Categoria: Lavoro

  • Rider, sentenza shock: 4 mila licenziamenti illegittimi effettuati dalla Uber Eats

    Rider, sentenza shock: 4 mila licenziamenti illegittimi effettuati dalla Uber Eats

    MILANO – Il tribunale di Milano ha condannato per condotta anti sindacale Uber Eats Italy per aver “omesso di attuare le procedure di consultazione con le organizzazioni sindacali per la cessazione delle attivita’ di food delivery in Italia”.

    Il tribunale ha ordinato all’azienda di revocare “tutti i recessi” comunicati ai rider e di avviare con le organizzazioni sindacali promotrici del ricorso, NIdiL Cgil, Filcams Cgil e Filt Cgil di Milano, “le procedure di confronto in materia di delocalizzazione e licenziamento collettivo ex lege 234/2021 ed ex lege 223/91, di comunicare a tutti i circa 4 mila rider il provvedimento e di pubblicarlo sul proprio sito aziendale, sulle pagine Facebook e Instagram e sui principali quotidiani nazionali”.

    Lo rendono noto NIdiL Cgil che commenta: “e’ significativo che per la prima volta trovi applicazione in Italia la disciplina delle delocalizzazioni delle multinazionali, che le responsabilizza nei processi di ristrutturazione. Sono infatti state totalmente accolte le rivendicazioni che le organizzazioni sindacali hanno avanzato con fermezza durante il confronto con la multinazionale. NIdiL Cgil, Filcams Cgil e Filt Cgil si dichiarano totalmente soddisfatte per lo straordinario risultato”. Uber Eats, continua la nota, “dovra’ richiamare in servizio tutti i rider ai quali dovra’ comunicare il provvedimento e avviare un reale confronto con le organizzazioni sindacali. Si dimostra ancora una volta che ai rider devono essere applicati tutti i diritti dei lavoratori subordinati”

  • Lavoro, Regione Lombardia. L’Assessore Guidesi: “Bene l’occupazione, cresce l’edilizia”

    Lavoro, Regione Lombardia. L’Assessore Guidesi: “Bene l’occupazione, cresce l’edilizia”

    M,ILANO – Il settore dell’edilizia continua a crescere, contribuendo all’andamento positivo anche dell’occupazione con una variazione degli addetti tra inizio e fine trimestre 2023 pari al +1,5%.

    È la fotografia del secondo trimestre dell’anno del comparto lombardo con un volume d’affari su base annua del +7,9% (era +10,1% nel primo trimestre). Buone anche le prospettive per i prossimi tre mesi: gli imprenditori si aspettano risultati ancora positivi grazie ai numerosi cantieri in corso.

    ASSESSORE GUIDESI: NUMERI POSITIVI – “L’edilizia si conferma – ha affermato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi – comparto fondamentale dell’economia lombarda. I numeri sono estremamente positivi, pur in una situazione generale contraddistinta da insidie e da una contingenza negativa. Parliamo di un settore, inoltre, in grado di creare nuove opportunità di lavoro, un dato significativo che migliora ulteriormente il numero già importante di occupati stabili in Lombardia”.

    “Come Regione Lombardia – ha proseguito Guidesi – continueremo a sostenere concretamente il comparto con strumenti di supporto alla filiera, a progetti di economia circolare, all’efficientamento energetico e alla liquidità”.

    LE PROSPETTIVE – Tra le ulteriori note positive c’è l’aspetto della domanda pubblica. Ottimismo si riscontra infatti nel comparto delle commesse della pubblica amministrazione, in particolare per le infrastrutture (+4%), che dovrebbero beneficiare degli effetti del PNRR.

    Pur in una situazione positiva, c’è tuttavia cautela per il futuro, in particolare per la domanda proveniente dal mercato privato, dove i saldi registrano valori negativi sia per le ristrutturazioni (-8%) che per i settori residenziale (-6%) e non residenziale (-4%). Rimane il rischio che l’esaurimento della spinta fornita dagli incentivi fiscali e il calo del mercato immobiliare, a seguito della crescita dei tassi di interesse, mettano il settore in difficoltà nel 2024.

