Categoria: Lavoro

  • Marelli chiude lo stabilimento di Crevalcore (in Emilia), venerdì 8 ore di sciopero

    Marelli chiude lo stabilimento di Crevalcore (in Emilia), venerdì 8 ore di sciopero

    “Per chiedere a Marelli di ritirare la decisione di chiusura della fabbrica di Crevalcore e per chiedere al Governo di convocare un tavolo di confronto, si proclama la mobilitazione permanente a Crevalcore e otto ore di sciopero in tutto il gruppo per venerdì 22 settembre”. Così Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr in una nota, che comunica che “Marelli annuncia chiusura della fabbrica di componenti per motori di Crevalcore”, in Emilia Romagna.

    Chiediamo a Marelli – aggiungono i sindacati nella nota -di rivedere la sua decisione e al Governo di convocare immediatamente un tavolo istituzionale di confronto. È da tempo difatti che chiediamo riconversioni per le fabbriche legate al motore termico, senza le quali la chiusura di Crevalcore sarà solo la prima di una lunga serie, così come chiediamo di concentrare le risorse pubbliche sulle leve che possono salvaguardare e rilanciare l’industria di esportazione. È su queste priorità che si deve concentrare l’interesse del Ministero del Made in Italy e delle Imprese, trasformando le dichiarazioni di principio sull’automotive in atti concreti.

    La scelta, contestano ancora i sindacati dei metalmeccanici, non prevede “alcun investimento per la transizione all’elettrico”. L’intenzione di Marelli, in ogni caso, è quella di chiudere all’inizio del prossimo anno. Per quanto riguarda gli altri stabilimenti italiani, invece, la situazione appare nel complesso stabile: come noto, Marelli è presente a Corbetta con un’unità produttiva tra le più importanti in Italia. Sul comparto Lighting non ci sono novità, così come sullo after market per cui non è stato raggiunto l’accordo di cessione.

  • Stress sul lavoro:  il 48% dei Lombardi ne risente almeno ogni due giorni

    Stress sul lavoro: il 48% dei Lombardi ne risente almeno ogni due giorni

    Ben il 60% pensa che stress e disagio mentale diminuiscano la propria produttività

    MILANO – Il mese di settembre, si sa, è uno dei più difficili per i lavoratori: ferie finite e nel futuro la prospettiva di un intero anno di lavoro, urgenze e scadenze. Lo stress e la cattiva salute mentale rimangono problemi persistenti sul posto di lavoro, È un argomento di cui si parla molto, ma il dibattito rimane acceso su quanto si stia effettivamente facendo per favorire il benessere mentale in azienda.
    Tra poco sarà la giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre), un’occasione per riflettere su quanto in ambito lavorativo si stiano o meno facendo dei progressi in questo senso.

    Secondo il sondaggio People at Work 2023 dell’ADP® Research Institute, condotto su oltre 32.000 lavoratori in 17 paesi (2mila lavoratori in Italia), il 37,6% dei lavoratori della Lombardia pensa che il proprio datore di lavoro non stia facendo nulla per promuovere una salute mentale positiva.

    Il 19,8% pensa che invece sia attivo soprattutto tramite il dialogo, favorendo una comunicazione continua e costante, l’11,6% afferma che sul luogo di lavoro si adottano politiche di non-discriminazione verso i problemi psichici, il 12,6% dichiara come nella propria azienda sia in vigore il diritto di disconnessione da mail e messaggi fuori dall’orario di lavoro, mentre secondo il 12,4% vi sono vere e proprie pause stabilite per la gestione dello stress (esempio stanza zen, meditazione, palestra,…).

    Alla domanda “hai mai la sensazione che il tuo lavoro sia influenzato negativamente dallo stress?” il 60% ha risposto “si”. Di questi, il 26% lamenta di non essere in grado di svolgere il lavoro al meglio delle proprie capacità mentre il 34,5% lamenta di avere continuamente necessità di staccare con piccole pause.

    Il 47,4% dichiara poi come i colleghi siano un forte sostegno.

    Per quanto concerne lo stress, il 16% degli intervistati afferma di sentirsi stressato giornalmente, il 9% 4-6 volte a settimana, il 23,4% 2-3 volte a settimana, una volta al mese un altro 11,9%.

