Categoria: Lavoro

  • AMAGA, lavoro offresi: si cercano  conducenti con patente C

    AMAGA, lavoro offresi: si cercano conducenti con patente C

    Amaga Spa, società multiservizi del territorio, ha indetto una procedura di selezione pubblica finalizzata alla formazione di una graduatoria utile alla costituzione di rapporti di lavoro a tempo pieno e indeterminato per la copertura della posizione di

    “ADDETTI ALLA RACCOLTA RIFIUTI CON MANSIONE DI CONDUCENTI DI VEICOLI PER I QUALI È RICHIESTA LA PATENTE DI GUIDA CATEGORIA “C”, CQC E CARTA TACHIGRAFICA” – LIVELLO 3B DEL CCNL dei Servizi Ambientali (UTILITALIA)”.

    Si tratta di una importante opportunità occupazionale in un settore strategico per la città, che unisce l’erogazione di un servizio essenziale per la collettività alla valorizzazione delle professionalità degli operatori addetti alla raccolta e al trasporto dei rifiuti.

    Tutti i dettagli, i requisiti richiesti e le modalità di partecipazione sono riportati nell’Avviso di Selezione, disponibile sul sito ufficiale di Amaga Spa, nella sezione AMA Amministrazione trasparente / Reclutamento del personale, al seguente link:
    👉 https://amaga.it/amaga-spa-reclutamento-del-personale/

    Le candidature dovranno essere presentate, secondo le modalità e le tempistiche indicate nell’Avviso, entro e non oltre martedì 23 settembre 2025 alle ore 12.30.

    Amaga invita tutti i soggetti in possesso dei requisiti richiesti a prendere visione dell’Avviso e a presentare la propria candidatura, sottolineando l’importanza di contribuire, attraverso il proprio lavoro, al miglioramento della qualità ambientale e del decoro urbano della comunità.

  • Turismo, boom della Lombardia a Ferragosto: i dati

    Turismo, boom della Lombardia a Ferragosto: i dati

    Un Ferragosto da quasi tutto esaurito in Lombardia.Lo certificano le elaborazioni dell’Osservatorio regionale del Turismo e Attrattività, che per il periodo 14-17 agosto, registra un tasso medio di occupazione alberghiera dell’85%, con punte per il giorno di Ferragosto che arrivano a superare il 95% in alcune delle principali destinazioni turistiche.

    LOMBARDIA PREFERITA PER VARIETÀ OFFERTA TURISTICA – “Questi numeri– sottolinea l’assessore regionale al Turismo, Barbara Mazzali– confermano la forza della Lombardia come destinazione, capace di competere con i grandi poli turistici italiani grazie alla varietà della sua offerta: laghi, montagne, città d’arte e persino Milano, che anche a metà agosto continua a richiamare visitatori da tutto il mondo”.

    LE LOCALITÀ ‘REGINE’ A FERRAGOSTO – A trainare il Ferragosto 2025 sono l’alto Lago di Como, Lecco, e la Valtellina, con Bormio, Livigno e Aprica tra le mete più richieste.Ottimi i risultati anche per il basso e centro Lago di Como, che raggiunge una media dell’87%, e per l’area bresciana dei laghi, con tassi tra l’85% e il 90%. Milano sorprende ancora: supera l’85% di occupazione e segna i maggiori rincari medi dei prezzi del weekend, a testimonianza di una domanda vivace e di un’offerta sempre più orientata alla qualità. “Abbiamo visto una flessione a fine luglio – sottolinea l’assessore – dovuta a cancellazioni da parte di turisti americani e asiatici, ma poi abbiamo recuperato in pieno grazie a nuove prenotazioni provenienti soprattutto dal Nord Europa, Paesi Bassi, Regno Unito, Polonia e paesi scandinavi”.