    IL REPERIMENTO DELLA MANODOPERA – Nonostante il quadro positivo, sussistono difficoltà nel reperimento della manodopera, principale problema indicato dalle imprese in questo trimestre, citato da un terzo del campione (34%). Percentuali inferiori invece per il costo dei materiali (25%), la burocrazia eccessiva (9%) e l’accesso al credito (6%).

    IL PRESIDENTE DI UNIONCAMERE, AURICCHIO: EDILZIIA SETTORE STRATEGICO – “L’edilizia continua a sostenere l’economia lombarda – ha commentato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – in una situazione congiunturale non facile con il PIL e la produzione industriale che segnano il passo. Il settore si conferma strategico nel garantire la tenuta del mercato del lavoro: le imprese edili esprimono infatti un forte fabbisogno occupazionale e faticano a soddisfarlo. Ridurre questo divario tra domanda e offerta di lavoro è uno degli obiettivi futuri”.

    TIZIANO PAVONI: IL MERCATO SI STA RICONFIGURANDO – “I dati – ha commentato Tiziano Pavoni, presidente di ANCE Lombardia – confermano il forte segnale di difficoltà da parte delle imprese edili di reperimento della manodopera, oltre alla problematica del costo dei materiali insieme alla formazione di giovani e di nuove figure. Proprio la formazione sarà tema centrale sia per provvedere al ricambio generazionale, sia per mantenere le imprese competitive all’interno di un mercato dinamico e innovativo”.

    “Il mercato – ha spiegato – si sta riconfigurando alla luce del venir meno dei bonus e dell’aumento dei tassi di interesse: i prossimi mesi saranno fondamentali per capire se il settore continuerà a essere un traino per l’economia o se, invece, ci saranno significativi impatti sulla situazione economica regionale e nazionale”.

  • Incidenti sul lavoro: in Lombardia “costano” 3,6 mld annui

    Incidenti sul lavoro: in Lombardia “costano” 3,6 mld annui

    MILANO – Ben 3,6 miliardi di euro. E’ questo il costo stimato degli infortuni sul lavoro in Lombardia sulle 65.465 denunce segnalate nei primi sette mesi del 2023. L’analisi all’interno di “Non sicurezza, quanto mi costi?”, il 1 report sulla salute e la sicurezza sul lavoro promosso da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia in occasione della partecipazione al Safety Expo di Bergamo, ospite all’interno dello stand di AiFOS, Associazione Italiana Formatori e Operatori della Sicurezza sul lavoro e della cooperativa Aifos Service soc. coop.

    In Lombardia gli infortuni sul lavoro, da gennaio a luglio 2023, sono diminuiti del 22%. Una progressione positiva, non per tutti i comparti. I dati rilevati da Confcooperative Lombardia ci dimostrano significative variazioni. Tra i piu’ virtuosi, in primis, il settore sociale e sanitario che passa da 10.481 a 2.469 denunce di infortunio (-76%). Una contrazione da ricondurre pero’ in gran parte alla minor incidenza dei contagi professionali da Covid-19. Buone notizie anche per il facility management (trasporto e magazzinaggio), tra i settori di riferimento di Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia. Anche in questo caso si registra un saldo negativo rispetto agli infortuni denunciati nello stesso periodo del 2022 segnando un – 31%. A segnare il dato peggiore il comparto industriale legato alla produzione di bevande che cresce per denunce di infortunio del 45%. Rilevante anche l’impatto del tessile che vede un aumento in Lombardia del 22% nel settore del confezionamento e del 7% all’interno delle aziende classificate con codice Ateco C13 legato all’industria tessile. In Lombardia, inoltre, crescono gli infortuni in itinere. Molto spesso quando si parla di infortuni l’immagine piu’ radicata e’ l’incidente sul lavoro in ambito aziendale.
    I dati dimostrano il contrario. Da gennaio a luglio 2023 infatti, in controtendenza, gli infortuni in itinere sono aumentati, passando dai 10.059 dello stesso periodo del 2022 ai 10.662 di quest’anno. Suddividendo il dato per provincia in assoluto la piu’ virtuosa e’ Pavia, che fino a luglio registra un calo costante di denunce di infortuni sia in azienda che in itinere. Per incidenti in itinere, tra i primi posti, positivo il dato di Bergamo e Lodi, maglia nera Milano e Brescia. In azienda, le province che segnano il calo piu’ significativo quelle di Monza e della Brianza, Milano e Brescia.
    Al contrario crescono Bergamo, Varese e Lodi. Nei primi sei mesi dell’anno in Lombardia si sono verificati 6 infortuni mortali ogni 1000 occupati. Indice in calo del 29,4% rispetto al 2022, ma stazionario guardando al 2021.
    In generale, le statistiche indicano per la Lombardia, in questi primi 7 mesi del 2023, un’incidenza di infortuni mortali sul totale degli infortuni denunciati pari allo 0,15%. Al di sopra 7 province, di cui le prime tre risultano Cremona (0,26%), Sondrio (0,24%) e Brescia (0,21%). Tra quelle con l’incidenza piu’ bassa Mantova (0,07%) e Monza e della Brianza (0,08%). Il miglior dato in assoluto e’ pero’ quello di Lecco, con nessun incidente mortale da inizio anno.