    Tra le cause di stress non solo il carico di lavoro ma anche l’insoddisfazione. Il 20,1% dei lombardi afferma infatti di non sentirsi soddisfatto della propria posizione, uno su cinque. Le cause principali sono tre: il 40% lamenta di avere avuto un aumento delle responsabilità che non è combaciato con un aumento di stipendio, per il 39,7% il problema è la mancanza di avanzamenti di carriera, per un altro 40% il proprio lavoro non è più stimolante.

    Secondo Marcela Uribe, General Manager ADP Southern Europe:

    “Una cultura dell’attenzione alla salute mentale sul posto di lavoro è incredibilmente preziosa sia per i datori di lavoro sia per il personale. Quando le persone si sentono al sicuro e supportate, è molto più probabile che facciano un lavoro migliore, diminuisca l’assenteismo e si respiri più ottimismo, tutte cose che favoriscono la produttività. Iniziative come quella di offrire programmi di assistenza ai dipendenti potrebbe suggerire che i datori di lavoro stiano finalmente razionalizzando e formalizzando le attività di supporto al benessere dei dipendenti, anche esternalizzandole. Tuttavia, devono anche integrare questo tipo di supporto nelle pratiche lavorative quotidiane e istruire e formare i manager su come affrontare lo stress e i problemi di salute mentale nel proprio team”.
    Ricordiamo che sono indennizzabili tutte le malattie di natura fisica o psichica la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro, incluse depressione e ansia del lavoratore (Cassazione Civile, Sez. Lav., 11 ottobre 2022, n. 29611). Si riconosce così il ruolo dell’azienda nell’insorgenza di disturbi come ansia e depressione. Ne consegue che ogni forma di tecnopatia che possa ritenersi conseguenza di attività lavorativa risulta assicurata dall’Inail, anche se non è compresa tra le malattie tabellate o tra i rischi tabellati, dovendo, in tale caso, il lavoratore dimostrare soltanto il nesso di causa tra la lavorazione patogena e la malattia diagnosticata.
    “Depressione, ansia e malessere mentale sono quindi oramai considerate malattie che possono essere causate anche da un cattivo ambiente lavorativo, o da un eccessivo carico. È fondamentale che il benessere mentale dei lavoratori diventi una priorità per tutti i datori di lavoro, pena una perdita di produttività, ma anche reputazionale, che potrebbe essere davvero dannosa” conclude Uribe.

  • Lavoro, una buona notizia. In provincia di Milano assunti a tempo indeterminato 500 portalettere da Poste Italiane

    Lavoro, una buona notizia. In provincia di Milano assunti a tempo indeterminato 500 portalettere da Poste Italiane

    Previste ulteriori assunzioni entro la fine dell’anno

    MILANO – Dal 2022 ad oggi sono entrati in servizio nei centri di recapito della provincia di Milano circa 500 portalettere con un contratto a tempo indeterminato.

    La selezione dei neo-assunti, stabilizzati, è avvenuta tra il personale che ha già lavorato in passato come portalettere con uno o più contratti a tempo determinato e per una durata complessiva di almeno 6 mesi.
    I nuovi ingressi sono stati inseriti nelle attività di consegna di corrispondenza e pacchi nei 34 Centri di recapito presenti sul territorio provinciale per poter supportare le attività legate agli ingenti volumi di pacchi in circolazione sul network postale a seguito dello sviluppo dell’e-commerce che continua a far registrare forti crescite.

    Il programma di Politiche Attive del lavoro, che riguarderà circa 2100 assunti in tutta Italia, di cui oltre 300 in Lombardia è concordato con le Organizzazioni Sindacali, e contribuisce a realizzare in modo efficace le strategie delineate nel piano industriale “2024 Sustain & Innovate”, in particolare per quanto riguarda la nuova organizzazione del recapito che vede la trasformazione della figura del portalettere sempre più incentrata sul crescente mercato dei pacchi. I nuovi ingressi previsti per la fine dell’anno sono attesi in particolare in 28 centri di recapito di Milano e provincia.

    Prosegue dunque anche attraverso queste assunzioni, l’impegno di Poste Italiane nel creare nuove opportunità di lavoro e a garantire una presenza costante e qualificata sul territorio, dimostrando concretamente la propria vicinanza alle comunità, al territorio e alle esigenze di tutti i cittadini.