    Il risultato? “Tariffe cresciute tra il 10% e il 20% rispetto a un mese fa – fa presente Mazzali e un quadro che conferma la solidità del mercato lombardo anche di fronte a oscillazioni globali”. CHI SCEGLIE LA LOMBARDIA – “Il profilo del turista lombardo a Ferragosto – spiega – è stato chiaro: le coppie rappresentano il 45% dei visitatori, seguite dalle famiglie (30%), mentre gruppi organizzati e viaggiatori singoli si attestano intorno al 12% ciascuno.Una distribuzione che evidenzia la capacità del nostro territorio di proporre esperienze su misura, dal soggiorno romantico al viaggio con bambini, fino a chi sceglie l’avventura in solitaria”.

    CRESCE LA REPUTAZIONE TURISTICA – A supportare questi dati c’è anche un incremento dell’Indice di ‘Reputazione turistica’: nei primi cinque mesi del 2025 la Lombardia è salita da 83,7 a 85,3 su 100, con un miglioramento percepito della qualità dell’hospitality.In cima alle valutazioni ci sono gli americani (87,2/100), seguiti da turisti polacchi, britannici, spagnoli e italiani, senza dimenticare l’area francofona, la regione GAS (Germania, Austria, Svizzera) e i Paesi Bassi. “Particolarmente significativo – aggiunge l’assessore Mazzali – è il ritorno dei visitatori cinesi, soprattutto nelle destinazioni più esclusive”.

    DESTAGIONALIZZARE È FATTORE DI COMPETITIVITÀ – Oltre ai numeri positivi di Ferragosto, c’è un dato che racconta meglio di ogni altro la forza della Lombardia: la nostra regione è oggi campione di destagionalizzazione.Mentre l’Italia presenta ancora un indice di stagionalità pari a 0,56, la Lombardia si ferma a 0,29. “Un valore che – chiarisce l’assessore – significa una cosa molto chiara: da noi l’arrivo dei turisti non dipende dal bel tempo o dalle festività, ma si distribuisce lungo tutto l’anno, con benefici concreti per comunità, operatori e territori”. UNA VISIONE STRATEGICA – “Questo risultato– prosegue – non è casuale, ma è il frutto di una visione iniziata due anni fa, quando abbiamo scelto di raccontare la Lombardia non solo attraverso le sue icone più famose, ma attraverso ogni angolo, ogni borgo, ogni storia autentica.Una Lombardia a 360 gradi, senza confini, che invita a scoprire esperienze nuove e vere, lontane dalle mete scontate.È questo racconto corale, costruito nel tempo, ad averci resi più competitivi e ad aver consolidato l’immagine di una regione capace di accogliere e sorprendere in ogni stagione dell’anno”.

    PUNTARE SULLA QUALITÀ – “Per noi i dati non sono una semplice fotografia – conclude – ma strumenti strategici per guidare le scelte.Il nostro obiettivo è normalizzare i flussi, mantenere alta la competitività internazionale della Lombardia e puntare sempre più sulla qualità: dall’accoglienza alla promozione mirata dei mercati.Vogliamo che ogni turista, indipendentemente dalla sua provenienza o motivazione di viaggio, trovi in Lombardia un’esperienza unica e memorabile.I numeri di quest’anno ci dicono che siamo sulla strada giusta”.

  • Diritto al lavoro: fondamento per la dignità della persona

    Diritto al lavoro: fondamento per la dignità della persona

    Il diritto al lavoro rappresenta uno dei cardini fondamentali per la dignità della persona e la coesione sociale, sancito dall’articolo 1 della Costituzione italiana. Tuttavia, nonostante la normativa vigente e le politiche pubbliche mirate, il mercato del lavoro italiano evidenzia ancora significative criticità nell’inclusione dei lavoratori più fragili, quali persone con disabilità, giovani in cerca di prima occupazione, donne in condizioni di svantaggio e soggetti appartenenti a contesti sociali marginalizzati.