  • Marelli chiude lo stabilimento di Crevalcore (in Emilia), venerdì 8 ore di sciopero

    Marelli chiude lo stabilimento di Crevalcore (in Emilia), venerdì 8 ore di sciopero

    “Per chiedere a Marelli di ritirare la decisione di chiusura della fabbrica di Crevalcore e per chiedere al Governo di convocare un tavolo di confronto, si proclama la mobilitazione permanente a Crevalcore e otto ore di sciopero in tutto il gruppo per venerdì 22 settembre”. Così Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr in una nota, che comunica che “Marelli annuncia chiusura della fabbrica di componenti per motori di Crevalcore”, in Emilia Romagna.

    Chiediamo a Marelli – aggiungono i sindacati nella nota -di rivedere la sua decisione e al Governo di convocare immediatamente un tavolo istituzionale di confronto. È da tempo difatti che chiediamo riconversioni per le fabbriche legate al motore termico, senza le quali la chiusura di Crevalcore sarà solo la prima di una lunga serie, così come chiediamo di concentrare le risorse pubbliche sulle leve che possono salvaguardare e rilanciare l’industria di esportazione. È su queste priorità che si deve concentrare l’interesse del Ministero del Made in Italy e delle Imprese, trasformando le dichiarazioni di principio sull’automotive in atti concreti.

    La scelta, contestano ancora i sindacati dei metalmeccanici, non prevede “alcun investimento per la transizione all’elettrico”. L’intenzione di Marelli, in ogni caso, è quella di chiudere all’inizio del prossimo anno. Per quanto riguarda gli altri stabilimenti italiani, invece, la situazione appare nel complesso stabile: come noto, Marelli è presente a Corbetta con un’unità produttiva tra le più importanti in Italia. Sul comparto Lighting non ci sono novità, così come sullo after market per cui non è stato raggiunto l’accordo di cessione.

  • Stress sul lavoro:  il 48% dei Lombardi ne risente almeno ogni due giorni

    Stress sul lavoro: il 48% dei Lombardi ne risente almeno ogni due giorni

    Ben il 60% pensa che stress e disagio mentale diminuiscano la propria produttività

    MILANO – Il mese di settembre, si sa, è uno dei più difficili per i lavoratori: ferie finite e nel futuro la prospettiva di un intero anno di lavoro, urgenze e scadenze. Lo stress e la cattiva salute mentale rimangono problemi persistenti sul posto di lavoro, È un argomento di cui si parla molto, ma il dibattito rimane acceso su quanto si stia effettivamente facendo per favorire il benessere mentale in azienda.
    Tra poco sarà la giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre), un’occasione per riflettere su quanto in ambito lavorativo si stiano o meno facendo dei progressi in questo senso.

    Secondo il sondaggio People at Work 2023 dell’ADP® Research Institute, condotto su oltre 32.000 lavoratori in 17 paesi (2mila lavoratori in Italia), il 37,6% dei lavoratori della Lombardia pensa che il proprio datore di lavoro non stia facendo nulla per promuovere una salute mentale positiva.