  • Trenord assume: da lunedì 11 settembre, aperte le candidature per i futuri macchinisti

    Trenord assume: da lunedì 11 settembre, aperte le candidature per i futuri macchinisti

    L’azienda ferroviaria lombarda in cerca anche di ingegneri neolaureati e operatori e tecnici di manutenzione

    MILANO – Trenord assume: da lunedì 11 settembre alle ore 15 apriranno le candidature per futuri macchinisti, da inserire nel team responsabile della conduzione delle oltre 2220 corse effettuate ogni giorno.

    Sarà possibile partecipare alla selezione fino al 24 settembre alle ore 15, secondo le indicazioni che saranno rese disponibili al link https://www.trenord.it/lavora-con-noi/.
    L’azienda ferroviaria lombarda seleziona anche due Ingegneri per la squadra di Direzione Tecnica, che lavora per innovare processi e tecnologie, e operatori e tecnici per la manutenzione dei convogli.

    La selezione di macchinisti

    Il macchinista è responsabile della conduzione dei convogli e lavora in costante sinergia con il capotreno e la sala operativa. I candidati selezionati per questo ruolo parteciperanno a un percorso di formazione della durata complessiva di 12 mesi, che prevedrà il conseguimento delle licenze e abilitazioni necessarie e un periodo di addestramento e tirocinio alla guida.
    Il corso di formazione prevede fasi di valutazione e verifica delle competenze acquisite propedeutici alla prosecuzione del percorso.
    Per partecipare alla selezione è necessario essere in possesso di un diploma quinquennale di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o o di una laurea nel medesimo ambito e avere una conoscenza della lingua italiana madrelingua o certificata B1. Saranno valutate positivamente esperienze pregresse di almeno due anni nel settore tecnico e la residenza in Lombardia.
    Una volta completata la fase di selezione, i candidati dovranno effettuare una visita medica di idoneità, grazie alla quale potranno accedere al percorso di formazione.

    La selezione di neolaureati in Ingegneria dei Trasporti e Gestionale

    Nella pagina “Lavora con noi” sul sito di Trenord sono disponibili anche le informazioni utili per i laureati in Ingegneria gestionale o dei Trasporti che vogliono candidarsi per entrare nel team di Direzione Tecnica.

    Le due figure professionali saranno inserite nella funzione Omologazione e Collaudi; svolgeranno un ruolo di supporto alla Direzione Manutenzione e contribuiranno al coordinamento di progetti strategici per l’innovazione di processi e tecnologie aziendali.

    Per partecipare alla selezione, i candidati dovranno essere in possesso di Laurea Specialistica in Ingegneria dei Trasporti e Gestionale; saranno valutati sia profili di neolaureati, sia di professionisti con un’esperienza lavorativa fino a 3 anni. È richiesta una buona conoscenza della lingua inglese; saranno valutate positivamente conoscenze delle tecniche di pianificazione e monitoraggio, delle dinamiche dei sistemi di trasporto e della gestione di un’impresa ferroviaria.

    La selezione di operatori e tecnici della manutenzione

    Prosegue la selezione di operatori e tecnici di manutenzione negli impianti Trenord. Le figure selezionate saranno incaricate di svolgere attività pratico-operative di manutenzione, smontaggio, installazione e verifica su impianti e apparecchiature che compongono i convogli nella flotta dell’azienda.

    Per partecipare alla selezione, si richiede ai candidati di essere in possesso di diploma di scuola secondaria superiore di indirizzo meccanico, meccatronico, elettronico, trasporti, o di qualifica professionale in questi settori. Sono inoltre richieste manualità, conoscenze dei principi del proprio ambito lavorativo – meccanica/pneumatica o elettrotecnica/elettronica – e un’esperienza pregressa di almeno due anni in mansioni attinenti a questi settori di attività.

    Capacità di lavoro in team, gestione dei conflitti e rispetto delle regole completano il profilo richiesto.