    Dal punto di vista normativo, l’Italia ha fatto passi importanti con la Legge 68/1999 sul collocamento mirato delle persone con disabilità e con programmi di sostegno all’occupazione giovanile, come Garanzia Giovani. Tuttavia, permangono ostacoli strutturali legati a una scarsa flessibilità del mercato del lavoro, fenomeni di discriminazione e la persistenza di forme di lavoro precario che aggravano la vulnerabilità di queste categorie. Nonostante gli oltre 24,3 milioni di occupati, il tasso di disoccupazione giovanile resta tra i più alti in Europa, mentre la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è ancora limitata rispetto agli standard europei. Inoltre, la carenza di un adeguato sistema di formazione professionale e di politiche attive efficaci riduce le opportunità di reinserimento per chi è in condizioni di fragilità.

    In questo quadro, la Dottrina Sociale della Chiesa offre un contributo rilevante, sottolineando l’importanza di una visione umanistica del lavoro, che va oltre alla semplice dimensione economica. Tra le molte esperienze presenti nel nostro paese, quella dei ragazzi dell’Associazione Onlus PizzAut che hanno imparato a preparare la pizza e a fare i camerieri è un progetto unico nel suo genere che permette al gruppo di giovani con autismo di lavorare nel mondo della ristorazione. Sostenere l’inserimento lavorativo delle persone con questo tipo di disabilità intellettiva richiama l’attenzione sul valore intrinseco della persona e sulla necessità di garantire a tutti, in particolare ai più vulnerabili, la possibilità di partecipare attivamente alla vita sociale e lavorativa. La dignità del lavoro è infatti strettamente connessa al concetto di giustizia sociale, secondo cui ogni persona ha il diritto a condizioni di lavoro giuste, alla tutela della salute e alla sicurezza, e ad un trattamento equo che valorizzi le differenze.

    Per migliorare l’inclusione lavorativa dei soggetti fragili, è dunque necessario un approccio integrato che metta insieme interventi normativi più efficaci, una maggiore sensibilizzazione sociale contro ogni forma di discriminazione, politiche attive di formazione e accompagnamento al lavoro. Le imprese devono essere incentivate non solo economicamente, ma anche attraverso una cultura aziendale orientata all’inclusione, alla valorizzazione delle diversità e al reinserimento delle persone che hanno subito un accadimento infortunistico. Quindi, il diritto al lavoro come strumento di inclusione sociale necessita di un impegno condiviso tra istituzioni, sindacati, imprese e società civile, nel rispetto dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa, affinché nessuno venga lasciato indietro e si possa costruire una comunità più equa e solidale.


    Angelo Colombini

  • Mercato del lavoro: c’è fame di manager della sostenibilità e del digitale. In ballo 5 milioni di posti di lavoro solo in Italia

    Mercato del lavoro: c’è fame di manager della sostenibilità e del digitale. In ballo 5 milioni di posti di lavoro solo in Italia

    Nei prossimi cinque anni l’Europa avrà bisogno di almeno 20 milioni di specialisti delle tecnologie informatiche e della sostenibilità contro gli 8 milioni attuali.

    Una fame di nuove figure professionali che interessa anche il mercato del lavoro in Italia, dove saranno richiesti quasi 5 milioni di manager con competenze nella twin transition, termine nato per definire l’integrazione armoniosa della transizione digitale e della transizione ecologica. Circular Economy manager, Innovation manager, ESG manager sono ormai entrati nel lessico quotidiano e sempre più imprese ne sono a caccia. Con uno stipendio medio, in Italia, di quasi 50.000 euro all’anno. Dalle costruzioni all’energia, dalla meccanica all’automotive passando per la logistica e l’agricoltura: sono tantissimi i settori che ne stanno facendo richiesta.

    Per intercettare la domanda crescente di figure specializzate, l’Unicusano ha deciso di promuovere il primo corso in “Twin Transition Economics – Economia della Transizione Sostenibile e Digitale” all’interno della laurea magistrale in Scienze Economiche.

    Il corso dell’Unicusano è focalizzato su come le economie e le imprese affrontano e gestiscono il duplice processo di transizione: quello verso la sostenibilità (spesso legata all’ambiente e all’economia circolare) e quello verso il digitale (legato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione). Obiettivo è la formazione di esperti capaci di comprendere e gestire le complesse sfide e le molteplici opportunità derivanti dalla contemporanea transizione verso un modello economico che sia al contempo più sostenibile dal punto di vista ambientale e profondamente trasformato dalle tecnologie digitali. Questo programma biennale è concepito per fornire una preparazione avanzata e multidisciplinare, integrando conoscenze economiche, aziendali, tecnologiche e gestionali, al fine di sviluppare una visione olistica delle interconnessioni cruciali tra sostenibilità e digitalizzazione.

