco della cooperazione e del mutuo soccorso, Luigi Barni è membro del consiglio di amministrazione di ANCRA, che costituisce, a livello confederale, il sistema di rappresentanza unitario nazionale delle imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio, all’ingrosso e di noleggio di elettrodomestici e elettronica di consumo. È anche membro del consiglio di amministrazione di Ecolight, il consorzio nazionale senza fini di lucro di riferimento della grande distribuzione organizzata che assicura la gestione, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti elettronici in una logica di sviluppo sostenibile e di massima efficienza.

    Settant’anni sono una vita e Carlo Barni ricorda ancora com’è cominciata. «Dopo la guerra, con un diploma di radiotecnica e tecnica delle trasmissioni, riparavo radio e altri piccoli apparecchi -racconta-. Nel 1953 ebbi l’occasione di rilevare un’attività sotto i portici a Busto Garolfo, in piazza Lombardia. Da quei 20 metri quadrati ho mosso i miei primi passi e negli anni Settanta, quando cominciava ad affermarsi la grande distribuzione organizzata, facemmo la scelta strategica di entrare in questo mercato».

    «Quella di nostro padre è stata un’intuizione geniale. E da quel momento abbiamo tutti assieme costruito la realtà di oggi, puntando sempre sulla piena soddisfazione di ogni esigenza del cliente, con prezzi concorrenziali e una gamma di servizi completa -dicono Giuseppe Barni, 62 anni, e Luigi Barni, 60anni-. In quarant’anni di attività di importazione dai principali mercati internazionali abbiamo accumulato grande esperienza e questo non solo ci ha permesso di diventare partner di riferimento dei principali marchi del settore, ma anche di introdurre un assortimento specifico con il marchio Akai che si distingue per l’elevato livello tecnologico e la massima affidabilità, senza perdere di vista l’accessibilità economica, con l’obiettivo della totale soddisfazione del cliente offrendo il miglior rapporto tra qualità, prezzo e design».

    «Dal 2022 il mercato della tecnologia di consumo ha fatto segnare un più che sensibile rallentamento, sia a causa del contesto macro-economico sia per la saturazione della domanda che è riconducibile alla crescita record negli anni della pandemia -concludono Giuseppe e Luigi Barni- e oggi le vere sfide del mercato si chiamano efficienza energetica, sostenibilità e qualità senza compromessi, con soluzioni che siano sempre più all’avanguardia e durature nel tempo. Determinanti negli apparecchi sono poi le funzionalità avanzate, tecnologiche ed intelligenti, perché sono questi i plus che oggi chiede con forza il mercato».

  • Formazione e lavoro.  Arrivano i diplomati del Master di 1° livello in gestione dei Servizi Pubblici e delle Utilities

    Formazione e lavoro. Arrivano i diplomati del Master di 1° livello in gestione dei Servizi Pubblici e delle Utilities

    Il 2023 si chiude con un importante traguardo per la Confservizi Lombardia. Il 15 dicembre sono stati consegnati i diplomi agli studenti che hanno frequentato la prima edizione del Master di primo livello in ‘Gestione dei Servizi Pubblici e delle Utilities’, organizzato dall’Università Bicocca di Milano in collaborazione con Confservizi Lombardia.

    Un master – sostenuto con 10 borse di studio da Confservizi Lombardia per le aziende associate – ideato per la formazione di coloro che intendono ricoprire ruoli di gestione amministrativa, economica e relazionale all’interno delle imprese di servizi di pubblica utilità.

    La cerimonia ufficiale è stata anche l’ideale passaggio di consegne a coloro che hanno appena avviato il corso di formazione per l’anno accademico 2023-24.

  • Città Metropolitana: la formazione professionale a portata di clic con la nuova piattaforma ITER FP

    Città Metropolitana: la formazione professionale a portata di clic con la nuova piattaforma ITER FP

    La Città metropolitana di Milano presenta ITER- La Formazione professionale a Milano: è la prima versione, in fase sperimentale, di un nuovo strumento di orientamento a disposizione di studentesse e studenti interessati ad intraprendere un percorso di istruzione professionale dopo il diploma di scuola secondaria di primo grado.  

    ITER FP, lanciato in via sperimentale dal Settore Politiche del lavoro, welfare metropolitano e promozione delle pari opportunità della Città metropolitana di Milano, è una piattaforma web accessibile gratuitamente online.   

    ITER FP nasce come approfondimento digitale e interattivo della sezione che il tradizionale catalogo “ITER Orientamento scolastico per ragazzi”, edito ogni anno dalla Città metropolitana di Milano, dedica ai corsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale, aggiornando il repertorio nazionale dell’offerta IeFP e l’elenco degli istituti statali e dei centri di formazione accreditati dove poterli frequentare.

    Ma il sistema IeFP lascia alle stesse scuole ampi spazi di flessibilità e di personalizzazione riguardo alla programmazione e all’organizzazione della didattica, per scegliere il corso che più corrisponde alle proprie esigenze e aspirazioni è utile avere più informazioni sulle sue peculiarità.  

    Da qui la volontà della Città metropolitana di Milano di fornire una panoramica non solo completa e aggiornata, ma anche dettagliata delle opportunità di istruzione e formazione professionale che si possono cogliere in territorio metropolitano. 

    ITER FP non si limita a fornire l’indice delle qualifiche e dei diplomi professionali dell’offerta IeFP e la lista delle scuole di riferimento, ma descrive e valorizza le caratteristiche di ogni singolo corso aperto alle iscrizioni.  

    ITER FP è in costante opera di implementazione e sviluppo grazie alla collaborazione degli enti di formazione accreditati nel territorio metropolitano. La piattaforma web raccoglie e organizza per un’agile consultazione informazioni puntuali sui singoli corsi programmati da ciascun istituto: recapiti di contatto, ubicazione della sede e indicazioni su come raggiungerla, articolazione oraria delle lezioni, monte ore dei tirocini, insegnamenti trasversali e professionali, servizi erogati, progetti extracurricolari, personalizzazione dei percorsi, competenze acquisite con la qualifica o il diploma rilasciati, nonché le opportunità professionali cui danno adito.  

      

    “Questa prima versione di ITER FP consentirà ai futuri allievi IeFP di confrontare tra loro offerte formative analoghe o simili per scegliere quella che, per uno o più aspetti diversi, ritengono più adatta per realizzare le basi del proprio futuro professionale – sottolinea Diana De Marchi, consigliera delegata alle Politiche del lavoro, politiche sociali e pari opportunità della Città metropolitana di Milano –

    La piattaforma ITER FP è uno strumento che mancava, un nuovo tassello che si aggiunge al quadro dei servizi all’orientamento e alla formazione professionale sviluppati dalla Città metropolitana di Milano in un’ottica di collaborazione in rete con soggetti pubblici e privati operanti sul nostro territorio.

    È anche un primo concreto risultato del protocollo d’intesa per l’orientamento firmato in agosto dal nostro ente, dall’Ufficio scolastico territoriale e da Città dei Mestieri di Milano e della Lombardia. A questo proposito ringrazio fin d’ora l’Ufficio scolastico territoriale di Milano per il sostegno alla promozione di ITER FP nelle scuole per divulgarne la conoscenza agli studenti, alle studentesse e alle loro famiglie”.   

    Come ogni anno, inoltre, è disponibile sul sito della Città metropolitana la guida sull’offerta formativa destinata agli studenti e alle studentesse all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado”ITER Orientamento scolastico per ragazzi” completamente aggiornata: uno strumento che gli studenti e le famiglie possono agevolmente consultare, scaricare e stampare in parte o integralmente, anche in formato libretto.