  • Milano, “Innesti Lavorativi”: formazione, assunzioni e nuove opportunità di crescita

    Milano, “Innesti Lavorativi”: formazione, assunzioni e nuove opportunità di crescita

    Sono aperte le selezioni per inserire un nuovo gruppo di giovani con disabilità intellettiva interessati ad avvicinarsi al mondo del lavoro

    Milano Il progetto Innesti Lavorativi, finanziato da Fondazione Comunità di Milano e nella prima annualità da Fondazione De Agostini, ha come obiettivo quello di accompagnare giovani con disabilità intellettiva in un percorso di avvicinamento al lavoro. “Dopo il primo anno di attività – dichiara Marco Marzagalli, Presidente di Fondazione La Comune – sono stati raggiunti importanti risultati: 19 giovani sono stati inseriti nel progetto e 10 hanno concluso il loro percorso di formazione; attraverso assunzioni in Articolo 14, tirocini professionali e borse lavoro, 4 di loro sono stati assunti da Fondazione La Comune e altrettanti giovani hanno trovato lavoro o hanno iniziato un percorso di tirocinio presso altre realtà.”

    Inoltre, sono state attivate cinque giornate di volontariato aziendale in collaborazione con Fondazione De Agostini, una giornata di scambio culturale con l’Università di Rennes, e collaborazioni continuative con l’Associazione Parco Segantini – attraverso la quale i giovani in formazione collaborano con i volontari per la gestione delle aree verdi di un parco cittadino – e la Biblioteca di Piazza Sicilia – attraverso la quale i giovani si prendono cura del verde negli spazi adiacenti il plesso della Biblioteca.

    “I risultati ottenuti – prosegue Marzagalli – sono in linea, se non superiori, con gli obiettivi prefissati, e il progetto ha fatto nascere opportunità di incontro e collaborazione di cui Fondazione La Comune va molto fiera, e che auspica possano moltiplicarsi in futuro.”

    A partire dal mese di settembre saranno aperte le selezioni per l’ammissione al percorso di formazione di nuovi giovani, attraverso colloqui conoscitivi con i candidati. Il progetto, completamente gratuito per i beneficiari, comporta una formazione sul campo all’interno di un’Azienda Agricola alle porte di Milano, e la valutazione di competenze trasversali, indispensabili in qualsiasi contesto lavorativo.

    Per qualsiasi informazione è possibile contattare il numero 333.3262411 oppure inviare una mail a innestilavorativi@la-comune.com.

    Per maggiori informazioni:
    https://www.fondazionelacomune.org/Progetti/innesti-lavorativi-avvicinarsi-al-mondo-del-lavoro/

  • Vercelli, oggi il corteo ‘Mai più morti sul lavoro’

    Vercelli, oggi il corteo ‘Mai più morti sul lavoro’

    VERCELLI – ‘Mai più tragedie come questa, non si può morire sul lavoro’. Sarà un corteo silenzioso, ma con un messaggio forte quello che sfilerà stamattina nelle strade di Vercelli.

    Lo hanno organizzato Cgil, Cisl e Uil dopo la tragica morte dei cinque operai travolti da un treno a Brandizzo, mentre facevano lavori di manutenzione sulla linea ferroviaria Torino-Milano. In tutta la provincia di Vercelli è stato proclamato lo sciopero generale di otto ore, in tutto il Piemonte si fermeranno i settori degli edili e dei trasporti. Il ritrovo sarà alle 10 davanti alla stazione, da dove partirà il corteo che raggiungerà la Prefettura. Arriveranno delegazioni delle categorie sindacali da tutto il Piemonte, un bus porterà a Vercelli dalla Lombardia ex ferrovieri pensionati. Ci saranno il leader della Cgil, Maurizio Landini, dei segretari generali della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi e della Filt Cgil, Stefano Malorgio, le due categorie degli edili e dei trasporti direttamente colpite dalla tragedia. Davanti alla Prefettura parleranno Elena Ugazio, segretaria generale della Cisl di Vercelli, Davide Trombino, segretario generale della Feneal Uil e Giuseppe Fodero, delegato della Filt Cgil di Vercelli.

  • Intelligenza artificiale: Confartigianato lancia l’allarme, mette a rischio 1 lavoratore su 3

    Intelligenza artificiale: Confartigianato lancia l’allarme, mette a rischio 1 lavoratore su 3

    Sono 8,4 milioni i lavoratori italiani a rischio per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale. Ad evidenziarlo è un rapporto di Confartigianato, che analizza il grado di esposizione all’AI del nostro mercato del lavoro. Ne emerge che il 36,2% del totale degli occupati subirà l’impatto delle profonde trasformazioni tecnologiche e dei processi di automazione.