    Il laureato del Curriculum Twin Transition Economics – Economia della Transizione Sostenibile e Digitale – spiega la prof.ssa Gabriella Arcese, Direttrice del Dipartimento di Scienze Economiche, Psicologiche, della Comunicazione, della Formazione e Motorie – possiede competenze avanzate nell’analisi e nella gestione delle sfide e delle opportunità legate alla duplice transizione ed è in grado di comprendere e applicare i principi dell’economia circolare e della sostenibilità nei contesti produttivi e urbani; valutare e implementare tecnologie e innovazioni per la riduzione dell’impatto ambientale e l’efficienza delle risorse; analizzare le dinamiche competitive e collaborative tra imprese nel quadro della transizione; contribuire alla definizione e all’implementazione di politiche pubbliche per la sostenibilità ambientale e la gestione delle risorse naturali; gestire progetti di innovazione sostenibile e digitale all’interno di organizzazioni pubbliche e private; comunicare efficacemente in contesti professionali internazionali grazie alle competenze linguistiche acquisite.

    Appuntamento a settembre con il nuovo corso dell’Unicusano sulla twin transition. Ad aspettare le matricole materie come il management della sostenibilità e innovazione, tecnologia e innovazione per la twin transition, economia circolare e smart city, interazione strategica e reti d’impresa, discipline giuridiche (legato anche ai dati e loro gestione).

  • Morti sul lavoro in Lombardia. Nel primo semestre sono già 78 i decessi

    Morti sul lavoro in Lombardia. Nel primo semestre sono già 78 i decessi

    Si registrano 13 decessi al mese, 3 alla settimana. Cremona, Lecco, Brescia e Como sono in zona rossa.

    IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI GIUGNO 2025

    “Nel primo semestre 2025 si contano 78 morti sul lavoro in Lombardia, i numeri più alti registrati nel nostro Paese. Ma l’incidenza di mortalità smorza in parte il triste primato della regione. Perché il rischio di morte per i lavoratori – e quindi i numeri delle vittime rispetto alla popolazione lavorativa – rimane tra i più bassi della Penisola. Tant’è che anche alla fine del primo semestre la Lombardia si colloca in zona gialla”.

    Per Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, la situazione in Lombardia, come nel resto del Paese, deve necessariamente avere una doppia lettura. Solo analizzando insieme il numero assoluto delle vittime e l’incidenza di mortalità tra i lavoratori si può comprendere appieno l’emergenza in Lombardia.

    IL RISCHIO DI MORTE IN LOMBARDIA, PROVINCIA PER PROVINCIA, A FINE GIUGNO 2025

    Per individuare le aree più fragili d’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.

    La zona gialla, in cui si trova la Lombardia, è quella che, subito dopo la bianca, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le meno elevate a livello nazionale. A fine giugno 2025, dunque, il rischio di infortunio mortale in Lombardia (12,3 morti per milione di occupati) risulta essere inferiore rispetto alla media nazionale pari a 15,1.

    Per quanto riguarda le incidenze, in Lombardia emergono quattro province in zona rossa: Cremona (38,2), Lecco (27,8), Brescia (19,8) e Como (19,0). Segue in zona arancione Bergamo (18,1). In zona gialla, invece, troviamo Sondrio (13,7). Infine, in zona bianca: Lodi (10,1), Milano (8,5), Monza e Brianza (7,5), Mantova (5,5), Pavia (4,2) e Varese (2,6).

    A fine giugno 2025, la Lombardia conta 78 decessi, in diminuzione rispetto agli 86 dello scorso anno. Tra questi, 56 si sono verificati in occasione di lavoro (8 in meno rispetto al 2024) e 22 in itinere (come l’anno precedente). Purtroppo, nonostante il decremento, la Lombardia resta la regione con il numero più alto di vittime, sia totali che sul lavoro.