    Il 19,8% pensa che invece sia attivo soprattutto tramite il dialogo, favorendo una comunicazione continua e costante, l’11,6% afferma che sul luogo di lavoro si adottano politiche di non-discriminazione verso i problemi psichici, il 12,6% dichiara come nella propria azienda sia in vigore il diritto di disconnessione da mail e messaggi fuori dall’orario di lavoro, mentre secondo il 12,4% vi sono vere e proprie pause stabilite per la gestione dello stress (esempio stanza zen, meditazione, palestra,…).

    Alla domanda “hai mai la sensazione che il tuo lavoro sia influenzato negativamente dallo stress?” il 60% ha risposto “si”. Di questi, il 26% lamenta di non essere in grado di svolgere il lavoro al meglio delle proprie capacità mentre il 34,5% lamenta di avere continuamente necessità di staccare con piccole pause.

    Il 47,4% dichiara poi come i colleghi siano un forte sostegno.

    Per quanto concerne lo stress, il 16% degli intervistati afferma di sentirsi stressato giornalmente, il 9% 4-6 volte a settimana, il 23,4% 2-3 volte a settimana, una volta al mese un altro 11,9%.

    Tra le cause di stress non solo il carico di lavoro ma anche l’insoddisfazione. Il 20,1% dei lombardi afferma infatti di non sentirsi soddisfatto della propria posizione, uno su cinque. Le cause principali sono tre: il 40% lamenta di avere avuto un aumento delle responsabilità che non è combaciato con un aumento di stipendio, per il 39,7% il problema è la mancanza di avanzamenti di carriera, per un altro 40% il proprio lavoro non è più stimolante.

    Secondo Marcela Uribe, General Manager ADP Southern Europe:

    “Una cultura dell’attenzione alla salute mentale sul posto di lavoro è incredibilmente preziosa sia per i datori di lavoro sia per il personale. Quando le persone si sentono al sicuro e supportate, è molto più probabile che facciano un lavoro migliore, diminuisca l’assenteismo e si respiri più ottimismo, tutte cose che favoriscono la produttività. Iniziative come quella di offrire programmi di assistenza ai dipendenti potrebbe suggerire che i datori di lavoro stiano finalmente razionalizzando e formalizzando le attività di supporto al benessere dei dipendenti, anche esternalizzandole. Tuttavia, devono anche integrare questo tipo di supporto nelle pratiche lavorative quotidiane e istruire e formare i manager su come affrontare lo stress e i problemi di salute mentale nel proprio team”.
    Ricordiamo che sono indennizzabili tutte le malattie di natura fisica o psichica la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro, incluse depressione e ansia del lavoratore (Cassazione Civile, Sez. Lav., 11 ottobre 2022, n. 29611). Si riconosce così il ruolo dell’azienda nell’insorgenza di disturbi come ansia e depressione. Ne consegue che ogni forma di tecnopatia che possa ritenersi conseguenza di attività lavorativa risulta assicurata dall’Inail, anche se non è compresa tra le malattie tabellate o tra i rischi tabellati, dovendo, in tale caso, il lavoratore dimostrare soltanto il nesso di causa tra la lavorazione patogena e la malattia diagnosticata.
    “Depressione, ansia e malessere mentale sono quindi oramai considerate malattie che possono essere causate anche da un cattivo ambiente lavorativo, o da un eccessivo carico. È fondamentale che il benessere mentale dei lavoratori diventi una priorità per tutti i datori di lavoro, pena una perdita di produttività, ma anche reputazionale, che potrebbe essere davvero dannosa” conclude Uribe.

  • Lavoro, una buona notizia. In provincia di Milano assunti a tempo indeterminato 500 portalettere da Poste Italiane

    Lavoro, una buona notizia. In provincia di Milano assunti a tempo indeterminato 500 portalettere da Poste Italiane

    Previste ulteriori assunzioni entro la fine dell’anno

    MILANO – Dal 2022 ad oggi sono entrati in servizio nei centri di recapito della provincia di Milano circa 500 portalettere con un contratto a tempo indeterminato.