    MILANO – Una percentuale, quella italiana, inferiore di 3,3 punti rispetto al 39,5% della media europea di lavoratori maggiormente esposti all’AI, si sottolinea nello studio. Stanno peggio di noi Germania e Francia rispettivamente al 43% e al 41,4% di lavoratori in bilico e il Lussemburgo con addirittura il 59,4%, seguito da Belgio al 48,8% e Svezia al 48%.Le professioni più esposte sono quelle maggiormente qualificate e a contenuto intellettuale e amministrativo, a cominciare dai tecnici dell’informazione e della comunicazione, dirigenti amministrativi e commerciali, specialisti delle scienze commerciali e dell’amministrazione, specialisti in scienze e ingegneria, dirigenti della pubblica amministrazione, sottolinea lo studio, per cui tra le attività lavorative a minor rischio vi sono quelle con una una componente manuale non standardizzata.

    Secondo la rilevazione di Confartigianato, inoltre, l’espansione dell’intelligenza artificiale insidia il 25,4% dei lavoratori in ingresso nelle imprese nel 2022, pari 1,3 milioni di persone. Per le piccole imprese fino a 49 addetti la quota è del 22,2%, pari a 729.000 persone.A livello territoriale, la maggiore percentuale di personale in bilico si registra nel centro-nord, con in testa la Lombardia (35,2% degli occupati assunti nel 2022 più esposti a impatto AI), seguita dal Lazio (32%), Piemonte e Valle d’Aosta (27%), Campania (25,3%), Emilia Romagna (23,8%), Liguria (23,5%).Da rischio a opportunità, il rapporto di Confartigianato mette anche in evidenza che l’intelligenza artificiale è l’arma che le imprese stanno sfruttando per ottimizzare le proprie attività. In particolare, il 6,9% delle nostre piccole aziende utilizza robot, superando il 4,6% della media europea e, in particolare, doppiando il 3,5% della Germania. Inoltre, il 5,3% delle Pmi usa sistemi di intelligenza artificiale e il 13% prevede di effettuare nel prossimo futuro investimenti nell’applicazione dell’AI.”L’intelligenza artificiale – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – è un mezzo, non è il fine. Non va temuta, ma governata dall’intelligenza artigiana per farne uno strumento capace di esaltare la creatività e le competenze, inimitabili, dei nostri imprenditori. Non c’è robot o algoritmo che possano copiare il sapere artigiano e simulare l’’anima’ dei prodotti e dei servizi belli e ben fatti che rendono unico nel mondo il made in Italy”

  • Stop reddito cittadinanza: dall’1 settembre nuovo supporto a formazione e lavoro in Regione Lombardia. Per fortuna

    MILANO Il prossimo 1 settembre, venerdì, farà il suo esordio la nuova misura di politica attiva del lavoro che accompagnerà gli ex beneficiari del reddito di cittadinanza. Al via quindi il ‘Supporto per la Formazione e il Lavoro’, come previsto dal Decreto Legge 48/2023 poi convertito nella Legge 85/2023.

    “Con assunzione di responsabilità tipicamente lombarda – afferma l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi – stiamo lavorando ininterrottamente anche nel mese di agosto per il superamento del ‘reddito di cittadinanza’, per garantire l’accesso alla nuova misura agli ex beneficiari ‘attivabili’ al lavoro”.

    “Per questo – spiega – nell’ultimo incontro con il Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone avevamo chiesto la lista di chi aveva ricevuto l’SMS con cui l’INPS ha comunicato la cessazione dell’erogazione del reddito a fine luglio. Subito dopo abbiamo convocato tutti i nostri Centri per l’Impiego per definire un protocollo operativo ed essere pronti per tempo a convocare la platea di beneficiari della nuova misura di politica attiva”.

    LA PLATEA DEI CITTADINI COINVOLTI, OLTRE 5.500 PERSONE -“Ieri abbiamo ricevuto i dati dei 5.586 cittadini interessati che – prosegue – sono stati prontamente smistati ai Centri per l’Impiego di riferimento ai quali spetta il compito di provvedere a convocare gli ex beneficiari del ‘reddito di cittadinanza’ per l’aggiornamento del patto personalizzato di servizio e il conseguente avvio del percorso di politica utile per il ricevimento, da parte dell’INPS, del sussidio di 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi”.