    MILANO: PRIMA PROVINCIA DELLA REGIONE PER DECESSI E DENUNCE

    Il più elevato numero di decessi totali è stato registrato in provincia di Milano (21). Seguono: Bergamo (15), Brescia (12), Cremona (8), Como (6), Lecco (4), Monza Brianza e Pavia (3), Mantova e Varese (2), Sondrio e Lodi (1).

    Milano è in cima anche alla graduatoria degli infortuni mortali in occasione di lavoro con 13 vittime. Seguono: Brescia (11), Bergamo (9), Cremona (6), Como (5), Lecco (4), Monza Brianza (3), Mantova, Pavia, Varese, Lodi e Sondrio (1).

    Ed è sempre la provincia di Milano a far registrare il maggior numero di denunce totali di infortunio (19.014), seguita da: Brescia (8.239), Bergamo (6.517), Varese (5.050), Monza Brianza (3.934), Como (2.757), Mantova (2.471), Pavia (2.355), Cremona (2.233), Lecco (1.747), Lodi (1.223) e Sondrio (1.101).

    DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI IN CALO ANCHE A FINE GIUGNO 2025

    Anche alla fine di giugno 2025 le denunce di infortunio totali diminuiscono rispetto al 2024: passando da 57.265 alle attuali 56.641.

    INFORTUNI PER GENERE E NAZIONALITÀ

    Sono 20.862 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (16.398 in occasione di lavoro) e 35.779 quelle degli uomini (30.821 in occasione di lavoro). Mentre sono 7 le donne che hanno perso la vita, da gennaio a giugno 2025, 4 in occasione di lavoro e 3 in itinere.

    Le denunce dei lavoratori stranieri sono 14.113 su 56.641 (circa 1 su 4), di queste 11.745 sono quelle registrate in occasione di lavoro. Infine, sono 14 i lavoratori stranieri deceduti su un totale di 78. Di questi, 8 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 6 in itinere.

    SETTORE PIÙ COLPITO: L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA SEGUITA DAI TRASPORTI

    Le Attività Manifatturiere, alla fine dei primi sei mesi del 2025, sono in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (7.286). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (3.086), Commercio (2.846), Sanità (2.787) e Costruzioni (2.705).

  • Nerviano Medical Sciences: “Da Regione massimo impegno per salvare posti di lavoro, prosegue dialogo con proprietà”

    Nerviano Medical Sciences: “Da Regione massimo impegno per salvare posti di lavoro, prosegue dialogo con proprietà”

    “Martedì 29 in IV Commissione Attività produttive si è tenuta l’audizione urgente che avevo richiesto nei giorni scorsi per affrontare la grave crisi occupazionale che coinvolge la Nerviano Medical Sciences. È stato un momento importante per ascoltare le parti in causa e raccogliere tutti gli elementi necessari ad attivare ogni strumento utile alla salvaguardia dei posti di lavoro e del presidio scientifico di Nerviano”.

    Lo dichiara Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega e vicepresidente della Commissione Attività produttive, a margine dell’audizione con la proprietà dell’azienda, le organizzazioni sindacali, il Comune di Nerviano e la Città Metropolitana di Milano. La storica azienda biotech, impegnata nella ricerca e sviluppo di farmaci oncologici, rischia di chiudere a seguito della decisione del fondo PAG, con la perdita di 90 posti di lavoro altamente specializzati.

    “Regione Lombardia ha ribadito, per quanto di propria competenza, il proprio impegno e la volontà di continuare a sostenere un confronto costante con l’azienda anche per valutare la partecipazione a bandi su ricerca e innovazione. Un segnale importante che apre alla possibilità di reintegrare parte dell’occupazione e di rilanciare le attività su nuove basi”.