    La selezione dei neo-assunti, stabilizzati, è avvenuta tra il personale che ha già lavorato in passato come portalettere con uno o più contratti a tempo determinato e per una durata complessiva di almeno 6 mesi.
    I nuovi ingressi sono stati inseriti nelle attività di consegna di corrispondenza e pacchi nei 34 Centri di recapito presenti sul territorio provinciale per poter supportare le attività legate agli ingenti volumi di pacchi in circolazione sul network postale a seguito dello sviluppo dell’e-commerce che continua a far registrare forti crescite.

    Il programma di Politiche Attive del lavoro, che riguarderà circa 2100 assunti in tutta Italia, di cui oltre 300 in Lombardia è concordato con le Organizzazioni Sindacali, e contribuisce a realizzare in modo efficace le strategie delineate nel piano industriale “2024 Sustain & Innovate”, in particolare per quanto riguarda la nuova organizzazione del recapito che vede la trasformazione della figura del portalettere sempre più incentrata sul crescente mercato dei pacchi. I nuovi ingressi previsti per la fine dell’anno sono attesi in particolare in 28 centri di recapito di Milano e provincia.

    Prosegue dunque anche attraverso queste assunzioni, l’impegno di Poste Italiane nel creare nuove opportunità di lavoro e a garantire una presenza costante e qualificata sul territorio, dimostrando concretamente la propria vicinanza alle comunità, al territorio e alle esigenze di tutti i cittadini.

  • Trenord assume: da lunedì 11 settembre, aperte le candidature per i futuri macchinisti

    Trenord assume: da lunedì 11 settembre, aperte le candidature per i futuri macchinisti

    L’azienda ferroviaria lombarda in cerca anche di ingegneri neolaureati e operatori e tecnici di manutenzione

    MILANO – Trenord assume: da lunedì 11 settembre alle ore 15 apriranno le candidature per futuri macchinisti, da inserire nel team responsabile della conduzione delle oltre 2220 corse effettuate ogni giorno.

    Sarà possibile partecipare alla selezione fino al 24 settembre alle ore 15, secondo le indicazioni che saranno rese disponibili al link https://www.trenord.it/lavora-con-noi/.
    L’azienda ferroviaria lombarda seleziona anche due Ingegneri per la squadra di Direzione Tecnica, che lavora per innovare processi e tecnologie, e operatori e tecnici per la manutenzione dei convogli.

    La selezione di macchinisti

    Il macchinista è responsabile della conduzione dei convogli e lavora in costante sinergia con il capotreno e la sala operativa. I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno a un percorso di formazione della durata complessiva di 12 mesi, che prevedrà il conseguimento delle licenze e abilitazioni necessarie e un periodo di addestramento e tirocinio alla guida.
    Il corso di formazione prevede fasi di valutazione e verifica delle competenze acquisite propedeutici alla prosecuzione del percorso.
    Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma quinquennale di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o o di una laurea nel medesimo ambito e avere una conoscenza della lingua italiana madrelingua o certificata B1. Saranno valutate positivamente esperienze pregresse di almeno due anni nel settore tecnico e la residenza in Lombardia.
    Una volta completata la fase di selezione, i candidati dovranno effettuare una visita medica di idoneità, grazie alla quale potranno accedere al percorso di formazione.

    La selezione di neolaureati in Ingegneria dei Trasporti e Gestionale

    Nella pagina “Lavora con noi” sul sito di Trenord sono disponibili anche le informazioni utili per i laureati in Ingegneria gestionale o dei Trasporti che vogliono candidarsi per entrare nel team di Direzione Tecnica.

    Le due figure professionali saranno inserite nella funzione Omologazione e Collaudi; svolgeranno un ruolo di supporto alla Direzione Manutenzione e contribuiranno al coordinamento di progetti strategici per l’innovazione di processi e tecnologie aziendali.

    Per partecipare alla selezione, i candidati dovranno essere in possesso di Laurea Specialistica in Ingegneria dei Trasporti e Gestionale; saranno valutati sia profili di neolaureati, sia di professionisti con un’esperienza lavorativa fino a 3 anni. È richiesta una buona conoscenza della lingua inglese; saranno valutate positivamente conoscenze delle tecniche di pianificazione e monitoraggio, delle dinamiche dei sistemi di trasporto e della gestione di un’impresa ferroviaria.