    DAL 21 AGOSTO INVITO AD ADERIRE ALLE MISURE DI POLITICA ATTIVA-Da lunedì 21 agosto invieremo a tutti gli interessati una comunicazione per invitarli ad aderire alle misure di politica attiva e di formazione messe in campo, laddove non lo avessero già fatto: secondo i dati resi disponibili ieri da INPS tramite ANPAL, dei 5.586 residenti o domiciliati in Lombardia (con una forte concentrazione su Milano, 43%, seguita da Brescia con il 10% e da Varese e Bergamo, poco sopra il 5%), già 2.322 risultano aver già avviato un percorso all’interno della Misura Gol, attivata da Regione Lombardia dal giugno 2022, mentre altri 1.284 sono stati presi in carico attraverso altri strumenti di politica attiva, in primis Dote Unica Lavoro.

    In Lombardia, sono quindi poco meno di 2.000 le persone già beneficiarie di Reddito di Cittadinanza da indirizzare per la prima volta nelle politiche attive e nei percorsi formativi disponibili.

    “Anche i nostri enti privati accreditati al lavoro – dice ancora Tironi – dovranno fare la loro parte come sempre fanno. Nel modello di organizzazione del mercato del lavoro lombardo, sono coinvolti con pari prerogative rispetto agli operatori pubblici, anche attraverso partnership liberamente stipulate a seguito di specifiche manifestazioni di interessi”.

    L’ultimo decreto lavoro ha previsto che le Regioni possano scegliere il loro coinvolgimento in tutte le fasi di gestione della nuova misura di politica attiva sostitutiva del ‘reddito di cittadinanza’.

    “Sostanzialmente – sottolinea l’assessore – il modello lombardo è stato nuovamente sancito da un provvedimento nazionale, a conferma della necessità di costruire reti di operatori pubblici e privati diversamente specializzati e capaci di realizzare processi di ‘up-skilling’ e ‘re-skilling’ dei lavoratori per il superamento dell’odioso mismatch tra domanda e offerta di lavoro”.

    “Il passaggio successivo – chiarisce Tironi – sarà proprio quello di rivedere i percorsi di politica attiva finanziati, anche attraverso GOL, affinché sia interrotto il circolo vizioso di persistente disoccupazione e di offerte di lavoro che non vengono coperte. Come sempre faremo la nostra parte, orientando ancor più all’inserimento lavorativo le nostre politiche attive, sempre convinti che il loro migliore esito sia quello di finire con la stipula di un vero contratto di lavoro”.

  • Cinque nuove sedi per i Centri dell’Impiego a Milano

    Grazie alla convenzione tra la Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano e Regione Lombardia in città sorgerà anche il Palazzetto del Lavoro

    Al via una convenzione tra la Città metropolitana di Milano, Comune di Milano e Regione Lombardia finalizzata ad aprire nuovi Centri per l’impiego nella città di Milano.

    Il ‘Patto per il Lavoro’ di Milano, siglato tra gli altri anche dalla Città Metropolitana di Milano e Afol Metropolitana, ha al suo interno proprio un obiettivo specifico che prevede lo sviluppo di un piano per la diffusione in città dei servizi offerti dai Centri per l’Impiego e di una sua capillarizzazione, anche in luoghi non convenzionali, in una logica di “mix” di servizi pubblici che siano sempre più vicini e comodi a cittadini e cittadine. Il criterio è che debba essere l’Amministrazione ad avvicinarsi ai luoghi normalmente frequentati dai cittadini e non viceversa.

    Grazie a questa convenzione sorgeranno quindi cinque nuove sedi di Centri per l’Impiego, quattro di queste saranno dislocate in alcuni Municipi e una in centro città: in piazzale Cantore nascerà, infatti, la nuova sede del ‘Palazzetto del Lavoro’, uno spazio nel cuore di Milano di oltre mille mq che diventerà un vero e proprio hub dedicato all’occupazione, all’accompagnamento al lavoro e alla formazione.