    “Come Lega e come Regione Lombardia – prosegue Scurati – riteniamo imprescindibile la tutela di un patrimonio di competenze così rilevante e strategico per il sistema della ricerca e dell’innovazione lombarda. L’audizione di oggi è solo l’inizio di un percorso di confronto istituzionale con tutti gli attori coinvolti, anche alla luce del fatto che l’azienda a settembre avvierà un percorso di ristrutturazione i cui termini ancora non sono chiari. La Lega continuerà a seguire con attenzione questa vicenda – conclude Scurati –. Regione Lombardia c’è, come sempre, per difendere lavoro, ricerca e sviluppo sul territorio”.

  • Magneti Marelli, non ci sono compratori: la preoccupazione dei sindacati

    Magneti Marelli, non ci sono compratori: la preoccupazione dei sindacati

    Marelli, gruppo della componentistista auto ceduto dall’allora Fca (oggi Stellantis) a Kkr nel 2018, resta ai creditori. Nella finestra di 45 giorni fissata dalla procedura del Chapter 11 avviata negli Stati Uniti e conclusa il 28 luglio, la società, come si legge in una nota riportata da Il Sole 24 Ore, “non ha ricevuto offerte superiori, pertanto, come indicato nell’Accordo di Supporto alla Ristrutturazione precedentemente comunicato, Marelli prevede di uscire dal Chapter 11 nel 2026 sotto la proprietà dei suoi principali finanziatori”, con in testa il fondo Strategic Value Partners, accanto a Deutsche Bank, Mbk Partners, Fortress Investment Group e Polus Capital Management.

    Marelli ha inoltre ottenuto l’approvazione di tutte le mozioni “second day” e il via libera definitivo ad alcune mozioni “first day” da parte del Tribunale fallimentare degli Stati Uniti. Dopo l’udienza del 24 luglio, infatti, “Marelli ha ottenuto dai propri finanziatori l’accesso a ulteriori 130 milioni di dollari del finanziamento di 1,1 miliardi di dollari, concesso ai debitori in possesso dei beni (Dip, debtor in possession), che consentirà alla società di continuare a servire i propri clienti e adempiere agli obblighi post-petizione nei confronti dei fornitori e degli altri creditori senza interruzioni”. David Slump, amministratore delegato di Marelli, ha sottolineato che la società “continua ad avanzare nel processo di Chapter 11, garantendo al contempo la continuità delle nostre operazioni quotidiane e il nostro impegno nei confronti dei clienti, dei fornitori e dei dipendenti”.


    ”La chiusura del periodo di 45 giorni prevista dal Chapter 11 di Marelli non ha visto la presentazione di offerte alternative. La proprietà dell’azienda dovrebbe quindi passare al fondo Strategic Value Partners (Svp). A questo punto è necessario capire quale sarà il progetto industriale di Svp, in particolare rispetto ai siti italiani”. Lo ha detto il coordinatore nazionale Fim Cisl Stefano Boschini.

    La Fim chiede la salvaguardia di tutta l’occupazione e un piano che preveda il rilancio di tutti gli stabilimenti del Gruppo. Il 31 la Fim chiederà al Governo di assumere un ruolo di garanzia verso la nuova proprietà, anche attraverso la Golden Power. Per i grandi contenuti tecnologici e d’innovazione attualmente presenti e per il ricco patrimonio di competenze che caratterizza i lavoratori, Marelli rappresenta una realtà strategica nel settore automotive del nostro Paese. Per questo deve essere accompagnata nel superare positivamente la fase di grande incertezza che l’azienda e il settore stanno attraversando”, ha concluso Stefano Boschini.

  • Brianza. Crisi STMicroelectronics: fumata grigia a Roma

    Brianza. Crisi STMicroelectronics: fumata grigia a Roma

    “Incontro insoddisfacente. Dalle dichiarazioni dell’azienda emergono intenzioni che non trovano riscontro in una revisione del piano industriale”.