    La selezione di operatori e tecnici della manutenzione

    Prosegue la selezione di operatori e tecnici di manutenzione negli impianti Trenord. Le figure selezionate saranno incaricate di svolgere attività pratico-operative di manutenzione, smontaggio, installazione e verifica su impianti e apparecchiature che compongono i convogli nella flotta dell’azienda.

    Per partecipare alla selezione, si richiede ai candidati di essere in possesso di diploma di scuola secondaria superiore di indirizzo meccanico, meccatronico, elettronico, trasporti, o di qualifica professionale in questi settori. Sono inoltre richieste manualità, conoscenze dei principi del proprio ambito lavorativo – meccanica/pneumatica o elettrotecnica/elettronica – e un’esperienza pregressa di almeno due anni in mansioni attinenti a questi settori di attività.

    Capacità di lavoro in team, gestione dei conflitti e rispetto delle regole completano il profilo richiesto.

  • Milano, “Innesti Lavorativi”: formazione, assunzioni e nuove opportunità di crescita

    Milano, “Innesti Lavorativi”: formazione, assunzioni e nuove opportunità di crescita

    Sono aperte le selezioni per inserire un nuovo gruppo di giovani con disabilità intellettiva interessati ad avvicinarsi al mondo del lavoro

    Milano Il progetto Innesti Lavorativi, finanziato da Fondazione Comunità di Milano e nella prima annualità da Fondazione De Agostini, ha come obiettivo quello di accompagnare giovani con disabilità intellettiva in un percorso di avvicinamento al lavoro. “Dopo il primo anno di attività – dichiara Marco Marzagalli, Presidente di Fondazione La Comune – sono stati raggiunti importanti risultati: 19 giovani sono stati inseriti nel progetto e 10 hanno concluso il loro percorso di formazione; attraverso assunzioni in Articolo 14, tirocini professionali e borse lavoro, 4 di loro sono stati assunti da Fondazione La Comune e altrettanti giovani hanno trovato lavoro o hanno iniziato un percorso di tirocinio presso altre realtà.”

    Inoltre, sono state attivate cinque giornate di volontariato aziendale in collaborazione con Fondazione De Agostini, una giornata di scambio culturale con l’Università di Rennes, e collaborazioni continuative con l’Associazione Parco Segantini – attraverso la quale i giovani in formazione collaborano con i volontari per la gestione delle aree verdi di un parco cittadino – e la Biblioteca di Piazza Sicilia – attraverso la quale i giovani si prendono cura del verde negli spazi adiacenti il plesso della Biblioteca.

    “I risultati ottenuti – prosegue Marzagalli – sono in linea, se non superiori, con gli obiettivi prefissati, e il progetto ha fatto nascere opportunità di incontro e collaborazione di cui Fondazione La Comune va molto fiera, e che auspica possano moltiplicarsi in futuro.”

    A partire dal mese di settembre saranno aperte le selezioni per l’ammissione al percorso di formazione di nuovi giovani, attraverso colloqui conoscitivi con i candidati. Il progetto, completamente gratuito per i beneficiari, comporta una formazione sul campo all’interno di un’Azienda Agricola alle porte di Milano, e la valutazione di competenze trasversali, indispensabili in qualsiasi contesto lavorativo.

    Per qualsiasi informazione è possibile contattare il numero 333.3262411 oppure inviare una mail a innestilavorativi@la-comune.com.

    Per maggiori informazioni:
    https://www.fondazionelacomune.org/Progetti/innesti-lavorativi-avvicinarsi-al-mondo-del-lavoro/

  • Vercelli, oggi il corteo ‘Mai più morti sul lavoro’

    Vercelli, oggi il corteo ‘Mai più morti sul lavoro’

    VERCELLI – ‘Mai più tragedie come questa, non si può morire sul lavoro’. Sarà un corteo silenzioso, ma con un messaggio forte quello che sfilerà stamattina nelle strade di Vercelli.