    “La città aspettava da oltre 20 anni di potenziare i centri per l’impiego di Milano sul modello di altre capitali europee – spiega l’assessora alle Politiche del Lavoro Alessia Cappello -. Finalmente questo progetto è reso possibile attraverso la firma di questa convenzione, per cui ringrazio Regione Lombardia e Città Metropolitana di Milano, e anche grazie alla rete e alla sinergie nate all’interno del ‘Patto per il Lavoro’. Con queste cinque nuove sedi, alcune in luoghi sperimentali come ad esempio il mercato comunale di Ponte Lambro, continua il lavoro di capillarizzazione e diffusione di centri per l’impiego in luoghi non convenzionali, come gli sportelli di orientamento lavorativo di Afol Metropolitana realizzati in rete con il Centro Milano Donna nel Municipio 4 e nel Municipio 8”.

    In particolare le quattro sedi distaccate si troveranno:

    – all’interno della ex sede dell’Anagrafe di via Paravia, 26 (Municipio 7, zona Ovest);
    – all’interno del Centro Civico in via Boifava, 17 (Municipio 5, zona Sud);
    – all’interno del mercato comunale coperto di Ponte Lambro in via Parea, 13 (Municipio 4, zona Est);
    – in viale Jenner, 54 (Municipio 9, zona Nord)

    Le nuove sedi decentrate saranno allestite in spazi di proprietà dell’Amministrazione che saranno ristrutturati attraverso fondi del Pnnr con una spesa di oltre 5 milioni di euro. Attraverso la convenzione, gli immobili saranno messi a disposizione della Città Metropolitana di Milano, a seconda delle diverse tipologie di sedi, in forma di comodato d’uso gratuito o concessione ad uso gratuito da un minimo di 9 anni fino ad un massimo di 27 anni.

    Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro della Città metropolitana ritiene che “la delibera ribadisce la centralità del lavoro per le istituzioni milanesi. L’obiettivo è offrire servizi sempre migliori e prossimi alle cittadine e ai cittadini milanesi e dei 133 comuni che compongono la Città metropolitana. Avere centri per l’impego diffusi capillarmente sul territorio significa favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di occupazione, ma anche rafforzare la capacità delle Pubbliche Amministrazione di cogliere i principali processi di cambiamento in atto nella società e migliorare la capacità di rispondere in termini positivi ai bisogni economici e formativi, individuali e collettivi accompagnando e supportando le persone nel loro percorso”.

    “Ampliare la rete dei Centri pubblici per l’impiego sul nostro territorio è una delle nostre priorità, Regione Lombardia da sempre attraverso le diverse politiche attive al lavoro accompagna i cittadini lombardi a trovare la giusta scelta nel campo lavorativo, per questo individuare spazi nuovi maggiormente fruibili è facilmente raggiungibili è importante. Dobbiamo lavorare sempre più in sinergia per ridurre in ogni angolo della regione il “famoso” mismatch lavorativo”, aggiunge Simona Tironi, assessore regionale Istruzione, Formazione, Lavoro.

  • Una buona notizia: nuovo calo della disoccupazione (anche giovanile), siamo al 7.4%

    Il numero di occupati a giugno 2023 supera quello di giugno 2022 dell’1,7% (+385mila unità), specifica inoltre l’Istat, sottolineando nel suo commento ai dati come “l’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi abbia più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine”.

    ROMA – L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa. Il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,1 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,7 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva.
    Il numero di persone in cerca di lavoro a giugno 2023, rispetto al mese precedente, diminuisce (-2,3%, pari a -44mila unità) per uomini e donne, e per tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione totale scende così al 7,4% (-0,2 punti), mentre quello giovanile al 21,3% (-0,4 punti).

    Lo afferma l’Istat nel suo rapporto su ‘Occupati e disoccupati’ relativo a giugno 2023. Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni cala (-0,3%, pari a -43mila unità) per entrambi i sessi e tra gli over 24, restando sostanzialmente stabile tra i più giovani, specifica l’Istat, mentre il tasso di inattività scende al 33,5% (-0,1 punti).La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-4,0%, pari a -80mila unità) e degli inattivi (-0,5%, pari a -60mila unità), sottolinea inoltre l’Istat, che aggiunge infine come rispetto a giugno 2022, diminuisca sia il numero di persone in cerca di lavoro (-8,7%, pari a -178mila unità) sia il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,2%, pari a -280mila