    Lo ha detto l’assessore di Regione Lombardia allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, che ha partecipato a Roma al vertice sul futuro di STMicroelectronics che si è svolto questo pomeriggio nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

    Affinché ci sia conferma della strategicità del sito di Agrate Brianza – ha proseguito Guidesi – c’è bisogno di tanto altro: volumi produttivi, dimensione del sito, investimenti, differenziazione rispetto agli altri siti del gruppo, tenuta occupazionale e unicità di tecnologia. Le interlocuzioni e i confronti con l’azienda andranno avanti e ci rivedremo nei prossimi mesi. L’azienda conosce la disponibilità della Lombardia già manifestata con gli investimenti pubblici realizzati sul sito e con la costruzione del distretto della ‘microelettronica’ a beneficio anche di STMicroelettronics. Ora ci aspettiamo che anche la stessa azienda creda nel futuro di Agrate tanto quanto ci crediamo noi. Non mi pare che le scelte fin qui fatte dall’attuale management abbiano portato risultati positivi, per cui forse è arrivato il momento di cambiare quella pianificazione”.

  • Crisi Magneti Marelli, un mese cruciale per il futuro. Per Corbetta nessuna conseguenza immediata

    Crisi Magneti Marelli, un mese cruciale per il futuro. Per Corbetta nessuna conseguenza immediata

    Saranno decisive le prossime settimane per il destino di Magneti Marelli, gigante della componentistica per l’automotive in crisi da mesi e ufficialmente entrato, lo scorso 11 giugno, nella procedura di Chapter 11 negli Stati Uniti, una forma di fallimento controllato che consente la ristrutturazione del debito sotto supervisione giudiziaria.

    Il gruppo, nato nel 2019 dalla fusione tra Magneti Marelli e la giapponese Calsonic Kansei, è oggi controllato dalla holding nipponica Ck Holdings, ed è schiacciato da un debito da oltre 5 miliardi di dollari. Un problema aggravato dalla transizione verso l’elettrico, da strategie industriali poco efficaci e da difficoltà nel mantenere una catena di fornitura fluida e competitiva.

    Secondo Antonio Del Duca, rappresentante della Fiom Cgil Ticino Olona, “circa l’80% dei finanziatori ha sottoscritto un accordo per sostenere il piano di rilancio, mettendo a disposizione 1,1 miliardi di dollari. Si tratta di un finanziamento ponte che dovrebbe garantire l’operatività del gruppo durante la procedura concorsuale”. A guidare il consorzio c’è il fondo americano Strategic Value Partners (SVP), che punta a rilevare il controllo della società. Ma la finestra per presentare offerte alternative resta aperta fino alle prime settimane di agosto: tra i nomi circolati, anche quello del colosso indiano Samvardhana Motherson.

    Corbetta, stabilimento ancora operativo ma con produzione irregolare

    In questo scenario di incertezza globale, lo stabilimento di Corbetta – tra i più importanti della zona ovest milanese – non è al momento interessato da conseguenze immediate, né sono stati annunciati esuberi o chiusure. Tuttavia, la produzione procede a singhiozzo, in base alla disponibilità dei semilavorati.

    “Le commesse ci sono, ma a volte mancano i componenti per realizzarle – spiega ancora Del Duca –. I lavoratori vengono richiamati solo quando arrivano le forniture, altrimenti restano a casa. La situazione è molto delicata e si vive nella totale incertezza”. Alcuni dei fornitori critici, paradossalmente, sono anche tra quelli interessati a partecipare al piano di salvataggio: “Forse, in questa fase, non conviene loro garantire la piena funzionalità dello stabilimento”, aggiunge il sindacalista.

    Il tavolo con il Governo e la “golden power”

    Nel frattempo, a Roma si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra l’azienda, i sindacati e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il ministro Adolfo Urso ha ribadito la volontà del Governo di seguire da vicino l’evolversi della situazione e ha evocato l’eventuale utilizzo della golden power, lo strumento che consente allo Stato di intervenire nelle operazioni societarie di aziende strategiche per la sicurezza nazionale.

    Durante il tavolo è stata ribadita la necessità di salvaguardare l’occupazione e il presidio produttivo nei siti italiani, in particolare quelli del Centro-Sud, come Melfi, Sulmona, Bari e Caivano, già interessati da cassa integrazione.