    Lo hanno organizzato Cgil, Cisl e Uil dopo la tragica morte dei cinque operai travolti da un treno a Brandizzo, mentre facevano lavori di manutenzione sulla linea ferroviaria Torino-Milano. In tutta la provincia di Vercelli è stato proclamato lo sciopero generale di otto ore, in tutto il Piemonte si fermeranno i settori degli edili e dei trasporti. Il ritrovo sarà alle 10 davanti alla stazione, da dove partirà il corteo che raggiungerà la Prefettura. Arriveranno delegazioni delle categorie sindacali da tutto il Piemonte, un bus porterà a Vercelli dalla Lombardia ex ferrovieri pensionati. Ci saranno il leader della Cgil, Maurizio Landini, dei segretari generali della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi e della Filt Cgil, Stefano Malorgio, le due categorie degli edili e dei trasporti direttamente colpite dalla tragedia. Davanti alla Prefettura parleranno Elena Ugazio, segretaria generale della Cisl di Vercelli, Davide Trombino, segretario generale della Feneal Uil e Giuseppe Fodero, delegato della Filt Cgil di Vercelli.

  • Intelligenza artificiale: Confartigianato lancia l’allarme, mette a rischio 1 lavoratore su 3

    Intelligenza artificiale: Confartigianato lancia l’allarme, mette a rischio 1 lavoratore su 3

    Sono 8,4 milioni i lavoratori italiani a rischio per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale. Ad evidenziarlo è un rapporto di Confartigianato, che analizza il grado di esposizione all’AI del nostro mercato del lavoro. Ne emerge che il 36,2% del totale degli occupati subirà l’impatto delle profonde trasformazioni tecnologiche e dei processi di automazione.

    MILANO – Una percentuale, quella italiana, inferiore di 3,3 punti rispetto al 39,5% della media europea di lavoratori maggiormente esposti all’AI, si sottolinea nello studio. Stanno peggio di noi Germania e Francia rispettivamente al 43% e al 41,4% di lavoratori in bilico e il Lussemburgo con addirittura il 59,4%, seguito da Belgio al 48,8% e Svezia al 48%.Le professioni più esposte sono quelle maggiormente qualificate e a contenuto intellettuale e amministrativo, a cominciare dai tecnici dell’informazione e della comunicazione, dirigenti amministrativi e commerciali, specialisti delle scienze commerciali e dell’amministrazione, specialisti in scienze e ingegneria, dirigenti della pubblica amministrazione, sottolinea lo studio, per cui tra le attività lavorative a minor rischio vi sono quelle con una una componente manuale non standardizzata.

    Secondo la rilevazione di Confartigianato, inoltre, l’espansione dell’intelligenza artificiale insidia il 25,4% dei lavoratori in ingresso nelle imprese nel 2022, pari 1,3 milioni di persone. Per le piccole imprese fino a 49 addetti la quota è del 22,2%, pari a 729.000 persone.A livello territoriale, la maggiore percentuale di personale in bilico si registra nel centro-nord, con in testa la Lombardia (35,2% degli occupati assunti nel 2022 più esposti a impatto AI), seguita dal Lazio (32%), Piemonte e Valle d’Aosta (27%), Campania (25,3%), Emilia Romagna (23,8%), Liguria (23,5%).Da rischio a opportunità, il rapporto di Confartigianato mette anche in evidenza che l’intelligenza artificiale è l’arma che le imprese stanno sfruttando per ottimizzare le proprie attività. In particolare, il 6,9% delle nostre piccole aziende utilizza robot, superando il 4,6% della media europea e, in particolare, doppiando il 3,5% della Germania. Inoltre, il 5,3% delle Pmi usa sistemi di intelligenza artificiale e il 13% prevede di effettuare nel prossimo futuro investimenti nell’applicazione dell’AI.”L’intelligenza artificiale – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – è un mezzo, non è il fine. Non va temuta, ma governata dall’intelligenza artigiana per farne uno strumento capace di esaltare la creatività e le competenze, inimitabili, dei nostri imprenditori. Non c’è robot o algoritmo che possano copiare il sapere artigiano e simulare l’’anima’ dei prodotti e dei servizi belli e ben fatti che rendono unico nel mondo il made in Italy”