    I sindacati hanno chiesto con forza al Governo di promuovere l’ingresso di un soggetto industriale solido e affidabile, anche valutando – in mancanza di alternative – una partecipazione diretta dello Stato nella compagine societaria.

    Il prossimo aggiornamento ufficiale è previsto tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Entro allora, sarà più chiaro se Magneti Marelli potrà davvero imboccare la via del rilancio oppure se serviranno scelte più drastiche.

  • Audizione STMicroelectronics. Lega perentoria: ‘Il sito di Agrate non si tocca. Ma piano da rivedere profondamente’

    Audizione STMicroelectronics. Lega perentoria: ‘Il sito di Agrate non si tocca. Ma piano da rivedere profondamente’

    “Dall’audizione di questa mattina è emerso un dato chiaro: il territorio non accetterà mai la penalizzazione della STMicroelectronics di Agrate, un’eccellenza industriale e strategica per tutta la Lombardia e l’Italia. Dispiace l’assenza della governance aziendale, ma il messaggio deve arrivare forte: un piano industriale che depotenzi Agrate va rispedito al mittente.”

    Lo dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia, intervenuto oggi in audizione in merito alla situazione della STMicroelectronics, con la partecipazione dei rappresentanti del Ministero delle economie e delle finanze e del Ministero delle imprese, dei sindaci del territorio, della Provincia di Monza e Brianza e delle rappresentanze sindacali.

    “Dopo aver ricevuto ingenti fondi pubblici è inaccettabile pensare di sacrificare un sito come quello di Agrate, dove lavorano migliaia di persone e dove si produce innovazione. Oggi si conferma la necessità di incalzare la governance, ricordando che si tratta di una società con partecipazioni pubbliche di due Stati, per arrivare a una profonda revisione del piano. La Lega chiede equilibrio: si guardi al futuro e si salvaguardi l’occupazione. Agrate è un cuore tecnologico della Lombardia e tale deve restare.”

    “Il tavolo del 28 luglio al Ministero sarà il momento decisivo – conclude Corbetta – sia Regione Lombardia sia il Governo ribadiranno con fermezza questa posizione davanti all’azienda”.

    Fa eco a Corbetta la collega del Carroccio Silvia Scurati presente anche lei in Audizione questa mattina.

    “Oggi in Commissione Attività produttive abbiamo avuto la conferma che il Governo è in prima linea, segue con attenzione la situazione di STM e intende agire per difendere l’occupazione e rilanciare il sito di Agrate Brianza”.

    Lo dichiara Silvia Scurati, vicepresidente della Commissione Attività Produttive in Consiglio regionale, intervenuta in audizione con i rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del MEF, la provincia di Monza e Brianza, i sindaci del territorio e le parti sociali convocata per fare il punto sulla crisi in atto nel comparto dei semiconduttori.

    “Ringraziamo i rappresentanti dei ministeri per la loro presenza, che dimostra un’attenzione concreta verso gli oltre 5.000 lavoratori coinvolti. STM è la principale azienda del settore in Italia: serve un confronto vero e sostanziale con tutte le parti, e il piano industriale presentato va profondamente rivisto per mitigare l’impatto sociale e rispettare gli impegni presi con lo Stato”.

    “È positivo che anche da Roma si chieda all’azienda di riformulare il progetto, partendo da una gestione concordata con clausole occupazionali ben precise. Il sito di Agrate è strategico e non può essere ridimensionato. Il consiglio regionale si era espresso il 27 maggio scorso con l’approvazione di una mozione che chiedeva, appunto, la riformulazione del piano industriale”.

    “In vista del tavolo del 28 luglio al Ministero – conclude Scurati – ribadiamo la necessità di tutelare i posti di lavoro, garantire trasparenza e rilanciare gli investimenti. Le basi poste oggi vanno nella direzione giusta: come Lega continueremo a seguire con determinazione ogni sviluppo”.

    (Nella foto sopra una manifestazione fuori dalla ST di Agrate, sotto la Consigliere regionale di Bareggio Silvia Scurati)